{"id":1710751,"date":"2023-01-20T10:42:29","date_gmt":"2023-01-20T10:42:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1710751"},"modified":"2023-01-20T11:32:33","modified_gmt":"2023-01-20T11:32:33","slug":"lo-stato-dellarte-della-lotta-antimafia-intervista-al-sociologo-umberto-santino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/01\/lo-stato-dellarte-della-lotta-antimafia-intervista-al-sociologo-umberto-santino\/","title":{"rendered":"Lo stato dell\u2019arte della lotta antimafia. Intervista al sociologo Umberto Santino"},"content":{"rendered":"<p><em><span style=\"font-weight: 400;\">Umberto Santino, sociologo e fondatore del Centro Siciliano di Documentazione \u201cGiuseppe Impastato\u201d e ideatore del &#8220;<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">No mafia Memorial&#8221;<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, \u00e8 autore di numerosissimi saggi, articoli e <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">report <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">sulla storia della mafia e dell\u2019antimafia, a cui lavora da tutta una vita.\u00a0\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Ci rivolgiamo a lui per comprendere meglio la valenza dell\u2019arresto di Matteo Messina Denaro, avvenuto a Palermo il 16 gennaio scorso<\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><i>Ancora una cattura eccellente, spettacolare e oscura al contempo, come gi\u00e0 quelle di Tot\u00f2 Riina e Bernardo Provenzano. Come dobbiamo interpretarla? Sospetti di complicit\u00e0, corruzione, patteggiamenti\u2026 La trattativa Stato-mafia, iniziata con la nascita dello Stato unitario, non si \u00e8 mai conclusa\u2026<\/i><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">A dire degli investigatori, nella cattura di Messina Denaro non ci sarebbe niente di oscuro. Dicono di avere usato il \u201cmetodo Dalla Chiesa\u201d. Hanno seguito passo dopo passo i suoi movimenti e sono riusciti a catturarlo senza problemi. Ci si chiede: ma non potevano usarlo prima questo metodo prodigioso? E poi: \u00e8 stato catturato o si \u00e8 consegnato, essendo un malato con una limitata aspettativa di vita? C\u2019\u00e8 stata, come altre volte, una trattativa? A quale prezzo? Il problema vero sono i trent\u2019anni di latitanza, inspiegabili senza una rete di complicit\u00e0 a tutti i livelli. Si comincia con la rete parentale, si continua con le relazioni ereditate dal padre (ufficialmente campiere dei proprietari terrieri D\u2019Al\u00ec: un Antonio di Forza Italia \u00e8 stato sottosegretario, senatore, e ora \u00e8 in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa) e capo mandamento di Cosa nostra; un capitale sociale ampliato e rinnovato con il suo ruolo in Cosa nostra a fianco dei corleonesi, con le sue attivit\u00e0 e la comunanza di interessi con la borghesia mafiosa (termine coniato da chi scrive e ormai usato a proposito e a sproposito), con i legami con le logge massoniche, particolarmente attive nel trapanese, con rappresentanti della politica e delle istituzioni. Lo sottolinea l\u2019ex procuratrice aggiunta Teresa Principato, che per anni ha dato la caccia al latitante, non sempre sostenuta dai suoi colleghi, in un Palazzo di giustizia in cui soggiornava qualche \u201ctalpa\u201d. E\u2019 questo groviglio che bisogna dipanare, ma pare che l\u2019attenzione sia soprattutto rivolta ad aspetti&#8230; folclorici, a cominciare dalle sneakers firmate e finendo con il viagra. E non so se saranno soddisfatte le attese: cosa c\u2019\u00e8 nella carte di Riina, che sarebbero passate a lui dopo che erano state portate via dal covo-villino? Come si ricorder\u00e0 il villino non fu perquisito, l\u2019avevano assegnato al Centro Impastato per il progetto del Memoriale, ma ci abbiamo rinunciato anche perch\u00e9 non avevamo i soldi per restaurarlo. Ora c\u2019\u00e8 una stazione dei carabinieri. Cosa sa Messina Denaro dei mandanti esterni dei grandi delitti e delle stragi? E\u2019 lui il depositario dei segreti? Parler\u00e0 o reciter\u00e0 fino in fondo il copione dell\u2019omert\u00e0? In ogni caso sarebbe una mezza verit\u00e0, la verit\u00e0 intera pu\u00f2 venire solo dalle istituzioni.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quel che \u00e8 certo \u00e8 che le complicit\u00e0 ci sono state, pi\u00f9 che patteggiamenti ci sono state convergenze; non so se si possa parlare di trattativa nel caso specifico, ma la trattativa Stato-mafia \u00e8 una costante nella storia d\u2019Italia. E\u2019 il problema della formazione del blocco dominante, di cui la mafia ha fatto sempre parte, prima a fianco degli agrari, poi come borghesia urbano-imprenditoriale e finanziaria, passando dai liberali alla Democrazia cristiana, con un ruolo fondamentale nella repressione delle lotte contadine e di ogni forma di mutamento. Questo ruolo storico \u00e8 finito con l\u2019implosione del \u201csocialismo reale\u201d e la scomparsa delle sinistre, con i profughi del PCI convertiti al neoliberismo come pensiero unico, cespugli di \u201cirriducibili\u201d, con qualche benemerenza sul piano sociale ma irrilevanti sul piano politico-elettorale. Negli ultimi decenni la mafia ha mantenuto un ruolo politico, appollaiandosi sul carro del vincitore, con il ventennio berlusconiano, e ora sta cercando con chi pu\u00f2 intrecciare legami e alleanze.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Diceva Borsellino: \u201cPolitica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d\u2019accordo\u201d. Sono state pi\u00f9 le stagioni della convivenza e dell\u2019accordo; le fasi repressive seguono ad atti di violenza, sotto forma di delitti politico-mafiosi e soprattutto di stragi, da Ciaculli a quelle pi\u00f9 recenti, che colpiscono rappresentanti delle istituzioni o hanno un effetto boomerang per la loro eclatanza.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><i>Come sta evolvendosi, o meglio involvendosi, la storia attuale della mafia, secondo Lei?<\/i><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Come tutti i fenomeni di durata, persistenti nel tempo, la mafia intreccia continuit\u00e0 e innovazione. Senza continuit\u00e0 sarebbe un mutante alla deriva, senza innovazione sarebbe un carretto siciliano sperduto su una trazzera di campagna. Sono contrario a polarizzazioni del tipo: mafia tradizionale e mafia imprenditrice, manageriale e mercatista, la Cosa nuova, che avrebbe rinunciato alla violenza sostituendola con la corruzione. La corruzione non \u00e8 una novit\u00e0 e la violenza, in varie forme, dall\u2019omicidio ai danneggiamenti e alle intimidazioni, non necessariamente agita, ma anche potenziale ed eventuale, rimane una caratteristica della mafia cos\u00ec come si \u00e8 sviluppata fino a oggi. L\u2019estorsione, come aspetto identitario, emblematico della signoria territoriale, c\u2019\u00e8 sempre, a cominciare da quelli che chiamo \u201cfenomeni premafiosi\u201d (si praticava al mercato della Vucciria gi\u00e0 nel XVI secolo) e convive con le pratiche pi\u00f9 moderne, come i traffici internazionali e le innovazioni finanziarie in funzione di riciclaggio e il cyber crime.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La mafia siciliana, in particolare Cosa nostra (che non si identifica con la mafia, perch\u00e9 ci sono altre organizzazioni, come la Stidda o la mafia dei pascoli nel messinese che, secondo la legge antimafia, sono organizzazioni di tipo mafioso, ma la mafia per eccellenza, tanto da identificarsi con essa, \u00e8 Cosa nostra) ha ricevuto dei colpi abbastanza duri dopo i grandi delitti dei primi anni \u201980, con la legge antimafia, approvata dieci giorni dopo il delitto Dalla Chiesa, con il maxiprocesso e, successivamente, con il carcere duro e l\u2019ergastolo<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">ostativo. Questo riguarda la mafia militare e, con il concorso esterno, una parte della borghesia mafiosa: professionisti, imprenditori, amministratori, politici, rappresentanti delle istituzioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">A mio avviso Cosa nostra attuale se non \u00e8 in crisi ha certamente problemi. Su tre aspetti: l\u2019organizzazione, l\u2019economia, la politica. L\u2019organizzazione piramidale e verticistica, descritta da Buscetta, con le famiglie, i mandamenti, le commissioni, il capo dei capi, ha subito un processo di destrutturazione, soprattutto ai vertici, la cosiddetta cupola formata dai capi delle commissioni. Attualmente c\u2019\u00e8 un vuoto di potere, perch\u00e9 nonostante i tentativi, non si \u00e8 potuta ricostituire la cupola e non c\u2019\u00e8 un capo dei capi, che ai tempi di Buscetta era un <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">primus inter pares<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, con i corleonesi era una sorta di monarchia assoluta, con a capo un despota sanguinario che uccideva i concorrenti. Ora ci sono le famiglie; i mandamenti, che comprendono tre o pi\u00f9 famiglie, si sono accorpati, perch\u00e9 i capi sono tutti in carcere e sono sostituiti da reggenti, reclutati dalle seconde file. La signoria territoriale, che nella mia analisi sarebbe un dominio tendenzialmente assoluto sulle attivit\u00e0 e sulle relazioni sociali in un determinato territorio, ha delle smagliature e sulla scena sono comparsi nuovi soggetti criminali come i nigeriani. Sono autorizzati da Cosa nostra, con il pagamento del \u201cpizzo\u201d, convivono pacificamente, collaborano, per esempio nel traffico di droga?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dal punto di vista economico non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 l\u2019egemonia sul traffico di droga dei tempi di Badalamenti che negli anni \u201980 al processo alla Pizza connection fu condannato a 45 anni di carcere. Per il delitto Impastato siamo riusciti a farlo condannare all\u2019ergastolo. Il traffico di droga vedrebbe l\u2019egemonia della \u2019ndrangheta calabrese, pi\u00f9 diffusa e radicata a livello nazionale e internazionale; la produzione e il commercio si sono\u00a0 polverizzati, a Palermo c\u2019\u00e8 una sorta di familiarizzazione, nel senso che alla confezione delle bustine concorrono intere famiglie, compresi i bambini (questa \u00e8 l\u2019economia reale di interi quartieri, in mancanza di redditi legali). Oggi la droga pi\u00f9 diffusa \u00e8 la cocaina e il suo derivato, il crack, che \u00e8 facile produrre, costa poco ed \u00e8 usato soprattutto dai giovani, spesso con esiti letali.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Si \u00e8 chiuso il flusso della spesa pubblica legata soprattutto agli appalti, ma ora si presentano possibilit\u00e0 consistenti con i fondi europei legati alla pandemia. Se saranno utilizzati con controlli inadeguati sar\u00e0 facile per le mafie giocare le loro carte.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sul piano politico, richiamo quello che dicevo prima: intrecciare legami con i vincitori di turno. E recenti vicende giudiziarie mostrano che il gioco spesso riesce, soprattutto sul terreno della corruzione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questo governo si d\u00e0 la medaglia per l\u2019arresto di Messina, proclama la lotta alla mafia ma taglia le \u00a0 intercettazioni, limitandole a fatti di mafia e di terrorismo, escludendo la corruzione e vari reati-spie che possono condurre al mondo mafioso, impone il silenzio stampa, avalla la riforma Cartabia che prescrive che reati come il sequestro di persona siano perseguiti su querela di parte, mentre per la Costituzione l\u2019azione penale \u00e8 obbligatoria. La giustizia da pubblica diventa privata. E poi c\u2019\u00e8 il problema del carcere duro e dell\u2019ergastolo ostativo&#8230;<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><i>Qual \u00e8 il Suo giudizio sull\u2019articolo 41 bis e sull\u2019ergastolo ostativo, dei quali tanto si discute, anche sulle nostre pagine?<\/i><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nell\u2019ordinamento penitenziario il 41 bis, che prevede il carcere duro, \u00e8 stato introdotto nel 1986 e il 4 bis, che prevede l\u2019ergastolo ostativo, nel 1991; nascono sulla base della considerazione della mafia come organizzazione strutturata, permanente, i cui affiliati prestano un giuramento di sangue all\u2019interno di un rito di affiliazione con forti connotati simbolici, una forma di battesimo o di ordinazione sacerdotale, per cui si \u00e8 mafiosi per sempre, tranne nel caso della collaborazione con la giustizia o dell\u2019espulsione (nel gergo mafioso gli espulsi sono definiti \u201cposati\u201d ). Quindi c\u2019\u00e8 una pericolosit\u00e0 non episodica ma permanente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Gi\u00e0 con la legge antimafia, l\u2019art. 416 bis della legge n. 646 del 13 settembre 1982, si era istituito un doppio binario, con una legislazione specifica che sanciva una distinzione tra i membri di un\u2019associazione di tipo mafioso e il resto della popolazione. E gi\u00e0 allora si era parlato di violazione della Costituzione secondo cui \u201ctutti i cittadini sono eguali davanti alla legge\u201d (art. 3), ma si rispondeva che ci si trovava di fronte a due categorie di beni costituzionalmente garantiti: da una parte l\u2019eguaglianza dall\u2019altra il bene della vita e della libert\u00e0 personale, violati dall\u2019associazionismo mafioso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ora il problema della costituzionalit\u00e0 e del rispetto della Convenzione sui diritti umani si \u00e8 posto per il carcere duro e soprattutto per l\u2019ergastolo ostativo e la risposta \u00e8 simile a quella precedente: se non c\u2019\u00e8 una rescissione del legame, che pu\u00f2 avvenire solo con la collaborazione, che riguarda anche la segnalazione dei delitti di altri di cui il collaborante \u00e8 a conoscenza, rimane la pericolosit\u00e0 permanente e non si ha diritto ad alcuni benefici previsti per i detenuti. E si \u00e8 creduto di risolvere il problema con una soluzione paradossale: il collaborante deve fare una sorta di \u201cdichiarazione dei redditi\u201d, elencando i beni di cui \u00e8 in possesso, mentre il non collaborante \u00e8 esentato dalla \u201cdichiarazione\u201d. Una legittimazione dell\u2019omert\u00e0 e un invito a non collaborare.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E si hanno casi di mafiosi condannati all\u2019ergastolo ostativo, che tutto lascia pensare che siano diventati un\u2019altra persona: studiano, si laureano, scrivono libri non apologetici (come Giuseppe Grassonelli, coautore con Carmelo Sardo del libro <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Malerba<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">) ma poich\u00e9 ritengono una delazione denunciare i delitti di altri, non godono di nessun beneficio, mentre un personaggio come Giovanni Brusca, stragista e autore di delitti imperdonabili, come il sequestro e l\u2019uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, in combutta con Messina Denaro, che credo sia un pentito in base a un calcolo costi-benefici, \u00e8 a libert\u00e0 vigilata.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il problema \u00e8 che la pena detentiva dovrebbe \u201ctendere alla rieducazione del condannato (art. 27 della Costituzione) ma questo non accade non solo per i mafiosi ma per tutti i detenuti. E\u2019 uno dei tanti articoli rimasti sulla carta della nostra Costituzione, che non \u00e8 \u201cla pi\u00f9 bella del mondo\u201d ma la pi\u00f9 disapplicata. E per giunta svisata con intrusioni come il titolo V che d\u00e0 alle regioni la competenza sulla sanit\u00e0 e ha smantellato la sanit\u00e0 pubblica e incentivata quella privata, considerando la salute non un diritto ma una merce. Si sono visti gli effetti con la pandemia,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ritornando alla mafia, \u00e8 la concezione che si ha di essa che viene messa in discussione: una realt\u00e0 permanente, con caratteri di tipo sacrale, o una macchina di delitti che affiora quando compie omicidi e altri atti di violenza o comunque rilevanti sul piano penale? Anche se la Convenzione delle Nazioni Unite sul crimine transnazionale, varata a Palermo nel dicembre del 2000 e ripresa nel ventennale, \u00e8 ispirata alla nostra legge antimafia, l\u2019idea di mafia a livello internazionale \u00e8 pi\u00f9 permeata dalla delittuosit\u00e0 che dalla permanenza dell\u2019associazione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><i>E infine la risposta antimafiosa della societ\u00e0 civile: in che direzione dovrebbe muoversi oggi, al di l\u00e0 dell\u2019ipocrita cerimoniale di <\/i>routine<i>?<\/i><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Abbiamo alle spalle un\u2019antimafia dimenticata, che \u00e8 quella delle lotte contadine: lotte di massa, con un progetto sociale, economico e politico, che ho cercato di riportare alla luce con il libro a cui tengo di pi\u00f9 la <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Storia del movimento antimafia. Dalla lotta di classe all\u2019impegno civile.<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sepolte le ideologie e le formazioni alternative, la societ\u00e0 civile \u00e8 un mondo composito, in cui si trova di tutto: associazioni, comitati, enti del terzo settore, parrocchie, spezzoni di sindacati e di quel che rimane dei partiti, e si \u00e8 trovata a svolgere un\u2019attivit\u00e0 che ha tutti i limiti rilevati dagli studiosi dell\u2019azione sociale nella societ\u00e0 contemporanea (per un approfondimento rimando al mio <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Movimenti sociali e movimento antimafia<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> sul sito del Centro Impastato). Tra i limiti: la monotematicit\u00e0, la precariet\u00e0, la mancanza di un progetto complessivo, anche se parlare di mafia o di mutamenti climatici significa affrontare tematiche con risvolti di carattere generale, in ogni caso ricostruire il contesto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Abbiamo avuto manifestazioni partecipate dopo i grandi delitti e le stragi, ma le iniziative continuative si sono sviluppate soprattutto su tre terreni: la scuola, l\u2019antiracket, l\u2019uso sociale dei beni confiscati. Sono novit\u00e0 rilevanti, anche se con limiti significativi. A scuola non si era mai parlato di mafia, ma l\u2019educazione alla legalit\u00e0 \u00e8 un contenitore troppo generico e rischia di esserlo anche l\u2019educazione civica, se non si entra nel merito della legislazione e delle prassi attuative. E\u2019 il modo di fare scuola che va cambiato con forme di educazione permanente e diffuse sul territorio. L\u2019antiracket, dopo il precedente dei commercianti e imprenditori di Capo d\u2019Orlando, si \u00e8 sviluppato dopo l\u2019assassinio di Libero Grassi, nel 1991, ma solo in Sicilia e nelle regioni meridionali, mentre estorsione e usura sono diffusi a livello nazionale, e ha dato vita ad esperienze significative, come Addiopizzo, ma pure a soggetti non sempre affidabili. L\u2019uso sociale dei beni confiscati ha un significato strategico perch\u00e9 vuol dire riappropriazione del patrimonio accumulato illegalmente, modi di coltivazione ecosostenibili e posti di lavoro regolari. Ma si affollano problemi che vanno dalle lentezze burocratiche alle pratiche clientelari nella nomina di amministratori giudiziari, soprattutto per quanto riguarda le imprese.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ritengo che bisogna ridefinire e potenziare queste iniziative, elaborare analisi adeguate che si accompagnino a progetti ambiziosi ma praticabili. Sulle commemorazioni: \u00e8 vero che spesso sono riti stanchi e ipocriti ma la memoria, come storia collettiva, e non culto di singole figure, ignorando le avversioni che hanno avuto in vita, \u00e8 fondamentale se vogliamo radicare il nostro lavoro e non inscenare improvvisazioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ci sono in corso iniziative che cercano di affrontare il problema della tossicodipendenza, si sono formati tavoli di confronto tra istituzioni e associazioni di volontariato per realizzare forme di intervento di prossimit\u00e0, ma il problema di fondo \u00e8 la condizione giovanile in una citt\u00e0 come Palermo e in una societ\u00e0 come la nostra con spiccati aspetti <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">mafiogeni<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">: la fragilit\u00e0 e l\u2019inconsistenza di un\u2019economia legale, l\u2019illegalit\u00e0 diffusa, l\u2019estraneit\u00e0 alla vita comunitaria, la dispersione scolastica, la povert\u00e0 materiale ed educativa. Mettere al centro la condizione giovanile e le forme di emarginazione sociale \u00e8 fondamentale in una prospettiva di mutamento. In questi anni abbiamo avuto a Palermo figure come don Pino Puglisi e il fratello laico Biagio Conte. Il primo operava\u00a0 con i ragazzi delle periferie togliendoli dal giro che porta alla mafia; il secondo con il mondo degli ultimi e degli emarginati. Temo che le istituzioni li abbiano usati come ammortizzatori sociali, venendo meno ai loro compiti. E dire che anche loro, a modo loro, hanno calcato la mano sulle inadempienze istituzionali.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Infine voglio ricordare due esperienze positive. A Castelvetrano non ci sono solo i fedelissimi di Messina Denaro, le logge massoniche, la borghesia mafiosa, c\u2019\u00e8 l\u2019imprenditrice Elena Ferraro che non ha accolto la richiesta di consociazione dei Messina Denaro e c\u2019\u00e8 un giovane, Giuseppe Cimarosa. E\u2019 figlio di Lorenzo, condannato per mafia e collaboratore di giustizia, e ha deciso di rimanere a Castelvetrano, correndo gravi rischi. Il suo riferimento \u00e8 Peppino Impastato: l\u2019anagrafe non impedisce di fare scelte radicalmente alternative. Giuseppe gestisce un maneggio e organizza esibizioni con i suoi splendidi cavalli e varie iniziative. L\u2019ho incontrato pi\u00f9 volte, ha partecipato a un incontro al Memoriale, l\u2019ho sentito ieri mattina e mi ha parlato della manifestazione che ha organizzato per le 16 di pomeriggio, 19 gennaio: tutti davanti alla casa dei Messina Denaro con un foglio bianco. Su cui scrivere una nuova storia. Ma c\u2018\u00e8 un pericolo: la casa in cui abita Giuseppe con i familiari e i terreni sono stati confiscati e potrebbe arrivare l\u2019ordine di lasciarli e abbandonare la sua attivit\u00e0. Sarebbe una decisione intollerabile. Quel che non ha fatto la mafia, consentendogli di vivere e di lavorare, anche se in condizioni difficilissime e con pericoli immanenti, lo farebbe lo Stato?\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><span style=\"font-weight: 400;\">centroimpastato@gmail.com<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"font-weight: 400;\">www.centroimpastato.com<\/span><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Umberto Santino, sociologo e fondatore del Centro Siciliano di Documentazione \u201cGiuseppe Impastato\u201d e ideatore del &#8220;No mafia Memorial&#8221;, \u00e8 autore di numerosissimi saggi, articoli e report sulla storia della mafia e dell\u2019antimafia, a cui lavora da tutta una vita.\u00a0\u00a0Ci rivolgiamo&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2071,"featured_media":1710785,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56,1258,157],"tags":[109331,102911,109330],"class_list":["post-1710751","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-educazione","category-interviste","tag-lotte-animafia","tag-no-mafia-memorial","tag-umberto-santino"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Lo stato dell\u2019arte della lotta antimafia. 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