{"id":1740191,"date":"2023-05-19T11:04:23","date_gmt":"2023-05-19T10:04:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1740191"},"modified":"2023-05-19T11:06:51","modified_gmt":"2023-05-19T10:06:51","slug":"quando-a-infortunarsi-o-a-morire-di-lavoro-sono-gli-immigrati-i-dati-inail","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/05\/quando-a-infortunarsi-o-a-morire-di-lavoro-sono-gli-immigrati-i-dati-inail\/","title":{"rendered":"Quando a infortunarsi o a morire di lavoro sono gli immigrati. I dati INAIL"},"content":{"rendered":"<p>In <strong>Italia <\/strong>i residenti stranieri sono quasi <strong>5,2 milioni<\/strong> con un\u2019incidenza pari all\u20198,8% sul totale dell&#8217;intera popolazione. Quasi la met\u00e0 sono europei, oltre un quarto comunitari, un quinto asiatici e un quinto africani. <strong>198 sono le collettivit\u00e0 presenti<\/strong>, 5 delle quali coprono da sole quasi la met\u00e0 di tutti i residenti stranieri.<strong> Al primo posto troviamo i romeni, con il 20,8% (1,1 milioni), seguono gli albanesi con l\u20198,4% (433mila), i marocchini con l\u20198,3% (429mila), i cinesi con il 6,4% (330mila) e gli ucraini con il 4,6% (236mila).<\/strong> La percentuale delle donne straniere supera di poco quella degli uomini, come per la popolazione italiana (rispettivamente 51,2% e 51,3%); l\u2019et\u00e0 media \u00e8 di quasi 35 anni, mentre per gli italiani supera i 46: <strong>gli stranieri sono mediamente pi\u00f9 giovani di quasi 12 anni<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Gli stranieri hanno un tasso di occupazione leggermente pi\u00f9 basso di quello degli italiani <\/strong>(57,8% contro il 58,3%)<strong> e un tasso di disoccupazione pi\u00f9 alto<\/strong> (14,4% contro il 9,0%). <strong>Il numero dei lavoratori stranieri ammonta a quasi 2,3 milioni<\/strong> (gli italiani sono 20,3), per il 42% donne (circa 950mila), il 10% del totale dell\u2019occupazione. <strong>Il numero di disoccupati stranieri \u00e8 circa 380mila<\/strong> (pari al 16% del totale), per il 52,5% donne, con una crescita tripla rispetto a quella degli uomini negli anni della pandemia (dal 2019 al 2021).<\/p>\n<p>L<strong>\u2019occupazione straniera \u00e8 caratterizzata da una scarsa mobilit\u00e0 tra i vari comparti<\/strong>: nazionalit\u00e0 e genere restano gli stessi dopo molti anni di servizio, indipendentemente dal titolo di studio. Il 42,4% degli uomini \u00e8 occupato nell\u2019industria e nelle costruzioni, il 38,2% delle donne nei servizi domestici e di cura. <strong>Manovali, braccianti, camerieri, facchini, trasportatori, addetti alle pulizie sono le professioni in cui sono impiegati gli stranieri<\/strong> (63,8% degli stranieri in professioni non qualificate o operaie, contro il 31,7% degli italiani), <strong>un terzo sono <\/strong>laureati (contro il 2,2% degli italiani), <strong>oltre a possedere un titolo di studio pi\u00f9 alto rispetto al lavoro che svolgono<\/strong> (un terzo degli stranieri rispetto a meno di un quarto degli italiani), sono impiegati a termine (dipendenti a tempo determinato o collaboratori) o in part-time involontario. <strong>Le donne sono sempre pi\u00f9 penalizzate<\/strong>.<\/p>\n<p>Secondo il recente Report dell&#8217;<strong>INAIL <\/strong>sull&#8217;<strong>Andamento degli Infortuni sul Lavoro e delle Malattie professionali<\/strong>, alla data del 31.10.2022, risultano pervenute all\u2019<strong>INAIL<\/strong> <strong>564.311 denunce<\/strong> di infortunio nel 2021, ma mentre si \u00e8 registrato un calo del 2,4% per gli italiani, vi \u00e8 stato un<strong> incremento del 3,1% per i nati all\u2019estero<\/strong>. <strong>Oltre il 78% degli infortunati stranieri nel 2021 ha riguardato i non comunitari<\/strong> (in crescita dell\u20198,4% sul 2017) e la rimanente quota quelli dell\u2019UE (in calo di circa il 13%).<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 di 2 denunce su 3 provengono dal Nord <\/strong>(di cui il 56,1% dal Nord-est e il 43,9% dal Nord-ovest), seguite dal Centro (circa 17%) e dal Mezzogiorno (6,5% di cui due terzi nel Sud). <strong>In valore assoluto le regioni che hanno registrato il maggior numero di casi sono la Lombardia, l\u2019Emilia Romagna e il Veneto<\/strong>, complessivamente con il 58% circa delle denunce; <strong>in tali regioni si segnalano inoltre 92 vittime, circa il 44% dei 211 decessi agli stranieri<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 <strong>nell&#8217;industria e nei servizi che nel 2021 \u00e8 stato registrato il maggior numero di denunce <\/strong>con il 92% dei casi (oltre due terzi non comunitari). In particolare sono i lavoratori delle attivit\u00e0 manifatturiere, della sanit\u00e0, del trasporto e magazzinaggio, delle costruzioni ad essere stati colpiti da infortunio complessivamente per poco pi\u00f9 del 53% (50.363). Le professionalit\u00e0 pi\u00f9 coinvolte per numero di denunce sono, per la componente maschile, i facchini, i conduttori di mezzi pesanti, i muratori in pietra e mattoni, il personale addetto all\u2019imballaggio e al magazzino e i manovali nell\u2019edilizia civile, che complessivamente raggiungono un terzo del totale dei casi degli stranieri, percentuale pi\u00f9 alta di quella che si riscontra per gli italiani occupati nelle stesse mansioni (12,6%). Per le donne troviamo le lavoratrici nell\u2019ambito sanitario, comprese le infermiere e le ostetriche, le addette all\u2019assistenza personale, quelle ai servizi di pulizia ed esercizi commerciali e le collaboratrici domestiche (47% del totale donne straniere).<\/p>\n<p><strong>Romeni, albanesi e marocchini sono le comunit\u00e0 pi\u00f9 colpite da incidenti sul lavoro <\/strong>con il 36% delle denunce del 2021 e il 57% risulta avere un\u2019et\u00e0 compresa tra i 30 e i 49 anni, percentuale pi\u00f9 alta rispetto al totale degli immigrati (52%). <strong>Anche per i casi mortali tali nazionalit\u00e0 hanno avuto il maggior numero di vittime<\/strong>: Romania (39), Albania (17) e Marocco (16), complessivamente 72 eventi letali di cui 27 di et\u00e0 compresa tra i 40 e i 49 anni e 12 tra i 30 e i 39.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le <strong>malattie professionali<\/strong> denunciate, il 7,5% del totale (4.136 casi) afferisce a soli lavoratori stranieri con un incremento del 31,6% (erano 3.142) rispetto all\u2019anno precedente, di cui due terzi denunciate da lavoratori di genere maschile (2.712). Il 69% (2.852 casi) sono <a href=\"https:\/\/it.wiktionary.org\/wiki\/tecnopatia\">tecnopatici<\/a> di nazionalit\u00e0 non comunitaria, di cui il 23% albanesi (655), il 13,4% marocchini (382) e l\u201911,6% svizzeri (330). <strong>La percentuale di incremento delle malattie per i lavoratori stranieri nel biennio 2020-2021 risulta pi\u00f9 elevata per i non comunitari <\/strong>(+35,3%, da 2.108 a 2.852 denunce), rispetto a quella dei comunitari che registrano un +24,2% (da 1.034 a 1.284 casi).<\/p>\n<p>Anche in questo caso, <strong>l\u2019area Nord del Paese, con circa il 49% dei casi, si conferma per il 2021 quella con un maggior numero di denunce di malattie per i lavoratori stranieri<\/strong> (2.015 casi, il 74% nel Nord-est) seguita dal Centro (36,7%; 1.517) e con il 14,6% dal Mezzogiorno (604 casi di cui ben 502 nel Sud del Paese). Tutte le regioni tra il 2020 e 2021 hanno registrato incrementi di denunce di malattie professionali a eccezione della Valle d\u2019Aosta (un caso in meno, da 4 a 3) e del Lazio, che ha mostrato un calo del 3,7% (da 162 a 156 casi), contrariamente all\u2019anno precedente in cui risultava l\u2019unica a registrare un incremento. <strong>Nel complesso le regioni con un pi\u00f9 alto numero di tecnopatici, nel 2021, sono l\u2019Emilia Romagna (19,3%), la Toscana (17,3%) e le Marche con 10,3%<\/strong>; per quanto riguarda le regioni del Mezzogiorno \u00e8 da evidenziare che esse registrano tutte basse percentuali di denunce di malattie da parte di lavoratori stranieri, che vanno dallo 0,1% del Molise al 2,6% della Puglia.<\/p>\n<p><strong>Per approfondire<\/strong>: <a href=\"https:\/\/www.inail.it\/cs\/internet\/docs\/alg-dati-inail-2023-aprile-pdf.pdf\">https:\/\/www.inail.it\/cs\/internet\/docs\/alg-dati-inail-2023-aprile-pdf.pdf<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Italia i residenti stranieri sono quasi 5,2 milioni con un\u2019incidenza pari all\u20198,8% sul totale dell&#8217;intera popolazione. 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