{"id":169839,"date":"2015-03-13T15:46:08","date_gmt":"2015-03-13T15:46:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=169839"},"modified":"2015-03-13T15:50:40","modified_gmt":"2015-03-13T15:50:40","slug":"tunisia-uno-zoom-sul-paese-con-chiara-sebastiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/03\/tunisia-uno-zoom-sul-paese-con-chiara-sebastiani\/","title":{"rendered":"Tunisia: uno zoom sul paese con Chiara Sebastiani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A qualche mese dalle elezioni politiche tunisine, vinte dai laici di Nidaa Tun\u00e8s, abbiamo avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di fare un punto sulla situazione del paese con la prof.ssa <strong><a href=\"http:\/\/www.unibo.it\/SitoWebDocente\/default.aspx?UPN=chiara.sebastiani%40unibo.it&amp;View=CV\">Chiara Sebastiani<\/a><\/strong>, docente dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna in seno al dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, autrice del libro &#8220;<strong><a href=\"http:\/\/www.pellegrinieditore.com\/banner-cinema.html?page=shop.product_details&amp;category_id=10&amp;flypage=bookshop-flypage.tpl&amp;product_id=753\">Una citt\u00e0 una rivoluzione. Tunisi e la riconquista dello spazio pubblico<\/a>&#8220;<\/strong> e grande conoscitrice della Tunisia. Ne \u00e8 venuta fuori una testimonianza molto ricca, stimolante e che offre una visione zoomata, quindi pi\u00f9 reale e autentica, del contesto tunisino e non solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Siamo a pochi mesi dalle prime elezioni libere e democratiche dell&#8217;era post Ben Ali, che scenari si stanno delineando in Tunisia?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le prime elezioni libere e democratiche che si sono tenute in Tunisia sono state quelle dell\u2019ottobre 2011 dalle quali \u00e8 uscita l\u2019Assemblea Nazionale Costituente (ANC): in quel momento si \u00e8 ricostituita una forma di governo basato sulla legittimit\u00e0 legale del voto e si \u00e8 chiusa la prima fase della transizione, quella retta da organismi che erano espressione diretta del popolo. Con la seconda tornata elettorale dell\u2019ottobre 2014, \u00e8 stata eletta l\u2019Assemblea dei Rappresentanti del Popolo (ARP), cio\u00e8 il parlamento monocamerale previsto dalla nuova Costituzione nel frattempo adottata (febbraio 2014) e a seguire il nuovo Presidente della Repubblica nella persona di B\u00e9ji Caid Essebsi, leader del partito Nidaa Tun\u00e8s che oggi detiene la maggioranza dei seggi nell\u2019ARP.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 conclusa cos\u00ec la terza fase della transizione (la seconda potendosi individuare con l\u2019adozione della Costituzione e le dimissioni del governo Laarayedh a maggioranza islamista) e si \u00e8 andati, dopo qualche mese di acceso di dibattito, alla formazione di quello che potremmo chiamare un governo di coalizione \u201casimmetrico\u201d nel senso che la composizione del governo non riflette quella della maggioranza parlamentare che lo sostiene. Tale asimmetria deriva dalla sottorappresentanza del partito islamista Ennhdha (secondo partito in parlamento ma rappresentato solo da un ministro e tre sottosegretari) a fronte sia del partito maggioritario sia di altre formazioni minori entrate nella coalizione. Un risultato sofferto da tutte le parti &#8211; Nidaa Tun\u00e8s deve rispondere alla componente laico-modernista del suo elettorato che l\u2019accusa di tradimento, Ennahdha ad una base che l\u2019accusa di essere troppo accomodante \u2013 ma che al momento tiene. I problemi che ora si pongono sono tre: a) la grande instabilit\u00e0 del contesto regionale e le continue minacce sulle frontiere rappresentano fragilit\u00e0 che potrebbero sollecitare chi ha tuttora interesse a destablizzare il paese; b) le tendenze disgregative che si stanno manifestando all\u2019interno di Nidaa Tun\u00e8s, eterogenea coalizione elettorale piuttosto che vero partito e i cui dissidi interni riguardano da un lato il compromesso con Ennahdha, dall\u2019altro la sparitzione dei posti al proprio interno; c) l\u2019esplosione incontrollata di particolarismi e corporativismi all\u2019interno della piccola e media borghesia del settore pubblico su cui si reggeva il regime di Ben Ali e che ha sostegno del potente sindacato UGTT. Tutto questo rende difficile mettere mano agli interventi economici urgenti che sono la vera priorit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>All&#8217;indomani dell&#8217;esito elettorale e dopo l&#8217;elezione del Presidente della Repubblica tunisina, alcuni hanno detto e scritto che l&#8217;epoca della primavera araba si \u00e8 conclusa e si \u00e8 conclusa nel peggiore dei modi e cio\u00e8 con il ritorno ai visi della vecchia politica. Cosa ne pensa?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il termine \u201cprimavera araba\u201d nasce in Europa e riflette proiezioni e aspirazioni dell\u2019occidente assai pi\u00f9 che dei popoli insorti. Il processo che si \u00e8 messo in moto in Tunisia nella data simbolica del 14 gennaio \u00e8 appena agli inzi ed \u00e8 difficile pensare che in uno solo dei paesi coinvolti le cose torneranno come prima. Ci\u00f2 vale perfino per l\u2019Egitto, dove il processo di restaurazione \u00e8 stato pi\u00f9 rapido, deciso e spietato e dove tuttavia vi sono focolai di rivolta diffusi e permanenti. Vale del pari per la Libia da cui potrebbe uscire un governo di unit\u00e0 nazionale che nel modello tunisino trova qualche ispirazione e per l\u2019Iraq dove i Curdi stanno instaurando un embrione di stato autonomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quanto alla Tunisia, se \u00e8 vero che oggi siedono al potere esponenti della vecchia politica, sono tuttavia affiancati da figure nuove (quelli che ai tempi della vecchia politica stavano in galera o in esilio) e inquadrati da norme e limitazioni che proprio per la loro matrice rivoluzionaria hanno buone possibilit\u00e0 di essere difese dal popolo stesso nel caso di tentazioni autoritarie. Non che la partita sia chiusa ma sostenere che si \u00e8 semplicemente tornati al passato \u00e8 del tutto infondato. Stupisce che tale posizione sia largamente espressa da intellettuali di sinistra: sono loro che dalla rivoluzione hanno finora guadagnato pi\u00f9 di tutti, poich\u00e9 la libert\u00e0 di espressione e in generale le libert\u00e0 civili sono per il momento il principale e consolidato <em>acquis<\/em> della rivoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sebbene alcuni indicatori economici siano a propensione positiva, probabilmente anche grazie al calo del prezzo del petrolio, la situazione sociale ed economica del paese non \u00e8 certo rassicurante. S&#8217;intravede una concreta volont\u00e0 e un&#8217;azione politica capaci di apportare dei veri miglioramenti per i tunisini?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attuale governo avrebbe tutte le intenzioni di mettere le mani a interventi urgenti per l\u2019economia. Il primo ministro Essid ha chiesto ai suoi ministri da oltre un mese di individuare una serie di priorit\u00e0. Il vero problema che oggi si evidenzia \u00e8 che vent\u2019anni di dittatura \u2013 e cinquant\u2019anni di autoritarismo \u2013 hanno disabituato un popolo che pur si era battuto per la propria indipendenza a pensare al bene comune. C\u2019\u00e8 un sistema neocorporativo e un pubblico impiego ipertrofico, nel quale il vecchio partito benalista RCD mantiene le sue ramificazioni: le ondate di scioperi selvaggi e di rivendicazioni salariali sono all\u2019ordine del giorno. Si distinguono in modo particolare gli insegnanti che non hanno esitato in queste settimane a ricorrere al blocco degli scrutini, mentre gli scioperi nel settore dei trasporti bloccano l\u2019industria dei fosfati e quelli dei netturbini mettono in fuga i turisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa situazione le elites politiche e intellettuali hanno gravi responsabilit\u00e0: hanno tollerato per tre anni questo stato di cose perch\u00e9 serviva a mettere in difficolt\u00e0 un governo islamista; quando poi Ennahdha \u00e8 stata sconfitta alle urne nessuno ha avuto il coraggio di spiegare alla popolazione che non era possibile mettere al contempo un freno all\u2019inflazione e quindi al continuo rincaro delle derrate alimentari e al contempo distribuire aumenti salariali ai dipendenti pubblici. Non hanno brillato per civismo nemmeno gli imprenditori tunisini restii a investire, e non ha brillato per lungimiranza l\u2019occidente che avrebbe dovuto essere pi\u00f9 generoso nei suoi aiuti, condizionandoli eventualmente alla riconciliazione nazionale anzich\u00e9 alla sconfitta di una delle parti in gioco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Tunisia pu\u00f2 ergersi a paese-modello e quindi influenzare positivamente il resto della regione araba? Pu\u00f2 abbattere quel muro mediatico e quella credenza sociale, di stampo occidentale, che considerano incompatibili l&#8217;islam e la democrazia?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">S\u00ec, indubbiamente la Tunisia pu\u00f2 avere questo ruolo ma le sar\u00e0 molto difficile, da sola, abbattere credenze e pregiudizi sul rapporto tra islam e democrazia. La miope politica occidentale, dopo aver per anni sostenuto Ben Ali, ha sperato di sostituirlo con un \u201cfronte laico\u201d che in Tunisia non esiste. I pregiudizi sono stati alimentati in modo interessato in particolare dalla Francia, principale responsabile del crollo de turismo in Tunisia poich\u00e9 proprio da l\u00ec veniva il flusso maggiore, e i cui media hanno servito ad alimentare vere e proprie leggende metropolitane (ne ho raccolto personalmente alcune, come quella di una \u201cpolizia del buoncostume\u201d (<em>police des moeurs)<\/em> che controllerebbe l\u2019abbigliamento delle turiste straniere all\u2019aeroporto di Tunisi\u2026) Altrove il pregiudizio \u00e8 alimentato da ignoranza (in Italia, ad esempio, dove il contatto diretto con i musulmani \u00e8 assai pi\u00f9 recente che in Francia) e talvolta anche dalla pigrizia dei nostri media.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma vi sono anche problemi sul fronte interno: i giornalisti odierni sono stati anch\u2019essi diseducati da vent\u2019anni di una dittatura che fondava la propria legittimazione internazionale sul suo ruolo di contenimento dell\u2019islam politico. E i media sono imbevuti dell\u2019ideologia coloniale francese, quella che teorizzava la missione civilizzatrice della Francia a fronte dell\u2019oscurantismo musulmano. Una cultura radicata non si cambia in un giorno. L\u2019impressione tuttavia \u00e8 che in Europa la Tunisia, a lungo trascurata perch\u00e9 paese piccolo e senza risorse strategiche, stia suscitando crescente attenzione. Ci s&#8217;incomincia probabilmente a rendere conto che se la cosiddetta \u201cprimavera araba\u201d \u00e8 inziata l\u00ec non \u00e8 forse un caso, e che da l\u00ec potrebbero anche venire soluzioni innovative per l\u2019intera regione attualmente sconvolta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Inevitabile chiedere, che ruolo pensa potr\u00e0 giocare in un futuro prossimo la Tunisia con l&#8217;avvento dello Stato Islamico? E come potr\u00e0 svilupparsi la situazione in Libia?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019avvento dello stato islamico (ISIS) ha paradossalmente \u201csdoganato\u201d una serie di gruppi finora bollati come \u201cterroristi\u201d (il PKK), \u201cintegralisti\u201d (Fajr libico) o \u201cstati canaglia\u201d e sta portando la \u201ccomunit\u00e0 internazionale\u201d a perseguire una strategia di conciliazione tra forze diverse in funzione anti-Isis, dopo essere intervenuta per indirizzare le rivolte arabe in funzione di <em>regime changes<\/em> a lei graditi. Ci\u00f2 che sta succedendo in Libia da questo punto di vista \u00e8 significativo. La Tunisia pu\u00f2 rappresentare un modello e svolgere un ruolo di mediazione ma va ricordato che anche all\u2019interno del paese, e non solo in Occidente, vi sono forze che preferirebbero una vittoria sul campo del generale Haftar (con l\u2019aiuto dell\u2019Egitto).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Italia e Tunisia, che futuro attende alla politica estera di questi paesi? Con la nuova governance tunisina, c\u2019\u00e8 da attendersi qualcosa in merito alla questione dei flussi migratori?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La politica estera non pu\u00f2 ridursi ai flussi migratori che sono la conseguenza di un assetto mondiale e regionale. In particolare bisogna rendersi conto che il processo d&#8217;integrazione europea, con gli accordi di Schengen, ha costruito un muro invisibile in mezzo al Mediterraneo, ostruendo i flussi naturali della popolazione verso l\u2019Europa. In Tunisia parlano tutti con amarezza della nuova politica dei visti che rende difficile anche fare quindici giorni di vacanza in Europa a chi potrebbe permetterselo. Questo blocco ha avuto effetti devastanti sui giovani che si trovano nell\u2019impossibilit\u00e0 di uscire dal paese e vedono i loro coetanei girare il mondo. Non stupisce che una parte della naturale spinta giovanile alla mobilit\u00e0 abbia prodotto un flusso jihadista verso oriente e un flusso migratorio verso il nord di cui l\u2019Italia \u00e8 l\u2019accesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019unico modo per ridurre i flussi migratori clandestini \u00e8 quello di aumentare i flussi legali. Prima di aprire campi profughi in Tunisia sarebbe opportuno rendere pi\u00f9 accoglienti i nostri consolati nei riguardi di chi \u2013 come migrante o rifugiato \u2013 vorrebbe entrare nel nostro paese. Se la gente potesse rivolgersi ad autorit\u00e0 consolari amichevoli ed accoglienti, e non burocratiche e diffidenti, forse almeno qualcuno passerebbe dal consolato anzich\u00e9 dagli scafisti. E se offrissimo maggiori opportunit\u00e0 ai giovani di fare anche soggiorni brevi, o soggiorni per motivi di studio (l\u2019italiano si studia tantissimo in Tunisia) eviteremmo forse alcune morti di giovani che desideravano soltanto <em>\u201cvoir un peu de pays\u201d<\/em> (vedere un poco il mondo, come diceva un ragazzo a Lampedusa). Tutte queste sono assai pi\u00f9 responsabilit\u00e0 \u2013 e opportunit\u00e0 \u2013 dell\u2019Italia che della Tunisia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Al di l\u00e0 degli aspetti pi\u00f9 strettamente politici o geopolitici, che eredit\u00e0 lascia la famosa &#8220;rivoluzione&#8221;, la rivoluzione dei gelsomini, in Tunisia? E altrove?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarei tentata di rispondere, in modo un po\u2019 retorico, citando i versi del poeta nazionale Qasim Abu Chabbi che fanno parte dell\u2019inno nazionale tunisino: \u201cSe un giorno il popolo sceglie la vita\/Il destino sar\u00e0 costretto ad inchinarsi.\u201d Pi\u00f9 che lasciare una eredit\u00e0, la rivoluzione &#8211; che non fu mai dei gelsomini ma del pane, della libert\u00e0 e della dignit\u00e0 &#8211; ha aperto una svolta storica le cui ripercussioni si estenderanno nel lungo periodo. Possiamo scommettere \u2013 anche se ci\u00f2 riguarder\u00e0 le future generazioni \u2013 che il 14 gennaio 2011 figurer\u00e0 come data simbolica nei libri di storia, pi\u00f9 o meno come il 14 luglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E&#8217; autrice del libro &#8220;Una citt\u00e0 una rivoluzione. Tunisi e la riconquista dello spazio pubblico&#8221;. Di cosa tratta la sua opera e che messaggio mira a passare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mio libro tratta dello spazio pubblico, cio\u00e8 dei luoghi urbani che sono aperti a tutti e dove si discute di politica anche tra estranei. Nelle citt\u00e0 tunisine e nordafricane in generale questi luoghi sono le strade, i souk, i caff\u00e8, gli hammam, le moschee e le botteghe dei barbieri; possono anche essere luoghi dove si svolgono dibattiti organizzati: club, teatri, librerie. In Tunisia questi luoghi erano considerati talmente pericolosi dal regime da essere sotto costante sorveglianza della polizia e degli informatori del regime. Erano finti spazi pubblici: ci si guardava bene dal toccare qualunque cosa avesse a che fare con la politica o la critica al regime. La rivoluzione ha cambiato questi spazi nel giro di una notte: la gente si \u00e8 riappropriata degli spazi pubblici e della libert\u00e0 di parola con una naturalezza che resta ancora la migliore garanzia per il futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando \u00e8 scoppiata la rivoluzione stavo lavorando sugli spazi pubblici in citt\u00e0 del nord e del sud del mondo, in chiave comparata: ho avuto la fortuna di poter seguire sul campo il processo di riappropriazione e di mettere a confronto il paesaggio urbano sotto la dittatura (conoscevo gi\u00e0 bene la Tunisia) con quello dopo la rivoluzione. Non mi ero proposta di far passare un messaggio specifico ma ho trovato molto significative le parole di una delle mie intervistate, femminista storica: \u201cQuando vado su Internet sono pessimista, quando scendo in strada sono ottimista\u201d. Penso sia importante che la gente continui a scendere in strada e parlare con sconosciuti, come nei giorni della rivoluzione quando \u201ctutti parlavano con tutti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/cover.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-169855 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/cover-225x300.jpg\" alt=\"cover\" width=\"326\" height=\"434\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/cover-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/cover.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 326px) 100vw, 326px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A qualche mese dalle elezioni politiche tunisine, vinte dai laici di Nidaa Tun\u00e8s, abbiamo avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di fare un punto sulla situazione del paese con la prof.ssa Chiara Sebastiani, docente dell&#8217;Universit\u00e0 di Bologna in seno al dipartimento di Scienze Politiche&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":680,"featured_media":169848,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45,11388,157,55],"tags":[15141,16569,15140,16572,16570,1578,16571,2895,16573,16574,1784,16575],"class_list":["post-169839","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-africa-it","category-contenuti-originali","category-interviste","category-politica","tag-beji-caid-essebsi","tag-ben-ali","tag-elezioni-tunisia","tag-ennhdha","tag-flussi-migratori","tag-medio-oriente-it","tag-nidaa-tunes","tag-primavera-araba","tag-regione-araba","tag-rivoluzione-dei-gelsomini","tag-tunisia","tag-una-citta-una-rivoluzione-tunisi-e-la-riconquista-dello-spazio-pubblico"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - 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