{"id":1653130,"date":"2022-09-05T14:42:45","date_gmt":"2022-09-05T13:42:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1653130"},"modified":"2022-09-05T14:55:35","modified_gmt":"2022-09-05T13:55:35","slug":"la-meloni-possibile-primo-ministro-come-siamo-arrivati-a-tanto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/09\/la-meloni-possibile-primo-ministro-come-siamo-arrivati-a-tanto\/","title":{"rendered":"La Meloni possibile primo ministro? Come siamo arrivati a tanto?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Noto nei militanti e simpatizzanti della sinistra antagonista un certo sgomento rispetto\u00a0 alla possibilit\u00e0 che la prima donna presidente del consiglio della repubblica nata dalla resistenza, possa essere una esponente di una estrema destra, pi\u00f9 o meno erede del tragico ventennio. La cosa \u00e8 ancora pi\u00f9 lacerante per chi, come il sottoscritto, ha iniziato la sua militanza per \u201ccambiare il mondo\u201d sulle barricate del \u201cmitico\u201d 68, e non era certo la miseria di questo tempo presente ci\u00f2 che il nostro giovane entusiasmo idealista si aspettava da un futuro pensato al contrario come radioso.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Come \u00e8 potuto accadere? Se cerchiamo una risposta esaustiva e conclusiva, credo che non possiamo che dire semplicemente: Non lo sappiamo! Tuttavia cercare di capire, anche cogliendo tutte le possibili suggestioni, credo sia un dovere che abbiamo, (stavo per dire di fronte alla storia, ma in verit\u00e0, molto pi\u00f9 banalmente) di fronte a noi stessi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La prima cosa che salta agli occhi, prima ancora della sconfitta della sinistra antagonista, \u00e8 la completa trasformazione in senso non progressista e non riformista della sinistra tradizionale. Il Partito Democratico, fin dalla sua nascita come PDS, con la cancellazione del termine \u201ccomunista\u201d, sceglieva di reagire alla fine del suo riferimento storico-politico (caduta del muro) e del suo riferimento sociale (l\u2019operaio fordista), con l\u2019adesione, totale e acritica, al modello occidentale liberal democratico, immaginato ancora nella logica progressista ( e \u201cprogressiva\u201d nell\u2019ottica togliattiana) della nostra Costituzione, ma in realt\u00e0 praticato sin dagli anni ottanta, come neo liberismo egoistico e competitivo. Alle origini della Seconda Repubblica questa (non pi\u00f9)sinistra si \u00e8 resa protagonista dello smantellamento del Welfare, e della svendita ai privati della nostra poderosa industria di Stato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Oggi il PD \u00e8, a casa nostra, il pi\u00f9 organico rappresentante degli interessi e delle politiche atlantiste, filo occidentali e filo statunitensi, in modo pi\u00f9 affidabile delle stesse destre. Ne fa testo la totale adesione ai due principali assiomi della <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">governance <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">globalista dell\u2019Occidente. LA GUERRA come scelta di ultima istanza delle relazioni internazionali, e di cui il PD si \u00e8 fatto paladino nei recenti fatti della guerra per procura in Ucraina. Ed ancora la completa adesione al RIGORISMO ECONOMICO, inteso come radicale adesione alle logiche del debito, come strumento di controllo politico e ricatto nei confronti degli Stati, delle comunit\u00e0 e dei singoli, da parte dell\u2019ordine e del dominio della finanza globale, vero volto del capitalismo della nostra era.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019ascesa delle destre comincia con la resa e la mutazione genetica della sinistra istituzionale! Questo per altro rende del tutto fuori luogo qualunque appello per il \u201cvoto utile\u201d, cosa che per altro lo stesso PD, ad ogni appuntamento elettorale, si guarda bene dal fare, rifiutando qualunque rapporto con le forze alla sua sinistra, e addirittura rifiutando oggi ogni possibile approccio con forze come i pentastellati. Insomma per il PD che la destra\u00a0 reazionaria vada al potere sembra quasi non essere un problema del quale preoccuparsi pi\u00f9 di tanto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma tutto questo non basta ancora a spiegare l\u2019ascesa della destra estrema. Cerchiamo lumi allora guardando al programma elettorale, ma soprattutto cercando di capire come l\u2019italiano medio percepisce posizioni e valori in campo, dichiarando subito che il nostro \u00e8 solo un tentativo senza garanzie di risposte definitive, e forse a volte neanche del tutto chiaramente definite.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Partiamo dunque dal programma delle destre, a quanto pare, oggi in grande ascesa. Omettiamo una serie di passaggi che hanno poco spazio nei dibattiti pubblici in vista del voto, e concentriamoci sulle questioni essenziali. Ci sono due aspetti dirompenti nelle intenzioni di governo di Meloni e compagni (anzi camerati): FLAT TAX e PRESIDENZIALISMO. Abbiamo gi\u00e0 scritto altrove che questi punti rappresentano di fatto il totale stravolgimento del senso della nostra Costituzione. Come prenderla e buttarla via. Ma sul piano delle ricadute elettorali?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Non credo che il presidenzialismo sia visto dall\u2019elettore medio come un pericolo. La stessa preoccupazione per una possibile svolta autoritaria di un governo di destra \u00e8 avvertita solo dall\u2019elettore di ceto medio e con \u201cmemoria storica\u201d. L\u2019elettore medio ha un\u2019idea molto vaga di concetti come fascismo, dittatura o svolta autoritaria, e comunque non li percepisce come questioni che possano appartenere al nostro immediato futuro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La flat tax, che \u00e8 un evidente regalo ai pi\u00f9 ricchi, dovrebbe determinare una reazione nei ceti pi\u00f9 poveri. Ma non \u00e8 cos\u00ec! Io credo ch\u00e9 l\u2019idea che qualche altro venga agevolato pesa poco se non sei tu a dovere direttamente pagare. Certo sappiamo tutti benissimo che meno gettito fiscale significa meno servizi, meno istruzione e meno prestazioni sanitarie. Ma forse la gente pensa che tanto scuola e sanit\u00e0 sono gi\u00e0 agonizzanti da tempo e c\u2019\u00e8 poco da difendere.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Potremmo continuare su altri punti programmatici, ma sinceramente penso che non servirebbe a molto. Sono infatti convinto che in realt\u00e0 l\u2019elettore tipo non sceglie, nella maggioranza dei casi, secondo calcoli puramente razionali inerenti ai punti programmatici, spesso complessi e poco comprensibili, delle forze in campo, ma molto di pi\u00f9 secondo l\u2019intreccio di suggestioni che condizionano il momento o la specificit\u00e0 della fase. Ma per capire chi \u00e8 l\u2019elettore medio di oggi occorre fare un passo indietro.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">dagli anni novanta, con la cosiddetta fine delle \u201cideologie\u201d, ma poi segnatamente a partire dalla crisi del 2008, che il rapporto organico, e in qualche modo di consonanza ideale e strategica, che legava i Partiti ai loro bacini elettorali, si \u00e8 prima via via deteriorato, per implodere poi definitivamente. Durante la Prima Repubblica questo rapporto si era mantenuto abbastanza saldo, come previsto implicitamente dalla nostra Costituzione e dalla \u201cdottrina Mortati\u201d. I partiti come interpreti delle aspirazioni e dei valori delle classi e dei vari ceti sociali, verso ipotesi di governo e assetti istituzionali di lungo periodo. Non \u00e8 un caso che ad ogni tornata elettorale, le variazioni percentuali tra i vari contendenti erano minime.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La vittoria del neoliberismo e la sconfitta di tutte le sue possibili alternative, pi\u00f9 o meno \u201crivoluzionarie\u201d, ci ha condotto oggi verso una sorta di navigazione a vista: Nel nostro paese inoltre tutto questo si \u00e8 prodotto parallelamente ad una interminabile situazione di grande difficolt\u00e0 economica, come un sorta di tunnel dal quale non si vede, neppure ipoteticamente, alcuna via d\u2019uscita. I dati a questo proposito parlano chiaro e sono sconfortanti: Dal punto di vista politico e sociale e non solo economico, la storia della seconda Repubblica non pu\u00f2 che essere considerata un fallimento, che oseremmo definire totale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In economia, fin dagli anni novanta abbiamo perso con lo smantellamento dell\u2019industria di Stato, di cui abbiamo gi\u00e0 parlato, la nostra peculiarit\u00e0. \u00c8 iniziata allora una caduta culminata con la crisi del 2008, che ha investito l\u2019economia mondiale, ma rispetto alla quale noi siamo il solo paese dell\u2019OCSE\u00a0 a non avere raggiunto ad oggi i livelli del PIL precedenti alla crisi. Le PMI che costituivano l\u2019orgoglio del nostro paese sono in evidente difficolt\u00e0, e molte sono stabilmente entrate nel ciclo produttivo dell\u2019economia tedesca. I nostri salari sono tra i pi\u00f9 bassi d\u2019Europa, sia riguardo ai lavori non qualificati sia rispetto ai lavori pi\u00f9 professionalizzati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Questa situazione ha anche prodotto la peggiore classe politica che il nostro paese abbia mai avuto. Incapace di darsi una seria legge elettorale a trent\u2019anni dalla fine della prima Repubblica. Impastoiata nel pi\u00f9 becero populismo. Con un sistema dei partiti lontano anni luce da quello pensato dai Padri costituenti, caratterizzato da personalismi e <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">leaderismi<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> e da cordate il cui unico scopo \u00e8 restare saldamente attaccati alla poltrona.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La sensazione che si ha, a questo punto, \u00e8 che ci troviamo di fronte a qualcosa che non ha pi\u00f9 nulla a che vedere con il concetto classico di \u201ccrisi\u201d, che si riferisce sempre a qualcosa comunque di limitato nel tempo, e che ha nel suo stesso concetto l\u2019idea del superamento (etimologicamente crisi rimanda al \u201ctempo della decisione\u201d). Oggi ci troviamo piuttosto in una situazione che il cittadino medio italiano vive (pi\u00f9 o meno coscientemente) come\u00a0 DECADENZA: Una condizione cio\u00e8 fissata nel tempo e che non ammette speranze di reversibilit\u00e0, almeno nel breve e medio periodo, e che quindi non lascia intravedere possibili uscite o vie di fuga.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Di fronte a tutto questo oggi l\u2019italiano medio si sente come spaesato ed avvilito da una sorta di cronica mancanza di speranze e di prospettive, che produce una totale estraneit\u00e0 e completa sfiducia nella classe politica, rispetto alla quale tuttavia, in mancanza di solide e razionali ipotesi alternative, si reagisce con un atteggiamento puramente negativo. Una sorta di \u201cDobbiamo cambiare tutto\u201d ma in realt\u00e0 senza sapere come, che porta al disinteresse e all\u2019astensionismo elettorale, in costante crescita, o peggio alla ricerca dell\u2019uomo giusto che far\u00e0 giustizia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La classe politica ha capito e sfruttato questa situazione con ipotesi populiste e promesse di totale cambiamento, anzi di vero e proprio ribaltamento dell\u2019esistente, ovviamente molto urlate e quasi per nulla reali. La storia delle ultime tornate elettorali \u00e8 una perfetta esemplificazione di questo stato di cose. Prima \u00e8 stata la volta di Renzi, che ancora all\u2019interno di un partito tradizionale, ha catturato il dissenso diffuso e confuso dell\u2019elettorato con la promessa di \u201crottamare\u201d politica e politici tradizionali. Poi, alla successiva tornata elettorale, si \u00e8 fatto un ulteriore passo in avanti con gli espliciti \u201cvaffa\u201d di Beppe Grillo, e con la promessa di aprire il parlamento come una scatoletta. Naturalmente tutto \u00e8 sempre caduto nel nulla e nella generale disillusione, in attesa di un nuovo sproloquio antisistema che catturasse l\u2019attenzione di un elettorato sempre pi\u00f9 deluso e sempre pi\u00f9 confusamente contro tutto e tutti. Ed oggi? Cosa c\u2019entra l\u2019ascesa delle destre con questi precedenti?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Oggi siamo al fondo del barile! La possibile vittoria delle destre potrebbe significare una sorta di ulteriore passo verso il baratro. La rabbia qualunquista e antisistema che dall\u2019occasionale populismo senza veri contenuti approda verso una destra che invece ha un preciso (e terribile) passato e precise ipotesi di <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">governance <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">e contenuti chiari e ormai storicizzati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Potrebbe esserci una logica tragica e catastrofica in tutto questo (usiamo il condizionale di dubbio e di speranza). Il punto d\u2019arrivo del malessere sociale degli italiani che dall\u2019iniziale smarrimento approda verso la nostalgia per la perdita di un passato pensato, anche in senso \u201cmitico\u201d, come migliore, da opporre ad un incerto futuro da scongiurare. Una risposta sbagliata al giusto bisogno di un maggiore senso di protezione. Possibili scelte condivise che consistono sostanzialmente in una sorta di involuzione culturale, caratterizzata dal ritorno alle origini. La pretesa della riscoperta, spesso del tutto falsata, della propria storia collettiva e dei valori che si presuppone l\u2019abbiano determinata.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Riscoprire il proprio passato e ri-attraversarlo, anche in modo critico, \u00e8 cosa buona e giusta. Ma compattarsi intorno ad una presunta identit\u00e0 originaria, vissuta nei modi di un identitarismo escludente e puramente difensivo e tradizionalista, \u00e8 il sintomo di un grave malessere, che il richiudersi difensivamente in se stessi non pu\u00f2 che aggravare producendo avversione per \u201cl\u2019altro\u201d e per \u201cil diverso\u201d che finiscono col diventare la causa di tutti i nostri mali. Il capo espiatorio. Il nemico sul quale scaricare tutte le nostre frustrazioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La destra estrema, agitando i vessilli della patria perduta, della nazione umiliala, del bisogno di rivincita contro chi ci ha mortificato, ha da sempre avuto la capacit\u00e0 di sfruttare le situazioni storiche pi\u00f9 precarie e critiche, per affermare un ordine senza libert\u00e0 e senza dissenso, cementato sui presunti valori di un passato mitico del popolo e della nazione che andava restaurato. Cos\u00ec sono nati il fascismo in Italia ed il nazismo in Germania, sulla scorta delle catastrofi figlie del primo conflitto mondiale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Oggi ancora una volta, e come allora, il nostro paese \u00e8 probabilmente l\u2019anello debole, il punto della possibile rottura di una situazione di crisi e vera e propria decadenza, che attraversa tutto l\u2019occidente. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> bene precisare che nessuno pensa al ritorno del fascismo storico o al riprodursi delle dittature militari del dopo guerra. Ci riferiamo piuttosto alla nascita, un po\u2019 ovunque in Europa come negli USA,\u00a0 di movimenti di destra, pi\u00f9 o meno aggressivi, reazionari, tradizionalisti e fortemente identitari, che insistono sulla necessit\u00e0 di riscoprire i vecchi valori del cristianesimo pi\u00f9 retrivo e di stampo medievale, legato alla cosiddetta famiglia tradizionale, al ruolo del capo famiglia e alla subordinazione della donna e dei figli. Legati alla logica delle gerarchie ben definite, come alla rigidit\u00e0 dei comportamenti ammessi secondo codici che si pretendono legittimati da discutibili radici profondamente affondate in un passato, che va difeso contro la modernit\u00e0, che \u00e8 rappresentata da un insieme di valori disgreganti da combattere ed \u00e8 incarnata da uomini, (traditori in patria o minacciosi stranieri ai nostri confini), che rappresentano semplicemente il nemico da combattere e distruggere.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Se il problema, come reazione ad una significativa perdita di potere e di prestigio dell\u2019occidente a livello planetario, si presenta in modo diffuso, solo in alcuni paesi pi\u00f9 marginali ha gi\u00e0 raggiunto il potere insediandosi nella stanza del comando. Cos\u00ec in Polonia e soprattutto in Ungheria.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ora per\u00f2 la svolta potrebbe riguardare l\u2019Italia, paese di grande e gloriosa cultura e storicamente centrale nella storia dell\u2019Europa e dell\u2019intero Occidente. Una svolta culturale, anche oltre ogni contenuto da programma elettorale: La lotta contro i migranti, irrazionalmente vissuti come occupanti che minano le nostre tradizioni, e si appropriano delle nostre ricchezze; Il bisogno di certezze valoriali di antica memoria nei rapporti sociali e personali contro la paura, presupposta disgregatrice, delle nuove identit\u00e0 (omosessuali, comunit\u00e0 LGBT, ecc); Il sospetto verso qualsivoglia nuova postura intellettuale o di nuova socialit\u00e0; L\u2019avversione (per la verit\u00e0 non senza ragioni) verso l\u2019UE e le istituzioni economiche globali che spingono verso il baratro la nostra economia. Tutto \u00e8 parte della paura, e trova una sponda nella dimensione fortemente identitaria, sciovinista, tradizionalista e sostanzialmente razzista della destra.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Certo va sottolineato come probabilmente alle prossime elezioni l\u2019astensionismo potrebbe arrivare a quote prossime al 50% degli aventi diritto. Una maggioranza alle due camere, anche schiacciante e forse pure superiore ai due terzi dei parlamentari, potrebbe essere il frutto del consenso di un solo elettore su quattro degli aventi diritto. Va detto tuttavia che purtroppo anche l\u2019astensionismo \u00e8 parte del problema. Nella ormai cronica sfiducia nelle istituzioni; Nella sensazione che ormai nessuno pu\u00f2 invertire la tendenza; Nel lasciar fare alle destre che magari non risolveranno nulla, ma tanto non c\u2019\u00e8 nulla che si possa risolvere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Si potr\u00e0 obiettare che la mia \u00e8 solo un\u2019ipotesi coniugata nei suoi esiti peggiori. Verissimo! Ma certamente la crisi di fiducia nel progresso \u00e8 radicata in Italia (come nell\u2019intero occidente) e sulle probabilit\u00e0, sul breve e sul lungo periodo, dell\u2019avverarsi delle sue conseguenze pi\u00f9 deleterie e pericolose, si pu\u00f2 discutere quanto si vuole, ma nessuno pu\u00f2 ignorarle.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In conclusione: Che fare? Purtroppo dalle istituzioni e dall\u2019alto non pu\u00f2 venire nessun aiuto. La presunta sinistra del Partito Democratico, come ho cercato di spiegare all\u2019inizio di questo scritto, non potr\u00e0 mai essere parte della soluzione, per la semplice ragione che \u00e8 piuttosto parte del problema.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La sinistra antagonista conta poco, ma alla fine \u00e8, almeno potenzialmente, l\u2019unica speranza che abbiamo. Ci vuole al contempo realismo e capacit\u00e0 di sognare. Modestia e capacit\u00e0 di decisione. Dibattito serrato ma il massimo di disponibilit\u00e0 unitaria. Consapevolezza che le moltitudini sono lontane, ma fiducia di poterle agganciare con le giuste parole e i giusti obiettivi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sar\u00e0 facile? No! <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> pi\u00f9 probabile la sconfitta? Si! Dobbiamo lo stesso crederci e provarci? Assolutamente si! Perch\u00e9 questo \u00e8 il solo mondo che abbiamo e la sola casa che possiamo abitare, ed \u00e8 nostro dovere sperare nel futuro contro la decadenza e contro la deriva dei tristi tempi che viviamo, D\u2019altra parte quali altre alternativa abbiamo?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Noto nei militanti e simpatizzanti della sinistra antagonista un certo sgomento rispetto\u00a0 alla possibilit\u00e0 che la prima donna presidente del consiglio della repubblica nata dalla resistenza, possa essere una esponente di una estrema destra, pi\u00f9 o meno erede del tragico&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2068,"featured_media":1653141,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56,162,55],"tags":[105278,98216,35721,105279],"class_list":["post-1653130","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura","category-opinioni","category-politica","tag-che-fare","tag-editoriale","tag-flat-tax","tag-presidenzialismo-meloniano"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La Meloni possibile primo ministro? 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