{"id":154730,"date":"2014-12-29T02:35:26","date_gmt":"2014-12-29T02:35:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=154730"},"modified":"2014-12-29T02:47:07","modified_gmt":"2014-12-29T02:47:07","slug":"2015-fine-della-missione-nato-afghanistan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/12\/2015-fine-della-missione-nato-afghanistan\/","title":{"rendered":"2015: Fine della missione Nato in Afghanistan?"},"content":{"rendered":"<p>Dal 1\u00b0 Gennaio 2015 si conclude ufficialmente \u00a0la missione Nato in Afghanistan (Isaf)<\/p>\n<p>Le prime operazioni di guerra in Afghanistan erano state avviate dagli Stati Uniti nel 2001,\u00a0 e hanno coinvolto successivamente vari paesi della NATO, impegnando in questi 13 anni oltre 100.000 soldati, di cui pi\u00f9 di 60.000 provenienti dalle forze armate statunitensi.<\/p>\n<p>Le forze armate della Nato comunque seppur in misura molto ridotta rimarranno anche per il 2015.<\/p>\n<p>La Nato manterr\u00e0 comunque un contingente di circa \u00a012.000 unit\u00e0, a quanto dichiarato, con il solo scopo di occuparsi della formazione e dell\u2019addestramento delle forze armate locali.<\/p>\n<p>Proviamo allora a\u00a0tirare un bilancio dei risultati fin qui ottenuti con questo conflitto:<\/p>\n<p>Sul fronte umanitario si contano oltre 60.000 morti, di cui almeno 31.000 guerriglieri, 19.000 civili di cui oltre 5.000 sono bambini, 8.000 soldati dell\u2019esercito regolare Afghano e 3.000 soldati della Nato.<\/p>\n<p>Invece i feriti che si contano sono oltre il doppio solo fra i civili si superano le 48.000 unit\u00e0.<\/p>\n<p>Molti di questi feriti sono bambini rimasti permanentemente mutilati dalle bombe a grappolo e soprattutto dalle mine antiuomo provenienti da entrambe le parti in conflitto, come citato anche in un recente <a href=\"http:\/\/amnesty.org\/en\/library\/asset\/ASA11\/006\/2014\/en\/c628b1a4-821f-4168-a583-ac4a6159986e\/asa110062014en.pdf\">rapporto di Amnesty International<\/a>.<\/p>\n<p>Sul fronte profughi, gli Afgani rifugiati per via della guerra, all&#8217;inizio del 2012 erano almeno 2,6 milioni.<\/p>\n<p>Sul piano dei diritti umani, inoltre \u00e8 indegno ci\u00f2 che \u00e8 emerso nel corso di questi ultimi anni ovvero le famose \u201ctecniche avanzate di interrogatorio\u201d a cui si \u00e8 fatto ricorso in maniera continuativa, specie\u00a0 in Afghanistan, metodi che prevedevano le pi\u00f9 feroci torture e la privazione dei pi\u00f9 elementari diritti sui prigionieri di guerra, <a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/12\/sono-cresciuto-a-guantanamo-vi-racconto-la-mia-storia\/\">alcuni di questi ancora detenuti a Guantanamo senza nemmeno un regolare capo di accusa.<\/a><\/p>\n<p>Sul piano della sicurezza, il paese attualmente \u00e8 totalmente devastato, i servizi pi\u00f9 essenziali come ospedali e scuole restano un miraggio attualmente lontano e irraggiungibile.<\/p>\n<p>Gli episodi di violenza sono andati aumentando e la minima forma di tutela al momento non pu\u00f2 essere garantita, basti pensare solo a un mese fa con la strage che ha ucciso 54 persone durante una partita di pallavolo.<\/p>\n<p>La frequenza degli attentati, non solo non diminuisce, ma \u00e8 in progressiva crescita.<\/p>\n<p>Gli jihadisti ultimamente hanno iniziato a colpire sempre pi\u00f9 punti nevralgici, nel centro di Kabul e persino all&#8217;interno di Camp Bastion, una delle principali basi dell\u2019esercito afgano.<\/p>\n<p>Fallimentare il bilancio anche se si osserva dal punto di vista logistico militare, di fatto le truppe d&#8217;occupazione della missione Isaf, stanno perdendo la guerra contro la resistenza afgana, che controlla ormai la maggior parte del paese ed \u00e8 infiltrata praticamente in tutte le citt\u00e0, ormai anche a Kabul.<\/p>\n<p>Infine dando un occhio alle spese militari sostenute ad oggi, per il conflitto Afgano e Iracheno si parla di un costo pari a circa 4 triliardi $. \u00a0Ebbene si, stiamo parlando di 4.000 Miliardi di Dollari, quasi il doppio del debito pubblico italiano.<\/p>\n<p>Constatata l\u2019evidenza disastrosa dei risultati di questo conflitto e viste le spese fin qui sostenute, viene spontaneo domandarsi il perch\u00e9 di questo intervento militare, durato cos\u00ec a lungo, in un paese oltretutto molto povero come l&#8217;Aghanistan che non ha nemmeno grosse risorse nel suo sottosuolo.<\/p>\n<p>Possibile che tutto questo sia stato fatto con il solo obbiettivo di esportare \u201cpace, libert\u00e0 e democrazia\u201d?<\/p>\n<p>Le nuove generazioni forse nemmeno lo ricordano o non conoscono affatto la motivazione \u201cufficiale\u201d con cui all&#8217;epoca fu avviato l\u2019inizio di questo conflitto.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ormai lontano 2001, sull&#8217;onda emotiva dell\u2019attentato alle torri gemelle dell\u201911 Settembre, si parl\u00f2 di missione \u201cEnduring Fredoom\u201d Libert\u00e0 Perpetua, l\u2019Afghanistan fu il primo di una lunga serie d\u2019interventi militari degli USA e delle forze Nato, giustificati all&#8217;interno della cosiddetta campagna di \u201cGuerra al terrore\u201d iniziata con l\u2019ex presidente George Bush.<\/p>\n<p>Anche su questo fronte, se l\u2019obbiettivo era realmente la guerra al terrorismo, non possiamo che constatarne il suo totale fallimento.<\/p>\n<p>Il terrorismo nel frattempo, \u00e8 andato aumentando dappertutto, fomentato e alimentato dalla guerra stessa, adesso con l\u2019ISIS siamo addirittura in presenza di uno Stato interamente formato da un coacervo di mercenari, estremisti, terroristi e Jiahdisti.<\/p>\n<p>Per non parlare delle sempre pi\u00f9 numerose e ampie sacche di terrorismo che le suddette operazioni di guerra si proponevano di smantellare e che invece adesso, si sono moltiplicate dall&#8217;Afghanistan, passando per l\u2019Iraq, la Siria, attraversando tutto il Medio Oriente tutto il Nordafrica per arrivare in Libia e in Algeria.<\/p>\n<p>Ma ritorniamo ai fatti dell&#8217;Afghanistan, dove 13 anni fa, tutto \u00e8 iniziato, la domanda che sussiste \u00e8 perch\u00e9 ?<\/p>\n<p>I recenti fatti ci hanno insegnato che solitamente dietro una guerra si nascondono sempre interessi legati al predominio economico, a quello strategico oppure a quello energetico.<\/p>\n<p>Secondo questa tristissima e disumanizzante ottica, l\u2019Afghanistan a livello energetico \u00e8 certamente poco interessante, sicuramente lo \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 a livello strategico e geopolitico ma \u00a0economicamente parlando, diventa molto appetibile se si considera la produzione di una determinata coltivazione, nella quale l&#8217;Afghanistan \u00e8 al primo posto: La produzione di oppio.<\/p>\n<p>Da solo, questo paese, rappresenta la fonte del 90% \u00a0dell&#8217;eroina smerciata nel mondo e di un giro d&#8217;affari annuo che ammonta a centinaia di miliardi di dollari l&#8217;anno.<\/p>\n<p>Ripercorrendo un po&#8217; di storia, la coltivazione di papaveri da oppio su vasta scala era iniziata in Afghanistan a partire dagli anni 80\u2019.\u00a0Allora i territori afgani erano controllati dai mujaheddin che lottavano contro l\u2019occupazione sovietica, erano armati e finanziati dalla CIA, e raggiunsero livelli altissimi negli anni 90&#8242;, sotto il regime talebano sostenuto allora sia dal governo USA che dal Pakistan.<\/p>\n<p>In Afghanistan, nel giro di soli 30 anni, a partire dagli anni 70, si sono rimpiazzate le piantagioni del famoso &#8220;Triangolo d&#8217;Oro Indocinese&#8221; (sviluppatosi sempre sotto il controllo dell\u2019Intelligence statunitense negli anni 70\u2019 durante la guerra in Vietnam).<br \/>\nDati alla mano, dopo l&#8217;invasione del 2001, la produzione e lo smercio di oppio afgano avevano rallentato, toccando il minimo produttivo di 74 tonnellate annue ma pochissimo tempo dopo, la produzione \u00e8 ripresa a livelli mai visti, arrivando al record di 8.000 tonnellate l\u2019anno di oppio.<\/p>\n<p>Una quantit\u00e0 enorme che \u00e8 destinata per l\u2019appunto all&#8217;esportazione verso i grandi mercati illegali dell&#8217; Europa\u00a0e degli Stati Uniti d&#8217;America.<\/p>\n<p>Le truppe Usa e Nato, nel corso del conflitto, non si sono mai realmente impegnate nella lotta al narcotraffico, al contrario hanno continuato a sostenere noti signori della droga, tra cui anche il fratello minore del presidente Afgano Karzai, <a href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/2009\/ottobre\/29\/vera_storia_Karzai_junior_della_co_9_091029022.shtml\">Ahmed Wali Karzai, risultato anche essere sul libro paga della CIA.<\/a><\/p>\n<p>Risulta invece il contrario secondo <a href=\"http:\/\/www.unodc.org\/documents\/crop-monitoring\/Afghanistan\/Afghan_report_Summary_Findings_2013.pdf\">l\u2019ultimo rapporto dell\u2019agenzia antidroga dell&#8217;ONU, \u00a0&#8220;l&#8217;Unodc&#8221;\u00a0<\/a>\u00a0da cui si evince che\u00a0le percentuali di produzione dell\u2019oppio sono aumentate nelle province controllate dai Talebani +34% nella zona di Helmand, +16% a Kandahar, ma ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 sorprendente e che nessuno vuol notare, \u00e8 che nella provincia di Kabul, controllata dal governo centrale, appoggiato dagli USA e dalla Nato, la produzione del papavero da oppio \u00e8 aumentata addirittura del 148%.<\/p>\n<p>Riportato sempre all&#8217;interno dello stesso rapporto, l\u2019Afghanistan \u00e8 tornato a essere il maggior produttore di eroina mondiale con il 93% della produzione oppiacea.<\/p>\n<p>Quello che si deduce da questi dati, in pratica \u00e8 che, con la pluridecennale occupazione militare dell\u2019Afghanistan, operando attraverso la nota agenzia d&#8217;Intelligence americana la CIA, si sarebbero sostanzialmente appaltate la produzione e la lavorazione di droga al \u201cNarco-Stato\u201d retto appunto da Karzai senior.\u00a0Operando a protezione dello smercio dell&#8217;oppio \u00a0presidiando militarmente le maggiori direttrici via terra, e gestendo direttamente il trasporto aereo all&#8217;estero su cargo militari Usa, diretto poi nelle basi americane in Kirghizistan, Turchia e Kosovo, per poi darlo in gestione a contractors privati.<\/p>\n<p>Proprio sul coinvolgimento dei soldati Nato, in Italia nel 2011, era stata avviata una <a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2013\/11\/17\/droga-produzione-record-in-afghanistan-soldati-nato-coinvolti-nel-traffico\/780177\/\">scottante inchiesta che coinvolgeva anche alcuni nostri soldati<\/a>, inchiesta che poi \u00e8 stata prontamente archiviata e secretata.<\/p>\n<p>Anche se viene poco ricordato, storicamente, come ben <a href=\"http:\/\/www.eurasia-rivista.org\/loppio-in-afghanistan-salvezza-e-rovina\/21395\/\">descritto nella rivista di studi geopolitici &#8220;Eurasia&#8221;<\/a>, \u00a0la CIA ha da sempre promosso la produzione e il traffico di droga nelle aree in cui operava a partire dal Vietnam per arrivare fino all&#8217;Afghanistan<\/p>\n<p>Cos\u00ec, fra le tante possibili motivazioni, c\u2019\u00e8 pi\u00f9 di una traccia concreta da seguire per dare effettive risposte alla domanda iniziale ovvero perch\u00e9 questa lunga, sanguinosa e costosissima guerra.<\/p>\n<p>Motivazioni, ben spiegate anche dell\u2019ex direttore generale dell&#8217;Ufficio ONU per la droga e la criminalit\u00e0 (Unodc), Antonio Mario Costa; che con una sua agghiacciante dichiarazione del 2013, ci fa intuire quali siano gli enormi capitali e interessi in gioco col riciclaggio e i proventi del narcotraffico nelle zone di guerra.<\/p>\n<p>\u201cI contractors impiegati in Afghanistan dal Pentagono, dalla CIA e dalla Nato sono una straordinaria banda di profittatori che speculano sulle guerre\u201d, sostiene l\u2019ex direttore dell\u2019agenzia antidroga dell\u2019ONU, \u201cNegli anni, ho ricevuto dalle agenzie governative, diversi rapporti riservati che contenevano accuse pesanti nei confronti di alcune di queste societ\u00e0 riguardo al loro coinvolgimento nel contrabbando di droga: ritengo che non si tratti di accuse infondate\u201d.<\/p>\n<p>Capitali e interessi in gioco che a nostro parere, in tempi di crisi come questi, rappresentano certamente uno dei principali motori che contribuiscono alla sopravvivenza del sistema economico americano e occidentale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 1\u00b0 Gennaio 2015 si conclude ufficialmente \u00a0la missione Nato in Afghanistan (Isaf) Le prime operazioni di guerra in Afghanistan erano state avviate dagli Stati Uniti nel 2001,\u00a0 e hanno coinvolto successivamente vari paesi della NATO, impegnando in questi 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He was a volunteer with the Conscientious Objectors Association and an activist with Greenpeace. He participated in the Mir Sada International Peace March, a nonviolent peace convoy during the Bosnian conflict in Mostar and Sarajevo, to try to stop the conflict. He participated in the Social Forum and in the World March for Peace and Nonviolence. He founded the Valdarno Sustainability Committee with which he promotes the formation of the Valdarno Valdsieve coordination network to stop the construction of landfills and incinerators. He is passionate for writing, interested in alternative information, economics, research in the field of energy, strategies to achieve zero waste, and ecology, topics for which he has held public meetings and seminars for high school students. He works as a designer for the industry sector. Currently he engaged as volunteer in the fight against child exploitation and again Human Trafficking. 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