{"id":1724754,"date":"2023-03-13T14:59:05","date_gmt":"2023-03-13T14:59:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1724754"},"modified":"2023-03-13T16:56:53","modified_gmt":"2023-03-13T16:56:53","slug":"le-parole-che-non-si-pronunciano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/03\/le-parole-che-non-si-pronunciano\/","title":{"rendered":"Le parole che non si pronunciano"},"content":{"rendered":"<p><em>Ringrazio Mauro Seminara, amico e giornalista, per avermi posto tre domande, alle quali sarebbe difficile, se non impossibile, rispondere considerando soltanto gli ultimi tragici sviluppi delle politiche di morte in frontiera condivise dall\u2019Italia e dall\u2019Unione Europea<\/em><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>1. <\/em><\/strong><strong><em>Cosa non si \u00e8 voluto dire<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Ancora una volta\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.open.online\/2023\/03\/12\/immigrazione-alarm-phone-barcone-deriva-libia\/\">un naufragio annunciato,<\/a><\/strong>\u00a0a 110 miglia a nord-ovest di Bengasi, nel mare in burrasca, senza un tempestivo intervento degli Stati costieri, corresponsabili delle zone di ricerca e salvataggio (SAR) nel Mediterraneo centrale.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.fxempire.com\/news\/article\/dozens-of-migrants-missing-after-boat-en-route-from-libya-capsizes-charities-1308412?fbclid=iwar2r8u84fpzzj5axhpcrlvsz07lpvjaivpgep9sjto9ho5jkgjsderxdghk\">Siamo davanti al ripetersi di naufragi per abbandono,<\/a><\/strong>\u00a0naufragi che sulle rotte migratorie del Mediterraneo ci sono sempre stati, certo, non solo quando aumentavano le partenze di chi non aveva altre vie di fuga per la vita, ma che nelle ultime settimane si sono ripetuti con una frequenza e con modalit\u00e0 senza precedenti, Si minaccia di perseguire gli \u201cscafisti\u201d per l\u2019intero \u201cglobo terracqueo\u201d, ma non si vuole dire che si tratta di barconi sovraccarichi, in perenne situazione di\u00a0<em>distress<\/em> (pericolo grave per le persone), secondo quelli che sono gli indici imposti dalle Convenzioni internazionali e dai Regolamenti europei. Si ribaltano ed affondano barconi gestiti da organizzazioni criminali, libere di operare sul territorio per la connivenza di governi, che poi fingono di trattare con l\u2019Unione Europea e con l\u2019Italia, per ricevere sostegno in vista di inziative comuni, finalizzate esclusivamente al contrasto dell\u2019immigrazione irregolare (<em>law enforcement).<\/em>\u00a0Si nascondono perfino obblighi di soccorso affermati dal\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.dirittoimmigrazionecittadinanza.it\/archivio-saggi-commenti\/note-e-commenti\/fascicolo-2021-3\/820-il-nuovo-piano-nazionale-sar-2020-ed-i-soccorsi-in-alto-mare-tra-prassi-operative-e-diritto-internazionale\">Piano SAR nazionale del 2020<\/a><\/strong> in conformit\u00e0 con <strong><a href=\"https:\/\/www.imo.org\/en\/OurWork\/Safety\/Pages\/IAMSARManual.aspx\">il manuale IAMSAR <\/a><\/strong>che richiama tutte le Convenzioni internazionali e il\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:32014R0656&amp;from=EN\">Regolamento europeo n.656 del 2014<\/a><\/strong>. Le zone SAR non sono da confondere con le acque territoriali, sono zone di responsabilit\u00e0 per le attivit\u00e0 di ricerca e salvataggio, da condividere quando i mezzi non bastano con i paesi titolari delle zone SAR limitrofe. Non possono diventare zone di interdizione dei soccorsi che possono salvare vite.\u00a0<strong>Quando un paese responsabile non interviene, devono intervenire gli altri Stati costieri, con la massima rapidit\u00e0, se ricorre un caso di\u00a0<\/strong><em><strong>distress<\/strong><\/em><strong>.<\/strong>\u00a0Tutti sanno che\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.a-dif.org\/2023\/02\/22\/disastro-viminale-lampedusa-allo-sbando-da-malta-omissione-di-soccorso-sovranismo-contro-diritto-internazionale\/\">le autorit\u00e0 maltesi non garantiscono soccorsi all\u2019interno della loro zona SAR<\/a><\/strong>, e tutti dovrebbero sapere quali sono i limiti operativi della sedicente Guardia costiera libica, soprattutto se non \u00e8 coordinata da assetti Frontex o italiani. La Corte di Cassazione ha riconosciuto che la Libia non pu\u00f2 essere qualificata come \u201cpaese terzo sicuro\u201d, nel caso Vos Thalassa, ed il Tribunale di Napoli ha condannato un comandante di un rimorchaitore italiano (Asso 28) che aveva sbarcato in Libia naufraghi soccorsi in acque internazionali. Per questo l\u2019inattivit\u00e0 in attesa dell\u2019intervento delle motovedette libiche non \u00e8 ignoranza o fatalit\u00e0, ma costituisce una scelta che comporta precise responsabilit\u00e0. Una scelta che appare strettamente collegata con l\u2019intensa attivit\u00e0 diplomatica condotta dall\u2019Italia con i ministri del governo provvisorio libico guidato a Tripoli da Dbeibah, un governo che non ha ancora \u201criunificato\u201d la Libia e le diverse unit\u00e0 militari e di guardia costiera che sono ancora espressione delle milizie locali.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.a-dif.org\/2021\/11\/11\/come-si-trasformano-i-soccorsi-delle-ong-in-eventi-migratori\/\">Si sono distinti gli interventi di ricerca e soccorso (SAR) dagli eventi di immigrazione irregolare,\u00a0<\/a><\/strong>prima per criminalizzare le ONG ed allontanare le navi del soccorso civile, poi per limitare la resposabilit\u00e0 delle autorit\u00e0 italiane ed europee, rispetto alle responsabilit\u00e0 delle guardie costiere e dei governi dei paesi di transito. Ma l\u2019invenzione, nel 2018, di una zona di ricerca e salvataggio (SAR)\u201d riservata\u201d alle autorit\u00e0 libiche, che sono ancora prive di un unico coordinamento nazionale (MRCC), e che non controllano per intero le coste del loro paese,\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/2019\/04\/responsabilita-italiane-ed-europee-nelle-politiche-di-deterrenza-attraverso-labbandono-in-mare\/?fbclid=IwAR3k9VUr998DoaYkU4Co_Wf6RWaWO12rOLuFWuwGm-PGfeBuLGoW98c2M0Y\">conseguenza del Memorandum d\u2019intesa Gentiloni-Minniti del 2017, appare oggi in tutti i suoi tragici effetti<\/a><\/strong>. Anche in conseguenza dei Decreti sicurezza di Salvini e di direttive politiche pi\u00f9 recenti, che paralizzano o rallentano le capacit\u00e0 di intervento della Guardia costiera italiana in acque internazionali. Si vuole evitare di creare precedenti che possano indurre a ritenere, a sud del Mediterraneo, che esista una maggiore probabilit\u00e0 di essere soccorsi in acque internazionali. Altro che spot televisivi nei paesi di origine o di transito per informare sui rischi della traversata. La politica di dissuasione delle partenze passa attraverso lo svuotanento del mare da mezzi di soccorso, sia civili che militari.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.a-dif.org\/2023\/03\/04\/ancora-un-naufragio-invisibile-sulla-rotta-libica-lindifferenza-uccide-due-volte\/?fbclid=IwAR0bw3d5bSPTooKNfb-CmXAikrbiL72EEtT8qx4OYSMLBpvFQHGTnZkk_hU\">Le stragi lontane dall\u2019attenzione dei media, in alto mare, sono pi\u00f9 facili da nascondere<\/a><\/strong>, i cadaveri dei naufraghi non finiranno sulle spiagge italiane,<strong><a href=\"https:\/\/www.a-dif.org\/2023\/03\/09\/il-governo-meloni-a-cutro-nasconde-la-catena-di-comando-e-oscura-fatti-e-responsabilita-dietro-un-decreto-legge-incostituzionale\/\">\u00a0come sta avvenendo, giorno dopo giorno, a Cutro.<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.a-dif.org\/2022\/12\/30\/a-sostegno-del-decreto-contro-le-ong-riparte-la-macchina-del-fango\/\">L\u2019allontanamento delle ONG dalle acque del Mediteraneo centrale<\/a><\/strong>, frutto delle direttive politiche del ministero dell\u2019interno a partire dal 2017, fino al recente\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/temi.camera.it\/leg19\/provvedimento\/d-l-1-2023-disposizioni-urgenti-per-la-gestione-dei-flussi-migratori.html\">Decreto legge n.1 del 2023,<\/a><\/strong>\u00a0ha contribuito a ridurre le capacit\u00e0 di ricerca e salvataggio in acque internazionali, e non si \u00e8 riusciti neppure a garantire quel coordinamento nei soccorsi tra Stati costieri che sarebbe imposto dalle Convenzioni internazionali. Come si \u00e8 visto in questa ultima tragica occasione, nella quale non sono bastate pi\u00f9 di 24 ore per inviare mezzi di soccorso nella zona SAR \u201clibica\u201d, dopo che le autorit\u00e0 di Tripoli avevano comunicato che non sarebbero intervenute. Ma della inefficienza della Guardia costiera libica,\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.articolo21.org\/2021\/08\/gruppi-paramilitari-libici-minacciano-nello-scavo-esposto-della-fnsi-al-ministero-dellinterno\/\">per non parlare dei livelli di corruzione che sono noti da anni,<\/a><\/strong>\u00a0non si deve parlare, e deve passare soltanto il messaggio che tutte le responsabilit\u00e0 vanno addossate sugli scafisti, se non sulle stesse vittime che sono state costrette a mettersi in mare su mezzi tanto insicuri, per la mancanza di vie legali di ingresso. Vie legali di ingresso che il governo italiano continua a ridurre, con lo svuotamento della protezione umanitaria, perno dell\u2019ennesimo\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.a-dif.org\/2023\/03\/09\/il-governo-meloni-a-cutro-nasconde-la-catena-di-comando-e-oscura-fatti-e-responsabilita-dietro-un-decreto-legge-incostituzionale\/\">decreto legge, n, 20 del 2023.<\/a><\/strong>\u00a0Che Salvini vuole ancora modificare in senso restrittivo, persino contro le indicazioni del Quirinale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>2. <\/strong><\/em><em><strong>Perch\u00e9 non lo si \u00e8 voluto dire<\/strong><\/em><\/p>\n<p>La Meloni ha chiarito bene la politica comunicativa del governo nella<strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=51uHPKrCYX4\">\u00a0conferenza stampa disastro tenuta a Cutro<\/a><\/strong>. Lo ha detto con la solita arroganza e con un\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.editorialedomani.it\/politica\/europa\/attacchi-media-meloni-scandalo-europeo-wkkx260j?fbclid=IwAR0lHx_zDsLTkRVBwcXXXmdgYCDmBiJj-H4qNJR4X8nNbmr5wRKB9LLmAnE\">tono minaccioso<\/a><\/strong>\u00a0verso chi metteva in dubbio la versione ufficiale propinata dal governo. Non vogliono far sapere in Europa che ci possono essere responsabilit\u00e0 ai livelli pi\u00f9 alti della catena di comando burocratico-politica, bene insediata nei ministeri, che sovrappone le scelte di sicurezza e di difesa delle frontiere, o di contrasto dell\u2019immigrazione irregolare, al diritto al soccorso immediato. Un diritto alla vita sancito dalle Convenzioni internazionali che impongono agli Stati costieri, comunque informati di un evento di soccorso, nel quale si trovi un barcone in situazione di\u00a0<em>distress<\/em>, di intervenire anche al di fuori delle proprie acque territoriali, anche al di fuori della zona SAR di propria competenza, come non \u00e8 accaduto per quasi un giorno, in occasione di questo ultino naufragio che si \u00e8 verificato a oltre 100 miglia ( 180 chilometri) dalle coste di Bengasi dalle quali era partito il barcone. Quando ormai erano vicini alla zona SAR maltese, dove per\u00f2 le autorit\u00e0 di La Valletta non intervengono mai. Per non essere poi costrette a garantire un porto di sbarco sicuro. E anche questo lo sanno tutto da anni, era scritto persino nei\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.guardiacostiera.gov.it\/attivita\/Documents\/attivita-sar-immigrazione-2017\/Rapporto_annuale_2017_ITA.pdf\">Report annuali della Guardia costiera fino al 2018,\u00a0<\/a><\/strong>anno in cui ne \u00e8 stata sospesa la pubblicazione. Eppure si dovrebbe fare proprio un paragone tra la situazione odierna e quella che si riscontrava nel Mediterraneo centrale cinque anni fa.<\/p>\n<p>Le disposizioni vincolanti imposte non solo a Frontex, ma anche agli Stati ed alle autorit\u00e0 statali, dal\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:32014R0656&amp;from=EN\">Regolamento europeo n. 656 del 2014,<\/a><\/strong>\u00a0redatto dopo la strage di Lampedusa del 2013, imponevano in quest\u2019ultima occasione di intervenire immediatamente, con mezzi adeguati e non con navi commerciali, ma anche con le navi militari della Marina della\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.marina.difesa.it\/cosa-facciamo\/per-la-difesa-sicurezza\/operazioni-in-corso\/Pagine\/MareSicuro.aspx\">operazione \u201cMediterraneo sicuro\u201d<\/a><\/strong>\u00a0e della\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.operationirini.eu\/\">misione europea IRINI-Eunavfor Med,<\/a><\/strong>\u00a0presenti in quelle acque. Quanti sono gli interventi di soccorso operati da queste navi che operano sulle rotte pi\u00f9 battute dai barconi dei migranti in fuga dala Libia ? Praticamente nesssuno. Non si vuole riconoscere che queste prassi di non intervento possono lasciare morire persone abbandonate in alto mare. Che questi strumenti di soccorso, come le disposizioni che le prevedono, vengono disattivati per una precisa scelta politica, perch\u00e8 si ritiene che una presenza stabile di navi dello Stato, o di navi europee, come aveniva sino al 2016, che operino in funzione di ricerca e salvataggio anche nelle zone SAR di competenza non esclusiva di altri paesi (come si verific\u00f2 soltanto con l\u2019operazione Mare Nostrum nel 2014), potrebbe costituire un\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/pull-factor-frontex-corregge-il-tiro\">fattore di attrazione per le partenze (pull factor)<\/a><\/strong>\u00a0che si vogliono dissuadere a qualsiasi costo, anche a costo della vita di migliaia di persone.<\/p>\n<p>Se si dovesse ammettere anche in un solo caso una responsabilit\u00e0 politica, prima che personale, per le stragi per abbandono in acque internazionali, magari avvenute mentre si attende l\u2019intervento delle motovedette libiche per riportare i migranti nei lager dai quali sono fuggiti, verebbe meno qualunque legittimazione degli accordi con i paesi terzi che non rispettano i diritti umani e non garantiscono attivit\u00e0 di soccorso neppure all\u2019interno delle acque che rientrerebbero nella loro competenza.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.radioradicale.it\/processi\/1371\/processo-a-carico-di-matteo-salvini-per-il-caso-open-arms-agosto-2019\">E verrebbero meno anche le basi della difesa di chi ha giustificato con un \u201cfine politico\u201d i divieti di sbarco adottati nei confronti dei migranti soccorsi dalle ONG,<\/a><\/strong>\u00a0con la criminalizzazione degli operatori delle navi umanitarie che avrebbero effettuato soccorsi \u201cin autonomia\u201d, magari in una zona SAR fittiziamente attribuita a paesi, come la Libia, che non ne garantiscono il controllo, o non hanno sottoscritto le Convenzioni internazionali che ha sottoscritto l\u2019Italia.<\/p>\n<p><em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>3. Chi trae vantaggio dal non detto<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Le reazioni di indifferenza rispetto alle vittime dei naufragi, o di aperta condivisione delle scelte del governo sulla politica di contrasto delle attivit\u00e0 di soccorso operate dalle ONG, si estende adesso alla\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/nazionale\/l-italia-non-lascia-nessuno-senza-soccorso-tajani-spegne-2125809.html\">giustificazione dei ritardi negli interventi di ricerca e salvataggio\u00a0<\/a><\/strong>sulla base che questi si verificherebbero al di fuori della zona SAR (Search and Rescue) riconosciuta all\u2019Italia dall\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.imo.org\/en\/OurWork\/Safety\/Pages\/GlobalSARPlan.aspx\">IMO ( Organizzazione internazionale del mare).<\/a><\/strong>\u00a0Ma, come ricorda il Contrammiraglio Vittorio Alessandro, gi\u00e0 portavoce della Guardia costiera italiana, secondo la\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.refworld.org\/docid\/432acb464.html\">Risoluzione MSC 167-78, adottata nel maggio 2004 dal Comitato Marittimo per la Sicurezza dell\u2019IMO,<\/a><\/strong>\u00a0\u201ci Centri nazionali di Coordinamento e Soccorso assumono il coordinamento delle operazioni di salvataggio non soltanto quando le stesse avvengano nella propria Search and Rescue Region (SRR), ma anche fuori di tale area allorquando abbiano per primi ricevuto notizia di persone in pericolo in mare\u201d, e ci\u00f2 \u201cfino a quando il Rescue Coordination Centre (RCC) competente per l\u2019area non abbia assunto tale responsabilit\u00e0\u201d. Quali vantaggi pensa di garantirsi chi impone prassi in violazione delle norme internazionali ed europee che regolano le attivit\u00e0 di ricerca e salvataggio in mare ?<\/p>\n<p>Si vogliono eliminare tutti i possibili testimoni sui respingimenti collettivi delegati ai libici, allontanando dalle acque internazionali le navi del soccorso civile ed intimidendo gli operatori dell\u2019informazione che richiamano alla verit\u00e0 dei fatti. Le ultime elezioni politiche, e non solo queste, e non solo in Italia, sono state pesantemente influenzate dalle\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/2022\/10\/fuoco-concentrico-sulle-ong\/\">campagne mediatico-giudiziarie scagliate contro le ONG,<\/a><\/strong>\u00a0ed il consenso elettorale verso i partiti che continuano a prosperare sulle retoriche della sicurezza e della difesa dei confini, continua ad aumentare. La lettura dei messaggi che girano sui social d\u00e0 la misura di un paese allo sbando, privo del rispetto dei principi basilari di umanit\u00e0. Un paese disumano al quale corrispondono politiche disumane.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/topnews\/dossier\/2021\/04\/28\/news\/che-cosa-resta-della-caccia-giudiziaria-alle-ong-1.40205992\/\">Malgrado i numerosi procedimenti penali intentati contro i rappresentanti delle ONG non siano arrivati ad una sola sentenza di condanna<\/a><\/strong>, si continua a colpevolizzare le Organizzazioni non governative, anche se le navi umanitarie sono tenute lontane. Nonostante sia sempre pi\u00f9 evidente il costo in termini di vite umane che queste politiche di morte comportano.<\/p>\n<p>Stiamo vivendo un tempo di perdita di senso della vita e del valore della dignit\u00e0 che non pu\u00f2 mai disgiungersi dal principio di solidariet\u00e0 umana. Il diritto al soccorso in mare, oltre a corrispondere a doveri di intervento immediato che incombono primariamente sugli Stati, rispetto ai quali il soccorso civile pu\u00f2 avere solo funzione complementare, rientra tra i doveri di solidariet\u00e0 su cui si basa lo Stato democratico, secondo il disegno costituzionale.<\/p>\n<p>Per questo occorre moltiplicare non solo le voci di dissenso, ma tutte quelle inizative di contrasto e di aggregazione sociale, come le manifestazioni di Riace e Cutro,e in tante altre citt\u00e0, che possono riaffermare il principio di realt\u00e0 ed il rispetto dei diritti fondamentali delle persone, a partire dal diritto alla vita. Non solo per le persone che rischiano di fare naufragio, o di essere respinte verso paesi nei quali rischiano trattamenti inumani o degradanti, ma nell\u2019interesse dell\u2019intera popolazione italiana. Il diritto alla vita non \u00e8 un valore frazionabile, non riconoscerlo a chi rischia la vita in mare corrsiponde a non riconoscerlo nell\u2019intero corpo sociale, a chi si trova su una strada, in un ospedale o in un luogo di lavoro a rischio. Chi lo nega in mare, magari per la convenienza di rapporti politici o economici, e volta la testa da un\u2019altra parte, \u00e8 un pericolo per tutti. La vita, anche di una sola persona, vale di pi\u00f9 di una manciata di voti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6>pubblicato anche su\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.a-dif.org\/2023\/03\/12\/le-parole-che-non-si-pronunciano\/\">a-dif.org<\/a><\/strong><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ringrazio Mauro Seminara, amico e giornalista, per avermi posto tre domande, alle quali sarebbe difficile, se non impossibile, rispondere considerando soltanto gli ultimi tragici sviluppi delle politiche di morte in frontiera condivise dall\u2019Italia e dall\u2019Unione Europea \u00a0 1. 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