{"id":158090,"date":"2015-01-24T20:59:21","date_gmt":"2015-01-24T20:59:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=158090"},"modified":"2015-01-24T20:59:21","modified_gmt":"2015-01-24T20:59:21","slug":"lisola-di-lampedusa-ad-alto-rischio-elettromagnetico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/lisola-di-lampedusa-ad-alto-rischio-elettromagnetico\/","title":{"rendered":"L\u2019isola di Lampedusa ad alto rischio elettromagnetico"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\">A Lampedusa proliferano, indiscriminatamente e impunemente, sistemi radar e impianti di telecomunicazione militari, ripetitori radio-televisivi, stazioni radio-base della telefonia cellulare, ecc.. Innumerevoli sorgenti elettromagnetiche, pericolose per l\u2019uomo e l\u2019ambiente naturale, che rischiano di deturpare irrimediabilmente un territorio unico per fascino e bellezza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Buona parte degli impianti sono di origine militare: da lungo tempo, infatti, Lampedusa \u00e8 al centro dei programmi di guerra nell\u2019area mediterranea e in nord Africa delle forze armate italiane e Nato. In localit\u00e0 Capo Ponente, nella zona pi\u00f9 occidentale dell\u2019isola, sono in atto i preparativi per installare due nuovi potenti sistemi radar. Il primo di essi, il <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">Gabbiano T200C<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\">, prodotto dall\u2019italiana Selex ES (gruppo Finmeccanica), sar\u00e0 predisposto dalla Marina militare nell\u2019ambito del <\/span>piano di <span style=\"color: #000000;\">ammodernamento <\/span><span style=\"color: #000000;\">e potenziamento<\/span><span style=\"color: #000000;\"> della <\/span><span style=\"color: #000000;\">Rete di sorveglianza costiera<\/span><span style=\"color: #000000;\">. U<\/span><span style=\"color: #000000;\">n <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">Fixed Air Defence Radar (FADR) RAT31-DL<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\">, anch\u2019esso prodotto da Selex<\/span><span style=\"color: #000000;\">, sar\u00e0 installato invece <\/span><span style=\"color: #000000;\">dal<\/span><span style=\"color: #000000;\">l\u2019Aeronautica <\/span><span style=\"color: #000000;\">per la sorveglianza aerea a lunga portata e il potenziamento della rete di comando, controllo, comunicazione ed intelligence dell\u2019Alleanza Atlantica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Contro i due progetti si \u00e8 mobilitata la stramaggioranza della popolazione dell\u2019isola. \u00c8 forte il timore per la portata e gli effetti dell\u2019inquinamento elettromagnetico, anche alla luce di alcune gravi patologie riscontrate tra gli abitanti. Secondo<\/span> <span style=\"color: #000000;\">l\u2019Osservatorio Epidemiologico Regionale che ha elaborato nel 2013 l\u2019<\/span><i><span style=\"color: #000000;\">Atlante Sanitario<\/span><\/i><i> <\/i><i><span style=\"color: #000000;\">sulla Epidemiologia dei Tumori<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\"> in Sicilia nel periodo 2004-2012, il distretto sanitario di Lampedusa e Linosa ha riscontrato la \u201cmaggiore mortalit\u00e0 per tumori, nei maschi\u201d, subito dopo la citt\u00e0 di Catania (248 contro 251). Anche l\u2019<\/span><i><span style=\"color: #000000;\">analisi dei ricoveri ospedalieri ordinari per patologie tumorali<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\"> registrati dalla Regione siciliana<\/span><span style=\"color: #000000;\"> nel triennio 2009-2011 ha evidenziato \u201calti livelli di ospedalizzazione per cause tumorali nel solo genere maschile a Lampedusa e Linosa\u201d. Mentre il valore di riferimento regionale dei ricoveri ordinari \u00e8 di 7,5 per 1.000 abitanti, il tasso standardizzato nelle due isole \u00e8 di 10,2 per 1.000 abitanti. In particolare, a Lampedusa e Linosa sono stati evidenziati \u201ctassi pi\u00f9 elevati\u201d del valore medio regionale per i tumori <\/span><span style=\"color: #000000;\">maligni dello stomaco, del fegato e della vescica<\/span><span style=\"color: #000000;\"> tra i soli uomini e <\/span><span style=\"color: #000000;\">della trachea, dei bronchi e dei polmoni<\/span><span style=\"color: #000000;\"> in entrambi i sessi.<\/span><span style=\"color: #000000;\">\u00a0\u00a0 <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Su richiesta del Comune di Lampedusa e Linosa, dell\u2019ASP di Palermo e dell\u2019Associazione \u201cAskavusa\u201d (promotrice dalla <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">Campagna No Radar<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\">)<\/span><i><span style=\"color: #000000;\">,<\/span><\/i> <span style=\"color: #000000;\">dal 18 al 20 novembre 2014 <\/span><span style=\"color: #000000;\">l\u2019Agenzia Regionale per la Protezione dell\u2019Ambiente (ARPA Sicilia) ha <\/span><span style=\"color: #000000;\">misurato i campi elettromagnetici di alta frequenza in alcuni siti dell\u2019isola: a Capo Grecale dove sorge il radar di sorveglianza costiera della Guardia di finanza<\/span><span style=\"color: #000000;\">; nell\u2019aeroporto <\/span><span style=\"color: #000000;\">dove incidono diverse stazioni per le telecomunicazioni dell\u2019Aeronautica militare oltre al radar per il controllo del traffico aereo; in localit\u00e0 Alberosole, Capo Ponente, dove sono presenti i sistemi di sorveglianza dell\u2019Aeronautica militare e alcuni ripetitori televisivi; a Cala Creta, dove opera una stazione radiofonica FM locale; in alcune vie del centro cittadino interessate dalle emissioni degli impianti della telefonia cellulare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il 2 dicembre, il fisico Giovanni Bruno e il signor Pasquale Collura della Struttura territoriale di ARPA Agrigento hanno presentato il rapporto finale sui monitoraggi dei campi elettrici. \u201cLo scopo delle rilevazioni \u00e8 stato quello di valutare la conformit\u00e0 dei rilievi effettuati alle norme di sicurezza elettromagnetica prescritte dalla normativa vigente e, pi\u00f9 in generale, la loro rilevanza rispetto ai problemi di tutela della salute umana, dell\u2019ambiente e delle possibili interferenze con apparecchiature elettromedicali in seguito alla presenza di emissioni elettromagnetiche di alta frequenza\u201d, scrivono i tecnici dell\u2019ARPA. \u201cLe misure effettuate hanno evidenziato valori massimi del campo elettromagnetico di 5,05 V\/m ovvero minori all\u2019obiettivo di qualit\u00e0 di 6 V\/m indicato dal DPCM dell\u20198 luglio 2013\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Per ARPA Sicilia, dunque, l\u2019inquinamento elettromagnetico a Lampedusa non \u00e8 rilevante. Conclusioni per nulla condivise dal fisico sardo Massimo Coraddu, estensore per il Politecnico di Torino &#8211; con il prof. Massimo Zucchetti &#8211; del rapporto che ha documentato i gravissimi pericoli per l\u2019uomo delle emissioni delle decine di antenne della stazione di telecomunicazioni della Marina militare Usa di Niscemi e di quelle che saranno generate quando entrer\u00e0 in funzione il famigerato sistema satellitare MUOS. \u201cIn generale, la procedura adottata a Lampedusa non sembra adeguata al problema e neppure conforme alla normativa vigente, la strumentazione e la tecnica di misura utilizzate sono inadeguate e i risultati sono dunque del tutto inattendibili\u201d, denuncia il prof. Coraddu. \u201cIl numero di punti di misura effettivamente realizzati per ciascuna sorgente \u00e8 troppo esiguo, da un minimo di uno a un massimo di sette. Manca qualunque informazione riguardante le sorgenti: non se ne riporta la posizione (n\u00e9 mediante coordinate geografiche n\u00e9 attraverso l\u2019inquadramento topografico), non \u00e8 specificata la tipologia n\u00e9 vengono indicate le caratteristiche radioelettriche (frequenza, potenza, guadagno d\u2019antenna, etc.), n\u00e9 tantomeno si riportano i valori di campo previsti dal gestore come imposto dal <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">Codice delle comunicazioni elettroniche<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\">, DLGS n. 259 dell\u20191 agosto 2003\u201d. Sempre secondo il prof. Coraddu, le misurazioni effettuate da ARPA Sicilia sono documentate in modo incompleto e si \u00e8 persino omesso di riportare i punti precisi in cui esse sono state effettuate. \u201c\u00c8 stata utilizzata una tecnica di misurazione a <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">banda larga<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\">, ovvero si e misurato l\u2019effetto complessivo della sovrapposizione di tutte le sorgenti presenti, di tipo molto differente (radar di potenza, ripetitori radiotelevisivi, ponti radio, stazioni radio base per la telefonia cellulare, etc.), senza distinguere il contributo dato da ciascuna singola sorgente\u201d, aggiunge Coraddu. \u201cLa normativa prescrive invece di affiancare alla tecnica a <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">banda larga<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\"> la pi\u00f9 precisa e sofisticata tecnica <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">a banda stretta<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\">, con strumenti dotati di risposta temporale tale da rivelare le caratteristiche degli impulsi emessi (durata e frequenza di ripetizione dell\u2019impulso), e una dinamica sufficiente a sopportare intensit\u00e0 di picco che possono raggiungere le migliaia di V\/m. Nel caso di misure effettuate in regime di <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">campo vicino<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\"> occorreva inoltre rilevare anche la componente magnetica\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Relativamente alle misurazioni sulle diverse sorgenti radar, il prof. Coraddu rileva che i tecnici dell\u2019Agenzia regionale non hanno rilevato i<\/span><span style=\"color: #000000;\"> valori di picco dei campi elettromagnetici emessi. \u201cI radar spesso emettono impulsi elettromagnetici molto brevi (da qualche \u03bcsec sino a qualche decina di nsec) con livelli di picco migliaia di volte superiori a quelli medi\u201d, spiega il fisico. \u201cIn queste condizioni le sonde utilizzate da ARPA Sicilia possono produrre risultati totalmente inattendibili per problemi sia di risposta temporale che di saturazione\u201d. <\/span><span style=\"color: #000000;\">Massimo Coraddu osserva pure limiti e incongruenze nei rilievi effettuati per le emissioni prodotte dalle stazioni della telefonia cellulare e dalle emittenti radiofoniche. \u201c<\/span><span style=\"color: #000000;\">Nel caso in cui il valore misurato raggiunga 75% del <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">valore limite d\u2019attenzione<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\"> di 6 V\/m, ossia 4,5 V\/m, la Norma CEI 211-7 impone che si ripeta la misurazione con gli strumenti a <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">banda stretta<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\">. Tale livello \u00e8 stato per\u00f2 raggiunto e superato in via Ariosto 21\/23 (con misure di 4,57 V\/m e 5,05 V\/m) senza che siano stati fatti ulteriori accertamenti. Paradossalmente, \u00e8 stato poi predisposto un monitoraggio continuo mediante centralina di rilevamento, non in questa via, dove si sono registrati i valori di campo pi\u00f9 elevati, ma in via Cavour 19, dove i livelli di campo risultavano nettamente inferiori (massimo registrato 2,8 V\/m)\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">A conclusione delle sue osservazioni, il prof. Coraddu suggerisce l\u2019adozione di una serie di misure pi\u00f9 idonee per l\u2019individuazione e il contrasto delle fonti elettromagnetiche inquinanti. \u201cSarebbe molto opportuno realizzare un <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">piano previsionale complessivo<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\"> delle emissioni, che tenga conto della somma di tutti i contributi sulla base di un censimento completo delle sorgenti presenti nell\u2019isola, in modo da individuare eventuali aree a rischio e procedere al loro risanamento\u201d, scrive il fisico. \u201cNessun impianto trasmittente realizzato dopo il 2003 pu\u00f2 essere privo di tale modello previsionale, mentre ai gestori di impianti realizzati prima di quella data occorre richiedere di realizzarne e presentarne uno\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Per quanto riguarda le emissioni delle stazioni della telefonia cellulare e di quelle radiofoniche, rilevate da ARPA con livelli di campo assai elevati e prossimi ai limiti di sicurezza all\u2019interno dell\u2019abitato, il prof. Coraddu chiede che le misurazioni vengano ripetute con maggiore accuratezza, \u201cutilizzando una tecnica e una strumentazione <\/span><i><span style=\"color: #000000;\">a banda stretta<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\"> e con un maggior numero di punti di misura\u201d. Anche per le emissioni prodotte dai radar militari, e i cui rilievi dell\u2019ARPA sono ritenuti del tutto \u201cinattendibili\u201d, Coraddu suggerisce ad eseguire nuovamente le misurazioni con strumenti<\/span><i><span style=\"color: #000000;\"> banda stretta<\/span><\/i><span style=\"color: #000000;\"> \u201cin grado di rivelare adeguatamente impulsi di breve durata ed elevata intensit\u00e0\u201d, previa una completa conoscenza delle caratteristiche radiometriche delle sorgenti. \u201cIn tutti quei casi in cui il modello previsionale o le misure di verifica abbiano evidenziato valori di campo prossimi o superiori ai limiti di sicurezza previsti, bisogner\u00e0 adottare provvedimenti immediati per la riduzione delle emissioni\u201d, conclude il fisico. \u201cSolo tali procedure sono in grado di garantire il rispetto delle norme di sicurezza per la salute umana, mentre eventuali misure aggiuntive potranno essere adottate, ad esempio, per la sicurezza dei portatori di dispositivi elettromedicali impiantati (soggetti al rischio di interferenza elettromagnetica) o per la protezione della fauna all\u2019interno di zone naturalistiche protette\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u201cLe osservazioni del prof. Coraddu ci spingono a intensificare la campagna contro l\u2019installazione a Lampedusa di nuove sorgenti di onde elettromagnetiche, come ad esempio i radar dell\u2019Aeronautica e della Marina militare a Capo Ponente\u201d, afferma <\/span><span style=\"color: #000000;\">Giacomo Sferlazzo di \u201c<\/span><span style=\"color: #000000;\">Askavusa\u201d<\/span><span style=\"color: #000000;\">. \u201cAbbiamo avuto modo di verificare che il Comune \u00e8 sfornito di un regolamento edilizio e di un registro inerente l\u2019installazione di antenne, ripetitori e radar. Ci chiediamo se l\u2019amministrazione abbia provveduto come annunciato ad uno studio indipendente sulle emissioni di onde elettromagnetiche. Sul radar di Capo Grecale, di propriet\u00e0 della Guardia di finanza, abbiamo fatto un esposto alla Procura della Repubblica insieme ad altre associazioni di Lampedusa. Si tratta di un sistema che serve a intercettare le imbarcazioni di <\/span><span style=\"color: #000000;\">migranti, modello Elta System ELM 2226, <\/span><span style=\"color: #000000;\">acquistato in Israele grazie al Fondi per le frontiere esterne Ue 2007-13. Per i suoi pericolosi impatti sulla salute e l\u2019ambiente, questo tipo di radar \u00e8 stato bocciato tre volte dal Tar della Sardegna. In Sicilia, l\u2019ELM 2226 era stato installato a Capo Murro di Porco, Siracusa, ma le proteste degli ambientalisti hanno costretto i militari a trasferirlo a Melilli, dove per\u00f2 resta spento da pi\u00f9 di tre anni per mancanza di autorizzazioni. Attendiamo di sapere dai giudici se per l\u2019installazione e l\u2019attivazione del radar israeliano a Lampedusa siano state rispettate le leggi vigenti\u201d.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Lampedusa proliferano, indiscriminatamente e impunemente, sistemi radar e impianti di telecomunicazione militari, ripetitori radio-televisivi, stazioni radio-base della telefonia cellulare, ecc.. 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