{"id":1715500,"date":"2023-02-11T17:48:37","date_gmt":"2023-02-11T17:48:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1715500"},"modified":"2023-02-11T18:12:01","modified_gmt":"2023-02-11T18:12:01","slug":"colpa-di-alfredo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/02\/colpa-di-alfredo\/","title":{"rendered":"Colpa di Alfredo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Lo sciopero della fame di Alfredo Cospito sta mettendo in luce il peggio della societ\u00e0 italiana<\/strong>, viene la nausea nel leggere i vari proclami giustizialisti associati alla detenzione di Cospito, le vomitevoli strumentalizzazioni politiche, e fanno orrore le dichiarazioni mediatiche e giudiziarie di personaggi della magistratura chiamati a dire &#8220;mostruosit\u00e0&#8221; come quelle affermate da Piercamillo Davigo che pochi giorni fa in una trasmissione ha dichiarato: \u201cCospito non fa un vero sciopero della fame, altrimenti non sarebbe pi\u00f9 vivo. Un uomo non pu\u00f2 sopravvivere a 100 giorni senza nutrirsi realmente\u201d.<\/p>\n<p>Davigo forse ignora volutamente che Alfredo Cospito ha perso ormai 47 chili in 4 mesi, forse non sa minimante nemmeno ci\u00f2 di cui si parla, non parlerebbe cos\u00ec, se sapesse ad esempio che in Turchia in questi stessi anni sotto il regime di Erdogan, pi\u00f9 persone sono morte protestando in sciopero della fame.<br \/>\nCome ad esempio che nei primi mesi del 2020, 13 presidenti di Ordini forensi turchi furono arrestati e portati a processo per terrorismo dal governo di Erdogan, e che il 5 aprile Ebru Timtik e il suo collega Aytac Unsal, in risposta all&#8217;incarcerazione, decisero di entrare in sciopero della fame digiunando per 238 giorni fino alla morte, cos\u00ec come Davigo non parlerebbe cos\u00ec se sapesse che, sempre nel 2020 Helin B\u00f6lek, insieme a Mustafa Ko\u00e7ak, membri di una rock band turca, (ai quali dopo l&#8217;arresto e il successivo rilascio era stato proibito di suonare pubblicamente, perch\u00e9 la loro musica venne giudicata &#8220;sovversiva&#8221; e antigovernativa) condussero uno sciopero della fame per protesta, rispettivamente di 288 e 297 giorni che li condusse alla morte.<\/p>\n<p><strong>I giustizialisti nostrani da sempre rigorosi, implacabili e forti con i deboli<\/strong>, al pari di quanto sono ultragarantisti, smemorati e lascivi con i forti, non sanno, o spesso fanno finta di non sapere che al regime del 41 bis in Italia, si affiancano anche misure di &#8220;sicurezza&#8221; punitive e tendenti al sadismo, come ad esempio:<br \/>\n-Vietare a quei detenuti di poter fisicamente abbracciare, pur con la dovuta sorveglianza, i propri familiari;<br \/>\n&#8211; Non poter scegliere liberamente i libri da leggere;<br \/>\n-Non poter tenere dei diari personali con i propri appunti scritti, non poter cucinare in cella; per tutta la durata della detenzione una sola ora di aria al giorno;<br \/>\n-Non poter appendere immagini ai muri;<br \/>\n-Non poter svolgere nessun tipo di attivit\u00e0 fisica;<br \/>\nSarebbe ancora lunga la lista di queste misure, che non possono che essere definite sadiche, oltrech\u00e9 stupide, violente, e che umiliano la dignit\u00e0 umana, mortificando senza scopo alcuno le persone detenute, e facendo venire meno ogni credibilit\u00e0 democratica e costituzionale dello Stato.<\/p>\n<p>Oh s\u00ec certo, alcune menti &#8220;illuminate&#8221; al sentire di questi discorsi, immagino potranno tirare in ballo personaggi come Matteo Messina Denaro, che, a detta loro meritano tale trattamento, senza per\u00f2 chiedersi come mai Messina sia potuto tranquillamente restare per trent\u2019anni in latitanza scorrazzando in lungo e in largo per il paese, e soprattutto senza vedere che in realt\u00e0 sono proprio il caso di Messina\u00a0 e la sua &#8220;latitanza&#8221; trentennale (persino i muri sapevano dove si trovasse) che mettono in evidenza che sono necessari ben altri strumenti, che non il 41 bis.<\/p>\n<p>Inoltre non perch\u00e9 una persona venga giudicata criminale \u00e8 giusto allora autorizzare uno Stato a violare i diritti umani minimi di una persona, o accanirsi in misure che niente hanno a che fare ne con la reclusione e con le indagini, tanto meno con la rieducazione, ma che incarnano invece un certo sadismo e voglia di vendetta, oltre che mettere bene in evidenza il tipo di &#8220;giustizia&#8221; che si intende nel nostro &#8220;Bel Paese&#8221;, ultragarantista verso i colletti bianchi, le alte cariche e la classe dirigente, e invece giustizialista, punitiva e vendicativa verso gli ultimi.<\/p>\n<p>D&#8217;altronde le attuali condizioni del sistema carcerario italiano parlano da sole sul livello di imbarbarimento raggiunto dalla nostra &#8220;giustizia&#8221; e delle sue carceri.<strong> Nel solo 2022 si sono registrati 84 suicidi<\/strong>, un numero venti volte superiore a quello relativo al &#8220;mondo libero&#8221;. Un suicidio ogni 670 detenuti.<br \/>\nCos\u00ec scrive anche il \u201cSole 24 ore&#8221; riprendendo un <a href=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/ANTIGONE_XVIIIrapporto_2022.pdf\">rapporto dell&#8217;associazione Antigone<\/a>.<br \/>\nPer non parlare poi delle centinaia di tentativi di suicidio, dei numerosissimi casi di menomazione permanente che i detenuti si infliggono, come di quelle subite da terzi nel carcere stesso.<br \/>\nA questi numeri vanno poi aggiunti i 204 morti sotto la dicitura &#8220;altre cause&#8221; registrati l&#8217;anno passato all\u2019interno degli istituti penitenziari italiani.<br \/>\nNumeri cos\u00ec alti non si vedevano dal 2009, quando furono conteggiati 79 decessi per suicidio e una condizione di sovraffollamento carcerario che port\u00f2 l\u2019Italia ad essere condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani per violazione dell\u2019art. 3 della Convenzione Europea.<\/p>\n<p><strong>Attualmente il numero di detenuti nelle carceri italiane \u00e8 di quasi 57.000, con un sovraffollamento di quasi 9.000 unit\u00e0 rispetto al limite.<\/strong> Antigone e molte altre associazioni che si interessano della condizione dei detenuti lo stanno denunciando da tempo, ma i prodi paladini della &#8220;giustizia&#8221; e del &#8220;rigore&#8221; (numerosi in tutti gli schieramenti politici) sono sordi a questo genere di argomenti, giudicando queste cose come &#8220;mali necessari&#8221; oppure quisquilie, cose che accadono. Suvvia, diciamocelo chiaro, in fondo sono tutte cose meritate, perch\u00e9 se una persona \u00e8 in carcere indipendentemente da ogni altra considerazione, significa che qualcosa di male lo avr\u00e0 fatto no&#8230; e allora ha da schiattare.<\/p>\n<p>Ammesso ce ne sia la volont\u00e0, per meglio capire la condizione in cui versano oggi la maggioranza delle persone detenute, basterebbe leggere il dato che, nel 40% degli istituti penitenziari il parametro dei 3 metri quadrati calpestabili minimi per ogni persona non \u00e8 rispettato, che il 44% delle celle \u00e8 privo di acqua calda, che il 56% \u00e8 senza doccia, che il 10% \u00e8 senza riscaldamento perch\u00e9 non funzionante da anni.<\/p>\n<p>Questo pi\u00f9 o meno il quadro generale che d\u00e0 una visione assai diversa della narrazione mediatica di certe persone che prima di andare in televisione a parlare della giustizia italiana, dovrebbero quanto prima recarsi tutte le settimane a visitare un carcere differente, entrare nelle celle, accertarne le condizioni igieniche e sanitarie, constatare il pessimo livello di vita delle persone detenute, presenziare le infermerie per assistere alle decine di casi giornalieri di menomazione e danno permanente delle persone ricoverate, parlare coi detenuti cos\u00ec come con le guardie carcerarie.<\/p>\n<p>Ma si sa, politicamente paga molto pi\u00f9 andare in televisione a parlare di &#8220;certezza della pena&#8221;, &#8220;rigore&#8221;, &#8220;sicurezza&#8221;, &#8220;giustizia&#8221;, &#8220;stato forte&#8221; (coi deboli) ecc. Ovviamente gli spettatori di certe trasmissioni magari applaudono pure a\u00a0 certe dichiarazioni, ed una parte consistente dell&#8217;opinione pubblica approva anche certi trattamenti, senza per\u00f2 rendersi minimamente conto che tali parole che il trattamento di forza, di rigore, e che la certezza della pena vengono applicati in modo pi\u00f9 che inflessibile, sconfinando nel sadismo, nella vedetta, ma solo con i pi\u00f9 deboli, con gli ultimi, ma mai coi forti, con le altre cariche, con i potenti, a cui deve essere invece sempre garantito un trattamento ben pi\u00f9 che di favore, benevolente e comprensivo, d&#8217;altronde si sa il metro del rispetto dei diritti e del garantismo mica pu\u00f2 essere uguale per tutti.<\/p>\n<p><strong>Sul piano sanitario la situazione carceraria \u00e8 forse ancora pi\u00f9 grave.<\/strong><br \/>\nSempre traendo i dati dell\u2019Osservatorio di Antigone e pubblicati dal \u201cSole 24 ore\u201d, il disagio mentale, legato a importanti patologie psichiatriche o alla tossicodipendenza, \u00e8 oltremodo presente fra i detenuti, a fronte invece di una scarsissima disponibilit\u00e0 di ore di colloquio con professionisti del settore.<\/p>\n<p>Nella migliore delle ipotesi l\u2019azione &#8220;sanitaria&#8221; con la somministrazione di vere e proprie bombe farmacologiche, cerca di sopperire ai tanti problemi esistenti, con tutto ci\u00f2 che ne consegue, ovvero migliaia di detenuti in stato depressivo e confusionale pressoch\u00e9 permanente.<\/p>\n<p>A tutto ci\u00f2 si unisce poi la carenza di personale di sorveglianza e assistenziale, cos\u00ec come la riduzione del personale penitenziario che non fa che peggiorare ancora di pi\u00f9 le condizioni di vita all&#8217;interno dei nostri penitenziari.<\/p>\n<p>La vicenda di Alfredo Cospito va ben oltre la narrazione mediatica insulsa e distorta che si sta cercando di dare in pasto all&#8217;opinione pubblica, diviene invece indicatore dello stato disastroso dell&#8217;onest\u00e0 intellettuale del nostro Paese, della sua classe politica e dirigente, con parte della popolazione che oltretutto si fa pure abbindolare dai soliti discorsi, di una giustizia e un giustizialismo dai due volti: oltremodo clemente e garantista coi forti, inflessibile, rigorosa e vendicativa coi deboli.<\/p>\n<p>Surreale e al tempo stesso inquietante la bagarre di un &#8220;pollaio&#8221; mediatico degli ultimi giorni dove si strilla istericamente alla &#8220;minaccia anarchica&#8221;. Preoccupante perch\u00e9 ricorda il comportamento tenuto da stampa e televisione alle soglie della strategia della tensione, dopo la Strage di Piazza Fontana.<\/p>\n<p><strong>L\u2019atmosfera che si respira oggi nel Paese \u00e8 davvero brutta.<\/strong><br \/>\nAlcuni da una parte invitano a smorzare i toni, ma al tempo stesso non si dispiacciono di questa strategia di distrazione, funzionale a far dimenticare la difficile contingenza sociale ed -economica del nostro paese.<br \/>\nNon stupisce che l\u2019Italia, per la libert\u00e0 di stampa, sia oggi al 58\u00b0 posto nel mondo, con un sentimento giustizialista ispirato da propositi di vendetta e di sadismo, con lo sbandieramento del consueto nemico pubblico della societ\u00e0, da esibire e punire severamente, a cui non riservare nessun tipo di dialogo, n\u00e9 clemenza alcuna.<\/p>\n<p>Il capro espiatorio di turno deve fungere da catalizzatore per i cattivi sentimenti accumulati\u00a0 e ormai stratificati di questa nostra societ\u00e0, possibilmente distoglierci dai molti mali di cui soffriamo, esponendo il nemico di turno, al pari dei migranti, dei poveri, dei meridionali, dei dissidenti politici, sociali e sanitari, degli oppositori alla guerra e di tutti i deboli e gli ultimi della storia.<\/p>\n<p>Non esiste nessun ideale, sia esso di giustizia, istituzionale, sociale, politico, sanitario, o di altro genere ancora che possa giustificare la morte anche di un solo essere umano, o imporre l&#8217;annientamento della sua dignit\u00e0.<br \/>\nIl carcere che uccide, la giustizia che si accanisce, le crociate persecutorie per un interesse di ordine superiore, oppure per un punto di principio,\u00a0 (che ipocritamente deve valere solo per certi casi ma mai per altri) mostrano il volto brutale della vendetta non dissimile da chiunque usi la violenza politica, fisica, psicologica, sociale per i propri o altrui fini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo sciopero della fame di Alfredo 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