{"id":1554300,"date":"2022-03-30T13:52:12","date_gmt":"2022-03-30T12:52:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1554300"},"modified":"2022-03-30T17:18:22","modified_gmt":"2022-03-30T16:18:22","slug":"ucraina-un-film-gia-visto-riusciremo-questa-volta-a-cambiarne-il-finale-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/03\/ucraina-un-film-gia-visto-riusciremo-questa-volta-a-cambiarne-il-finale-2\/","title":{"rendered":"Ucraina: un film gi\u00e0 visto. Riusciremo questa volta a cambiarne il finale?"},"content":{"rendered":"<p align=\"LEFT\">2014: la prima \u201cguerra in Ucraina\u201d tra Mosca, Kiev e \u2013 dietro le quinte \u2013 la NATO. Allora come oggi, tutti i mass media blaterarono la narrativa manichea di un Putin che, senza provocazione e di punto in bianco, avrebbe deciso di invadere l\u2019Ucraina per ricostituire l\u2019ex impero sovietico, se non la Russia imperiale. Un Putin cos\u00ec folle e intransigente che bisognava eliminarlo e basta \u2013 <a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/esteri\/2022\/03\/22\/news\/guerra_ucrainarussia_se_uccidere_putin_e_l_unica_via_d_uscita-2878621\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">con l\u2019assassin<\/a><a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/esteri\/2022\/03\/22\/news\/guerra_ucrainarussia_se_uccidere_putin_e_l_unica_via_d_uscita-2878621\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">i<\/a><a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/esteri\/2022\/03\/22\/news\/guerra_ucrainarussia_se_uccidere_putin_e_l_unica_via_d_uscita-2878621\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">o<\/a> <a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/esteri\/2022\/03\/22\/news\/guerra_ucrainarussia_se_uccidere_putin_e_l_unica_via_d_uscita-2878621\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">se possibile<\/a>, col nucleare, se necessario.<\/p>\n<div id=\"abox-2399\" dir=\"LTR\">\n<p align=\"LEFT\">Per fortuna Angela Merkel intervenne allora per sfatare quella narrativa \u2013 riconoscendo implicitamente le provocazioni NATO all\u2019origine del conflitto \u2013 e per riportare la pace, almeno nel breve termine (poi, quando il reggimento ucraino filo-nazista Azov ruppe la tregua cannoneggiando il Donbass filo-russo, si riprese una guerra &#8220;strisciante&#8221; che ci riporta ai giorni nostri). Oggi, chi potr\u00e0 svolgere il ruolo di Angela Merkel? Forse l\u2019unico \u00e8 Xi Jinping.<\/p>\n<\/div>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019attuale guerra in Ucraina ha origini lontane nei piani strategici della NATO, ha scritto, documenti alla mano, il noto giornalista Manlio Dinucci sull\u2019edizione online de <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>il manifesto<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> lo scorso 8 marzo. Dopo qualche ora l\u2019articolo <\/span><strong><span style=\"font-size: medium;\">\u00e8 stato fatto sparire \u2013 anche dalla successiva edizione di carta<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: medium;\"> \u2013 <\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: medium;\">non perch\u00e9 conteneva errori o inesattezze, bens\u00ec<\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: medium;\"> \u2013 <\/span><\/strong><strong><span style=\"font-size: medium;\">secondo Dinucci, dopo aver chiesto spiegazioni al caporedattore \u2013 in quanto metteva troppo in questione la narrativa ufficiale degli eventi in Ucraina.<\/span><\/strong><span style=\"font-size: medium;\"> Per protestare contro questo atto di censura, il giornalista ha dato le sue dimissioni da <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>il manifesto<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> dopo 10 anni di servizio.<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\">Non c\u2019\u00e8 che dire: <span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><u>il breve a<\/u><\/span><\/span><a href=\"http:\/\/www.lavocedellevoci.it\/2022\/03\/13\/il-manifesto-da-mito-di-un-tempo-alle-censure-filo-usa-di-oggi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rticolo <\/a><a href=\"http:\/\/www.lavocedellevoci.it\/2022\/03\/13\/il-manifesto-da-mito-di-un-tempo-alle-censure-filo-usa-di-oggi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">di Dinucci<\/a> intacca la narrativa mainstream del conflitto, eccome!<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Secondo i mass media mainstream, infatti, Putin sarebbe un demone assettato di sangue e di potere, che improvvisamente e senza provocazione ha assalito un innocente vicino di casa. Ora, \u00e8 fuori discussione che l\u2019invasione di Putin sia un atto criminale e nulla, proprio nulla, pu\u00f2 giustificarla; ma che Putin abbia agito senza provocazione \u00e8 una affermazione che proprio non sta in piedi. Pertanto, se vogliamo davvero la pace, dobbiamo sforzarci di capire se ci siano state istigazioni e, in tal caso, da parte di chi e per quale motivo. Come nelle banali liti tra fratellini in famiglia, per riportare la pace, tutti i responsabili del conflitto \u2013 i protagonisti venuti alle mani nonch\u00e9 gli eventuali istigatori \u2013 devono essere individuati e riuniti intorno ad un tavolo per ricomporre le fratture.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Secondo il reportage di Dinucci, dunque, esisterebbero s\u00ec degli istigatori dietro gli eventi in Ucraina e anche una strategia a monte. A comprova di ci\u00f2, il giornalista cita un documento ufficiale della RAND Corp. (centro studi del Pentagono) del 2018 in cui viene descritto proprio lo scenario che si sta verificando in Ucraina in questi mesi: il documento \u00e8 consultabile <a href=\"https:\/\/www.rand.org\/pubs\/research_briefs\/RB10014.html\">qui<\/a> oppure, se sparir\u00e0 dal sito della RAND, <a href=\"https:\/\/bit.ly\/ucraina-b\">qui<\/a> in permanenza.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Riferendosi anche ad un suo studio antecedente, questo documento della RAND suggerisce al Pentagono di attuare \u2013 lungo la frontiera russo-ucraina, punto nevralgico per il Capo del Cremlino \u2013 provocazioni sufficientemente forti da spingere Putin a commettere un passo falso cos\u00ec grave da giustificare una valanga di rappresaglie economiche da parte dell\u2019intero Occidente, mettendo cos\u00ec in ginocchio la Russia.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">In pratica, il documento della RAND spiega alla NATO come vincere una guerra contro la Russia senza scendere direttamente in campo: (1.) provocando Putin, (2.) lasciandolo reagire con violenza, (3.) per poi punirlo isolando la Russia politicamente e svenandola economicamente. In questo modo i soldati della NATO non avrebbero dovuto sparare un colpo; a dover pagare il prezzo di sangue dovuto alle reazioni violente del Cremlino sarebbero stati esclusivamente i militari e la popolazione dell\u2019Ucraina, evidentemente considerati spendibili dagli estensori del documento.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">In sostanza, nel 2018 la RAND ha descritto quello che sta succedendo in Ucraina oggi. Ma l\u2019attuale guerra russo-ucraina ha origini ancora pi\u00f9 lontane.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Si tratta dell\u2019anno 2014. Ventitr\u00e9 anni dopo aver abiurato il suo passato sovietico e dopo aver abbracciato l\u2019economia del mercato, la Russia aveva saputo creare, con i paesi dell\u2019Unione Europea, legami di amicizia e di mutuo rispetto. La NATO aveva persino <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Russia\u2013NATO_relations\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">accolto<\/a> <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Russia\u2013NATO_relations\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la Russia<\/a> <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Russia\u2013NATO_relations\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">come <\/a><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Russia\u2013NATO_relations\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">partner<\/a>, fatto che nessuno oggi sembra ricordare! I legami commerciali \u2013 ma soprattutto scientifici e tecnologici \u2013 con l\u2019Europa erano diventati fittissimi: nella biotecnologia, nell\u2019informatica, nella ricerca spaziale, il tandem UE-Russia stava diventando una nuova <a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/articoli\/2009\/01\/30\/news\/cosi-sui-monti-di-davos-sta-nascendo-leurorussia-69570\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">super potenza <\/a><a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/articoli\/2009\/01\/30\/news\/cosi-sui-monti-di-davos-sta-nascendo-leurorussia-69570\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">mondiale<\/a>. Una potenza che si estendeva dall\u2019Atlantico fino agli Urali\u2026 e che cominciava a inquietare gli Stati Uniti. \u201cBisogna silurare questo fidanzamento!\u201d, qualcuno a Washington avr\u00e0 sicuramente detto. \u201cGi\u00e0 fatichiamo a tener testa ai cinesi; non abbiamo certo bisogno di un concorrente ugualmente formidabile. Questo matrimonio non s&#8217;ha da fare!&#8221;<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Cos\u00ec gli USA mettono in atto, per la prima volta, una serie di istigazioni non dissimili da quelle messe in atto oggi: prima viene creato un grave pericolo lungo la sensibilissima frontiera russo-ucraina, tale da provocare da parte del bullo Putin una risposta smisurata e quindi illegale; poi, per punire l\u2019illegalit\u00e0, vengono rotti i legami tra la Russia e l\u2019Occidente (Europa in particolare) e vengono applicate sanzioni sufficientemente pesanti da affossare l\u2019economia russa. Cos\u00ec l\u2019Europa rimane dipendente dagli USA e la Russia viene cacciata dalla scacchiera mondiale.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Il piano ha funzionato. Ma solo a met\u00e0.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Il 2014, infatti, \u00e8 l\u2019anno delle proteste popolari a Kiev, in piazza Maidan, contro un governo ucraino corrotto e autoritario. Ma la rivolta viene espropriata da milizie ucraine filo-naziste, addestrate in una base NATO della Polonia, le quali impongono un presidente che quasi subito inizia la persecuzione dei cittadini russofoni dell\u2019Ucraina e promette di cacciare la flotta russa dalla sua base in Crimea \u2013 una base d\u2019importanza vitale per la Russia e garantita da un trattato della durata di 100 anni. Per il nuovo governo golpista di Ucraina, invece, quel trattato \u00e8 solo carta straccia: il porto va tolto ai russi e dato alla NATO. Questo, poi, a pochi chilometri dalla frontiera russa.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Quanto basta per provocare Putin e fargli compiere due passi falsi: annettere la Crimea per salvare il porto, e dare assistenza militare ai russofoni del Donbass, per salvarli da un genocidio. Entrambe queste mosse costituiscono violazioni della carta ONU (che stabilisce l\u2019integrit\u00e0 territoriale di un paese terzo e la non ingerenza nelle sue guerre civili): sono quindi meritevoli di sanzioni severe.<\/p>\n<p align=\"LEFT\">Ma le sanzioni non sono state varate interamente. L\u2019annunciata valanga di rappresaglie contro la Russia fu fermata a met\u00e0 strada dall\u2019intervento di Angela Merkel. La Cancelliera tedesca seppe portare russi e ucraini \u2013 anche l\u2019OSCE e persino osservatori NATO \u2013 ad un negoziato sfociato poi in una effettiva interruzione, seppur momentanea, delle ostilit\u00e0. Ci\u00f2 consent\u00ec alla Germania e all\u2019Europa di interrompere i meccanismi sanzionatori studiati per debilitare la Russia (e per assoggettare l\u2019Europa ad una sempre maggiore dipendenza energetica e commerciale dagli USA).<\/p>\n<p align=\"LEFT\">L\u2019attuale conflitto in Ucraina va dunque letto come la prosecuzione del tentativo di destabilizzazione della Russia iniziatosi otto anni fa, ma poi interrotto e successivamente riproposto a partire dal 2018, con l\u2019abrogazione da parte degli USA, in quell&#8217;anno, del trattato sui missili nucleari intermedi (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Trattato_INF\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">IRBM<\/a>). Quella abrogazione ha dato alla NATO la possibilit\u00e0 di dispiegare i temibili missili IRBM, a lungo vietati in Europa, persino sulle frontiere russe, dove in due minuti potrebbero raggiungere Mosca che non avrebbe il tempo per poterli intercettare. Questa \u00e8 stata la prima istigazione di tutta una serie di provocazioni a partire dal 2018 \u2013 alle quali la Russia ha risposto con una serie di provocazioni proprie, come l&#8217;hacking, i missili a Kaliningrad e lo sconfinamento dei velivoli militari russi.\u00a0 Il resto \u00e8 storia dei nostri giorni.<\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Ma per cogliere appieno gli eventi di oggi, dobbiamo capire pi\u00f9 a fondo gli eventi \u2013 assolutamente cruciali \u2013 dell\u2019anno 2014. Chi scrive propone dunque la lettura di un suo articolo del 30 agosto di quell\u2019anno. S\u2019intitola <i>Ci sono ancora speranze in Ucraina?<\/i> e offre tanti paralleli con gli eventi che si svolgono in Ucraina oggi. Il link per leggerlo si trova in fondo a questo articolo.<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: medium;\">Un\u2019ultima considerazione: potrebbe Xi Jinping svolgere oggi il ruolo pacificatore che Angela Merkel ha svolto nel 2014? <\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: medium;\">Per ora la Cina non sembra disposta ad accettare il compito: nella sua telefonata con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden lo scorso 18 marzo, il presidente Xi, per tenersi fuori dalla mischia, ha citato un antico proverbio cinese: \u201cSpetta a chi ha messo il sonaglio al collo della tigre il compito di toglierlo.\u201d Vale a dire, \u201cVoi americani avete voluto provocare la tigre russa con la ventilata espansione missilistica IRBM della NATO, ora tocca a voi togliere l\u2019oggetto irritante da dosso. Noi cinesi abbiamo altro da fare.\u201d<\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: medium;\">Tuttavia, la Cina ha troppi interessi in gioco per rimanere davvero alla finestra. Perderebbe troppo con l\u2019annientamento, anche se solo economico, dell\u2019alleato russo. Ha infatti bisogno di una Russia sempre forte per non restare sola ad affrontare il colosso statunitense che, con Biden al posto di Trump, ha saputo riunire intorno a se tutta l\u2019Europa continentale. In pratica, Xi Jinping ha bisogno di salvare Putin da se stesso, ovvero dal suo grossolano e criminale tentativo di tenere la NATO lontana dalle proprie frontiere usando la violenza, un errore di calcolo diventato un boomerang. <\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: medium;\">E pensare che Putin era gi\u00e0 caduta nella medesima trappola della NATO nel 2014!! <\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: medium;\">Ricascarci \u00e8 segno davvero di una tracotanza e di una impetuosit\u00e0 che sono agli antipodi del modo di fare dei politici cinesi, basato sul profilo basso, sull\u2019attesa paziente e sui passi in avanti incrementali. <\/span><\/p>\n<p align=\"LEFT\"><span style=\"font-size: medium;\">In conclusione, se la Cina ha indubbiamente bisogno della Russia, non ha certo bisogno di Putin. Tutt\u2019altro. Perci\u00f2 potrebbe decidere \u2013 in maniera assai pi\u00f9 discreta del <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2022\/03\/28\/biden-putin-restare-al-potere-frase-caso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Presidente Biden<\/a> e nonostante la sua proverbiale politica di non ingerenza negli affari interni di altri paesi \u2013 di favorire un <\/span><em><span style=\"font-size: medium;\">avvicendamento<\/span><\/em><span style=\"font-size: medium;\"> all\u2019interno della dirigenza russa. Il <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>final cut<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> di questo penoso <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>remake<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> lo decider\u00e0 forse Xi Jinping.<\/span><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>L\u2019articolo del 2014, <\/b><i><b>Ci sono ancora speranze in Ucraina?<br \/>\n\u2013 che sembra scritto oggi \u2013<\/b><\/i> <b>\u00e8<\/b> <b>visibile qui:<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-size: medium;\"><b><a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/08\/ci-speranze-in-ucraina\/\">https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/08\/ci-speranze-in-ucraina\/<\/a> <\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"CENTER\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>oppure qui <a href=\"https:\/\/bit.ly\/ucraina2014\">https:\/\/bit.ly\/ucraina2014<\/a> <\/b><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>2014: la prima \u201cguerra in Ucraina\u201d tra Mosca, Kiev e \u2013 dietro le quinte \u2013 la NATO. 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