{"id":1723334,"date":"2023-03-08T14:34:56","date_gmt":"2023-03-08T14:34:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1723334"},"modified":"2023-05-13T11:15:03","modified_gmt":"2023-05-13T10:15:03","slug":"%d3%8eeriggio-n-o9","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/03\/%d3%8eeriggio-n-o9\/","title":{"rendered":"23@netzinesud &#8211; \u04cderiggio n. \u00f89"},"content":{"rendered":"<p><em>&gt; \u00a0glocalnews sulle soggettiv\u20b3zioni del meticciato meridionale \u00a0&lt;<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>8 MARZO SCIOPERO OVUNQUE: dentro e fuori casa, dai ruoli di genere e da tutti i ruoli che ci vengono imposti e dai consumi indotti. La marea sale sempre pi\u00f9! Ci riprendiamo le strade, le piazze, il tempo, i desideri, contro la violenza maschile sulle donne, di genere e dei generi, contro la repressione, contro il razzismo<\/strong><\/p>\n<p><em>Palermo, Piazza Bellini ore 17:00<\/em><\/p>\n<p>Lo sciopero transfemminista \u00e8 di tutt\u0259 e per tutt\u0259 le soggettivit\u00e0 oppresse da questo sistema: lavorator\u0259 precar\u0259, disoccupat\u0259, student\u0259 delle scuole e universit\u00e0, soggettivit\u00e0 migranti, soggettivit\u00e0 strett\u0259 e ingabbiat\u0259 nel lavoro di cura, comunit\u00e0 lgbtqia+. La violenza di genere, la pandemia, la guerra, il disastro ecologico, l\u2019inflazione: viviamo in un mondo di crisi continue che non sono emergenze ma segnali evidenti di un sistema che si sta sgretolando, un sistema che ci costringe a vivere vite insostenibili e che vorrebbe chiuderci nell\u2019isolamento e nell\u2019impotenza. Ma con lo sciopero, possiamo costruire una potenza comune contro il sistema patriarcale, capitalista, coloniale e razzista. Ci appropriamo di uno strumento tradizionale di lotta per superarlo, reinventarlo insieme sulla base delle nostre necessit\u00e0 e farlo esplodere in tutti gli ambiti delle nostre vite. Facciamo di questa pratica una forza e una potenza collettiva. Ci fermiamo un giorno per imparare insieme a fermarci e a scioperare contro la violenza tutti i giorni dell\u2019anno. Lo sciopero \u00e8 il processo di liberazione per tutt\u04d9, \u00e8 la rivoluzione dentro e fuori di noi, \u00e8 urlare tutt\u04d9 insieme che se le nostre vite non valgono, noi ci fermiamo.<\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/752973159375336\/?acontext=%7B%22event_action_history%22%3A%5b%7B%22surface%22%3A%22user_timeline%22%7D%2C%7B%22mechanism%22%3A%22your_upcoming_events_unit%22%2C%22surface%22%3A%22bookmark%22%7D%5d%2C%22ref_notif_type%22%3Anull%7D\">VEDI PIATTAFORMA<\/a><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>7 marzo del 1947 &#8211; Anniversario della Strage di Messina: il primo episodio sanguinoso dell\u2019Italia post-bellica che ebbe come protagonisti i lavoratori e le forze dell\u2019ordine, in uno scontro maturato in un contesto carico di forti tensioni sociali<\/strong><\/p>\n<p>Quel giorno la citt\u00e0 mostrava un volto inusuale: negozi chiusi e poche persone per strada. Soltanto da via S. Cecilia si udiva provenire un rumore sempre crescente. E\u2019 l\u00ec, infatti, che si erano dati appuntamento i lavoratori, che gi\u00e0 dalle otto continuavano ad affluire senza interruzione. Alle dieci e trenta il corteo cominci\u00f2 a scivolare gi\u00f9 verso il Viale S. Martino e poi, sempre pi\u00f9 ingrossandosi, verso l\u2019altra grande arteria cittadina, la via Garibaldi. Alle undici, quarantamila lavoratori (secondo le stime del Pci) avevano invaso con le loro bandiere rosse la piazza della Prefettura. Sulla statua del Nettuno, che guarda fiera la magia dello Stretto, qualcuno aveva eretto simbolicamente una forca, mentre una delegazione mista di lavoratori e sindacalisti cercava di farsi ricevere dal Prefetto, che peraltro si era dichiarato indisponibile a qualsiasi incontro. Quando da uno dei balconi si affacci\u00f2 il viceprefetto Castrogiovanni, i dimostranti, secondo quanto riferisce la stampa, iniziarono \u201cuna fitta sassaiola\u201d, e da questo momento in poi gli eventi precipitarono drammaticamente. Un primo tentativo di forzare il cordone della polizia che cingeva l\u2019ingresso della prefettura veniva respinto violentemente dalla \u201ccelere\u201d della polizia, che quel giorno era armata di mitra e moschetti. Gli agenti spararono anche alcuni colpi a scopo intimidatorio. Un secondo tentativo veniva nuovamente respinto verso le dodici e un quarto. Questa volta gli spari furono pi\u00f9 intensi e minacciosi. Nessuno riusciva pi\u00f9 a riportare la calma. I lavoratori, esasperati, si muovevano come un flusso nervoso di marea. Di fronte a loro, nel panico pi\u00f9 totale, le forze dell\u2019ordine avevano completamente perso il controllo della situazione, e fu a questo punto che un capitano dei carabinieri diede l\u2019ordine di aprire il fuoco sui manifestanti ad altezza d\u2019uomo: uno scontro che, secondo alcuni testimoni, fu affrontato dalle forze dell\u2019ordine al grido di \u201cAvanti Savoia\u201d. Luned\u00ec 10 marzo fu il giorno dei funerali. In piazza Cairoli, cuore della citt\u00e0, ottantamila messinesi aspettarono in silenzio il passaggio dei feretri di Giuseppe Maiorana e Biagio Pellegrino, mentre Giuseppe Lo Vecchio era agonizzante in una corsia dell\u2019ospedale \u201cRegina Margherita\u201d. Le bare sfilarono avvolte nel tricolore e nelle bandiere rosse. Su quella di Biagio Pellegrino qualcuno depose il pezzetto di pane che gli era stato trovato in tasca il giorno dell\u2019eccidio.<\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/www.infoaut.org\/storia-di-classe\/7-marzo-1947-messina-rivolta-di-popolo\">nota storica integrale su Infoaut.org<\/a><\/h6>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Forum civico Catania: emergenza abitativa e disagio sociale, un tema del quale le istituzioni si occupano troppo poco. si continua a costruire e cementificare nonostante oltre 50mila unit\u00e0 immobiliari disponibili<\/strong><\/p>\n<p>A Catania, nonostante il 74% di abitanti abbia una casa di propriet\u00e0, esiste un\u00a0<strong>disagio abitativo<\/strong>\u00a0molto alto, perch\u00e9 sono molte le persone con reddito basso o senza reddito che non riescono a trovare un alloggio. Cos\u00ec ha esordito nella sua relazione introduttiva\u00a0<strong>Giusi Milazzo<\/strong>, segretaria regionale del Sunia, citando numeri importanti come quello delle famiglie in attesa di una casa popolare (circa seimila in una graduatoria che scorre in modo estremamente lento), degli sfratti annuali (3000), delle richieste di contributo per l\u2019affitto (2000), senza dimenticare i molti pensionati anziani soli che non riescono neanche a mantenere la casa di propriet\u00e0. Una situazione grave, complicata da altri elementi, come le coabitazioni forzate a causa della impossibilit\u00e0 per i giovani di pagare affitti troppo alti o di offrire, non avendo attivit\u00e0 stabili, le garanzie richieste dai locatori&#8230; Milazzo non si \u00e8 limitata a portare al tavolo analisi e dati, ha avanzato anche\u00a0<strong>alcune proposte<\/strong>, ad esempio la richiesta che vengano creati un assessorato comunale alla casa e un osservatorio provinciale che, oltre al monitoraggio del fabbisogno, preveda una programmazione pluriennale degli interventi. Tra gli interventi da prevedere, l\u2019offerta di alloggi sociali gestiti da un soggetto pubblico con canoni accessibili, nuova edilizia sociale da realizzare riqualificando immobili pubblici dismessi o acquisendo da privati immobili degradati da riqualificare e assegnare per un periodo a famiglie in disagio sociale\u2026 Nel complesso, comunque, ribadisce Milazzo, va realizzata\u00a0<strong>nuova edilizia sociale ma non di tipo tradizionale<\/strong>. Basta con i brutti palazzoni nelle periferie ghettizzate e prive di servizi, gli alloggi sociali vanno realizzati in centro in modo da favorire l\u2019inserimento sociale delle famiglie disagiate e recuperare, nel contempo, strutture dismesse come le scuole e gli ospedali. L\u2019aumento dell\u2019offerta di abitazioni servir\u00e0 anche a calmierare gli affitti.<\/p>\n<h6><strong><a href=\"https:\/\/www.argocatania.it\/2023\/03\/06\/catania-emergenza-abitativa-e-disagio-sociale\/?utm_source=mailpoet&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=newsletterposttitle-lultimo-articolo-da-argo-catania-2\">articolo integrale su argo catania<\/a> <\/strong><\/h6>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Bari, 6 studenti dell\u2019Universit\u00e0 di Bari, attivisti di Cambiare Rotta denunciati per uno striscione contro la guerra davanti al Politecnico e contro gli accordi tra l\u2019ateneo e le industrie belliche<\/strong><\/p>\n<p>La manifestazione si svolgeva in collegamento con quella nazionale chiamata dai lavoratori portuali a Genova che ha visto nello stesso giorno scendere in piazza oltre diecimila persone in opposizione alla guerra e dove, come studenti e universitari, ci siamo mobilitati a fianco della lotta per bloccare il transito delle armi nei porti. In una nota <em>Cambiare rotta<\/em> nel portare a conoscenza la repressione in atto afferma che: \u201c Vogliamo subito mettere in chiaro che non indietreggeremo minimamente davanti a queste intimidazioni, siamo convinti delle ragioni della nostra protesta e del fatto che dentro le nostre universit\u00e0 debba esserci garantito spazio di agibilit\u00e0 politica e democratica\u201d.\u00a0 <em>Cambiare rotta <\/em>da tempo \u00e8 impegnata nel portare allo scoperto il tema delle numerose relazioni tra industria bellica e mondo accademico. Non solo il Politecnico ma anche l\u2019Uniba sono, infatti, al centro di una massiccia operazione che vede schierati in prima fila industrie belliche e il Ministero della Difesa in ottica di rafforzamento militare del quadrante Mediterraneo.<\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/www.osservatoriorepressione.info\/bari-studenti-denunciati-uno-striscione-la-guerra\/\"><strong>comunicato su.Osservatorio Repressione<\/strong><\/a><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Blitz della polizia al Majorana-Cascino di Piazza Armerina, USB denuncia la repressione crescente nelle scuole italiane<\/h4>\n<p>Nel corso dello svolgimento di un&#8217;assemblea studentesca autorizzata dalla dirigente scolastica sul tema della legalizzazione della cannabis, si \u00e8 verificato un blitz della polizia.\u00a0La dirigente scolastica, Lidia Di Gangi, che al momento era fuori sede, ha spiegato attraverso la stampa di essere stata contattata al telefono da un ispettore di polizia, che le chiedeva se l\u2019assemblea fosse autorizzata, avendo loro ricevuto una segnalazione dalla Questura di Enna. Ma nonostante la dirigente scolastica avesse comunicato che l&#8217;assemblea studentesca fosse stata autorizzata, dopo la telefonata le studentesse e gli studenti organizzatori dell&#8217;assemblea sono stati identificati. Tutto ci\u00f2 non fa che accrescere la condanna di un blitz che si configura \u00a0come un vero e proprio atto intimidatorio nei confronti di tutta la scuola, non solo delle studentesse e degli studenti, considerato oltretutto che il tema della legalizzazione della cannabis \u00e8 all\u2019ordine del giorno nel dibattito pubblico e istituzionale, e non risultano invece blitz della polizia nelle aule parlamentari. Quindi, \u00e8 gravissimo che non se ne possa liberamente discutere dentro una scuola pubblica statale durante una assemblea studentesca di istituto. Ci chiediamo cosa o chi abbia sollecitato la Questura di Enna ad effettuare questo blitz nella scuola di Piazza Armerina. E nello stesso tempo denunciamo il chiaro e incessante aumento dell&#8217;attacco contro la libert\u00e0 di scelta delle studentesse e degli studenti, attacco che si concretizza anche attraverso i PCTO, ex Alternanza Scuola Lavoro, che in Sicilia vengono effettuati anche nelle caserme e presso la base NATO di Sigonella, e la crescente repressione delle lotte studentesche.<\/p>\n<h6><strong><a href=\"https:\/\/sicilia.usb.it\/leggi-notizia\/usb-dopo-i-recenti-fatti-di-piazza-armerina-denuncia-la-crescente-presenza-repressiva-della-polizia-nelle-scuole-italiane-1953-1-1.html\">nota sindacale sicilia.usb.it<\/a><\/strong><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Calabria: l\u2019energia sporca. Transizione ecologica o transizione energetica? Appello del movimento ambientalista: \u201cLe ragioni della nostra opposizione all\u2019eolico selvaggio\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><em>Come mai ci sono persone che si oppongono alle pale eoliche, laddove avanzano a scapito di ettari di bosco e di suolo libero dal cemento? E come mai allora esistono tante altre persone favorevoli alla realizzazione di centrali eoliche anche nei luoghi in cui il bilancio ecologico dell\u2019operazione risulta nettamente negativo, come accade nelle Serre calabresi? <\/em><\/p>\n<p>Sotto le insegne del cambiamento queste persone, in altri termini, sono alla ricerca di espedienti per continuare a fare quello che stavano gi\u00e0 facendo, intendono\u00a0munirsi di strumenti all\u2019avanguardia per segare meglio il ramo su cui siamo seduti, e con sguardo svelto e fiducioso colgono nel dramma dell\u2019uomo contemporaneo un risvolto positivo: il loro punto di vista \u00e8 sintetizzato da Massimo Beccarello della Confindustria, il quale considera l\u2019ambiente un grande driver della crescita delle aziende. L\u2019imperversante isteria da approvvigionamento energetico \u00e8 in sostanza un gran polverone che punta a eludere la necessaria messa in discussione degli attuali assetti economici e sociali, e in questo quadro noi esponenti della societ\u00e0 civile calabrese,\u00a0mentre salutiamo con soddisfazione la ragionevole e confortante bocciatura\u00a0da parte del Dipartimento Territorio e Tutela dell\u2019Ambiente regionale del progettato impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica denominato Carbonaio che voleva abbattersi su un\u2019area forestale del comune di\u00a0<em>Monterosso Calabro\u00a0<\/em>(fa il paio, si noti bene, con il diniego ministeriale al progetto Primus di qualche anno fa), e mentre ringraziamo il delegato per la Calabria del WWF Angelo Calzone per il suo impegno sul fronte legale, sottoponiamo all\u2019opinione pubblica alcune semplici domande.<em> In una regione come la Calabria, martoriata dal dissesto idrogeologico e al contempo gi\u00e0 super produttrice di energia, con un\u2019eccedenza addirittura del 180%,<\/em> \u00e8 sensato dedicarsi alla ulteriore produzione energetica passando per le stragi di alberi e suoli che generano ulteriore dissesto idrogeologico? \u00c8 cosa buona e giusta per le tartassate tasche dei cittadini? Oppure forse \u00e8 solo un beneficio per le capaci tasche di chi realizza gli impianti?<\/p>\n<h6><a href=\"http:\/\/www.salviamoilpaesaggio.it\/blog\/2023\/02\/calabria-lenergia-sporca-le-ragioni-della-nostra-opposizione-alleolico-selvaggio\/\">leggi documento integrale dei firmatari su SALVIAMO IL PAESAGGIO<\/a><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<strong>Stop ai traffici d\u2019armi nei porti\u201d, \u201cStop Armi\u201d,\u00a0 \u201cporti chiusi alle armi\u201d. Dibattito politico-culturale dopo la manifestazione\u00a0 del Collettivo autonomo Lavoratori portuali (CALP di Genova) il 25 del mese scorso<\/strong><\/p>\n<p><em>Palermo, venerd\u00ec 10 ore 18,15 &#8211; presso Casa del Popolo \u201cP. Impastato\u201d (via Isidoro la Lumia 56)<\/em><\/p>\n<p>Vogliamo, prendendo spunto da questi contenuti, discutere su un tema estremamente serio e difficile,\u00a0 e cio\u00e8 come allargare al mondo del lavoro ed al suo specifico ambiente, la movimentazione contro la guerra ed i suoi strumenti specifici, le armi.\u00a0Come conciliare l&#8217;esigenza legittima di garantire la sicurezza del lavoro, in una fase non certo facile di crisi,\u00a0 \u00a0con la necessit\u00e0 di opporci alla\u00a0 trasformazione di sempre pi\u00f9 ampie aree del nostro sistema produttivo\u00a0 e delle nostre\u00a0 infrastrutture, pensiamo ai nostri\u00a0 porti ed aeroporti, in luoghi\u00a0 in via di crescente militarizzazione e\u00a0 di conversione in aziende a prevalenza di produzioni belliche ed in infrastrutture piegate\u00a0 a fini militari. Partecipano: Antonio Mazzeo, Serafino Biondo, Elio Teresi e Francesco Lo Cascio.<\/p>\n<h6><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100089789311225&amp;__cft__%5b0%5d=AZWKilI2noLIsaMYZo5Yyk8g_0p_bTJrYmoG6V9A-ohmJjfF_vDBzBS88IVy6Z0zNogZYEkzQU68beLvslAET5h-O2b5NzXu54G1rc6C8rnhiWln-obO-GdSANu0C4dVaT8&amp;__tn__=-UC%2CP-R\"><strong>informazione su Casa del Popolo &#8220;Peppino Impastato&#8221;<\/strong><\/a><strong>\u00a0<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Manifestazione nazionale a Steccato di Cutro \u2013 Crotone. NESSUNA PERSONA \u00c8 ILLEGALE ! MAI PI\u00d9 NAUFRAGI ! Basta stragi: \u201cPorti aperti all\u2019accoglienza e chiusi alla guerra\u201d<\/strong><\/p>\n<p><em>Venerd\u00ec 10, ore 16,00 presidio al porto di Catania (varco 04) \\ <\/em><em>Sabato 11, ore 14,00\u00a0 a Cutro\u00a0<\/em><\/p>\n<p>A cento metri dalle nostre coste, si \u00e8 consumata l&#8217;ennesima strage di migranti, fuggiti da guerre, miseria e repressione. Il Mediterraneo \u00e8 diventato, nell&#8217;indifferenza di tutti i governi dell&#8217;Unione Europea (Italia in testa), un enorme cimitero. Con il governo Meloni \u00e8 stata portata alle estreme drammatiche conseguenze la politica dei respingimenti, ma anche con i governi precedenti troppe navi sono rimaste per giorni e giorni in attesa di un approdo e si sono stretti accordi che hanno permesso la costruzione dei lager libici e garantito al dittatore turco Erdogan enormi guadagni sulla pelle dei migranti. Miliardi di euro spesi per finanziare la guerra (senza promuovere nessuna trattativa di pace), mentre i nostri porti, come nel caso dell&#8217;esercitazione Dynamic Manta 2023, continuano a essere utilizzati per scopi militari, con la presenza anche di mezzi a propulsione nucleare. Su questa strage vogliamo conoscere la verit\u00e0, sapere chi e perch\u00e9 ha deciso di non organizzare soccorsi adeguati. I ministri coinvolti (Piantedosi e Salvini) devono dimettersi per avere scelto di non vedere, prima ancora che per le vergognose dichiarazioni di questi giorni. Di fronte a questa ennesima tragedia, siamo nauseate\/i dalle ipocrisie e dalla propaganda. Chiediamo con ancora pi\u00f9 forza che siano aperti canali legali e sicuri di ingresso in Europa, che i campi di detenzione in Turchia come in Libia siano evacuati, che l&#8217;Italia e l&#8217;Europa mettano in mare un&#8217;adeguata missione di soccorso istituzionale, che le navi della Flotta Civile siano messe in condizione di operare senza ostacoli e criminalizzazione.<\/p>\n<h6>ANPI; ARCI; Associazione comunista Olga Benario; Catanesi Solidali col popolo Curdo; COBAS; Comitato No Muos\/No Sigonella; Comitato per la difesa della Costituzione CT; FEMMINISTORIE; La Citt\u00e0 Felice; ManifestA; Partito della Rifondazione Comunista; Redazione de I Siciliani Giovani; Rete Antirazzista CT, Rete Restiamo Umani CT; Sinistra Anticapitalista; SUNIA Catania e Sicilia; USB Sicilia &#8211;\u00a0\u00a0Per andare a Cutro &#8211; Crotone prenotare su: <a href=\"mailto:catanianofrontex@gmail.com\">catanianofrontex@gmail.com<\/a>\u00a0 (<strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/518515570455849\">info<\/a>)<\/strong><\/h6>\n<header class=\"header\">\n<div class=\"header-languages hide-mobile\">\n<h6><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/header>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&gt; \u00a0glocalnews sulle soggettiv\u20b3zioni del meticciato meridionale \u00a0&lt; &nbsp; 8 MARZO SCIOPERO OVUNQUE: dentro e fuori casa, dai ruoli di genere e da tutti i ruoli che ci vengono imposti e dai consumi indotti. 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