{"id":1728510,"date":"2023-03-28T10:50:25","date_gmt":"2023-03-28T09:50:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1728510"},"modified":"2023-05-13T11:12:09","modified_gmt":"2023-05-13T10:12:09","slug":"%d3%8eeriggio-n-12","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/03\/%d3%8eeriggio-n-12\/","title":{"rendered":"23@netzinesud &#8211; \u04cderiggio n. 12"},"content":{"rendered":"<p><em>&gt; \u00a0glocalnews sulle soggettiv\u20b3zioni del meticciato meridionale \u00a0&lt;<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sos Mediterranee: \u201cLa Guardia Costiera libica spara, mettendo in pericolo l\u2019equipaggio della Ocean Viking e i naufraghi\u201d. <em>Nella mattinata del 25 marzo\u00a0la Guardia Costiera libica (finanziata, equipaggiata e addestrata dagli Stati membri dell\u2019Unione Europea) ha minacciato l\u2019equipaggio del natante della ONG con colpi d\u2019arma da fuoco, prima di intercettare brutalmente circa 80 persone in difficolt\u00e0 in acque internazionali<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: inherit; font-style: inherit;\">La nave di soccorso Ocean Viking, gestita da SOS MEDITERRANEE, nelle ore precedenti era stata allertata da Alarm Phone della presenza di un\u2019imbarcazione in pericolo in acque internazionali al largo della Libia. Mentre l\u2019equipaggio della nave umanitaria si preparava al soccorso, la motovedetta 656 della Guardia Costiera libica \u00e8 arrivata sul posto, avvicinandosi pericolosamente alla Ocean Viking. Tutti i tentativi del team di comando di contattarla via VHF (radio) sono rimasti senza risposta. L\u2019equipaggio della motovedetta libica ha iniziato a comportarsi in modo aggressivo, minacciando con le armi e sparando colpi di fucile in aria, a poche decine di metri di distanza dalla nostra nave. Dato che l\u2019incolumit\u00e0 dell\u2019equipaggio era minacciata, la Ocean Viking non ha avuto altra scelta che allontanarsi dalla scena, mentre la Guardia Costiera libica continuava a sparare colpi di arma da fuoco. L\u2019aereo civile di sorveglianza Seabird 2, gestito dalla ONG Sea Watch, ha monitorato la scena. Seabird 2 ha in seguito confermato di aver avvistato persone cadute in mare dal gommone e poi recuperate. Circa 80 persone sono state dunque intercettate e riportate forzatamente in Libia. \u00c8 la seconda volta quest\u2019anno che SOS MEDITERRANEE vede la Guardia Costiera libica mettere deliberatamente in pericolo la sicurezza dei naufraghi e del proprio equipaggio. A gennaio, aveva interferito mentre un\u2019operazione di salvataggio era in corso, impedendo alla squadra di ricerca e soccorso a bordo della nostra lancia di tornare alla nave madre. Fortunatamente, i sopravvissuti e l\u2019equipaggio, poco dopo, hanno potuto mettersi al sicuro sulla Ocean Viking. Secondo l\u2019Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, nel primo trimestre dell\u2019anno sono morte nel Mediterraneo centrale almeno 410 persone. Le notizie devastanti di naufragi come quello di Cutro hanno recentemente scosso l\u2019opinione pubblica. Eppure, tutto ci\u00f2 che arriva in risposta all\u2019infinita scia di morte nel Mediterraneo centrale sono i colpi di arma da fuoco, sparati da mezzi finanziati ed equipaggiati dagli Stati membri dell\u2019Unione Europea. SOS MEDITERRANEE condanna questa escalation di violenza e la deliberata minaccia all\u2019incolumit\u00e0 del nostro equipaggio e dei naufraghi nel Mediterraneo centrale da parte della Guardia Costiera libica, sponsorizzata dall\u2019UE. Serve, e da anni continua a servire, una risposta umanitaria europea a ci\u00f2 che avviene nel Mediterraneo.<\/p>\n<h6><strong><em><a href=\"https:\/\/www.osservatoriorepressione.info\/la-guardia-costiera-libica-spara-mettendo-pericolo-lequipaggio-della-ocean-viking-naufraghi\/?fbclid=IwAR2hkGkDlgCf30YdEXcurEIA1Otj5acWTj_KwTE3NcHKucCHyKzR58ayWcI\">osservatoriorepressione.info<\/a><\/em><\/strong><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: inherit; font-style: inherit;\"><strong>TORRE FARO (Messina) \u2013 Partecipata assemblea No ponte: \u201cOpera insostenibile e dannosa\u201d. <\/strong><strong>Tanti interventi <\/strong><strong>in piazza<\/strong><strong> degli attivisti della citt\u00e0 \u00a0peloritana e calabresi che hanno caratterizzato l\u2019incontro<\/strong><\/p>\n<p>Un\u2019assemblea <em>NoPonte<\/em> molto partecipata in quel di Torre Faro, nella quale si \u00e8 confermata la riorganizzazione sul territorio degli attivisti dello Stretto in opposizione alla realizzazione della mega infrastruttura. \u201cLa risposta, pertanto, al provvedimento del Consiglio dei Ministri che fa rinvenire la Stretto di Messina s.p.a, dopo lo scioglimento della societ\u00e0, non si \u00e8 fatta attendere\u201d, cos\u00ec scrive la testata online locale <a href=\"https:\/\/www.scomunicando.it\/notizie\/torre-faro-partecipata-assemblea-no-ponte-opera-insostenibile-e-dannosa-gli-interventi-in-piazza\/?fbclid=IwAR1F36Rl_-_U1QwS249P1Iuy7dvSl4qpmyutYyY5wedKy3AYZw68nxb_9ms\">Scomunicando.it<\/a>: \u201cGli attivisti messinesi, assieme ad una rappresentanza calabrese, hanno dato vita ad un incontro dinnanzi all\u2019incantevole scenario dello Stretto, confrontandosi sul tema e condividendo i contenuti che daranno vita a tante iniziative previste a Messina e in Calabria. Attraverso tanti interventi sono stati trattati gli argomenti \u201cstorici\u201d, ma sempre attuali, che motivano l\u2019opposizione al progetto tanto dibattuto e contestato, a suo tempo messo da parte, adesso rispolverato e declamato dal ministro Salvini. Nel corso dell\u2019evento, ricordati due stimatissimi difensori dello Stretto che non ci sono pi\u00f9: Emilio De Domenico e Giuseppe San\u00f2.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Assemblea cittadina contro il governo-Meloni: \u201cOrganizziamo la mobilitazione contro la repressione, l&#8217;attacco alla possibilit\u00e0 di dissenso, contro la corsa agli armamenti\u201d<\/strong><\/p>\n<p><em>Palermo, marted\u00ec 28 ore 18.00 &#8211; Centro Sociale Anomalia (piazza della Pace)<\/em><\/p>\n<p>Lo scorso 20 settembre, a Palermo si \u00e8 tenuto il comizio conclusivo della campagna elettorale di Giorgia Meloni. Gi\u00e0 in quell&#8217;occasione si delineava chiaramente la tendenza che avrebbe caratterizzato il nuovo governo della leader di Fratelli d&#8217;Italia: in quella giornata fu impedito il libero accesso al comizio pubblico di coloro i quali osavano criticare la futura premier tramite un massiccio dispiegamento di forze di polizia, che con cariche e manganelli eseguiva l&#8217;ordine di allontanare ogni forma di dissenso da quella piazza. Nei mesi successivi la linea repressiva non ha fatto che accentuarsi sempre di pi\u00f9: il governo Meloni si \u00e8 apertamente schierato dalla parte dei padroni e dei grandi imprenditori, smantellando il reddito di cittadinanza, bocciando le proposte sul salario minimo, rendendo esecutivi sfratti e sgomberi, prendendo posizione contro i lavoratori, contro l&#8217;aborto, contro i diritti delle donne. Nel lungo elenco di politiche di ingiustizia e diseguaglianza sociale nonche&#8217; di accentramento autoritario, spiccano alcuni avvenimenti in particolare: Piantedosi con le sue vergognose dichiarazioni sulla strage di migranti a Cutro, Nordio con il pugno duro sul carcere e il 41 bis, Valditara che sottolinea l&#8217;importanza del PCTO e ne approva lo svolgimento nelle caserme, per imporre sempre di pi\u00f9 la normalit\u00e0 della guerra e della militarizzazione nelle vite degli studenti: scelte di campo precise, con cui il governo Meloni scaglia la sua offensiva contro le fasce sociali pi\u00f9 deboli, e persegue la sua campagna di odio tutta volta ad alimentare la macchina del fango verso chi sta peggio, mentre i potenti possono spartirsi i profitti, distruggere la natura e l&#8217;ambiente, mettere a rischio la nostra vita in nome del profitto. Nel frattempo, il ministro della difesa Crosetto, in linea con le richieste di guerra della NATO, addirittura propone di portare le spese militari al 2% del PIL (vedi gi\u00e0 le cifre da record per il 2022, 26 miliardi di euro, a fronte di un indiscriminato aumento di accise e costo della vita). Non \u00e8 pi\u00f9 possibile rimanere indifferenti difronte a queste politiche guerrafondaie, repressive e spietate. Alle proteste e mobilitazioni che sono sorte spontaneamente nei nostri territori a fronte del carovita, dell&#8217;emergenza casa e disoccupazione, del collasso della sanit\u00e0 pubblica, della crisi climatica, per la difesa dei diritti delle donne, non c&#8217;\u00e8 stata risposta dello Stato se non nella morsa della repressione, degli sgomberi, dell&#8217;attacco verso i percettori di reddito, i meridionali, i migranti.<\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/fb.me\/e\/17DBm9uit\">info<\/a><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Di che &#8220;Casa&#8221; parliamo? Dopo la pandemia da Covid-19 e al dramma del disagio abitativo incombe su Palermo la questione del riconoscimento della residenza, una vera e propria segregazione sociale intersezionale<\/strong><\/p>\n<p><em>Mercoled\u00ec 29 ore 18:30 \u2013 <\/em><strong><em><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/maghweb.org\/\">Maghweb<\/a><\/em><\/strong><em>,\u00a0<\/em><strong><em><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/associazionehandala\/\">Associazione Handala<\/a><\/em><\/strong><em>\u00a0<\/em><em> et al. (<\/em><em>Via Nicol\u00f2 Gervasi)<\/em><\/p>\n<p>Tre anni fa la pandemia da Covid-19 aveva fatto s\u00ec che lo &#8220;stare a casa&#8221; fosse un dovere. La casa non solo non era pi\u00f9 un diritto, ma era un luogo di autoreclusione dove poter stare al sicuro, protett\u0259.<br \/>\nMa adesso come allora sembra necessario chiedersi di che casa parliamo. Proprio a causa dello spostamento dell&#8217;orizzonte che ha fatto della casa un obbligo ma allo stesso tempo una merce, non importa pi\u00f9 che sia salubre, sicura, economicamente accessibile, insomma vivibile. Queste caratteristiche sembrano essere sparite dal mercato immobiliare palermitano dove la ricerca di un&#8217;abitazione non fa che condurre a case piccole e costose o fatiscenti e non integrate con i servizi urbani. A queste condizioni si aggiungono quasi sempre richieste da parte dei proprietari in termini di garanzie stabili sul contratto d&#8217;affitto mediamente inaccessibili. Alla precariet\u00e0 abitativa cittadina si accompagna oggi, infatti, il problema del riconoscimento della residenza, sempre pi\u00f9 legato a processi di segregazione non solo di classe, ma anche di razza e di genere. \u00c8 per questo che il 29 Marzo chiediamo a tutte le persone che stanno cercando casa, che sono sotto sfratto o che vivono in condizioni precarie di incontrarsi per parlarne, per fare rete e per fare in modo che il diritto all&#8217;abitare venga rispettato e riconosciuto, cos\u00ec come quello del riconoscimento a tutte e tutti della residenza anagrafica.<\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/746679203748895\">comunicato <\/a><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>All\u2019Istituto Gramsci Siciliano, presentazione del volume \u201cMAI PI\u00d9 SOLE&#8221; CONTRO LA VIOLENZA SESSUALE di Nadia Filippini (Edizioni Viella) <\/strong><\/p>\n<p><em>Palermo, mercoled\u00ec 29 ore 17.00 &#8211; Cantieri culturali alla Zisa (<\/em><em>Via Paolo Gili)<\/em><\/p>\n<p>Il racconto di una mobilitazione e una pagina storica\u00a0 del femminismo degli anni Settanta: il primo processo per stupro. Ne discuteranno con l&#8217;autrice Ida Fazio, Simona Feci, Paola Maggio ed Elvira Rotigliano. Coordina Giovanna Fiume, presiede Salvatore Nicosia. La presentazione sar\u00e0 accompagnata da proiezioni di immagini ed estratti video inediti.\u00a0\u00a0Il libro ricostruisce la vicenda che ha segnato uno snodo cruciale nella lotta contro la violenza sulle donne: \u201c Il valore emblematico e l\u2019impatto mediatico della vicenda, seguita per la prima volta in diretta anche dalla Rai, portano il tema della violenza di genere al centro del dibattito pubblico e inaugurano una stagione di mobilitazioni e iniziative delle donne, con l\u2019apertura di centri antiviolenza e la modifica del codice Rocco, che ancora derubricava lo stupro come reato contro la morale \u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Museo Internazionale delle marionette &#8220;Antonio Pasqualino&#8221;: Me_Dee affronta la tragedia di Euripide attraverso il multilinguismo e la multiculturalit\u00e0 <\/strong><\/p>\n<p><em>Palermo, gioved\u00ec 30 ore 21.00 &#8211; \u00a0Museo delle Marionette (Piazza A. Pasqualino, 5)\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Me_Dee di Ubah Cristina Al\u00ed Farah e Giuseppe Massa, regia G. Massa, scene e costumi Linda Randazzo. Questa riscrittura \u00e8 il risultato di alcuni laboratori in cui hanno partecipato attivamente rifugiati, immigrati, attori e studiosi di teatro. Ci\u00f2 ha permesso di porre in evidenza tutti i richiami alla contemporaneit\u00e0 presenti nell\u2019opera euripidea. Si \u00e8 optato per una messa in scena minimale caratterizzata dalla contaminazione culturale e dall\u2019uso del colore giallo e delle sue infinite sfumature; una sorta di amplificazione visiva ispirata alla ricerca del vello d\u2019oro narrata nel mito di Medea e alla pittura vascolare dell\u2019antica Grecia. La nostra Medea \u00e8 una straniera tradita, frammentata, emarginata, violata dal suo uomo e dalla cultura occidentale, \u00e8 esplosa e si rimaterializzata assumendo la forma di un Coro di Medee; quasi a voler sottolineare la pochezza di Giasone al cospetto della complessit\u00e0 della protagonista e in generale dell\u2019universo femminile. Le parole di Euripide sono dunque a volte risuonate mentre la scena si riempiva di burka dorati e microfoni neri: \u201cIo lo scudo in guerra imbracciare vorrei prima tre volte, che partorire anche una sola\u201d<\/p>\n<h6>x info e prenotazioni \u00a0091 328060 \u00a0\\ <a href=\"mailto:a.c.suttascupa@gmail.com\">a.c.suttascupa@gmail.com<\/a><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Non Una di Meno &#8211; Catania: \u201c<\/strong><strong>Autodifesa digitale per la Nonna e per tutt\u0259. By HackLab\u201d<\/strong><\/p>\n<p><em>Gioved\u00ec 30 ore 18.00 \u2013 &#8211; Consultorio autogestito \u201cMi cuerpo es mio\u201d (via Gallo,1)<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/nonunadimenocatania\/?__cft__%5b0%5d=AZVlq6TAjNnKB5XnbiEvktvdS0IrcDhohxHbjZcIQk_Pv33W2nv7zJN81OW9zmlPx6JsOGvy4-0y3BIyBNbZXpYGp7OFfVXyrUcE3cDroeEjABTdmmntdutdhdy7Rp_G4214uKg1rre_j0EmypjrsUfps7kUy3TIYoS_EUqZSnWQiAgOsVf41VvIUlxAbRF9RB0&amp;__tn__=kC%2CP-R\">Non Una di Meno<\/a> organizza un dibattito sulla sicurezza informatica. Un momento di confronto e una serie di consigli pratici pensati per persone senza approfondite conoscenze tecnologiche ma che, vivendo in un mondo digitale, hanno la necessit\u00e0 di proteggere le proprie informazioni e comunicazioni. Alcuni dei temi affrontati sono gli smartphone, il web, i social, i servizi di messaggistica istantanea.<\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/nonunadimenocatania\/\">comunicato<\/a><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La lezione del decennio di lotta 68\/78 a Palermo: un confronto col presente\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><em>Palermo, <\/em><em>\u00a0venerdi 31 ore 18,15 &#8211; \u00a0Casa del Popolo \u201cP. Impastato\u201d (Via Isidoro La Lumia 56)<\/em><\/p>\n<p>I \u201cVenerdi di Dibattito Politico\u201d alla CdP Peppino Impastato dedicano quest\u2019ultimo del mese alle lotte sociali a Palermo, nel quadro nazionale e con il movimento globale del sessantotto. In particolare ci si vuole rapportare col \u00a0maggio \u00a0francese, alla luce del drammatico scontro, sociale e politico di questi giorni che stanno travagliando la Francia macroniana. \u201cQuesto ci permetter\u00e0 \u2013 scrivono gli organizzatori \u2013 di\u00a0 attualizzare la discussione, non avendo per oggetto un\u00a0 nostalgico amarcord di quegli anni, ma\u00a0 un racconto\u00a0 funzionale al chiedersi come sia stato possibile,\u00a0 che,\u00a0 \u00a0da quel livello di conflittualit\u00e0 che vedeva coinvolti, persino a Palermo, una vastit\u00e0 e ampiezza di soggetti in campo, si sia potuto\u00a0 arrivare ad un movimento italiano e locale,\u00a0 molto pi\u00f9 debole,\u00a0 tanto frastagliato e settorializzato,\u00a0 che, malgrado punte di eccellenza tematiche o locali [ No Tav, Gkn, portuali genovesi e triestini, lotte della logistica, femminismo ed ambientalismo conflittuale, movimenti sui diritti civili], non riesce ad esprimere una vasta ed unitaria conflittualit\u00e0 sociale all&#8217;altezza della drammaticit\u00e0 delle condizioni attuali\u201d.\u00a0Su questo daranno testimonianze legate al loro vissuto diversi attivisti, rifletteranno su possibili scenari futuri.<\/p>\n<h6>\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100089789311225\">Casa del Popolo &#8220;Peppino Impastato&#8221;<\/a><\/strong><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Proiezione di MAGNIFICHE SORTI E PROGRESSIVE, documentario con Renato Curcio:<\/strong><strong> \u201cPossiamo immaginare Internet come una prigione? I nostri account sui social network possono in realt\u00e0 essere delle celle carcerarie? Qual \u00e8 il volto del sorvegliante invisibile e seduttivo che ci traccia? Quale futuro probabile per la nostra societ\u00e0 hanno sviluppato gli algoritmi?\u201d<\/strong><\/p>\n<p><em>Napoli, domenica 2 aprile ore 18:00\u00a0 &#8211; <\/em><strong><em><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/lasilo\/\">l&#8217;Asilo<\/a> <\/em><\/strong><strong><em>(vico Giusepp Maffei,4)<\/em><\/strong><\/p>\n<p>MAGNIFICHE SORTI E PROGRESSIVE \u00e8 un film documentario che ha per protagonisti Renato Curcio e l&#8217;Ergastolo di Santo Stefano, una struttura panottica che sorge nell\u2019omonima isola dell\u2019arcipelago Ponziano, di fatto poco pi\u00f9 di uno scoglio in mezzo al mare. Il Panottico, termine coniato dal giurista e filosofo inglese Jeremy Bentham, \u00e8 una parola composta da pan- che in greco significa \u201ctutto\u201d e optikon che significa \u201cvedere\u201d, sintetizza la \u201ccapacit\u00e0 di vedere tutto\u201d con un unico sguardo, ovvero un&#8217;architettura fisica e sociale di un potere invisibile. Il carcere di Santo Stefano, prima struttura al mondo nella quale \u00e8 stata attuata questa idea (1797), \u00e8 quindi il luogo fisico nel quale \u00e8 ambientato il documentario e costituisce, insieme all\u2019isola sulla quale sorge, la metafora dalla quale si dipana l\u2019analisi che il protagonista, Renato Curcio, fa degli effetti della cosiddetta Rivoluzione Digitale. L&#8217;avvento di internet e delle tecnologie connesse alla rete hanno determinato negli ultimi vent\u2019anni un cambiamento radicale della nostra vita. Su circa 7 miliardi di abitanti nel pianeta ci sono in circolazione 3,5 miliardi di smartphone e la previsione di mercato per il futuro \u00e8 che tra 3 anni potrebbero esserci tra 20 e 26 miliardi di oggetti smart connessi alla rete. Basta pensare che nel 2000 Facebook non esisteva per capire qual \u00e8 la portata e la velocit\u00e0 con cui questo cambiamento sta avvenendo e si \u00e8 radicato nella nostra societ\u00e0. La narrazione intorno alla magnificenza degli effetti che le nuove tecnologie possono avere su di noi \u00e8 pervasiva: la tecnologia ci rende pi\u00f9 smart o, addirittura, ci fa ambire ad una nuova forma di superuomo tecnologico. Poco diffuso, invece, \u00e8 il pensiero critico intorno all&#8217;impatto che tutto ci\u00f2 ha effettivamente sulla natura stessa dell&#8217;umanit\u00e0 cos\u00ec come l&#8217;abbiamo conosciuta sinora. Renato Curcio \u00e8 da anni impegnato nello studio delle nuove forme di potere che il capitalismo ha assunto grazie all\u2019avvento della rete e delle tecnologie digitali. Nei suoi saggi L&#8217;Impero Virtuale, L&#8217;Egemonia Digitale, La Societ\u00e0 Artificiale, L\u2019Algoritmo Sovrano e da ultimo Il futuro colonizzato, illustra in modo efficace come la colonizzazione dell\u2019immaginario, sia collettivo che individuale, la trasformazione del processo produttivo nella totalit\u00e0 dell&#8217;universo lavorativo, l&#8217;invasione e il controllo di ogni singolo ambito della vita dell&#8217;individuo: stiano determinando una nuova forma di totalitarismo. Una societ\u00e0 artificiale che, ben oltre la societ\u00e0 industriale, la societ\u00e0 dello spettacolo e la modernit\u00e0 liquida, ci mette di fronte al germe accattivante e vorace di un totalitarismo tecnologico che, a differenza di quelli ideologici del Novecento, invade e colonizza il luogo fondamentale della libert\u00e0, quello delle relazioni umane.<\/p>\n<h6>TRAILER:\u00a0<a href=\"https:\/\/vimeo.com\/430167003%20\/\">https:\/\/vimeo.com\/430167003 \\<\/a> CLIP:\u00a0<a href=\"https:\/\/vimeo.com\/430011977?fbclid=IwAR2vZGJaPPRVcNWb-pAC-GNyhJcwU7C5XrN51Xjwr3GVC0VhmSJp1R2Oz4w\">https:\/\/vimeo.com\/430011977\u00a0 \\<\/a>per\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/s\/proiezione-di-magnifiche-sorti\/163182986599803\/\"><strong>info<\/strong><\/a><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Presentazione del libro di poesie\u00a0 \u00a0\u201cI <\/strong><strong>VECCHI SONO COME I BAMBINI (\u00a0(E COME LE BICICLETTE)\u201d, Multimage. Letture e discussione con Antonio Minaldi (autore del volume), Daniela Musumeci, Pina Catalanotto e Carmelo Piparo <\/strong><\/p>\n<p><em>Palermo, luned\u00ec 3 aprile ore 17.30 \u2013 Laboratorio Ballar\u00f2 ((Largo Rodrigo Pantalone 9)<\/em><\/p>\n<p>Antonio Minaldi \u00e8 conosciuto per i suoi saggi e articoli di economia e politica e per il suo impegno ininterrotto nei movimenti antagonisti al capitalismo e all\u2019imperialismo dal \u201968 fino ad oggi. Perci\u00f2 forse stupir\u00e0 questo libro che raccoglie tutte le sue poesie, nelle quali le lotte di tanti anni, i conflitti sociali, la tensione al comunismo come utopia concreta e critica fanno da ineludibile ma sottinteso sfondo. \u00c8 uno stupore questo, per\u00f2, che si fa subito consentimento alla cifra pi\u00f9 costante della poetica di Minaldi: il continuo rimando fra passato e presente, giovinezza e vecchiezza, entusiasmi e delusioni e di nuovo speranze. Una sottile malinconia trapassa in sorridente e accorta autoironia, mentre oggetti e affetti, incontri e addii scorrono con nitore cinematografico tra le righe del racconto, perduti nelle geografie della storia, personale e pubblica, ma custoditi nella pi\u00f9 segreta memoria, e dunque in qualche modo mai trascurati. L\u2019altro sottofondo imprescindibile e l\u2019altra cifra di questa poetica, che alla prima inesorabilmente si lega, \u00e8 l\u2019attenzione alla fragilit\u00e0 di noi esseri gettati a vivere, ossia la riflessione filosofica, sottaciuta ma presente, quale lavoro propedeutico alla scrittura poetica. La raccolta comprende diverse sezioni, che attraversano con maestria i generi letterari pi\u00f9 disparati, dalla paesaggistica al bozzetto umano, dal dialogo all\u2019introspezione lirica: Ricordi e Narrazioni, Alle donne amate e a tutte le altre, Deposizioni (originale rivisitazione poetica di cinque quadri d\u2019autore), Haiku, Le mie cose, Luoghi, Intermezzo (di accento sapientemente ironico), Poesie 1993-96, Poesie 2008-2013 o Eros Thanatos e altro, Poesie ultime nate<\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/multimage.org\/libri\/i-vecchi-sono-come-i-bambini\/\">dalla\u00a0 quarta di copertina multimage.org<\/a><\/h6>\n<h6><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&gt; \u00a0glocalnews sulle soggettiv\u20b3zioni del meticciato meridionale \u00a0&lt; &nbsp; Sos Mediterranee: \u201cLa Guardia Costiera libica spara, mettendo in pericolo l\u2019equipaggio della Ocean Viking e i naufraghi\u201d. 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