{"id":167844,"date":"2015-03-06T16:53:30","date_gmt":"2015-03-06T16:53:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=167844"},"modified":"2015-03-06T16:53:30","modified_gmt":"2015-03-06T16:53:30","slug":"netanyahu-e-luomo-giusto-per-parlare-delliran-davanti-al-congresso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/03\/netanyahu-e-luomo-giusto-per-parlare-delliran-davanti-al-congresso\/","title":{"rendered":"Netanyahu \u00e8 \u201cl\u2019uomo giusto\u201d per parlare dell\u2019Iran davanti al Congresso"},"content":{"rendered":"<p>Global Research, 3 marzo 2015<\/p>\n<p>Prof. Yakov M. Rabkin, professore di storia all\u2019universit\u00e0 di Montreal<\/p>\n<p><em>Il premier israeliano \u00e8 perfettamente adatto per spiegare al Congresso il presunto pericolo del potere nucleare iraniano. Dopo tutto, \u00e8 stato Israele insieme ai suoi alleati di Washington ad inventare questa questione fin dall\u2019inizio. Ora tocca a Netanyahu tentare di dar credito a quell\u2019affermazione, sebbene persino i servizi segreti americani, europei e israeliani non siano d\u2019accordo sul fatto che l\u2019Iran starebbe cercando di produrre armi nucleari. Alcuni forse si ricordano che le asserzioni secondo cui l\u2019Iraq possederebbe armi di distruzione di massa erano provenute in gran parte dalle stesse fonti, vicine al partito israeliano di destra Likud. <\/em><\/p>\n<p>Il lavoro di lobby del partito Likud ha fomentato in modo determinante la campagna contro l\u2019Iran. Infatti, in occasione dell\u2019incontro dell\u2019AIPAC nella primavera del 2006, l\u2019Iran \u00e8 stato particolarmente preso di mira, grandi schermi che alternavano immagini di Adolf Hitler che denunciava gli ebrei e poi del Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad che minacciava di \u201ccancellare Israele dalla faccia della terra\u201d. Lo show terminava con uno sbiadito augurio post-olocausto \u201cmai pi\u00f9\u201d. In pochi mesi la lobby ha distribuito ben 13.000 cartelle stampa solo tra i giornalisti statunitensi per fissare bene nelle teste dei media queste immagini cariche di pathos.<\/p>\n<p>I leader iraniani sono stati continuamente raffigurati come gente che nega l\u2019olocausto e che minaccia di cancellare Israele dalla faccia della terra. Queste due affermazioni sono state pubblicate in migliaia di giornali: l\u2019Iran \u00e8 uno stato ambiguo e una minaccia per la pace mondiale. Sono state persino usate per imporre le sanzioni occidentali contro l\u2019Iran che avrebbe tentato di produrre armi nucleari. Milioni di iraniani soffrono a causa di queste sanzioni e ancora pi\u00f9 persone in Iran soffrirebbero un intervento militare che per Tel Aviv e Washington non \u00e8 ancora escluso. Ecco perch\u00e9 si devono analizzare in dettaglio queste affermazioni secondo cui i governanti iraniani sarebbero degli antisemiti accaniti.<br \/>\nLa questione del programma nucleare iraniano richiede un\u2019analisi razionale. La correlazione tra Israele\/sionismo ed ebrei\/ebraismo ha soffocato da tempo il dibattito razionale sul Medio Oriente. I critici di Israele, ebrei e non, vengono regolarmente accusati di antisemitismo. Tali accuse hanno iniziato a influenzare ampiamente le relazioni internazionali. E la \u201cbomba atomica iraniana\u201d ne \u00e8 un esempio. Netanyahu giunge a Washington, fingendo di parlare nel nome del popolo ebraico mondiale invece che quale rappresentante eletto dai cittadini di Israele, un terzo dei quali non sono neppure ebrei.<\/p>\n<p><strong>La negazione dell\u2019olocausto <\/strong><\/p>\n<p>Tra i partecipanti alla conferenza internazionale sull\u2019Olocausto, organizzata dall\u2019ex-presidente iraniano quasi dieci anni fa, figuravano alcuni noti \u201cnegatori\u201d dell\u2019Olocausto e anche un gruppetto di ebrei ortodossi in abiti neri che raccontavano del massacro nazista contro i loro parenti. \u00c8 di poco interesse pratico dibattere sul fatto se Ahmadinejad neghi la veridicit\u00e0 dell\u2019Olocausto o meno, visto che oramai non detiene pi\u00f9 il potere. Ma ci si potrebbe meravigliare per quale motivo tendiamo a considerare la negazione dell\u2019Olocausto una questione talmente grave. Infatti, un \u201cnegatore\u201d del massacro di centinaia di migliaia di ebrei in Ucraina nel 17esimo secolo o dell\u2019espulsione degli ebrei dalla Spagna nel 15esimo passerebbe quasi del tutto inosservato. A rendere unico l\u2019Olocausto, non sono solo la sua immediatezza e la sua ampiezza, ma anche le manipolazioni sioniste della sua memoria.<br \/>\nI leader iraniani non erano stati i primi a denunciare il prezzo che l\u2019establishment israeliano ha estorto ai palestinesi (musulmani, cristiani e anche alcuni ebrei), costretti a pagare per un crimine commesso in Europa, da nazisti europei, contro ebrei europei. Per quanto possa valere quest\u2019obiezione, essa non equivale ad una negazione dell\u2019Olocausto, ma piuttosto ad un\u2019obiezione contro l\u2019uso di questa tragedia quale mezzo di legittimazione del fatto che il sionismo e Israele continuino ad espropriare i palestinesi.<br \/>\nSecondo Moshe Zimmermann, professore di storia tedesca e noto intellettuale israeliano, \u201cla shoah viene spesso strumentalizzata. Cinicamente si pu\u00f2 dire che la shoah \u00e8 uno tra gli oggetti pi\u00f9 utili per manipolare il pubblico e in particolare il popolo ebraico in Israele e all\u2019estero. Nella politica israeliana la shoah viene usata per dimostrare che un ebreo disarmato equivale ad un ebreo morto\u201d.<\/p>\n<p>Gli usi politici del genocidio nazista sono comuni. Secondo l\u2019ex ministro dell\u2019educazione israeliano \u201cl\u2019olocausto non \u00e8 una follia nazionale accaduta nel passato e ormai trascorsa, ma un\u2019ideologia ancora presente, in quanto ancora oggi potrebbe succedere che il mondo legittimi dei crimini contro di noi\u201d. Oltre a fornire a Israele una ragion d\u2019essere alquanto persuasiva, l\u2019olocausto ha anche dimostrato di essere un mezzo potente per sostenere Israele. Un parlamentare israeliano l\u2019ha posta in questi termini diretti:<\/p>\n<p>\u201cPersino i migliori amici del popolo ebraico evitarono di offrire sostegno agli ebrei europei e volsero le spalle ai camini dei campi di sterminio \u2026 per questo tutto il mondo libero, in particolare in quest\u2019epoca, deve dimostrare pentimento \u2026 offrendo sostegno diplomatico, difensivo ed economico a Israele\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019industria dell\u2019olocausto di Norman Finkelstein documenta ampliamente come la memoria del genocidio nazista possa essere sfruttata a fini politici. Per decenni, l\u2019olocausto ha svolto la funzione di strumento di persuasione nelle mani della politica estera israeliana al fine di soffocare qualsiasi critica e creare simpatia verso uno stato che si traveste dall\u2019eroe collettivo di sei milioni di vittime. Netanyahu, nei suoi dibattiti pubblici sull\u2019Iran, invoca regolarmente l\u2019olocausto. Asserisce che l\u2019ipotetica bomba atomica iraniana costituisca \u201cuna minaccia esistenziale\u201d. Inoltre, in una conclusione priva di senso chiama Israele \u201cl\u2019unico luogo sicuro per gli ebrei\u201d. All\u2019indomani dei recenti attentati contro cittadini di origine ebraica a Parigi o Copenaghen, Netanyahu ha nuovamente invitato gli ebrei europei a lasciare i loro paesi per trasferirsi in Israele, loro \u201cvera patria\u201d. Le sue invettive su un \u201colocausto nucleare\u201d sul fronte iraniano hanno gioco facile presso i suoi sostenitori, ma \u00e8 difficile che rappresentino un\u2019argomentazione razionale di politica estera.<\/p>\n<p><strong>Eliminare Israele dalla faccia della terra <\/strong><\/p>\n<p>Tanto inchiostro \u00e8 stato versato anche su un\u2019altra affermazione, secondo la quale l\u2019Iran avrebbe dichiarato la propria intenzione di \u201celiminare Israele dalla faccia della terra\u201d. Juan Cole e altri hanno dimostrato che si trattava di un errore di traduzione e che la parola \u201cfaccia della terra e\/o carta geografica\u201d non figurava nell\u2019originale. Infatti si tratta di una citazione da una delle vecchie invettive anti-sioniste dell\u2019Ayatollah Khomeini: Esr\u00e2\u2019il b\u00e2yad az sahneyeh rooz\u00e9g\u00e2r mahv shavad, che tradotta significa \u201cIsraele deve sparire dalla pagina del tempo\u201d. Dopo questa storia inventata sulla \u201ccancellazione di Israele dalla faccia della terra\u201d, queste parole iniziarono a fare il giro del mondo, martellando per bene l\u2019opinione pubblica. Infatti gli istigatori sionisti della campagna contro l\u2019Iran le hanno usate fino alla noia. Un rapporto pubblicato di recente sull\u2019Iran da parte del Centro degli Affari Pubblici di Gerusalemme, una fabbrica di pensiero sionista particolarmente attiva nella conduzione della campagna contro l\u2019Iran, traduce correttamente la citazione di Khomeini, ma insiste comunque sul fatto che si tratti di un incitamento al \u201cgenocidio\u201d. Quest\u2019ultimo \u00e8 diventato il termine favorito nelle recenti pubblicazioni sioniste: lo stesso rapporto fa riferimento al \u201cgenocidio fallito del 1948 da parte di diversi stati arabi e dei palestinesi contro Israele\u201d.<\/p>\n<p>I leader iraniani invece hanno ripetutamente richiesto di risolvere i problemi del mondo, inclusa la questione palestinese, con il dialogo. Hanno proposto tra l\u2019altro \u201cun referendum libero per istituire un governo basato sulla volont\u00e0 della nazione palestinese, inclusi ebrei, cristiani e musulmani, in cui tutti abbiano diritto di voto\u201d.<\/p>\n<p>Nessuna di queste proposte sembra prevedere un intervento militare e non pu\u00f2 essere interpretata come \u201cminaccia esistenziale\u201d. Ecco perch\u00e9 allora nei media comuni non interessa a nessuno: infatti le affermazioni moderate provenienti da Teheran non vale la pena pubblicarle.<\/p>\n<p>I leader iraniani hanno anche affermato che \u201cil regime sionista sar\u00e0 eliminato quanto prima, come l\u2019Unione Sovietica, e che l\u2019umanit\u00e0 otterr\u00e0 presto la libert\u00e0\u201d. Come l\u2019Unione Sovietica \u00e8 stata disintegrata in modo pacifico, allo stesso modo anche Israele scomparir\u00e0 in modo pacifico, cedendo al peso delle proprie contraddizioni interne. Visto che l\u2019Unione Sovietica non \u00e8 stata cancellata da una pioggia di bombe atomiche, l\u2019Iran non suggerisce l\u2019uso della forza neppure per smantellare Israele. Inoltre non avrebbe alcun senso vista l\u2019estrema superiorit\u00e0 militare israeliana quale unica potenza nucleare regionale.<\/p>\n<p>La richiesta di porre termine al sionismo non significa la distruzione di Israele e della sua popolazione. Secondo Jonathan Steel del <em>Guardian<\/em> non si tratta che di un \u201cvago desiderio futuro\u201d. Questo desiderio equivale ad una preghiera per \u201cuno smantellamento pacifico dello stato sionista\u201d, pronunciata regolarmente dai membri del gruppo antisionista ebraico Neturei Karta. Infatti la liturgia ebraica abbonda di prese di posizione alquanto aggressive nei confronti di chi non riconosce Dio o commette il male. Ad esempio nei servizi delle festivit\u00e0 principali noi ebrei recitiamo la frase u\u2019malkhut ha\u2019rishaa kula ke\u2019ashan tikhleh (e che il regno del male scompaia come il fumo). Il significato letterale significa annichilire o distruggere un intero paese, ma il vero significato di \u201cregno del male\u201d significa che ogni azione nefasta in ogni luogo verr\u00e0 eliminata. Non si parla dunque di una persona in particolare e neppure di migliaia di persone innocenti.<\/p>\n<p>Anche se milioni di ebrei recitano questa invocazione ogni anno, questo non significa la guerra atomica. Ma se volessimo demonizzare gli ebrei, potremmo usare quest\u2019invocazione e trasformarla in un\u2019accusa infondata secondo cui gli ebrei vorrebbero distruggere interi paesi. Alcuni israeliani laici hanno interpretato questa preghiera tradizionale quale invocazione alla distruzione della maggioranza secolare della popolazione ebraica in Israele. Per questo la tradizione ebraica rifiuta le interpretazioni letterali dei testi sacri e si rif\u00e0 a quelle dei rabbini, anche se a volte molto inverosimili. I rabbini ad esempio interpretano unanimamente il principio biblico \u201cocchio per occhio\u201d quale obbligo di pagare una compensazione monetaria per salvare l\u2019occhio del reo. La preghiera liturgica ebraica menzionata \u00e8 un esempio di retorica religiosa basata su metafore espressive che si riferiscono a un desiderio di vedere un mondo senza il male.<\/p>\n<p>Per ritornare alla nostra tematica principale: sono ormai passati oltre trecento anni dall\u2019ultima volta che l\u2019Iran ha attaccato un altro paese, cosa che non si pu\u00f2 dire di Israele e degli Stati Uniti. Considerare l\u2019Iran meno responsabile di Israele di cui si sa per certo che possiede armi nucleari sembra un residuo incoerente della mentalit\u00e0 coloniale.<\/p>\n<p>Inoltre l\u2019Iran combatte attivamente gli estremisti dello \u201cStato Islamico\u201d che giustifica le proprie atrocit\u00e0 servendosi di interpretazioni letterali del Corano. Gli ebrei in Iran continuano a praticare l\u2019ebraismo senza essere disturbati dalle autorit\u00e0 iraniane e desiderano continuare a vivere nel paese in cui hanno vissuto per millenni, e questo mentre la maggior parte dei leader iraniani anti-sionisti ha dichiarato di non essere anti-semita. Infatti se fossero state antisemite, le autorit\u00e0 iraniane avrebbero perseguitato gli ebrei locali, invece di provocare la potenza nucleare israeliana.<\/p>\n<p>La pretesa di Netanyahu di parlare \u201cnel nome di tutti gli ebrei\u201d mette in pericolo gli ebrei, e soprattutto quelli iraniani. Alcuni sionisti comunque rimangono imperterriti e rimproverano persino gli ebrei iraniani per non essere emigrati in Israele da tempo. Questo atteggiamento espone la forse pi\u00f9 antica comunit\u00e0 ebraica del mondo musulmano, visto che ovviamente la ragione di stato israeliana spesso prevale sul benessere e sulla sopravvivenza concreta delle comunit\u00e0 ebraiche. I sionisti considerano gli ebrei che vivono al di fuori di Israele quale potenziali immigrati o beni provvisori per promuovere gli interessi israeliani.<\/p>\n<p><strong>Dissenso ebraico<\/strong><\/p>\n<p>Il discorso di Netanyahu al congresso statunitense e la sua attuale campagna contro l\u2019Iran hanno causato profonde divisioni tra gli ebrei che sostengono incondizionatamente Israele e quelli che rifiutano o mettono in dubbio il sionismo e l\u2019agire dello stato israeliano. Il dibattito pubblico sulla posizione di Israele all\u2019interno della continuit\u00e0 ebraica \u00e8 diventato aperto e franco, non solo in Israele, ma anche all\u2019estero. Molti vedono il futuro dello stato di Israele quale uno stato di cittadini, ebrei, musulmani, cristiani ed atei, pi\u00f9 che di uno stato basato e gestito nel nome dell\u2019ebraismo mondiale.<\/p>\n<p>Mentre sono pochi gli ebrei a meravigliarsi pubblicamente del fatto se lo stato di Israele, cronicamente insicuro, \u201csia veramente un bene per gli ebrei\u201d, molti di pi\u00f9 disapprovano che il sionismo distrugga i valori morali ebraici e metta a repentaglio gli ebrei sia in Israele sia all\u2019estero. Ad esempio il film <em>Munich<\/em> di Steven Spielberg focalizza in modo decisivo sul costo morale dell\u2019affidamento cronico di Israele alla forza. In una scena, un membro dell\u2019unit\u00e0 israeliana di picchiatori, che cacciano gli attivisti palestinesi della diaspora, rimane disgustato e proclama: \u201cSiamo ebrei e gli ebrei non commettono il male perch\u00e9 i nostri nemici lo fanno\u2026 siamo ritenuti virtuosi. E questa \u00e8 una bella cosa. \u00c8 essere ebrei\u2026\u201d Mentre <em>Schindler\u2019s List<\/em> indaga le minacce alla sopravvivenza fisica degli ebrei, <em>Munich<\/em> espone le minacce alla loro sopravvivenza spirituale. Chiaro che i sostenitori del Likud in America hanno ettato gango sul regista ebreo e sul suo film ancora prima che uscisse nei cinema. Hanno diffamato anche diversi libri pubblicati di recente (Prophets Outcast, Wrestling with Zion, Myths of Zionism, The Question of Zion) e incentrati sul conflitto di fondo tra sionismo e valori ebraici tradizionali. Il discorso di Netanyahu al Congresso ha profondamente lacerato questo conflitto intra-ebraico.<\/p>\n<p>La lobby del Likud sostiene continuamente che gli ebrei che osano criticare Israele metterebbero a repentaglio il suo \u201cdiritto di esistere\u201d e fomenterebbero dunque l\u2019antisemitismo. Questo ha condotto alcuni ebrei britannici, canadesi e statunitensi famosi a prendere la parola nel contesto di un dibattito aperto su Israele nei media e persino nelle pubblicazioni conservatrici. La nota rivista pro-establishment <em>Economist<\/em> ha pubblicato un\u2019indagine sullo \u201cstato degli ebrei\u201d e un editoriale indirizzato agli ebrei comuni della diaspora per farli superare l\u2019atteggiamento tipico secondo cui \u201cil mio paese ha sempre ragione, anche quando ha torto\u201d, adottato da numerose organizzazioni ebraiche. Questo certamente intacca l\u2019immagine degli ebrei quale gruppo riunito intorno alla bandiera israeliana.<br \/>\nL\u2019impegno a favore dell\u2019emancipazione ebraica dallo stato di Israele e la sua politica ha superato alcune vecchie dissidenze, creandone comunque anche delle nuove. Pertanto un critico ultraortodosso di Israele, che normalmente si oppone all\u2019ebraismo riformista, si \u00e8 complimentato con un rabbino riformista che aveva affermato:<\/p>\n<p>\u201cSe i sostenitori ebrei di Israele non si oppongono alla politica catastrofica che non garantisce la sicurezza dei suoi cittadini e neppure crea il clima appropriato in cui lavorare per una pace giusta con i palestinesi \u2026 poi stanno anche tradendo i valori ebraici millenari e agendo contro gli interessi israeliani a lungo termine\u201d.<\/p>\n<p>Molti ebrei e israeliani credono che la lobby del Likud, uno sforzo collettivo dei cristiani, ebrei, musulmani ed atei di destra, rappresenti la pi\u00f9 grande minaccia per la sicurezza a lungo termine di Israele, visto che sostiene regolarmente i falchi di Israele, indebolendo invece gli israeliani che nella regione si impegnano per la riconciliazione. La lobby promuove anche l\u2019antisemitismo visto che spesso viene considerata \u201cebraica\u201d, dando dunque l\u2019impressione errata secondo cui gli ebrei detterebbero la politica estera americana, spostandola verso destra. Infatti la maggior parte degli ebrei statunitensi ha votato Barak Obama. Mentre i leader israeliani attuali e i loro alleati in America continuano ad incitare il mondo contro l\u2019Iran, diverse organizzazioni pacifiste in Israele e in diverse comunit\u00e0 della diaspora ebraica hanno rilasciato delle dichiarazioni che condannano la campagna anti-iraniana e il comportamento di Netanyahu.<\/p>\n<p>Oggi, in assenza di stati arabi che rappresentino una minaccia militare per Israele, \u00e8 l\u2019Iran che gli israeliani vengono indotti a temere. E proprio vicino all\u2019Iran, che ha affermato a pi\u00f9 riprese di non aver alcuna intenzione di acquistare armi nucleari, si trova il Pakistan, un regime instabile con un forte movimento islamista, con fazioni di Al-Qaeda, e che possiede un arsenale nucleare non immaginario, ma reale. Anche se il Pakistan non ha minacciato Israele, le \u201cminacce esistenziali\u201d potrebbero non avere mai fine, se lo stato sionista andr\u00e0 avanti per la sua strada, continuando a sfidare i popoli dell\u2019intera regione, negando giustizia ai palestinesi.<\/p>\n<p><strong>Una precisazione<\/strong><\/p>\n<p>Le due accuse cariche di emotivit\u00e0 rivolte all\u2019Iran hanno dominato i media occidentali. Un\u2019altra accusa secondo cui l\u2019Iran avrebbe approvato una legge che costringerebbe gli ebrei a portare dei simboli di riconoscimento gialli \u00e8 stata riportata dal <em>Toronto National Post<\/em> alcuni anni fa, rinforzando l\u2019immagine dell\u2019Iran quale nuova Germania nazista. Anche se l\u2019articolo fu ritirato il giorno dopo, sono pi\u00f9 le persone a ricordarsi della notizia che non della successiva smentita dal quotidiano, di propiet\u00e0 di canadesi impegnati nel Likud.<br \/>\nQuest\u2019informazione errata sicuramente aiuta a preparare l\u2019opinione pubblica a un intervento militare statunitense o israeliano contro l\u2019Iran ricco di petrolio, un inquietante remake della paura delle illusorie armi di distruzione di massa irachene che hanno provocato un intervento militare gigantesco contro quel paese sfortunato, la cui popolazione aveva gi\u00e0 sofferto per decenni a causa delle sanzioni occidentali. Saddam Hussein \u00e8 stato debitamente ritratto come un\u2019altra incarnazione di Hitler e di nuovo \u00e8 stato invocato lo spettro dell\u2019olocausto nucleare.<\/p>\n<p>\u00c8 Israele che presumibilmente possiede centinaia di armi nucleari e a differenza dell\u2019Iran si rifiuta di firmare il Trattato di Non-Proliferazione Nucleare. L\u2019Iran invece non ha mai dichiarato di essere intenzionato a produrre armi nucleari. Secondo noti esperti israeliani l\u2019Iran non sarebbe in grado di acquistare una tale capacit\u00e0 nucleare-militare per 5-10 anni, e anche se l\u2019acquisisse, l\u2019Iran lo farebbe per proteggersi dalle incursioni israeliane e sicuramente non per attaccare Israele.<\/p>\n<p>I leader iraniani vengono erroneamente visti come estremisti forsennati con poteri illimitati da cui aspettarsi delle azioni irrazionali. Ne segue che devono essere fermati ad ogni costo. Questo aspetto si \u00e8 trasformato oramai in un mantra non solo per i politici israeliani di destra, ma anche per un retorico come Netanyahu &#8211; che disprezzando la Carta delle Nazioni Unite minaccia apertamente di attaccare l\u2019Iran &#8211; e per alcuni politici americani che lo ammirano. Mentre la Casa \u00a0 Bianca e gli esperti di politica estera e dei servizi segreti sanno che n\u00e9 Israele n\u00e9 gli Stati Uniti sono minacciati da un attacco iraniano, le loro argomentazioni razionali sembrano essere meno persuasive della retorica carica di pathos. Gli Stati Uniti hanno noti interessi geopolitici nel Golfo Persico, ma le accuse contro l\u2019Iran basate sulla deliberata idetificazione di Israele con gli ebrei potrebbero distorcere il modo di fare politica estera a Washington.<br \/>\nGli intellettuali apprezzano la precisione. E ai politici serve in ugual modo visto che da loro ci si aspetta un agire prudente e razionale. L\u2019ingerenza di Netanyahu nella politica estera americana fa parte del suo tentativo a lungo termine di allineare gli interessi della grande potenza a quelli dello stato sionista. Per questo le sue argomentazioni vanno prese con le pinze e senza emozioni superflue che spesso oscurano le questioni riguardanti Israele e i suoi vicini. Per diversi anni le diplomazie estere si sono concentrate sul contenimento dell\u2019intervento militare israeliano contro l\u2019Iran. Israele allora aveva le mani libere per trattare i palestinesi con sostanziale impunit\u00e0. La nuova \u201cminaccia esistenziale\u201d dell\u2019arma di distruzione di massa ipotetica a Israele serviva da vera e propria \u201carma di distruzione di massa\u201d. L\u2019incredibile crescita dello Stato Islamico a livello grafico mostra che meccanismi possono innescare la demodernizzazione e la successiva disperazione in certe regioni del mondo. Basta citare l\u2019esempio dell\u2019Iraq, della Libia e della Siria, tutti e tre paesi soggetti a interventi militari esterni, e il seguente emergere dello Stato Islamico per capire che la destabilizzazione di un paese o di una regione ha conseguenze devastanti e di vasta portata. Il premier israeliano invoca la cosiddetta minaccia iraniana per rallentare o invertire la politica iraniana di modernizzazione. La forzata demodernizzazione dell\u2019Iraq, della Siria e della Libia, i paesi pi\u00f9 antichi e colti del mondo arabo, ha sicuramente giovato alla posizione strategica israeliana all\u2019interno della regione. Netanyahu comunque ci dovr\u00e0 spiegare come la demodernizzazione dell\u2019Iran giover\u00e0 agli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Traduzione italiana: Dr. phil. Milena Rampoldi dell\u2019associazione <a href=\"http:\/\/www.promosaik.com\">ProMosaik<\/a> e.V.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Global Research, 3 marzo 2015 Prof. Yakov M. 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