{"id":1722545,"date":"2023-03-05T20:25:40","date_gmt":"2023-03-05T20:25:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1722545"},"modified":"2023-03-06T08:56:43","modified_gmt":"2023-03-06T08:56:43","slug":"decolonizzazione-del-pensiero-e-permacultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/03\/decolonizzazione-del-pensiero-e-permacultura\/","title":{"rendered":"Decolonizzazione del pensiero e permacultura"},"content":{"rendered":"<h3><strong>Definizioni e prospettive<\/strong><\/h3>\n<p>Se con decolonizzazione intendiamo quel processo, avvenuto dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, che port\u00f2 alla graduale conquista dell\u2019indipendenza dei paesi dell\u2019Asia e dell\u2019Africa dal giogo politico ed economico degli imperi coloniali europei, con decolonizzazione del pensiero descriviamo il processo di cambiamento culturale effettuato dalle persone che, nate in Paesi che storicamente sono stati colonizzatori, comprendono come questo fatto storico sia fondato su una serie di binomi &#8211; superiorit\u00e0\/inferiorit\u00e0, privilegio\/sofferenza, violenza\/morte \u2013 colonne di una visione predatoria verso l\u2019altro oltre il noi.<\/p>\n<p>La tematica della decolonizzazione del pensiero \u00e8 gi\u00e0 entrata in modo diretto nel bagaglio culturale della permacultura ed \u00e8 una strada da continuare a percorrere, arricchendone il significato, alimentando la discussione, avendo la capacit\u00e0 di scorgere tracce che ci indichino come l\u2019applicazione del pensiero etico di questa giovane disciplina umanistico-scientifica, sia a pieno titolo un\u2019espressione decolonizzante.<\/p>\n<h3><strong>Ho letto un post<\/strong><\/h3>\n<p>Questi pensieri, maturati gi\u00e0 da tempo, hanno preso maggior corpo a seguito di uno scambio di commenti avvenuto su un <em>social<\/em>, sotto un <em>post<a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\"><strong>[i]<\/strong><\/a><\/em> collegato alla tragedia accaduta nelle acque al largo di Crotone, nella notte tra il 25 e il 26 febbraio, in cui hanno perso la vita 70 esseri umani, di cui 16 bambini o ragazzi.<\/p>\n<p>Il post in oggetto ha attirato la mia attenzione perch\u00e9 in poche righe esprimeva il concetto per cui se l\u2019Unione Europea ha intenzione di salvare le vite di chi migra, delle persone che attraversano il Mediterraneo, su barche che spesso si ribaltano e affondano in balia della furia delle onde,<a href=\"#_edn2\" name=\"_ednref2\"><sup>[ii]<\/sup><\/a> deve sostituirsi a chi in questo momento gestisce le tratte di esseri umani. Ma, tra \u00abgestisce\u00bb e \u00abtratte\u00bb era presente anche la parola \u00abillegalmente\u00bb. Leggere illegalmente mi ha fatto quindi presumere che queste tratte potrebbero essere gestite anche legalmente. <em>Strano<\/em>.<\/p>\n<p>L\u2019affermazione seguente, chiamando in causa la logica, era che questo porterebbe a un guadagno per tutti, anche dal punto di vista economico. <em>Mi sta sfuggendo qualcosa, evidentemente<\/em>.<\/p>\n<p>Su richiesta di ulteriore approfondimento, un commento dell\u2019autore ha messo in evidenza il fatto che l\u2019Europa dovrebbe creare, per coloro che intraprendono questi viaggi, un ponte di supporto economicamente e umanitariamente sostenibile. Ad ulteriore specifica ha introdotto l\u2019idea di libero mercato, per cui l\u2019Europa dovrebbe porsi con un servizio migliore degli scafisti. <em>Trasalisco<\/em>.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 per me un confine di pensiero che non si pu\u00f2 attraversare mentre ci sono esseri umani che per attraversare confini fisici muoiono.<\/p>\n<h3><strong>Colonizzazione, colonialit\u00e0 e razza<\/strong><\/h3>\n<p>Per avviare un processo di decolonizzazione del pensiero pu\u00f2 essere utile andare oltre l\u2019aggiunta del prefisso de- al sostantivo originale e incontrarne un altro, colonialit\u00e0. La <em>Colonidad<\/em>, \u00e8 una teoria sviluppata dal sociologo Anibal Quijiano<a href=\"#_edn3\" name=\"_ednref3\">[iii]<\/a> che va oltre all\u2019idea di conquista, assoggettamento e sfruttamento, aspetti propri della colonizzazione. La colonialit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 duratura e profonda perch\u00e9 si fonda sulla giustificazione del ruolo dei colonizzatori come organizzatori razionali del mondo e portatori di un ordine superiore.<\/p>\n<p>Quijiano individua nella colonialit\u00e0 il modello di potere eurocentrico:<a href=\"#_edn4\" name=\"_ednref4\">[iv]<\/a> essa \u00e8 la colonizzazione dell\u2019immaginario, la repressione culturale, l\u2019annichilimento dei paradigmi espressivi delle societ\u00e0 colonizzate.<\/p>\n<p>Uno degli assi fondamentali di questo modello di potere \u00e8 la divisione in classi per razza, dove sono i tratti fenotipici &#8211; l\u2019insieme delle caratteristiche determinate dall\u2019interazione fra la costituzione genetica e l\u2019ambiente &#8211; e le propriet\u00e0 culturali a legittimare la supremazia del dominatore sul dominato.<\/p>\n<p>In questo modo si opera una classificazione sociale universale della popolazione mondiale, dividendola e ordinandola per ranghi.<a href=\"#_edn5\" name=\"_ednref5\">[v]<\/a><\/p>\n<p>Nella soluzione \u00ab[siamo nel] libero mercato, per cui l\u2019Europa dovrebbe porsi con un servizio migliore degli scafisti\u00bb sta tutto ci\u00f2 che Quijiano descrive: un\u2019Europa post colonialista, che ha perso buona parte del potere economico e che inizia a confrontarsi con <em>migrazioni di ritorno<\/em>, si nutre ancora del substrato culturale della colonialit\u00e0. Una presunta superiorit\u00e0 porta a ritenere moralmente accettabile la riduzione dell\u2019uomo a merce, edulcorandola con l\u2019aggettivo sostenibile.<\/p>\n<p>Questa non \u00e8 sostenibilit\u00e0, \u00e8 predazione.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNessuno che sia impegnato a pensare la storia e la politica pu\u00f2 restare inconsapevole dell\u2019enorme ruolo che la violenza ha sempre svolto nelle questioni umane e a un primo sguardo \u00e8 piuttosto sorprendente che la violenza sia stata scelta cos\u00ec di rado per un esame particolare. Questo fatto dimostra fino a che punto la violenza e la sua arbitrariet\u00e0 fossero date per scontate e quindi neglette; nessuno pone in questione o esamina ci\u00f2 che \u00e8 ovvio per tutti\u00bb.<a href=\"#_edn6\" name=\"_ednref6\">[vi]<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Il sistema etico valoriale della permacultura<\/strong><\/h3>\n<p>Dalla fine degli anni \u201980 del secolo scorso, dopo aver tratteggiato nel decennio precedente il modello della permacultura, Bill Mollison e David Holmgren approfondirono gli aspetti valoriali che lo sostenevano.<\/p>\n<p>La prima direttiva dichiara che \u00abl\u2019unica decisione etica possibile \u00e8 agire responsabilmente per la nostra vita e per quella dei nostri figli\u00bb,<a href=\"#_edn7\" name=\"_ednref7\">[vii]<\/a> \u00a0riproponendo il pensiero elaborato circa un decennio prima da Hans Jonas ne <em>Il principio responsabilit\u00e0. Un&#8217;etica per la civilt\u00e0 tecnologica<\/em>. La responsabilit\u00e0 \u00e8 nel presente, ma volge lo sguardo al futuro, non permettendo di agire senza valutare e comprendere le conseguenze.<\/p>\n<p>Secondo Jonas \u2013 e di conseguenza Mollison &#8211; esiste una responsabilit\u00e0 nei confronti dello stesso pianeta Terra che ospita l&#8217;uomo, soprattutto in un\u2019et\u00e0 dove vige il primato della tecnica e gli interventi antropizzanti sugli habitat naturali sono impattanti e distruttivi.<\/p>\n<p>Successivamente \u00e8 introdotto il principio di cooperazione, inteso come fondamento dei sistemi vitali esistenti e della sopravvivenza futura. L\u2019elaborazione parte da quella che fu definita <em>Ipotesi Gaia<\/em>, elaborata da James Lovelock e Lynn Margulis.<\/p>\n<p>Infine, l\u2019etica della cura qualifica la permacultura chiedendo di riconoscere l\u2019esistente, oltrepassare il sostenibile e di dedicarsi alla rigenerazione.<\/p>\n<h3><strong>Cura della terra<\/strong><\/h3>\n<p>La prima declinazione dell\u2019etica della cura, riguarda la Terra.<\/p>\n<p>Bill Mollison propone di utilizzare lo stretto necessario, di conservare l\u2019esistente ed esorta a rendere conto delle proprie azioni.<\/p>\n<p>Dal punto di vista ambientale, il colonialismo ha dato inizio a una delle devastazioni pi\u00f9 grandi che l\u2019uomo abbia mai creato: le piantagioni di monocultura. La canna da zucchero \u00e8 un esempio che affonda le radici gi\u00e0 nel 1400, quando i portoghesi la impiantarono prima nell\u2019isola di Madera e poi nelle altre isole, loro colonie, fin sulle coste dell\u2019Africa occidentale. Lo zucchero, usato inizialmente per le preparazioni galeniche, era molto prezioso e redditizio. Il sistema delle piantagioni, esteso al Sud America e all\u2019area caraibica, permise lo sfruttamento di nuove terre e la canna da zucchero divenne una delle coltivazioni principali, cosa che ancora permane.<a href=\"#_edn8\" name=\"_ednref8\">[viii]<\/a><\/p>\n<p>Lo sfruttamento delle risorse naturali dei paesi soggiogati, ha portato e porta ancora di pi\u00f9 oggi alla disastrosa perdita di biodiversit\u00e0 e alla vulnerabilit\u00e0 degli ecosistemi stessi, naturali e sociali. I cambiamenti climatici, conseguenza di una serie di azioni antropiche tra cui la deforestazione selvaggia operata in paesi ex colonie europee, sconvolgono economie fragili e le persone, per mettere al sicuro la propria vita, si spostano.<a href=\"#_edn9\" name=\"_ednref9\">[ix]<\/a><\/p>\n<p>Entro il 2050 almeno 216 milioni di persone saranno costrette a migrare a causa di effetti e conseguenze del cambiamento climatico. Il numero pi\u00f9 alto di queste moderne migrazioni di massa, interesser\u00e0 \u2013 e gi\u00e0 sta avvenendo \u2013 l\u2019Africa sub-sahariana: 86 milioni di persone in fuga, il 4,2% della popolazione totale.<a href=\"#_edn10\" name=\"_ednref10\">[x]<\/a><\/p>\n<h3><strong>Cura delle persone<\/strong><\/h3>\n<p>La seconda accezione di cura \u00e8 quella per le persone, intesa come cura della specie, una sorta di estensione del costrutto di famiglia.<\/p>\n<p>Come potrebbe mai coesistere questo pensiero con l\u2019espressione violenta del percepire altri esseri umani come merce da trasportare? Perch\u00e9 nelle situazioni di tratta, le persone migranti sono deumanizzate e derubricate a un mezzo per soddisfare un tornaconto economico, come se fosse applicata una <em>deregulation<\/em> complessiva che non riconosce pi\u00f9 la dignit\u00e0 dell\u2019esistenza.<\/p>\n<p>Cura delle persone \u00e8 cura della\/e comunit\u00e0 a differenza del libero mercato che \u00e8 competizione. Una comunit\u00e0 non si pu\u00f2 fondare sulla competizione, semplicemente perch\u00e9 sarebbe la sua fine per deflagrazione o annichilimento.<\/p>\n<p>Possiamo quindi tenere insieme umanit\u00e0 e libero mercato? Al momento parrebbe di no e quindi risulta necessario schierarsi, da l\u2019una o dall\u2019altra parte, con chi \u00e8 oppresso o con l\u2019oppressore.<\/p>\n<h3><strong>Terza etica della cura<\/strong><\/h3>\n<p>La terza etica, che nel tempo si sta definendo come cura del futuro, \u00e8 sempre stata la pi\u00f9 sfaccettata.<\/p>\n<p>Entrambi gli autori portano la necessit\u00e0 dell\u2019idea di <em>limite<\/em>, declinata in termini di <em>consumi<\/em> e di <em>diminuzione della popolazione<\/em>.<\/p>\n<p>Stabilito l\u2019<em>abbastanza<\/em>, di conseguenza, \u00e8 indispensabile operare una <em>ridistribuzione del surplus<\/em> di risorse per aiutare la terra e le persone che si trovano al di l\u00e0 del nostro immediato cerchio di potere e responsabilit\u00e0, in situazioni di svantaggio ecologico e sociale.<\/p>\n<p>Risulta evidente la correlazione che esiste tra lo sfruttamento dei paesi colonizzatori e la predazione subita dai colonizzati, i privilegi instaurati dai primi e la violenza subita dai secondi e di conseguenza \u00e8 altrettanto chiaro verso chi occorre operare in termini di riparazione e cura.<\/p>\n<h3><strong>Conclusione<\/strong><\/h3>\n<p>David Holmgren fa una premessa fondamentale, quando parla di cura delle persone.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abSolo dopo aver capito le gigantesche disuguaglianze strutturali che esistono tra nazioni ricche e povere, tra comunit\u00e0 urbane e rurali, tra risorse umane e risorse naturali, sar\u00e0 possibile vedere in una diversa luce il fatto di provvedere prima di tutto ai propri bisogni\u00bb.<a href=\"#_edn11\" name=\"_ednref11\">[xi]<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Il modello economico imperante \u00e8 quello del libero mercato globale.<\/p>\n<p>Non si tratta certo di pensare di scagliarsi, come una contemporanea <em>Light Brigade<\/em>,<a href=\"#_edn12\" name=\"_ednref12\">[xii]<\/a> in una carica suicida contro le <em>ridotte armate<\/em> di questo sistema, immolandosi, ma di assumersi la responsabilit\u00e0 individuale e collettiva di costruire un nuovo linguaggio, che voglia appartenere al presente e al futuro con piena dignit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[i]<\/a> Alla data del 3 marzo 2023, il <em>post<\/em> \u00e8 pubblicato su un noto <em>social network<\/em>, con <em>privacy<\/em> pubblica.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref2\" name=\"_edn2\">[ii]<\/a> Sono pi\u00f9 di 26.000, in dieci anni, i migranti partiti dall\u2019Africa e dall\u2019Asia col sogno di raggiungere l\u2019Europa, ma annegati durante la traversata del Mediterraneo, prima di toccare terra. Fonte: Il Sole 24 Ore, <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/migranti-cimitero-mediterraneo-26mila-morti-dieci-anni-AErgEVuC\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00abMigranti, cimitero Mediterraneo: 26mila morti in dieci anni\u00bb<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref3\" name=\"_edn3\">[iii]<\/a> An\u00edbal Quijano (1928-2018) \u00e8 stato un sociologo peruviano che si \u00e8 occupato di teorie della dipendenza e di imperialismo, sviluppando ricerche originali sulla cultura e identit\u00e0 latinoamericane. Dal suo punto di vista, l\u2019eurocentrismo \u00e8 un aspetto fondamentale, ma a noi interessa soprattutto per aver proposto la categoria di \u00abcolonialit\u00e0 del potere\u00bb come chiave di lettura della modernit\u00e0 e del sistema mondo.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref4\" name=\"_edn4\">[iv]<\/a> Dal 1415, con l\u2019occupazione di Ceuta, inizia l\u2019ascesa dell\u2019impero portoghese, seguita da quella di molti stati europei: Spagna, Olanda, Inghilterra, Francia, Belgio, Germania, Italia&#8230;<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref5\" name=\"_edn5\">[v]<\/a> Quijano, An\u00edbal. <em>Colonialidad del poder, eurocentrismo y Am\u00e9rica Latina<\/em>, in Cuestiones y horizontes: de la dependencia hist\u00f3rico-estructural a la colonialidad\/descolonialidad del poder. Buenos Aires: Consejo Latinoamericano de Ciencias Sociales (CLACSO), 2014.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref6\" name=\"_edn6\">[vi]<\/a> Arendt Hannah. <em>Sulla violenza<\/em>, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1971, pp. 15-16<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref7\" name=\"_edn7\">[vii]<\/a> Bill Mollison. <em>Permacultura. Manuale di progettazione<\/em>, Mediperlab, Bari, 2020, p.1 (edizione originale: <em>Permaculture: A Designers\u2019 Manual<\/em>, Tagari Publications, AU, 1988).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref8\" name=\"_edn8\">[viii]<\/a> Nel mondo la coltivazione di canna da zucchero produce 1869 milioni di tonnellate\/anno di prodotto, su una superficie di 26,467 milioni di ettari. \u00c8 come se circa il 110% del Regno Unito di Gran Bretagna fosse completamente ricoperto di canna da zucchero. Fonte: faostat (2022). <a href=\"https:\/\/www.fao.org\/faostat\/en\/#home\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00abCrops and livestock products\u00bb<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref9\" name=\"_edn9\">[ix]<\/a> I risultati combinati dei due <em>Rapporti Growndshell<\/em> (2018 e 2021) forniscono, per la prima volta, un quadro globale della potenziale portata della migrazione climatica interna riguardante sei macroregioni. I cambiamenti climatici a lenta insorgenza influenzano le dinamiche della popolazione e i contesti di sviluppo modellano tendenze della mobilit\u00e0. In <a href=\"https:\/\/openknowledge.worldbank.org\/handle\/10986\/36248\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/openknowledge.worldbank.org\/handle\/10986\/36248<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref10\" name=\"_edn10\">[x]<\/a> Antonella Sinopoli. <a href=\"https:\/\/www.nigrizia.it\/notizia\/216-milioni-di-migranti-climatici-entro-il-2050\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>216 milioni di migranti climatici entro il 2050<\/em><\/a>, 17\/09\/2021.<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref11\" name=\"_edn11\">[xi]<\/a> David Holmgren. <em>Permacultura. Come progettare e realizzare modi di vivere sostenibili e integrati con la natura.<\/em> Arianna Editrice, Bologna, 2011, p. 37 (edizione originale: <em>Permaculture. Principles &amp; Pathways Beyond Sustainability<\/em>, Holmgren Design Services, AU, 2002).<\/p>\n<p><a href=\"#_ednref12\" name=\"_edn12\">[xii]<\/a> La Carica della Brigata leggera \u00e8 un fatto accaduto il 25 ottobre 1854 nella pianura di Balaklava, nei pressi di Sebastopoli, durante la Guerra di Crimea. Per una serie di combinazioni interdipendenti tra loro &#8211; l\u2019odio tra gli ufficiali al comando, l\u2019orgoglio di ciascuno, l\u2019errata interpretazione degli ordini e il cieco senso del dovere &#8211; la Brigata Leggera inglese si lanci\u00f2 alla carica frontalmente, contro una serie di batterie di cannoni russe. Fu, ovviamente, un massacro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Definizioni e prospettive Se con decolonizzazione intendiamo quel processo, avvenuto dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, che port\u00f2 alla graduale conquista dell\u2019indipendenza dei paesi dell\u2019Asia e dell\u2019Africa dal giogo politico ed economico degli imperi coloniali europei, con decolonizzazione del&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2240,"featured_media":1722551,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11388,59,54572],"tags":[27869,79923],"class_list":["post-1722545","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-contenuti-originali","category-ambiente-ecologia","category-migranti","tag-decolonizzazione","tag-permacultura-it"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - 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