{"id":1578347,"date":"2022-05-04T21:37:00","date_gmt":"2022-05-04T20:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1578347"},"modified":"2022-05-04T21:37:58","modified_gmt":"2022-05-04T20:37:58","slug":"ce-un-limite-a-tutto-e-si-chiama-decenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/05\/ce-un-limite-a-tutto-e-si-chiama-decenza\/","title":{"rendered":"C\u2019\u00e8 un limite a tutto e si chiama decenza"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: large;\">La propaganda a sostegno dell\u2019Ucraina ha raggiunto livelli insopportabili e indecenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">In questi giorni abbiamo in tour (sarebbe il caso di dire \u201ctournee\u201d) quattro donne, mogli e fidanzate di quattro importanti esponenti del reggimento Azov. Il Corriere della Sera del 29 aprile dedica a loro un\u2019intera pagina. Toccato inevitabilmente nell\u2019intervista il punto dolente dell\u2019appartenenza del reggimento alla galassia neonazista, la moglie del comandante Prokopenko nega con fermezza l\u2019appartenenza e dice del marito che \u00e8 un nazionalista, non un nazista. L\u2019intervistatrice, una donna solidale, si guarda bene dal fare la sola domanda necessaria a questo punto: come mai il reggimento fa aperto uso della simbologia della Germania nazista tra cui il Wolfsangel usato dai nazisti durante l\u2019invasione dell\u2019Urss? Ma non si pu\u00f2 mettere in imbarazzo una giovane moglie in apprensione per la sorte del marito! <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">La signora Prokopenko adduce poi un argomento a suo parere risolutivo a dimostrazione della falsit\u00e0 dell\u2019accusa di neonazismo al reggimento: ne fanno parte anche ebrei. La ventisettenne Kateryna evidentemente non ha letto l\u2019interessante libro \u201c Relazioni pericolose. Il movimento sionista e la Germania nazista \u201c di Faris Yahia, edizione La citt\u00e0 del sole, che, tra l\u2019altro, riporta il testo di un documento del 1941 in cui la fazione Stern dell\u2019Irgun (gruppo armato di estrema destra fondato nei primi anni \u201930) \u201csi offre di prendere attivamente parte alla guerra a fianco della Germania a patto che le suddette aspirazioni nazionali del movimento di liberazione ebraico vengano riconosciute dal governo del Reich tedesco \u201c (op. citata, pag.113).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Chiss\u00e0 se il marito ha mai raccontato a Kateryna l\u2019origine del reggimento, degno erede delle brigate che, guidate da Stepan Bandera, contribuirono all\u2019attacco all\u2019URSS (proprio in Ucraina) durante la seconda guerra mondiale puntando a creare uno Stato indipendente alleato della Germania di Adolfo Hitler. \u201cPer combattere accanto ai tedeschi queste brigate si organizzarono nell\u2019armata Ucraina di insurrezione. Da questa si cre\u00f2 poi una divisione delle SS (la 14\u00aa Waffen SS Galicia) che sventolava l\u2019antica bandiera ucraina gialla e blu vietata dal regime sovietico \u201c (Europa Today del 24\/2\/2022).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Leggo che queste quattro fanciulle stanno imperversando in lacrime nelle TV nostrane in una vera e propria articolata campagna mediatica. Chi c\u2019\u00e8 dietro? Chi l\u2019ha organizzata? Ce lo dice lo stesso articolo del Corriere: il sig. Pyotr Verzilov che ha tra i suoi meriti quello di aver fondato la band Pussy Riot e di averne sposato una componente. Evidentemente Versilov ha una predilezione per le giovani fanciulle: oggi le quattro in tour, ieri le Pussy Riot. Ma chi sono le Pussy Riot? Sulla scena musicale sono un gruppo punk femminista autore di pezzi come \u201cStraight outta vagina\u201d; sulla scena pseudo politica sono un gruppo autore di provocazioni come l\u2019irruzione del 21 febbraio 2012 nella cattedrale di Cristo Salvatore nel centro di Mosca. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Cos\u00ec descrive la scena Diana Johnstone nel suo libro \u201cHillary Clinton, regina del caos\u201d, editore Zambon: \u201cin cinque, in abiti succinti e sgargianti e con il viso coperto da passamontagna\u2026 presero posto davanti all\u2019altare maggiore. Iniziarono a urlare oscenit\u00e0 chiamando \u201cputtana\u201d il patriarca della Chiesa russa ortodossa\u201d. Tre Pussy Riot furono arrestate e processate su denuncia della Chiesa ortodossa. Il mondo occidentale si schier\u00f2 in loro difesa. Secondo Paul McCartney, Madonna, Byork, Amnesty International, Avaaz e altri le ragazze avrebbero cantato una innocente canzoncina contro Putin in una chiesa. Ve lo immaginate un gesto analogo compiuto nella basilica di San Pietro con fanciulle in abiti succinti che danno della puttana a Papa Francesco dinanzi a centinaia di fedeli in preghiera?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Un gruppo analogo a quello delle Pussy Riot \u00e8, guarda caso, quello delle ucraine Femen che condividono con le omologhe russe un odio esibizionistico per Putin e la Russia tutta. Per far meglio intendere i loro discorsi le Femen agiscono a seno nudo. Dice Diana Johnstone nel libro citato a pag. 123:\u201d i seni nudi sono il marchio di fabbrica del gruppo, il che ovviamente lo porta a selezionare le sue componenti in funzione degli stessi criteri sessisti impiegati dal Crazy Horse nell\u2019assumere le sue show girls\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Infine, ciliegina sulla torta, \u201c le Femen hanno annunciato la loro vicinanza al partito nazionalista ucraino di estrema destra Svoboda ed erano presenti a sostegno dell\u2019aggressione attuata dall\u2019estrema destra contro gli attivisti federalisti a Odessa il 2 maggio 2014 quando almeno 48 persone furono arse vive nel rogo appiccato subito dopo (op. cit. pag. 124).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Lo sdoganamento del reggimento Azov da gruppo armato forse con qualche simpatia neonazista a eroe della resistenza ucraina \u00e8 stato progressivo. Sempre sul Corriere della Sera, il 17 marzo Andrea Nicastro parlava del battaglione come \u201cquello sospetto di simpatie neonazi\u201d; segu\u00ec poi una lunga intervista al comandante presentato come un eroico resistente ed ora scendono in campo le consorti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">La campagna mediatica in corso non ha precedenti almeno dal dopoguerra ad oggi. Si fa leva sull&#8217;informazione battente e capillare con inviati anche nei pi\u00f9 sperduti villaggi ucraini; si fa leva sulla commozione con immagini di orsacchiotti di peluche macchiati di sangue; si fa leva sul sensazionalismo sino a sfociare nel falso spudorato e spesso smentito.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Cos\u00ec abbiamo i casi eclatanti della strage di Donesk (23 uccisi e altrettanti feriti) ad opera degli ucraini contrabbandata dal quotidiano La stampa come strage ad opera dei russi (e la sdegnata protesta del professor Angelo D\u2019Orsi rimarr\u00e0 senza alcuna risposta); gli edifici di Gaza in fiamme contrabbandati come condomini di Kiev; Ahed Tamimi, una giovane palestinese bionda con occhi chiari, che schiaffeggia un soldato israeliano contrabbandata come una ucraina coraggiosa che picchia un russo. Le foto spesso subiscono interpretazioni ridicole: il Corriere della Sera del 31 marzo ha in prima pagina la foto di alcuni soldati russi che fumano tra i carri armati. All\u2019evidenza sono ritratti in un momento di pausa. La didascalia della foto invece recita: \u201c soldati russi nascosti dietro i carri armati per difendersi dagli attacchi della resistenza Ucraina \u201c. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">\u00c8 attivo anche il revisionismo del passato: dal sito del quotidiano La stampa scompare nel marzo 2022 un articolo del 2014 sul dilagare dei nazisti in Ucraina. La propaganda si realizza non solo con la narrazione faziosa e, ove possibile, falsa ma anche con il silenzio complice: cos\u00ec solo sui social troviamo notizie sulla messa al bando delle organizzazioni di sinistra e sulla scomparsa di sindacalisti e politici di sinistra. Una vera e propria pulizia non etnica, ma politica. Per non dire della censura: vedi il recente caso dello show di Santoro \u201c La pace proibita\u201d fatto sparire anche da You tube.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">A proposito di pulizia etnica, un aspetto positivo in questo scempio mediatico pu\u00f2 forse essere trovato. Gi\u00e0 dal 25 febbraio sui giornali sono comparse le parole \u201cdiritto internazionale\u201d; nei giorni successivi le parole \u201ccrimini di guerra\u201d e \u201ccrimini contro l\u2019umanit\u00e0\u201d; subito si \u00e8 invocato l\u2019intervento della Corte penale internazionale. Gi\u00e0 ai primi di marzo era operativo in territorio ucraino un pool investigativo della Procura della Corte. Allora in molti si sono ricordati della Palestina ed \u00e8 iniziato a comparire il termine \u201cdoppio standard \u201c. Troppe le analogie di situazioni e le differenze di reazioni con la Palestina: la responsabilit\u00e0 di Israele per una occupazione che dura da 74 anni, la condanna dello Stato sionista per crimini di guerra e crimini contro l\u2019umanit\u00e0 da parte di commissioni dell\u2019Onu, di Human Rights Watch, di B\u2019Tselem, di Amnesty International; la Corte penale internazionale che interviene s\u00ec ma dopo anni e anni di totale inerzia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Orsacchiotti di peluche insanguinati ci sono stati anche a Gaza; autoambulanze crivellate di colpi; civili fatti oggetto di cecchinaggio durante la Grande marcia del ritorno; case demolite; bombardamenti\u2026 Qualche immagine \u00e8 pure riuscita ad emergere in questi anni anche se non c\u2019\u00e8 mai stato lo spiegamento di truppe con la scritta \u201cPress\u201d che vediamo in Ucraina. Nel 2008\/ 2009, durante l\u2019eccidio denominato Piombo fuso, a Gaza c\u2019era solo un italiano, Vittorio Arrigoni, che quotidianamente riferiva dei feroci bombardamenti sulla popolazione mentre i giornalisti, quelli retribuiti (sarebbe meglio dire prezzolati), guardavano i bagliori delle esplosioni da Tel Aviv o, i pi\u00f9 coraggiosi, da Askelon. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Qualcosa \u00e8 emerso in questi anni. Certo non abbiamo le interviste agli inquilini di un palazzo bombardato; certo, non abbiamo il nome e il cognome di due fidanzatini che si baciano mentre lui parte. Degli uccisi e dei feriti palestinesi non abbiamo non solo i nomi ma neppure il numero, ma qualche notizia \u00e8 emersa ed ora il raffronto con la diversa narrazione della situazione Ucraina \u00e8 cocente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Il doppio standard riguarda anche i profughi. \u00c8 in corso una gara per accogliere quelli ucraini. Quelli afghani, iracheni, yemeniti, siriani non hanno ricevuto analoga accoglienza. Eppure sono vittime delle nostre guerre, pardon, delle nostre operazioni di peacekeeping. Oggi si irride Putin perch\u00e9 non usa la parola guerra. Noi in Afghanistan, Libia, Siria,Yemen, Irak usavamo questo termine? No. Per non dire della Jugoslavia e della nostra diretta responsabilit\u00e0 nei bombardamenti su Belgrado. Per i profughi ucraini si \u00e8 scoperta una direttiva europea del 2001 che consente di concedere il permesso di soggiorno senza riconoscimento del diritto di asilo. Qualche profugo vestito malamente e un po\u2019 scuro di pelle \u00e8 sceso in piazza a Milano a manifestare e ha chiesto: \u201ce noi? \u201c.<\/span><\/p>\n<p><a name=\"_GoBack\"><\/a><span style=\"font-size: large;\">Quali le conseguenze di questo schierarsi compatti per l\u2019Ucraina sul fronte mediatico ma anche su quello politico e su quello economico (qui, a dire il vero, con qualche crepa sul fronte europeo)? Questa manichea distinzione bianco e nero senza sfumature; questa continua irrisione (Gramellini maestro) di chi semplicemente si pone domande e vuole approfondire i temi ha gi\u00e0 portato allo stupro del 25 aprile 2022: ostentate bandiere israeliane, uno Stato inesistente nel \u201845; ostentate bandiere della Nato, un\u2019organizzazione armata inesistente nel \u201845; ostentate le bandiere ucraine che rappresentano quello Stato con un esercito che include quel reggimento neonazista di cui si \u00e8 detto ed ora elevato anche in Europa a eroe nazionale. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: large;\">Questo acritico schierarsi con l\u2019Ucraina porter\u00e0 recessione, disoccupazione ma soprattutto perdita di dignit\u00e0 per l\u2019evidente sudditanza dell\u2019Europa agli USA e alla Nato. Sono un tifoso di Putin? No, mi limito a fare mie alcune considerazioni di Jeffrey Sachs, professore alla Columbia University. Sul Corriere della Sera del 1 maggio il professore dice, tra l\u2019altro: \u201cSe vogliono processare Putin per crimini di guerra, allora devono aggiungere alla lista degli imputati Georg W.Bush e Richard Cheney per l\u2019Irak, Barack Obama per la Siria e la Libia, Joe Biden per aver sequestrato le riserve in valuta estera di Kabul alimentando cos\u00ec la fame in Afghanistan\u2026 La Russia ha iniziato questa guerra ma in buona parte perch\u00e9 ha visto gli Stati Uniti entrare in modo irreversibile in Ucraina. Nel 2021 mentre Putin chiedeva agli Stati Uniti di negoziare l\u2019allargamento della Nato all\u2019Ucraina, Biden ha raddoppiato la scommessa diplomatica e militare. Non solo ha rifiutato di discutere con Mosca l\u2019allargamento della Nato, ma gli Stati Uniti hanno anche continuato le esercitazioni militari e le spedizioni di armi su larga scala\u2026Gli Stati Uniti vogliono che l\u2019Ucraina combatta per proteggere le prerogative della Nato\u2026 Conosco bene il mio paese: i leader sono pronti a combattere fino all\u2019ultimo ucraino\u201d. (J. S.)<\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"font-size: large;\"><strong>Ugo Giannangeli<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<h6>Ugo Giannangeli, avvocato penalista, all\u2019impegno nella professione ha sempre affiancato un impegno sociale e politico nella sinistra militante, prevalentemente sui temi del carcere, della pena, della repressione delle lotte sociali e della solidariet\u00e0 internazionale, in particolare a sostegno della resistenza del popolo palestinese contro l\u2019occupazione sionista. Ha partecipato come osservatore internazionale al processo nel 2002 contro Marwan Barghouti e alle elezioni del 2006 in Palestina. Ha partecipato a convegni politici a Cuba, Libia, Libano. Ha contribuito alla stesura del libro \u201cPalestina\u201d della collana \u201cCrimini contro l\u2019umanit\u00e0\u201d, ed. Zambon e, con lo stesso editore, alla riedizione nel 2018 del libro \u201cCoi miei occhi\u201d della avvocatessa Felicia Langer. Ha contribuito alla nascita del movimento \u201c No M346 ad Israele\u201d e del \u201cForum contro la guerra\u201d di Venegono. Collabora con la Scuola dei diritti umani di Como.<\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La propaganda a sostegno dell\u2019Ucraina ha raggiunto livelli insopportabili e indecenti. In questi giorni abbiamo in tour (sarebbe il caso di dire \u201ctournee\u201d) quattro donne, mogli e fidanzate di quattro importanti esponenti del reggimento Azov. 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