{"id":1701741,"date":"2022-12-21T21:09:43","date_gmt":"2022-12-21T21:09:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1701741"},"modified":"2022-12-21T22:14:24","modified_gmt":"2022-12-21T22:14:24","slug":"miti-e-misfatti-dellattuale-crisi-energetica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/12\/miti-e-misfatti-dellattuale-crisi-energetica\/","title":{"rendered":"Miti e misfatti dell\u2019attuale crisi energetica"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Con la distruzione dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 (avvenuta lo scorso 26 settembre), L\u2019Europa ha tagliato i ponti dietro se stessa. Quale nazione, tra quelle aderenti alla Nato, l\u2019abbia materialmente portata a termine -giunti a questo punto del conflitto in corso \u2013 potrebbe risultare secondario, visto che nessun paese europeo se l\u2019\u00e8 sentita di smentire la versione mass-mediatica che ne \u00e8 stata fornita: quella di un auto sabotaggio russo.<\/p>\n<div id=\"attachment_1701743\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1701743\" class=\"size-large wp-image-1701743\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/mappa-n1-820x631.jpg\" alt=\"\" width=\"820\" height=\"631\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/mappa-n1-820x631.jpg 820w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/mappa-n1-300x231.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/mappa-n1.jpg 1337w\" sizes=\"auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px\" \/><p id=\"caption-attachment-1701743\" class=\"wp-caption-text\">Mappa n. 1<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_1701745\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1701745\" class=\"size-large wp-image-1701745\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/mappa-n2-820x627.jpg\" alt=\"\" width=\"820\" height=\"627\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/mappa-n2-820x627.jpg 820w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/mappa-n2-300x229.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/mappa-n2.jpg 1335w\" sizes=\"auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px\" \/><p id=\"caption-attachment-1701745\" class=\"wp-caption-text\">Mappa n. 2<\/p><\/div>\n<p align=\"justify\">Che sia stato impossibile per i russi sabotare i propri gasdotti (a parte l\u2019evidente mancanza di tornaconto), lo dimostrano &#8211; oltre ogni ragionevole dubbio \u2013 le mappe numero 1 e 2 sopra riportate, facenti parte della valutazione di impatto ambientale sul gasdotto Nord Stream 2, commissionata nel 2018 dalla Agenzia Danese per l\u2019energia.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote1sym\" name=\"sdendnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a> Nella Mappa n. 1 sono evidenziati i punti delle esplosioni che ricadono in un\u2019area classificata dal Governo danese come \u201czona di tiro\u201d per esercitazioni militari (tratteggiata in rosso nella Mappa n. 2), peraltro confinante con una vasta zona (tratteggiata in nero) riservata alle manovre dei sottomarini, zone in cui lo scorso luglio si svolse una esercitazione navale della Nato.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote2sym\" name=\"sdendnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Oskar La Fontaine, in una recente intervista, ha lasciato intendere chiaramente che l\u2019attentato -di cui a Berlino si sa tutto \u2013 non pu\u00f2 essere avvenuto senza il consenso di Washington e che si tratta di un atto di guerra contro la Germania. La Fontaine ha militato nella sinistra ma, da buon tedesco, mette al primo posto le sorti della Germania invece che quelle della popolazione civile europea che, come scrissi a suo tempo<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote3sym\" name=\"sdendnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>, \u00e8 la vittima reale di questi attentati i cui effetti si stanno delineando assai pi\u00f9 gravi di quanto si lasci intendere all\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Propaganda vs termodinamica<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">La propaganda ha riguardato due aspetti principali: il primo relativo agli stoccaggi di gas che, \u00e8 stato assicurato, hanno raggiunto in molti paesi europei il 90%. A parte il fatto che non tutti i paesi europei possiedono siti di stoccaggio, ma a quale volume \u00e8 riferito questo 90%? Concretamente la capacit\u00e0 totale di stoccaggio europea si aggira sui 90-95 mld di metri cubi (limite dovuto a ragioni fisiche) a fronte di un consumo annuale di oltre 550 mld di metri cubi per cui, pur considerando gli apporti dei gasdotti \u201caltri\u201d (non russi), resta comunque un deficit strutturale che deve essere colmato in qualche modo. In pratica, esclusa la Norvegia -che esporta gas in Europa, ma non fa parte della Unione Europea (UE) &#8211; tutti i paesi sono a rischio.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019altro aspetto \u00e8 consistito nell\u2019assicurare l\u2019opinione pubblica che, attraverso la rete dei gasdotti \u201caltri\u201d e ricorrendo all\u2019importazione di Gas Naturale Liquefatto (GNL), si era in grado di fare a meno del gas russo. I gasdotti altri sono quelli provenienti da Norvegia, Algeria, Libia e Azerbaigian (attraverso il TAP); cassata la Libia (per ovvi motivi di inaffidabilit\u00e0) tutti gli altri gasdotti operano gi\u00e0 al limite della capacit\u00e0 e gli accordi presi in sede UE o dall\u2019ex Presidente del consiglio Draghi, rappresentano dei pannicelli caldi in quanto il limite nella fornitura di gas via gasdotto \u00e8 rappresentato dal gasdotto stesso. Detto in parole semplici la quantit\u00e0 massima di gas che pu\u00f2 passare attraverso un tubo \u00e8 influenzata dalle caratteristiche del gas (temperatura e pressione) ma \u00e8 decisamente ancorata alla sezione del tubo e alle caratteristiche della stazione di pompaggio: si pu\u00f2 aumentare un poco la portata agendo sulla pressione, ma pi\u00f9 di tanto non si pu\u00f2 e, non a caso, gli accordi presi prevedono 10-15 miliardi in pi\u00f9 dalla Norvegia (verso l\u2019Europa, ma non per l\u2019Italia); 5 miliardi di mc in pi\u00f9 dall\u2019Algeria verso l\u2019Italia, ma non prima di due anni; 2 miliardi di mc in pi\u00f9 dal TAP non prima del 2027, previo potenziamento del sistema di pompaggio.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Propaganda vs fattibilit\u00e0<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Resta la carta del GNL il cui limite operativo non dipende da fattori tecnologici, ma dalle infrastrutture che sono rappresentate dal numero di navi gasiere disponibili sul mercato e dai terminali di liquefazione (in partenza) e di rigassificazione (in arrivo). Negli Usa (principale esportatore di GNL in Europa) si stanno realizzando enormi investimenti per raddoppiare i \u201ctreni\u201d<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote4sym\" name=\"sdendnote4anc\"><sup>4 <\/sup><\/a>di produzione che gi\u00e0 ora consentono di esportare 95 miliardi di mc di GNL in tutto il mondo, attraverso sette terminali di cui quattro situati nel Golfo del Messico, due sulla costa atlantica e uno in Alaska a cui per\u00f2 non fa riscontro un altrettanto sviluppo dei terminali di ricezione sulle coste europee.<\/p>\n<p align=\"justify\">Di qui la corsa frenetica ai rigassificatori galleggianti che vede in prima linea paesi come Germania (3-5 navi da collocare sulle coste del mare del Nord); Francia (2 navi da collocare sulla costa atlantica + un gasdotto sottomarino tra il terminale spagnolo di Barcellona e quello di Fos in Francia); Italia almeno tre nuovi terminali di cui uno gi\u00e0 stabilito d\u2019autorit\u00e0 dal governo Draghi nel porto di Piombino: una decisione scellerata e tecnicamente al limite di ogni criterio di sicurezza e funzionalit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Oltre a questo collo di bottiglia c\u2019\u00e8 da mettere in conto la questione del trasporto del GNL che richiede uno specifico tipo di navi (gasiere o LNG <i>carriers<\/i>) in numero decisamente crescente: per rifornire l\u2019Europa della stessa quantit\u00e0 di gas erogato attraverso il Nord Stream 1 (55 mld di mcubi\/anno) occorrerebbero tra le 600-650 carriers su una flotta mondiale di poco superiore alle 900 unit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>La lotteria del buio (per non parlare del freddo)<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019esportazione di GNL negli ultimi dieci anni \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiata specie nei confronti dei paesi asiatici (Cina, Giappone e Corea del sud da sole assommano al 54% di tutte le importazioni) facendo registrare un corrispondente aumento nel prezzo del GNL. Con l\u2019aumento delle importazioni verso l\u2019Europa per\u00f2, il prezzo \u00e8 ulteriormente salito mettendo a rischio l\u2019economia di paesi meno sviluppati che sono stati costretti a ridurre i consumi di gas fino a stabilire dei black-out programmati come \u00e8 successo per il Bangladesh (130 milioni di abitanti) che non \u00e8 collegato a gasdotti.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote5sym\" name=\"sdendnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a> Ma una sorte analoga si prospetta anche per molti paesi della ricca e sviluppata Europa che hanno riposto la loro fiducia ne nucleare, ritenendo con ci\u00f2 di essersi messi al riparo da eventuali black out legati alla \u201ccrisi\u201d del gas.<\/p>\n<p align=\"justify\">E\u2019 di questi giorni l\u2019annuncio del primo ministro francese<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote6sym\" name=\"sdendnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a> di possibili interruzioni programmate del servizio elettrico a partire dal gennaio 2023, causa l\u2019indisponibilit\u00e0 delle centrali nucleari (22 centrali su 56) dovuta principalmente a difetti di corrosione riscontrati nelle tubazioni degli scambiatori di calore. La Francia, da paese esportatore di energia, \u00e8 diventato importatore: da circa sei mesi infatti importa sistematicamente tra i 12.000 e 14.000 Mw di potenza elettrica al giorno di cui 1200 circa dall\u2019Italia, sfatando cos\u00ec l\u2019altro falso mito (che ho sempre denunciato come tale) che l\u2019importazione di energia dalla Francia all\u2019Italia fosse dovuto a insufficiente capacit\u00e0 di generazione del nostro sistema elettrico.<\/p>\n<p align=\"justify\">Stessa situazione in Finlandia<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote7sym\" name=\"sdendnote7anc\"><sup>7<\/sup><\/a> che, a causa della messa fuori servizio della centrale nucleare di Olkiluoto 3 per seri problemi alle pompe di circolazione (era entrata in funzione pochi mesi fa, dopo un\u2019attesa di 10 anni), si prepara a razionare l\u2019energia elettrica.<\/p>\n<p align=\"justify\">Anche il primo ministro svedese ha annunciato provvedimenti analoghi a causa della indisponibilit\u00e0 di tre delle sei centrali nucleari oggi in funzione, suscitando lo sconcerto dei suoi concittadini abituati a standard di consumo elettrico pro capite fra i pi\u00f9 alti al mondo.<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote8sym\" name=\"sdendnote8anc\"><sup>8<\/sup><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Crolla cos\u00ec il mito dell\u2019indipendenza e dell\u2019affidabilit\u00e0 del nucleare, ma non per questo paesi come la Germania e l\u2019Italia (che di nucleare ne hanno poco o niente) possono ritenersi fuori dal rischio black out, a meno di ricorrere a carbone e lignite come del resto gi\u00e0 fanno Germania, Polonia, Ungheria, Bulgaria e Romania.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>L\u2019etica del gas e quella dei cannoni<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Quando si pose, all\u2019indomani dell\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina, l\u2019interrogativo etico di quale atteggiamento assumere di fronte a questa guerra, i governanti europei non ebbero dubbi e cos\u00ec, attraverso la Commissione europea, vararono un elenco di divieti import\/export, da e per la Russia, pressoch\u00e9 illimitato (dalle lozioni per capelli, alle apparecchiature elettroniche). Ma nel redigere quelle sanzioni, la loro coscienza non si \u00e8 ispirata \u2013 a differenza di quella di Kant &#8211; ne al cielo stellato, n\u00e9 alla legge morale che sarebbe dovuta albergare in loro, tant\u2019\u00e8 vero che lasciarono fuori dall\u2019elenco materie prime energetiche come l\u2019uranio, il petrolio e il gas che seguitarono ad essere importati dalla Russia.<\/p>\n<p align=\"justify\">Accortisi di questa falla, i leader europei hanno tentato di porvi riparo stabilendo un tetto alle importazioni di gas e petrolio dalla Russia, ma dato che la \u201cmano invisibile del mercato\u201d \u00e8 pi\u00f9 potente di qualsiasi motivazione etica, non ci sono riusciti e quindi, pur di salvarsi la faccia hanno promosso una campagna in favore delle importazioni di GNL perch\u00e9, dissero, non sarebbe stato etico seguitare a comprare il gas russo fornendo a Putin i soldi per alimentare la sua guerra.<\/p>\n<p align=\"justify\">A parte il fatto che, tutt\u2019ora, 42 milioni di mc al giorno di gas transitano dalla Russia all\u2019Europa, via Ucraina, bisogna mettere in conto che questa decisione ha fatto triplicare le importazioni di gas dagli Stati Uniti con un forte aggravio economico per i cittadini europei a cui \u00e8 corrisposto un enorme profitto per le multinazionali statunitensi che ci vendono il \u201cgas della libert\u00e0\u201d<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote9sym\" name=\"sdendnote9anc\"><sup>9<\/sup><\/a> ad un prezzo 4-5 volte superiore a quello russo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le chiamano \u201cdolorose\u201d sanzioni (dolorose per noi cittadini europei) questi leader, aggiungendo per\u00f2 che questo \u00e8 il prezzo da pagare per impedire a Putin di seguitare la guerra, ma si tratta di un inganno perch\u00e9 se si considera che sui profitti generati dalle esportazioni di gas USA verso l\u2019Europa, gravano 80-90 milioni di dollari al giorno di tasse federali con cui il governo USA ripaga, in larga misura, il costo delle armi che invia all\u2019Ucraina, vuol dire che noi europei continuiamo a finanziare la guerra, e pi\u00f9 gas compriamo dagli USA, pi\u00f9 la prolunghiamo.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Ponete fine a questa guerra e ridateci il gas russo<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Ogni giorno che passa lo scontro in corso tra Est e Ovest, di cui la guerra in Ucraina \u00e8 parte integrante, si palesa sempre di pi\u00f9 come guerra per l\u2019accaparramento di materie prime strategiche che servono all\u2019occidente per realizzare la transizione energetica e la IV rivoluzione industriale. Nelle more di questa transizione, la funzione del gas \u2013 comunque la si pensi in proposito &#8211; \u00e8 divenuta esiziale per l\u2019Europa, in quanto ritenuta la fonte pi\u00f9 versatile, economicamente pi\u00f9 conveniente e ambientalmente meno impattante (rispetto a carbone e petrolio) per accompagnare nel breve periodo, l\u2019avvento delle energie rinnovabili da qui al 2050. Questo scenario \u00e8 stato sconvolto dagli interessi di paesi come Australia, Qatar e Stati Uniti che negli ultimi anni sono diventati i maggiori esportatori di GNL al mondo, con l\u2019obiettivo comune di ridisegnare la mappa del mercato mondiale del gas a cominciare da quella europea. Prova ne sia che l\u2019aumento pi\u00f9 consistente del prezzo del gas naturale a livello internazionale si \u00e8 verificato nel 2021 con punte del 600% (vale a dire prima dell\u2019inizio della guerra), proprio a causa dell\u2019aumento della domanda (e del prezzo) del GNL.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nel nuovo scenario che si va delineando, gli Usa &#8211; che fino al 2016 importavano gas &#8211; hanno ipotecato il futuro economico e politico dell\u2019Europa esportandovi gas, con due scopi principali: colpire gli interessi economici della Russia (nel 2015 iniziano le sanzioni contro la Russia per ostacolare il progetto Nord Stream 2); condizionare la politica europea, anche attraverso l\u2019operato della Nato.<\/p>\n<p align=\"justify\">E\u2019 uno scenario di pura follia per l\u2019Europa che, da qualunque punto di vista lo si esamini, porta a conseguenze disastrose anche e soprattutto per chi ha a cuore le sorti della pace e dell\u2019ambiente. Le prime essendo sotto ricatto della \u201cfalsa libert\u00e0\u201d (come la chiamava Lu Hs\u00fcn) rappresentata dalla Nato, le altre perch\u00e9 la \u201cguerra del gas\u201d \u00e8 comunque un ostacolo alla transizione, dato che i costi complessivi del GNL (basti pensare agli investimenti necessari per la rigassificazione) sono talmente pi\u00f9 alti di quelli del gas trasportato via tubo, da mettere in discussione gli investimenti nelle rinnovabili (gi\u00e0 di per s\u00e8 insufficienti) o comunque di ritardarli, senza contare poi che il GNL \u00e8 significativamente pi\u00f9 inquinante del gas trasportato via tubo e ancora di pi\u00f9 se il gasdotto \u00e8 sottomarino -come il Nord Stream \u2013 che non ha stazioni di pompaggio intermedie.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quanto ai costi economici di questo passaggio epocale da \u201ctubo a nave\u201d, tutte le previsioni indicano che l\u2019aumento del prezzo del gas \u00e8 irreversibile,<a class=\"sdendnoteanc\" href=\"#sdendnote10sym\" name=\"sdendnote10anc\"><sup>10<\/sup><\/a> con ricadute sul costo della vita di milioni e milioni di cittadini europei decisamente insostenibili, cosa che non tocca minimamente l\u2019atteggiamento dei leader europei, prima fra tutti la Presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, che nel discorso tenuto il 14 dicembre scorso al Parlamento europeo ha tenuto a precisare che: <i>\u201c L\u2019economicit\u00e0 della fornitura di energia da parte della Russia faceva parte del modello di business di molte industrie europee. Quel modello \u00e8 stato infranto dall&#8217;attacco della Russia all&#8217;Ucraina. E la scomoda verit\u00e0 \u00e8 che quel modello non torner\u00e0.\u201d <\/i>E\u2019 la versione paneuropea di ci\u00f2 che Draghi, con tutta la tracotanza di cui \u00e8 capace un banchiere, disse agli italiani \u201cVolete la pace o i condizionatori accesi\u201d, come non si sapesse che il condizionatore, ammesso che ce l\u2019abbiano tutti, resterebbe comunque acceso per chi si pu\u00f2 permettere di pagare il prezzo di una scelta -quella del GNL \u2013 che, come s\u2019\u00e8 visto, alimenta la guerra e ha dei costi insopportabili per quei mortali che non vivono di \u201cbusiness\u201d, ma di salari, pensioni o di precariet\u00e0.<\/p>\n<div id=\"sdendnote1\">\n<p class=\"sdendnote\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote1anc\" name=\"sdendnote1sym\">1<\/a> <a href=\"https:\/\/am.lrv.lt\/uploads\/am\/documents\/files\/PAV\/11_-_environmental_impact_assessment_denmark__nord_stream_2_-_north-western_route__august_2018(2).pdf\"><span style=\"font-size: small;\">https:\/\/am.lrv.lt\/uploads\/am\/documents\/files\/PAV\/11_-_environmental_impact_assessment_denmark__nord_stream_2_-_north-western_route__august_2018(2).pdf<\/span><\/a><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote2\">\n<p class=\"sdendnote\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote2anc\" name=\"sdendnote2sym\">2<\/a> <a href=\"https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/news_196240.htm?selectedLocale=en\"><span style=\"font-size: small;\">https:\/\/www.nato.int\/cps\/en\/natohq\/news_196240.htm?selectedLocale=en<\/span><\/a><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote3\">\n<p class=\"sdendnote\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote3anc\" name=\"sdendnote3sym\">3<\/a><a href=\"https:\/\/www.labottegadelbarbieri.org\/il-sabotaggio-del-nord-stream-1-e-2-e-un-atto-di-guerra-contro-la-popolazione-europea\/\">https:\/\/www.labottegadelbarbieri.org\/il-sabotaggio-del-nord-stream-1-e-2-e-un-atto-di-guerra-contro-la-popolazione-europea\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote4\">\n<p class=\"sdendnote\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote4anc\" name=\"sdendnote4sym\">4<\/a>Per treno di un impianto di produzione GNL si intendo tre operazioni sequenziali: trattamento del gas (purificazione); compressione; refrigerazione. Data la possibilit\u00e0 che durante queste operazioni possano divampare incendi o prodursi scoppi, si usa mettere in parallelo al primo un secondo treno di compressori.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote5\">\n<p class=\"sdendnote\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote5anc\" name=\"sdendnote5sym\">5<\/a><a href=\"https:\/\/www.dhakatribune.com\/bangladesh\/2022\/10\/11\/lng-european-thirst-for-natural-gas-puts-bangladesh-in-dark\"><span style=\"font-size: small;\">https:\/\/www.dhakatribune.com\/bangladesh\/2022\/10\/11\/lng-european-thirst-for-natural-gas-puts-bangladesh-in-dark<\/span><\/a><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote6\">\n<p class=\"sdendnote\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote6anc\" name=\"sdendnote6sym\">6<\/a><a href=\"https:\/\/www.lemonde.fr\/en\/politics\/article\/2022\/12\/03\/france-is-on-a-knife-edge-over-possible-power-cuts_6006449_5.html\">https:\/\/www.lemonde.fr\/en\/politics\/article\/2022\/12\/03\/france-is-on-a-knife-edge-over-possible-power-cuts_6006449_5.html<\/a><\/p>\n<p class=\"sdendnote\"><a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/articles\/france-prepares-for-targeted-blackouts-if-energy-crisis-cold-winter-strain-grid-11669839036\"><span style=\"font-size: small;\">https:\/\/www.wsj.com\/articles\/france-prepares-for-targeted-blackouts-if-energy-crisis-cold-winter-strain-grid-11669839036<\/span><\/a><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote7\">\n<p class=\"sdendnote\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote7anc\" name=\"sdendnote7sym\">7<\/a> <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/business\/energy\/finlands-energy-authority-says-risks-power-outages-increased-2022-12-01\/?rpc=401&amp;\"><span style=\"font-size: small;\">https:\/\/www.reuters.com\/business\/energy\/finlands-energy-authority-says-risks-power-outages-increased-2022-12-01\/?rpc=401&amp;<\/span><\/a><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote8\">\n<p class=\"sdendnote\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote8anc\" name=\"sdendnote8sym\">8<\/a> <a href=\"https:\/\/nord.news\/2022\/12\/09\/the-swedish-prime-minister-calls-for-energy-restraint-to-prevent-power-outages\/\"><span style=\"font-size: small;\">https:\/\/nord.news\/2022\/12\/09\/the-swedish-prime-minister-calls-for-energy-restraint-to-prevent-power-outages\/<\/span><\/a><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote9\">\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote9anc\" name=\"sdendnote9sym\">9<\/a> Nel maggio del 2019 il presidente Trump autorizz\u00f2 il Dipartimento dell\u2019energia americano a lanciare una campagna di promozione internazionale dello shale gas (<i>fracking<\/i>) chiamandolo <i>\u201cfreedom gas\u201d<\/i>. Nel luglio dello stesso anno, il segretario all\u2019energia Rick Perry, durante una conferenza stampa tenuta a Bruxelles, disse: <i>\u201c<\/i><span lang=\"it-IT\"><i>Gli Stati Uniti stanno nuovamente offrendo una forma di libert\u00e0 al continente europeo, ma invece che sotto forma di giovani soldati americani, \u00e8 sotto forma di gas naturale liquefatto&#8221; <\/i><\/span><a href=\"https:\/\/www.energy.gov\/articles\/department-energy-authorizes-additional-lng-exports-freeport-lng\"><span lang=\"it-IT\">https:\/\/www.energy.gov\/articles\/department-energy-authorizes-additional-lng-exports-freeport-lng<\/span><\/a><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote10\">\n<p class=\"sdendnote\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"#sdendnote10anc\" name=\"sdendnote10sym\">10 <\/a><a href=\"https:\/\/www.montelnews.com\/news\/1373423\/race-for-lng-in-2023-to-cause-new-gas-price-spikes--expert-\">https:\/\/www.montelnews.com\/news\/1373423\/race-for-lng-in-2023-to-cause-new-gas-price-spikes&#8211;expert-<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la distruzione dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 (avvenuta lo scorso 26 settembre), L\u2019Europa ha tagliato i ponti dietro se stessa. 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