{"id":1706573,"date":"2023-01-07T16:24:42","date_gmt":"2023-01-07T16:24:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1706573"},"modified":"2023-01-06T16:29:29","modified_gmt":"2023-01-06T16:29:29","slug":"come-opera-la-macchina-della-propaganda-seconda-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/01\/come-opera-la-macchina-della-propaganda-seconda-parte\/","title":{"rendered":"Come opera la macchina della propaganda. Seconda parte"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2023\/01\/come-opera-la-macchina-della-propaganda-prima-parte\/\">Link alla prima parte dell\u2019articolo.<\/a><\/p>\n<p><strong>Gli operatori mediatici internazionali<\/strong><\/p>\n<p>Noam Chomsky, forse il pi\u00f9 grande intellettuale vivente, nel suo saggio \u201c<a href=\"https:\/\/chomsky.info\/199710__\/\"><em>What makes the mainstream media mainstream<\/em><\/a>\u201c, afferma che: \u201c<em>Se rompi gli schemi il potere ha molti modi per rimetterti in riga. Eppure, si pu\u00f2 e si deve comunque reagire<\/em><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn21\"><sup>[21]<\/sup><\/a>. Alcuni grandi giornalisti affermano che nessuno ha mai detto loro cosa scrivere. Chomsky\u00a0<a href=\"https:\/\/chomsky.info\/199710__\/\">chiarisce<\/a>\u00a0cos\u00ec tale apparente contraddizione: \u201c<em>Costoro non sarebbero l\u00ec se non avessero gi\u00e0 dimostrato di scrivere o dire ogni volta, e spontaneamente, la cosa giusta. Se avessero iniziato la carriera scrivendo cose sbagliate, non sarebbero mai arrivati nel luogo dove ora possono dire, in apparenza, ci\u00f2 che vogliono. Lo stesso vale per le facolt\u00e0 universitarie nelle discipline che contano<\/em>\u201c<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn22\"><sup>[22]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Il giornalista britannico John Pilger<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn23\"><sup>[23]<\/sup><\/a>, noto per le sue inchieste coraggiose, scrive di aver incontrato negli anni Settanta una delle principali propagandiste del regime di Hitler, Leni Riefenstahl, secondo la quale per giungere alla totale sottomissione del popolo tedesco era stato necessario, ma non difficile, manipolare le menti della\u00a0<em>borghesia liberale e istruita<\/em>; il resto era venuto in automatico.<\/p>\n<p>La tragedia di tale scenario \u00e8 che gli accadimenti di valenza politica, geopolitica o economica con risvolti internazionali (ma in genere tutti gli argomenti\u00a0<em>sensibili<\/em>) vengono accolti con minimo senso critico. I media occidentali vivono di pubblicit\u00e0 (corporazioni private) o di sovvenzioni pubbliche, e riflettono gli interessi della narrativa atlantica, sotto l\u2019egida dell\u2019architettura economica e di sicurezza americana.<\/p>\n<p>I\u00a0mass-media\u00a0hanno l\u2019obiettivo di distogliere le persone dalle questioni centrali: \u201c<em>Puoi pensare quel che vuoi, ma siamo noi che gestiamo lo spettacolo. Lascia che s\u2019interessino di sport, di cronaca, scandali sessuali, problemi delle celebrit\u00e0, della finta dialettica governo-opposizioni, ma non di cose serie, poich\u00e9 quelle sono riservate ai grandi<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>Inoltre, le persone-chiave dei media principali vengono cooptate dall\u2019\u00e9lite transatlantica, ottenendo in cambio carriere e posizioni. I circoli\u00a0ristretti\u00a0del potere transnazionale \u2013 quali il Council for Foreign Relations, il Gruppo Bilderberg, la Commissione Trilaterale, l\u2019Aspen Institute, il World Economic Forum, Chatham House e altri \u2013 reclutano a man bassa operatori mediatici (i nomi degli italiani, insieme agli uomini politici, sono disponibili in rete).<\/p>\n<p>Per Chomsky le universit\u00e0 non fanno la differenza. La narrazione prevalente riflette quella mainstream. Esse non sono indipendenti. Possono esserci professori indipendenti, e questo vale anche per i media, ma l\u2019istituzione come tale non lo \u00e8, poich\u00e9 dipende da finanziamenti esterni o dal governo (a sua volta piegato ai menzionati poteri). Coloro che non si conformano sono accantonati strada facendo. Il sistema premia conformismo e obbedienza. Nelle universit\u00e0 si apprendono le buone maniere, in particolare come interloquire con i rappresentanti delle classi superiori. \u00c8 cos\u00ec che, senza dover ricorrere alla menzogna esplicita, l\u2019accademia e i media interiorizzano valori e posture del potere da cui dipendono.<\/p>\n<p>Come noto, ne\u00a0<em>La fattoria degli animali\u00a0<\/em>George Orwell fa una satira spietata dell\u2019Unione Sovietica. Trent\u2019anni dopo si scopre per\u00f2 che, nell\u2019introduzione da lui scritta a suo tempo, e che qualcuno aveva soppresso, egli scriveva: \u201c<em>La censura letteraria in Inghilterra \u00e8 efficace come quella di un sistema totalitario<\/em>\u201d. Solo la tecnica \u00e8 diversa, anche qui, a ulteriore evidenza che le menti indipendenti, quelle che generano\u00a0riflessioni sbagliate, vengono ovunque ostacolate o estirpate.<\/p>\n<p>Il Presidente statunitense Woodrow Wilson fu eletto nel 1916 su una piattaforma contro la guerra. La gente non voleva combattere guerre altrui.\u00a0<em>Pace senza vittoria<\/em>, dunque senza guerra, era stato lo slogan. Una volta eletto, Wilson cambi\u00f2 idea e si pose la domanda:\u00a0<em>Come si fa a convertire una nazione pacifista in una disposta a far la guerra ai tedeschi<\/em>? Fu cos\u00ec istituita la prima, e formalmente unica, agenzia di propaganda statale nella storia degli Stati Uniti, il Comitato per l\u2019Informazione Pubblica (bel titolo orwelliano!), chiamato Commissione Creel, dal nome del suo direttore. L\u2019obiettivo di spingere la popolazione nell\u2019isteria bellicista e sciovinista fu raggiunto senza troppe difficolt\u00e0. In pochi mesi gli Stati Uniti entrarono in guerra.<\/p>\n<p>Tra coloro che furono impressionati da tale successo, troviamo anche Adolf Hitler. In\u00a0<em>Mein Kampf<\/em>, questi afferma che la Germania fu sconfitta nella Prima guerra mondiale perch\u00e9 perse la battaglia dell\u2019informazione, e promise:\u00a0<em>la prossima volta sapremo reagire con un adeguato sistema di propaganda<\/em>, come in affetti avvenne quando giunse al potere.<\/p>\n<p>Walter Lippmann, esponente di punta della Commissione Creel tra i pi\u00f9 rispettati del giornalismo americano per circa mezzo secolo, affermava: \u201c<em>In democrazia esiste un\u2019arte chiamata fabbricazione del consenso\u201d,\u00a0<\/em>che non ha beninteso nulla di democratico<em>. \u201cSe si riesce a farla funzionare, si pu\u00f2 accettare persino il rischio che il popolo vada a votare. Con adeguato consenso si riesce a rendere irrilevante anche il voto. Affinch\u00e9 gli umori siano allineati ai desideri di chi comanda occorre mantenere l\u2019illusione che sia il popolo a scegliere governi e orientamenti politici. In tal modo, la democrazia funzioner\u00e0 come deve. Ecco cosa significa applicare la lezione della propaganda<\/em>\u201d. Del resto, James Madison, uno dei padri della Costituzione americana, affermava che\u00a0<em>l\u2019obiettivo principale del sistema era quello di proteggere la minoranza dei ricchi contro la maggioranza dei poveri<\/em>. E ancora una volta, a tal fine, lo strumento principe era la propaganda.<\/p>\n<p>Il gi\u00e0 citato John Pilger ricorda<a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftn24\">[24]<\/a>\u00a0che negli ultimi 70 anni gli Stati Uniti hanno rovesciato o tentato di rovesciare oltre cinquanta governi, in gran parte democrazie. Hanno interferito nelle elezioni democratiche di una trentina di Paesi. Hanno bombardato le popolazioni di trenta nazioni, la maggior parte povere e indifese. Hanno tentato di assassinare i dirigenti politici di una cinquantina di Stati sovrani.\u00a0Hanno finanziato o sostenuto la repressione contro movimenti di liberazione nazionale in una ventina di Paesi. La portata e l\u2019ampiezza di questa carneficina viene evocata ogni tanto, ma subito accantonata, mentre i responsabili continuano a dominare la vita politica americana.<\/p>\n<p>Lo scrittore statunitense Harold Pinter, ricevendo il Premio Nobel per la Letteratura nel 2005, aveva affermato: \u201c<em>La politica estera degli Stati Uniti si pu\u00f2 definire come segue: baciami il culo o ti spacco la testa. Essa \u00e8 semplice e cruda, e l\u2019aspetto interessante \u00e8 che funziona perch\u00e9 gli Usa hanno risorse, tecnologie e armi per spargere disinformazione attraverso una retorica distorsiva, riuscendo a farla franca. Essi sono dunque persuasivi, specie agli occhi degli sprovveduti e dei governi sottomessi. In definitiva, si tratta di una montagna di menzogne, ma funziona. I crimini degli Stati Uniti sono sistematici, costanti, feroci, senza remore, ma pochissime persone ne parlano e ne prendono coscienza. Essi manipolano in modo patologico il mondo intero, presentandosi come paladini del Regno del Bene. Un meccanismo di ipnosi collettiva che \u00e8 sempre all\u2019opera\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Il lavaggio del cervello \u00e8 sofisticato e va chiamato con il suo vero nome, se vi vuole contenerne gli effetti letali. I limitati spazi, un tempo aperti anche alle intelligenze controcorrente, si sono chiusi. Siamo in attesa di uomini valorosi, come negli anni Trenta contro il fascismo, insieme a intellettuali (quelli autentici), agli indignati, alle menti inquiete, a coloro che hanno piet\u00e0 per i propri simili, a chi non deve vendere l\u2019anima per dare un senso all\u2019esistenza. La catarsi di una\u00a0rivoluzione culturale, che resta il sale della storia, un giorno potrebbe forse indurci a gridare insieme a voce alta: basta, lorsignori, adesso basta! D\u2019ora in avanti, il popolo spegne i vostri funesti apparati, generatori di menzogne e turpitudini, e torna a calpestare i sentieri della verit\u00e0 e della vita. Si sta facendo tardi, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 molto tempo.<\/p>\n<p><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref21\">[21]<\/a>\u00a0Chomsky 1997,\u00a0<em>Cosa rende mainstream i media mainstream<\/em><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref22\">[22]<\/a>\u00a0Chomsky 1997<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref23\">[23]<\/a>\u00a0https:\/\/cambiailmondo.org\/2022\/12\/28\/il-silenzio-degli-innocenti-come-funziona-la-propaganda\/<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lafionda.org\/2023\/01\/05\/la-macchina-della-propaganda\/#_ftnref24\">[24]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/cambiailmondo.org\/2022\/12\/28\/il-silenzio-degli-innocenti-come-funziona-la-propaganda\/\">https:\/\/cambiailmondo.org\/2022\/12\/28\/il-silenzio-degli-innocenti-come-funziona-la-propaganda\/<\/a><\/p>\n<p><em>*L&#8217;articolo esce in contemporanea con La Fionda<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Link alla prima parte dell\u2019articolo. 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