{"id":1556269,"date":"2022-04-02T18:37:00","date_gmt":"2022-04-02T17:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1556269"},"modified":"2022-04-02T18:54:04","modified_gmt":"2022-04-02T17:54:04","slug":"persone-in-fuga-tra-politiche-della-diseguaglianza-e-conflitti-permanenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/04\/persone-in-fuga-tra-politiche-della-diseguaglianza-e-conflitti-permanenti\/","title":{"rendered":"Persone in fuga tra politiche della diseguaglianza e conflitti permanenti"},"content":{"rendered":"<p><em>&#8211; Dedicato ad <strong>Alessandro Dal Lago<\/strong>, \u201cin direzione ostinata e contraria<\/em>\u201c &#8211;<\/p>\n<p>1. Scriveva Alessandro Dal Lago nella sua pi\u00f9 recente raccolta <strong><a href=\"https:\/\/www.prosperoeditore.com\/libri\/insofferenze_alessandro_dal-lago\"><em>Insofferenze<\/em>, <\/a><\/strong>che \u201cse la\u00a0 realt\u00e0 a cui uno come me si vuole e si deve interessare non \u00e8 costituita dalla sfera delle astrazioni, ma dalla concretezza delle situazioni conflittuali &#8211; comprese quelle \u2018culturali\u2019- mi sembra inevitabile prendere parte in qualche misura a tali conflitti, insomma dichiarare da che parte sto\u201d. E davvero di fronte ai tanti conflitti che si sono sommati nel tempo che ha attraversato, Alessandro \u00e8 stato un punto di riferimento costante contro il conformismo dilagante e la negazione dei \u201cdiritti dell\u2019umanit\u00e0\u201d, nascosti dallo schermo dei richiami al \u201cpopolo sovrano\u201d ed alla identit\u00e0 nazionale. E\u2019 impossibile parlare di tutta la sua immensa produzione scientifica dal punto di vista di un solo sapere disciplinare, qui parleremo soltanto di un tempo di ricerca e di impegno che per alcuni tratti abbiamo condiviso, un tempo che continueremo a condividere anche in futuro. Un tempo che sar\u00e0 ancora caratterizzato da conflitti su scala regionale e globale. Perch\u00e9 fino a quando le politiche dei governi saranno improntate alla ricerca della supremazia economica e militare, e non ad una composizione pacifica dei conflitti ed alla solidariet\u00e0 internazionale, le guerre in corso non porteranno a pace durevole ma diventeranno conflitti cronici, come gi\u00e0 \u00e8 successo in Palestina, in Iraq, in Siria, in Afghanistan, ed in tanti altri paesi del mondo. Diseguaglianze sociali e devastazioni ambientali ne saranno la conseguenza, almeno fino a quando non si abbandoner\u00e0 il modello di produzione basato sulla logica della competizione economica e sul saccheggio delle materie prime. E da questi <strong><a href=\"https:\/\/www.hoepli.it\/libro\/conflitti-globali-5-un-mondo-di-controlli\/9788895029108.html\">conflitti globali\u00a0<\/a><\/strong>non potranno che arrivare altre persone in fuga, non certo per libera scelta, ma per la necessit\u00e0 di sopravvivenza.<\/p>\n<p>Le politiche di contrasto della libert\u00e0 di emigrazione, e del diritto di chiedere asilo in un paese sicuro, in tempi in cui le guerre permanenti e le devastazioni ambientali privavano i popoli di qualsiasi speranza di futuro, sono state il terreno sul quale governi di segno diverso hanno progressivamente eroso il principio di eguaglianza e la portata effettiva dei diritti umani. Dopo il blocco delle persone \u201cindesiderate\u201d sono finite sotto blocco anche le merci dello scambio globale. Le frontiere sbarrate non hanno solo precluso l\u2019ingresso ai migranti in fuga, ma hanno anticipato, o riprodotto, nuovi muri su scala internazionale riportando in auge la corsa agli armamenti e la divisione del mondo in blocchi contrapposti, giungendo ad incidere sulla condizione dei cittadini che si vedevano erodere, giorno dopo giorno, le tutele accordate dallo \u201cStato sociale\u201d. Come si sta verificando ancora oggi in Italia.<\/p>\n<p>Dietro la negazione dei diritti delle persone migranti, per anni al centro di una comunicazione pubblica tossica, incentrata sulla loro criminalizzazione, si \u00e8 nascosto il ricorso alla guerra per la risoluzione dei conflitti tra Stati, con l\u2019abbandono del diritto internazionale e la vanificazione dell\u2019impatto delle istituzioni sovranazionali, come le Nazioni Unite e, su scala regionale, dell\u2019Unione Europea. I voti in favore della Russia, in occasione delle ultime decisioni dell\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite sull\u2019invasione dell\u2019Ucraina, e le posizioni filo-putiniane di Orban rispetto alle sanzioni contro la Russia provenienti da Bruxelles, per non parlare della crisi ancora latente nelle repubbliche della ex Jugoslavia, danno la misura dello sfaldamento di quelle istituzioni di garanzia che avrebbero dovuto assicurare convivenza pacifica e benessere sociale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2. Gi\u00e0 nel 1999 Alessandro Dal Lago nel suo libro <strong><a href=\"https:\/\/www.feltrinellieditore.it\/opera\/opera\/non-persone-1\/#descrizione\"><em>Non Persone <\/em><\/a><\/strong>anticipava i processi di esclusione e le politiche di differenziazione sociale che in Italia, dopo la contraddittoria legge 40 del 1998 (Turco-Napolitano), portavano alla cd. \u201clegge Bossi Fini\u201d nel 2001. Leggi adottate da governi diversi ma divenute nel tempo complementari, con la continua rimodulazione del Testo Unico sull\u2019immigrazione n.286 del 1998. Prevalevano politiche di\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/www.adir.unifi.it\/rivista\/2010\/mehillaj\/cap3.htm\">respingimento generalizzato <\/a><\/strong>che si erano diffuse a partire dall\u2019arrivo degli albanesi in Puglia nel 1991 e poi si erano concretizzate nelle prassi di blocco navale, nel 1997,\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/2012\/03\/storia-di-un-respingimento-nelladriatico-il-naufragio-il-nuovo-libro-di-a-leogrande\/\">con la strage conseguenza dello speronamento della nave militare Sibilla davanti alle coste albanesi.<\/a><\/strong>\u00a0Al governo c\u2019era il centrosinistra guidato da Romano Prodi. Ministro degli Esteri era Lamberto Dini. Diventava istituzionale in quegli anni\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.feltrinellieditore.it\/opera\/opera\/la-citta-e-le-ombre\/#descrizione\">la criminalizzazione dei migranti irregolari,<\/a><\/strong>\u00a0con la introduzione nel 1998 dei CPT ( Centri di permanenza temporanea)\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.giurisprudenzapenale.com\/2013\/10\/25\/reato-di-immigrazione-clandestina-un-sintetico-punto-di-situazione\/\">a cui nel 2009, seguiva l\u2019introduzione del reato di immigrazione clandestina.<\/a><\/strong><\/p>\n<p>La grande giornata dei\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/fondazionefeltrinelli.it\/il-movimento-dei-movimenti-2001\/\">migranti a Genova nel luglio del 2001<\/a><\/strong>\u00a0raccoglieva analisi critiche e percorsi di emancipazione, nella direzione indicata da Alessandro, prospettive che venivano bruscamente sbarrate dalla repressione poliziesca e dalla svolta internazionale verso politiche di guerra permanente, di muri contro i migranti e di \u201cesportazione della democrazia\u201d con le armi. Da allora anche la libert\u00e0 di informazione veniva sottoposta ad attacchi sempre pi\u00f9 duri, con un crescente controllo statale che si affermava malgrado il progresso tecnologico e la moltiplicazione dei canali di informazione\u00a0<em>on line.<\/em><\/p>\n<p>Erano anche gli anni in cui l\u2019Unione Europea, dopo l\u2019esodo di profughi provenienti dalle guerre nei Balcani e poco prima della strage delle torri gemelle a New York, e quindi della risposta americana in Iraq, restringeva di fatto la portata della Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951 con la introduzione, a luglio del 2001,\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/la-triste-storia-della-direttiva-europea-che-da-protezione-agli-ucraini-in-fuga\/\">della cd. protezione temporanea (Direttiva 2001\/55\/CE)<\/a><\/strong>, ritornata d\u2019attualit\u00e0 in questi ultimi tempi. Si promuoveva gi\u00e0 allora la politica di esternalizzazione dei controlli di frontiera con paesi nei quali dominava la corruzione ma con i quali conveniva collaborare per fermare i migranti anche se le autorit\u00e0 statali non rispettavano i diritti fondamentali delle persone. In quegli stessi anni veniva approvata\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.cortecostituzionale.it\/actionSchedaPronuncia.do?param_ecli=ECLI:IT:COST:2022:63\">la Direttiva europea sui facilitatori (2002\/90\/CE)<\/a><\/strong>\u00a0e in Italia partiva il primo grande processo penale contro i salvataggi in mare (<strong><a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/2018\/03\/il-caso-cap-anamur-assolto-lintervento-umanitario-e-oggi\/\">caso Cap Anamur nel 2004).<\/a><\/strong><\/p>\n<p>Nel saggio su\u00a0<em>\u201cFronti e frontiere. Note sulla militarizzazione della contiguit\u00e0\u201d<\/em>, pubblicato nel 2006 nel volume\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.edizioniesi.it\/pubblicazioni\/libri\/diritto_storia_filosofia_e_teoria_del_diritto_-_1\/diritto_europeo_e_comunitario_-_1_-_07\/migrazioni-frontiere-diritti.html\"><em>Migrazioni, frontiere e diritti<\/em>\u00a0( a cura di P. Cuttitta e di F. Vassallo Paleologo),<\/a><\/strong>\u00a0Alessandro Dal Lago rilevava come\u00a0<em>\u201d dopo l\u201911 settembre 2001 e l\u201911 marzo 2004, l\u2019interno delle societ\u00e0 ricche e occidentali \u00e8 in una situazione di guerra virtuale, come il resto de<\/em>l<em>\u00a0mondo \u00e8 in uno stato di guerra permanente\u201d<\/em>. Si anticipavano cosi\u2019 i concetti di<em>\u00a0infowar<\/em>\u00a0e di\u00a0<em>netwar<\/em>. Con l\u2019idea di\u00a0<em>netwar<\/em>\u00a0non si intende tanto ( o soltanto) la subordinazione della presunta libert\u00e0 d\u2019informazione all\u2019interesse nazionale americano o degli altri paesi occidentali, ma il fatto che ogni rete sociale, informatica ed informativa), ha una portata globale e pu\u00f2 costituire una minaccia alla \u201csicurezza internazionale\u201d. Nello stesso lavoro si metteva in evidenza il ritorno dei nazionalismi infra-europei, lo sviluppo di fronti svincolati da frontiere e confini e come la globalizzazione della guerra contro il terrorismo finisse per coinvolgere l\u2019intera popolazione mondiale. Si osservava gi\u00e0 allora come gli abitanti dei paesi occidentali guardino con distacco gli effetti delle guerre scatenate per mantenere il flusso di risorse e materie prime verso i paesi pi\u00f9 ricchi, salvo poi a trasformare in scontri di civilt\u00e0 o di culture questi stessi conflitti, quando vengono ad incidere pi\u00f9 direttamente sui loro \u201corizzonti protetti\u201d. E si anticipa anche un richiamo alla Cina, che\u00a0<em>\u201cattrae irresistibilmente i nostri capitalisti e affascina i dirigenti delle nostre polizie\u201d<\/em>\u00a0Una visione del mondo che ancora oggi \u00e8 di tragica attualit\u00e0, non solo in Europa. Dove gi\u00e0 da anni la presenza dello straniero \u00e8 vissuta come un\u2019emergenza da affrontare con nuove forme di controllo sociale a costo di sacrificare i diritti delle persone.<\/p>\n<p>Nella\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/2017\/10\/labisso-piccolo-mosaico-del-disumano-parte-iii-un-libro-di-flore-murard-yovanovitch\/\">postfazione al libro di Flore Murard-Yovanovitch,\u00a0<em>L\u2019Abisso<\/em>, nel 2017 Alessandro Dal Lago<\/a><\/strong> metteva in evidenza il rapporto tra le guerre che infuriavano in Africa ed in Asia, le migrazioni contemporanee e le sofferenze inflitte alle persone costrette a lasciare i territori sui quali vivevano, con un numero sempre pi\u00f9 elevato di vittime durante le traversate in mare.\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.sialcobas.it\/2017\/12\/alessandro-dal-lago-nessuno-puo-ignorare-queste-accuse\/\">Si inserivano in questo quadro, come un punto di svolta, gli accordi stipulati nel febbraio del 2017 dal governo italiano (Gentiloni-Minniti) con il governo provvisorio di Tripoli,<\/a><\/strong>\u00a0ancora privo di un effettivo controllo territoriale e marittimo dell\u2019intero paese, e la campagna\u00a0<em>\u201calimentata dai media scandalistici e legittimata da alcuni magistrati inquirenti loquaci o specializzati in esternazioni alla stampa\u201d<\/em>\u00a0contro le navi delle ONG che salvavano migliaia di persone nelle acque internazionali del Mediterraneo centrale, tra la Sicilia e la Libia. Mentre i gruppi di potere locali che gestivano i traffici e le mafie internazionali, e che controllavano i movimenti delle materie prime, e gli immensi patrimoni che accumulavano, restavano al sicuro nei loro territori, le indagini giudiziarie venivano bloccate dalla mancata collaborazione ( anche sotto forma di rogatoria) di Stati in preda alla corruzione pi\u00f9 evidente. Basti pensare ai rimpatri sommari in Egitto ed in Nigeria, con procedure semplificate senza diritto di ricorso, ed alla cooperazione giudiziaria e di polizia tra Italia e Sudan,\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.a-dif.org\/2021\/07\/22\/ancora-un-processo-per-il-rifugiato-eritreo-arrestato-per-errore-in-sudan\/\">sfociata nel processo contro Medhanie Behre a Palermo<\/a><\/strong>. Un processo, caratterizzato da un evidente scambio di persona, che fornisce ancora oggi la misura dello scarto tra le azioni di contrasto della cd. immigrazione irregolare, il riconoscimento formale del diritto di asilo, e la tutela dei diritti delle persone migranti, pure affermati dalla Convenzione ONU di Palermo del 2000 contro il crimine transnazionale e dai due Protocolli allegati contro la tratta ed il traffico di persone.<\/p>\n<p>Mentre i partiti della sinistra storica perdevano la loro capacit\u00e0 di rappresentare quella che avrebbe dovuto essere la propria base sociale, le vittime delle diseguaglianze sociali prodotte dalla crisi della globalizzazione economica, ormai appannaggio dei partiti di destra che lucravano consenso elettorale sulla cd. \u201cguerra tra poveri\u201d, emergeva l\u2019uso politico della sanzione penale, anche contro i migranti irregolari e chi prestava loro assistenza,<strong><a href=\"https:\/\/www.a-dif.org\/2022\/03\/09\/prime-osservazioni-sulla-sentenza-del-processo-xenia-contro-mimmo-lucano-e-altri\/\">\u00a0fino al pi\u00f9 recente ed eclatante caso della condanna di Mimmo Lucano.<\/a><\/strong>\u00a0Una condanna che aveva prodotto una \u201cinsofferenza\u201d che si sarebbe espressa in un articolo che Alessandro stava per completare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3. Su tanti fronti, per restituire dignit\u00e0 e diritti a quelle <em>\u201cnon persone\u201d <\/em>che si volevano cancellare, come si vogliono cancellare oggi le vittime delle guerre che non conviene fare conoscere, magari con la distinzione tra\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.iltempo.it\/politica\/2022\/02\/25\/video\/matteo-salvini-porte-aperte-veri-profughi-crisi-ucraina-30611967\/\">profughi \u201cveri\u201d<\/a><\/strong>\u00a0e migranti irregolari, con Alessandro Dal Lago abbiamo condiviso analisi critiche e pratiche politiche contro populismi e nazionalismi che hanno frantumato il multilateralismo e le garanzie di convivenza offerte dal diritto internazionale, arrivando a creare i presupposti per la \u201cdecomposizione\u201d dell\u2019Europa. Che appare oggi sempre pi\u00f9 evidente per effetto dello scontro economico e militare in atto, anche attraverso \u201cguerre per procura,\u201d tanto in Asia che in Africa, tra Stati Uniti, Russia e, sullo sfondo, Cina ed India. Dopo la crisi e l\u2019impoverimento globale derivante dalla pandemia, e dopo l\u2019invasione dell\u2019Ucraina da parte della Russia,\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.a-dif.org\/2022\/03\/05\/in-africa-sta-vincendo-putin-leuropa-fortezza-e-sotto-assedio\/\">i voti dell\u2019Assemblea generale delle Nazioni Unite di astensione a favore di Putin prefigurano un nuovo ordine mondiale<\/a><\/strong>\u00a0caratterizzato da un pi\u00f9 accentuato regionalismo e da nuovi blocchi.<\/p>\n<p>Nulla potr\u00e0 essere come prima. A meno che a livello nazionale non lo si voglia imporre con una svolta autoritaria, sfruttando la deriva populista. Non mancano neppure in Italia gli emuli di Viktor Orban, ed il clima di guerra permanente, con il malcontento popolare derivante dalla conseguente crisi economica, potrebbe inquinare anche il funzionamento delle istituzioni democratiche. Ancora una volta possiamo dire con Alessandro Dal Lago che \u201cle vittime di questo ritorno al passato sono gli stranieri che nutrono l\u2019illusione di trovare chance di vita nell\u2019Occidente sviluppato e \u201ccivile\u201d. Come emerge chiaramente dal mantenimento degli accordi di esternalizzazione dei controlli di frontiera, in particolare con la Libia, e dalla portata chiaramente discriminatoria del <strong><a href=\"https:\/\/www.questionegiustizia.it\/articolo\/la-protezione-temporanea-per-le-persone-in-fuga-dall-ucraina-alcuni-profili-critici\">Decreto adottato il 28 marzo scorso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri sulla protezione temporanea per le persone in fuga dall\u2019Ucraina<\/a><\/strong>, che esclude i cittadini di paesi terzi regolarmente soggiornanti in Ucraina con permesso di soggiorno non permanente e coloro che sono fuggiti dall\u2019Ucraina prima del 24 febbraio 2022. Mentre si continua a speculare sull\u2019assegnazione di un \u201cporto sicuro\u201d alle navi che soccorrono migranti in mare e si moltiplicano i casi di\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.a-dif.org\/2022\/03\/06\/in-fuga-dalla-guerra-in-ucraina-laccoglienza-differenziale-dellunione-europea\/\">\u201caccoglienza differenziale\u201d<\/a><\/strong>\u00a0a seconda dello Stato di provenienza delle persone, se non del colore della pelle. La guerra ai migranti prosegue, malgrado le ipocrite dichiarazioni di solidariet\u00e0 nei confronti di chi \u00e8 in fuga dai bombardamenti in Ucraina, e neppure di tutti. I respingimenti collettivi alle frontiere europee sono ancora frequenti,<strong><a href=\"https:\/\/www.osservatoriodiritti.it\/2022\/03\/11\/migranti-polonia-bielorussia-cosa-succede\/\">\u00a0dal confine tra Bielorussia e Polonia<\/a><\/strong>\u00a0ai varchi tra Francia e Italia,\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.meltingpot.org\/2022\/04\/da-calais-a-dover-nessun-porto-e-sicuro-per-alcuni-migranti\/\">dal Canale della Manica<\/a><\/strong>\u00a0al Mediterraneo. Dove continuano i\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/photo\/?fbid=10225076939822104&amp;set=a.1334227647211\">respingimenti collettivi\u00a0<\/a><\/strong>delegati<strong><a href=\"https:\/\/www.scoop.co.nz\/stories\/WO2204\/S00013\/euro-med-monitor-to-hrc-eu-technical-support-to-libyan-coast-guard-must-not-be-used-to-violate-migrants-rights.htm?fbclid=IwAR0ooPL6rFTPLroYDj8Qv1KMBgwUJxW8QuCQ1mm4Z33FV_4M9-6IJbi5m9w\">\u00a0alla sedicente Guardia costiera \u201clibica\u201d<\/a><\/strong>\u00a0e gli interventi dell\u2019agenzia europea Frontex, dalla frontiera greco-turca allo stretto di Gibilterra.<\/p>\n<p>Questa volta per\u00f2 il conflitto non si potr\u00e0 limitare ai porti chiusi o ai luoghi di segregazione nei \u201ccentri per stranieri\u201d o sulle navi quarantena. La guerra chiamer\u00e0 in causa tutti, anche i cittadini che vogliano accettare la narrazione dominante o che siano \u201cinsofferenti\u201d all\u2019idiozia di massa alimentata dal consumismo e dalla delega politica ad un potere \u201cforte\u201d. Dalla fine dell\u2019ultimo conflitto mondiale i livelli di rappresentativit\u00e0 del sistema politico non sono mai scesi a livelli tanto bassi. Mai come in questi tempi si conferma che non esistono \u201cpoteri buoni\u201d. L\u2019ossessione per la sicurezza potrebbe presto ritorcersi verso gli Stati e contro coloro che l\u2019hanno alimentata, proprio come osservava nei suoi scritti Alessandro Dal Lago. Tutti saranno costretti a prendere parte nei conflitti sociali che deriveranno dal sovrapporsi della pandemia ancora in atto e della guerra in Europa, terreno di scontro tra le potenze emergenti del nuovo ordine mondiale. Non baster\u00e0 invocare una legalit\u00e0 internazionale che non esiste pi\u00f9. Anche gli appelli per una maggiore coesione all\u2019interno dell\u2019Unione Europea sembrano frantumarsi per la ricorrente contrapposizione tra paesi dell\u2019area mediterranea e paesi del nordeuropa, una crisi che vede adesso anche la frantumazione del cd. gruppo di Visegrad ( Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia, Ungheria).<\/p>\n<p>Per chi non si voglia rifugiare nella falsa credenza dell\u2019ennesimo \u201cscontro di civilt\u00e0\u201d, condannandosi alla cecit\u00e0 e all\u2019immobilismo, non rimane che impugnare le armi del proprio sapere, (ri)organizzare dal basso aggregazione sociale e scendere in campo, a partire da un nuovo internazionalismo della pace, dell\u2019ambiente e della solidariet\u00e0, contro le guerre, le diseguaglianze e tutti coloro che di fatto ne sono artefici o complici. Una battaglia fondamentale si combatter\u00e0 sul fronte dell\u2019informazione, appiattita sulla comunicazione da tempi di guerra. Su questi fronti Alessandro Dal Lago non \u00e8 scomparso, ci rimane accanto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>pubblicato anche su <a href=\"https:\/\/www.a-dif.org\/2022\/04\/02\/persone-in-fuga-tra-politiche-della-diseguaglianza-e-conflitti-permanenti\/\">Adif<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; Dedicato ad Alessandro Dal Lago, \u201cin direzione ostinata e contraria\u201c &#8211; 1. 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