{"id":1711823,"date":"2023-01-24T10:22:19","date_gmt":"2023-01-24T10:22:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1711823"},"modified":"2023-01-24T10:27:29","modified_gmt":"2023-01-24T10:27:29","slug":"la-pace-di-davos-e-letica-del-doppio-standard","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/01\/la-pace-di-davos-e-letica-del-doppio-standard\/","title":{"rendered":"La pace di Davos e l\u2019etica del doppio standard"},"content":{"rendered":"<p>Alla conferenza di Davos si \u00e8 parlato di pace in Ucraina, anche e soprattutto per bocca dei responsabili della difesa alleati, la cui posizione \u00e8 riassumibile nelle parole del Segretario della Nato Stoltemberg: <em>Le armi sono la via per la pace<\/em>.<\/p>\n<p>Se questo \u00e8 quanto di meglio produce lo \u201cspirito di Davos,\u201d come stupirsi dell&#8217;incessante richiesta di armi da parte di Zelensky? E s\u00ec che il luogo, Davos, dovrebbe suscitare ben altre riflessioni se Thomas Mann, scrivendo \u201cLa Montagna incantata\u201d, vi ambient\u00f2 la storia di Hans Castorp, giovane ingegnere tedesco giunto a Davos per curarsi, in tempi altrettanto cupi come quelli attuali che Mann colloca, non a caso, a ridosso della Prima Guerra Mondiale.<\/p>\n<p>Tuttavia non \u00e8 solo di armi che si nutre la via occidentale per la pace, ma anche di etica, di cui sono espressione le sanzioni applicate alla Russia. In proposito, \u00e8 di questi giorni la polemica sulle mancate sanzioni alla russa Rosatom, grande industria del settore nucleare, che continua indisturbata i suoi affari con l\u2019Occidente. Resipiscenza tardiva, o logica del doppio standard?<\/p>\n<p>Le prime sanzioni applicate alla Russia le hanno stabilite gli USA nel 2020 (18 mesi prima dell\u2019inizio della guerra) <em>\u201cnei confronti di persone che investono, vendono, affittano o forniscono alla Federazione Russa beni, servizi, tecnologia, informazioni o supporto per la costruzione di gasdotti russi destinati all&#8217;esportazione di energia\u201d<\/em>. Dopo l\u2019invasione dell\u2019Ucraina le sanzioni si sono estese a una serie infinita di merci, prodotti e servizi con l\u2019esclusione dell\u2019uranio (per quanto riguarda gli USA) e di gas, petrolio e uranio per quanto riguarda l\u2019Unione Europea. Questo regime \u00e8 tuttora vigente in USA ed Europa, con l\u2019unica variante (riguardante la UE) dell\u2019introduzione di un price-cap per le importazioni di petrolio e gas, che comunque non \u00e8 una vera e propria sanzione. Prova ne sia che attraverso i gasdotti esistenti in Ucraina continuano ad affluire in Europa una media di 40 milioni di metri cubi di gas\/giorno dalla Russia. Se l\u2019Europa ha smesso di importare altro gas dalla Russia, non \u00e8 a causa delle sanzioni, ma perch\u00e9 sono stati distrutti i gasdotti russi del Baltico (Nord Stream 1 e 2) nell\u2019attentato del 26 settembre 2022, cosa che ha ulteriormente aumentato le importazioni europee di gas naturale liquefatto\u00a0(GNL) da USA, Qatar e Nigeria.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il petrolio secondo l\u2019AIE (Agenzia Internazionale per l\u2019Energia) la produzione russa 2022 \u00e8 rimasta quasi invariata rispetto all\u2019anno precedente e con un record di esportazioni di gasolio di 1,2 milioni di barili al giorno, di cui il 60% finisce in Europa attraverso rivenditori terzi (Cina ed India in primo luogo). Non avendo sufficiente capacit\u00e0 di raffinazione del greggio, questi hanno aumentato l\u2019importazione dalla Russia di gasolio e benzina, per poi rivenderli sul mercato internazionale. Ci\u00f2 rappresenta una perdita netta di introiti per la Russia, ma non cos\u00ec elevata come ci si aspettava.<\/p>\n<p>La questione dell\u2019uranio invece sta in questi termini: il gruppo Rosatom fornisce uranio arricchito a 30 societ\u00e0 distribuite in 16 Paesi e rappresenta il 16,3% di tutta la produzione mondiale di combustibile nucleare, rifornendo 73 centrali nucleari (non 450 come qualche sprovveduto quotidiano ha scritto) su 440 esistenti al mondo<a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">1<\/a>. I primi contratti per servizi di arricchimento dell\u2019uranio risalgono agli anni \u201870 (Francia, Germania, Italia) e poi altri Paesi occidentali tra cui gli USA, dove ha sede un\u2019affiliata di Rosatom. La societ\u00e0 francese Orano produce uranio arricchito, ma non in quantit\u00e0 sufficiente ad alimentare i 56 reattori esistenti in Francia e quindi EDF ha stipulato contratti di fornitura con Rosatom. E\u2019 difficile che questi possano essere rimpiazzati dall\u2019Urenco (societ\u00e0 europea che produce uranio arricchito), sia perch\u00e9 non ha la capacit\u00e0 sufficiente, sia perch\u00e9 Rosatom pratica prezzi pi\u00f9 convenienti. La situazione degli USA \u00e8 ancora pi\u00f9 critica, in quanto i vecchi impianti di arricchimento esistenti (in corso di sostituzione) non sono in grado di soddisfare la domanda interna, cos\u00ec che gi\u00e0 dagli anni \u201880 gli USA hanno iniziato ad approvvigionarsi dalla Russia. Ad aggravare la situazione \u00e8 stata la scelta dei reattori SMR, molti dei quali funzionano solo con combustibile HALEU (High-Assay Low-Enriched Uranium) arricchito al 20%, che attualmente solo i russi sono in grado di fornire. Esemplare lo stop subito dal progetto Natrium di Bill Gates, che prevedeva la costruzione di un reattore al sodio alimentato da combustibile HALEU<a href=\"#_edn2\" name=\"_ednref2\">2<\/a>.<\/p>\n<p>Dunque siamo in presenza di un intreccio di interessi tra Russia e Occidente, databile fin dai tempi dell\u2019Unione Sovietica, che fa perno su petrolio, gas ed uranio (ma facilmente la cosa \u00e8 estendibile a molte materie prime strategiche) improvvisamente assurti &#8211; secondo le pi\u00f9 pure e incontaminate anime belle &#8211; a vere e proprie trappole seminate dalla Russia sul cammino dell\u2019Occidente. Che la loro rimozione, attraverso le sanzioni, danneggi pi\u00f9 la popolazione europea che quella russa, che a rimetterci siano importanti settori strategici\u00a0 (peraltro ritenuti tali dalla classe dirigente di qualsiasi orientamento politico), non conta: l\u2019importante \u00e8 che la legge morale che anima l\u2019Occidente sia salva e l\u2019etica prevalga.<\/p>\n<p>Esaminiamola allora questa etica occidentale, vediamo di che pasta \u00e8 fatta e come, nel dettaglio, si \u00e8 manifestata.<\/p>\n<p><strong>L\u2019etica del doppio standard<\/strong><\/p>\n<p>Agli inizi degli anni \u201890 la Russia era sull\u2019orlo del collasso economico e politico. Il Kazakistan, come tutte le repubbliche ex sovietiche, versava in gravi condizioni nonostante l\u2019indipendenza appena conquistata. Questo Paese disponeva tuttavia di una grande ricchezza, costituita dai giacimenti uranio e anche dal fatto che nella cittadina di Ulba era stata impiantata una fabbrica di combustibile nucleare, che nel caos susseguente allo scioglimento dell\u2019URSS si ritrov\u00f2 nei magazzini 600 Kg di uranio 235 arricchito al 90% provenienti dagli impianti di arricchimento della Russia siberiana. Questo uranio era destinato alla fabbricazione di combustibile per i sottomarini nucleari sovietici, ma con opportuni interventi ci si potevano fabbricare 20 testate nucleari di grande potenza. Attraverso una serie di circostanze poco note, ma documentabili, nel novembre del 1994 gli USA si impossessarono di questo materiale con un\u2019operazione top secret, trasferendolo con aerei e personale militare, nei laboratori di Oak Ridge, nel Tennessee. Perch\u00e9 lo fecero?<\/p>\n<p>Se fu per sottrarlo a organizzazioni terroristiche, come mai successivamente non lo annunciarono al mondo? Ne dettero notizia all\u2019IAEA, che deve essere messa al corrente di ogni trasferimento di materiale fissile? Che uso ne fecero? Lo trasformarono in nuove testate nucleari, o lo impiegarono per usi civili? E se la sua destinazione fu di tipo civile perch\u00e9 non condividerla &#8211; se non con la Russia che ne era l\u2019erede naturale \u2013 almeno con i \u201cfidati\u201d alleati occidentali?<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un interrogativo ancora pi\u00f9 terribile che andrebbe risolto e portato ai massimi livelli delle istituzioni internazionali: se oggi accadesse che una bomba nucleare (anche piccola) fabbricata con quel materiale esplodesse in qualsiasi parte del mondo (magari in Ucraina!) la colpa ricadrebbe sulla Russia, perch\u00e9 analizzando lo spettro del fall- out \u00e8 possibile risalire all\u2019impianto che ha fabbricato l\u2019U235 che, come spiegato in precedenza, non \u00e8 quello di Ulba, ma uno di quelli che oggi figurano di propriet\u00e0 della Federazione Russa.<\/p>\n<p>Nel 1959 lo Sci\u00e0 di Persia, poi Iran, acquist\u00f2 dagli USA un reattore di ricerca e dopo aver firmato e ratificato il TNP (trattato di non proliferazione nucleare) nel 1970, si accord\u00f2 con gli americani per costruire 23 centrali nucleari entro il 2000. Dopo la rivoluzione del 1979, l\u2019Iran comunic\u00f2 all\u2019IAEA l\u2019intenzione di riprendere il programma nucleare, senza ritirarsi dal TNP, avendo nel frattempo scelto come partner l\u2019Unione Sovietica e poi la Russia. In questo programma era prevista la costruzione di un impianto di arricchimento dell\u2019uranio (cosa ammessa dal TNP), di cui per\u00f2 l\u2019Iran non forn\u00ec alcuni dettagli all\u2019IAEA: da qui l\u2019accusa all\u2019Iran di volersi dotare di ordigni nucleari e il boicottaggio del programma nucleare iraniano da parte di molti Paesi occidentali, sfociato, nel 1996 su pressione di Israele, nelle prime sanzioni USA. Sanzioni poi inasprite e fatte proprie anche dall\u2019UE, che non trovano riscontro in altre circostanze analoghe, come nel caso del Brasile.<\/p>\n<p>Durante vent\u2019anni di dittatura militare (1964-1985) il Brasile svilupp\u00f2 due programmi nucleari, uno ufficiale ed uno \u201criservato\u201d denominato PATN (Programma autonomo di tecnologia nucleare); il primo era finalizzato alla costruzione di reattori nucleari, l\u2019altro a produrre uranio arricchito. In quest\u2019opera furono aiutati sia dagli USA, che costruirono il primo impianto nucleare (Angra 1), sia dalla Germania ovest, che nel 1975 forn\u00ec le prime centrifughe sperimentali per il PATN, il cui sviluppo era affidato alla marina militare. Le ambizioni nucleari della giunta militare non escludevano la possibilit\u00e0 di dotarsi di bombe atomiche, anche perch\u00e9 dopo la caduta della giunta e fino al 1998, il Brasile non aveva ratificato il TNP.\u00a0 Quando nel 2006 fu inaugurato l\u2019impianto di arricchimento a Resende (gestito insieme alla marina militare), il Brasile veniva da un lungo contenzioso con l\u2019IAEA a cui, tra il 2003 e il 2005, non fu concesso di accedere pienamente n\u00e9 agli impianti di fabbricazione, n\u00e9 alla tecnologia di centrifugazione e quando, nel 2005, fu raggiunto un accordo con l\u2019IAEA, i suoi termini rimasero segreti<a href=\"#_edn3\" name=\"_ednref3\">3<\/a>. I programmi nucleari del Brasile non sono mai stati ostacolati n\u00e9 sul piano economico, n\u00e9 su quello politico, ricevendo un trattamento assolutamente diverso da quello riservato all\u2019Iran che, per le medesime \u201cnegligenze\u201d, \u00e8 tuttora colpita da severe sanzioni.<\/p>\n<p>Nel recente caso del gas le cose non sono andate diversamente. Quando, nell\u2019aprile 2022, entrarono in vigore le sanzioni dell\u2019UE, la societ\u00e0 Gazprom aveva inviato da tempo in Germania due turbine Siemens dell\u2019impianto di pompaggio del Nord Stream 1 per la revisione. Queste turbine rimasero bloccate in Canada con la motivazione delle intravvenute sanzioni le quali, a rigor di logica, non avrebbero dovuto avere un carattere retroattivo e quindi non riguardare un\u2019attivit\u00e0 precedente alla loro introduzione. Le proteste della Russia furono giudicate strumentali, anche se i governanti europei continuavano ad approvvigionarsi del gas russo, anzi lo pretendevano. Allo stresso modo nessuno \u2013 e tanto meno Zelensky &#8211; ha mai giudicato non etico il fatto che l\u2019Ucraina continuasse e continui ad incassare i diritti di transito del gas russo (2 miliardi di euro\/anno).<\/p>\n<p>Probabilmente \u00e8 in omaggio all\u2019etica che il 26 settembre 2022 furono distrutti i gasdotti russi del Baltico, cos\u00ec che (finalmente!) l\u2019Europa spostasse definitivamente le rotte di approvvigionamento del gas da est ad ovest, dal tubo alla nave. Un capolavoro di ingegneria politica che ha peggiorato il tenore di vita della popolazione europea, ingrassato i profitti della compagnie statunitensi e assicurato al governo USA cospicui apporti finanziari per prolungare la guerra in Ucraina. S\u00ec, perch\u00e9 le esportazioni di GNL dagli USA all\u2019Europa hanno fruttato alle compagnie statunitensi nel solo 2022 circa 40 miliardi di dollari, a cui vanno sommati i profitti di tutta la supply chain del gas USA destinato all\u2019esportazione.<\/p>\n<p>Se ci\u00f2 non scandalizza, perch\u00e9 in definitiva gli affari sono affari, dovrebbe indignare il fatto che su quei profitti le compagnie USA interessate nell\u2019esportazione di gas pagano le tasse federali che vanno direttamente al governo (70-80 milioni di dollari al giorno), il quale le impiega per compensare abbondantemente le spese della guerra in Ucraina.<\/p>\n<p>Se oggi si \u00e8 arrivati al punto di tacciare come reprobi tutti coloro che mettono in dubbio l\u2019opportunit\u00e0 di inviare armi all\u2019Ucraina, di esaltare sui mezzi di informazione ogni nuovo invio di armi come fosse una festa, \u00e8 anche perch\u00e9 non si riesce (o non si vuole) mettere a nudo la costruzione ideologica che sta dietro la presunta supremazia morale dell\u2019Occidente, intrisa com\u2019\u00e8 di umanesimo e liberalismo, ormai ridotti a semplici orpelli.<\/p>\n<p>E\u2019 una situazione da cui bisogna assolutamente uscire, se non con l\u2019ennesimo appello per la pace, almeno con un pronunciamento netto per la fine della guerra perch\u00e9, come scriveva Brecht, \u201c<em>ci sono momenti in cui \u00e8 un crimine stare zitti, o parlare di farfalle.\u201d<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">1<\/a>\u00a0 <em><a href=\"https:\/\/www.rosatom.ru\/en\/rosatom-group\/fuel-and-enrichment\/\">https:\/\/www.rosatom.ru\/en\/rosatom-group\/fuel-and-enrichment\/<\/a><\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ednref2\" name=\"_edn2\"><em>2<\/em><\/a><em>\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.cnbc.com\/2022\/12\/16\/bill-gates-backed-nuclear-demonstration-delayed-by-at-least-2-years.html\">https:\/\/www.cnbc.com\/2022\/12\/16\/bill-gates-backed-nuclear-demonstration-delayed-by-at-least-2-years.html<\/a><\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/business\/energy\/americas-new-nuclear-power-industry-has-russian-problem-2022-10-20\/\">https:\/\/www.reuters.com\/business\/energy\/americas-new-nuclear-power-industry-has-russian-problem-2022-10-20\/<\/a><\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ednref3\" name=\"_edn3\"><em>3<\/em><\/a><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla conferenza di Davos si \u00e8 parlato di pace in Ucraina, anche e soprattutto per bocca dei responsabili della difesa alleati, la cui posizione \u00e8 riassumibile nelle parole del Segretario della Nato Stoltemberg: Le armi sono la via per 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Dopo una prima esperienza presso la Senn (Societ\u00e0 elettronucleare nazionale) che aveva da poco ultimato la costruzione della centrale nucleare del Garigliano, passa al CRN come assistente ricercatore sulla nave oceanografica Bannock e poi presso l\u2019Infam (Istituto di fisica dell\u2019atmosfera e meteorologia). Nel 1967 entra all\u2019Enel, settore nucleare e si dedica principalmente alla progettazione dei noccioli e del combustibile nucleare di cui diviene responsabile del controllo di fabbricazione per tutte le centrali dell\u2019Enel, mansione che manterr\u00e0 fino al 1987 quando, dopo l\u2019incidente di Chernobyl, fece obiezione di coscienza. Successivamente ha svolto altri impieghi nel settore esteri dell\u2019Enel in diversi paesi dell\u2019America Latina , medio ed estremo oriente. 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