{"id":1601674,"date":"2022-06-10T11:16:16","date_gmt":"2022-06-10T10:16:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1601674"},"modified":"2022-06-11T13:26:41","modified_gmt":"2022-06-11T12:26:41","slug":"che-cosa-pensano-gli-ucraini-della-guerra-una-testimonianza-fuori-dal-coro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/06\/che-cosa-pensano-gli-ucraini-della-guerra-una-testimonianza-fuori-dal-coro\/","title":{"rendered":"Che cosa pensano gli ucraini della guerra? Una testimonianza fuori dal coro"},"content":{"rendered":"<p><em>Abbiamo intervistato come Europa per la Pace un italiano che vive in Ucraina e che per motivi di sicurezza preferisce rimanere anonimo. Molto ben informato sugli avvenimenti, ci mostra la grande necessit\u00e0 di pace che ha la gente e a chi finiscono gli aiuti umanitari dell&#8217;Occidente..<\/em><\/p>\n<p><strong>Lei vive in una zona dell&#8217;Ucraina non colpita direttamente dalla guerra. Come si svolge la vita quotidiana?<\/strong><\/p>\n<p>Prima una precisazione dovuta e necessaria: nessuno qui \u00e8 russofono o pro-Putin. Si sa che Putin \u00e8 un \u201cdittatore\u201d. Tutti qui amano l\u2019Ucraina e vogliono la pace.<\/p>\n<p>In questa zona, centro e ovest del paese, la guerra la si sente solo via televisione e via radio. Ogni tanto passa un aereo e poche volte lo si vede a bassa quota. Sappiamo di strutture militari colpite dai missili russi, ma non abbiamo mai percepito un reale pericolo. La guerra, quindi, ha agito nella quotidianit\u00e0 esclusivamente negli aspetti dell\u2019economia famigliare e lavorativa. Ad esempio, il carburante viene razionato (5 litri al giorno per ogni mezzo) e spesso viene a mancare per pi\u00f9 giorni. La fila per fare benzina a volte dura qualche giorno, perch\u00e9 il distributore finisce quanto ha a disposizione in prima mattinata e le auto vengono lasciate al loro posto in attesa dell\u2019arrivo delle cisterne. Questo vuol dire che non c\u2019\u00e8 carburante per spostarsi in auto se non in casi di estrema necessit\u00e0, ma soprattutto non c\u2019\u00e8 carburante per i trattori, per le barche, per i camion, per gli autobus locali (ridotti a uno al giorno mentre prima ce n\u2019erano otto). Da questo punto di vista la forza lavorativa \u00e8 decimata.<\/p>\n<p>Le scuole hanno lavorato con lezioni via Internet per tutto l\u2019anno per via del corona virus e hanno proseguito cos\u00ec durante questi mesi di guerra. Ieri era l\u2019ultimo giorno per molti studenti e le cerimonie scolastiche si sono tenute come se non ci fosse una guerra in corso.<\/p>\n<p>I prezzi dei beni sono raddoppiati da circa due mesi. Talvolta mancano sale e farina. Ci sono giorni in cui gli alimentari sono semi vuoti, altri in cui tornano alla normalit\u00e0.<\/p>\n<p>Il vero problema sociale \u00e8 il lavoro. La guerra in questa zona ha creato un problema di occupazione. L\u2019incertezza sul futuro ha di fatto ridotto gli investimenti e aumentato la chiusura di molte attivit\u00e0. Se poi si aggiunge che molti uomini sono stati precettati per il servizio militare, dal punto di vista sociale il risultato \u00e8 disastroso.<\/p>\n<p>Tuttavia tutti si danno da fare e ciascuno fa la sua parte. La vita procede normalmente. I bar, alcuni ristoranti e il cinema sono talvolta aperti. La domenica i mercati pullulano di gente. La discoteca \u00e8 aperta venerd\u00ec e sabato. Si \u00e8 pi\u00f9 poveri e c\u2019\u00e8 meno cibo sul tavolo di casa a cena. In questo senso si \u00e8 consapevoli che il Paese \u00e8 in guerra.<\/p>\n<p><strong>Ma quindi gli aiuti dall\u2019Europa non sono arrivati?<\/strong><\/p>\n<p>Sono arrivati, ma al mercato nero, non alla popolazione. Molti beni alimentari mandati dall\u2019Europa sono in vendita presso i negozi, o al mercato rionale. La pasta Barilla, ad esempio, si vende invece di essere fornita a chi ne ha bisogno. Lo stesso vale per i vestiti inviati in questi mesi: salvo rari casi, sono tutti in vendita presso le bancherelle. Nessuno ha organizzato la distribuzione e messa in sicurezza dei beni inviati e il resto si spiega da solo.<\/p>\n<p>Neanche il governo ha inviato aiuti in queste zone. Molti ospedali sono senza personale. Non c\u2019\u00e8 stato alcun aiuto sociale per le famiglie, nemmeno per quelle che hanno i propri cari al fronte per difendere il Paese. Molti militari arruolati negli ultimi tre mesi non hanno ancora percepito il promesso pagamento mensile. Molti si chiedono dove sono finiti i fondi di solidariet\u00e0 inviati dal mondo. Di certo non alle famiglie o ai militari. Tutti si domandano: dove sono finiti i fondi europei? Dove finiscono gli aiuti umanitari? A chi vanno?<\/p>\n<p>I militari al fronte si lamentano della mancanza di armi e munizioni, con video sinceri sui social liberi da propaganda. Nella nostra zona non tutti gli uomini sono stati precettati perch\u00e9 mancano fucili e tutto quello che servirebbe per farne militari da mandare al fronte. Mancano anche le divise. Dunque, la domanda \u00e8: dove sono tutte le armi fornite dall\u2019Occidente? Dove finiscono i miliardi di sostegno a favore del riarmo dell\u2019Ucraina? Per la sua difesa? Perch\u00e9 a livello militare, possiamo dire senza errore che nulla \u00e8 migliorato se non per le armi specializzate (cannoni, mitragliatrici, razzi e droni). Chi e come gestisce i fondi per i militari? Queste sono domande da farsi e a cui dare risposta quanto prima. Lo dicono tutti i cittadini di questa regione.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i commenti della gente comune riguardo alla guerra?<\/strong><\/p>\n<p>In questa zona, fin dall\u2019inizio della guerra la maggioranza dei cittadini era contraria al modo in cui il governo ha agito. Durante le prime settimane c\u2019erano incredulit\u00e0 e paura, poi si \u00e8 passati alla rabbia. Questo perch\u00e9 la maggioranza dei cittadini, patrioti che amano questo Paese, non comprende la necessit\u00e0 di una guerra nata per l\u2019ingresso nella NATO e per un territorio a sud che poteva benissimo essere gestito quale regione speciale russofona. Molti sono contrari alla NATO e ricordano il bombardamento della Serbia. Tantissimi sanno che nel paese la cultura russa \u00e8 parte integrante della sua struttura: basti pensare che nelle universit\u00e0 di Kharkiv le lezioni sono in russo, non in ucraino. La forzatura compiuta da parte del governo attuale \u00e8 per la maggioranza una cosa incomprensibile e nefasta.<\/p>\n<p>Molti non credono che la Russia voglia conquistare il Paese. Il buon senso dice che se avesse voluto farlo, avrebbe preso subito Kiev e Odessa, bombardandole senza piet\u00e0. Invece, tutti comprendono che la Russia cerca di fare pochi danni (se non nelle zone di guerriglia del sud) e pochi morti fra i civili innocenti. \u00c8 sotto gli occhi di tutti quelli che vivono qui. Le guerre che ricordano i vecchi erano ben diverse.<\/p>\n<p>La gente comune vuole la pace con la Russia. La vuole alleata. Vuole che l\u2019Ucraina resti neutrale riguardo allo scontro Russia\/NATO. La gente comune vuole un accordo che preveda il suo ingresso in Europa, ma non nella NATO (che vede come una iattura). La gente comune vuole vivere in pace e far crescere questo Paese, che negli ultimi anni \u00e8 rimasto al palo in quanto a infrastrutture, libert\u00e0 di pensiero e lotta alla corruzione (che ha raggiunto livelli mai visti negli ultimi vent\u2019anni).<\/p>\n<p><strong>Oltre alle persone che appoggiano le scelte del presidente Zelensky, esiste anche un&#8217;opposizione?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, esiste. Circa un mese fa esisteva anche una stazione radio clandestina che si opponeva alle scelte del governo. Era molto seguita, perch\u00e9 su tutti i canali statali le notizie e le informazioni sono centralizzate dal governo. Questa stazione da circa dieci giorni \u00e8 svanita. Per fare un esempio importante: i media dicono quanti soldati russi sono morti e quanti mezzi militari russi sono stati distrutti, ma nessuno sa quanti soldati ucraini hanno perso la vita e qual \u00e8 la situazione dei mezzi di difesa.<\/p>\n<p>Esistono molteplici canali Telegram che sono gestiti da cittadini ucraini, chiaramente di opposizione. Hanno un coraggio enorme, poich\u00e9 negli ultimi mesi alcuni di loro sono stati arrestati e condannati.<\/p>\n<p><strong>A quali informazioni possono accedere i cittadini? Canali televisivi, Internet&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>I canali televisivi sono stati unificati. Tutte le notizie vengono gestite e fornite da un unico canale governativo, via etere e via Internet, che funziona in quasi tutto il territorio. Grazie alle reti private virtuali si possono per\u00f2 ottenere informazioni anche da altre fonti, comprese quelle russe.<\/p>\n<p><strong>Uno dei motivi con cui la Russia giustifica l&#8217;intervento militare \u00e8 la reazione alle violenze contro la popolazione russa in Ucraina che andrebbero avanti dal 2014. Questo \u00e8 stato un argomento di dibattito durante questi anni?<\/strong><\/p>\n<p>Certamente, specialmente fra i pi\u00f9 giovani, che usano Internet e si informano su canali non strettamente governativi. Come ho gi\u00e0 accennato, molti si chiedono il motivo di tanto astio nei confronti delle zone del Donbass. Quasi tutti i Paesi, compresa l\u2019Italia, hanno aree del proprio territorio dove, dopo la Seconda Guerra Mondiale, ci sono minoranze (o maggioranze) di cultura diversa da quella indicata sulle mappe geografiche. Sono tutelate con leggi speciali e hanno statuti che le rendono zone importanti per il Paese stesso.<\/p>\n<p>Dal 2014 c\u2019\u00e8 stato un crescendo di propaganda di estrema destra nelle scuole e nelle universit\u00e0. Posso testimoniare personalmente questo fatto. Si \u00e8 cercato di creare un clima avverso alla cultura russa e in generale a favore del nazionalismo e della \u201crazza ucraina\u201d. Questo termine pu\u00f2 sembrare ridicolo, ma non per chi ha conosciuto il nazismo del 1940. La televisione non ha mai parlato delle violenze nel Donbass e quando lo ha fatto ha sempre definito \u201cterroristi\u201d coloro che non erano militari ucraini, ma semplici cittadini. Le violenze di Odessa e altre non sono mai state realmente trattate dalla stampa, se non da pochi oppositori che lentamente sono usciti dalla scena mediatica ufficiale.<\/p>\n<p>Al dibattito fra i cittadini, quindi, non ha fatto eco un dibattito politico aperto e franco, anzi. Come si pu\u00f2 vedere in questi mesi, chiunque la pensi diversamente dal governo in carica viene \u201cmarchiato\u201d con termini che insultano la libert\u00e0 e la democrazia. Tutti i gruppi politici non allineati con il Presidente in carica sono stati chiusi con la forza e spesso anche minacciati.<\/p>\n<p>Vorrei sottolineare con forza e fermezza due cose: non \u00e8 propaganda il fatto che \u00e8 una forza di estrema destra a guidare il Paese, in tutte le sue forme; non \u00e8 propaganda il fatto che dal 2014 questo Paese \u00e8 rimasto com\u2019era prima, ma con forti pressioni a svendersi a offerte finanziarie provenienti dai Paesi europei e dagli Stati Uniti. Sono fatti inconfutabili, specialmente per chi vive e lavora qui, a prescindere dal credo politico. Io non sono di \u201csinistra\u201d e non sono \u201ccomunista\u201d e posso affermare con certezza quanto sopra.<\/p>\n<p><strong>Tra gli ucraini che conosce, alcuni sarebbero disposti a cedere territori alla Russia pur di far finire la guerra?<\/strong><\/p>\n<p>Certamente. Come ho detto prima, la maggioranza \u00e8 convinta che la guerra andava evitata trovando un accordo per uno statuto speciale delle zone russofone del Donbass. Ora la maggioranza \u00e8 stufa di questa guerra che assume sempre pi\u00f9 i connotati di una guerra nel nome degli Stati Uniti contro la Russia, per mano del proprio Paese. Per tutti la domanda base \u00e8: che senso ha? Come si fa a pensare di poter vincere contro la Russia? Quanti giovani dovranno ancora morire per un inutile capriccio politico?<\/p>\n<p>Da quanto si sente in queste settimane un numero crescente di famiglie crede che sia ora di fermare le ostilit\u00e0 e concedere alla Russia quanto conquistato, magari con un patto che salvaguardi Odessa e quanto \u00e8 rimasto di ucraino al sud.<\/p>\n<p><strong>Ci sono immigrati extracomunitari nella sua zona? Come vengono trattati dal governo?<\/strong><\/p>\n<p>Non ho informazioni al riguardo. Tuttavia, posso affermare che in tutta l\u2019Ucraina Il razzismo nei confronti degli extracomunitari viene \u201cinsegnato\u201d.\u00a0 Anche in tempo di pace la presenza di extracomunitari era pressoch\u00e9 minima se paragonata a quella in altri paesi dell\u2019Est Europa.<\/p>\n<p><strong>Rispettiamo la sua scelta di rimanere anonimo. Sarebbe davvero pericoloso per lei se si sapesse di questa intervista?<\/strong><\/p>\n<p>Direi proprio di s\u00ec. Chiunque fornisca informazioni diverse da quelle gestite dal governo (e dai suoi uffici), pu\u00f2 essere rintracciato, interrogato e accusato di alto tradimento, anche per aver detto o scritto su Facebook che mancano il sale e la farina nei negozi. Una coppia di amici ucraini \u00e8 stata presa e portata via per quasi sei giorni, solo per aver scritto sui social la verit\u00e0: manca il carburante e non possiamo andare al funerale di nostro nonno che viveva a 200 km da Kiev.<\/p>\n<p>Non ho paura dei cittadini, con i quali si parla apertamente. Ho paura dei militari e dei servizi del governo in carica.<\/p>\n<p>La ringrazio per questo spazio e per il lavoro che svolge. La pace viene sempre al primo posto. E la pace si ottiene tramite mediazioni, negoziati, concessioni e un atteggiamento nettamente contrario alla guerra in ogni sua forma. Tutto ci\u00f2 purtroppo qui non c\u2019\u00e8 stato.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/EuropaPerLaPace\">Europa per la Pace<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo intervistato come Europa per la Pace un italiano che vive in Ucraina e che per motivi di sicurezza preferisce rimanere anonimo. 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