{"id":1591688,"date":"2022-05-26T14:36:17","date_gmt":"2022-05-26T13:36:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1591688"},"modified":"2022-05-26T14:36:17","modified_gmt":"2022-05-26T13:36:17","slug":"la-vera-scienza-non-usa-animali-intervista-a-federica-nin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/05\/la-vera-scienza-non-usa-animali-intervista-a-federica-nin\/","title":{"rendered":"\u201cLa vera scienza non usa animali\u201d. Intervista a Federica Nin"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Il 24 aprile si \u00e8 celebrata la Giornata Mondiale dedicata agli animali da laboratorio per ricordare le morti silenziose dei tanti essere senzienti torturati ed uccisi in nome di una cattiva scienza. I motivi non sono solo etici e morali, ma anche filosofici, scientifici e logici. Sperimentazione animale, vivisezioni e metodi sostitutivi nella ricerca scientifica: questi sono i temi che affronta il libro \u201cLa vera scienza non usa animali. Good Science versus Bad Science\u201d, uscito per la ricorrenza, edito da Edizioni Oltre e scritto dal divulgatore scientifico Davide Nicastri e dalla psicologa Federica Nin, con contributi di oltre 20 professionisti del mondo biomedico, giuridico e filosofico-etico. Il libro ha la funzione di trasmettere l\u2019idea che il vivisezionismo non \u00e8 solo un problema riguardante il \u201cbenessere animale\u201d, ma un problema di validit\u00e0 scientifica in quanto superato dal concetto di specie-specificit\u00e0, riconosciuto persino dal Ministero della Salute italiano fin dal 21 settembre 2015<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>. A tal proposito abbiamo intervistato Federica Nin, psicologa impegnata nella critica epistemologica e scientifica dei metodi di ricerca animal-based, oltre ad essere co-fondatrice e segretaria di OSA \u2013 Oltre la Sperimentazione Animale, associazione medico-scientifica che da anni informa sui metodi sostitutivi animal-free e segue ricercatori obiettori di coscienza.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Come \u00e8 nata l&#8217;idea di questo libro?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019idea nasce dalle domande che ci siamo posti sulla sperimentazione animale e sul fenomeno storico e attuale della vivisezione. Per esempio, perch\u00e9 la diversit\u00e0 di cure tra un canarino, un cane e un elefante, non \u00e8 una differenza solo di dosi? Perch\u00e9 certi farmaci e sostanze ad uso veterinario che funzionano per una specie, non vanno bene per un\u2019altra, e addirittura non sono adatte a tutte le razze di una stessa specie? Perch\u00e9 oltre la met\u00e0 dei farmaci messi in commercio e testati su animali presentano gravi effetti collaterali? Perch\u00e9 capita che farmaci vengano ritirati dal commercio? Perch\u00e9 \u00e8 pericoloso usare certi antiparassitari sui gatti mentre vanno bene per i cani? Perch\u00e9 possiamo mangiare il cioccolato, ma al nostro cane potrebbe risultare fatale? Perch\u00e9 sia gli esseri umani che i topi hanno il gene che permette al topo di sviluppare la coda, ma noi non abbiamo la coda? E perch\u00e9\u2026? E la domanda cruciale: la sperimentazione su animali \u00e8 ancora \u201cun male necessario\u201d? A noi non risulta. Anzi, con le forze schierate in campo a favore della sperimentazione animale, i denari e le risorse umane impiegate, francamente non si pu\u00f2 non stupirsi che siamo ancora cos\u00ec indietro con la cura e la guarigione di moltissime delle malattie che ci affliggono. E inoltre ci siamo chiesti perch\u00e9 non diffondere e favorire nuovi modi di fare il bene degli umani senza passare attraverso il male degli animali. Cos\u00ec abbiamo deciso di chiedere lumi a rappresentanti del mondo scientifico e biomedico domandando loro di raccontarci tre cose: come hanno scoperto l\u2019esistenza della sperimentazione animale e maturato la loro posizione al riguardo, le informazioni e opinioni che in base alle loro competenze ed esperienze ritengono importante o utile far conoscere, e secondo loro a che punto siamo nella strada per il superamento e l\u2019abbandono di questo metodo, quali siano i passi fondamentali da fare e chi li dovrebbe fare. Poich\u00e9 la sperimentazione animale non \u00e8 solo una questione scientifica, ma anche giuridica, politica, economica, morale, filosofica, sociale eccetera, abbiamo pensato di destinare due piccole sezioni anche a testimoni rispettivamente del mondo giuridico e del mondo filosofico ed etico, rivolgendo loro le medesime domande.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il libro nasce anche dal desiderio di rompere quel muro che fa s\u00ec che ormai la maggior parte delle persone sia abituata a sentire parlare delle questioni etiche derivanti dall&#8217;uso di animali non umani nella ricerca biomedica, nei test della scienza in generale, ma non abbia familiarit\u00e0 col fatto che ci sono anche problemi scientifici con la pratica: perch\u00e9 questa \u00e8 <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Bad science<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, cattiva scienza, anche nel senso scientifico, dato che \u00e8 difficile trasferire all&#8217;uomo i risultati ottenuti su esseri viventi profondamente diversi sul piano anatomico, fisiologico e, conseguentemente, farmacologico. Lo dimostra il fatto che gli effetti negativi dei medicinali spesso emergono non durante la sperimentazione animale, ma in seguito, nel corso dell&#8217;impiego medico. Nonostante tutti gli accorgimenti adottati, un margine d&#8217;incertezza permane, tant&#8217;\u00e8 vero che tutti concordano nel ritenere cruciali non le prove di attivit\u00e0 e sicurezza effettuate sull&#8217;animale, bens\u00ec la sperimentazione sull&#8217;uomo.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Inoltre, i modelli animali sono fuorvianti, perch\u00e9 riproducono i sintomi e le manifestazioni esteriori delle malattie, non le loro cause. Di conseguenza, hanno favorito e tuttora consentono solo l&#8217;avvento di medicinali sintomatici, anzich\u00e9 curativi.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Quale giustificazione scientifica hanno la sperimentazione animale e la vivisezione?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ci sono motivi pratici, legali, burocratici, economici, finanziari, storici, politici, culturali, di prassi, di routine\u2026 per perseverare con la sperimentazione animale, ma giustificazioni scientifiche non ce ne sono, o non ce ne sono pi\u00f9. Il rifiuto di abbandonare questa metodica non \u00e8 di natura scientifica bens\u00ec \u00e8 racchiuso e concluso in un vuoto e logoro slogan privo di argomentazioni scientifiche, che i fautori di questo metodo esprimono con un loro dogma: \u201csenza i modelli animali il progresso delle scienze si fermerebbe, essi sono indispensabili perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 modo di sostituirli, altri metodi non ce ne sono\u201d. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Allora, in primo luogo segnalo, limitandomi a un esempio italiano, che la mia associazione medico-scientifica, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>O.S.A -Oltre la Sperimentazione Animale<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, ha fatto uscire nel 2019 un libro che ne \u00e8 pieno: \u201cLe nuove frontiere della scienza. Modelli sperimentali per la ricerca biomedica del XXI secolo\u201d edito Aracne. Tra l\u2019altro, data la rapidit\u00e0 del progresso tecnologico sotto gli occhi di tutti, oggi ve ne sono molti altri ancora, e ogni giorno se ne aggiungono di nuovi.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">In secondo luogo, faccio notare che la storia delle nostre malattie e della nostra incapacit\u00e0 di trovare cure e soluzioni in grado di sconfiggere le malattie tuttora incurabili, come molte forme di cancro e le tante malattie neurodegenerative (come l\u2019Alzheimer, il Parkinson, la Sclerosi Multipla ecc.) purtroppo dimostrano che la ricerca scientifica \u00e8 ostacolata e frenata dall&#8217;obbligo di sperimentare sugli animali prima di sperimentare &#8211; comunque e obbligatoriamente &#8211; sull&#8217;uomo (ci sono quattro fasi di sperimentazione sull&#8217;uomo successive alle prove su animali, ma questo richiederebbe un altro articolo).<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Terzo, tale regola ha motivi storico-politici e non scientifici, che risalgono a quando il processo di Norimberga port\u00f2 alla luce i criminali esperimenti nazisti sugli ebrei e gli altri prigionieri dei lager. Fu in seguito a ci\u00f2, che la richiesta di utilizzare gli animali nella ricerca medica e tossicologica al fine di tutelare i diritti, la sicurezza e il benessere dei soggetti umani che partecipano ad una sperimentazione fu formalizzata nel Codice di Norimberga e successivamente in leggi, codici e dichiarazioni nazionali e internazionali, fondate a partire dal solo diritto consuetudinario.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Sono passati 75 anni e possiamo comprendere che in quell&#8217;epoca non sia venuto in mente niente di meglio che testare sostanze e terapie sugli animali, dando per presunto cio\u00e8 pre-supposto che gli studi animali abbiano un valore predittivo per l\u2019uomo. Ma \u00e8 incredibile e inaccettabile che, a fronte degli avanzamenti tecnologici formidabili che si sono avuti in ogni campo e che si succedono a ritmi impensabili prima, a fronte dei nuovi modelli interpretativi del mondo (pensiamo alla fisica quantistica per esempio) ancora ci si accontenti di una metodologia scientificamente e tecnologicamente sorpassata e ingiustificata oltre che eticamente riprovevole.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Quelle norme si basano su princ\u00ecpi scientifici superati, non svolgono alcuna funzione utile, aumentano i costi di sviluppo dei farmaci, impediscono la realizzazione di farmaci e terapie altrimenti sicuri ed efficaci, comportano l\u2019esclusione di sostanze che vengono scartate perch\u00e9 tossiche per gli animali ma che invece potrebbero essere terapeutiche per gli umani.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Per aderire consapevolmente a questa conclusione, suggerisco la lettura di un articolo scientifico, dotto ma semplice e illuminante, di Greek, R., Pippus, e A. &amp; Hansen, L.A, che argomenta e documenta il fatto che Il Codice di Norimberga, proprio richiedendo l\u2019uso di modelli animali, mina la salute e la sicurezza umana<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Le nuove conoscenze e nuove impostazioni epistemologiche, la teoria dell\u2019evoluzione e la scienza della complessit\u00e0, hanno grandi ripercussioni sulla pretesa dell\u2019estrapolazione interspecie. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ai tempi dei processi di Norimberga nessuno se ne rendeva conto. Prevedere la reazione di un sistema complesso (che non \u00e8 a causalit\u00e0 lineare, ovviamente) basandosi sulla reazione di un altro non \u00e8 soltanto problematico, \u00e8 praticamente impossibile, non d\u00e0 e non pu\u00f2 dare risultati attendibili. Ma questo \u00e8 proprio ci\u00f2 che pretendono di fare gli scienziati quando testano un farmaco su un topo o una scimmia nel tentativo di valutare quale sar\u00e0 l\u2019effetto del farmaco su un essere umano.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questa critica \u00e8 diffusa nella letteratura scientifica. Sostanzialmente vi \u00e8 un accordo generale sul fatto che le tecnologie predittive saranno quelle basate sull&#8217;uomo, sulla biologia umana. Ma la stranezza \u00e8 che, dopo aver spiegato perch\u00e9 i modelli animali non devono essere considerati predittivi<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>, gli autori si sentono spesso in obbligo di piazzare un avvertimento alla fine dell\u2019articolo, dove si afferma che la societ\u00e0 dovrebbe tuttavia continuare a sostenere la ricerca sugli animali. Simili affermazioni, chiaramente in contrasto tra loro, contribuiscono non poco alla confusione del pubblico circa il valore dei modelli animali. In aggiunta, anche la profonda variabilit\u00e0 della risposta umana limita le possibilit\u00e0 predittive dei modelli animali. I medici sanno da tempo che esistono differenze nella predisposizione alla malattia e nella reazione ai farmaci tra i gruppi etnici [3-9], tra i sessi [10-14] e persino tra gemelli monozigoti [15-18]. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma anche noi dovremmo esserne consapevoli: basta leggere il foglietto illustrativo di un farmaco, per capire che i suoi effetti sono quasi sempre diversi addirittura nelle diverse epoche della nostra vita: ai bambini sono di solito vietate o comunque sconsigliate una grandissima quantit\u00e0 di medicine, e lo stesso vale per gli anziani. Se su noi stessi il medesimo rimedio farmacologico ha diversa efficacia a seconda che siamo bambini, adulti, anziani, e anche uomini oppure donne (vedi \u201cmedicina di genere\u201d), come possiamo credere che siano attendibili e sicuri gli effetti prodotti su animali che sono lontani e molto diversi da noi? <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Dovrebbe bastare questo a far esitare quando si prende in considerazione l\u2019utilizzo degli animali come modelli per l\u2019uomo: di quali esseri umani si suppone che l\u2019animale preveda la reazione?<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>La negazione dei metodi sostitutivi alternativi da parte della stragrande maggioranza della comunit\u00e0 scientifica pu\u00f2 essere definita &#8220;ignoranza epistemologica&#8221;?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Anch\u2019io vedo ignoranza epistemologica in quella parte della comunit\u00e0 scientifica, purtroppo ancora maggioritaria, che si oppone al superamento dell\u2019uso di animali nella ricerca, vedo disinteresse verso i criteri di verit\u00e0 nella ricerca scientifica, di validit\u00e0, di affidabilit\u00e0, vedo atteggiamenti condizionati da pregiudizi e da inerzia, un certo qual rifiuto verso un\u2019attitudine euristica a cercare soluzioni alternative o anche solo ad adottare quelle esistenti, e anche una ingiustificabile indifferenza all\u2019urgenza etica di trovare il modo di abbandonare l\u2019uso cosiddetto scientifico di animali nei laboratori. Chi \u00e8 abituato a maneggiare topi, scimmie e i vari animali cavia neanche si informa sui NAM, i Nuovi Approcci Metodologici e trova pi\u00f9 semplice negarne l\u2019esistenza e l\u2019ulteriore progettabilit\u00e0 e realizzabilit\u00e0. Il guaio \u00e8 che se le nuove leve vedranno solo laboratori con animali, e continueranno a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>ignorare<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> metodi diversi, in un sistema arcaico che si autoalimenta. Cos\u00ec, da questa ignoranza non se ne esce.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Non a caso, la tua domanda mi fa pensare specularmente anche all\u2019<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>epistemologia<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> \u2013 anzi, al plurale, le epistemologie \u2013 <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>dell\u2019ignoranza<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">: l\u2019analisi dell\u2019ignoranza condotta negli ultimi anni ha fatto emergere un insieme multidisciplinare di studi e conoscenze. I cosiddetti <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Ignorance Studies<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> sono infatti oggi un fronte di ricerca variegato e in espansione, che sfrutta collegamenti tra diversi settori accademici. E le <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Epistemologie dell\u2019Ignoranza<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> si occupano anche dell\u2019analisi del rapporto tra ignoranza e conoscenza scientifica. Un tema discusso \u00e8 per esempio il legame tra ignoranza e selezione del sapere.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Grande interesse \u00e8 rivolto non semplicemente ai fattori personali dell\u2019ignorare, ma a quelli collettivi, <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>prodotti<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> da fattori culturali e interessi esterni: in tal caso, si studia l\u2019ignoranza non come fenomeno casuale, bens\u00ec l\u2019ignoranza come <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>prodotto<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> di attivit\u00e0 e sforzi collettivi, quella creata socialmente per svariati motivi, a vantaggio degli interessi economici di particolari agenti. Essa pu\u00f2 essere per esempio il frutto di una <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>conoscenza situata, <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">cio\u00e8 costruita e sviluppata all\u2019interno di una prospettiva specifica, e la conoscenza scientifica secondo l\u2019epistemologa Donna Haraway (19) sarebbe sempre <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>situata. <\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il problema rilevato dalla studiosa \u00e8 la mancanza esplicita di distinzione tra una prospettiva maggioritaria e una prospettiva obiettiva: questa confusione ha sostanzialmente permesso di coltivare indifferenza in merito a punti di vista minoritari e silenzio relativamente ad argomenti di interesse per le minoranze sociologiche.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Secondo me questa impostazione \u00e8 utile a valutare anche il rapporto tra la componente maggioritaria e quella minoritaria della cosiddetta comunit\u00e0 scientifica in tema di sperimentazione animale.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Orbene sappiamo che \u00e8 parte della struttura delle scienze l&#8217;assunzione di un punto di vista consensuale (\u201cla comunit\u00e0 scientifica sostiene che\u2026\u201d), ma in tema di sperimentazione animale il punto di vista della sua presunta insostituibilit\u00e0, che viene assunto come pre-supposto al pari di un pre-giudizio o di un dogma (e non raggiunto attraverso un confronto e un esame epistemologico), non \u00e8 scientifico. L&#8217;Intersoggettivit\u00e0, pretesa sulla base di un&#8217;adesione acritica come ad un dogma e rivendicata come maggioritaria non \u00e8 affatto indice n\u00e9 garanzia di oggettivit\u00e0, cos\u00ec come non lo \u00e8 la convenzionalit\u00e0, ossia la condivisione di convenzioni. Anche in questo campo si confonde (e si vuole confondere) una prospettiva maggioritaria con una prospettiva obiettiva. Ma il fatto che una parte maggioritaria di ricercatori tuttora faccia e difenda sperimentazione animale non trasforma questa in scienza. Anzi, direi che \u00e8 contro l\u2019interesse della scienza mettere in ombra o anche soverchiare le minoranze culturali e, a questo punto aggiungo, scientifiche.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">D\u2019altra parte, davvero ci si pu\u00f2 sorprendere che alcune parti interessate al mantenimento dello <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>statu quo<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> oppongano resistenza al cambiamento? Stabilire l\u2019utilit\u00e0 o meno della sperimentazione su animali \u00e8 un problema cruciale perch\u00e9 l\u2019opinione pubblica sostiene la ricerca animale solo se favorisce lo sviluppo di farmaci migliori. Di conseguenza, chi ha convenienza al mantenimento dello <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>statu quo<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> difende gli esperimenti sugli animali sostenendo fermamente che sono essenziali per condurre trial clinici sicuri. Non importa se \u00e8 esattamente il contrario: proprio la sperimentazione umana immediatamente successiva a quella animale \u00e8 la pi\u00f9 rischiosa.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Perdonami la domanda provocatoria: se non si sperimenta sugli animali su cosa si sperimenta?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ecco, questo libro mira anche a scardinare questa domanda, a cercare di far cadere quel concetto secondo cui quando la gente ti dice \u201cma se non sperimenti sugli animali, allora il <\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>replacement<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, cio\u00e8 il rimpiazzo del modello animale, con che cosa lo fai? con che cosa li rimpiazzi? Ecco, bisogna anche rompere questo meccanismo psicologico secondo il quale la gente si immagina, e anch&#8217;io mi immaginavo alle origini, che si debba trovare un equivalente, cio\u00e8: non lo faccio sull&#8217;animale allora su cosa lo faccio l&#8217;esperimento? sull&#8217;uomo? su di noi? S\u00ec, \u00e8 su di noi, ma non nel senso che lo si faccia direttamente sull\u2019uomo. Non \u00e8 una questione di rimpiazzare questo con quello alla pari, la sostituzione la si fa con l&#8217;integrazione di pi\u00f9 approcci, sia computazionali, sia biologici sia di varia natura, integrando i quali, e basandosi su cellule umane non su cellule animali, otteniamo delle risposte predittive per l&#8217;uomo in quanto basate sulla biologia umana. Viceversa, assistiamo all\u2019assurdo di vedere degli approcci moderni favolosi, vanificati per il fatto che vengono applicati a cellule animali, alle solite cellule del topo: c\u2019\u00e8 una mentalit\u00e0 murinocentrica cio\u00e8 con il topo al centro della ricerca, che rovina tutto.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Oltre ad essere psicologa, divulgatrice scientifica e scrittrice sei anche pittrice e la copertina del libro rappresenta un tuo quadro. Cosa rappresenta?<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Lo avevo realizzato in un momento di grande solidariet\u00e0 e partecipazione per i macachi di Parma e dedicato a loro, rappresenta uno di loro, rappresenta la mia compassione per la loro sofferenza e la loro miserevole vita nei cinque anni di sperimentazione cui sono destinati prima della soppressione finale per esaminarne il cervello, ed esprime anche il mio biasimo per chi assoggetta queste meravigliose creature, a noi cos\u00ec affini moralmente ma non biologicamente, con violenza e spietatezza rese strumenti di un tipo di ricerca, quella neuroscientifica, che inutilmente e quindi con una crudelt\u00e0 ancora pi\u00f9 ottusa e imperdonabile, pretende di assumere i primati non umani a modello del cervello e della mente umani. Vorrei che dalla lettura di questo libro scaturisse una trasformazione o un\u2019aggiunta dell\u2019antico quesito se sia eticamente corretto infliggere a un altro essere vivente sofferenze a beneficio dell&#8217;uomo. Cio\u00e8 la domanda deve diventare: \u00e8 eticamente corretto infliggere a un altro essere senziente delle sofferenze fine a se stesse, senza che neanche ne venga alcun beneficio per l\u2019uomo? <\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> <span style=\"color: #0563c1;\"><u><a href=\"https:\/\/www.salute.gov.it\/portale\/news\/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&amp;menu=notizie&amp;p=null&amp;id=2244\">https:\/\/www.salute.gov.it\/portale\/news\/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&amp;menu=notizie&amp;p=null&amp;id=2244<\/a><\/u><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><span lang=\"en-GB\"> Greek, R., Pippus, A. &amp; Hansen, L.A, The Nuremberg Code subverts human health and safety by requiring animal modeling,<\/span><span style=\"color: #0563c1;\"><u><a href=\"https:\/\/bmcmedethics.biomedcentral.com\/\"><span lang=\"en-GB\">BMC Medical Ethics<\/span><\/a><\/u><\/span><span lang=\"en-GB\"> volume 13, Article number: 16 (2012) &#8211; BMC Med Ethics\u00a013,\u00a016 (2012). <\/span><span style=\"color: #0563c1;\"><u><a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1186\/1472-6939-13-16\"><span lang=\"en-GB\">https:\/\/doi.org\/10.1186\/1472-6939-13-16<\/span><\/a><\/u><\/span><\/p>\n<p class=\"sdfootnote\">Disponibile anche nella traduzione italiana di Simonetta Frediani: <span style=\"color: #0563c1;\"><u><a href=\"https:\/\/fdocumenti.com\/document\/una-denuncia-esemplare-il-codice-di-animali-complessita-biologica-etica.html?page=8\">https:\/\/fdocumenti.com\/document\/una-denuncia-esemplare-il-codice-di-animali-complessita-biologica-etica.html?page=8<\/a><\/u><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> <span lang=\"en-GB\">Shanks N, Greek R: Animal Models in Light of Evolution. 2009, Brown Walker, Boca Raton. <\/span>Un libro la cui preoccupazione centrale riguarda il &#8220;problema di predizione&#8221; nella ricerca biomedica. In particolare, gli autori esaminano l&#8217;uso di modelli animali per prevedere le risposte umane nella ricerca su farmaci e malattie.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 24 aprile si \u00e8 celebrata la Giornata Mondiale dedicata agli animali da laboratorio per ricordare le morti silenziose dei tanti essere senzienti torturati ed uccisi in nome di una cattiva scienza. 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