{"id":167372,"date":"2015-03-04T19:03:07","date_gmt":"2015-03-04T19:03:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=167372"},"modified":"2015-03-04T19:03:07","modified_gmt":"2015-03-04T19:03:07","slug":"giochi-europei-rapporto-di-amnesty-su-azerbaigian","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/03\/giochi-europei-rapporto-di-amnesty-su-azerbaigian\/","title":{"rendered":"Giochi  europei: rapporto di Amnesty su Azerbaigian"},"content":{"rendered":"<p>Minacce, aggressioni fisiche e arresti nei confronti di chi critica il governo sono diventati il tratto dominante dell\u2019Azerbaigian, il paese che si appresta a ospitare i primi Giochi europei. Lo ha dichiarato oggi Amnesty International, in un rapporto diffuso a 100 giorni dalla cerimonia d\u2019apertura.<\/p>\n<p>Il rapporto, intitolato \u201cColpevoli di aver difeso i diritti umani: difensori e attivisti in carcere\u201d, mette in luce la crescente persecuzione nei confronti di chi critica il governo attraverso false accuse, pestaggi, minacce e il diniego di cure mediche e assistenza legale.<\/p>\n<p>\u201cNessuno dovrebbe lasciarsi ingannare dallo sfarzo e dal fascino dello spettacolo internazionale che l\u2019Azerbaigian sta allestendo per darsi una reputazione senza macchia e attrarre investimenti stranieri. Il suo governo \u00e8 tra i pi\u00f9 repressivi in Europa e sarebbe certamente sul podio se fosse in palio una medaglia per il maggior numero di attivisti e difensori dei diritti umani dietro le sbarre\u201d \u2013 ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International.<\/p>\n<p>Almeno 22 prigionieri di coscienza stanno attualmente languendo in carcere, condannati o in attesa di processo per accuse fabbricate che vanno dalla frode all\u2019appropriazione indebita, dalla droga al tradimento.<\/p>\n<p>Nel giugno 2014, di fronte all\u2019Assemblea parlamentare del Consiglio d\u2019Europa, il presidente Aliyev aveva dichiarato che nel suo paese le libert\u00e0 d\u2019espressione, di associazione e di manifestazione erano garantite.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 diversa: da allora, vi sono stati oltre 90 casi di minacce, intimidazioni, arresti arbitrari e processi per motivi politici nei confronti di difensori dei diritti umani, giornalisti e altri che hanno osato criticare il governo. Coloro che avevano denunciato le violazioni dei diritti umani di fronte all\u2019Assemblea parlamentare del Consiglio d\u2019Europa sono stati i primi, nel giro di poche settimane e uno dopo l\u2019altro, a essere arrestati.<\/p>\n<p>\u201cGli ultimi arresti hanno praticamente paralizzato la societ\u00e0 civile e chiuso ogni spazio per la libert\u00e0 d\u2019espressione, segnando il momento peggiore nella storia dei diritti umani dall\u2019indipendenza del paese\u201d \u2013 ha sottolineato Dalhuisen.<\/p>\n<p>Leyla Yunus, 60 anni, difensora dei diritti umani e una delle pi\u00f9 autorevoli e note voci critiche dell\u2019Azerbaigian, \u00e8 stata arrestata nel luglio 2014, pochi giorni dopo aver chiesto il boicottaggio dei Giochi europei a causa della pessima situazione dei diritti umani nel paese.<\/p>\n<p>Da sei mesi \u00e8 detenuta in condizioni assai dure, che hanno aggravato i suoi problemi di salute, tra cui il diabete e l\u2019epatite C. Secondo quanto ha riferito al suo avvocato, in una circostanza Leyla Yunis \u00e8 stata trascinata fuori dalla sua cella e portata in una stanza vuota, gettata a terra e presa a calci. In un\u2019altra occasione, un gruppo di uomini le ha rivolto gesti minacciosi e osceni.<\/p>\n<p>Leyla Yunus \u00e8 accusata di tradimento, attivit\u00e0 economiche illegali, evasione fiscale, abuso di autorit\u00e0, frode e falsificazione. Queste accuse fabbricate e motivate politicamente sono il risultato delle nuove regole introdotte dal governo per chiudere le organizzazioni non governative e imprigionare i loro dirigenti.<\/p>\n<p>La repressione nei confronti dei giornalisti<br \/>\nLe autorit\u00e0 azere hanno intensificato la repressione nei confronti dei giornalisti che criticano il governo. Khadija Ismayilova, pluripremiata giornalista d\u2019inchiesta, \u00e8 stata arrestata il 5 dicembre 2014 sulla base della grottesca accusa di aver incitato al suicidio un ex collega.<\/p>\n<p>Khadija Ismayilova aveva diffuso una lista di prigionieri politici e stava indagando sulle voci di legami tra la famiglia del presidente Aliyev e un lucroso progetto edilizio nella capitale Baku. In precedenza, aveva ricevuto minacce di morte anonime secondo le quali se non avesse abbandonato le sue inchieste sarebbero state diffuse sue foto intime, probabilmente scattate da agenti governativi introdottisi nella sua abitazione.<\/p>\n<p>Accuse pretestuose di droga e teppismo contro giovani attivisti<br \/>\nLe autorit\u00e0 prendono di mira anche i giovani attivisti che si schierano contro il governo, accusandoli di reati di droga o di teppismo. Le accuse mosse nei loro confronti per poterli arrestare sono molto discutibili e del resto le domande negli interrogatori riguardano per lo pi\u00f9 le loro idee politiche.<\/p>\n<p>Faraj Karimov, un noto blogger, ha denunciato di essere stato picchiato dalla polizia perch\u00e9 firmasse un verbale in cui ammetteva reati di droga e che, se non lo avesse fatto, avrebbero fatto trovare delle armi nell\u2019abitazione dei suoi genitori.<\/p>\n<p>Risulta in aumento anche la violenza nei luoghi di detenzione. Orkhan Eyyubzade, 19 anni, attivista per la democrazia, \u00e8 stato aggredito da due agenti di polizia mentre stava scontando una condanna a 20 giorni di detenzione amministrativa per una riunione pacifica \u201cnon autorizzata\u201d. Ha dichiarato al suo avvocato che gli agenti lo hanno costretto a sdraiarsi a pancia in gi\u00f9, lo hanno ammanettato dietro la schiena, gli hanno sfilato le mutande, lo hanno preso a calci e pugni e minacciato di stupro con una bottiglia. Sulla sua denuncia non \u00e8 stata svolta alcuna indagine significativa. Al contrario, il ragazzo \u00e8 stato accusato di aver assalito gli aggressori ed \u00e8 stato condannato a due anni di carcere.<\/p>\n<p>\u201cCon gli occhi puntati sui petrodollari dell\u2019Azerbaigian, la comunit\u00e0 internazionale \u00e8 colpevolmente silente sulle tattiche repressive in auge nel paese e sulle violazioni dei diritti umani. \u00c8 un orribile segno di vista corta e un pessimo atteggiamento verso coloro che si trovano in carcere\u201d \u2013 ha commentato Dalhuisen.<\/p>\n<p>Amnesty International chiede alle autorit\u00e0 azere di rilasciare immediatamente e senza condizioni tutti i prigionieri di coscienza e di indagare a fondo e in modo efficace sulle denunce di maltrattamenti ad opera di agenti statali e non statali. L\u2019organizzazione per i diritti umani chiede inoltre che cessino le minacce e le incriminazioni ai danni di persone che hanno solamente esercitato il loro diritto alla libert\u00e0 di espressione e di associazione.<\/p>\n<p>Il rapporto \u201cColpevoli di aver difeso i diritti umani: difensori e attivisti in carcere\u201d \u00e8 disponibile in lingua inglese all\u2019indirizzo: <span style=\"color: blue; font-family: sans-serif; font-size: small;\">https:\/\/www.amnesty.org\/en\/documents\/eur55\/1077\/2015\/en\/<\/span><span style=\"font-family: sans-serif; font-size: small;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Minacce, aggressioni fisiche e arresti nei confronti di chi critica il governo sono diventati il tratto dominante dell\u2019Azerbaigian, il paese che si appresta a ospitare i primi Giochi europei. 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