{"id":1724553,"date":"2023-03-12T21:27:07","date_gmt":"2023-03-12T21:27:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1724553"},"modified":"2023-03-24T09:03:58","modified_gmt":"2023-03-24T09:03:58","slug":"articolo-11-litalia-ripudia-la-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/03\/articolo-11-litalia-ripudia-la-guerra\/","title":{"rendered":"Articolo 11: l\u2019Italia ripudia la guerra"},"content":{"rendered":"<h2>Comprendere il conflitto in Ucraina per agire in direzione della pace<\/h2>\n<p>La Scuola per la pace di Torino in collaborazione con la Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci ha organizzato venerd\u00ec 10 marzo 2023 presso il Polo del 900 di Torino il convegno \u201cArticolo 11: l\u2019Italia ripudia la guerra\u201d con l\u2019obiettivo dichiarato di aumentare la comprensione sul conflitto in Ucraina, superando la dicotomia aggressore-aggredito che cristallizza la situazione al tempo presente impedendo il dialogo e la ricerca di soluzioni diplomatiche al conflitto.<\/p>\n<p>Coordinati da <em>Giorgio Monestarolo <\/em>per la Scuola per la pace Torino, sono intervenuti:<\/p>\n<p><em>Alberto Negri<\/em>, giornalista e inviato di guerra, <em>Nico Piro<\/em>, inviato tg3, <em>Alessandra Algostino<\/em>, costituzionalista, <em>Gian Giacomo Migone<\/em>, storico, <em>Sara Reginella<\/em>, psicoterapeuta e documentarista, <em>Raffaele Sciortino<\/em>, studioso di relazioni internazionali<\/p>\n<h3>Le conseguenze politiche della guerra<\/h3>\n<p>Secondo <em>Alberto Negri<\/em>, intervenuto via streaming, \u00e8 difficile in Italia discutere razionalmente sul conflitto Russo-Ucraino e comunque, malgrado la propaganda bellica, pi\u00f9 del 50% degli italiani sono contrari all\u2019invio di armi in Ucraina e favorevoli al raggiungimento della pace attraverso una pi\u00f9 intensa iniziativa diplomatica.<\/p>\n<p>Durante le crisi balcaniche degli anni 90, Milovan Gilas, autore di Conversazioni con Stalin, disse che in Jugoslavia si stavano pagando i conti in sospeso della seconda guerra mondiale: anche in Ucraina si stanno pagando in conti in sospeso della Prima e della Seconda Guerra Mondiale, conti che prevedono la sparizione degli stati cuscinetto quale appunto l\u2019Ucraina \u00e8.<\/p>\n<p>Chiaramente, l\u2019attuale conflitto esplode con la dissennata e male organizzata iniziativa di Putin del febbraio 2022, ma risulta miope non considerare la successione degli eventi che hanno portato all\u2019attuale situazione.<\/p>\n<p>Il 2021, ad esempio, ha visto una intensa offensiva diplomatica degli USA contro il Nord Stream due, appoggiata da una mozione esplicita in tal senso del Congresso e dalla dichiarazione altrettanto esplicita di Biden durante un incontro ufficiale con il cancelliere Scholz ad inizio febbraio 2022. Questa attivit\u00e0 diplomatica si inseriva nel solco del tentativo degli USA di destrutturare i legami economici tra Russia ed Europa cominciata gi\u00e0 da tempo, tentativo che ha subito un\u2019accelerazione con l\u2019uscita di scena di Angela Merkel, unica figura in grado di dialogare efficacemente sia con gli Stati Uniti che con la Russia.<\/p>\n<p>Questo tentativo di colpirla nei suoi vitali interessi economici \u00e8 stato uno dei motivi che ha scatenato la reazione di Mosca, da un lato con il lancio dell\u2019\u201doperazione speciale\u201d, dall\u2019altro con l\u2019intensificarsi delle relazioni economiche con il resto del mondo: il mondo sta cambiando perch\u00e9, di fatto, Cina, India e gli altri grandi stati che non fanno parte del cosiddetto occidente continuano a mantenere relazioni economiche con la Russia consentendo alla sua economia di sopportare le sanzioni di Europa e USA.<\/p>\n<p>In questo si vede l\u2019inizio di quel mondo multipolare che le diplomazie occidentali vedono come fumo negli occhi.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Articolo 11. Alberto Negri.\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/FKcJ_Yi0_JQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h3>Come difendersi dal marketing della guerra<\/h3>\n<p>Secondo <em>Nico Piro <\/em>dobbiamo considerare due fronti: quello bellico, che rischia di trasformarsi da conflitto locale a conflitto continentale con il rischio nucleare ed il fronte interno del pensiero unico bellicista.<\/p>\n<p>Il pensiero unico bellicista vuole imporre l\u2019idea che la guerra sia l\u2019unica soluzione e stigmatizza chi vuole la pace e nel fare questo riduce gli spazi democratici. Poche sono le voci pi\u00f9 ragionevoli che si ergono ad argine di questa visione del mondo: \u00e8 impossibile non citare Papa Francesco, che gi\u00e0 in tempi non sospetti parlava di Terza Guerra Mondiale a pezzi ed ora comincia a parlare di Terza Guerra Mondiale di fatto; gli stessi vertici militari hanno posizioni pi\u00f9 prudenti di quelle dei \u201cgiornalisti con l\u2019elmetto\u201d.<\/p>\n<p>La memoria pu\u00f2 essere un\u2019ottima difesa contro il pensiero unico bellicista ed in questo Nico Piro \u00e8 d\u2019accordo con l\u2019approccio dell\u2019intervento di Alberto Negri, aggiungendo alcune riflessioni nate nella sua esperienza di inviato in Afganistan, dove ha capito che la guerra non risolve nessun problema anzi complica quelli preesistenti.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti tramite l\u2019operazione Cyclone<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> hanno riempito l\u2019Afganistan di armi per far cacciare i sovietici dal paese, quelle stesse armi hanno consentito ai talebani di conquistare il paese qualche anno dopo; il fiume di armi che stiamo mandando in Ucraina \u00e8 ugualmente incontrollabile e nel migliore dei casi generer\u00e0 instabilit\u00e0 nella regione per gli anni a venire; inoltre stiamo \u201cdopando\u201d l\u2019Ucraina con l\u2019idea di vittoria, ma nessuno spiega a quale vittoria puntiamo.<\/p>\n<p>La costruzione del dualismo aggredito\/aggressore fa tacere qualsiasi senso critico ed \u00e8 alla base dei conflitti armati che hanno bisogno, per potersi esplicitare, della costruzione di un nemico con cui non si pu\u00f2 dialogare.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 nemmeno dire che l\u2019aggressivit\u00e0 di Putin sia un fulmine a ciel sereno: chi sia Putin \u00e8 diventato chiaro con l\u2019omicidio di Anna Politkovskaja<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, il 7 ottobre 2006, ma grazie all\u2019abitudine occidentale di distinguere tra dittatori buoni e dittatori cattivi, si sono fatti affari miliardari con il regime liberticida russo per anni.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Articolo 11  Nico Piro\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/KKq8bEbD7aw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h3>La comunicazione e i mass media. Gli effetti della propaganda di guerra<\/h3>\n<p><em>Sara Reginella<\/em> parte per il suo intervento dalla sua esperienza di psicoterapeuta e dai suoi viaggi in Donbass che sono riprodotti in una serie di documentari<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019Ucraina \u00e8 in guerra da nove anni e non si possono capire i fatti di oggi senza considerare questa parte della storia. Nel 2014, quasi per caso, Sara Reginella ha preso contatti con colleghi russi e del Donbass ed \u00e8 stata quattro volte nelle zone di guerra. Ha cominciato cos\u00ec a documentare una realt\u00e0 che vedeva sotto i suoi occhi e che non collimava con il racconto che faceva il main-stream di questo conflitto, taciuto o tuttalpi\u00f9 derubricato come conflitto a bassa intensit\u00e0. Ma i civili del Donbass vengono colpiti dal 2014 da bombe e proiettili a bassa intensit\u00e0, alcuni muoiono sotto i colpi di artiglieria, che ora sono anche di produzione NATO.<\/p>\n<p>La propaganda di guerra provoca nelle opinioni pubbliche il distacco dalla realt\u00e0 ed un funzionamento border-line della coscienza, corrispondente alla semplificazione del reale in un dualismo di base (bianco\/nero, aggressore\/aggredito), la stimolazione di sentimenti come l\u2019odio e la paura, l\u2019impossibilit\u00e0 di un confronto dialettico con conseguente \u201cistupidimento\u201d del pensiero.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Articolo 11  Sara Reginella\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Y6Gqwi8q2SE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h3>Stati Uniti ed Europa di fronte alla guerra di Putin<\/h3>\n<p>Secondo <em>Gian Giacomo Migone<\/em> la situazione \u00e8 estremamente pericolosa perch\u00e9 nella guerra in Ucraina si confrontano due imperi in declino che si attaccano al passato per giustificarsi, una situazione simile a quella che provoc\u00f2 la Prima guerra Mondiale, costata ottanta milioni di morti.<\/p>\n<p>La Russia ha bisogno di buttare all\u2019esterno i propri conflitti interni, cos\u00ec come gli USA che negli ultimi decenni hanno vinto le guerre, ma perso la pace.<\/p>\n<p>Gli imperi in declino hanno avuto interesse a far cominciare la guerra in Ucraina ed hanno interesse a farla continuare; se Biden definisce Putin un criminale di guerra vuol dire che non ha alcuna intenzione di cominciare dei colloqui di pace.<\/p>\n<p>Migone sta dalla parte civili e dei militari vittime del tritacarne ucraino; \u00e8 una guerra contro questi poveri uomini ed \u00e8 una guerra contro noi europei. Gli USA non si fermeranno perch\u00e9 vorrebbero ricostituire una logica bipolare che non esiste pi\u00f9; la multipolarit\u00e0 \u00e8 l\u2019unica via d\u2019uscita; in questa direzione, il G20 non basta ed il consiglio di sicurezza dell\u2019ONU, nato in una logica bipolare, risulta bloccato.<\/p>\n<p>Nell\u2019attesa della nascita di una politica internazionale multipolare, occorre fare tutti gli sforzi possibili per un cessate il fuoco immediato in Ucraina.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Articolo 11  Gian Giacomo Migone\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/CjpDddAagxc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h3>La Costituzione dalla parte del popolo pacifista<\/h3>\n<p>Secondo <em>Alessandra Algostino<\/em> \u00e8 fondamentale uscire dal pensiero unico bellicista e riprendere a discutere perch\u00e9 la democrazia \u00e8 conflitto, discussione e media liberi, in caso contrario si scivola inesorabilmente verso un liberismo autoritario.<\/p>\n<p>L\u2019articolo 11 della nostra costituzione dice che <em>l\u2019Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali<\/em>; i padri costituenti hanno usato la parola ripudia perch\u00e9 pi\u00f9 forte di altre.<\/p>\n<p>La Costituzione prevede la guerra solo in caso di difesa del territorio nazionale: da ci\u00f2 deriva che l\u2019invio delle armi in Ucraina ovvero risolvere una controversia internazionale con la guerra \u00e8 contrario all\u2019articolo 11.<\/p>\n<p>Ancora, l\u2019articolo 11 prevede la possibilit\u00e0 di aderire ad alleanze militari difensive come era la NATO nei suoi primi anni. Se l\u2019Alleanza Atlantica si trasforma da alleanza difensiva in alleanza offensiva, come nei vari casi di interventi preventivi, farne parte diventa per l\u2019Italia incostituzionale.<\/p>\n<p>Nella sua idea del ripudio della guerra, la Costituzione italiana \u00e8 fortemente pacifista e non potrebbe essere altrimenti dato il contesto storico in cui \u00e8 nata; la logica della guerra ci chiude al presente e non ci fa vedere possibili soluzioni a causa della dicotomia amico\/nemico; in poche parole, la logica della guerra distrugge la democrazia.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Articolo 11  Alessandra Algostino\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/e0Ow9N3FIyo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h3>Il conflitto ucraino all\u2019interno dello scontro Usa Cina<\/h3>\n<p><em>Raffaele Sciortino <\/em>inserisce il conflitto ucraino all\u2019interno del pi\u00f9 grande conflitto tra USA e Cina.<\/p>\n<p>Per farlo deve tornare un po\u2019 indietro nel tempo, ovvero alla decisione di interrompere la convertibilit\u00e0 tra dollaro ed oro presa dal presidente Nixon nel 1971, decisione che pose fine agli equilibri nati dopo gli accordi di Bretton Woods ed ai trent\u2019anni gloriosi dell\u2019economia.<\/p>\n<p>Da quel momento il dollaro diviene un bene rifugio ed un arma economica che serve per ricostruire l\u2019egemonia USA in declino; parallelamente gli USA riprendono i rapporti diplomatici con la Cina costituendo un triangolo strategico USA-Cina-URSS che consente agli USA di uscire dal pantano del Vietnam.<\/p>\n<p>Successivamente gli USA offrono alla Cina la possibilit\u00e0 di accedere la mercato mondiale, alle tecnologie e ai capitali occidentali, avviando il processo che porter\u00e0 all\u2019integrazione del mercato mondiale, allo spostamento della produzione nei paesi emergenti, al depotenziamento dei movimenti sindacali nei paesi occidentali.<\/p>\n<p>La Cina, a prezzo di enormi sacrifici della sua forza lavoro, realizza in 20 anni quella crescita che le precedenti rivoluzioni industriali avevano ottenuto in 150 anni. In cambio, la Cina \u00e8 costretta ad investire una parte del suo surplus nel debito pubblico USA.<\/p>\n<p>Questo processo, universalmente conosciuto con il nome di globalizzazione, d\u00e0 il suo massimo risultato nei primi anni del millennio, anche grazie al crollo dell\u2019URSS. Si tratta comunque di un modello insostenibile che subisce il suo primo punto di arresto durante la crisi finanziaria del 2008.<\/p>\n<p>Da quel momento il processo di globalizzazione si \u00e8 notevolmente rallentato fino ad arrivare al recente tentativo di escludere la Cina dalle filiere tecnologiche pi\u00f9 avanzate. La Cina, nel frattempo, ha ristrutturato il suo modello di sviluppo privilegiando il mercato interno e la ricerca tecnologica e tentando di rinegoziare le condizioni commerciali con l\u2019occidente per avere pi\u00f9 risorse per i propri lavoratori. Questo gli USA non possono permetterlo per mantenere l\u2019egemonia del dollaro, egemonia che il resto del mondo vorrebbe interrompere al favore di un modello multipolare.<\/p>\n<p>Tutto questo provocher\u00e0 in prospettiva una disarticolazione dell\u2019ordine mondiale, ma rappresenta l\u2019unica possibilit\u00e0 per superare il modello capitalista\/neoliberista.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Articolo 11 Raffaele Sciortino\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/DvWNZkV8fEY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<div class=\"post-gallery\">\n\t\t\t<figure class=\"post-gallery-item\">\n\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/20230310Articolo11_12-820x547.jpg\" loading=\"lazy\">\n\t\t\t\t<figcaption>\n\t\t\t\t\tGiorgio Monestarolo  (foto Marioluca Bariona)\n\t\t\t\t<\/figcaption>\n\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t<figure class=\"post-gallery-item\">\n\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/20230310Articolo11_10-820x547.jpg\" loading=\"lazy\">\n\t\t\t\t<figcaption>\n\t\t\t\t\t(foto Marioluca Bariona)\n\t\t\t\t<\/figcaption>\n\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t<figure class=\"post-gallery-item\">\n\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/20230310Articolo11_9-820x547.jpg\" loading=\"lazy\">\n\t\t\t\t<figcaption>\n\t\t\t\t\tAlberto Negri  (foto Marioluca Bariona)\n\t\t\t\t<\/figcaption>\n\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t<figure class=\"post-gallery-item\">\n\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/20230310Articolo11_8-820x547.jpg\" loading=\"lazy\">\n\t\t\t\t<figcaption>\n\t\t\t\t\t(foto Marioluca Bariona)\n\t\t\t\t<\/figcaption>\n\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t<figure class=\"post-gallery-item\">\n\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/20230310Articolo11_7-820x547.jpg\" loading=\"lazy\">\n\t\t\t\t<figcaption>\n\t\t\t\t\tNico Piro  (foto Marioluca Bariona)\n\t\t\t\t<\/figcaption>\n\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t<figure class=\"post-gallery-item\">\n\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/20230310Articolo11_5-820x547.jpg\" loading=\"lazy\">\n\t\t\t\t<figcaption>\n\t\t\t\t\tSara Reginella  (foto Marioluca Bariona)\n\t\t\t\t<\/figcaption>\n\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t<figure class=\"post-gallery-item\">\n\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/20230310Articolo11_6-820x547.jpg\" loading=\"lazy\">\n\t\t\t\t<figcaption>\n\t\t\t\t\t(foto Marioluca Bariona)\n\t\t\t\t<\/figcaption>\n\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t<figure class=\"post-gallery-item\">\n\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/20230310Articolo11_3-820x547.jpg\" loading=\"lazy\">\n\t\t\t\t<figcaption>\n\t\t\t\t\tGian Giacomo Migone  (foto Marioluca Bariona)\n\t\t\t\t<\/figcaption>\n\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t<figure class=\"post-gallery-item\">\n\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/20230310Articolo11_4-820x547.jpg\" loading=\"lazy\">\n\t\t\t\t<figcaption>\n\t\t\t\t\tGian Giacomo Migone  (foto Marioluca Bariona)\n\t\t\t\t<\/figcaption>\n\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t<figure class=\"post-gallery-item\">\n\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/20230310Articolo11_2-820x547.jpg\" loading=\"lazy\">\n\t\t\t\t<figcaption>\n\t\t\t\t\tAlessandra Algostino  (foto Marioluca Bariona)\n\t\t\t\t<\/figcaption>\n\t\t\t<\/figure>\n\t\t\t<figure class=\"post-gallery-item\">\n\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/20230310Articolo11_1-820x547.jpg\" loading=\"lazy\">\n\t\t\t\t<figcaption>\n\t\t\t\t\tRaffaele Sciortino (foto Marioluca Bariona)\n\t\t\t\t<\/figcaption>\n\t\t\t<\/figure><\/div>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Operazione_Cyclone\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Operazione_Cyclone<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Anna_Stepanovna_Politkovskaja\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Anna_Stepanovna_Politkovskaja<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/@SaraReginellaVideoProjects\">https:\/\/www.youtube.com\/@SaraReginellaVideoProjects<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comprendere il conflitto in Ucraina per agire in direzione della pace La Scuola per la pace di Torino in collaborazione con la 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