{"id":1714203,"date":"2023-02-04T19:50:31","date_gmt":"2023-02-04T19:50:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1714203"},"modified":"2023-02-05T14:18:51","modified_gmt":"2023-02-05T14:18:51","slug":"la-lotta-di-alfredo-cospito-fa-luce-sullintera-politica-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/02\/la-lotta-di-alfredo-cospito-fa-luce-sullintera-politica-italiana\/","title":{"rendered":"La lotta di Alfredo Cospito fa luce sull\u2019intera politica italiana"},"content":{"rendered":"<blockquote>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>e fanno finta di non vedere <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>e fanno finta di non sapere <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>che si parla di uomini qui <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>di donne e di uomini<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">da: \u201c<strong>Al Di La\u2019 Dell\u2019Amore\u201d di Brunori Sas<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Se non fossimo in Italia le prime pagine dei quotidiani parlerebbero della questione centrale che la lotta di Alfredo Cospito, in <strong>sciopero della fame da oltre 100 giorni,<\/strong> porta avanti: <strong>il regime del 41 bis e l\u2019ergastolo ostativo.<\/strong><\/p>\n<p>Invece la bagarre parlamentare riduce la questione ad una lotta tra schieramenti che non si traduce neppure in un posizionamento tra oltranzisti-giustizialisti e garantisti (sarebbe troppo aulico), ma in un alterco privo di\u00a0 logica e difficilmente riconducibile ad un serio dibattito, per questo privo di alcun interesse nel riportarlo.<\/p>\n<p><strong>Marted\u00ec 31 gennaio<\/strong> nell\u2019aula magna gremita da circa 400 persone al <strong>Campus Einaudi di Torino <\/strong>\u00a0il Collettivo Universitario Autonomo, il Collettivo di Giurisprudenza e Studenti Indipendenti hanno proposto un seminario ed un dibattito sul 41 bis e sulla lotta di Alfredo con <strong>Alessandra Algostino, <\/strong>docente di diritto costituzionale, l\u2019avvocato di Alfredo <strong>Flavio Rossi Albertini<\/strong>, e <strong>Gianfranco Ragona<\/strong> di Storia delle dottrine politiche.<\/p>\n<p>Aprendo l\u2019assemblea, <strong>gli studenti di diritto<\/strong> hanno ripercorso la storia della detenzione al <strong>41 bis<\/strong> di Alfredo, e vogliono \u201cstigmatizzare, per l\u2019ennesima volta a Torino, un <strong>uso strumentale e punitivo del diritto penale<\/strong>, non il diritto penale del fatto &#8211; che guarda alla materialit\u00e0 del fatto e all\u2019offesa concretamente arrecata dal fatto &#8211; ma <strong>un diritto penale parallelo del nemico. <\/strong>Una veste, questa del nemico, che ben si pu\u00f2 cucire addosso al militante politico costruendogli arbitrariamente l\u2019<strong>etichetta del pericoloso<\/strong> ed estendendo i\u00a0 dispositivi di sicurezza &#8211; per noi criticabili di per s\u00e9 &#8211; della legislazione antimafia.\u00a0 Una legislazione di stampo custodialistico e repressivo.\u201d<\/p>\n<p>Osservano che anni fa sarebbe stato impossibile organizzare un<strong> dibattito abolizionista sul 41 bis,<\/strong> ma che grazie alla lotta di Alfredo e alla campagna in suo sostegno, oggi \u00e8 possibile farlo. Il 41 bis, aggiungono poi, \u201c<strong>\u00e8 una pena di morte viva,<\/strong> come lucidamente Alfredo Cospito ci ha speigato nelle pi\u00f9 recenti comunicazioni.\u201d<\/p>\n<p>In apertura, l\u2019<strong>Avvocato Flavio Rossi Albertini<\/strong> ha ripercorso l\u2019origine del <strong>dibattito del diritto penale del nemico<\/strong> inaugurato negli anni \u201870 in cui la magistratura, durante i processi alle organizzazioni armate della sinistra eversiva e sovversiva del nostro paese \u201cintraprese una vera e propria battaglia contro quel fenomeno. In primo luogo bisogna ragionare nei termini che la magistratura non dovrebbe operare una battaglia, non c\u2019\u00e8 una guerra in corso, ma la magistratura e la giurisdizione dovrebbe accertare se un fatto sussiste o meno e se ascrivibile ad un soggetto che \u00e8 l\u2019imputato. Nel momento in cui il magistrato si cala nei panni di un <strong>magistrato combattente<\/strong>, cio\u00e8 si arruola in un campo per contrastarne un altro, di qualsiasi emergenza si stia parlando, chiaramente c\u2019\u00e8 una <strong>trasfigurazione della stessa giurisdizione.\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Ha ricordato articoli recenti di docenti di giurisprudenza come quello del <a href=\"https:\/\/www.ildubbio.news\/giustizia\/quei-magistrati-combattenti-che-forzano-e-danneggiano-il-processo-penale-da29u0wn\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>prof Spangher<\/strong><\/a> che hanno affrontato il dibattito sul magistrato combattente.<\/p>\n<p>\u201cLa magistratura viene coinvolta in un <strong>contrasto di un fenomeno<\/strong>, \u00e8 assolutamente improprio pensare che sia il ruolo della magistratura quello di confrontarsi coi fenomeni, il potere dello Stato che dovrebbe confrontarsi con determinati fenomeni, vere e proprie emergenze, dovrebbe essere la politica. [&#8230;] non la magistratura\u201d.<\/p>\n<p>Aggiunge che nel caso di Alfredo c\u2019\u00e8 stato un <strong>colpo di coda di questa concezione del diritto:<\/strong>\u00a0 ad Alfredo Cospito e Anna Beniamino sono stati attribuiti \u201ci fatti di Fossano su <strong>elementi indiziari fortemente equivoci<\/strong>: uso un eufemismo perch\u00e8 <strong>come difesa <\/strong>abbiamo provato a <strong>contestare in tutti i gradi di giudizio<\/strong> che gli elementi che poi sono stati ritenuti granitici ai fini di una riconducibilit\u00e0 soggettiva di quei fatti, lo fossero realmente, che non fossero mere congetture o delle forzature da un punto di vista processuale scarsamente dimostrative.\u201d e aggiunge: <strong>\u201cla torsione del diritto<\/strong> che dal nostro punto di vista \u00e8 avvenuto \u00e8 (una torsione) delle garanzie processuali. Fino ad arrivare in Cassazione con la riqualificazione giuridica in <strong>strage politica<\/strong> (che comporta l\u2019ergastolo) che non \u00e8 <strong>mai stata usata nei fatti di sangue pi\u00f9 gravi <\/strong>che hanno sconvolto\u00a0 l\u2019Italia come le stragi di Bologna, di piazza Fontana e la strage di Capaci in cui sono stati usati centinaia di chili di tritolo e con morti quali magistrati, uomini della scorta, ma anche persone inermi, con un ruolo marginale nella storia.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i fatti di Fossano e di Bologna, ricordiamo che <strong>non hanno causato n\u00e9 morti n\u00e9 feriti,<\/strong> si \u00e8 scelto comunque di ricondurli alla <strong>strage politica:<\/strong>\u00a0 \u201cepisodio in cui nessuno ha riportato alcuna conseguenza lesiva. E\u2019 stata utilizzata una mera polvere pirica, quella che si utilizza a Capodanno, non tritolo\u201d. Continua poi sottolineando come sia stato \u201cinvece evidentemente ritenuto che la <strong>soggettivit\u00e0 degli autori<\/strong> e pertanto il fatto <strong>che fossero anarchici<\/strong> e evidentemente sovversivi\u201d decidesse nella riconduzione alla strage politica: essendo un reato di pericolo (non \u00e8 necessario che si consumi la strage, ma che l\u2019azione sia idonea a produrla) e nella \u201c[&#8230;] idoneit\u00e0 dell\u2019azione &#8211; a causare un pericolo per la sicurezza dello Stato &#8211; \u00e8 stata esaltata la soggettivit\u00e0 delle persone ritenute autori del fatto\u201d a scapito del fatto in s\u00e9, tant&#8217;\u00e8 che ad oggi la Cassazione non ha reso noto perch\u00e9 la specifica azione sarebbe stata idonea a recare un\u2019offesa cos\u00ec grave per la sicurezza dello Stato. Tutto ci\u00f2 ha coinciso con uno spostamento dall&#8217;elemento oggettivo del fatto al tipo di autore, per cui non si punisce \u201cquello che si fa\u201d, ma \u201cquello che si \u00e8\u201d in una applicazione della concezione del diritto penale del nemico citato precedentemente.<\/p>\n<p>Questa <strong>torsione del ruolo della magistratura<\/strong> \u00e8 stata discussa sin dagli anni settanta, con un dibattito che da allora \u00e8 iniziato e che ci porta fino al processo <em>Scripta Manent<\/em> e alle <strong>misure draconiane<\/strong> che ne sono derivate.<\/p>\n<p>Paradossale \u00e8 poi ricordare che l\u2019obiettivo degli attacchi di Fossano e Bologna fosse proprio quello di far luce sui luoghi di sospensione del diritto stesso, come erano gli allora CPT, oggi CIE centri di reclusione per migranti.<\/p>\n<p>Nell\u2019intervento a seguire, <strong>Alessandra Algostino<\/strong> ci ricorda come lo sciopero della fame di Alfredo Cospito non sia una lotta per la propria singola condizione, ma per sollevare la questione dell\u2019articolo 41 bis e l\u2019ergastolo ostativo. La docente descrive il lungo elenco di articoli costituzionali che il regime 41 e l\u2019ergastolo ostativo bis cancellano e negano. Partendo dal primo, il <strong>diritto alla dignit\u00e0 della persona<\/strong> \u201cprincipio imprescindibile e inviolabile sempre e ovunque\u201d, passando poi, per la stessa attuazione del primo, al <strong>divieto di tortura<\/strong>, seguito dal<strong> divieto di trattamenti inumani e degradanti,<\/strong> \u201cdiritto non bilanciabile con altre esigenze, l\u2019unico assoluto\u201d, ribadito poi nella Convenzione Europea. Ci ricorda inoltre come nell\u2019articolo 3, comma 4, sia \u201cpunita ogni violenza sia fisica che morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libert\u00e0\u201d, mostrando come di fatto l\u2019art. 41 bis integri invece in s\u00e9 tutta una serie di restrizioni disumane e degradanti, rendendola una vera e propria <strong>tortura di Stato.<\/strong> Con questo articolo non si \u00e8 fatto altro che <strong>dilatare l\u2019emergenza, <\/strong>rendendo una norma nata come temporanea, invece continua e duratura nel tempo, e stabilizzandola, aggiungendovi sempre nuove restrizioni ed includendo in s\u00e9 nuovi soggetti.<\/p>\n<p>Altro diritto negato con il 41 bis \u00e8 quello all\u2019<strong>autodeterminazione<\/strong>: \u201clo Stato non pu\u00f2 ricattare, non pu\u00f2 essere punitivo, lo Stato non pu\u00f2 essere vendicativo [&#8230;] si punisce il fatto, non si affligge, non si stigmatizza la persona\u201d. Lo scivolamento verso la <strong>negazione del dissenso<\/strong>, la sua criminalizzazione, portano alla militarizzazione della democrazia, mostrando l\u2019originario sodalizio fra autoritarismo e neoliberismo. Alessandra Algostino cita in chiusura <strong>Walter Benjamin,<\/strong> nelle sue parole <strong>\u201cla legislazione \u00e8 creazione di potere<\/strong>, in quanto tale \u00e8 un atto di manifestazione diretta della violenza, non lasciamo che attraverso il 41 bis si esprima una violenza di Stato\u201d. Nel testo originale di Walter Benjamin \u201cCreazione di diritto \u00e8 creazione di potere, e in tanto un atto di immediata manifestazione di violenza\u201d [Kritik der Gewalt, 1921, qui nella traduzione di Solmi nella raccolta Angelus Novus edito da Einaudi].<\/p>\n<p><strong>Gianfranco Ragona <\/strong>inizia ricordando che \u201coggi c\u2019\u00e8 <strong>la vita di un uomo,<\/strong> di un anarchico che \u00e8 davvero <strong>appesa ad un filo<\/strong> e fare di tutto perch\u00e9 questo filo non si spezzi penso che sia un dovere che ci riguarda.\u201d<\/p>\n<p>E riprende il filo della questione del diritto penale in relazione alla repressione: \u201cla cosa inquietante \u00e8 che c\u2019\u00e8 un\u2019equiparazione tra la lotta politica e forme di criminalit\u00e0 che credo vada respinta perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un\u2019operazione che tende alla <strong>criminalizzazione del dissenso<\/strong>, ma \u00e8 un\u2019operazione subdola perch\u00e9 \u00e8 mossa da una postura che \u00e8 orientata al disconoscimento dell\u2019altro, alla riduzione dell\u2019altro a nemico, al disconoscimento della dignit\u00e0 dell\u2019interlocutore, anche degli oppositori. <strong>Gli anarchici,<\/strong> storicamente parlando, questo atteggiamento lo conoscono bene e ne hanno fatto le spese, non solo loro naturalmente, ma sono stati spesso al centro di atteggiamenti di questo tipo.<\/p>\n<p><strong>L\u2019anarchismo<\/strong> \u00e8 una delle grandi teorie politiche della modernit\u00e0 e una delle correnti che viene pi\u00f9 spesso maltrattata, infangata, e i suoi esponenti denigrati, incarcerati, un tempo anche chiusi nei manicomi. Sembra che gli anarchici con la loro stessa esistenza, col solo fatto di esistere, siano capaci di mettere in dubbio l\u2019autorappresentazione consolatoria che si d\u00e0 il nostro modo di vivere.\u201d<\/p>\n<p>A differenza di quanto sta avvenendo sui principali quotidiani, il punto di vista di uno storico sugli anarchici ha una cognizione di causa, mentre giornalisti, tuttologi e politici in buona o cattiva fede li ritraggono come incoscienti terroristi o criminali, cancellando la lunga storia di quello che \u00e8 anche una teoria politica, riducendo gli anarchici a individui capaci solo di obbedire ad un supposto leader.<\/p>\n<p>Dopo aver approfondito le diverse crisi che attraversano la nostra contemporaneit\u00e0 <strong>Gianfranco Ragona <\/strong>riporta la questione di Cospito in questo contesto.<\/p>\n<p>\u201cIl punto \u00e8 qual \u00e8 il legame tra la storia generale e la vicenda personale di Alfredo Cospito. Penso sia un legame plausibile quello che passa dal generale al particolare, tra gli aggregati e il particolare, perch\u00e9 mi pare che si mette in luce un problema legato al fatto che \u00e8 una <strong>logica di guerra <\/strong>che permea le relazioni sia all\u2019interno sia all\u2019esterno della nostra vita, cio\u00e8 la statualit\u00e0 si presenta con una logica di guerra nei rapporti con i cittadini, i movimenti, gli aggregati. Nel caso Cospito c\u2019\u00e8 un <strong>accanimento della legge<\/strong>, c\u2019\u00e8 un\u2019ottusit\u00e0 dei magistrati pubblici che forse ci mette di fronte a quella che potremmo chiamare una verit\u00e0, ci\u00f2 che emerge sono tutte quelle <strong>contraddizioni della statualit\u00e0<\/strong> che il mondo anarchico da lungo tempo ha messo in luce e che oggi in qualche modo ci presentano il conto. Lo Stato non riesce a mantenere le sue promesse, molto spesso non riesce neppure a gestire i suoi dispositivi, non crea benessere, non crea sicurezza, ma spesso il contrario: miseria crescente, disuguaglianze e incertezze.\u00a0 Non il diritto, ma come vediamo tutti i giorni l\u2019eccezione, non la pace, ma la guerra all\u2019interno e all\u2019esterno, guerra agli ultimi molto spesso, quello che facciamo nei confronti dei migranti \u00e8 vergognoso.<\/p>\n<p>Allora una verit\u00e0 ci sta dicendo con la sua scelta Alfredo Cospito, quella verit\u00e0 che veniva fuori da quella favola di Andersen, Cospito ci sta dicendo per certi versi che <strong>il Re \u00e8 nudo<\/strong> e ci d\u00e0 un compito di natura etica che vale per tutte le coscienze democratiche, e il compito \u00e8, senza retorica, <strong>cosa ci facciamo di questa verit\u00e0.\u201d<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019assemblea \u00e8 proseguita con interventi e dibattito. Sempre in ambito accademico \u00e8 stata lanciata una <a href=\"https:\/\/studiquestionecriminale.wordpress.com\/2023\/01\/28\/per-il-superamento-del-41bis-e-dellergastolo-lettera-aperta-di-ricercatrici-e-ricercatori-delle-scienze-sociali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>nuova petizione<\/strong><\/a> per la liberazione di Alfredo firmata da oltre <strong>350 ricercatrici e ricercatori delle Scienze Sociali <\/strong><\/p>\n<blockquote><p>&#8220;Con questa lettera aperta portiamo la nostra solidariet\u00e0 a questa battaglia di civilt\u00e0, ed esprimiamo disponibilit\u00e0 a partecipare a percorsi di sensibilizzazione verso la societ\u00e0 civile e l\u2019opinione pubblica per il superamento di due istituti inumani come il 41bis e l\u2019ergastolo.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>Rispetto alle ultime vicende che si sono susseguite nelle prime pagine dei giornali, quello che lascia quasi senza parole \u00e8 che a parte il provvedimento di trasferimento di Alfredo al carcere milanese di <strong>Opera<\/strong>, <strong>sempre in regime di 41 bis,<\/strong> sembra che non seguiranno sviluppi a breve rispetto alla detenzione di Alfredo in quel regime. Tutto si muove con una <strong>lentezza spaventosa <\/strong>in una <strong>situazione di urgenza rispetto alla sua salute,<\/strong> la sensazione \u00e8 che il governo abbia deciso di lasciar morire Alfredo, non a Bancali, ma ad Opera in cui a differenza del carcere di Sassari \u00e8 presente un centro clinico.<\/p>\n<p>Entro il <strong>12 febbraio<\/strong> il ministro Nordio decider\u00e0 che cosa rispondere all\u2019istanza. In questi casi una mancanza di risposta equivale ad un diniego. Sui quotidiani si legge che\u00a0 le carte richieste agli organi competenti dal ministro non sembrano dirimere la questione: per la <strong>Procura nazionale antimafia e antiterrorismo<\/strong> Alfredo pu\u00f2 rimanere al 41 bis o essere trasferito in AS2 (sezione di alta sicurezza), per la <strong>Procura di Torino<\/strong> invece deve rimanere al 41 bis. Non si \u00e8 ancora saputo quali decisioni abbia preso il ministro.<\/p>\n<p>La Corte di Cassazione ha invece <strong>anticipato al 24 febbraio<\/strong> la risposta al ricorso che in prima battuta aveva fissato per il 20 aprile, in seguito per il 7 marzo.<\/p>\n<p>Oltre alle raccolte firme, la campagna che ha fatto uscire dal buio la vicenda, iniziata fin dal principio dello sciopero di Alfredo in ottobre, prosegue: l<strong>\u2019Universit\u00e0 La Sapienza di Roma \u00e8 stata occupata<\/strong> in vista del corteo di sabato 4 febbraio a Roma e in contemporanea a Milano, Parma, Pisa, Roma, Napoli.<\/p>\n<p><strong>Ilaria Cucchi<\/strong> \u00e8 andata a visitare Alfredo e all&#8217;uscita ai microfoni dei giornalisti ha riportato\u00a0 &#8220;ho trovato il detenuto Alfredo Cospito in condizioni a dir poco allarmanti.<strong> Peggiora di giorno in giorno, di ora in ora<\/strong> [&#8230;] mi ha chiesto di non interessarmi a lui, ma di pensare agli altri, di pensare ai detenuti anziani, malati che sono al 41 bis. [&#8230;] mio fratello \u00e8 morto di carcere e nessuno deve pi\u00f9 morire di carcere&#8221;.<\/p>\n<p>Un altro dettaglio che viene quasi sempre omesso dai media \u00e8 l\u2019attesa della pronuncia della Corte costituzionale rispetto al giudizio sulla compatibilit\u00e0 fra l\u2019ergastolo ostativo e l\u2019esclusione di attenuanti, in presenza di un fatto di lieve entit\u00e0. Durante il processo per il ricalcolo delle sentenze il tribunale torinese a dicembre ha infatti accolto le richieste della difesa sull\u2019eccezione di legittimit\u00e0 costituzionale.<\/p>\n<p>Questo elemento evidenzia che la Corte costituzionale si deve ancora pronunciare rispetto alla possibilit\u00e0 di concedere le attenuanti ad Alfredo Cospito e Anna Beniamino, per i quali il procuratore generale di Torino aveva chiesto rispettivamente l\u2019ergastolo ostativo e 27 anni di carcere per strage politica.<\/p>\n<p>Dall\u2019assemblea pubblica torinese cos\u00ec come dalla campagna che si \u00e8 sviluppata in tutta italia emerge l\u2019urgenza di una la lotta per affermare la chiusura delle sezioni del 41 bis e la cessazione dell\u2019ostativit\u00e0 che si possono ottenere soltanto se si prosegue una lotta con una partecipazione dal basso.<\/p>\n<p><strong>Sempre al Campus Einaudi Mercoled\u00ec 8 febbraio si terr\u00e0 una nuova assemblea in solidariet\u00e0 con la lotta di Alfredo Cospito.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Viola Hajagos e Emmegi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>e fanno finta di non vedere e fanno finta di non sapere che si parla di uomini qui di donne e di uomini da: \u201cAl Di La\u2019 Dell\u2019Amore\u201d di Brunori Sas Se non fossimo in Italia le prime pagine dei&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2227,"featured_media":1711109,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11388,60,47,55],"tags":[35591,107745,36300],"class_list":["post-1714203","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-contenuti-originali","category-diritti-umani","category-europa","category-politica","tag-41bis","tag-alfredo-cospito","tag-ergastolo-ostativo"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - 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