{"id":166802,"date":"2015-03-02T13:08:31","date_gmt":"2015-03-02T13:08:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=166802"},"modified":"2015-03-02T13:08:31","modified_gmt":"2015-03-02T13:08:31","slug":"colera-in-mozambico-una-situazione-preoccupante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/03\/colera-in-mozambico-una-situazione-preoccupante\/","title":{"rendered":"Colera in Mozambico: una situazione preoccupante"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Parla Ruggero Giuliani, coordinatore medico di MSF in Mozambico:<em>&#8220;<\/em><\/strong><strong><em>Solo l\u201984% della popolazione urbana e il 37% della popolazione rurale hanno accesso a fonti d&#8217;acqua potabile.\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>In Mozambico si registrano casi di colera dallo scorso dicembre, ma a febbraio l&#8217;epidemia si \u00e8 rapidamente diffusa, contagiando circa 3.500 persone e uccidendone 37. Nella provincia occidentale di Tete, attualmente il fulcro dell&#8217;epidemia, la situazione \u00e8 preoccupante. <\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ruggero Giuliani, coordinatore medico di MSF in Mozambico, ci spiega.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Qual \u00e8 la portata dell\u2019epidemia di colera in corso in Mozambico?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Delle tre province colpite dal colera (Nampula, Niassa e Tete) la situazione di Tete \u00e8 la pi\u00f9 preoccupante, per numero di casi (1.826 su 3.500), per numero di decessi (24 su 37) e per la velocit\u00e0 di aumento del numero di casi. Un fattore aggravante \u00e8 che Tete, contrariamente alle altre province, non ha subito epidemie di colera dal 2009, il che significa che gran parte della popolazione \u00e8 priva dell\u2019immunit\u00e0 protettiva contro il batterio ed \u00e8 quindi maggiormente a rischio contagio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C&#8217;\u00e8 il rischio di una nuova epidemia di colera su ampia scala, come quella del 2008\u00a0?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tete \u00e8 una regione di snodo per i viaggi. Le persone si spostano di frequente, condividono lingue e culture attraverso le frontiere tra Mozambico, Malawi e Zimbabwe, e vengono in cerca delle opportunit\u00e0 economiche offerte dal recente boom minerario a Tete e nei dintorni. Questa elevata mobilit\u00e0 aumenta il rischio che l\u2019epidemia viaggi insieme alle persone. Sono stati registrati circa trenta casi in Malawi, a quanto pare da lavoratori di ritorno dal Mozambico. Due di loro sono deceduti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, siamo ancora ben lontani dai numeri dell\u2019epidemia del 2008, che ha ucciso oltre 4.000 persone nella regione. Vanno prese rapide e concrete soluzioni\u00a0 per ridurre al minimo il rischio di diffusione. Il primo passo da fare \u00e8 la messa a punto di un sistema di sorveglianza ben funzionante per valutare dove e come la malattia si stia diffondendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come vengono trattati i pazienti di colera<\/strong>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La maggior parte dei casi di colera pu\u00f2 essere trattata con successo reidratando il paziente, per via orale o, nei casi pi\u00f9 gravi, per via endovenosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MSF ha costruito e gestisce, insieme al Ministero della Salute del Mozambico, due grandi centri di trattamento del colera a Tete (150 posti letto) e a Moatize (45 posti letto), che stanno lavorando a pieno regime. \u00c8 anche importante decentralizzare le cure per il colera, portandole il pi\u00f9 vicino possibile alle comunit\u00e0 colpite per consentire diagnosi e trattamenti pi\u00f9 rapidi nei casi lievi, il che \u00e8 fondamentale per ridurre la gravit\u00e0 della malattia nei singoli pazienti. Ma questo decentramento non \u00e8 ancora iniziato, anche per la difficolt\u00e0 di trovare risorse umane sufficienti per presidiare i centri, e il trattamento rimane accessibile solo relativamente lontano dai focolai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa si sta facendo sul fronte della prevenzione?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le misure di prevenzione sono importanti quanto il trattamento dei casi, perch\u00e9 hanno un impatto diretto sulla durata e la gravit\u00e0 dell&#8217;epidemia. Un\u2019epidemia di colera in genere dura da uno a tre mesi. Il colera si diffonde attraverso l&#8217;acqua contaminata, che \u00e8 il motivo per cui le comunit\u00e0 pi\u00f9 colpite sono in genere anche le pi\u00f9 vulnerabili, con difficolt\u00e0 di accesso all\u2019acqua pulita e scarse condizioni igienico-sanitarie. Con servizi igienico-sanitari adeguati, un&#8217;epidemia di colera non \u00e8 molto probabile. Ma <strong>in Mozambico solo l\u201984% della popolazione urbana e il 37% della popolazione rurale hanno accesso a fonti d&#8217;acqua potabile.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Attualmente a Tete i focolai dell\u2019epidemia sono le baraccopoli situate lungo il fiume.<\/strong> Ma poich\u00e9 sono state edificate su duri terreni rocciosi \u00e8 molto difficile costruire latrine, un elemento cruciale, perch\u00e9 i batteri si diffondono attraverso le feci contaminate. MSF sta supportando il Ministero della Salute attraverso la sensibilizzazione della popolazione al rischio colera e alla sua corretta prevenzione, la ricerca attiva dei nuovi casi nella comunit\u00e0 per limitarne la diffusione e la disinfezione dell\u2019acqua potabile, con speciali procedure, tramite l\u2019aggiunta di cloro capace di uccidere il batterio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parla Ruggero Giuliani, coordinatore medico di MSF in Mozambico:&#8220;Solo l\u201984% della popolazione urbana e il 37% della popolazione rurale hanno accesso a fonti d&#8217;acqua potabile.\u201d In Mozambico si registrano casi di colera dallo scorso dicembre, ma a febbraio l&#8217;epidemia 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