{"id":1696425,"date":"2022-11-28T10:45:29","date_gmt":"2022-11-28T10:45:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1696425"},"modified":"2024-05-05T13:24:00","modified_gmt":"2024-05-05T12:24:00","slug":"una-delle-mille-storie-lungo-la-rotta-balcanica-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/11\/una-delle-mille-storie-lungo-la-rotta-balcanica-prima-parte\/","title":{"rendered":"Una delle mille storie lungo la rotta balcanica \u2013 prima parte"},"content":{"rendered":"<p><em>Islam Murad Baloch ci racconta in \u201cpresa diretta\u201d la sua difficile esperienza lungo la rotta balcanica a partire dal Pakistan, da cui \u00e8 fuggito per non essere ucciso. <\/em><em>Una storia simile a quella di migliaia di migranti che si trovano nella stessa situazione.<\/em><\/p>\n<p>Mi chiamo Islam Murad Baloch, provengo dalle aride montagne del Balochistan.<\/p>\n<p>Il Balochisan \u00e8 un territorio annesso e occupato con la forza dal Pakistan a partire dal 27 marzo 1948; da quel momento il suo popolo ha lottato per riavere la propria terra e i propri diritti dagli invasori.<\/p>\n<p>Il Pakistan ha continuato la sua repressione e perpetrato crudelt\u00e0 nei confronti dei balochi, che si ritrovano in una situazione difficile, dato che la loro sopravvivenza e la loro identit\u00e0 sono diventate un punto interrogativo perch\u00e9 il Pakistan li tratta come stranieri in casa loro, ha reso difficili le loro vite nella loro terra d\u2019origine.<\/p>\n<p>Chiunque rivendichi i propri diritti e le proprie risorse viene rapito e ucciso e i loro corpi mutilati vengono gettati nelle aree desertiche.<\/p>\n<p>Secondo il report di <em>Voice For Balochistan Missing Persons<a href=\"#_ftn1\"><strong>[1]<\/strong><\/a><\/em>, negli ultimi due decenni pi\u00f9 di 53000 balochi sono scomparsi e si sono perse le loro tracce.<\/p>\n<p>Io sono uno di loro, una vittima delle sparizioni forzate in Balochistan.<\/p>\n<p>Un giorno, alle 3 di notte qualcuno mi ha bussato alla porta, ho pensato che fossero i miei amici che avevano avuto un\u2019emergenza, ma quando ho guardato nello specchio ho visto un uomo armato sulla porta e ho capito che era dell\u2019intelligence pakistana.<\/p>\n<p>Per salvarmi dalla loro crudelt\u00e0, sono subito saltato gi\u00f9 dal secondo piano; mi sono fatto molto male, ma almeno ero riuscito a scappare.<\/p>\n<p>Ho spento il telefono in modo che non potessero tracciarmi e ho chiamato a casa con il cellulare di un amico per informarli della situazione.<\/p>\n<p>Erano molto preoccupati ma hanno ringraziato Allah perch\u00e9 ero ancora vivo.<\/p>\n<p>Mia mamma mi ha consigliato di non restare pi\u00f9 nel paese: \u201cQui la tua vita \u00e8 in pericolo\u201d.<\/p>\n<p>Sentire queste parole da mia mamma mi ha scioccato e all\u2019inizio mi sono rifiutato di lasciare il paese, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che avevo era l\u00ec: i miei ricordi d\u2019infanzia, gli amici, la famiglia, i miei cari.<\/p>\n<p>Lasciare il paese e chiedere asilo all\u2019estero era troppo difficile per me; non ero per niente pronto a lasciare la mia terra d\u2019origine.<\/p>\n<p>Mia mamma mi ripeteva che se non avessi lasciato il paese, l\u2019intelligence pakistana mi avrebbe ucciso, mi avrebbero cercato in ogni angolo del paese, era quindi meglio andare all\u2019estero.<\/p>\n<p>Mia mamma mi ha detto: \u201cSe non vai via ti uccideranno. Allora io non avr\u00f2 pi\u00f9 una ragione per vivere. Mi uccider\u00f2 se non vai via da questo paese\u201d.<\/p>\n<p>Questo mi ha obbligato a prendere la decisione pi\u00f9 difficile della mia vita: restare ed essere ucciso o andare all\u2019estero; non ho potuto insistere con mia mamma perch\u00e9 stava gi\u00e0 soffrendo per la terribile situazione del Balochistan, allora mi sono rivolto ai trafficanti per arrivare in Iran.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al confine con l\u2019Iran hanno caricato me ed altre 50 persone su un pickup, per un viaggio di 1000 km.<\/p>\n<p>La macchina era sovraccarica ed era difficile respirare bene, ho pensato di non riuscire a sopravvivere al viaggio; I trafficanti non ci lasciavano rinfrescarci e quando chiedevamo di andare in bagno ci umiliavano e ci torturavano.<\/p>\n<p>Era solo la speranza di sopravvivere che ci obbligava ad andare avanti.<\/p>\n<p>Durante il viaggio non ci siamo mai fermati, fino a quando abbiamo raggiunto il confine turco-iraniano. \u00c8 stato un viaggio veramente soffocante, non riesco a spiegarlo a parole, ho pensato che la mia vita sarebbe finita l\u00ec; a causa del viaggio senza pause, il mio corpo era tutto intorpidito, i reni e i polmoni erano indeboliti.<\/p>\n<p>I trafficanti ci hanno trattato in modo disumano durante tutto il tragitto, le condizioni di salute di alcuni rifugiati erano cos\u00ec compromesse che non riuscivano pi\u00f9 a camminare e non potevano quindi attraversare il confine tra Iran e Turchia.<\/p>\n<p>Noi, mentre cercavamo di attraversarlo, siamo stati catturati dai soldati dall\u2019esercito turco che ci hanno torturato ed inflitto punizioni disumane; durante la loro custodia abbiamo sofferto psicologicamente e fisicamente, in seguito ci hanno deportato al confine iraniano.<\/p>\n<p>Abbiamo chiamato i trafficanti in modo che ci raggiungessero, dato che ci avevano detto di chiamarli in caso di bisogno, ma quando sono arrivati ci hanno trattato nello stesso modo in cui aveva fatto l\u2019esercito.<\/p>\n<p>Erano infuriati perch\u00e9 eravamo stati catturati dalla polizia turca, si sono rifiutati di darci da mangiare e ci hanno avvertito che se fossimo tornati un\u2019altra volta ci avrebbero ucciso.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 volte siamo stati catturati, torturati e deportati al confine con l\u2019Iran, ma al quinto tentativo ce l\u2019ho fatta.<\/p>\n<h2>Turchia<\/h2>\n<p>Siamo arrivati alla citt\u00e0 turca di Van, a 120 km dal confine con l\u2019Iran.<\/p>\n<p>I trafficanti ci hanno portato in un luogo sicuro, ma non avevamo niente da mangiare, non c\u2019erano n\u00e9 la doccia n\u00e9 un posto per dormire e non potevamo contattare le nostre famiglie per avvisarle che eravamo al sicuro; tutti i rifugiati erano tormentati dalla fame e dalla sete.<\/p>\n<p>Poi i trafficanti ci hanno dato una SIM turca per contattare le famiglie per il pagamento.<\/p>\n<p>Io avevo 200 dollari, con cui ho comprato una SIM e un telefono, ho avvisato la mia famiglia che ero arrivato sano e salvo in Turchia e gli ho chiesto di pagare i trafficanti. I miei familiari hanno pagato la somma richiesta.<\/p>\n<p>I trafficanti hanno chiamato altri per venire a prenderci e ci hanno assicurato che sarebbero venuti in macchina per portarci a Tatvan; in realt\u00e0 hanno portato un container e ci hanno fatto entrare in 500.<\/p>\n<p>Il container non aveva prese d\u2019aria e quindi non riuscivamo a respirare; dopo 20 minuti di viaggio, la maggior parte di noi ha perso i sensi e abbiamo iniziato a battere sul container per chiedere aiuto. Dopo un po\u2019 si \u00e8 fermato e siamo tutti usciti fuori, nello stesso momento \u00e8 arrivata la polizia turca.<\/p>\n<p>Ci hanno fornito il primo soccorso e hanno portato in ospedale chi era in condizioni pi\u00f9 critiche.<\/p>\n<p>Io sono stato portato alla stazione di polizia, perch\u00e9 volevano deportarmi al confine, ma sono scappato; mi hanno ordinato di fermarmi ma non l\u2019ho fatto, mi hanno sparato ma sono riuscito a scappare.<\/p>\n<p>Mi sono accampato in montagna nel pieno della notte senza cibo e senza acqua.<\/p>\n<p>Ho chiamato i trafficanti, mi hanno assicurato che sarebbero arrivati l\u2019indomani, ma sono arrivati dopo tre giorni; ero tormentato dalla sete e stavo morendo di fame.<\/p>\n<p>I trafficanti mi hanno portato sulle montagne e poi in un campo profughi per gli afghani. Anche l\u00ec c\u2019era la polizia, mi hanno catturato di nuovo per deportarmi al confine con l\u2019Iran, ma sono scappato.<\/p>\n<p>Mi hanno sparato, ma non mi sono fermato perch\u00e9 avrei dovuto pagare di nuovo se mi avessero deportato in Iran.<\/p>\n<p>Non mi interessava pi\u00f9 la mia vita, la morte non aveva pi\u00f9 senso per me. Se fossi morto sarebbe stato meglio, mi sarei liberato di quella vita soffocante.<\/p>\n<p>Ho chiesto ai trafficanti di portarmi in una citt\u00e0 sicura pagandoli il doppio, ma si sono rifiutati per paura della polizia.<\/p>\n<p>Ero molto infastidito ma ero ancora ottimista, perch\u00e9 \u00e8 la speranza ci\u00f2 che ci tiene in vita, cos\u00ec ho deciso quindi di andare a piedi da Caldiran a Patnos.<\/p>\n<p>Patnos \u00e8 una citt\u00e0 pi\u00f9 grande a 115 km di distanza, in cui avrei potuto comprare un biglietto per Istanbul; sono andato al mercato pi\u00f9 vicino e con 200 dollari ho comprato uno zaino e un po\u2019 di cibo e sono partito per Patnos.<\/p>\n<p>Di giorno camminavo vicino alla strada e di notte dormivo.<\/p>\n<p>Dopo un giorno e mezzo di viaggio sono stato catturato da alcuni civili che mi hanno portato nella stazione di polizia pi\u00f9 vicina. La polizia mi ha poi portato in un posto che sembrava un garage, in cui c\u2019erano anche alcuni rifugiati arabi. Sono scappato dal garage solo con il telefono e con il caricabatterie.<\/p>\n<p>Ho provato a camminare di notte e fermarmi di giorno, ma faceva troppo freddo di notte; ho quindi continuato a camminare di giorno nascondendomi dalla polizia.<\/p>\n<p>\u00c8 stato difficile sopportare il gelo della Turchia.<\/p>\n<p>Mi nascondevo nella jungle<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a> e cercavo dei luoghi caldi per passare la notte; intorno a me sentivo i versi degli animali.<\/p>\n<p>Il giorno dopo sono andato al mercato pi\u00f9 vicino per compare del sapone per lavarmi e poi ho continuato il mio viaggio.<\/p>\n<p>Dopo 5 giorni di cammino sono arrivato in un villaggio curdo; li ho pregati di darmi un letto e del cibo, avevo viaggiato cinque giorni e non riuscivo pi\u00f9 a camminare.<\/p>\n<p>Mi hanno detto che mi avrebbero dato tutto, ma non potevano darmi un letto perch\u00e9 la polizia turca gli avrebbe fatto problemi.<\/p>\n<p>I curdi mi hanno dato del cibo delizioso, ho pranzato e poi mi sono addormentato l\u00ec; hanno provato a svegliarmi ma ero cos\u00ec stanco che non riuscivo ad alzarmi.<\/p>\n<p>Mi sono svegliato a mezzogiorno, mi sono fatto la doccia e ho proseguito verso la mia destinazione. Ero a 10 km da Patnos.<\/p>\n<p>Purtroppo, la polizia mi ha visto camminare lungo la strada, mi hanno ordinato di fermarmi.<\/p>\n<p>Avevo paura che mi avrebbero deportato al confine con l\u2019Iran e quindi non mi sono fermato, sono corso via, ma dopo cinque minuti mi hanno inseguito con un drone.<\/p>\n<p>Sono arrivati molti soldati turchi che mi hanno ordinato di arrendermi e di togliermi i vestiti.<\/p>\n<p>Ho pianto molto.<\/p>\n<p>Mi hanno detto che mi avrebbero deportato al confine iraniano: io gli ho risposto di uccidermi o di lasciarmi andare a Istanbul, mi rifiutavo di andare in Iran: ho fatto pena ai soldati turchi, che mi hanno detto che mi avrebbero lasciato nella citt\u00e0 pi\u00f9 vicina, dove avrei potuto prendere un taxi per Patnos. Ho chiesto ad un tassista, ma si \u00e8 rifiutato per motivi di sicurezza.<\/p>\n<p>Ho quindi continuato a camminare e ho chiesto un passaggio ad una macchina che passava di l\u00ec: si \u00e8 fermata e mi ha portato a Patnos gratis.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Raggiunto Patnos ho preso un biglietto per Istanbul, il viaggio \u00e8 durato 24 ore.<\/p>\n<p>A Istanbul ho contattato il trafficante successivo e sono stato a casa sua per una settimana. Poi ho continuato il mio viaggio verso la Bulgaria con altri rifugiati.<\/p>\n<div id=\"attachment_1696426\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1696426\" class=\"wp-image-1696426 size-large\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/islam-820x615.jpg\" alt=\"\" width=\"820\" height=\"615\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/islam-820x615.jpg 820w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/islam-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/islam.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px\" \/><p id=\"caption-attachment-1696426\" class=\"wp-caption-text\">Islam Murad Baloch<\/p><\/div>\n<p><em>Continua &#8230;<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Voice_for_Baloch_Missing_Persons<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Bosco. In seguito nel testo abbiamo mantenuto il termine <em>Jungle<\/em> in quanto di uso comune tra i migranti che affrontano la rotta balcanica ndr<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"OIAUzLMSdS\"><p><a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/11\/una-delle-mille-storie-lungo-la-rotta-balcanica-seconda-parte\/\">Una delle mille storie lungo la rotta balcanica \u2013 seconda parte<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"&#8220;Una delle mille storie lungo la rotta balcanica \u2013 seconda parte&#8221; &#8212; Pressenza\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/11\/una-delle-mille-storie-lungo-la-rotta-balcanica-seconda-parte\/embed\/#?secret=9UD671Vpq8#?secret=OIAUzLMSdS\" data-secret=\"OIAUzLMSdS\" width=\"500\" height=\"282\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"SxeeLGr84V\"><p><a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/12\/una-delle-mille-storie-lungo-la-rotta-balcanica-terza-parte\/\">Una delle mille storie lungo la rotta balcanica \u2013 terza parte<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"&#8220;Una delle mille storie lungo la rotta balcanica \u2013 terza parte&#8221; &#8212; Pressenza\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/12\/una-delle-mille-storie-lungo-la-rotta-balcanica-terza-parte\/embed\/#?secret=tnEB48T3sc#?secret=SxeeLGr84V\" data-secret=\"SxeeLGr84V\" width=\"500\" height=\"282\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Islam Murad Baloch ci racconta in \u201cpresa diretta\u201d la sua difficile esperienza lungo la rotta balcanica a partire dal Pakistan, da cui \u00e8 fuggito per non essere ucciso. 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