{"id":1571516,"date":"2022-04-26T12:07:24","date_gmt":"2022-04-26T11:07:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1571516"},"modified":"2022-04-26T12:10:17","modified_gmt":"2022-04-26T11:10:17","slug":"il-giorno-dopo-sbirciando-nella-sfera-di-cristallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/04\/il-giorno-dopo-sbirciando-nella-sfera-di-cristallo\/","title":{"rendered":"Il giorno dopo: sbirciando nella sfera di cristallo"},"content":{"rendered":"<p><i>Poich\u00e9 il mio ragionamento sar\u00e0 piuttosto articolato antepongo una breve sintesi degli argomenti.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>1. Nulla sar\u00e0 come prima: eventi recenti come la pandemia e la guerra in Ucraina hanno cambiato il mondo, mentre la crisi climatica ambientale aggravata da decenni dalle attivit\u00e0 umane lo <\/i><i>modifica<\/i><i> in modi imprevedibili. 2. <\/i><i>Sullo stato della crisi climatica tutti si affidano ai rapporti dell&#8217;Ipcc, senza considerare che \u00e8 un organismo intergovernativo, cio\u00e8 finanziato dai governi: il mio parere \u00e8 che lo stato del clima abbia gi\u00e0 superato delle soglie irreversibili. 3. La guerra in Ucraina ha innescato<\/i><i> cambiamenti geopolitici radical<\/i><i>i<\/i><i>: si profila nel mondo una gravissima crisi alimentare; la transizione <\/i>green<i> comporta un ingente aumento della necessit\u00e0 di minerali strategici, per il possesso dei quali \u00e8 prevedibile un aumento dei conflitti; gli <\/i><i>Usa<\/i><i> cercano in tutti modi il conflitto con la Russia<\/i><i>, <\/i><i>la guerra<\/i><i> rischia di <\/i><i>generalizzarsi, mentre l<\/i><i>&#8216;Europa subir\u00e0 le conseguenze pi\u00f9 gravi, e la NATO cerca di espandersi verso l&#8217;Asia-Pacifico in funzione anti Russia e Cina; <\/i><i>sullo sfondo vi \u00e8 una lotta senza esclusione di colpi per l&#8217;egemonia del dollaro; la recente votazione all&#8217;Onu per la condanna della Russia ha evidenziato &#8211; al di l\u00e0 dei numeri &#8211;<\/i><i> una dissociazione di sostanza dei paesi del Sud dalle persistenti politiche degli Usa e dei paesi ex-coloniali, configurando un riposizionamento geopolitico che sembra desinato a radicalizzarsi. Si apre un mondo nu<\/i><i>o<\/i><i>vo, nel quale dominano le incognite.<\/i><\/p>\n<p><b>Nulla sar\u00e0 come prima<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">La storia della societ\u00e0 umana \u00e8 cambiata sia attraverso trasformazioni graduali, sia con eventi repentini che ne hanno mutato il corso in modo radicale e definitivo. La frequenza, rapidit\u00e0 e profondit\u00e0 dei cambiamenti sono andate aumentando man mano che la societ\u00e0 \u00e8 divenuta pi\u00f9 complessa e interconnessa. Nell&#8217;ultimo paio di anni si sono concentrati due eventi, ancora tutt&#8217;altro che conclusi, dopo i quali si pu\u00f2 dire che nulla sar\u00e0 come prima: mi riferisco alla pandemia \u2013 o meglio &#8220;la prima pandemia dell&#8217;Antropocene&#8221;, pi\u00f9 propriamente &#8220;<i>del Capitalocene<\/i>&#8221; \u2013 e alla guerra in corso in Ucraina. Ma ad accentuare le incertezze sul futuro si aggiunge l&#8217;aggravamento della crisi climatica, certo non da ora. Nessuno di questi avvenimenti era ineluttabile. La Storia ci pu\u00f2 dare insegnamenti, se non altro per cercare evitare errori che ci hanno condotto a queste situazioni.<\/p>\n<p align=\"justify\">La pandemia era ampiamente prevista da almeno un paio di decenni, esistevano formalmente persino dei &#8220;piani pandemici&#8221; anche se mai aggiornati, ma il suo scoppio ha colto almeno gli stati del nostro Occidente drammaticamente impreparati (avevano invece una certa preparazione paesi asiatici che avevano affrontato la precedente epidemia di Sars e altri allarmi): nessuna delle cause di fondo, che sono state ampiamente analizzate e denunciate, \u00e8 stata rimossa o per lo meno contrastata, e le conseguenze su tutte le attivit\u00e0 umane e sociali si vedranno nel futuro. Per esempio, un dato recente registra un aumento del 24% di alcolisti, e tanto pi\u00f9 allarmante in maggior misura fra i giovani. Cominciano a vedersi ora le conseguenze sulle giovani generazioni che crescono all&#8217;interno di rapporti sociali, affettivi e formativi profondamente alterati.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un discorso analogo vale per la crisi climatica, anch&#8217;essa tutt&#8217;altro che nuova o inaspettata se si pensa che esattamente 50 anni fa usc\u00ec il rapporto del Club di Roma, <i>I Limiti dello Sviluppo<\/i>, che prevedeva nella sostanza tutto quello che \u00e8 accaduto.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Ma anche per la guerra sferrata dal presidente Putin all&#8217;Ucraina \u00e8 necessario precisare che, rifacendoci alla storia dell&#8217;Europa dei tre decenni successivi alla Caduta del Muro di Berlino, non vi era nulla che fosse inevitabile: rinvio per una discussione circostanziata, precedente alla guerra in Ucraina, al mio articolo con Tiziano Cardosi, &#8220;Che fine hanno fatto le aspettative e le speranze di pace dopo la caduta del Muro di Berlino?&#8221;.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a> Riprendo solo un punto essenziale, <b>il fallimento storico dell&#8217;Europa: alla quale spettava il compito di edificare un<\/b><b> continente<\/b><b> di pace e cooperazione<\/b><b>,<\/b><b> <\/b><b>comprendente <\/b><b>la Russia<\/b>, mentre invece si \u00e8 prestata, per totale subalternit\u00e0 ai voleri di Washington, ad accettare che la NATO non venisse sciolta ma si trasformasse in alleanza aggressiva (soprattutto verso la Russia), e ad istituire una Unione Europea in funzione di lusinga e ponte per l&#8217;adesione alla NATO; una UE priva di una politica estera autonoma, poich\u00e9 viene decisa a Washington, disomogenea politicamente e socialmente, e divisa sulle questioni di fondo e sulle finalit\u00e0, dal momento che i paesi ex-sovietici dell&#8217;Est erano portatori di finalit\u00e0 anti-russe diametralmente opposte agli interessi degli stati dell&#8217;Ovest, come oggi sta esplodendo in termini drammatici! Una UE che non ha saputo opporsi (anche a causa di questa disomogeneit\u00e0) all&#8217;irresponsabile allargamento della NATO a Est. Perch\u00e9 deve essere chiaro che <b>lo scopo degli Stati Uniti rimane una guerra alla Russia, e sembra incredibile che i politici europei non lo capiscano<\/b>. Le contraddizioni di questa Europa si evidenziano dopo le elezioni in Ungheria e in Serbia, sulle forniture di armi pesanti all&#8217;Ucraina, e sulle scelte energetiche.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>La crisi climatica non si arresta<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Partir\u00f2 dalla crisi climatica, che sembra oscurata dall&#8217;emergenza della guerra, ma certo non si ferma, ed anzi con ogni guerra si aggrava: mi colpisce che molti siano folgorati sulla via di Damasco per le devastazioni e le vittime di questa guerra (le vittime in questi mesi sono valutate in qualche migliaio, mentre sono passati nell&#8217;indifferenza gli oltre 14.000 morti della guerra nel Donbass che si protrae da otto anni! Poi ogni morto \u00e8 un dramma): devastazioni e vittime in assoluto non paragonabili ai milioni di vittime delle guerre da quella del Golfo del 1991 (l&#8217;orrendo sterminio della &#8220;autostrada della morte&#8221;<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a>, poi nella guerra all&#8217;Iraq del 2003, almeno un milione e mezzo di morti, di cui 500.000 bambini: quando la recentemente scomparsa ineffabile segretario di stato Madeleine Albright a domanda rispose &#8220;Ne valeva la pena&#8221;!<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a>). In tempi non sospetti di influenza per l&#8217;attuale guerra scrivemmo con Marinella Correggia una ferma denuncia degli <b>effetti <\/b><b>ambientali<\/b><b> non solo delle guerre, ma del complesso militare industriale<\/b>, <i>in primis<\/i> il Pentagono.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Ma torniamo alla crisi climatica, che ha qualche paragone solo in epoche geologiche passate: solo che ora si svolge in tempi infinitesimi rispetto alla storia della Terra, e a differenza di quelle passate \u00e8 dovuta alla sconsiderata azione dell&#8217;uomo. La sfida \u00e8 decisiva perch\u00e9 per venire superata (ammesso e non concesso che sia ancora possibile, v. oltre) esige di cambiare in modo radicale le logiche che hanno dominato per secoli, ma si sono esasperate con il capitalismo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Mi appare singolare che per fare il punto sull&#8217;andamento di questa crisi tutti indistintamente facciano riferimento all&#8217;IPCC<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote6sym\" name=\"sdfootnote6anc\"><sup>6<\/sup><\/a>, che non \u00e8 affatto un organismo indipendente, ma un <b>comitato intergovernativo, cio\u00e8 finanziato dai governi<\/b>, ovviamente in misura maggiore da quelli che della crisi climatica sono i principali responsabili: sembra un po&#8217; come chiedere al ladro come rendere sicura la serratura. E a poco vale dire che siamo tutti nella stessa barca, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 qualcuno che se non rema contro, spinge verso un approdo che pi\u00f9 fa comodo ai propri interessi. Cosicch\u00e9 non \u00e8 poi tanto strano che alla richiesta degli ambientalisti &#8220;fuori dai fossili&#8221; faccia riscontro il fatto che le grandi banche abbiano concesso al settore dei fossili ben 4,6 trilioni (migliaia di miliardi!) di dollari dal 2016 a oggi, o che le emissioni globali di CO2 dopo essere diminuite del 5,4% nel 2020, rimbalzino nel 2021 del 4,9%, tornando pi\u00f9 o meno allo stesso livello del 2019. Ma <i><b>ci voleva questa guerra per mettere<\/b><\/i><i><b> a nudo la dipendenza <\/b><\/i><i><b>vit<\/b><\/i><i><b>ale di tanti paesi europei dal gas russo<\/b><\/i><i><b>?<\/b><\/i> Gli Stati Uniti lo sapevano benissimo, da molti anni fanno di tutto per ostacolare le forniture di gas da Mosca, e ora colgono l&#8217;occasione premendo per le sanzioni alla Russia per fare affari con il proprio gas liquido, anche se si sa che non \u00e8 affatto conveniente n\u00e9 sufficiente, e per giunta pi\u00f9 inquinante.<\/p>\n<p align=\"justify\">Cos\u00ec i rapporti dell&#8217;<i>intergovernativo <\/i><i>I<\/i><i>PCC<\/i> non chiudono mai le prospettive di poter frenare il riscaldamento globale, stemperando il tempo che rimane all&#8217;umanit\u00e0 per non superare i fatidici 1,5<sup>o<\/sup> di aumento della temperatura globale in una serie di scenari a seconda di scelte pi\u00f9 o meno energiche: cosicch\u00e9 chi supera un obiettivo pu\u00f2 fregiarsene, anche se fallisce in altri.<\/p>\n<p align=\"justify\">George Bernard Shaw diceva &#8220;Per ogni problema complesso c&#8217;\u00e8 sempre una soluzione semplice, che \u00e8 sbagliata&#8221;. E in effetti sembra che vi siano certe caratteristiche dei sistemi complessi che vengono sottaciute. Credo che nel pubblico generale vi sia l&#8217;idea che in un sistema complesso perturbato se si eliminano le perturbazioni esso ritorni, sia pure lentamente e gradualmente, alle condizioni precedenti all&#8217;intervento delle perturbazioni. Ma un sistema altamente non lineare, quale \u00e8 l&#8217;atmosfera terrestre, presenta evoluzioni irreversibili e imprevedibili. Certo si denuncia il pericolo di forzare &#8220;gli ecosistemi a punti di svolta, oltre i quali si verificano cambiamenti bruschi e possibilmente irreversibili&#8221;: ma questo ha conseguenze che possono invalidare qualunque previsione. Il persistere, o l&#8217;aggravarsi, delle perturbazioni pu\u00f2 spingere lo stato del sistema a superare delle <i>soglie<\/i> oltre le quali esso imbocca una strada diversa, imprevedibile, e anche se si eliminassero le perturbazioni non tornerebbe nelle condizioni precedenti. Ad aggravare l&#8217;incertezza, vi sono dei meccanismi di <i>feedback<\/i> (retroazione) che possono essere forzanti o smorzanti, ed <i>effetti sinergici<\/i>, che si rafforzano o si indeboliscono a vicenda.<\/p>\n<p align=\"justify\">Mi limito ad alcuni esempi. Lo scioglimento dei ghiacci scopre la superficie della terra o dell&#8217;acqua che assorbono maggiormente la radiazione solare: il permafrost ghiacciato che scongela libera metano, un gas con potere climalterante molto maggiore della CO2 (in effetti i livelli di metano nell&#8217;atmosfera hanno gi\u00e0 segnato un record nel 2021, soprattutto dalla produzione e l&#8217;uso dei combustibili fossili). La distruzione delle foreste aggrava questo effetto, ed incrementa i processi irreversibili di desertificazione. Come pure l&#8217;urbanizzazione. L&#8217;agricoltura intensiva impoverisce irreversibilmente i terreni, e riduce gli habitat naturali. La perdita di biodiversit\u00e0 degli habitat si autoalimenta, specie viventi si estinguono a ritmi preoccupanti tanto da venire denunciato l&#8217;inizio della sesta estinzione di massa. \u00c8 ampiamente riconosciuto che il degrado degli ambienti naturali, l&#8217;urbanizzazione, l&#8217;allevamento e l&#8217;agricoltura intensivi, hanno alimentato &#8220;la prima pandemia dell&#8217;Antropocene&#8221;: ma ormai il diavolo \u00e8 uscito dalla bottiglia!<\/p>\n<p align=\"justify\">Ancora un esempio, il riscaldamento delle regioni artiche sta indebolendo la corrente del Golfo, che potrebbe in futuro annullarsi, o addirittura invertirsi: gli effetti sarebbero drastici, un raffreddamento delle cose atlantiche dell&#8217;Europa e un riscaldamento di quelle orientali degli USA, un maggiore concentrazione di calore nei Caraibi. Gi\u00e0 si vede l&#8217;aggravamento di eventi estremi in queste regioni.<\/p>\n<p align=\"justify\">Insomma, anche solo sbirciano nella sfera di cristallo, \u00e8 difficile immaginare segnali positivi per il futuro del pianeta.<\/p>\n<p align=\"justify\">E questo senza mettere nel conto l&#8217;eventualit\u00e0 di un conflitto nucleare: che viene evocato nella possibile evoluzione della guerra in Ucraina, come se non fossero le &#8220;modernizzazioni&#8221; stesse degli armamenti nucleari a rendere da anni questa eventualit\u00e0 sempre pi\u00f9 drammatica!<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote7sym\" name=\"sdfootnote7anc\"><sup>7<\/sup><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Consola registrare una sana reazione di una componente della comunit\u00e0 scientifica indipendente, passata ovviamente sotto silenzio dai media. Il 6 aprile pi\u00f9 di 1.000 scienziati in tutto il mondo si sono incatenati alle porte delle banche amiche del petrolio, hanno bloccato i ponti, occupato i gradini degli edifici governativi per inviare un messaggio urgente alla comunit\u00e0 internazionale: la crisi ecologica sta accelerando, e solo una &#8220;rivoluzione climatica&#8221; potr\u00e0 per evitare la catastrofe. \u00abI leader mondiali stanno ancora espandendo l&#8217;industria dei combustibili fossili il pi\u00f9 velocemente possibile, ma questo \u00e8 folle\u00bb.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote8sym\" name=\"sdfootnote8anc\"><sup>8<\/sup><\/a> Vari dimostranti sono stati arrestati, <i>\u00e7a va sans dire<\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma, per converso, si delinea il pi\u00f9 forsennato attacco del capitale per finanziarizzare tutta la Natura e la vita stessa, si chiama NAC (<i>Natural Asset Company<\/i>), annunciato dalla Borsa di New York, basato sulla mercificazione per estrarre profitti su tutto. La creazione di questa nuova classe di attivi finanziari metter\u00e0 infatti in vendita non solo le risorse naturali, ma gli stessi processi alla base della vita.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote9sym\" name=\"sdfootnote9anc\"><sup>9<\/sup><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Ormai dire che siamo alla follia \u00e8 un eufemismo: si aspetta la reazione dell&#8217;umanit\u00e0!<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Il giorno dopo la guerra<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Con l&#8217;evolvere della guerra risulta sempre pi\u00f9 evidente che gli equilibri (o squilibri) globali sono sconvolti per sempre e nulla torner\u00e0 come prima: il futuro \u00e8 impossibile da prevedere, ma si delineano indizi sui quali ritengo importante riflettere, per cercare di non inseguire gli eventi. Le considerazioni che far\u00f2 non seguono un ordine logico, e neanche di importanza, perch\u00e9 credo che un po&#8217; tutti brancoliamo per orientarci.<\/p>\n<p align=\"justify\">[a] <u><b>Lievitazioni dei costi e scarsit\u00e0 alimentari<\/b><\/u><u><b>, altro che debellare la fame nel mondo<\/b><\/u><b> &#8211; <\/b>La prima considerazione \u00e8 che con questa guerra la crisi climatica sembra passata in secondo piano, i progetti di ripresa e resilienza saranno da rivedere: anche perch\u00e9 i soldi se li stanno divorando il folle aumento delle spese militari e la dissennata corsa al riarmo: ma era gi\u00e0 chiaro che queste sono le priorit\u00e0 e la molla dall&#8217;economia, in tutto il mondo, lo stato di guerra lo ha solo evidenziato, ma anche reso pi\u00f9 accettabile, come una necessit\u00e0, dall&#8217;opinione pubblica.<\/p>\n<p align=\"justify\">Eppure le conseguenze anche ambientali e sociali di questa guerra e dei suoi sviluppi aprono scenari drammatici. <b>I disordini e le interruzioni<\/b><b> <\/b><b>causati da<\/b><b>lla guerra in Ucraina <\/b><b>hanno fatto <\/b><b>impennare i prezzi alimentari globali a massimi storici<\/b>: i prezzi sono saliti per grano, olio vegetale, mais, cereali, <b>minacciando<\/b><b> gravissime<\/b><b> carenze alimentari<\/b><b>, sopratutto in Africa e Medio Oriente<\/b>. La Russia e l&#8217;Ucraina, le cui vaste regioni produttrici di grano sono tra i principali panieri del mondo, rappresentano un&#8217;enorme quota delle esportazioni mondiali di diversi prodotti di base, tra cui grano, olio vegetale e mais, i cui prezzi hanno raggiunto il mese scorso i livelli pi\u00f9 alti di sempre. I porti ucraini sono stati chiusi da un blocco russo e c&#8217;\u00e8 preoccupazione per il raccolto di quest&#8217;anno, dato che la guerra infuria durante la stagione della semina.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote10sym\" name=\"sdfootnote10anc\"><sup>10<\/sup><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Secondo le Nazioni Unite, <b>la Russia e l&#8217;Ucraina producono circa il 30% della fornitura mondiale di grano e il 20% delle esportazioni di mais<\/b>. L&#8217;Ucraina \u00e8 anche il principale esportatore mondiale di olio di semi di girasole, e la Russia \u00e8 al secondo posto. Secondo un rapporto dell&#8217;Onu di un paio di mesi fa, gli indici dei prezzi dei cereali e delle verdure sono aumentati rispettivamente di circa il 17% e il 23%. Anche gli indici dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari, della carne e dello zucchero sono aumentati, anche se in misura minore, rispettivamente del 3%, 5% e 7% circa.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma l&#8217;aumento dei prezzi sta investendo tutti i settori.<\/p>\n<p align=\"justify\">[b]<b> <\/b><u><b>Minerali strategici per la transizione <\/b><\/u><i><u><b>green<\/b><\/u><\/i><u><b>: guerre<\/b><\/u><u><b> future<\/b><\/u><u><b> per le risorse esauribili?<\/b><\/u><u><b> Il neo<\/b><\/u><u><b>-neo<\/b><\/u><u><b>-colonialismo che verr\u00e0<\/b><\/u><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote11sym\" name=\"sdfootnote11anc\"><sup>11<\/sup><\/a><b> &#8211; <\/b>Credo, purtroppo, che il futuro con ogni probabilit\u00e0 non sar\u00e0 di pace: non solo per la lotta per la supremazia fra le potenze (su cui torner\u00f2), ma nientemeno che per la cosiddetta &#8220;transizione <i>green<\/i>&#8220;. Il &#8220;tutto rinnovabili&#8221; non \u00e8 esente da problemi, <b>se non si mette in discussione l&#8217;intero modo di produrre e di consumare.<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Penso che non molti ambientalisti abbiano chiaro che \u00ab<b>g<\/b><b>li impianti solari fotovoltaici, i parchi eolici e i veicoli elettrici impiegano pi\u00f9 minerali rispetto a quelli alimentati con combustibili fossili<\/b>: un&#8217;auto elettrica richiede sei volte l&#8217;apporto di minerali di un&#8217;auto convenzionale, e un impianto eolico a terra nove volte pi\u00f9 di un impianto a gas. Dal 2010 la quantit\u00e0 media di minerali necessari per unit\u00e0 di generazione di energia \u00e8 aumentata del 50% grazie all\u2019aumento delle energie rinnovabili\u00bb (IEA, <i>I<\/i><i>nternational <\/i><i>E<\/i><i>nergy <\/i><i>A<\/i><i>gency<\/i>, 2021). <b>La richiesta di minerali strategici aumenter\u00e0 vertiginosamente nel futuro<\/b>: nomi strani, terre rare, neodimio, disprosio, ittrio, terbio, e via dicendo.<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>G<\/b><b>li Stati Uniti considerano 35 minerali strategici critici per la sicurezza nazionale<\/b><b>: tradotto, <\/b><b>faranno<\/b><b> delle guerre per <\/b><b>procurarse<\/b><b>li<\/b><b>!<\/b> Un bel problema dato che le riserve delle terre rare (pi\u00f9 propriamente rarefatte, per la bassissima concentrazione nelle rocce) <b>s<\/b><b>i trovano<\/b><b> in larghissima misura<\/b><b> in<\/b><b> Cina e in<\/b><b> Russia!<\/b> La lotta per le risorse esauribili e non rinnovabili \u00e8 destinata ad esasperarsi. L&#8217;Africa ne \u00e8 particolarmente ricca, depositi di oro, ferro, bauxite, rame, carbone, titanio, uranio e altri minerali non ancora sfruttati. Giacimenti di Coltan nella Repubblica Democratica del Congo, minerale necessario alla produzione di apparati elettrici come gli smartphone. Ma sono ben note le condizioni di brutale sfruttamento anche della mano d&#8217;opera infantile, nonch\u00e9 le drammatiche ricadute ambientali di queste lavorazioni. Insomma l&#8217;accelerazione <i>green<\/i> delle economie dei paesi ricchi potrebbe basarsi su un aggravamento <i>black<\/i> (se non <i>red blood<\/i>) delle condizioni dei paesi poveri sfruttati, senza che essi ricevano neanche le briciole dei vantaggi. Altro che &#8220;giustizia climatica&#8221;! Risuona la frase del <i>Gattopardo<\/i> di Tomasi da Lampedusa \u00abCambiare tutto per lasciare tutto come sta\u00bb. Solo che ora il tempo \u00e8 quasi scaduto!<\/p>\n<p align=\"justify\">La verit\u00e0 \u00e8 che la guerra \u00e8 sempre pi\u00f9 la modalit\u00e0 di funzionamento della societ\u00e0 capitalista.<\/p>\n<p align=\"justify\">[c] <u><b>Si conferma la vocazione bellica<\/b><\/u><u><b> e aggressiva<\/b><\/u><u><b> degli USA<\/b><\/u><b> &#8211; <\/b>Emerge con crescente evidenza che <b>gli Stati Uniti <\/b><i><b>vogliono<\/b><\/i><b> in tutti i modi che la guerra continui<\/b>, ostacolando tutte le prospettive di negoziato, inzeppando l&#8217;Ucraina di armi (e militari, ma non da oggi), e trascinando con s\u00e9 gli stati europei. <b>Si affaccia lo spettro che questa guerra possa ampliarsi e generalizzarsi<\/b>. Per quanto mi riguarda questa constatazione \u00e8 la conferma della <b>vocazione bellica degli Stati Uniti<\/b> fin dalla loro formazione (l&#8217;ho discusso pi\u00f9 volte in dettaglio in scritti passati<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote12sym\" name=\"sdfootnote12anc\"><sup>12<\/sup><\/a>). Ovviamente tutto questo rende il futuro assai pi\u00f9 incerto, ed anche allarmante.<\/p>\n<p align=\"justify\">La verit\u00e0 \u00e8 che <b>dopo la dissoluzione dell&#8217;URSS gli Stati Uniti hanno individuato la Russia<\/b><b> comunque<\/b><b> come il nemico<\/b><b>,<\/b><b> da battere<\/b>: per un decennio hanno cercato di disgregarla avvalendosi del Far West economico e politico del Paese apertosi negli anni Novanta con la presidenza di Boris Yeltsin. Non sono un esperto di questioni della Russa per cui riprendo questa citazione<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote13sym\" name=\"sdfootnote13anc\"><sup>13<\/sup><\/a>: &#8220;mi pare che spesso si dimentichi che dal 1998 Putin ha saputo rimettere la Russia in carreggiata, ridare l\u2019orgoglio di appartenenza al suo popolo, approfittare (nei tempi buoni) degli alti prezzi del petrolio per fare ripartire la macchina economica e infine ridare un ruolo internazionale a un Paese che \u00e8 pur sempre il pi\u00f9 esteso del mondo ed il pi\u00f9 ricco di materie prime. Chi ha un po\u2019 di memoria e vuole confrontare la Russia di oggi con quella degli ultimi anni della presidenza Yeltsin potr\u00e0 ricordare cosa significava per la nostra tranquillit\u00e0 il regime di semi-anarchia in cui armi russe venivano vendute a chiunque, i siti nucleari erano in rovina e nessuno sapeva come o chi li stesse controllando. Con il forte rischio che parte del materiale nucleare pericoloso finisse in mani criminali.&#8221; Senza ovviamente nulla concedere al personaggio non dimentichiamo quando la popolarit\u00e0 di Putin in Russia superava il 90%.<\/p>\n<p align=\"justify\">[d] <u><b>Il resistibile suicidio dell&#8217;Europa<\/b><\/u><u><b>. E <\/b><\/u><u><b>l&#8217;<\/b><\/u><u><b>ulteriore <\/b><\/u><u><b>offensiva<\/b><\/u><u><b> della NATO<\/b><\/u><b> &#8211; <\/b>Ho discusso sopra il fallimento storico dell&#8217;Europa dopo la Caduta del Muro, ma questa guerra sta evidenziando altri risvolti. Soprattutto la Germania mostra un svolta profonda rispetto all&#8217;epoca Merkel. Non solo emerge la modesta levatura del cancelliere Scholz (opinione personale), ma i Verdi stanno portando un notevole cambiamento di rotta. Sul piano della politica climatica, affidata al ministero degli Esteri guidato dall\u2019ex leader del partito dei Verdi Annalena Baerbock, non pu\u00f2 non colpire l&#8217;affidamento dell&#8217;incarico di inviata speciale della Germania per la protezione internazionale del clima ad un esponente straniero certo di spicco, la direttrice esecutiva di <i>Greenpeace International<\/i>, la statunitense Jennifer Morgan (sposata con un tedesco, la naturalizzazione sar\u00e0 rapida), che guida l&#8217;associazione dal 2016: la Morgan in particolare sar\u00e0 incaricata dell\u2019organizzazione della conferenza mondiale annuale sul clima (COP). Per chi non la conosca, Jennifer Morgan \u00e8 stata dal 2015 presidente di SAP Nord America, dove ha s\u00ec colmato il divario retributivo di genere in SAP comunque la sua retribuzione \u00e8 (per lo meno) stata superiore a 1,5<br \/>\nmilioni di dollari.<\/p>\n<p align=\"justify\">Tornando alla guerra, la fortissima pressione di Washington per l&#8217;inasprimento delle sanzioni economiche a Mosca e il rifiuto del gas russo (di cui esaminer\u00f2 poi altri aspetti) minacciano concretamente di <b>condurre l&#8217;Europa ad una <\/b><b>seria recessione<\/b>. Un suicidio per una causa che spettava all&#8217;Europa disinnescare e risolvere per il bene di tutti!<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma si arriva a un&#8217;evidente umiliazione dell&#8217;Europa, come osserva Domenico Gallo, \u00abquando il Presidente americano Biden \u00e8 venuto a Bruxelles per partecipare non solo al vertice straordinario della NATO e al G7 straordinario convocato dalla Germania, ma anche al Consiglio europeo, convocato per il 24 e 25 marzo, per una discussione sul sostegno all\u2019Ucraina e al suo popolo e sul rafforzamento della cooperazione transatlantica in risposta all\u2019aggressione russa. <strong>Il Consiglio europeo \u00e8 la massima istituzione dell\u2019UE che definisce priorit\u00e0 e orientamenti politici generali dell\u2019Unione europea. Il fatto che vi partecipi il Presidente degli Stati Uniti a dettare la linea all\u2019Unione Europea non pu\u00f2 che inquietarci<\/strong>. In realt\u00e0 <b>la presenza di Biden in quel consesso rafforza lo schiacciamento dell\u2019UE sulla NATO<\/b>.\u00bb<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote14sym\" name=\"sdfootnote14anc\"><sup>14<\/sup><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Ma ovviamente la novit\u00e0 pi\u00f9 evidente della politica tedesca \u00e8 la decisione del <b>balzo della spesa militare<\/b>. Questa decisione si inquadra in quella di tutti i paesi europei di potare la spesa militare al 2% del Pil come da anni chiede la NATO. La decisione di Berlino di inviare armi pesanti all&#8217;Ucraina va contro decenni di politica di difesa tedesca. Senza contare la dissonanza con il rifiuto del presidente ucraino Zelensky di ricevere il presidente della repubblica tedesca Steinmeier.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non mi sembra superfluo riprendere un&#8217;osservazione che \u00e8 stata fatta pi\u00f9 volte. L&#8217;Europa non spende poi tanto poco per la difesa, ma certamente spende male perch\u00e9 lo sforzo economico \u00e8 distribuito in modo inefficiente tra 27 forze armate diverse, con ovvi sprechi per costi fissi, imperfetta standardizzazione ed interoperabilit\u00e0, duplicazioni. Queste si potrebbero eliminare se si avesse un esercito europeo, una marina europea ed un&#8217;aviazione europea: lo dico senza sbilanciarmi perch\u00e9 nutro forti riserve su un esercito europeo, tanto pi\u00f9 nel frangente attuale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma ancora, e soprattutto, a questa chiamata dell&#8217;Europa alle armi, fa riscontro <b>la nuova offensiva di allargamento della NATO<\/b>. L&#8217;attenzione si concentra sull&#8217;intenzione della Svezia e della Finlandia di chiedere l&#8217;adesione all&#8217;Alleanza. Particolarmente grave la seconda, che rinuncerebbe alla neutralit\u00e0 ed entrerebbe nei giochi politici e militari della NATO: \u00e8 lecito nutrire qualche dubbio che sia un vero affare. Per inciso, anche l&#8217;Irlanda \u00e8 membro della UE con lo status di neutralit\u00e0, si spera che non accada che un ciliegia tira l&#8217;altra.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote15sym\" name=\"sdfootnote15anc\"><sup>15<\/sup><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Meno scalpore ha fatto nelle notizie monopolizzate dalla guerra Ucraina l&#8217;<b>offensiva<\/b><b> verso <\/b><b>l&#8217;Asia-Pacifico per unire un fronte con paesi alleati per isolare la Russia e creare un fronte per contrastare la Cina<\/b>. &#8220;Ma gli analisti ritengono che <b>gli Stati Uniti stanno costringendo pi\u00f9 paesi a scegliere da che parte stare nella crisi e la stanno usando come un&#8217;opportunit\u00e0 per aiutare l&#8217;espansione globale della NATO<\/b>.&#8221;<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote16sym\" name=\"sdfootnote16anc\"><sup>16<\/sup><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Fra l&#8217;altro, al vertice di Madrid a giugno verr\u00e0 finalizzato <b>il prossimo concetto strategico della NATO<\/b>, che dovr\u00e0 tenere conto delle future relazioni della NATO con la Russia, e della crescente influenza della Cina sulla sicurezza degli alleati: credo che non ci sia da aspettarsi nulla di buono! I paesi Europei si confermeranno succubi dei voleri di Washington?<\/p>\n<p align=\"justify\">Per la cronaca, come candidati <i>in pectore<\/i> per il rinnovo del ruolo di segretario della NATO sembrano in prima fila Draghi, Gentiloni e &#8230;Letta: altra previsione che non dice nulla di buono, dato che l&#8217;Italia \u00e8 da sempre il primo della classe per &#8220;fedelt\u00e0 atlantica&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">Una ulteriore incognita che non si deve trascurare \u00e8 <b>il livello di gradimento in picchiata di Biden negli Stati Uniti<\/b>: anche qui le prospettive future non fanno presagire nulla di buono.<\/p>\n<p align=\"justify\">[e] <u><b>Per un pugno di dollari!<\/b><\/u><b> &#8211;<\/b> Ma c&#8217;\u00e8 un motivo pi\u00f9 di fondo nell&#8217;accanimento di Biden per inasprire le sanzioni economiche alla Russia: <b>il dominio del dollaro<\/b>. Nessun paese ha sfidato con successo l\u2019egemonia globale del dollaro USA prima d\u2019ora. Senza seguire le varie svolte e peripezie (che vanno al di l\u00e0 delle mie competenze), i tentativi di svincolarsi dal dominio del dollaro sono costati la vita prima a Saddam Hussein, il quale vendette il petrolio iracheno in Euro, poi a Gheddafi, il quale progettava di creare una nuova valuta panafricana. Nicolas Sarkozy arriv\u00f2 a definire la Libia una \u201cminaccia alla sicurezza finanziaria del mondo\u201d. Ma le &#8220;guerra all&#8217;ultimo dollaro&#8221; si inasprisce.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00abI critici stranieri hanno sempre stigmatizzato il \u201cprivilegio esorbitante\u201d che ha il dollaro USA come valuta di riserva globale. Gli Stati Uniti possono emetterla sostenuti nient\u2019altro che dalla \u201cpiena fede e credito degli Stati Uniti \u201c. I governi stranieri, avendo bisogno di dollari, non solo li accettano nel commercio, ma acquistano titoli statunitensi, finanziando efficacemente il governo statunitense e le sue guerre estere. Ma nessun governo \u00e8 stato abbastanza potente da rompere quell\u2019accordo fino ad ora. Come \u00e8 successo e cosa significher\u00e0 per gli Stati Uniti e le economie globali?\u00bb<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote17sym\" name=\"sdfootnote17anc\"><sup>17<\/sup><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Xi Jimping e Vladimir Putin hanno sottolineato l&#8217;esigenza di accelerare il processo di strutture finanziarie indipendenti per gli scambi Russia Cina. Con la guerra in Ucraina il distacco della Russia dal dollaro \u00e8 diventato vitale. Le sanzioni provocano la prima sfida da parte di una potenza al petrodollaro e al sistema occidentale della finanza. L&#8217;11 marzo l&#8217;Unione Economica Eurasiatica (EAUE: Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Bielorussia e Armenia) e la Cina hanno concordato di progettare un meccanismo per un sistema monetario e finanziario internazionale indipendente.<\/p>\n<p align=\"justify\">Insomma, nel futuro la guerra finanziaria potrebbe esasperarsi, con conseguenze imprevedibili.<\/p>\n<p align=\"justify\">[f] <u><b>Il <\/b><\/u><u><b>mondo non sar\u00e0 pi\u00f9 come prima<\/b><\/u><u><b>: ma come cambier\u00e0?<\/b><\/u><u><b> Un nuovo contesto geopolitico<\/b><\/u><b> &#8211; <\/b>Una situazione sulla quale mi sembra che non molti commentatori insistano abbastanza \u00e8 <b>un sostanziale riposizionamento degli schieramenti politici mondiali<\/b>, che certamente covava da tempo ma si \u00e8 manifestato in occasione del voto del 2 marzo all&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;ONU sulla risoluzione che condannava l&#8217;invasione russa. Al di l\u00e0 dei risultati della votazione, il fatto veramente significativo \u00e8 che l<b>&#8216;81% delle nazioni del mondo non ha aderito alle sanzioni contro la Russia!<\/b><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote18sym\" name=\"sdfootnote18anc\"><sup>18<\/sup><\/a> (vedi mappa, in grigio le nazioni che non hanno aderito) \u00c8 vero che il 19% delle nazioni che applicano le sanzioni detengono il 59% del Pil mondiale, ma la nuova divisone del modo appare eclatante; d&#8217;altra parte quello che la Russia non pu\u00f2 ottenere dal 19% delle nazioni lo pu\u00f2 ottenere per triangolazioni dai paesi dell&#8217;81%.<\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1571517\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/350px-Sanctions_2014_Russia2.png\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"154\" srcset=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/350px-Sanctions_2014_Russia2.png 350w, https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/350px-Sanctions_2014_Russia2-300x132.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\">Figura &#8211; Il fronte di Paesi che non hanno aderito alle sanzioni contro la Russia comprende Cina, India, gli Stati dell\u2019America Latina e dell\u2019Africa, Israele e gli Stati arabi. Verde chiaro: nazioni che hanno imposto sanzioni; verde scuro nazioni della UE che hanno imposto sanzioni congiunte (fonte: https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sanzioni_internazionali_durante_la_crisi_russo-ucraina)<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Segnalo alcuni commenti: il non allineamento motiva la spinta africana per il dialogo sull&#8217;Ucraina; <b>p<\/b><b>erch\u00e9 i leader africani non appoggeranno l&#8217;Occidente sull&#8217;Ucraina<\/b>.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote19sym\" name=\"sdfootnote19anc\"><sup>19<\/sup><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00abLa reazione e il tono del dibattito, dicono gli analisti, segna una svolta nel modo in cui i diplomatici e gli osservatori di politica estera continuano a vedere l&#8217;Africa come omogenea, senza le sfumature di 54 nazioni sovrane che agiscono ciascuna sulla base di complessi interessi diplomatici ed economici. &#8230; E sembra che la messaggistica proveniente dalla Cina guadagni pi\u00f9 trazione. \u00c8 pi\u00f9 attraente per i paesi africani che stanno cercando di affermare la loro forza politica. &#8230; L&#8217;astensione pu\u00f2 non tradursi necessariamente in una posizione pro-Russia ma in una posizione allineata alla Cina. &#8230; Vi sono anche voci sulla &#8220;ipocrisia&#8221; nell&#8217;imporre sanzioni che hanno un impatto sui paesi africani, mentre l&#8217;Europa ha speso 35 miliardi di euro (38 miliardi di dollari) in energia russa dall&#8217;inizio della guerra. &#8230; La brusca uscita degli Stati Uniti dall&#8217;Afghanistan e le orribili scene di persone aggrappate agli aerei hanno fatto s\u00ec che alcuni politici africani vedano Washington come un partner inaffidabile che metter\u00e0 al primo posto le sue esigenze di sicurezza.\u00bb<\/p>\n<p align=\"justify\">Segnalo a questo proposito l&#8217;interesse di un lungo e complesso articolo di Franco Berardi Bifo, dal quale mi limito a citare un passo che mi sembra estremamente significativo:<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote20sym\" name=\"sdfootnote20anc\"><sup>20<\/sup><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">\u00abLa guerra inter bianca fa s\u00ec che <b>paradossalmente il mondo si divida lungo linee inedite<\/b>, che non hanno molto a che vedere con l\u2019ideologia o con la geopolitica, e hanno molto a che vedere con la storia della colonizzazione e dello sfruttamento razziale.<\/p>\n<p align=\"justify\">Quando all\u2019ONU \u00e8 stata presentata la proposta di condanna dell\u2019invasione russa, i paesi pi\u00f9 popolosi \u2013 India, Pakistan, Indonesia, Sud Africa \u2013 si sono astenuti insieme alla Cina. <b>Viene a delinearsi per la prima volta uno scenario geopolitico che corre lungo la linea di frattura coloniale. Gli imperi bianchi del passato si scontrano o si coalizzano, mentre all\u2019orizzonte emerge il mondo non bianco<\/b>.\u00bb [neretto mio]<\/p>\n<p align=\"justify\">Con il consenso dell&#8217;autore, Leonardo Bargigli, che ringrazio, riporto un passo interessante e i dati da una sua recente conferenza: \u00abGuardiamo gli stati che hanno deciso di imporre sanzioni contro la Russia, ovvero l\u2019Occidente: sono 39 stati che pesano per il 13% della popolazione ma per il 53% del reddito globale. Sono i paesi ricchi, che cercano di impedire al resto dell\u2019umanit\u00e0 di svilupparsi. Nel 1960 il peso di questi stati sul reddito globale era del 76%, vediamo quindi che la loro quota \u00e8 diminuita. Consideriamo dall\u2019altra parte gli stati che si sono rifiutati di condannare la Russia all\u2019assemblea dell\u2019ONU: 52 stati che pesano per il 27% del reddito globale e per il 58% della popolazione mondiale. Sono paesi classificati a reddito medio-basso (come l\u2019India) o medio-alto (come Cina e Russia). Il peso economico di questi stati nel 1960 era il 6%, quindi sono cresciuti molto. Attenzione per\u00f2, tolta la Cina, il resto dei paesi in questo gruppo pesa per il 9% in termini di reddito, e qui dentro rientra l\u2019India, che rappresenta il 3% del PIL globale e ben il 18% della popolazione. Quindi, se si fa eccezione per la Cina e alcuni altri paesi del sud-est asiatico come il Vietnam, permane una situazione di grandissima disuguaglianza a livello internazionale. E nell\u2019ultimo decennio, sempre fatta eccezione per Cina e Asia, le cose non sono affatto migliorate. Il reddito pro-capite delle popolazioni sudamericane \u00e8 pi\u00f9 basso nel 2020 di quanto lo fosse nel 2010, stessa cosa vale per l\u2019Africa e il medio oriente. Nello stesso periodo, i dividendi dell\u2019imperialismo hanno fruttato agli USA una crescita del reddito medio pari all\u201911%. Gli USA hanno difeso la propria quota di reddito molto meglio dei paesi UE.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le popolazioni del Sud del mondo conoscono bene la prepotenza del colonialismo e del razzismo occidentali, e soffrono quotidianamente per l\u2019impatto di sanzioni economiche pesantissime imposte dall\u2019occidente, come a Cuba, Venezuela, Iran. A chi pensate che vada la simpatia della maggioranza dell\u2019umanit\u00e0, quella che vive nei paesi del sud del mondo? Non certo a favore dell\u2019Occidente!\u00bb<\/p>\n<p align=\"justify\"><b>L&#8217;alba del giorno dopo non \u00e8 ancora spuntata: continua un dormiveglia agitato da incubi<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Sono scoccati due mesi dall&#8217;attacco russo all&#8217;Ucraina e non si vede la fine dell&#8217;incubo. Segnalo le pagine esterne del <i>Fatto Quotidiano<\/i> del 24 aprile, uno dei pochi giornali con <i>L&#8217;Avvenire<\/i> ad avere mantenuto una posizione equilibrata e critica e un&#8217;informazione imparziale: \u00abA che punto \u00e8 la guerra &#8211; Cosa \u00e8 successo in due mesi e cosa pu\u00f2 accadere\u00bb, tre articoli di Fabio Mini, Alessandro Orsini, e Lorenzo Giarelli.<\/p>\n<p align=\"justify\">La contraddizione di fondo che emerge da questa guerra \u00e8 eclatante e, questa s\u00ec, disarmante: ma tutt&#8217;altro che inattesa per chi abbia seguito gli eventi in questi anni.<\/p>\n<p align=\"justify\">Mini fa accuratamente il punto della situazione sul terreno sulla base della cartina con le freccette che il Ministero della Difesa britannico diffonde e aggiorna tramite la <i>Bbc<\/i>: \u00abQuesta fase di consolidamento della penetrazione russa potrebbe preludere a una riapertura dei negoziati che possano stabilizzare tutta l&#8217;Ucraina. Ma non sembra che questa sia l&#8217;intenzione dei governi occidentali, compreso il nostro. [Mentre] l&#8217;impegno americano e di quasi tutti i paesi della NATO [\u00e8 di] fornire armi all&#8217;Ucraina non tanto per difenderla quanto per fare di essa la propaggine pi\u00f9 avanzata della minaccia alla Russia.\u00bb<\/p>\n<p align=\"justify\">Orsini osserva: \u00abQuale pace abbia in mente l&#8217;Occidente non \u00e8 chiaro &#8230; La Casa Bianca non vuole la pace con la Russia in Ucraina. Biden ambisce a creare un spaccatura profondissima tra la Russa e l&#8217;Europa per ricavare benefici economici, politici e militari. &#8230; Il fatto che la Casa Bianca non voglia la pace ha ripercussioni importanti sull&#8217;Europa, giacch\u00e9 il terzo paese pi\u00f9 importante dell&#8217;UE, l&#8217;Italia, \u00e8 un paese satellite degli USA &#8230; Draghi \u00e8 il Lukashenko di Biden e l&#8217;Italia \u00e8 la Bielorussia degli Stati Uniti. &#8230; La subordinazione del governo Draghi alla Casa Bianca rappresenta un ostacolo alla pace con la Russia\u00bb. D&#8217;altra parte, in Europa c&#8217;\u00e8 un governo non asservito agli USA, la Francia: che per\u00f2, a parte il risultato delle elezioni, \u00abdeve ancora trovare il proprio ruolo nell&#8217;UE dopo l&#8217;uscita del Regno Unito\u00bb. \u00abPer concludere, non esistono prospettive di pace se l&#8217;UE non \u00e8 disposta a concedere qualcosa a Putin che non sia un semplice invito ad abbandonare l&#8217;Ucraina senza niente in cambio.\u00bb<\/p>\n<p align=\"justify\">Tornando a Mini, \u00abCi\u00f2 che sembra oggi pi\u00f9 probabile \u00e8 che all&#8217;eventuale &#8216;missione speciale&#8217; compiuta dai russi corrispondano soltanto misure concrete per passare alla guerra: lunga e totale.\u00bb<\/p>\n<p align=\"justify\">Non ho intenzione di trarre delle conclusioni: il mio scopo era solo di cercare di tracciare (con tutti i limiti) un quadro della profondit\u00e0 dei cambiamenti innescati dalla pandemia, dalla guerra in Ucraina, e da molti decenni dalla crisi climatica e ambientale, per stimolare a discutere come nulla torner\u00e0 come prima. Anche se nessuno ha la sfera di cristallo, ritengo importante cominciare a interrogarci su un futuro denso di incognite e di sfide, anche per cercare dalle esperienze passate di evitare tanti errori che sono stati fatti.<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>. Rinvio all&#8217;analisi di Giorgio Ferrari, &#8220;L&#8217;ultimo rapporto sul futuro&#8221;, <i>La Bottega del Barbieri<\/i>, 2 dicembre 2019, https:\/\/www.labottegadelbarbieri.org\/lultimo-rapporto-sul-futuro\/.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><span style=\"font-size: small;\">. <span style=\"font-size: small;\">Baracca e Cardosi, <span style=\"font-size: small;\">&#8220;<span style=\"font-size: small;\"><strong>Ricorsi storici: dalla cesura storica della Caduta del Muro, a quella della <\/strong><span style=\"font-size: small;\"><strong>&#8216;<\/strong><span style=\"font-size: small;\"><strong>prima pandemi<\/strong><span style=\"font-size: small;\"><strong>a<\/strong><span style=\"font-size: small;\"><strong> dell&#8217;Antropcene<\/strong><span style=\"font-size: small;\"><strong>&#8216;<\/strong><span style=\"font-size: small;\"><strong>. Qualche possibile ispirazione<\/strong><span style=\"font-size: small;\">&#8220;, <span style=\"font-size: small;\"><i>PeaceLink<\/i><span style=\"font-size: small;\">, 19 novembre 2021, <a href=\"https:\/\/www.peacelink.it\/pace\/a\/48865.html\">https:\/\/www.peacelink.it\/pace\/a\/48865.html<\/a>.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a>. Gianni Monti, &#8220;Guerra del Golfo: lo sterminio del 26 febbraio 1991&#8221;, <i>Pressenza<\/i>, 24 febbraio 2020, <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/02\/guerra-del-golfo-lo-sterminio-del-26-febbraio-del-1991\/\">https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2020\/02\/guerra-del-golfo-lo-sterminio-del-26-febbraio-del-1991\/<\/a>.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a>. Baracca, &#8220;20 marzo 2003: iniziava l\u2019invasione dell\u2019Iraq, il &#8216;caos creativo&#8217; ideato dai <i>neocon<\/i>, che continua a devastare il Medio Oriente&#8221;, <i>Pressenza<\/i>, 18 marzo 2019, <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/03\/20-marzo-2003-iniziava-linvasione-delliraq-il-caos-creativo-ideato-dai-neocon-che-continua-a-devastare-il-medio-oriente\/\">https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/03\/20-marzo-2003-iniziava-linvasione-delliraq-il-caos-creativo-ideato-dai-neocon-che-continua-a-devastare-il-medio-oriente\/<\/a>.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a>. Baracca e Correggia, &#8220;Non dimentichiamo che anche le guerre e il complesso militar industriale uccidono il clima, oltre ai popoli!&#8221;, <i>Pressenza<\/i>, 27 settembre 2019, <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/09\/non-dimentichiamo-che-anche-le-guerre-e-il-complesso-militar-industriale-uccidono-il-clima-oltre-ai-popoli\/\">https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/09\/non-dimentichiamo-che-anche-le-guerre-e-il-complesso-militar-industriale-uccidono-il-clima-oltre-ai-popoli\/<\/a>.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote6\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote6anc\" name=\"sdfootnote6sym\">6<\/a>. 2018, <span style=\"color: #000080;\"><a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/10\/lallarme-sul-riscaldamento-globale-potrebbe-essere-piu-grave-di-quanto-viene-valutato\/#sdfootnote1anc\">https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2018\/10\/lallarme-sul-riscaldamento-globale-potrebbe-essere-piu-grave-di-quanto-viene-valutato\/#sdfootnote1anc<\/a><span style=\"color: #000080;\">; <span style=\"color: #000080;\">2019, https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2019\/05\/emergenza-ambientale-ma-non-solo-co2\/.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote7\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote7anc\" name=\"sdfootnote7sym\">7<\/a>. Scrissi il seguente articolo molto circostanziato e documentato il 20 febbraio (pubblicato il 21), quattro giorni prima che iniziasse l&#8217;attacco all&#8217;Ucraina, per cui non era influenzato dagli eventi e dagli sviluppi bellici: Baracca, &#8220;Sulle armi nucleari: innovazioni, aggiornamenti, e &#8230; i rischi aumentano!&#8221;, <i>Pressenza<\/i>, 21 febbraio 2022, <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/02\/sulle-armi-nucleari-innovazioni-aggiornamenti-e-i-rischi-aumentano\/\">https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/02\/sulle-armi-nucleari-innovazioni-aggiornamenti-e-i-rischi-aumentano\/<\/a>.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote8\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a name=\"node-title\"><\/a> <a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote8anc\" name=\"sdfootnote8sym\">8<\/a><span style=\"font-size: small;\">. <span style=\"font-size: small;\">&#8220;<span style=\"font-size: small;\">Dozens Arrested as Scientists Worldwide Mobilize to Demand &#8216;Climate Revolution&#8217;<span style=\"font-size: small;\">&#8220;, <span style=\"font-size: small;\"><i>Common Deams<\/i><span style=\"font-size: small;\">, 7 aprile 2022, <a href=\"https:\/\/www.commondreams.org\/news\/2022\/04\/07\/dozens-arrested-scientists-worldwide-mobilize-demand-climate-revolution\">https:\/\/www.commondreams.org\/news\/2022\/04\/07\/dozens-arrested-scientists-worldwide-mobilize-demand-climate-revolution<\/a>.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote9\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote9anc\" name=\"sdfootnote9sym\">9<\/a>. Marco Bersani, &#8220;Ultimo assalto alla natura: gli ecosistemi quotati in borsa, <i>Attac Italia<\/i>, 23 aprile 2022, <a href=\"https:\/\/www.attac-italia.org\/ultimo-assalto-alla-natura-gli-ecosistemi-quotati-in-borsa\/\">https:\/\/www.attac-italia.org\/ultimo-assalto-alla-natura-gli-ecosistemi-quotati-in-borsa\/<\/a>.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote10\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote10anc\" name=\"sdfootnote10sym\">10<\/a>. Ho trovato illuminante la lettera invita a <i>Pressenza<\/i> da un italiano che vive in Ucraina (<a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/04\/laltro-volto-della-guerra-testimonianza-di-un-italiano-dallucraina-dimenticata\/\">https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/04\/laltro-volto-della-guerra-testimonianza-di-un-italiano-dallucraina-dimenticata\/<\/a>) che raccomando assolutamente di leggere: rende evidente come nella vasta regione agricola che non \u00e8 stata toccata dalla guerra tutto sia fermo, con carenze drammatiche e conseguenze tragiche, sia alimentari e sanitarie, arresto di tutte le attivit\u00e0. Anche lo stato d&#8217;animo della gente, e le opinioni, differiscono profondamente dalle notizie <i>mainstream<\/i> che riceviamo.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote11\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote11anc\" name=\"sdfootnote11sym\">11<\/a>. Per le considerazioni che seguono sono debitore a Giorgio Ferrari.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote12\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote12anc\" name=\"sdfootnote12sym\">12<\/a>. Il mio pi\u00f9 recente: Baracca, &#8220;Potenza nucleare, imperialismo inveterato e maschilismo bianco degli Stati Uniti&#8221;, <i>Pressenza<\/i>, 7 ottobre 2021, <a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/10\/potenza-nucleare-imperialismo-inveterato-e-maschilismo-bianco-degli-stati-uniti\/\">https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/10\/potenza-nucleare-imperialismo-inveterato-e-maschilismo-bianco-degli-stati-uniti\/<\/a>.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote13\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote13anc\" name=\"sdfootnote13sym\">13<\/a>. Dario Rivolta, <i>Notizie geopolitiche<\/i>, 16 settembre 2016, <a href=\"https:\/\/www.notiziegeopolitiche.net\/dario-rivolta-conoscevo-gorbaciov-e-eltsin-e-vi-racconto-come-andarono-i-fatti\/\">https:\/\/www.notiziegeopolitiche.net\/dario-rivolta-conoscevo-gorbaciov-e-eltsin-e-vi-racconto-come-andarono-i-fatti\/<\/a>.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote14\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote14anc\" name=\"sdfootnote14sym\">14<\/a>. Domenico Gallo, &#8220;Se la guerra annulla l&#8217;Europa&#8221;, 25 marzo 2022, <a href=\"https:\/\/www.domenicogallo.it\/2022\/03\/se-la-guerra-annulla-leuropa\/\">https:\/\/www.domenicogallo.it\/2022\/03\/se-la-guerra-annulla-leuropa\/<\/a>.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote15\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote15anc\" name=\"sdfootnote15sym\">15<\/a>. Jonathan Gorvett, &#8220;Will Russia\u2019s War End Irish Neutrality? &#8211; A key pillar of Dublin\u2019s foreign policy may be another casualty of the conflict&#8221;, <i>Foreign Policy<\/i>, 21 aprile 2022, <a href=\"https:\/\/foreignpolicy.com\/2022\/04\/21\/irish-neutrality-russia-war-ukraine-foreign-policy-martin\/\">https:\/\/foreignpolicy.com\/2022\/04\/21\/irish-neutrality-russia-war-ukraine-foreign-policy-martin\/<\/a>.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote16\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote16anc\" name=\"sdfootnote16sym\">16<\/a>. <a class=\"western\" href=\"https:\/\/www.globaltimes.cn\/\/author\/Reporter-Liu-Xin.html\">Liu Xin<\/a> e Xu Yelu, &#8220;US, NATO seek united front with Asia-Pacific allies to isolate Russia, pressure China over Ukraine crisis&#8221;, <i>Global Times<\/i>, 7 aprile 2022, <a href=\"https:\/\/www.globaltimes.cn\/page\/202204\/1258771.shtml\">https:\/\/www.globaltimes.cn\/page\/202204\/1258771.shtml<\/a>.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote17\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote17anc\" name=\"sdfootnote17sym\">17<\/a>. Ellen Brown, &#8220;L\u2019imminente rivoluzione finanziaria globale: la Russia segue il copione americano&#8221;, tradotto in <i>Rifondazione, Esteri e Pace<\/i>, 21 aprile 2022, <a href=\"http:\/\/www.rifondazione.it\/esteri\/index.php\/2022\/04\/21\/limminente-rivoluzione-finanziaria-globale-la-russia-segue-il-copione-americano\/\">http:\/\/www.rifondazione.it\/esteri\/index.php\/2022\/04\/21\/limminente-rivoluzione-finanziaria-globale-la-russia-segue-il-copione-americano\/<\/a>.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote18\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote18anc\" name=\"sdfootnote18sym\">18<\/a><span style=\"font-size: small;\">. <span style=\"font-size: small;\">Ringrazio Alessandro Marescotti per queste informazioni e questi dati<span style=\"font-size: small;\">, la sua presentazione \u00e8 la segunte e contiene ovviamente considerazioni molto interessanti: <span style=\"font-size: small;\"><a href=\"https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Sanzioni_internazionali_durante_la_crisi_russo-ucraina\">https:\/\/it.m.wikipedia.org\/wiki\/Sanzioni_internazionali_durante_la_crisi_russo-ucraina<\/a><span style=\"font-size: small;\">.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote19\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote19anc\" name=\"sdfootnote19sym\">19<\/a>. Colum Lynch, &#8220;The West Is With Ukraine. The Rest, Not So Much&#8221;, <i>Foreign Policy<\/i>, 30 marzo 2022, <a href=\"https:\/\/foreignpolicy.com\/2022\/03\/30\/west-ukraine-russia-tensions-africa-asia-middle-east\/\">https:\/\/foreignpolicy.com\/2022\/03\/30\/west-ukraine-russia-tensions-africa-asia-middle-east\/<\/a>. Nosmot Gbadamosi, &#8220;Why African Leaders Won\u2019t Back the West on Ukraine&#8221;, <i>Foreign Policy<\/i>, 13 aprile 2022, <a href=\"https:\/\/foreignpolicy.com\/2022\/04\/13\/africa-ukraine-west-russia-war-nonalignment\/\">https:\/\/foreignpolicy.com\/2022\/04\/13\/africa-ukraine-west-russia-war-nonalignment\/<\/a>.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote20\">\n<p class=\"sdfootnote\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote20anc\" name=\"sdfootnote20sym\">20<\/a>. Franco Berardi, &#8220;Il precipizio&#8221;, <i>Comune.info<\/i>, 12 aprile 2022, <a href=\"https:\/\/comune-info.net\/il-precipizio\/\">https:\/\/comune-info.net\/il-precipizio\/<\/a>.<\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poich\u00e9 il mio ragionamento sar\u00e0 piuttosto articolato antepongo una breve sintesi degli argomenti. 1. 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