{"id":1570695,"date":"2022-04-25T11:29:35","date_gmt":"2022-04-25T10:29:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1570695"},"modified":"2022-04-25T11:29:35","modified_gmt":"2022-04-25T10:29:35","slug":"european-black-deal","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/04\/european-black-deal\/","title":{"rendered":"European Black Deal"},"content":{"rendered":"<div class=\"post-header pt-5 mb-4\">\n<header>\n<h4>\u201c<em>Nel periodo 2010-2019, le emissioni medie annue globali di gas serra sono arrivate ai livelli pi\u00f9 alti della storia umana. In mancanza di forti e immediate riduzioni alle emissioni in tutti i settori, limitare il riscaldamento globale a 1,5\u00b0C (2,7\u00b0F) sar\u00e0 fuori portata<\/em>\u201d.<\/h4>\n<\/header>\n<\/div>\n<div class=\"post-content\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ecor.network\/userfiles\/image\/articoli\/ITB-emissions.jpg\" alt=\"\" \/>Si apre cos\u00ec il comunicato stampa sull\u2019ultimo rapporto dell\u2019International Panel on Climate Changes (IPCC), presentato lo scorso 4 aprile (1).<br \/>\nNell\u2019indifferenza pi\u00f9 totale delle nostre classi dirigenti, continua la guerra climatica scatenata dal questo modello di sviluppo contro l\u2019insieme degli esseri viventi.<br \/>\nPotremmo &#8211; dice l\u2019IPCC &#8211; tentare di porci rimedio:<\/p>\n<p>\u201c<em>Negli scenari che abbiamo valutato, limitare il riscaldamento a circa 1,5\u00b0C (2,7\u00b0F) richiede che le emissioni globali di gas serra raggiungano il picco al pi\u00f9 tardi entro il 2025 e si riducano del 43% entro il 2030; allo stesso tempo, anche il metano dovrebbe essere ridotto di circa un terzo. Anche se lo facciamo, \u00e8 quasi inevitabile che si superi temporaneamente questa soglia di temperatura, ma si possa tornare al di sotto di essa entro la fine del secolo. &#8220;Ora o mai pi\u00f9, se vogliamo limitare il riscaldamento globale a 1,5\u00b0C (2,7\u00b0F). Senza riduzioni immediate e profonde delle emissioni in tutti i settori, sar\u00e0 impossibile<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Peccato che le decisioni di politica energetica nella vecchia Europa (ma anche altrove) vadano, come sappiamo, da tutt\u2019altra parte.<br \/>\nLa guerra in Ucraina e le sanzioni alla Russia \u2013 attuate o previste &#8211; sull\u2019export di combustibili fossili hanno reso pi\u00f9 espliciti e decisi gli orientamenti gi\u00e0 in atto nell\u2019UE verso il gas e il nucleare, e al contempo ridato spazio al vituperato carbone e perfino ai distillati pesanti del petrolio. \u00c8 quanto emerge dal piano per la sostituzione dei 155 miliardi di metri cubi di gas che l\u2019Ue importa annualmente dalla Russia, piano di cui Thierry Breton, Commissario UE per il mercato interno, ha anticipato i dettagli a Die Welt il 28 marzo.<br \/>\nIn particolare il piano, la cui stesura \u00e8 ancora in progress, prevede:<\/p>\n<p>&#8211; l\u2019allungamento dell\u2019operativit\u00e0 delle centrali nucleari e a carbone gi\u00e0 destinate alla chiusura<br \/>\n&#8211; la riattivazione di centrali a carbone gi\u00e0 chiuse<br \/>\n&#8211; l\u2019aumento delle forniture di gas naturale liquefatto via nave<br \/>\n&#8211; l\u2019aumento dei flussi del gas di provenienza non russa, attraverso i gasdotti dall\u2019Africa e dal Corridoio Sud<br \/>\n&#8211; il passaggio delle industrie energivore dall\u2019alimentazione a gas all\u2019olio combustibile<br \/>\n&#8211; dulcis in fundo, lo sviluppo del biometano, eolico e solare.<\/p>\n<p>La guerra in Europa ha annullato in pochi giorni fiumi di parole sulla transizione ecologica e sulle magnifiche sorti e progressive del green deal europeo, dissolvendo la cortina di green fuffa che aleggiava da tempo sulle politiche energetiche reali \u2013 ancora saldamente basate su gas, nucleare e carbone &#8211; che le misure prospettate da Breton vanno sostanzialmente a confermare.<br \/>\nCon il via libera di Bruxelles \u00e8 gi\u00e0 iniziata la corsa degli Stati dell\u2019UE a rimangiarsi la parola data sugli obiettivi ambientali e climatici.<br \/>\nLa Polonia, che aveva annunciato l\u2019anno scorso il piano per spegnere entro il 2049 le sue centrali a carbone (da cui dipende per l\u201980-90 % dell\u2019energia) ha appena deciso che le terr\u00e0 aperte oltre il 2050, ed anche Repubblica Ceca, Bulgaria e Romania hanno interrotto i programmi di transizione e annunciato di voler aumentare la capacit\u00e0 di estrazione del carbone (2).<br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ecor.network\/userfiles\/image\/articoli\/European-Black-Deal.jpg\" alt=\"\" \/>La Germania \u00e8 tra i paesi che hanno gi\u00e0 affermato di poter aumentare l&#8217;uso del carbone per sostituire il gas russo, e i think tank europei stanno gi\u00e0 studiando le soluzioni per sostituire le importazioni di carbone russo, di cui \u00e8 previsto l&#8217;embargo, con la diversificazione dei fornitori, rivolgendosi agli USA, Colombia, Sud Africa, Australia, Mozambico e Indonesia. Allo stesso tempo &#8211; dicono &#8211; &#8220;in caso di emergenza potrebbe essere possibile aumentare di circa 40 milioni di tonnellate la produzione interna Ue&#8221;.<br \/>\nSul fronte dell&#8217;atomo, il governo del Belgio sta valutando l\u2019allungamento dei termini dell\u2019accordo siglato dalle forze politiche di maggioranza, che prevedeva una possibile uscita dal nucleare entro il 2025.<br \/>\nLa Germania &#8211; che dopo la catastrofe di Fukushima si era impegnata a dismettere tutte le sue centrali nucleari entro la fine del 2022 &#8211; ora sta pensando di ritornare sui suoi passi (3).<br \/>\nNel frattempo firma un accordo con Oslo per mettere allo studio un idrogenodotto, in alternativa al North Stream, che le permetta di importare idrogeno blu prodotto col gas fossile dei giacimenti norvegese (4)<br \/>\nCon tutta probabilit\u00e0 l\u2019investimento verr\u00e0 coperto con i fondi europei del green deal (fino a 18 miliardi di euro) a sostegno dello sviluppo dell\u2019idrogeno blu, che \u00e8 sostanzialmente una misura per prolungare l\u2019estrazione di gas fossile sotto una patina di \u201csostenibilit\u00e0\u201d (5).<\/p>\n<p>Ma l\u2019idrogeno blu non sar\u00e0 l\u2019unica tecnologia perniciosa a beneficiare della disponibilit\u00e0 di capitali.<br \/>\nLa notte di San Silvestro del 2021 infatti, ben prima che spirassero i venti di guerra, la Commissione Europea aveva \u201cprofeticamente\u201d inserito il nucleare e il gas nella bozza del regolamento sulla tassonomia UE delle \u201ctecnologie sostenibili\u201d, decisione confermata lo scorso due febbraio con l\u2019apertura agli investimenti della finanza green di attivit\u00e0 quali (6):<\/p>\n<p>&#8211; la costruzione ed esercizio sicuro di nuove centrali nucleari per la generazione di energia elettrica o di calore, anche ai fini della produzione di idrogeno, con l&#8217;ausilio delle migliori tecnologie disponibili<br \/>\n-la produzione di energia elettrica a partire dall&#8217;energia nucleare in impianti esistenti<br \/>\n&#8211; la produzione di energia elettrica, calore\/freddo da combustibili gassosi fossili<\/p>\n<p>Il ritorno in grande stile dell\u2019atomo, classificato assieme al gas come &#8220;fonte energetica utile alla transizione\u00a0ecologica dell&#8217;Ue\u201d, la dice lunga su quale concezione di ecologia abbiano i commissari europei, ed anche sulle capacit\u00e0 di pressione sull\u2019UE da parte della Francia &#8211; dove Macron ha promesso 14 nuovi reattori (7)- e dei paesi del gruppo di Visegrad (Polonia, Ungheria, Rep. Ceca, Slovacchia), indisponibili a rivedere al ribasso le loro scelte nucleari, rivendicate come via per l\u2019 indipendenza energetica e per la transizione alla carbon-neutrality.<br \/>\nOra potranno rifinanziare questa prospettiva pericolosissima, foriera di disastri epocali e contaminazioni che dureranno centinaia di anni (8) che assume anche una dimensione ancora pi\u00f9 sinistra e paradossale dopo l\u2019allarme generato dalle operazioni belliche in prossimit\u00e0 delle centrali ucraine di Chernobyl e Zaporizhzhia, che ha risvegliato la coscienza sul rischio rappresentato da questi impianti per il continente intero in un contesto dove la guerra sar\u00e0 sempre pi\u00f9 all\u2019ordine del giorno.<\/p>\n<p>Al tempo stesso appare del tutto paradossale l\u2019inserimento nella tassonomia dell\u2019UE dello sviluppo di centrali termoelettriche a gas, sia per gli effetti altamente climalteranti delle emissioni fuggitive lungo tutta la filiera del metano, sia per l\u2019andamento dei prezzi sul mercato europeo che, dopo un anno di crescita continua, hanno subito da febbraio un\u2019ultima forte impennata con la guerra e le sanzioni alla Russia.<br \/>\nUna condizione destinata a durare, visto che le sanzioni resteranno in piedi oltre la guerra (qualora finisca), e che la natura speculativa del rialzo di prezzi non \u00e8 stata nemmeno sfiorata dal REPowerEU (9), il piano di riposta europeo alla crisi energetica.<br \/>\nCome spiega Mario D\u2019Acunto in una recente intervista a Radio Onda d\u2019Urto (10):<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ecor.network\/userfiles\/image\/articoli\/ITB-prezzo%20medio%20gas%202021-22%20grafico.jpg\" alt=\"\" \/>\u201c<em>In questo momento la speculazione evidente sul prezzo dei combustibili fossili nasce dal gioco che stanno facendo sia le grandi banche sia i grandi operatori \u2013 le grandi industrie che trattano gas e petrolio &#8211; e soprattutto gli hedge fund. Sono loro che stanno gonfiando il prezzo dei carburanti, dei combustibili fossili perch\u00e9 la finanza innesca un meccanismo che difficilmente pu\u00f2 essere controllato.<br \/>\nQuesto perch\u00e9 in questo momento il costo del gas e del petrolio \u00e8 estremamente volatile.<br \/>\nNel momento in cui c\u2019\u00e8 la volatilit\u00e0 di una commodity come i combustibili fossili i grandi fondi di investimento hanno gioco facile.<br \/>\nSe pensiamo che il costo del gas durante la pandemia, quando stavamo tutti a casa, era 6 o 7 euro per MWh, oggi c\u2019\u00e8 una oscillazione nell\u2019arco di una sola giornata di 100 euro per MWh.<\/em><br \/>\n<em>Questo perch\u00e9 fondamentalmente i soggetti commerciali che trattano gas, petrolio e carbone sono costretti a vendere molto spesso nell\u2019arco della giornata sotto la forza delle oscillazioni di queste commodities.<br \/>\nI grandi fondi di investimento sono quelli che in qualche modo decidono poi il prezzo che possono applicare.<br \/>\nPer esempio una cosa incredibile, su cui Cingolani \u00e8 intervenuto, \u00e8 che il prezzo del gas aumenta sia per i soggetti che comprano mesi prima, in previsione dell\u2019utilizzo, sia negli hub di compravendita giornaliera, come l\u2019hub di Amsterdam, che \u00e8 fatto da circa 200 soggetti, di cui una met\u00e0 sono commerciali, che sono quelli che vivono comprando e vendendo gas e petrolio, e gli altri sono soggetti speculatori, che in questo modo definiscono il prezzo di queste commodities sul mercato.<\/em><br \/>\n<em>Quindi \u00e8 questa estrema volatilit\u00e0 dovuta alla guerra e dovuta alla post pandemia, che in qualche modo permette una speculazione finanziaria accesa, senza controllo, del prezzo del gas e del petrolio<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Tali meccanismi di definizione dei prezzi, che determinano il salasso delle popolazioni, delle economie e dei bilanci pubblici a favore della finanza e delle transnazionali dell\u2019energia, dovrebbero consigliare una seria strategia di abbandono dei combustibili fossili.<br \/>\nMa anche in questa fase la prospettiva \u00e8 un\u2019altra, e prevede l\u2019investimento in nuove infrastrutture che ci legheranno per altri decenni all\u2019uso degli idrocarburi.<\/p>\n<p>Sul fronte del gas, l\u2019affossamento del North Stream 2 e la prospettiva di nuove sanzioni sull\u2019export di gas russo (non cos\u00ec semplici n\u00e9 immediate) stanno determinando una spinta verso l\u2019estrazione interna, verso l\u2019aumento dell\u2019importazione di gas naturale liquefatto (Gnl), e verso la costruzione di nuovi rigassificatori e gasdotti.<br \/>\nLa Spagna ha riesumato il progetto MidCat (11), il gasdotto verso la Francia, che era stato abbandonato nel 2019 per i costi proibitivi, che ora potrebbe risultare funzionale alle aspirazioni di Madrid di diventare l\u2019hub di distribuzione del gas algerino verso il nord Europa.<br \/>\nLa Norvegia \u2013 che \u00e8 il secondo fornitore dell\u2019UE &#8211; prevede di estrarre entro fine settembre 1,4 miliardi di metri cubi (bcm) aggiuntivi dal mare del Nord, da convogliare nei gasdotti sottomarini che arrivano in Francia, Belgio e Germania (oltre che in UK) (12).<br \/>\nMa la ripresa dell\u2019estrazione interna riguarda direttamente anche noi.<br \/>\nL\u2019undici febbraio scorso, infatti, l\u2019approvazione del\u00a0<a href=\"https:\/\/unmig.mise.gov.it\/index.php\/it\/informazioni\/notizie-e-faq\/it\/198-notizie-stampa\/2036196-approvato-il-piano-per-la-transizione-energetica-sostenibile-delle-aree-idonee-pitesai\">PiTESAI<\/a>\u00a0(Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee) da parte del cd Ministero per la Transizione Ecologica, aveva gi\u00e0 riaperto la corsa per la prospezione, la ricerca e l\u2019estrazione di idrocarburi, che era rimasta bloccata per due anni grazie alla moratoria.<br \/>\nIl PiTESAI, che doveva servire a delimitare e a ridurre le aree di sfruttamento delle fonti fossili, ha graziato ben cinque regioni: Valle d\u2019Aosta, Trentino, Liguria, Toscana, Sardegna \u2026 cio\u00e8 quelle dove non c\u2019\u00e8 mai stato alcun interesse estrattivo.<br \/>\nIn compenso ha dichiarato praticamente tutto il resto d\u2019Italia come idoneo allo sfruttamento, in terra e in mare.<br \/>\nQueste sono le mappe delle prossime \u201czone di sacrificio\u201d:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ecor.network\/userfiles\/image\/articoli\/ITB-.jpg\" alt=\"\" \/>Un sacrificio (con annesse devastazioni) che si dimostrer\u00e0 peraltro inutile, visto che le riserve italiche di idrocarburi sfiorano il ridicolo, come ci spiega Nicola Armaroli, , dirigente di ricerca presso il CNR intervistato dalla trasmissione Presa Diretta (13):<\/p>\n<p>&#8220;<em>Questa del gas nazionale \u00e8 una leggenda che dovremmo prima o poi sfatare, nel senso che l\u2019Italia \u00e8 uno dei territori pi\u00f9 studiati al mondo per la ricerca di metano, fin dall\u2019epoca di Mattei (parliamo degli anni \u201950.<br \/>\nSe ci fosse stato questo Eldorado di gas lo avremmo gi\u00e0 trovato. L\u2019unica cosa che possiamo trovare \u00e8 quello che abbiamo sempre trovato, cio\u00e8 dei piccoli giacimenti, di piccole dimensioni qua e l\u00e0, che non hanno niente a che vedere con i mega-giacimenti, i giacimenti giganti, per esempio siberiani, che contengono &#8211; come quello di Urengoj da cui noi attingiamo &#8211; 10.000 miliardi di metri cubi di gas.<br \/>\nI nostri giacimenti al massimo possono avere 10 miliardi di m3 di gas, quindi sicuramente la via del gas nazionale non \u00e8 percorribile per risolvere i nostri problemi e tanto meno per abbassare le bollette, perch\u00e9 queste piccole sacche di gas che troviamo nel nostro territorio da 70 anni certamente non possono influire sul prezzo internazionale. La ragione per cui non lo abbiamo estratto \u00e8 che costa troppo. Dobbiamo trivellare molti pozzi. Il gas russo era quello che costava meno<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Non va meglio con le prospettive di importazione del GNL via nave dagli USA.<br \/>\nContinua Armaroli:<\/p>\n<p>&#8220;<em>La tecnologia americana \u00e8 possibilmente peggio perch\u00e9 \u00e8 estratto dal fracking. \u00c8 quello pi\u00f9 devastante dal punto di vista ambientale, perch\u00e9 richiede enormi quantit\u00e0 di acqua, crea grande inquinamento nei siti di produzione e soprattutto grandi emissioni di metano in atmosfera, sia durante l\u2019estrazione che anche durante il lungo viaggio dai porti della Luisiana ai nostri gassificatori. Le navi devono viaggiare a temperature di \u2013 162 \u00b0C sotto zero. Penso che chiunque possa comprendere che questo ha un costo energetico, e anche economico enorme<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Nonostante queste valutazioni, nel Belpaese la Snam ha presentato il progetto per un terminale di ricezione, stoccaggio e rigassificazione di gas naturale liquefatto (GNL) a Portovesme, che andrebbe a servire tramite due metanodotti l\u2019area industriale e gli impianti Eurallumina. Come denuncia il Gruppo di Intervento Giuridico (14), &#8220;i nuovi impianti andrebbero a insistere in un\u2019area gi\u00e0 ampiamente inquinata e ambientalmente e sanitariamente compromessa (Portoscuso), tanto da rientrare in un sito di interesse nazionale (S.I.N.) per le bonifiche ambientali&#8221;.<br \/>\nIn Sicilia si parte con la costruzione di un nuovo rigassificatore a Porto Empedocle, contestato dagli ambientalisti e dalla popolazione per il rischio di incidente rilevante e le nocivit\u00e0 che comporta (15).<br \/>\nPer quanto riguarda la Toscana, \u00e8 di qualche giorno fa l&#8217;annuncio a mezzo stampa di Cingolani sull\u2019installazione di un rigassificatore galleggiante da 5 miliardi di metri cubi. Verr\u00e0 ormeggiato per un paio d&#8217;anni presso la banchina del porto, in attesa della realizzare le tubazioni per il posizionamento offshore.<br \/>\nIl tutto, fin&#8217;ora, all&#8217;insaputa delle autorit\u00e0 locali (16).<br \/>\nIn Puglia ricominciano invece i rumors in tema di gasdotti, sul raddoppio del Trans Adriatic Pipeline (17) per l\u2019aumento dell\u2019importazione di gas azero, e sul rilancio dell\u2019Eastmed\/Poseidon (18), il progetto che dovrebbe collegare Otranto con i giacimenti al largo di Israele, Palestina e Cipro, ed in prospettiva lo Zohr egiziano.<\/p>\n<p>Gas dall\u2019Azerbaigian, da Israele, dall\u2019Egitto, che si aggiunge a quello proveniente dall\u2019Algeria tramite il Transmed, dalla Libia tramite il Greestream, e poi dal Quatar e dagli Stati Uniti, attraverso i rigassificatori. Ma non dovevamo smarcarci dall\u2019acquisto di combustibili fossili e dal conseguente finanziamento di Stati guerrafondai e di regimi dittatoriali, colpevoli di violazioni dei diritti umani?<\/p>\n<h4>Ecor.Network<\/h4>\n<div>\n<hr size=\"2\" \/>\n<\/div>\n<p>IMMAGINI:<\/p>\n<p>Grafico: Global Net Anthropogenic emissions. Fonte: IPCC.<br \/>\nFoto: Coal Reclaimer, by cypheroz, CC BY-NC-ND 2.0 license.<br \/>\nGrafico: Prezzo medio del gas sul mercato PSV. Fonte: PSV.<br \/>\nMappe: Aree idonee\/non idonee per le attivit\u00e0 di prospezione, ricerca, coltivazione idrocarburi. Fonte: PiTESAI.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>NOTE:<\/p>\n<p>* Il punto di scambio virtuale (PSV) \u00e8 il principale punto di incontro tra domanda e offerta del mercato del gas in Italia. Qui si definisce il prezzo del gas all\u2019ingrosso e in base a questo valore i fornitori gas valutano il prezzo della materia prima gas da applicare ai clienti finali. La differenza tra i due prezzi infatti si avvicina al ricavo unitario dei fornitori.<\/p>\n<p>(1) IPCC,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ipcc.ch\/report\/ar6\/wg3\/resources\/press\">The evidence is clear: the time for action is now. We can halve emissions by 2030<\/a>, 4 aprile 2022.<\/p>\n<p>(2) Maurizio Bongioanni,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lifegate.it\/polonia-carbone-2050\">La Polonia vuole continuare a utilizzare il carbone anche dopo il 2050<\/a>, Lifegate, 8 aprile 2022.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/economia\/2022\/04\/05\/news\/carbone_il_ruolo_della_russia_e_il_suo_peso_nellenergia_ue-344286712\/\">Carbone, il ruolo della Russia e il suo peso nell&#8217;energia Ue<\/a>, La Repubblica, 5 aprile 2022.<\/p>\n<p>(3) Gaia Anselmi ,\u00a0<a href=\"https:\/\/europa.today.it\/ambiente\/ecologisti-nucleare-guerra-ucraina-russia.html\">Gli ecologisti europei cambiano idea sul nucleare a causa della Russia<\/a>, Europa Today, 7 marzo 2022.<\/p>\n<p>(4) Luca Pagni,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/green-and-blue\/dossier\/green-story\/2022\/04\/03\/news\/idrogeno_germania_norvegia_studiano_idrogenodotto_gas_russia-343850706\/\">Idrogeno: la Germania vuole importarlo &#8220;via tubo&#8221; dalla Norvegia per sostituire il gas<\/a>, La Repubblica, 3 aprile 2022.<\/p>\n<p>(5) Per i dettagli rimandiamo al dossier di ReCommon,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.recommon.org\/report-la-montatura-dell-idrogeno\/\">La montatura dell\u2019idrogeno<\/a>, 2 febbrai, 2021.<\/p>\n<p>(6) Commissione Europea,\u00a0<a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/resource.html?uri=cellar:8cee7f13-a162-11ec-83e1-01aa75ed71a1.0014.02\/DOC_2&amp;format=PDF\">ALLEGATO<\/a>\u00a0al Regolamento Delegato che modifica il regolamento delegato (UE) 2021\/2139 per quanto riguarda le attivit\u00e0 economiche in taluni settori energetici e il regolamento delegato (UE) 2021\/2178 per quanto riguarda la comunicazione al pubblico di informazioni specifiche relative a tali attivit\u00e0 economiche, Bruxelles, 9.3.2022<\/p>\n<p>(7) Andrea Barolini,\u00a0<a href=\"https:\/\/valori.it\/nucleare-macron-nuovi-reattori-epr2\/\">Nucleare, Macron promette 14 nuovi reattori. Un piano ad alto rischio<\/a>, Valori, 14\/02\/2022.<\/p>\n<p>(8)\u00a0<a href=\"http:\/\/www.medicinademocratica.org\/IMG\/pdf\/MD_176.pdf\">Medicina Democratica<\/a>\u00a0n. 176, novembre\/dicembre 2007 (numero monografico sul nucleare).<br \/>\nGreenpeace,\u00a0<a href=\"https:\/\/wayback.archive-it.org\/9650\/20200409062940\/http:\/p3-raw.greenpeace.org\/international\/Global\/international\/publications\/nuclear\/2016\/Nuclear_Scars.pdf\">Nuclear scars: the lasting legacies of Chernobil and Fukushima<\/a>, marzo 2016, 48 p.<\/p>\n<p>(9)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.rinnovabili.it\/energia\/politiche-energetiche\/repowereu-comunicazione-ue-energia\/\">REPowerEU, la risposta europea alla crisi energetica e alla guerra in Ucraina<\/a>, Rinnovabili.it, 8 marzo 2022.<\/p>\n<p>(10)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.radiondadurto.org\/2022\/03\/14\/di-crisi-energetica-e-speculazione-economica-lapprofondimento-con-mario-dacunto\/\">Di crisi energetica e speculazione economica, l\u2019approfondimento con Mario D\u2019Acunto<\/a>, Radio Onda d&#8217;Urto, 14 marzo 2022. Mario D\u2019Acunto \u00e8 autore di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/capitalismo-finanza-riscaldamento-globale-transizione-libro-mario-d-acunto\/e\/9791220388320\">Capitalismo, finanza, riscaldamento globale. Transizione ecologica o transizione al socialismo?<\/a>, marzo 2022.<\/p>\n<p>(11)\u00a0<a href=\"https:\/\/pgjonline.com\/news\/2022\/march\/france-spain-in-talks-to-resume-construction-on-midcat-gas-pipeline-project\">France, Spain in Talks to Resume Construction on MidCat Gas Pipeline Project<\/a>, Pipeline &amp; Gas Journal, 16\/03\/2022.<\/p>\n<p>(12)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.rinnovabili.it\/energia\/politiche-energetiche\/import-europeo-di-gas-norvegia\/\">La Norvegia aiuta l\u2019import europeo di gas<\/a>, Rinnovabili.it, 16 marzo 2022.<\/p>\n<p>(13)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.raiplay.it\/video\/2022\/03\/Guerra-al-clima--Presa-diretta---Puntata-del-21032022-57549cc4-2d4f-4357-b31f-a41a64148e04.html\">Guerra al clima<\/a>, Presa Diretta, Rai Tre, 21 marzo 2022.<\/p>\n<p>(14)\u00a0 Gruppo di Intervento Giuridico,\u00a0<a href=\"https:\/\/gruppodinterventogiuridicoweb.com\/2022\/03\/12\/ma-che-senso-ha-quel-nuovo-terminal-gasiero\/?fbclid=IwAR2Xj22hIuzXbdSjjKJXD5aTn1B9YOA0y8TKGcJ6duMyVdjmS6TMKQPZ1Ak\">Ma che senso ha quel nuovo terminal gasiero?<\/a>, 12 marzo 2022.<\/p>\n<p>(15) Alan David Scifo ,\u00a0<a href=\"https:\/\/palermo.repubblica.it\/cronaca\/2022\/03\/22\/news\/porto_empedocle_il_progetto_del_rigassificatore_spacca_ambientalisti_e_sindacati-342387846\/\">Porto Empedocle, il progetto del rigassificatore spacca ambientalisti e sindacati<\/a>, La Repubblica, 22 marzo 2022.<\/p>\n<p>(16)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.shippingitaly.it\/2022\/04\/07\/fuga-in-avanti-di-cingolani-sul-rigassificatore-di-piombino\/\">Fuga in avanti di Cingolani sul rigassificatore di Piombino<\/a>, shippingitaly.it, 7 aprile 2022.<\/p>\n<p>(17)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/energia-strategia-draghi-anche-raddoppio-tap-878-chilometri-portare-italia-gas-azero-AEVW0KHB\">Energia, nella strategia di Draghi anche il raddoppio del Tap: 878 chilometri per portare in Italia il gas azero<\/a>, Il Sole 24 Ore, 2 marzo 2022.<\/p>\n<p>(18)\u00a0<a href=\"https:\/\/ecor.network\/articoli\/european-black-deal\/#03\">Gas, il nuovo gasdotto Poseidon in Puglia: cosa sapere<\/a>, SkyTG24, 30 marzo 2022.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNel periodo 2010-2019, le emissioni medie annue globali di gas serra sono arrivate ai livelli pi\u00f9 alti della storia umana. 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