{"id":1691322,"date":"2022-11-04T11:15:00","date_gmt":"2022-11-04T11:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1691322"},"modified":"2022-11-04T12:35:21","modified_gmt":"2022-11-04T12:35:21","slug":"la-prima-donna-premier-nella-storia-repubblicana-le-vie-del-patriarcato-sono-infinite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/11\/la-prima-donna-premier-nella-storia-repubblicana-le-vie-del-patriarcato-sono-infinite\/","title":{"rendered":"La prima donna premier nella storia repubblicana: le vie del patriarcato sono infinite"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">La notizia non ci ha sorpreso; tutta la campagna elettorale \u00e8 stata infatti condizionata dal crescente consenso verso Fratelli d\u2019Italia, il partito fondato dall\u2019onorevole Meloni e dalla possibilit\u00e0 che a ricoprire il ruolo di premier fosse, per la prima volta nella storia d\u2019Italia, una donna; una vera novit\u00e0 per un paese in cui la presenza politica delle donne nei partiti oscilla quasi sempre tra un ruolo di specchietto per le allodole o di gregarie in attesa di un posto al sole.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Una campagna elettorale che ha stravolto la nostra estate come un temporale d\u2019agosto si abbatte a sorpresa su una citt\u00e0 ancora calda e soleggiata, lasciando detriti e fango sulle strade e che ha visto spesso al centro della propaganda proprio le donne, ma anche una delle pi\u00f9 ingannevoli e reazionarie nei loro confronti. Una campagna elettorale (se il buongiorno si vede dal mattino) che inizia proprio con il video di uno stupro commesso da un immigrato, che l\u2019onorevole Meloni prontamente pubblica su Twitter, con i volti dei protagonisti resi irriconoscibili, i volti, ma non le voci, cos\u00ec come denuncia la vittima, che, oltre a rivivere la violenza, teme di essere riconosciuta.\u00a0 Poco importa, quello che interessa \u00e8 che l\u2019uomo sia un richiedente asilo, perfettamente in linea con il target di immigrato pericoloso da espellere immediatamente dal nostro paese. Che poi la maggioranza delle violenze e dei femminicidi avvenga ad opera di italianissimi partner, compagni, amanti, fidanzati e mariti, meglio tacerlo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma la deriva \u00e8 iniziata e niente potr\u00e0 fermarla, neanche le sacrosante proteste tanto che l\u2019onorevole Meloni grida al complotto nei suoi confronti, come far\u00e0 in tutte le occasioni in cui la gestione da battitore libero della campagna elettorale le potrebbe procurare dei guai.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Giorgia Meloni ha mostrato un\u2019innegabile bravura nel cucirsi addosso un doppio ruolo: quello di donna che ha costruito con le proprie mani una carriera politica grazie alle sole capacit\u00e0 personali, ed infatti guai a parlare con lei di pari opportunit\u00e0, quote rosa e percorsi preferenziali: se vali ti fai strada, donna o uomo, nessun privilegio dovuto al sesso, per carit\u00e0. Ma d\u2019altra parte gioca su una sorta di vittimismo, insinuando un accanimento nei suoi confronti da parte di chi la considera un pericolo per la democrazia, o degli stessi compagni di coalizione che temono la sua leadership. Insomma, una misoginia trasversale avrebbe voluto impedirle di ambire al ruolo di primo ministro.\u00a0 Per tutta l&#8217;estate i maggiori quotidiani dedicano pagine intere alla vita, carriera politica, pensieri e parole di Giorgia, come ormai la si apostrofa, dalle prime battaglie politiche adolescenziali nelle organizzazioni giovanili di estrema destra, all\u2019ingresso nella politica che conta da giovane rampolla berlusconiana, al consolidamento di un partito che erode consensi agli alleati di destra grazie ad una intransigente opposizione verso tutti i governi in carica, fino alle pi\u00f9 recenti alleanze con la destra sovranista europea, ultra conservatrice,\u00a0 tutto, o quasi tutto, hanno scritto di lei. Il quotidiano La Repubblica le dedica addirittura un intero dossier, \u201cInchiesta su M\u201d parafrasando, non a caso, \u201cM, il figlio del secolo\u201d di Antonio Scurati.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Di sicuro, la sola idea che una donna, cos\u00ec lontana da un pensiero vagamente femminista, presidente di un partito post fascista che gi\u00e0 dal nome trasuda una visione patriarcale e conservatrice, potesse guidare il nostro paese come una novella Margaret Thatcher, non poteva non far venire l\u2019orticaria agli occhi e alla penna di molte nostre giornaliste.\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ed \u00e8 quello di Natalia Aspesi, \u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019illusione<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">delle<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">femministe<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">che<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">votano<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">Meloni<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">solo<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">perch\u00e9<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">donna<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d, il primo di una lunga serie di \u201cbotte e risposte\u201d sulle pagine del quotidiano La Repubblica, ad un documento firmato da una ventina di associazioni di donne italiane e straniere dal titolo assai eloquente: \u201cUn orizzonte politico comune a donne di tutti i partiti\u201d.\u00a0 Certo non \u00e8 la prima volta che le donne si illudono, ingenuamente, di costituire un solo popolo, un fronte comune. Ma per la giornalista \u201cle donne non votano secondo il genere ma secondo il loro orientamento politico. Nel 2016 la maggioranza delle elettrici americane vot\u00f2 per Trump anche se la sfidante era una donna. Alle prossime elezioni le donne italiane voteranno secondo il proprio orientamento politico ed \u00e8 bene che i politici prendano impegni precisi anche nei confronti dei loro diritti.\u201d\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La Aspesi sottolinea, fra l\u2019altro, come nei 15 punti del programma del centro-destra non c\u2019\u00e8 una sola volta la parola \u2018donna\u2019, al massimo l\u2019aggettivo \u2018femminile\u2019, quasi sempre collegato con i sostantivi \u2018infanzia\u2019, \u2018famiglia\u2019, e anche \u2018giovani\u2019 e \u2018disabili\u2019.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Perch\u00e9 dunque le donne dovrebbero votare Giorgia Meloni che non manifesta alcuna intenzione di mettere al centro dell&#8217;attenzione i diritti delle donne?\u00a0 Non certo perch\u00e9 donna e tout court portatrice di una visione prioritaria delle ragioni femminili, risponde la storica Mirella Serri sulle stesse pagine, paragonando la visione della donna della Meloni a quella del Ventennio fascista, una visione patriarcale e conservatrice che si riassume nello slogan \u201cDio, patria e famiglia\u201d, tanto caro alla Meloni. Insomma, un ruolo indissolubilmente legato alla famiglia, una famiglia tradizionale, con ruoli genitoriali ben chiari, senza fraintendimenti e confusioni, una famiglia che non \u00e8 contemplata per i soggetti lgbtq, insomma una vera famiglia modello Ventennio.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E dunque, si chiede la giornalista Arianna Farinelli (<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cPer chi votano le donne?\u201d<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">) al di l\u00e0 del fatto che la possibile vittoria del centrodestra possa essere un pericolo per la democrazia, quale potr\u00e0 essere il risvolto riguardo ai diritti delle donne? La vittoria delle Destre ha gi\u00e0 dimostrato i suoi effetti nocivi negli Stati Uniti, dove lo scorso giugno la Corte Suprema, a maggioranza repubblicana, ha cancellato l\u2019aborto come diritto costituzionalmente garantito rimettendo ogni decisione all\u2019autorit\u00e0 dei singoli Stati. \u201cIn altri Paesi governati dalla destra, come Polonia e Ungheria, l\u2019aborto \u00e8 bandito o fortemente limitato. In Polonia, dopo una sentenza del 2020, i medici rischiano l\u2019arresto se praticano un\u2019interruzione di gravidanza e questo nonostante il 66% dell\u2019opinione pubblica sia favorevole all\u2019aborto.\u201d\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Anche in Italia, del resto, il depotenziamento delle strutture ospedaliere e dei consultori, soprattutto a causa delle altissime percentuali di medici obiettori di coscienza, rende assai difficile per le donne il diritto all\u2019interruzione della gravidanza. Tema caro questo alla futura premier che dall\u2019alto della sua capacit\u00e0 di utilizzare furbescamente <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">l\u2019ars oratoria<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, ribadisce in tutte le sedi la volont\u00e0 di non toccare la Legge 194 ma di potenziarne, al contrario, alcuni aspetti, come i centri di aiuto alla vita (promossi da associazioni cattoliche e dal Movimento per la vita) che aiutino nella difficile scelta di \u201crimuovere le cause economiche e sociali che possono spingere le donne a non portare a termine una gravidanza\u201d. Una \u201cquestione di sfumature\u201d, come sottolinea la giornalista Vanessa Ricciardi nel suo articolo sul quotidiano Domani \u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Come<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">Giorgia<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">Meloni<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">combatter\u00e0 la battaglia<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">contro<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">l\u2019aborto<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d. Certo che la 194 non verr\u00e0 toccata, baster\u00e0 semplicemente puntare a quella parte della legge che prevede di rimuovere le cause che potrebbero indurre la donna ad abortire e lasciare che il resto si depotenzi da solo.\u201d<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> Fratelli d\u2019Italia chiede da sempre la piena applicazione della 194, a partire dalla parte rimasta disattesa sulla prevenzione\u00bb, si affretta a dichiarare la Meloni in un&#8217;intervista al giornale della conferenza episcopale italiana,\u201d Avvenire\u201d.\u00a0 <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Del resto il programma di Fratelli d\u2019Italia dice chiaramente che l\u2019Italia deve puntare sulla natalit\u00e0, dando per scontato che siano i problemi economici a scoraggiare le gravidanze.\u00a0 Ma se volessimo, in prospettiva, osservare da vicino un esempio di applicazione del ragionamento sin qui esposto, baster\u00e0\u00a0 guardare alle Marche, l\u2019unica regione italiana governata dal partito della Meloni, dove \u00e8 pressoch\u00e9 impossibile abortire proprio per quella \u201capplicazione di tutti gli aspetti della Legge 194\u201d: pressione sulle donne affinch\u00e9 non abortiscano, quasi totalit\u00e0 di medici obiettori, rifiuto di adottare le linee guida del Ministero della salute sull\u2019uso della pillola abortiva RU486. E sul caso Marche scende addirittura in campo a sorpresa anche la nota <em>influencer<\/em> Chiara Ferragni che sul suo profilo Instagram denuncia \u201cFratelli d\u2019Italia ha reso praticamente impossibile abortire nelle Marche che governa\u201d, scatenando un putiferio da follower!\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma si pu\u00f2 essere donne e odiare le donne? \u201cPurtroppo, s\u00ec. Anzi, accade ben pi\u00f9 spesso di quanto si pensi. Soprattutto quando si rivendica la propria femminilit\u00e0, ma poi si immagina che esista un unico (e giusto) modo di esser donna. Madre, ad esempio, come se mettere al mondo un figlio fosse un\u2019evidenza (e tutte coloro che, madri, non lo diventano mai? Sono meno donne?) Cos\u00ec la filosofa Michela Marzano il 3 settembre, commenta una campagna elettorale che sta dimostrando una visione brutale e stereotipata delle donne. E la filosofa Giorgia Serughetti, \u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Non<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">basta<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">che<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">sia<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">donna<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">. <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Le<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">femministe<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">contro la<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">Meloni<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d scrive: \u201cIl genere non \u00e8 condizione sufficiente a garantire una trasformazione positiva della politica\u201d. Anzi, il vero paradosso \u00e8 proprio quello che le donne hanno pi\u00f9 chance di affermarsi in politica a destra che a sinistra.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Si potrebbe continuare all&#8217;infinito visto il numero di articoli pubblicati dalla stampa nazionale sul \u201ccaso Meloni\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma sar\u00e0 Concita De Gregorio (<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cLa sinistra, le donne e la lezione di Meloni\u201d<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, La Repubblica) ad affondare il dito nelle pie[a]ghe pi\u00f9 profonde della cosiddetta sinistra italiana, sul perch\u00e9, nonostante la presenza negli anni, di numerose donne in grado di essere presidenti di qualunque cosa (e se vogliamo fermarci a queste ultime elezioni basterebbe citare la candidata del PD Elly Schlein), proprio la destra maschilista e misogina esprima l\u2019unica candidata con un reale potenziale di successo. Perch\u00e9 proprio lei? Perch\u00e9 \u201cgiovane, donna, nuova, perfetta: una testimonial formidabile, una <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">frontwoman<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, quello che serve.\u201d Insomma, furbescamente per mero opportunismo, con lei si vinceva, con un uomo no. Furbizia che il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">politically<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">correct<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> di sinistra si guarda bene dal mettere in atto o meglio, una \u201cmisoginia strutturale\u201d nel PD che negli anni ha fatto s\u00ec che generazioni di donne bravissime siano state silenziate, depotenziate, certo, considerate importanti per il partito ma non abbastanza da metterci il volto, dal rappresentarlo. elettoralmente.\u201d \u201c\u00c9 costellata di salme muliebri la superiorit\u00e0 etica della sinistra. E certo che disturba, adesso, vedere la Prima Donna a destra. Ma l\u00ec qualcosa di semplice ha funzionato, e non \u00e8 meritocrazia n\u00e9 eguaglianza di genere: \u00e8 convenienza. Di qua, maschi alla decima legislatura non mollano l\u2019osso e giovani donne entrano, ma solo se sono state portavoci, se sono certamente valide ma almeno mogli, se hanno proceduto come da consegne.\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ed \u00e8 forse questo il dato ineludibile, un dato che, come una cartina tornasole, \u00e8 affiorato inesorabilmente con i risultati elettorali: perch\u00e9 il modello di donna proposto dal nostro, ormai, Presidente Meloni (al maschile naturalmente come chiede lei stessa) \u00e8 stato cos\u00ec attrattivo? E baster\u00e0 ancora tirare fuori dal cassetto il paradigma dell\u2019omologazione con la quale la societ\u00e0 patriarcale include le donne, in uno scenario che rimane comunque maschile e in cui la differenza di sesso non conta, quel che conta \u00e8 l\u2019individuo (soggetto neutro) che conquista la propria posizione nella societ\u00e0 (e nel mondo della politica) grazie alle sue doti e ai suoi meriti? Nessun ritardo dovuto alla differenza sessuale, dunque, ma se di ritardo storico si tratta andr\u00e0 colmato grazie ad una buona politica che consenta alle donne di conciliare la vita lavorativa con la famiglia e, naturalmente, con la tanto invocata natalit\u00e0. Il neo Presidente vara un Governo con poche Ministre, non servono certo le quote-rosa, servono donne che, come lei, si son mostrate forti, abili e se son poche, pazienza, la cosa non disturba affatto! Tante piccole Principesse Rhaenyra che si librano nel cielo con i loro draghi e alle quali Re e Cavalieri sono costretti a riconoscere il loro valore, almeno fino a quando la triste realt\u00e0 non le riporter\u00e0 alla normalit\u00e0 muliebre.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Proviamo a chiederci quanto potr\u00e0 essere, sul piano simbolico, accattivante, attrattiva questa figura di donna per altre donne, soprattutto per giovani donne, ragazze, studentesse, e quanto potr\u00e0, nello stesso tempo, mettere in crisi quello che, nei lunghi anni di lotte e conquiste, il femminismo ha faticosamente costruito: la partecipazione collettiva, le battaglie contro la discriminazione e le violenze di genere, le disparit\u00e0 salariali, le difficolt\u00e0 nel raggiungere posizioni economiche apicali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ed \u00e8 forse su questo che dovrebbero iniziare ad interrogarsi le donne che militano nel Partito Democratico, piuttosto che rodersi il fegato sul fatto che la prima donna premier non \u00e8 di sinistra e che sicuramente tra di loro molte avrebbero potuto esserlo o che, adesso, anche a loro spetta la corsa verso la segreteria del partito. Non \u00e8 pi\u00f9 tempo di foto a fianco del leader-segretario, di apparizioni nei talk show, l\u2019era Meloni ha scompaginato le carte e ci costringe (tutte noi) a ripensare nuove strategie di attacco perch\u00e9 si sa,<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\"> le vie del patriarcato sono infinite<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notizia non ci ha sorpreso; tutta la campagna elettorale \u00e8 stata infatti condizionata dal crescente consenso verso Fratelli d\u2019Italia, il partito fondato dall\u2019onorevole Meloni e dalla possibilit\u00e0 che a ricoprire il ruolo di premier fosse, per la prima volta&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2105,"featured_media":1691333,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56,54513,162],"tags":[107171,107173,107172,9619,107101],"class_list":["post-1691322","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-genere-e-femminismi","category-opinioni","tag-chiara-ferragni","tag-giorgia-serughetti","tag-michela-marzan","tag-patriarcato","tag-postfascismo"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La prima donna premier nella storia repubblicana: le vie del patriarcato sono infinite<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La notizia non ci ha sorpreso; 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