{"id":1742937,"date":"2023-05-31T14:10:29","date_gmt":"2023-05-31T13:10:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1742937"},"modified":"2023-06-01T16:31:53","modified_gmt":"2023-06-01T15:31:53","slug":"23netzinesud-%d3%8eeriggio-n-21","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/05\/23netzinesud-%d3%8eeriggio-n-21\/","title":{"rendered":"23@netzineSud &#8211; \u04cderiggio \\ n. 21"},"content":{"rendered":"<p><em>&gt; \u00a0glocalnews sulle soggettiv\u20b3zioni del meticciato meridionale \u00a0&lt;<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia non si taglia-a-striscia. \u00c8\u00a0 ancora troppo poco conosciuta\u00a0 l\u2019Autonomia regionale differenziata, eppure \u00e8\u00a0 destinata a cambiare per sempre il destino del nostro Paese e dei suoi abitanti<\/strong><\/p>\n<p>Il\u00a0 disegno di legge Calderoli, \u201cDisposizioni per l\u2019attuazione dell\u2019autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell\u2019articolo 116, terzo comma, della Costituzione\u201d,\u00a0 \u00e8 approdato alla Commissione Affari Costituzionali del Senato e procede speditamente nel suo percorso. Un percorso che parte da lontano, dalla riforma del Titolo V della Costituzione del 2001,\u00a0 ma che con l\u2019attuale Governo rischia di concludersi in pochi mesi, portando a compimento quello che \u00e8 forseil pi\u00f9 grave e irreversibile attacco alla nostra Costituzione, ai suoi valori di uguaglianza e solidariet\u00e0 e all\u2019unit\u00e0 della Repubblica. Da tempo sappiamo che il regionalismo differenziato, che secondo il ministro Calderoli dovrebbe valorizzare le peculiarit\u00e0 dei territori, \u00e8 in realt\u00e0 un micidiale strumento di divisione e di disuguaglianza. E non si tratta solo della ingiusta ridistribuzione delle risorse e delle inevitabili differenze nei servizi \u2013 anche con i famosi LEP Livelli Essenziali delle Prestazioni, che per l\u2019appunto non garantiscono prestazioni omogenee gi\u00e0 dalla definizione anche se fossero introdotti \u2013 ma della distruzione dell\u2019identit\u00e0 comune, cos\u00ec faticosamente raggiunta da una nazione di soli centocinquant\u2019anni, che ha saputo riconoscersi e affrancarsi grazie alla sua straordinaria Costituzione. Se l\u2019autonomia diventer\u00e0 realt\u00e0, non render\u00e0 solo incolmabile la distanza tra il ricco nord e il povero sud, ma consegner\u00e0 ci\u00f2 che il nostro Paese ha di pi\u00f9 prezioso \u2013 l\u2019ambiente, i beni culturali, la scuola, la cura delle persone \u2013 alle maggioranze politiche regionali del momento, che potranno piegarle a ideologie e convenienze, deciderne privatizzazioni, usarne il potere per estrarre consenso. Non ci vuole molta immaginazione: basta guardare, dietro al velo squarciato dalla pandemia, come \u00e8 stata ridotta la sanit\u00e0 anche nelle ricche regioni del nord. E si tratter\u00e0\u00a0 di una scelta irreversibile: una volta smontato lo Stato, divise le competenze, attribuiti gli edifici, avviate le assunzioni del personale, non si potr\u00e0 pi\u00f9 tornare indietro. L\u2019Italia sar\u00e0 definitivamente divisa in tante piccole repubbliche con leggi e regole diverse, guidate da potentati che su una enormit\u00e0 di materie potranno decidere i destini dei territori, dei lavoratori, delle persone, senza alcun ente sovraordinato come contrappeso e garante del destino comune. E i\u00a0 cittadini si accorgeranno delle conseguenze solo dopo il punto di non ritorno dell\u2019approvazione. Per questo \u00e8 urgente portare il tema al centro del dibattito pubblico, mobilitando tutte le persone e le forze politiche e sociali\u00a0 in una incessante campagna di informazione.<\/p>\n<h6><em><strong>Carteinregola <\/strong><\/em><em><strong>dal 30 maggio<\/strong><\/em><strong>\u00a0<\/strong><em><strong>realizza, in collaborazione con Articolo 21,\u00a0<\/strong><\/em><strong><em>u<\/em><\/strong><em><strong>na striscia quotidiana di 15\u2019, dalle 19.30 alle 19.45 dei giorni feriali,\u00a0<a style=\"font-weight: inherit; font-style: inherit;\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/carteinregola.it\">in diretta Facebook<\/a>\u00a0e\u00a0<a style=\"font-weight: inherit; font-style: inherit;\" href=\"https:\/\/www.carteinregola.it\/index.php\/litalia-non-si-taglia-striscia-quotidiana\/_wp_link_placeholder\">Youtube<\/a>\u00a0e successivamente diffusa con video e podcast.\u00a0\u00a0<\/strong><\/em><em>Ogni sera incontro con<\/em><strong>\u00a0<\/strong><em>una voce autorevole, della politica o della\u00a0 societ\u00e0 civile<\/em><strong>,\u00a0<\/strong><em>per parlare dei rischi, delle posizioni e degli impegni per creare un fronte non solo \u201cvirtuale\u201d che,\u00a0pur nelle varie articolazioni e provenienze<\/em>,<em>faccia sentire la sua voce<\/em><strong>\u00a0<\/strong><em>in\u00a0 difesa dei diritti delle cittadine e dei cittadini, del patrimonio e dell\u2019identit\u00e0 comune<\/em><em><strong>\u00a0 [vedi il <\/strong><\/em><strong><a href=\"https:\/\/www.carteinregola.it\/index.php\/litalia-non-si-taglia-striscia-quotidiana\/?fbclid=IwAR1iJIkmwL8xvIE4vHZUxY353_7landCVuvaU__soa_LXh2dtNL1I-hzcDA\">calendario ]<\/a><\/strong><\/h6>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il capitalismo sta prosciugando il pianeta e le persone: diminuzione del 53% delle riserve idriche in 30 anni<\/strong><\/p>\n<p>Secondo un nuovo studio pubblicato su Science, il 56% dei serbatoi di acqua dolce e il 53% dei laghi hanno perso volume in tre decenni. Una crisi che impatter\u00e0 pesantemente sull&#8217;accesso all&#8217;acqua delle popolazioni dei paesi sotto dominazione, e che \u00e8 il risultato di politiche consapevoli e distruttive per i profitti dei datori di lavoro. Il 56% dei serbatoi di acqua dolce e il 53% dei laghi hanno perso volume in tre decenni. Secondo uno <a href=\"https:\/\/translate.google.com\/website?sl=fr&amp;tl=it&amp;hl=it&amp;prev=search&amp;u=https:\/\/www.science.org\/doi\/10.1126\/science.abo2812?cookieSet%3D1%23body-ref-R6\">studio pubblicato sulla rivista\u00a0<em>Sciences<\/em>\u00a0il 18 maggio,<\/a> la t<strong>endenza di essiccazione globali risulta pi\u00f9 ampie di quanto si pensasse:\u00a0 <\/strong>copre circa 2000 grandi laghi e bacini, rappresentativi del 96 e dell&#8217;83% delle riserve idriche presenti in laghi e bacini a scala terrestre. L&#8217;evoluzione dei loro livelli nel periodo 1992-2020 \u00e8 stata stimata da un team internazionale di scienziati utilizzando osservazioni satellitari e modelli idrologici. I risultati sono conclusivi e confermano le tendenze gi\u00e0 osservate sulla riduzione delle riserve idriche su scala globale: la quantit\u00e0 di acqua persa da queste distese nel periodo ammonta a oltre 20 milioni di tonnellate all&#8217;anno. In volume cumulativo, questa quantit\u00e0 rappresenta quindi pi\u00f9 di 600 chilometri cubi di acqua, o l&#8217;equivalente del consumo annuo totale degli Stati Uniti. In cima alle cause di questi declini, il cambiamento climatico e l&#8217;innalzamento della temperatura che esso comporta, nonch\u00e9 il \u201cconsumo umano\u201d di acqua. Le perdite idriche sono concentrate prevalentemente nelle aree del cd. \u201cSud del Mondo\u201d (Asia centro-occidentale, India occidentale e Medio Oriente, Africa e Sud America). Un quarto della popolazione vive in una regione dove le riserve stanno diminuendo con conseguenze drammatiche sull&#8217;accesso all&#8217;acqua: L&#8217;87% dell&#8217;acqua dolce liquida superficiale \u00e8 immagazzinata nei laghi, la tendenza al ribasso del loro livello ha quindi un gran numero di conseguenze: su alcuni tipi di colture irrigue, sulla produzione di energia idraulica, sulla biodiversit\u00e0 o sulla capacit\u00e0 della Terra di assorbire le emissioni di gas serra. I ricercatori indicano cos\u00ec &#8220;<em>un calo diffuso del livello di stoccaggio dei laghi, in particolare accompagnato da un aumento delle loro temperature, potrebbe ridurre la quantit\u00e0 di anidride carbonica assorbita e aumentare le emissioni nell&#8217;atmosfera poich\u00e9 i laghi sono punti centrali del ciclo del carbonio<\/em>\u201d. Ma le conseguenze pi\u00f9 dirette e mortali sono indubbiamente sulla questione dell&#8217;accesso delle persone all&#8217;acqua. In effetti, pi\u00f9 di 2 miliardi di persone non hanno un accesso sicuro all&#8217;acqua potabile e il numero di decessi associati \u00e8\u00a0<a href=\"https:\/\/translate.google.com\/website?sl=fr&amp;tl=it&amp;hl=it&amp;prev=search&amp;u=https:\/\/ourworldindata.org\/water-access\">stimato a 1,2 milioni all&#8217;anno.<\/a><\/p>\n<h6><strong><a href=\"https:\/\/www.lotta-continua.it\/index.php?option=com_easyblog&amp;view=entry&amp;id=987&amp;Itemid=311\">leggi integralmente l\u2019articoclo su lotta-continua<\/a> <\/strong><\/h6>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Appello dell&#8217;Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Di fronte al costante incremento delle spese militari e della circolazione di armi in un \u00a0contesto internazionale nel quale la guerra nucleare si profila purtroppo come possibile \u00a0nefasto orizzonte, ci prefiggiamo da oggi una decisa e costante attivit\u00e0 di denuncia di \u00a0quel processo di militarizzazione delle nostre istituzioni scolastiche gi\u00e0 in atto da \u00a0molto, troppo tempo. Le scuole stanno sempre pi\u00f9 diventando terreno di conquista di \u00a0una ideologia bellicista e di controllo securitario che si fa spazio attraverso l&#8217;intervento \u00a0diretto delle forze armate (in particolare italiane e statunitensi) declinato in una miriade \u00a0di iniziative tese a promuovere la carriera militare in Italia e all&#8217;estero, e a presentare \u00a0le forze armate e le forze di sicurezza come risolutive di problematiche che pertengono \u00a0alla societ\u00e0 civile.\u00a0Questa invasione di campo vede come protagonisti rappresentanti delle forze militari \u00a0addirittura in qualit\u00e0 di &#8220;docenti&#8221; che tengono lezioni su vari argomenti (dall\u2019inglese \u00a0affidato a personale NATO a tematiche inerenti la legalit\u00e0 e la Costituzione) e arriva a \u00a0coinvolgere persino i percorsi di alternanza scuola-lavoro (PCTO) attraverso \u00a0l&#8217;organizzazione di visite a basi militari o caserme. Il tutto suffragato da protocolli di \u00a0intesa firmati da rappresentanti dell\u2019Esercito con il Ministero dell\u2019Istruzione, gli Uffici \u00a0Scolastici Regionali e Provinciali e le singole scuole.\u00a0Riteniamo molto grave che tali attivit\u00e0 vengano presentate mascherando quella che \u00e8 la vera natura della forza militare, nel tentativo di creare consenso attraverso un utilizzo\u00a0 improprio e fuorviante di valori quali \u201ccoraggio\u201d, \u201corgoglio\u201d e \u201cforza\u201d o di idee astratte\u00a0 quali \u201cdifesa della patria\u201d e \u201cmissioni di pace\u201d.\u00a0\u00c8 oltremodo preoccupante il livello di collaborazione che molti atenei italiani\u00a0 intrattengono con l\u2019industria bellica attraverso cospicui finanziamenti alla ricerca o la\u00a0 sottoscrizione di protocolli tra universit\u00e0 pubbliche e forze armate. L\u2019intreccio \u00e8\u00a0 talmente forte che nel comitato scientifico della fondazione di Leonardo \u201cMedor\u201d\u00a0 troviamo ben 16 rettori delle universit\u00e0 italiane.\u00a0Il ruolo che la scuola riveste non \u00e8 in alcun modo compatibile con l&#8217;ideologia brutale \u00a0che sta alla base di ogni guerra: questo processo di militarizzazione promuove pratiche antitetiche a qualsiasi effettivo e sano processo educativo.\u00a0\u201cSmilitarizzare\u201d le scuole e l&#8217;educazione vuol dire rendere gli spazi scolastici veri \u00a0luoghi di pace e di accoglienza, opporsi al razzismo e al sessismo di cui sono portatori \u00a0i linguaggi e le pratiche belliche, allontanare dai processi educativi le derive \u00a0nazionaliste, i modelli di forza e di violenza, l&#8217;irrazionale paura di un \u201cnemico\u201d (interno \u00a0ed esterno ai confini nazionali) creato ad hoc come capro espiatorio. &#8220;Smilitarizzare&#8221; \u00a0la scuola vuol dire restituirle il ruolo sociale previsto dalla Costituzione italiana.\u00a0Crediamo nel ruolo fondamentale della scuola come laboratorio dove costruire insieme\u00a0a bambine\/i e ragazze\/i una societ\u00e0 di pace e di diritti per tutte\/i, e pertanto chiediamo \u00a0a dirigenti scolastici, insegnanti, educatori\/educatrici, studenti\/esse, intellettuali, \u00a0cittadine\/i di aderire all&#8217; <strong>Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole<\/strong> firmando \u00a0questo appello e dichiarando la propria scuola luogo di pace, accoglienza e rispetto.\u00a0Chiediamo anche di farsi parte attiva nella denuncia che porteremo avanti, territorio \u00a0per territorio, di ogni intervento nelle scuole da parte delle forze militari e di sicurezza \u00a0e di ogni uso improprio delle strutture scolastiche. Chiediamo di partecipare a \u00a0un\u2019azione coerente di informazione e di mobilitazione per estromettere la cultura della \u00a0guerra dal mondo della scuola.<\/p>\n<h6><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/OsservatorioNOMS\/posts\/pfbid0zS4wpqXHUuDdDPatmx38vWWLnWScmWduk9xfFXJm2FW95WR2oeMM6833qJCHbSAbl\">adesioni<\/a><\/strong><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Dossier-Ponte, il progetto non supera le criticit\u00e0: questioni tecniche, naturalistiche, economiche e paesaggistiche rendono insostenibile la realizzazione dell\u2019opera<\/strong><\/p>\n<p>\u201cL\u2019approvazione del decreto legge voluto dal governo\u00a0che rilancia il progetto del 2011 del ponte ad unica campata sullo Stretto di Messina non supera le criticit\u00e0 di fondo sollevate dagli ambientalisti sulla insostenibilit\u00e0 dal punto di vista ambientale, economico-finanziario e sociale dell\u2019opera. Un\u2019opera dal costo elevatissimo e ingiustificato (14,6 miliardi di euro, quasi un punto di PIL), di cui non \u00e8 stata ancora dimostrata la costruibilit\u00e0 e non \u00e8 finanziata, che si vuole realizzare con una procedura di Valutazione di Impatto Ambientale addomesticata e bypassando l\u2019obbligo di gara per l\u2019affidamento al general contractor\u201d. Questa premessa inquadra l\u2019articolato\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.wwf.it\/cosa-facciamo\/pubblicazioni\/dossier-ponte-messina-kyoto-lipu-wwf\/\">dossier \u201cLo Stretto di Messina e le ombre sul rilancio del ponte\u201d<\/a><\/strong><strong>\u00a0elaborato d<\/strong>agli specialisti chiamati a raccolta da Kyoto Club, Lipu e WWF, grazie ai contributi \u00a0dei quali\u00a0 sono state individuate le principali questioni rimaste irrisolte. I capitoli del dossier approfondiscono i temi centrali che dimostrano l\u2019insostenibilit\u00e0 dell\u2019opera: dubbi sulla fattibilit\u00e0 tecnica, analisi economico aleatoria sui costi e le entrate, approssimazione logistica (vedi \u00a0il \u201cfranco navigabile\u201d), le ricadute sull\u2019occupazione, anti-economicit\u00e0 dei flussi del traffico, senza contare i \u00a0dubbi di legittimit\u00e0 costituzionale sollevati dai giuristi. Ma quel che vogliamo mettere in evidenza in questa sede sono gli aspetti critici riguardanti la valutazione di impatto ambientale, il valore naturalistico e paesaggistico. Sostengo gli esperti: 1) la procedura di valutazione di impatto ambientale va rifatta dal principio visto che come viene stabilito nel Codice dell\u2019ambiente, sono passati oltre cinque anni senza che il progetto sia stato realizzato e il provvedimento VIA deve essere reiterato nel rigoroso rispetto dell\u2019art. 9 della Costituzione che tutela il paesaggio, l\u2019ambiente e l\u2019ecosistema; 2) sotto l\u2019aspetto della valore naturalistico, la creazione di una barriera trasversale, qual \u00e8 il ponte, alla migrazione e la distruzione di aree di sosta e alimentazione contrasterebbe nettamente con la responsabilit\u00e0 di conservazione degli uccelli migratori; 3) nel progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina, osservano gli ambientalisti, manca dal punto di vista paesaggistico una visione olistica che consideri la armatura eco-paesaggistica dell\u2019intera area e non c\u2019\u00e8 alcun rispetto dei vincoli e prescrizioni esistenti dettati dalla pianificazione territoriale locale (Guida del Piano Territoriale Paesaggistico Regionale della Sicilia, Piano d\u2019Ambito 9 del messinese, Quadro territoriale Regionale Paesaggistico della Calabria) che, d\u2019altra parte, non contempla la realizzazione del ponte. I quasi 1,5 milioni di metri quadri di paratia verticale costituiti dal sistema Piloni-Trave-Asse di attraversamento rompono l\u2019unitariet\u00e0 e la continuit\u00e0 scenografica del contesto dello Stretto con un impatto estetico-percettivo e ambientale dai profondi risvolti sociali, collettivi e individuali.<\/p>\n<h6><strong><a href=\"https:\/\/www.wwf.it\/cosa-facciamo\/pubblicazioni\/dossier-ponte-messina-kyoto-lipu-wwf\/\">scarica il dossier<\/a><\/strong><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Associazione Sindacale per il Diritto all&#8217;Abitare 12 Luglio: &#8220;<\/strong><strong>Sospendere tutti gli sgomberi! No alla legge Lupi-Renzi: riconoscere la residenza anagrafica a tutte quelle famiglie alle quali viene negata perch\u00e9 occupano spazi abbandonati&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Non si potr\u00e0 realizzare in pochi mesi ci\u00f2 che non \u00e8 stato fatto negli ultimi 20 anni. Rispetto al problema casa e, nello specifico, all&#8217;emergenza abitativa, \u00e8 stato fatto molto poco. Anzi, per certi versi sono stati creati dei paletti che diventano un ostacolo per le famiglie che vivono gravi disagi abitativi. Rendere aggiornabile annualmente la graduatoria d&#8217;emergenza abitativa \u00e8 stato un grave errore, una graduatoria si pu\u00f2 definire d&#8217;emergenza se d\u00e0 la possibilit\u00e0 a chi rischia di finire per la strada di trovare accoglimento in qualunque momento si verifichi il problema, l&#8217;aggiornamento annuale \u00e8 un pugno allo stomaco di tutte quelle famiglie che vivono gravissimi disagi abitativi e che sono obbligate ad aspettare il mese di Settembre di ogni anno prima di poter essere inserite in graduatoria d&#8217;emergenza abitativa. Basterebbe una modifica al regolamento per rendere la graduatoria d&#8217;emergenza abitativa sempre aggiornabile. Siamo convinti che, se c&#8217;\u00e8 un minimo di volont\u00e0 politica, l&#8217;amministrazione comunale potrebbe intervenire in tempi brevissimi, per altro si tratterebbe di interventi a costo zero e che darebbe o una grande boccata d&#8217;ossigeno alle famiglie, soprattutto a tutte quelle famiglie che per estrema necessit\u00e0 hanno occupato immobili di propriet\u00e0 comunale che versavano in condizioni di abbandono da oltre un decennio. Le prime due questioni urgenti sulle quali intervenire: 1) BISOGNA UFFICIALIZZARE LA SOSPENSIONE DI OGNI SGOMBERO, visto l&#8217;acuirsi delle condizioni di povert\u00e0 che colpiscono oltre il 30% della popolazione, soprattutto dopo la pandemia; 2) -RICONOSCERE LA RESIDENZA ANAGRAFICA A TUTTE QUELLE FAMIGLIE ALLE QUALI VIENE NEGATA PERCH\u00c8 \u00a0OCCUPANO SPAZI ABBANDONATI. Sospendere gli sgomberi sarebbe un atto di responsabilit\u00e0 dal momento in cui oltre 1700 famiglie rischiano di essere sgomberate, quindi di finire per strada. Riconoscere la residenza anagrafica significa riconoscere il diritto di cittadinanza che quel maledetto piano casa Lupi-Renzi del 2014 ha, di fatto, tolto a centinaia di famiglie povere che, non avendo una casa e non avendo una risposta concreta dalle istituzioni, hanno deciso di occupare immobili di propriet\u00e0 comunale abbandonati e, spesso, fatiscenti, per altro intervenendo direttamente nel renderli abitabili, realizzando all&#8217;interno di essi delle vere e proprie case.<\/p>\n<h6><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/AssociazioneSindacaleDirittoAbitaredodiciLuglio\/posts\/pfbid02NVTuwrbwVJFxMywY6BYgQVtamLnGFRtc8yQfqbpqsNpqXQDuk52huLXXf5bhJunMl\">comunicato\/AssociazioneSindacaleDirittoAbitaredodiciLuglio<\/a><\/strong><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Coordinamento Agroecologia: come tutelare l\u2019immensa biodiversit\u00e0 della Sicilia<\/strong><\/p>\n<p>La terra di Sicilia \u00e8, probabilmente, uno dei luoghi pi\u00f9 unici che rari che esista al mondo e, quasi sempre, chi ci \u00e8 nato e la abita non se ne rende conto. Questa consapevolezza, purtroppo \u00e8 pi\u00f9 rara di quanto si pensi e solo poche persone, ricercatori, studiosi, appassionati, innamorati di questa terra ne colgono l\u2019unicit\u00e0; tra questi&#8230; Renzino Barbera, vero ed autentico poeta della sicilianit\u00e0, il quale scrisse in proposito: \u201c&#8230; il sesto giorno, Iddio, comp\u00ec la sua opera e lieto d\u2019aver creato tanto bello, prese la terra tra le mani e la baci\u00f2, l\u00e0 dove lui pos\u00f2 le labbra \u00e8 la Sicilia \u201d; ogni commento ci sembra superfluo. Ma da dove viene tanta bellezza, sicuramente dall\u2019essere al centro di quel mare Mediterraneo crocevia storico di popoli, tradizioni, arte, storia, speranza [&#8230;]. Pur tuttavia c\u2019\u00e8 un patrimonio tra i patrimoni che dobbiamo far comprendere non solo ai milioni di turisti che ogni anno vengono a farci visita ma soprattutto ai suoi abitanti ed, in particolar modo, ai giovani e, quindi, alle future generazioni. \u00c8 il patrimonio della biodiversit\u00e0. Per comprendere la grandezza ed importanza di questo patrimonio si tenga conto che nel panorama europeo, l\u2019Italia \u00e8 il Paese che, in assoluto, presenta il pi\u00f9 alto numero di specie: ospitiamo circa la met\u00e0 delle specie vegetali e circa un terzo di tutte le specie animali attualmente presenti in Europa. All\u2019interno dell\u2019Italia la Sicilia, insieme alla Sardegna, guida la classifica nazionale della biodiversit\u00e0, confermandosi isola delle meraviglie, staccando di netto l\u2019altra ricchissima isola italiana. Volendo dare delle informazioni molto sintetiche basti pensare che in Sicilia la fauna \u00e8 stimata in oltre 58.000 specie, di cui circa 55.000 di Invertebrati (95%), 1812 di Protozoi (3%) e 1265 di Vertebrati (2%), con un\u2019incidenza complessiva di specie endemiche pari a circa il 30%.<br \/>\nPer quanto riguarda invece la flora sono presenti 3252 taxa specifici e infraspecifici, nativi, avventizi e naturalizzati, suddivisi in 880 generi e 134 famiglie. Dunque nonostante la forte antropizzazione e il degrado degli ecosistemi naturali, la flora sicula si presenta ancora sorprendentemente ricca grazie alla notevole variet\u00e0 di ambienti, bioclimi, tipologie di suoli e rocce, configurazioni orografiche, etc. Ricordiamo che la biodiversit\u00e0 rappresenta un patrimonio di informazioni, di energia e di materia vivente che, se persa, rischia di compromettere la stessa vita umana e i suoi equilibri geopolitici. \u00c8 qualcosa su cui ancora poco riflettiamo e nel cui campo il mondo della politica fa pochissimo o niente. Eppure qualcosa inizia a muoversi. Basti pensare che in questi giorni \u00e8 nato il primo centro di ricerca italiano dedicato alla biodiversit\u00e0: il National Biodiversity Future Center, che prende il via con 300 milioni di euro e 1.300 ricercatori. Questo centro \u00e8 coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, \u00e8 uno dei cinque centri nazionali istituiti nell\u2019ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza: Fra i temi dei quali si occuper\u00e0, ci sono le strategie per affrontare la crisi climatica e quelle per le specie aliene invasive, il recupero degli ecosistemi degradati e lo studio delle specie in pericolo. Il Centro avr\u00e0 inoltre l\u2019obiettivo di comprendere e affrontare i fattori connessi al declino della biodiversit\u00e0 a livello marino, terrestre e urbano, e di valorizzare la biodiversit\u00e0 per farne una grande occasione di sviluppo economico.<\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/antropocene.it\/2023\/05\/26\/coordiamento-agroecologia-come-tutelare-limmensa-biodiversita-della-sicilia\/\">leggi integralmente l&#8217;articolo\u00a0<\/a><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&gt; \u00a0glocalnews sulle soggettiv\u20b3zioni del meticciato meridionale \u00a0&lt; &nbsp; L\u2019Italia non si taglia-a-striscia. \u00c8\u00a0 ancora troppo poco conosciuta\u00a0 l\u2019Autonomia regionale differenziata, eppure \u00e8\u00a0 destinata a cambiare per sempre il destino del nostro Paese e dei suoi abitanti Il\u00a0 disegno di&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1734,"featured_media":1742953,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[150,56,59,62,1258],"tags":[66529,113270,110073,113269,15298],"class_list":["post-1742937","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati-stampa","category-cultura","category-ambiente-ecologia","category-economia","category-educazione","tag-agroecologia-it","tag-crisi-globale-delle-riserve-idriche","tag-diritto-allabitare-12-luglio","tag-osservatorio-contro-la-militarizzazione-delle-scuole","tag-sud-del-mondo"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>23@netzineSud - \u04cderiggio \\ n. 21<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"&gt; 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