{"id":154588,"date":"2014-12-27T16:36:12","date_gmt":"2014-12-27T16:36:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=154588"},"modified":"2014-12-27T16:36:12","modified_gmt":"2014-12-27T16:36:12","slug":"bookchin-ocalan-e-le-dialettiche-della-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/12\/bookchin-ocalan-e-le-dialettiche-della-democrazia\/","title":{"rendered":"Bookchin, Ocalan e le dialettiche della democrazia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una conferenza organizzata ad Amburgo, in Germania, il 3-5 Febbraio 2012. Il tema era\u201d La Sfida alla Modernita\u2019 Capitalistica: Concetti Alternativi e la Questione Curda\u201d. Il testo che segue e\u2019 una relazione presentata a quella conferenza.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Febbraio 1999, nel momento in cui Abdullah Ocalan veniva arrestato in Kenia, Murray Bookchin e io vivevamo a Burlington, nel Vermont (USA). Seguimmo l\u2019arresto di Ocalan sui giornali e alla radio. Bookchin provava simpatia per la tragedia del popolo Curdo- lo affermava ogni qualvolta il soggetto veniva discusso- ma considerava Ocalan l\u2019ennesimo leader guerrigliero Marxista-Leninista, uno Stalinista moderno. Murray aveva lotttato contro questa gente per decenni, per aver misdiretto gli impulsi popolari anelanti alla liberta\u2019, verso l\u2019autorita\u2019, il dogma, lo statismo e persino-anche se le apparenze sembrerebbero differire- verso l\u2019accettazione del capitalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bookchin stesso era stato uno Stalinista negli anni \u201930, quando era ancora adolescente, e se ne allontano\u2019 qualche anno piu\u2019 tardi per avvicinarsi ai Trotskyisti. A quell\u2019epoca i Trotskyisti pensavano che la seconda guerra mondiale si sarebbe conclusa con la rivoluzione socialista proletaria in Europa e negli Stati Uniti, allo stesso modo in cui la Prima Guerra Mondiale aveva originato la Rivoluzione Russa. Durante la guerra Bookchin aveva lavorato duramente in una fonderia per tentare di organizzare i lavoratori per ribellarsi e per fare quella rivoluzione. Ma nel 1945 essi non la fecero . Il movimento Trotskyista, con la sua profezia, si sciolse come neve al sole. Molti, anche se non tutti i suoi adepti, abbandonarono il Marxismo e in genere le politiche rivoluzionarie; diventarono accademici o editori di riviste, lavorando piu\u2019 o meno all\u2019interno del sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche Bookchin rinuncio\u2019 al Marxismo, dato che il proletariato aveva chiaramente voltato la schiena alla rivoluzione. Pero\u2019, invece di integrarsi nel sistema, lui e i suoi amici fecero qualcosa di diverso: continuarono a essere rivoluzionari sociali.\u00a0 Si ricordarono che Trotskyi, prima di essere assassinato nel 1940, aveva detto che , dovesse accadere l\u2019improbabile- cioe\u2019 che la guerra non generasse la rivoluzione- allora sarebbe necessario rivedere la dottrina Marxista stessa. Bookchin e i suoi amici, insieme, incontrandosi settimanalmente durante gli anni \u201950, cercarono di identificare nuove vie per rinnovare il progetto rivoluzionario, tenendo conto delle nuove circostanze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il capitalismo, ne erano certi, continua a essere, in maniera inerente, un sistema sbagliato, autodistruttivo. Ma, se non il proletariato, allora qual\u2019e\u2019 il suo punto debole. Bookchin comprese, agli inizi degli anni \u201950, che il difetto principale sta nel fatto che il capitalismo e\u2019 in conflitto con l\u2019ambiente naturale; e\u2019 distruttivo nei confronti della natura e del benessere di tutta la specie umana.\u00a0 Esso industrializza l\u2019agricoltura, avvelenando i raccolti e, di conseguenza la gente, con veleni chimici; porta alla crescita incontrollata e invivibile delle citta\u2019, facendole diventare megalopoli, senza legami con la natura; cambia le persone in automi e danneggia i loro corpi e la loro psiche. Li spinge, attraverso la pubblicita\u2019, a spendere i loro guadagni in oggetti inutile, la cui produzione danneggia ancora di piu\u2019 l\u2019ambiente. La crisi del capitalismo allora potrebbe derivare non dallo sfruttamento delle classi lavoratrici ma dalla deumanizzazione intollerabile della persone e dalla distruzione della natura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per creare una societa\u2019 ecologica, le citta\u2019 dovrebbero essere decentralizzate, cosi\u2019 che la gente potrebbe vivere insieme, in maniera piu\u2019 intima, e autogovernarsi, producendo il sostentamento a livello locale e usando energia rinnovabile. La nuova societa\u2019 verrebbe guidata non dai dettami del mercato, o dagli imperativi di un\u2019autorita\u2019 statale, ma dalle decisioni del popolo.\u00a0 Queste decisioni sarebbero influenzate dall\u2019etica a livello comunalistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per creare questa societa\u2019 razionale ed ecologica noi avremmo bisogno di istituzioni\u00a0 vitali- cio\u2019 che Bookchin chiamo\u2019 \u201cforme di liberta\u2019 \u201d. Ambedue, l\u2019organizzazione rivoluzionaria e le istituzioni per la nuova societa\u2019 dovrebbero essere realmente\u00a0 liberatorie, cosi\u2019 che non potrebbero portare a un nuovo Stalin, a nuove forme di tirannia nel nome del socialismo.\u00a0 Esse tuttavia dovrebbero essere abbastanza solide da sopprimere il capitalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli concluse che queste istituzioni potrebbero essere solamente le assemblee democratiche. Lo stato nazione esistente dovrebbe essere eliminato e i suoi poteri trasferiti alle assemblee dei cittadini. Questi ultimi, piuttosto che i capitani d\u2019industria, prenderebbero le decisioni, per esempio circa l\u2019ambiente. E, dato che le assemblee funzionerebbero solo localmente, perche\u2019 il tutto funzioni su aree geografiche allargate, allora i consigli dovrebbero connettersi insieme- confederarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bookchin lavoro\u2019 per decenni a queste idee, elaborandole nel contesto di una societa\u2019 ecologica e democratica. Nel 1990, per esempio, egli affermo\u2019 che la confederazione dei consigli dei cittadini metterebbe in atto un contropotere o un potere dualistico contro lo stato-nazione. Egli chiamo\u2019 questo programma \u201cmunicipalismo libertario\u201d; e piu\u2019 tardi lo identifico\u2019 con la parola comunalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante questo periodo egli cerco\u2019 di persuadere gli Americani e gli Europei di sinistra dell\u2019importanza di questo progetto. Ma in quegli anni questa gente era troppo occupata ad ammirare Mao, Ho Chi Minh, e Fidel Castro. Bookchin cerco\u2019 allora di far capire che queste figure erano dittatori; a sinistra nessuno voleva ascoltare queste critiche. L\u2019ecologia e la democrazia sono idee piccolo borghesi, gli dissero. Gli unici che ascoltarono cio\u2019 che Bookchin aveva da dire erano gli anarchici, perche\u2019 le sue idee erano contro lo stato. Egli era divenuto, nei fatti, un anarchico di alto profilo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli disse agli anarchici che il suo programma per il municipalismo libertario costituiva la loro politica naturale, le loro ovvie teorie rivoluzionarie. Essi lo ascoltavano con molto rispetto, ma gli dicevano che non apprezzavano i governi locali non piu\u2019 di qualsiasi altra forma di governo; e si opponevano anche alla regola del voto di maggioranza, perche\u2019 significava che le minoranze non sarebbero state rispettate. Gli anarchici preferivano gruppi comunitari non politici, cooperative, librerie radicali, le comuni; Bookchin pensava che queste istituzioni erano accettabili ma che, per fare una vera rivoluzione, e\u2019 necessario un modo di ottenere potere politico attivo, concreto, acquisito, strutturale e legale. Il municipalismo libertario costuiva un modo per ottenerlo, per piantare il piede, in modo fermo, contro lo stato-nazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli corteggio\u2019 gli anarchici. Fece loro la corte, li prego\u2019, li imploro\u2019, li blandi\u2019, e li rimprovero\u2019. Fece di tutto per persuaderli che il municipalismo libertario sarebbe stato il modo per dare rilevanza all\u2019anarchismo. Tuttavia, verso il 1999- intorno al periodo in cui Ocalan fu arrestato- egli stava ammettendo con se\u2019 stesso il proprio fallimento e si trovava quindi nel mezzo di un processo di separazione dall\u2019anarchismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con tutto quello che stava accadendo non leggemmo abbastanza della difesa pronunciata da Ocalan al suo processo, accusato di tradimento: non sapevamo, per esempio, che egli stava attraversando una trasformazione simile a quella sperimentata da Bookchin mezzo secolo prima; che stava rigettando il Marxismo-Leninismo a favore della democrazia.\u00a0 Ocalan aveva concluso che il Marxismo era autoritario e dogmatico e incapace di considerare i problemi presenti in maniera creativa. Noi \u201cdobbiamo adattarci alle condizioni del momento storico\u201d, disse ai giudici. Per continuare ad avanzare era necessario \u201c rivedere i principi, i programmi e il modo d\u2019azione\u201d. Era qualcosa che Bookchin avrebbe potuto dire nel 1946.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, Ocalan dichiaro\u2019 ai giudici Turchi, i sistemi rigidi stanno collassando e \u201c i problemi nazionalistici, culturali, etnici, religiosi, linguistici e regionali sono risolvibili devolvendo e applicando standards democratici i piu\u2019 ampi possibili\u201d. Il PKK (Partito Comunista del Popolo Curdo Ndt.), egli disse, deve rinunciare al suo obiettivo di ottenere uno stato Curdo separato e adottare un programma democratico applicabile a tutta la Turchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli disse che la democrazia e\u2019 la chiave per la questione Curda, perche\u2019 in un sistema democratico ciascun cittadino ha il diritto di voto e tutti partecipano, senza distinzione riguardo l\u2019etnia. Lo stato Turco potrebbe essere democratizzato cosi\u2019 da poter riconoscere l\u2019esistenza del popolo Curdo e i suoi diritti alla propria lingua e cultura. Non si trattava di una democrazia assembleare come descritta da Bookchin, si trattava piuttosto di un approccio dall\u2019alto in basso. \u201c Il fine e\u2019 una repubblica democratica\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La democrazia, fece notare, era anche la chiave per il futuro della Turchia, dato che la Turchia non potrebbe mai essere una democrazia reale senza i Curdi. Altre nazioni democratiche hanno risolto i loro problemi etnici mediante l\u2019inclusione di gruppi che erano stati marginalizzati nel passato- e l\u2019inclusione e la diversita\u2019 li ha rafforzati. Gli Stati Uniti, l\u2019India e molte altre nazioni con problemi etnici piu\u2019 complessi di quelli della Turchia hanno fatto progressi nel campo dell\u2019inclusione etnica e sis ono tutti rafforzati nel processo. Tutto intorno al mondo, l\u2019accettazione ha trasformato le differenze in rafforzamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualunque cosa i giudici abbiano pensato del messaggio di Ocalan, a loro comunque non piacque il messaggero- lo giudicarono colpevole e lo condannarono a morte, una sentenza che fu commutata piu\u2019 tardi in isolamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bookchin diceva che gli anarchici migliori sono quelli che avevano un passato Marxista. Diceva che sanno pensare, come disegnare la logica delle idee. Perche\u2019 capiscono la dialettica. Egli avrebbe sicuramente riconosciuto questa capacita\u2019 in Ocalan, se si fossero mai incontrati. Tutti e due condividevano un modo di pensare dialettico, ereditato dal loro comune passato Marxista. Non e\u2019 che fossero materialisti dialettici- tutti e due capivano che il concetto Marxista era inadeguato, perche\u2019 le cause storiche sono multiple, non solo economiche. Ma tutti e due rimasero dialettici; affascinati dai processi di sviluppo della storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La dialettica e\u2019 un modo per descrivere il cambiamento- non il tipo di cambiamento cinetico che costituisce un problema della fisica- ma il cambiamento nello sviluppo che avviene nella vita organica e nei cambiamenti sociali. Il cambiamento progredisce attraverso le contraddizioni. In qualsiasi sviluppo, un po\u2019 del vecchio viene preservato mentre un po\u2019 del nuovo viene aggiunto, risultando in <em>Aughebung<\/em>, o trascendenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ambedue pensavano in termini di sviluppo storico. Infatti, tutti e due scrissero di importantissimi eventi storici avvenuti durante la civilizzazione, piu\u2019 d\u2019uno, diverse volte, analizzando le dialettiche di dominazione e resistenza degli stati contrapposti alle battaglie per la liberta\u2019. Al contrario dei Marxisti, essi non usarono la dialettica per predire inevitabili rivoluzioni future- sapevano che non si possono prevedere. Invece essi si impegnarono per aumentare le possibilita\u2019, per identificare le potenzialita\u2019, per stabilire le fondamenta storiche per cio\u2019 che essi pensavano dovesse costituire il prossimo passo politico. Lo usavano coscientemente o no, per l\u2019etica- per far derivare, da cio\u2019 che successe nel passato, cio\u2019 che potrebbe avvenire nel futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti e due hanno scritto molto, separatamente, delle origini della civilta\u2019: di societa\u2019 primordiali nel Paleolitico: dalla comparsa dell\u2019agricoltura e della proprieta\u2019 privata e delle societa\u2019 divise in classi; l\u2019apparizione della religione; dell\u2019amministrazione degli stati, gli eserciti e degli imperi, dei monarchi e nobilta\u2019 e del feudalesimo. E hanno descritto la modernita\u2019, la comparsa dell\u2019Illuminismo, la scienza, la tecnologia, il capitalismo. Per brevita\u2019 chiamero\u2019 queste riflessioni le \u201cNarrazioni della Civilta\u2019\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bookchin ha scritto due grandi Narrazioni della Civilta\u2019: <em>The Ecology of Freedom<\/em> (1981) e <em>Urbanization Against Cities <\/em>(1986). Ocalan ne ha scritte diverse, quali per esempio <em>The Road to Civilization<\/em> e parti di <em>The PKF and the Kurdish Question<\/em> e anche il piu\u2019 recente <em>Road Map<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essi hanno lavorato alle loro Narrazioni della Civilta\u2019 affinche\u2019 risultino utili nelle problematiche politiche presenti. <em>The<\/em> <em>Ecology of Liberty<\/em> costituisce, tra le altre cose, uno strumento contro l\u2019ecologismo riformista e dominante a favore dell\u2019ecologia sociale radicale. Bookchin voleva far capire ai liberali che si muovono cautamente che essi possono aspirare a molto di piu\u2019 delle semplici riforme dello stato- che essi potrebbero e dovrebbero pensare in termini di raggiungimento di una societa\u2019 ecologica. La gente viveva in maniera comunale nel passato e potrebbe ritornare a farlo di nuovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo modo Bookchin ha descritto le antiche societa\u2019, quelle <em>ante litteram<\/em>, che comparvero nella storia umana e che egli chiamo\u2019 \u201csocieta\u2019 organiche\u201d, tribali, comunali e senza gerarchie nelle quali la gente viveva cooperando gli uni con gli altri. Egli identifico\u2019 le caratteristiche specifiche che determinavano la loro cooperativita\u2019: i mezzi per vivere erano distribuiti secondo la tradizione dell\u2019usufrutto ( uso delle risorse necessarie e niente di piu\u2019), la complementarieta\u2019 (il mutualismo etico), e il minimo indispensabile (il diritto di tutti al sostentamento, all\u2019abitazione e al vestiario). \u201c Da questa sensazione di unita\u2019 tra gli individui e la comunita\u2019 emerge una sensazione di unita\u2019 tra la comunita\u2019 e il suo ambiente\u201d, scrisse; queste societa\u2019 organiche vivevano in armonia con il mondo naturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi egli traccio\u2019 uno sviluppo dialettico: la comparsa della gerarchia, in modo immanente, al di fuori della societa\u2019 organica; il patriarcato e la dominazione della donna; la gerontocrazia; gli sciamani e i preti; i guerrieri e i capi e gli stati; le societa\u2019 divise in classi. Da li\u2019 in poi inizio\u2019 l\u2019idea di dominare la natura, ridefinendo la natura come un oggetto che deve essere sfruttato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Bookchin, l\u2019eredita\u2019 della dominazione lasciata dalla gerachia e\u2019 contrapposta a un\u2019eredita\u2019 di lunga data della liberta\u2019- movimenti di resistenza, attraverso la storia, che hanno dato corpo a principi derivanti dalle societa\u2019 organiche- l\u2019usufrutto, la complementarieta\u2019, il minimo indispensabile. C\u2019e\u2019 ancora un potenziale per una trascendenza dialettica del dominio in una societa\u2019 cooperativa libera che potrebbe rendere possibile una relazione cooperativa con la natura. Egli chiamo\u2019 questo insieme di idee l\u2019ecologia sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eravamo nel 1982. In una seconda Narrazione della Civilta\u2019, <em>Urbanization without Cities<\/em>, egli cerco\u2019 di stabilire le fondamenta storiche della democrazia assembleare. Scopri\u2019 una tradizione di consigli dei cittadini nell\u2019antica ecclesia Ateniese; nelle antiche citta\u2019 Italiane e Tedesche e nei Paesi Bassi; nelle <em>veche<\/em> Russe di Pskov e Novograd; nelle assemble \u201ccomunere\u201d della Spagna del sedicesimo secolo; nelle assemble rivoluzionarie dei quartieri Parigini del 1793; nella Comune di Parigi nel 1871, nei Soviets del 1905 e 1917; nei collettivi rivoluzionari in Spagna nel 1936-1929 e nelle assemblee dei cittadini del New England di oggi, fra gli altri. Egli mostro\u2019 come (contrariamene al Marxismo) il luogo per la rivoluzione non era la fabbrica ma la municipalita\u2019. L\u2019urbanizzazione ha posto le basi dialettiche per una rivolta municipalistica per la liberta\u2019 contro lo stato-nazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ocalan, confinato in solitudine nella sua isola prigione, ha dedicato tutto se\u2019 stesso allo studio e a scrivere di Narrazioni della Civilta\u2019. Nel suo libro, <em>Roots of Civilization<\/em> (2001), una delle problematiche considerate era costituita dal mostrare la necessita\u2019 di includere i Curdi nella repubblica democratica Turca. Anche lui\u00a0 descrisse un processo di evoluzione sociale, i macroprocessi storici di civilizzazione, le cui radici si trovano in Mesopotamia, nella citta\u2019 di Sumer.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua descrizione, lo Zigurrat- un tempio, un centro amministrativo e centro di produzione- \u201ccostitui\u2019 il grembo delle istituzioni dello stato\u201d. Il piano superiore era il piano riservato agli Dei ma il primo piano era per la produzione e lo stoccaggio delle merci. Il tempio, quindi, funzionava come un centro di produzione economica. I Regnanti venivano elevati a uno stato di divinita\u2019; il resto del popolo doveva faticare al loro servizio, come lavoratori in un\u2019economia centrata attorno al tempio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli zigurrats furono \u201c i laboratori per la codificazione dei modi di pensare della gente, la prima istituzione dove si creavano le \u201ccreature sottomesse\u201d. Essi costituirono \u201cla prima famiglia patriarcale e i primi bordelli\u201d. I preti Sumeri che li costruivano divenno\u201dgli architetti principali del potere politico centralizzato\u201d. I templi si ingrandirono e divennero citta\u2019, le citta\u2019 divennero stati e imperi e il tutto divenne civilizzazione. Ma la natura del fenomeno non cambio\u2019: \u201c La storia della civilizzazione non e\u2019 nient\u2019 altro che la continuazione di una societa\u2019 Sumera diventata piu\u2019 grande, che si e\u2019 estesa in branche e si e\u2019 diversificata ma che ha mantenuto la stessa configurazione di base\u201d. Noi stiamo ancora vivendo a Sumer, ancora vivendo in \u201cquesta incredibile invenzione intellettuale\u201d che\u201d ha controllato tutta la nostra storia da allora in poi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la civilta\u2019 Sumera costituisce la tesi, Ocalan disse, in maniera dialettica, ci serve un\u2019antitesi, in cui noi possiamo trovare, tra le altre cose, la questione Curda. La resistenza etnica nei confronti della citta\u2019 Sumera e\u2019 antica come la citta\u2019 stessa. Oggigiorno potremmo trovare una trascendenza dello stato Sumero in una repubblica pienamente democratica, che possa accogliere in se\u2019 sia i Curdi che i Turchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non so niente delle altre influenze intellettuali di Ocalan- nomi quali Wallerstein, Braudel e Foucalt compaiono spesso. Ma e\u2019 comunque chiaro che nel 2002 Ocalan inizio\u2019 a leggere Bookchin in maniera intensiva, specialmente l\u2019Ecologia della Liberta\u2019 e l\u2019Urbanizzazione senza Citta\u2019.\u00a0 Da allora in poi, tramite i suoi avvocati, egli comincio\u2019 a raccomandare a tutti i sindaci nel Kurdistan Turco di leggere l\u2019Urbanizzazione senza la Citta\u2019 e a tutti i militanti di leggere l\u2019Ecologia della Liberta\u2019. Nella primavera del 2004, egli chiese ai suoi avvocati di mettersi in contatto con Murray, ed essi lo fecero tramite un intermediario che spiego\u2019 a Murray che Ocalan si considerava un suo studente, che aveva acquisito una buona comprensione del suo pensiero e che voleva rendere quelle idee applicabili alle societa\u2019 del Medio Oriente. Ocalan desiderava un dialogo con Murray e gli mando\u2019 anche uno dei suoi manoscritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se quel dialogo fosse avvenuto, sarebbe stato incredibile. Sfortunatamente Murray a 83 anni era troppo malato per accettare l\u2019invito e con rispetto e riluttanza dovette declinare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli scritti successivi di Ocalan mostrano l\u2019influenza del suo studio del pensiero di Bookchin. Il suo libro del 2004: <em>In<\/em> <em>Defense of the People<\/em> e\u2019 una Narrazione della Civilta\u2019 che include una descrizione di forme sociali comunalistiche primordiali, come le \u201csocieta\u2019 organiche\u201d di Murray; forme comunali di vita che Ocalan ha chiamato \u201csocieta\u2019 naturali\u201d. In una societa\u2019 naturale, egli scrisse, la gente viveva \u201c come parte della natura\u201d e \u201c le comunita\u2019 umane erano parte dell\u2019ecologia naturale\u201d. Egli descrisse l\u2019origine della gerarchia\u00a0 che rassomigliava di molto a quella descritta da Bookchin: la \u201cgerarchia imposta dallo stato ha legittimato in maniera permanente l\u2019accumulazione di valori e beni\u201d. Perdippiu\u2019, egli disse, l\u2019opposizione alla gerarchia introdusse l\u2019idea della dominazione sulla natura:\u201d Invece di essere parte della natura\u201d, la societa\u2019 gerarchica vede la \u201cnatura sempre di piu\u2019 come una risorsa\u201d. Ocalan richiamo\u2019 l\u2019attenzione anche sulla natura dialettica del processo:\u201d la societa\u2019 naturale all\u2019inizio della storia dell\u2019umanita\u2019 costituisce la tesi contrastata dall\u2019antitesi delle susseguenti forme di societa\u2019 gerarchiche\u00a0 basate sullo stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le loro rispettive Narrazioni della Civilizzazione hanno molti punti in comune ma anche differenze che sarebbe interessante esaminare; per essere concisi tuttavia mi limitero\u2019 ad illustrarne una sola: i diversi modi in cui essi scrissero della Mesopotamia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ocalan, come ho detto in precedenza, scrisse con enfasi che la Mesopotamia rappresenta il luogo dove la civilizzazione ebbe inizio. Bookchin era d\u2019accordo e fece notare che la scrittura inizio\u2019 propio li\u2019, \u201cla scrittura cuneiforme\u2026ebbe origine nelle meticolose registrazioni tenute dagli impiegati del tempo dei prodotti ricevuti e di quelli distribuiti\u201d. Piu\u2019 tardi \u201c questi segni sulle tavolette di argilla\u201d diventarono \u201cforme di scrittura narrativa\u201d, uno sviluppo progressivo. Egli era d\u2019accordo che le gerarchie, il clero e gli stati videro la luce, tutti quanti, a Sumer; egli era pero\u2019 anche convinto che le antiche civilta\u2019 Mesoamericane attraversarono uno sviluppo parallelo. Ma cio\u2019 che per lui sembra sia stato piu\u2019 importante erano le tracce rimaste della resistenza: a Sumer \u201c le prime citta\u2019-stato erano amministrate da assemble egualitarie che erano eccezionalmente libere\u201d. Dopo la comparsa del ruolo del re, ci sono evidenze di rivolte popolari, probabilmente per restaurare le vecchie dispense sociali o per diminuire l\u2019autorita\u2019 del <em>bala<\/em> (re). Anche \u201cil governatore <em>ensi<\/em>, o i signori militari erano costantemente sotto il controllo delle assemble popolari\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ocalan era anche affascinateo dal fatto che la parola liberta\u2019 (<em>amargi<\/em>) apparve per la prima volta registrata nella storia proprio a Sumer: in una tavoletta cuneiforme Sumera che racconta di una rivolta popolare contro una tirannia monarchica che si concluse con successo per il popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver letto Bookchin, Ocalan si accorse della parola <em>amargi<\/em>; fino a quel punto non l\u2019aveva notata. Egli aveva tuttavia riscontrato dei tratti della societa\u2019 Curda gia\u2019 nel Neolitico: scrisse\u201d molte caratteristiche e tratti della societa\u2019 Curda, specialmente il modo di pensare e le basi materiali\u2026somigliano a quelle di certe comunita\u2019 del Neolitico\u201d. Ancora oggi la societa\u2019 Curda mantiene quelle caratteristiche di cooperazione tipiche delle societa\u2019 organiche:\u201dI Curdi, attraverso tutta la loro storia hanno favorito sistemi di Clan e confederazioni tribali e hanno combattuto opponendo resistenza ai governi centralizzati\u201d. Essi sono potenzialmente portatori di liberta\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come Marxisti, Bookchin e Ocalan avevano ambedue imparato che i processi storici, studiati dal materialismo storico, sono inesorabili e funzionano come delle leggi, con risultati inevitabili, come la comparsa dello stato-nazione e del capitalismo. Nel <em>The Ecology of Freedom<\/em>, pero\u2019 l\u2019ex-Marxista Bookchin dovette dolorosamente disconoscere \u201cqueste nozioni di leggi sociali e teologia\u201d. Essi non erano solamente stati usati \u201cper soggiogare in maniera spietata l\u2019individuo a forze immani, oltre il controllo umano\u201d- come nello Stalinismo; ma negavano anche \u201cla capacita\u2019 della volonta\u2019 umana e delle scelte individuali nel plasmare il corso degli eventi sociali\u201d. Ci rendono prigionieri di un credo \u201cnell\u2019inesorabilita\u2019 dell\u2019economia e della tecnica\u201d. Infatti, egli ragionava, anche la comparsa della gerarchia non era inevitabile e, se rifiutassimo per un attimo l\u2019idea che lo fosse, potremmo ottenere \u201cuna visione che altera in modo significativo la nostra immagine di un futuro liberato\u201d. Questo vuole anche dire che vivevamo comunalmente una volta e potremmo vivere in maniera comune di nuovo. Il ricordo ancestrale delle societa\u2019 organiche \u201dfunziona nel subsconscio con una determinazione implicita per la liberta\u2019. Io credo che questa sia l\u2019idea liberatoria che sottolinea tutta <em>The Ecology of Freedom<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre leggevo <em>In Defense of the People<\/em> di Ocalan, provai una sensazione che mi rammento\u2019 di cio\u2019 che seniti la prima volta che lessi <em>The Ecology of Freedom<\/em> nel lontano 1985, contenta di sapere che, nel passato, la gente viveva in solidarieta\u2019 comunale e che il potenziale per questo stile di vita e\u2019 ancora presente e mi sentii ispirata dalla prospettiva che potremmo metterlo in pratica di nuovo, se decidessimo di cambiare i nostri costumi sociali. Il concetto del \u201cminimo possibile\u201d ha semplicemente acquisito nuove denominazioni, come, per esempio, socialismo. The <em>Ecology of Freedom<\/em> offre ai suoi lettori cio\u2019 che Murray chiamava un \u201cinizio di speranza\u201d, e questo deve aver avuto un qualche significato per Ocalan.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa vittoria del capitalismo non e\u2019 semplicemente un fatto del destino\u201d, Ocalan scrisse nel 2004. \u201cQualche altra cosa sarebbe potuta accadere\u201d. Pensare che il capitalismo e lo stato-nazione siano inevitabili \u201dlascia la storia nelle mani di coloro che detengono il potere\u201d. Piuttosto, \u201cesiste sempre una certa possibilita\u2019 che altre cose possano accadere\u2026 c\u2019e\u2019 sempre un\u2019opzione per la liberta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli aspetti comunali delle \u201csocieta\u2019 naturali\u201d persistono in certi gruppi etnici, nei movimenti di classe e in gruppi religiosi e filosofici che si battono per la liberta\u2019 \u201d. \u201cLe societa\u2019 naturali non hanno mai cessato di esistere\u201d, egli scrisse. Esiste un conflitto dialettico tra liberta\u2019 e dominazione che si protrae attraverso tutta la storia del mondo occidentale, \u201cuna battaglia costante tra gli elementi democratici che fanno riferimento alle strutture comunali e quelle i cui strumenti sono il potere e la guerra\u201d. \u201cLa societa\u2019 comunale e\u2019 in conflitto permanente con quella gerarchica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine Ocalan abbraccio\u2019 l\u2019ecologia sociale. \u201cNel 2004 egli scrisse \u201cla questione dell\u2019ecologia sociale inizia con la civilizzazione\u201d perche\u2019 \u201cle radici della civilta\u2019 risiedono nello stesso posto dove si trova anche \u201cl\u2019inizio della distruzione dell\u2019ambiente naturale\u201d. La societa\u2019 naturale era, in un certo senso, una societa\u2019 ecologica. Le stesse forze che distruggono la societa\u2019 dall\u2019interno interrompono anche quei legami significativi con la natura. Il capitalismo, egli disse, e\u2019 anti-ecologico, e noi abbiamo bisogno di una specifica rivolta etica contro\u00a0 di esso, \u201cuno sforzo etico e cosciente\u201d, una \u201cnuova societa\u2019 etica che sia in armonia con valori tradizionali\u201d. La liberazione femminile e\u2019 fondamentale. Egli quindi affermo\u2019 la necessita\u2019 di una \u201csocieta\u2019 democratico-ecologica\u201d che defini\u2019 come \u201c un sistema basato sulla morale che richiede relazioni dialettiche sostenibili con la natura\u2026dove il benessere comune viene raggiunto con mezzi di democrazia diretta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che relazione ha tutto questo con la questione Curda? Di nuovo, Ocalan enfatizzo\u2019 che il raggiungimento della liberta\u2019 del popolo Curdo implica l\u2019ottenimento della liberta\u2019 per tutti. \u201cQualsiasi soluzione dovra\u2019 comprendere opzioni valide non solo per i Curdi ma anche per tutti gli altri. Il che vuol dire considerare questi problemi partendo da un solo umanesimo, una sola umanita\u2019, una sola natura e un solo universo.\u201c Adesso pero\u2019, invece che attraverso la repubblica democratica, la si deve ottenere attraverso la democrazia assembleare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Egli scrisse:\u201d Il nosto primo compito consiste nello spingere il piu\u2019 possibile per la democratizzazione , non per le strutture dello stato, ma per l\u2019organizzazione comunalista\u201d. Invece di impegnarsi solamente per cambiare la Costituzione Turca, egli sosteneva che i Curdi avrebbero dovuto creare organizzazioni a livello locale; i consigli locali dei cittadini, le amministrazioni municipali, fino ai distretti urbani, le citta\u2019 e i villaggi. Essi avrebbero dovuto fondare nuovi partiti politici locali e cooperative economiche, organizzazioni sociali civili, e quelle che si occupano dei diritti umani, dei diritti delle donne, dei diritti dei bambini, i diritti degli animali e tutte le altre questioni che devono essere considerate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo bisogno di \u201cassociazioni regionali di amministrazioni municipali\u201d, cosi\u2019 che queste organizzazioni e istituzioni possano formare un network. Al livello piu\u2019 alto esse dovrebbero essere rappresentate in un \u201cCongresso Generale del Popolo\u201d che avrebbe il compito di considerare problemi di \u201cpolitica, autodifesa, legge, morale, economia, scienza, arte e benessere commune attraverso\u00a0 istituzioni, leggi e meccanismi di controllo \u201c. Man mano che le istituzioni democratiche si diffondono, tutta la Turchia verrebbe coinvolta nel processo di democratizzazione. Si verrebbero a costituire networks, oltre i confini nazionali esistenti, per accelerare l\u2019avvento della civilta\u2019 democratica in tutta la regione e per realizzare la liberta\u2019 non solo per i Curdi ma un rinnovamento generale geopolitico e culturale. Alla fine l\u2019unione democratica confederativa verrebbe ad abbracciare tutto il Medio Oriente. Egli chiamo\u2019 questa versione Curda del municipalismo libertario \u201cconfederalismo democratico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Marzo 2005 Ocalan diffuse una Dichiarazione per il Confederalismo Democratico nel Kurdistan. In esso egli proponeva una \u201cdemocrazia dal basso\u2026basata sulle strutture democratiche comunali della societa\u2019 naturale\u201d. Si \u201cformeranno assemblee nei villaggi, nelle citta\u2019 e nei paesi e i loro delegati si faranno carico delle decisioni reali; il che, in effetti significa che la gente e la comunita\u2019 decidera\u2019 \u201d. Il confederalismo democratico di Ocalan mantiene la sua idea brillante di legare la liberazione dei Curdi alla liberazione dell\u2019umanita\u2019. Afferma i diritti individuali di liberta\u2019 d\u2019espressione per chiunque, senza distinzione di religione, etnia o di classe. Esso \u201cpromuove un modello ecologico di societa\u2019 \u201c e supporta la liberazione femminile.\u00a0\u00a0 Ocalan chiese alla sua gente di considerare questo programmma:\u201d Invito tutti i settori della societa\u2019, in particolare le donne e i giovani,\u00a0 a formare le loro proprie organizzazioni democratiche e a governarle essi stessi\u201d. Quando visitai Diyarbakir nell\u2019autunno del 2011, scoprii che i Curdi nel Sud-Est della Turchia, nell\u2019Anatolia, stavano proprio mettendo in pratica questo programma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante il 2004-5 Ocalan aveva o rinunciato o cambiato il focus dei suoi sforzi per persuadere lo stato a autoriformarsi, democratizzandosi dall\u2019alto in basso. \u201cL\u2019idea della democratizzazione dello stato\u201d, scrisse nel 2005, \u201ce\u2019 completamente fuori luogo\u201d. Egli aveva concluso che lo stato costituisce un meccanismo di oppressione- \u201cla forma organizzativa della classe al potere\u201d e quindi \u201c uno dei fenomeni piu\u2019 pericolosi nella storia umana\u201d. Lo stato e\u2019 tossico per il progetto democratico, una \u201cmalattia\u201d , e mentre e\u2019 presente \u201cnoi non potremo costruire un sistema democratico\u201d. Quindi, i Curdi e i loro simpatizzanti \u201cnon devono mai focalizzare i loro sforzi sullo stato\u201d o sul divenire uno stato, perche\u2019 questo significherebbe la perdita della democrazia e l\u2019andare a giocare \u201cnella mano del sistema capitalistico\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto cio\u2019 sembra piuttosto chiaro e certamente in accordo con il progetto rivoluzionario di Bookchin che sosteneva che, una volta che le assemblee si siano formate e confederate, esse verrebbeo a costituire un potere parallelo che potrebbe opporsi allo stato-nazione e potrebbe rovesciarlo e rimpiazzarlo. Egli enfatizzo\u2019 ripetutamente il concetto di potere parallelo, devo dire, dandone il merito a Trotsky che, egli scrisse, nella sua <em>Storia della Rivoluzione Russa<\/em>, aveva descritto che dopo il Febbraio 1917, quando diversi governi provvisori governavano lo stato, il soviet di Pietroburgo dei rappresentanti dei lavoratori e dei soldati divenne un potere parallelo contro quei governi; piu\u2019 tardi divenne una guida per la rivoluzione d\u2019Ottobre. In modo simile la confederazione comunalista rappresenterebbe un contropotere, un potere paralleo, in una situazione rivoluzionaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia Ocalan, nel suo stesso libro del 2004, <em>In Defense of the People<\/em>, mando\u2019 un messaggio contraddittorio circa lo stato:\u201d Non e\u2019 vero, io penso, che lo stato debba essere completamente distrutto e rimpiazzato da qualcos\u2019altro. Pensare di raggiungere la democrazia abbattendo lo stato e\u2019 un\u2019illusione\u201d. Piuttosto lo stato puo\u2019 e si deve ridimensionare e avere scopi piu\u2019 limitati. Alcune delle sue funzioni sono necessarie; per esempio, la sicurezza pubblica, lo stato sociale e la difesa nazionale. I congressi della democrazia confederata dovrebbero risolvere problemi \u201cche lo stato non puo\u2019 risolvere da solo\u201d. Uno stato limitato puo\u2019 coesistere con la democrazia \u201c in un regime parallelo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa contraddizione sembra aver tormentato Ocalan stesso che , ammette in apparente esasperazione, \u201c lo stato rimane un fenomeno a doppia faccia come Janus\u201d. Mi sembra di capire che la questione rimane ambigua per lui e comprensibilmente. Egli osserva, con acume, che \u201cla nostra era e\u2019 una di transizione dallo stato alla democrazia. Durante momenti di transizione il vecchio e il nuovo spesso coesistono fianco a fianco\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il movimento comunalista di Bookchin non e\u2019 mai andato tanto lontano, in termini pratici, quando quello di Ocalan, ma se fosse riuscito in quell\u2019intento si sarebbe sicuramente trovato di fronte allo stesso problema. Il concetto di un programma di transizione, che Bookchin invocava in queste occasioni, potrebe tornare utile a questo punto. Egli faceva sempre distinzione tra il programma minimo (le riforme di questioni specifiche), il programma della transizione (come Ocalan) e il programma massimo (socialismo, una democrazia assembleare\u00a0 senza stato). Questa distinzione ha un pedigree rivoluzionario. Murray ne dava il merito a Trotsky. E\u2019 un modo di mantenere l\u2019adesione ai fini a lungo termine mentre, allo stesso tempo, avendo a che fare on il mondo reale, non rivoluzionario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Maggio del 2004 Bookchin mando\u2019 un messaggio a Ocalan: \u201cLa mia speranza e\u2019 che il popolo Curdo possa, un giorno, essere capace di stabilire una societa\u2019 libera e razionale che dara\u2019 la possibilita\u2019, ancora una volta, al loro ingegno di fiorire. I Curdi sono fortunati ad avere un leader di talento come il Signor Ocalan che li guida\u201d. Piu\u2019 tardi ci dissero che il messaggio era stato letto pubblicamente alla seconda Assemblea Generale del Congresso del Popolo Curdo, nelle montagne, nell\u2019estate del 2004.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando Bookchin mori\u2019, nel Luglio del 2006, l\u2019assemblea del PKK saluto\u2019 \u201d uno dei piu\u2019 grandi scienziati sociali del XX secolo\u201d. Egli \u201cci ha spiegato il concetto di ecologia sociale\u201d e \u201cci ha aiutato a sviluppare una teoria socialista per farla avanzare su basi piu\u2019 stabili\u201d. \u201cCi ha mostrato come far diventare un nuovo sistema democratico una realta\u2019\u201d. \u201cHa proposto il concetto di federalismo\u201d, un modello che, noi crediamo e\u2019 creativo e realizzabile\u201d. L\u2019assemblea continuo\u2019: \u201cLa tesi di Bookchin sullo stato, il potere e la gerarchia sara\u2019 messo in pratica attraverso i nostri sforzi\u2026 Noi trasformeremo questa promessa in realta\u2019 affinche\u2019 questa divenga la prima societa\u2019 che mette in piedi un confederalismo democratico tangibile\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessun tributo lo avrebbe reso piu\u2019 felice; avrei voluto solamenteS che avesse potuto sentirlo. Forse egli li avrebbe salutati a sua volta con quella prima parola trovata scritta a Sumer: \u201c<em>Amargi<\/em>!\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Janet Biehl<\/strong>e\u2019 una scrittice che, lavorando insieme a Murray Bookchin ha contribuito a definire il concetto di ecologia sociale. E\u2019 l\u2019editore e scrittrice di <em>The Murray Bookchin Reader<\/em>, <em>The Politics of social Ecology, Libertarian Municipalism <\/em>(1998), <em>Rethinking Ecofeminist Politics<\/em> (1991) e altri libri e pubblicazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ascolta tutto il discorso (in Inglese) qui<\/em>: <a href=\"http:\/\/soundcloud.com\/freiheitxxi\/bookchin-calan-and-the\">http:\/\/soundcloud.com\/freiheitxxi\/bookchin-calan-and-the<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Traduzione di :Francesco D\u2019Alessandro per Z-Net Italy<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una conferenza organizzata ad Amburgo, in Germania, il 3-5 Febbraio 2012. Il tema era\u201d La Sfida alla Modernita\u2019 Capitalistica: Concetti Alternativi e la Questione Curda\u201d. Il testo che segue e\u2019 una relazione presentata a quella conferenza. 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