{"id":157106,"date":"2015-01-17T13:12:42","date_gmt":"2015-01-17T13:12:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=157106"},"modified":"2015-01-17T13:12:42","modified_gmt":"2015-01-17T13:12:42","slug":"la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/","title":{"rendered":"La crisi dei mutui e la recessione epica nelle economie reali"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>TAYLAN TOSUN: Come \u00e8 successo che la crisi dei mutui per gli immobili negli USA si \u00e8 trasformata in una recessione epica delle economie reali delle molte nazioni a capitalismo avanzato?<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>JACK RASMUS<\/strong>: La crisi dei mutui avvenne quando il mercato dei valori dei mutui di bassa qualit\u00e0 collass\u00f2 nei prezzi. Approssimativamente 4 trilioni di dollari furono immessi nel mercato nel periodo 2002-2007. Il crollo dei mutui non caus\u00f2 la crisi, piuttosto ne costitu\u00ec l\u2019evento che la fece precipitare. Per capire tutto il processo \u00e8 essenziale capire anche l\u2019idea della \u201csecuritization\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u201csecuritization\u201d avviene quando un bene finanziario viene combinato con altri beni finanziari per creare un nuovo valore (security), un nuovo assetto finanziario. Allora le securities vengono raggruppate insieme e quindi rivendute, spesso con un profitto. L\u2019assemblaggio e gli aumenti dei prezzi e dei guadagni avvengono l\u2019uno sull\u2019altro. I gruppi di valori (securities) vengono a loro volta raggruppati di nuovo, ogni volta aumentandone il prezzo. Gli assetti vengono creati, venduti, ricreati e rivenduti, costruendo montagne di edifici finanziari di valori e debiti, l\u2019uno sull\u2019altro- creando una piramide di debiti di securities che fa aumentare i prezzi degi assetti finanziari a livelli insostenibili che, eventualmente, devono crollare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 importante notare che gli assetti finanziari sono basati su assetti reali, al loro inizio. Una casa, per esempio, \u00e8 un bene reale. Il mutuo \u00e8 il bene finanziario per la casa. Ma i mutui mischiati insieme creano un\u2019obbligazione di mutui. Quando l\u2019obbligazione viene venduta, si guadagna sia sull\u2019obbligazione stessa che sul mutuo originale. Quando le obbligazioni dei mutui vengono mischiati con altri beni finanziari, come un Asset Back Security, per esempio, si viene a creare ci\u00f2 che viene chiamata un\u2019 Obbligazione di Debito Collaterallizato (CDO).\u00a0 Quando i CDO vengono mischiati, allora si va a creare un CDO sintetico. Un contratto di assicurazione sopra tutto questo processo viene chiamato un Credit Default Swap (scambio di credito da fallimento) o CDS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che ho appena descritto sono una serie di derivativi, ciascuno costruito l\u2019uno sull\u2019altro, ciascuno aumentato di prezzo e rivenduto cos\u00ec che un profitto viene ottenuto con ogni trasformazione. Si viene a creare una specie di piramide finanziaria invertita delle securities che \u00e8 ancora basata sulle case e i mutui che sono beni reali. Cos\u00ec nella piramide abbiamo beni finanziari basati su beni reali e beni finanziari basati su altri beni finanziari. Quando il punto piu\u2019 piccolo della piramide invertita, la base, durante un certo periodo, si riduce di valore \u2013 per esempio, i valori delle case-\u00a0 allora i prezzi di tutti i beni finanziari costruiti sopra di essa a un certo punto diminuiscono. E questo \u00e8 quanto \u00e8 avvenuto con il crollo dei mutui di bassa qualit\u00e0 (subprime).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I mutui erano stati venduti a compratori che non potevano permettersi il pagamento mensile degli stessi.\u00a0 All\u2019inizio queste persone furono in grado di pagare, perch\u00e8 le banche prestavano loro i soldi per il pagamento dei mutui, sapendo per\u00f2 che coloro che stavano ricevendo i prestiti, prima o poi, non sarebbero stati in grado di continuare i pagamenti mensili. Allora perch\u00e8 diedero in prestito i soldi per questi mutui? Le banche non richiedono garanzie per i loro prestiti? Alle banche non servono queste garanzie quando hanno gi\u00e0 nella testa l\u2019idea di rivendere i mutui entro 60 giorni a speculatori che vogliono metterli insieme con altri mutui per rivenderli e quindi raggrupparli di nuovo con altre securities per rivenderli ancora di nuovo e cos\u00ec via\u2026 I banchieri volevano solo creare delle quantit\u00e0 di prestiti per mutui, non prestiti di qualit\u00e0. Quando gli interessi per i mutui cominciarono ad aumentare, nel 2005-2006, i piccoli proprietari di case non furono piu\u2019 in grado di pagare la quota mensile. I mutui di questi proprietari di case, con mutui di bassa qualit\u00e0 cominciarono a dichiarare fallimento. I fallimenti abbassarono il valore del bene reale delle case e, di conseguenza, il mutuo, l\u2019obbligazione del mutuo, il CDO, il S-CDO, i CDS che erano tutti basati sul valore originale delle case. Inizi\u00f2 una reazione a catena di deflazione dei valori dei beni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dato che molte banche commerciali e ombra erano invischiate nel gioco d\u2019azzardo, prestandosi\u00a0 l\u2019una all\u2019atra i mutui di bassa qualit\u00e0, furono tutte coinvolte nel disastro. E dato che altre forme di credito erano collegate, pure quelle altre furono coinvolte nella deflazione dei prezzi commerciali dei beni finanziari. Il mercato dei mutui di bassa qualit\u00e0 fu il primo a crollare e fu subito seguito da altri mercati creditizi. Avvenne un crollo generale. Questo \u00e8 come il crollo finanziario pu\u00f2 allargarsi da una banca all\u2019altra e da un mercato finanziario a un altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando il credito si esaur\u00ec dappertutto, il crollo finanziario si trasform\u00f2 in una contrazione tagliente dell\u2019economia reale. Le industrie smisero di funzionare e le famiglie non poterono ottenere prestiti dalle banche. Le banche, avendo subito perdite enormi, non rilasciavano prestiti eccetto che a interessi ridicolmente alti. Le industrie produttive non potevano e non vollero indebitarsi ulteriormente. Senza prestiti di capitali per lavorare, essi dovettero tagliare i costi. Ci\u00f2 signific\u00f2 licenziamenti massicci. Per diversi mesi, circa un milione di lavoratori al mese fu licenziato. I consumatori smisero di spendere e questo port\u00f2 a una maggiore riduzione di introiti per le industrie che necessitavano di maggiori prestiti ma che non riuscivano a ottenerli. Cos\u00ec dovettero licenziare e tagliare i costi ancora di piu\u2019. Il crollo finanziario si propag\u00f2 non solo dai mutui di bassa qualit\u00e0 ad altre forme di credito, ma anche dai crediti finanziari all\u2019economia generale, non finanziaria. Questo processo pu\u00f2 essere spiegato anche in termini di debito-deflazione-fallimento, il sistema dei tre prezzi spiegato in precedenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il crollo dei prezzi dei beni finanziari, molto piu\u2019 veloce e profondo, e quello successivo dell\u2019economia reale, as sua volta, risult\u00f2 in una recessione epica- una contrazione economica profonda, incisiva, di lunga durata, precipitata da un crollo finanziario. Le recessioni normali non hanno l\u2019elemento del crollo finanziario mentre le depressioni s\u00ec. Le recessioni epiche sono una specie di anticamera alla depressione e possono trasformarsi in depressione se il fallimento e la deflazione non vengono controllate e fermate nel breve termine e se, a lungo termine, l\u2019eccesso di debito creato artificialmente non viene, in qualche modo, rimosso dagli affari, dalle banche e dai bilanci delle famiglie. Il governo rimuove in maniera efficace il debito contratto dalle banche e dalle grandi industrie trasferendo il debito su \u00a0se stesso e sul bilancio della banca centrale Ma non fa lo stesso per il debito accumulato dalle famiglie. E questo \u00e8 perch\u00e8 le banche e le grandi corporazioni si rimettono in sesto velocemente dopo una recessione epica, di tipo I, mentre le famiglie dei consumatori e i lavoratori non riescono a farlo. La banca centrale USA bilancia velocemente le perdite delle banche attraverso mezzi di \u201cquantitative easing\u201d (il versamento massiccio di soldi nel sistema bancario, Ndt) e sei anni di quote di interesse vicino allo zero percento. Sotto Obama, i tagli di imposte delle industrie per trilioni di dollari hanno salvato le grandi industrie produttive, non bancarie, mentre i lavoratori e i consumatori sono stati lasciati ad arrancare da soli. Non c\u2019\u00e8 mai stato un programma significativo per il lavoro o per aiutare i piccoli proprietari di case durante la presidenza di Obama dal 2009. Questo costituisce un classico scenario di recessione epica di tipo I. In una recessione epica di tipo II, il governo e le banche centrali non cancellano il debito delle banche private e delle grandi industrie abbastanza velocemente , in maniera completa ed efficace, e neanche completamente. \u00c8 il caso dell\u2019Europa di oggi. E del Giappone di ieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Dal 2009, le banche centrali della Gran Bretagna, la Banca Centrale Europea e la Banca del Giappone hanno tutte scelto di immettere trilioni di dollari equivalenti nei loro sistemi bancari per riparare le falle dei bilanci delle banche. Ma non si \u00e8 mai arrivati a una ripresa dell\u2019economia e le regalie di enormi quantit\u00e0 di soldi alle banche non ha funzionato. Perch\u00e9?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Banca d\u2019Inghilterra ha seguito la strada tracciata dalla Banca Centrale USA nel 2009-10 e appront\u00f2 il salvataggio delle banche Inglesi con il \u201cquantitative easing\u201d e le massicce iniezioni di denaro liquido e abbassando le quote d\u2019interesse quasi allo zero percento. La banca centrale USA aveva anche pompato dollari nei sistemi bancari Inglese e Europeo che andarono ad aggiungersi alla liquidit\u00e0 totale. Questo tipo di contribuzioni, gratuite, ammortizzarono le perdite delle banche nei loro libri contabili, sostanzialmente trasferendo i debiti delle banche private al bilancio delle banche centrali pubbliche. Altre misure monetarie furono anche intraprese per rinforzare i bilanci negli USA e nel Regno Unito. I settori bancari in queste nazioni recuperarono molto velocemente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per contro l\u2019Eurozona non aveva una banca centrale vera e propria. La BCE pu\u00f2 solo fare ci\u00f2 che le 17 banche centrali nazionali sono disponibili a fare per essa. L\u2019Eurozona sta provando a creare una vera unione bancaria ma, fino a oggi, non \u00e8 riuscita a farlo. La banca centrale piu\u2019 importante nell\u2019Eurozona, la Bundesbank tedesca, non vuole rinunciare al suo ruolo distinto a favore della BCE. E cos\u00ec l\u2019Eurozona sta facendo\u00a0 un certo numero di iniezioni di liquidit\u00e0 alternative, chiamate Operazioni di Rifinanziamento a Lungo Termine o LTRO. Ma le LTRO non sono molto efficienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 bene notare che l\u2019Eurozona, dato che non ha poturo intraprendere\u00a0 programmi massicci di salvataggio delle banche private, ha per\u00f2 adottato misure fiscali piu\u2019 severe sottoforma di programmi di austerit\u00e0 draconiani, rispetto sia agli USA che all\u2019Inghilterra. Non ha avuto nessun recupero finanziario e, di conseguenza, nessun recupero economico reale. Continua a scivolare dentro e fuori la recessione, essendo gi\u00e0 passata attraverso una doppia recessione e adesso si trova sulla strada per una terza ricaduta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 2009 il Giappone ha gi\u00e0 avuto tre recessioni e la massiccia contrazione del suo GIP alla fine dello scorso trimestre suggerisce con forza che la sua economia sia indirizzata verso una nuova recessione. Il Giappone ha una vera banca centrale ma ha aspettato anche di piu\u2019 degli USA e del Regno Unito a fare il salvataggio delle sue banche. Ha solo introdotto liquidit\u00e0 sotto forma di QE (quantitative easing) per programmi di salvataggio nel 2013. Ha anche aumentato le tasse sui consumi, una politica di restringimento fiscale e la sua versione dell\u2019austerit\u00e0. L\u2019economia del Giappone si \u00e8 contratta la primavera scorsa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le AE (Economie Avanzate Ndt.) hanno introdotto qualche forma di austerit\u00e0 fiscale dal 2009 e hanno introdotto forme di iniezione di liquidit\u00e0 monetaria. Le iniezioni di liquidit\u00e0 usate per riscattare le loro banche, per\u00f2 eventualmente, si rivolgeranno contro di esse. Queste misure pompano solo piu\u2019 eccesso di liquidit\u00e0 nell\u2019economia globale e vanno a incrementare ancora di piu\u2019 gli spostamenti verso gli investimenti speculativi e a far s\u00ec che le elite finanziarie crescano ancora di piu\u2019 e destabilizzino l\u2019economia in maniera ancora piu\u2019 severa lungo la strada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Io vivo in Turchia, un mercato emergente, dove, dopo la breve contrazione del 2009, la nostra economia e quella di altri mercati emergenti \u00e8 cresciuta in modo considerevole. Come \u00e8 possibile che queste enormi quote di crescita si siano potute realizzare e fino a che punto sono solide e salutari?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 potuto accadere per via delle massicce iniezioni di liquidit\u00e0 da parte delle banche centrali delle economia avanzate \u2013quella USA e della Gran Bretagna e adesso la Banca del Giappone e presto anche la BCE- che hanno abbandonato le loro proprie economie, per la maggior parte, e sono andate a finanziare investimenti nei mercati emergenti (EME), specialmente in Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risposta iniziale della Cina al crollo del 2009 fu un enorme stimolo fiscale equivalente al 15 percento del suo PIL, che venne usato in investimenti diretti dal governo. Fu l\u2019opposto delle risposte fiscali degli USA-Gran Bretagna e dell\u2019Europa. La Cina recuper\u00f2 molto rapidamente perch\u00e8 il suo recupero stimol\u00f2 la domanda per le merci, le altre risorse e gli altri beni prodotti dai mercati emergenti; la Cina risollev\u00f2 gli EME. Questi ultimi furono anche i diretti beneficiari degli influssi di capitale monetario dalle banche centrali delle economie avanzate (AE). Le banche delle AE ridiressero i QE (quantitative easing) e i prestiti a costo zero verso i mercati oltreoceano, in investimenti in beni reali come pure in beni finanziari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La continuazione del rapido recupero della Cina dovuta alla politica fiscale e agli investimenti diretti dal governo e le politiche monetarie degli USA-Gran Bretagna e Europa insieme andarono a beneficiare le economie dei mercati emergenti come la Turchia, i BRICS e altri come il Messico, l\u2019Indonesia ecc\u2026 La crescita fu salutare? Fino a quando i capitali monetari continuavano ad arrivare in queste economie EME e fino a quando l\u2019economia cinese esplodeva. Adesso per\u00f2 la Cina sta diminuendo rapidamene la sua domanda di merci e altri beni essenziali , risorse e importazioni dai paesi EME. Allo stesso tempo gli USA e la Gran Bretagna stanno diminuendo a poco a poco i loro QE e si stanno preparando ad aumentare i loro tassi di interesse. Questo pu\u00f2 far fare marcia indietro ai flussi di capitali verso le economie avanzate e diminuer\u00e0 le quote di crescita negli EME.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>In una serie di articoli che tu hai scritto recentemente, tu fai osservare che il centro della crisi globale si sta spostando sugli EME. Puoi spiegare le ragioni dietro a questo cambiamento?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica, adesso che le banche centrali USA e Inglesi hanno recuperato completamente i loro sistemi bancari e le quote di interesse a zero percento, essi si sono resi conto che non c\u2019\u00e8 nessun bisogno di continuare questi interventi con le misure monetarie. I governatori delle banche centrali, Janet Yellen negli USA e Mark Carney in Gran Bretagna, hanno capito che altre iniezioni di liquidit\u00e0 non porter\u00e0 a molti altri risultati e, ancora piu\u2019 importante, sta cominciando a creare nuove bolle di assetti finanziari in tutto il mondo. Per questo i governatori stanno cambiando queste politiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo significa che, mentre gli interessi in USA-UK aumenteranno nel 2015, i capitali monetari cominceranno ad abbandonare gli EME e cominceranno a rientrare nelle economie avanzate. I mercati dei titoli e delle obbligazioni e delle azioni nei EME cominceranno a declinare. I capitali lasceranno i mercati emergenti per profitti piu\u2019 sostanziosi negli USA-Gran Bretagna. In aggiunta, meno capitali saranno disponibili sotto forma di investimenti stranieri diretti nei EME. Le valute dei mercati emergenti perderanno valore e hanno gi\u00e0 iniziato a farlo, in modo gi\u00e0 serio in alcuni casi come in Argentina, Cile e altri paesi. I mercati emergent (EME) tenteranno di ridurre le fughe di capitali e la svalutazione delle valute aumentando le loro quote di interesse domestico per ottenere capitali. Ma questo rallenter\u00e0 le loro economie ancora di piu\u2019. I mercati emergenti piu\u2019 deboli, in termini di esportazioni vero le AE e la Cina, saranno colpiti piu\u2019 duramente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi stiamo entrando in un\u2019altra fase della recessione epica, in maniera globale. Si sta realizzando un\u2019inversione tra le differenze di crescita nelle AE e quelle degli EME. Le elite del capitale della finanza globale fecero dei profitti incredibili nei mercati emergenti dal 2009 con i soldi prestati loro gratuitamente dalle banche centrali delle AE. Adesso stanno riprendendosi i soldi e stanno muovendosi verso nuove opportunit\u00e0 speculative nelle AE. La parata delle elite finanziarie dei soldi globali e le banche ombra si stanno muovendo verso nuovi pascoli. Le finanze capitalistiche delle AE hanno quasi completamente disegnato il boom dei mercati dei beni reali e finanziari nei EME e adesso stano pianificando la contrazione di quegli stessi mercati. Sotto un altro punto di vista, essi si stanno preparando a spostare la recessione e la crescita stagnante delle AE, nei sei anni passati, ai mercati emergenti. Gli EME vengono manipolati dalle elite capitalistiche finanziarie globali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Perch\u00e8 l\u2019economia globale non pu\u00f2 arrrivare a un recupero reale come avvenne durante il periodo post-bellico? Che cosa determina le differenze con la situazione odierna?<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo 6 anni della cosiddetta ripresa dal crollo finanziario del 2008-2009, l\u2019Europa sta scivolando nella deflazione e un\u2019altra recessione. Il suo sistema bancario sta diventando sempre piu\u2019 fragile. Continua lungo la strada dell\u2019austerit\u00e0 fiscale. Non ha una banca centrale, nel vero senso della parola, e nessuna unione fiscale. E adesso \u00e8 stata trascinata in una Guerra in Ucraina dagli USA, che indebolir\u00e0 ancora di piu\u2019 l\u2019economia dell\u2019Eurozona. La disoccupazione rimane a livelli record, l\u2019instabilit\u00e0 politica cresce e tutto questo si ripercuote negativamente sull\u2019economia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019economia della Gran Bretagna ha avuto una breve ripresa perch\u00e8 \u00e8 ritornata a una politica di stimolo artificiale del mercato immobiliare- un problema che si ripete e che port\u00f2 alla speculazione e al crollo delle sue banche nel 2008. La Gran Bretagna ha anche beneficiato dei flussi di capitale straniero. Il suo primo ministro, David Cameron, lecca il sedere ai cinesi e a chiunque possa indirizzare capitali verso l\u2019Inghilterra. Il Regno Unito ha cominciato ad aumentare un p\u00f2 i tassi d\u2019interesse. E questo ha immediatamente cominciato a frenare la sua economia. L\u2019economia Inglese sembra aver gi\u00e0 raggiunto il picco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Giappone nuove, massicce iniezioni di QE da parte della banca centrale hanno avuto l\u2019impatto tipico di far aumentare i mercati azionari e monetari ma hanno avuto effetti limitatissimi sull\u2019economia reale del paese. I salari e i consumi stavano diminuendo nonostante i QE e allora, la scorsa primavera, i consumi crollarono con l\u2019aumento delle tasse sui consume stessi. I politici Giapponesi non sanno piu\u2019 che pesci pigliare quale prossimo passo. Essi probabilmente decideranno di immettere ancora altri QE, che risulter\u00e0 in nessun effetto sull\u2019economia reale e qualche effetto sull\u2019aumento del valore delle azioni e della valuta. L\u2019economia Giapponese non ha praticamente avuto nessuna forza dalla fine degli anni \u201990.\u00a0 Poi c\u2019\u00e8 la Cina che si trova costantemente in difficolt\u00e0 con gli influssi di moneta che scotta da parte delle banche ombra e dei capitalisti della finanza globale che hanno continuato a speculare sulla sua moneta fino a qualche tempo fa e hanno causato delle bolle nei suoi mercati immobiliari locali e nelle spese dei governi locali. Ogni volta che la Cina tenta di opporsi alle banche ombra, le sue politiche rinculano e frenano la sua economia reale. Quindi la Cina si ritira, aggiunge ancora altri mini-stimoli alle spese fiscali e gli speculatori ritornano di nuovo. Questo gioco del gatto con il topo va avanti dal 2012 e la Cina si trova ora in una situazione di lento declino della sua quota di crescita, probabilmente non piu\u2019 del 6 percento secondo stime indipendenti, o meno della met\u00e0 del suo periodo esplosivo nel 2010-2011. La societ\u00e0 principale di contabilit\u00e0, Standard and Poors, ha recentemente raccomandato che la Cina abbandoni il suo goal del 7.5% di crescita del suo PIL. Questo \u00e8 un segnale che il PIL della Cina \u00e8, in realt\u00e0, inferiore a quella quota e diminuir\u00e0 ancora di piu\u2019. La Cina ha recentemente anche introdotto il suo secondo pacchetto di mini stimoli, da molti anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I mercati emergenti, come abbiamo detto sopra, diminuiranno a loro volta, appena la Cina smette di crescere e appena gli interessi negli USA e Gran Bretagna aumentano. Questo lascia solo l\u2019economia USA. Dato che pu\u00f2 e lo ha fatto, esportare con successo parte della sua discesa economica e continuer\u00e0 a farlo. Negli USA e, infatti in tutte le AE, i salari reali e i guadagni\u00a0 che possono essere spesi sono stagnanti, nella migliore delle ipotesi, e questo impedisce che il consumo recuperi in maniera reale. Le spese dei consumatori USA dipendono pesantemente da altro debito contratto da parte dei consumatori stessi oppure viene spinto dai grossi guadagni di capitale da parte del 10 percento delle famiglie piu\u2019 ricche. Ogni qualvolta il commercio investe nello stoccaggio, sperando che i consumatori comincino a spendere alla grande, non avviene mai. Le scorte devono essere svendute e l\u2019economia USA scende a quote di crescita vicino allo zero. Come gli interessi cominciano ad aumentare, come succeder\u00e0 tra poco, l\u2019economia diminuisce ancora di piu\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario dell\u2019economia Europea e Giapponese, per\u00f2 gli USA attraversano ricadute economiche ripetute, mentre l\u2019Europa e il Giappone attraversano direttamente recessioni doppie, triple e quadruple.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella fase odierna, piu\u2019 nuova della recessione epica globale, l\u2019Europa e il Giappone non aggiungeranno niente alla ricrescita globale e continueranno a costituire un peso morto per quella ricrescita. Ci\u00f2 che \u00e8 nuovo \u00e8 che la Cina sta decelerando e cos\u00ec pure i mercati emergenti (EME). L\u2019economia globale non ha diminuito il suo debito, come riportato da un Rapporto della Bank of International Settlements. Il debito \u00e8 aumentato, specialmente nel settore privato e nelle economie domestiche. Questo significa che se un\u2019altra crisi finanziaria dovesse avvenire in qualche altra parte del mondo- una grossa banca che crolla in Europa, o in Asia o persino in America Latina- potrebbe far precipitare una crisi finanziaria generale che potrebbe espandersi a tutto il resto. Un tale tipo di evento di instabilit\u00e0 finanziaria verrebbe a interessare un\u2019economia globale molto piu\u2019 debole di quanto lo fosse nel 2008. I livelli di debito ancora eccessivi farebbero partire una deflazione dei prezzi dei beni e quindi dei prezzi delle merci molto piu\u2019 grave di quanto avvenne nel passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le banche centrali potranno ancora salvare gli investitori e il sistema bancario di nuovo, dopo aver investito circa 20 trilioni di dollari nei salvataggi recenti? Non credo. Credo che dovranno lasciare che una o due banche vadano sotto e che i possessori di obbligazioni e gli investitori paghino per il crollo come pure coloro che hanno soldi depositati in quelle banche. In Europa hanno gi\u00e0 cominciato il loro piano di far pagare i risparmiatori. Se una cosa del genere dovesse accadere, potrebbe essere estremametne destabilizzante. Le conseguenze di un processo simile non si conoscono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo anche che i banchieri centrali potrebbero essere sorpresi dagli effetti psicologici negativi, inaspettati, di un piccolo aumento delle quote di interesse sugli investimenti e sui consumi. Proprio la riduzione prolungata delle quote di interesse verso lo zero percento dal 2008 ha avuto un effetto limitato sulla ripresa economica reale (come tipicamente avviene in una recessione epica), cos\u00ec che molti banchieri centrali pensano che, in modo inverso, non ci vorr\u00e0 un grosso aumento degli interessi per rimandare l\u2019economia indietro, in recessione. In conlusione, le condizioni estremamente fragili dell\u2019economia globale odierna rendono l\u2019economia globale sempre piu\u2019 suscettibile a un\u2019altra crisi bancaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una crisi del genere, dovesse accadere, sarebbe sicuramente peggiore di quella del 2008 e interesserebbe un\u2019 economia che non si \u00e8 ancora ripresa in termini di spese familiari. Interesser\u00e0 un\u2019economia globale che ha un debito totale odierno ancora piu\u2019 grande di quello del 2008, con deficit dei governi, in molte nazioni, piu\u2019 grossi che nel passato e con un\u2019instabilit\u00e0 politica che cresce nel mondo intero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le economie che si stanno indebolendo in Europa, in Giappone, la lenta crescita negli USA e la diminuzione della crescita in Cina oggi, e nei mercati emergenti domani, non ci permettono nessun ottimismo. Un altro evento di instabilit\u00e0 finanziaria avverr\u00e0 sicuramente prima della fine di questo decennio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per tornare alla tua domanda del perch\u00e8 la situazione \u00e8 diversa oggi dalle altre recessioni nel periodo post-bellico, la risposta sta nel fatto che le le recessioni precedenti non furono precipitate da, o erano in relazione con, crolli finanziari. E questo \u00e8 perch\u00e8 le banche ombra e le elite capitalistiche finanziarie, e in particolare lo spostamento globale degli investimenti verso investimenti speculativi, non erano ancora sviluppati in quel periodo. Le recessioni erano normali, causate da shock esterni, e quindi risolvibili facilmente con mezzi di politiche monetarie e fiscali tradizionali. Ma le recessioni epiche sono recessioni indotte finanziariamente, intrinsiche al sistema finanziario- endogene come dicono gli economisti- e non dovute a shock esterni e quindi largamente insensibili a soluzioni tradizionali fiscali-monetarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le soluzioni alternative alle politiche tradizionali, inefficacy, fiscali-monetarie devono includere la creazione di posti di lavoro di qualit\u00e0 e una crescita delle economie familiari sostenibile.\u00a0 Si deve determinare un\u2019inversione dello scivolamento verso le finanze speculative che vuol dire mettere fine alla diversione dei capitali dagli investimenti reali. Altri cambiamenti strutturali includono l\u2019eliminazione del debito dai bilanci delle famiglie, cancellando tutto il debito, se necessario, e l\u2019interruzione del potere economico delle banche ombra e delle nuove elite della finanza capitalistica globale, la proibizione stretta della creazione di debito interno e la ristrutturazione e democratizzazione delle banche centrali affinch\u00e8 esse aiutino tutta la popolazione e non solo i banchieri e le banche ombra. Tutto questo per\u00f2 non sembra possibile in tempi brevi, come minimo. Ci vorr\u00e0 un altro crollo finanziario e una contrazione economica che seguir\u00e0 prima che queste alternative comincino perlomeno a essere considerate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di <strong>Taylan Tosun<\/strong>, traduzione di <strong>Francesco D\u2019Alessandro<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TAYLAN TOSUN: Come \u00e8 successo che la crisi dei mutui per gli immobili negli USA si \u00e8 trasformata in una recessione epica delle economie reali delle molte nazioni a capitalismo avanzato? JACK RASMUS: La crisi dei mutui avvenne quando il&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":938,"featured_media":157109,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[62,38,157],"tags":[15442,609],"class_list":["post-157106","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-economia","category-internazionale","category-interviste","tag-crisi-globale","tag-recessione"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La crisi dei mutui e la recessione epica nelle economie reali<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Tylan Tosun intervista l&#039;economista Jack Rasmus sull\u2019instabilit\u00e0 economica globale, la crisi dei mutui e la recessione epica nelle economie reali.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La crisi dei mutui e la recessione epica nelle economie reali\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Tylan Tosun intervista l&#039;economista Jack Rasmus sull\u2019instabilit\u00e0 economica globale, la crisi dei mutui e la recessione epica nelle economie reali.\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Pressenza\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/pages\/Z-Net-Italy\/187553341318811\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2015-01-17T13:12:42+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Rasmus1.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"623\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"623\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Z-net Italy\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@ZNetItaly\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@PressenzaIPA\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Z-net Italy\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"20 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/\"},\"author\":{\"name\":\"Z-net Italy\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/09f5dafd800efdfa7528e6875f85e435\"},\"headline\":\"La crisi dei mutui e la recessione epica nelle economie reali\",\"datePublished\":\"2015-01-17T13:12:42+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/\"},\"wordCount\":4086,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Rasmus1.jpg\",\"keywords\":[\"crisi globale\",\"recessione\"],\"articleSection\":[\"Economia\",\"Internazionale\",\"Interviste\"],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/\",\"name\":\"La crisi dei mutui e la recessione epica nelle economie reali\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Rasmus1.jpg\",\"datePublished\":\"2015-01-17T13:12:42+00:00\",\"description\":\"Tylan Tosun intervista l'economista Jack Rasmus sull\u2019instabilit\u00e0 economica globale, la crisi dei mutui e la recessione epica nelle economie reali.\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Rasmus1.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Rasmus1.jpg\",\"width\":623,\"height\":623},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Accueil\",\"item\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"La crisi dei mutui e la recessione epica nelle economie reali\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\",\"name\":\"Pressenza\",\"description\":\"Agenzia di Stampa Internazionale\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization\",\"name\":\"Pressenza\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/\",\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg\",\"width\":200,\"height\":200,\"caption\":\"Pressenza\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/\"},\"sameAs\":[\"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia\",\"https:\/\/x.com\/PressenzaIPA\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/09f5dafd800efdfa7528e6875f85e435\",\"name\":\"Z-net Italy\",\"description\":\"La comunit\u00e0 znetitaly \u00e8 costituita da persone interessate alla pratica di relazioni umane ispirate ai valori e ai principi della libert\u00e0, dell\u2019equit\u00e0, dell\u2019uguaglianza nella diversit\u00e0, della solidariet\u00e0, della non-violenza, dell\u2019antifascismo, dell\u2019autogestione, dell\u2019equilibrio ecologico.znetitaly.altervista.org\/\",\"sameAs\":[\"http:\/\/znetitaly.altervista.org\/\",\"https:\/\/www.facebook.com\/pages\/Z-Net-Italy\/187553341318811\",\"https:\/\/x.com\/ZNetItaly\"],\"url\":\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/z-netitaly\/\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"La crisi dei mutui e la recessione epica nelle economie reali","description":"Tylan Tosun intervista l'economista Jack Rasmus sull\u2019instabilit\u00e0 economica globale, la crisi dei mutui e la recessione epica nelle economie reali.","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"La crisi dei mutui e la recessione epica nelle economie reali","og_description":"Tylan Tosun intervista l'economista Jack Rasmus sull\u2019instabilit\u00e0 economica globale, la crisi dei mutui e la recessione epica nelle economie reali.","og_url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/","og_site_name":"Pressenza","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","article_author":"https:\/\/www.facebook.com\/pages\/Z-Net-Italy\/187553341318811","article_published_time":"2015-01-17T13:12:42+00:00","og_image":[{"width":623,"height":623,"url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Rasmus1.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Z-net Italy","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@ZNetItaly","twitter_site":"@PressenzaIPA","twitter_misc":{"Scritto da":"Z-net Italy","Tempo di lettura stimato":"20 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/"},"author":{"name":"Z-net Italy","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/09f5dafd800efdfa7528e6875f85e435"},"headline":"La crisi dei mutui e la recessione epica nelle economie reali","datePublished":"2015-01-17T13:12:42+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/"},"wordCount":4086,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Rasmus1.jpg","keywords":["crisi globale","recessione"],"articleSection":["Economia","Internazionale","Interviste"],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/","name":"La crisi dei mutui e la recessione epica nelle economie reali","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Rasmus1.jpg","datePublished":"2015-01-17T13:12:42+00:00","description":"Tylan Tosun intervista l'economista Jack Rasmus sull\u2019instabilit\u00e0 economica globale, la crisi dei mutui e la recessione epica nelle economie reali.","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/#primaryimage","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Rasmus1.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Rasmus1.jpg","width":623,"height":623},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2015\/01\/la-crisi-dei-mutui-e-la-recessione-epica-nelle-economie-reali\/#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Accueil","item":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"La crisi dei mutui e la recessione epica nelle economie reali"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#website","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/","name":"Pressenza","description":"Agenzia di Stampa Internazionale","publisher":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#organization","name":"Pressenza","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/pressenza_logo_200x200.jpg","width":200,"height":200,"caption":"Pressenza"},"image":{"@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/PressenzaItalia","https:\/\/x.com\/PressenzaIPA"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/#\/schema\/person\/09f5dafd800efdfa7528e6875f85e435","name":"Z-net Italy","description":"La comunit\u00e0 znetitaly \u00e8 costituita da persone interessate alla pratica di relazioni umane ispirate ai valori e ai principi della libert\u00e0, dell\u2019equit\u00e0, dell\u2019uguaglianza nella diversit\u00e0, della solidariet\u00e0, della non-violenza, dell\u2019antifascismo, dell\u2019autogestione, dell\u2019equilibrio ecologico.znetitaly.altervista.org\/","sameAs":["http:\/\/znetitaly.altervista.org\/","https:\/\/www.facebook.com\/pages\/Z-Net-Italy\/187553341318811","https:\/\/x.com\/ZNetItaly"],"url":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/author\/z-netitaly\/"}]}},"place":"Internazionale","original_article_url":"http:\/\/znetitaly.altervista.org\/art\/16701","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/157106","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/938"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=157106"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/157106\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/157109"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=157106"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=157106"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=157106"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}