{"id":1543202,"date":"2022-03-14T15:49:07","date_gmt":"2022-03-14T15:49:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1543202"},"modified":"2022-03-14T15:51:11","modified_gmt":"2022-03-14T15:51:11","slug":"lucraina-e-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/03\/lucraina-e-noi\/","title":{"rendered":"L\u2019Ucraina e noi"},"content":{"rendered":"<p>La Russia, cio\u00e8 le forze armate della Repubblica Federale Russa, su ordine di Putin hanno aggredito l\u2019Ucraina, ne hanno invaso buona parte del territorio, hanno bombardato infrastrutture, fabbriche e abitazioni, hanno ucciso diverse migliaia di ucraini, sia militari che civili, hanno costretto a fuggire dal paese pi\u00f9 di due milioni di profughi e continuano nella loro avanzata.<\/p>\n<p>L\u2019Ucraina resiste e contrasta questa avanzata. Resistono le forze armate del paese e molti civili, prima riuniti in gruppi spontanei e per niente, o molto male armati &#8211; con la partecipazione di molte donne, persino nella preparazione di bottiglie molotov da opporre ai blindati russi &#8211; poi inquadrati, con la coscrizione obbligatoria per tutti gli uomini tra i 18 e 60 anni, nelle file delle forze armate. All\u2019interno di esse sono state da tempo inserite, con un ruolo di primo piano nella guerra contro le contrapposte milizie del Donbass, che durava da otto anni, numerosi elementi di organizzazioni legate alla Nato e di chiaro orientamento nazista, come la cosiddetta Brigata Azov, responsabile anche delle sparatorie durante la rivolta di piazza Maidan (ma i nazisti sono da tempo largamente presenti anche nelle milizie avversarie del Donbass).<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 alcun dubbio che l\u2019aggressore sia l\u2019esercito russo e che la resistenza armata dei combattenti ucraini sia una pi\u00f9 che giustificata risposta a questa aggressione. Ma se le cose stanno cos\u00ec, perch\u00e9 non mandare armi al governo e ai combattenti ucraini che le chiedono?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 mandare armi per rafforzare la resistenza \u00e8 alternativo a qualsiasi tentativo di far cessare questa guerra con un negoziato. O si fa una cosa o si fa l\u2019altra. E falso che una resistenza pi\u00f9 forte, perch\u00e9 meglio armata, o pi\u00f9 prolungata perch\u00e9 in grado di ritardare maggiormente l\u2019avanzata russa, migliorerebbe la posizione dell\u2019Ucraina in un negoziato. E\u2019 vero il contrario. Molti non si chiedono quale potrebbe essere l\u2019esito del conflitto, ma \u00e8 l\u00ec che bisogna guardare: come e quando potr\u00e0 cessare questa guerra?<\/p>\n<p>Con la resa del governo ucraino e l\u2019instaurazione forzata di un governo fantoccio filorusso? Sembra altamente improbabile. Con un\u2019occupazione del paese da parte dell\u2019esercito russo destinata a protrarsi nel tempo in presenza di una resistenza armata che continuer\u00e0 a dargli del filo da torcere? E\u2019 improbabile che Putin possa accettare una prospettiva del genere senza adottare gli stessi metodi con cui ha a suo tempo raso al suolo Grozny e sterminato buona parte della popolazione cecena.<\/p>\n<p>E\u2019 per\u00f2 difficile che ci\u00f2 possa avvenire nel cuore dell\u2019Europa senza coinvolgere in modo molto pi\u00f9 intenso i suoi avversari, cio\u00e8 la Nato: aprendo cos\u00ec le porte a una guerra mondiale. Oppure si punta a un logoramento di Putin, nella speranza che nei piani alti del potere russo si faccia strada un\u2019alternativa disponibile a trattare: non con l\u2019Ucraina, o non solo con l\u2019Ucraina, ma con chi dell\u2019Ucraina ha fatto da tempo la posta in gioco di un confronto molto pi\u00f9 ampio? O, ancora, che la guerra logori talmente non solo il potere di Putin, ma la coesione stessa della Federazione Russa, trasformando il suo immenso territorio in centinaia di Libie, di Iraq, di Sirie, con un patrimonio sterminato di risorse ancora da saccheggiare?<\/p>\n<p>A giudicare dal comportamento delle parti in causa, che sono molte, sembra che la soluzione a cui si affida l\u2019esito dell\u2019invio di armi all\u2019Ucraina sia una di queste due ultime.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 l\u2019invio di armi a rendere impraticabile un negoziato; \u00e8 esattamente il contrario. E\u2019 la mancanza di qualsiasi serio tentativo di mediazione che spinge coloro che (per motivi politici o personali) non possono dichiararsi indifferenti a ripiegare sull\u2019invio di armi senza interrogarsi sulle sue conseguenze.<\/p>\n<p>Manca la mediazione, la proposta di una soluzione che accontenti, senza peraltro soddisfare, entrambe le parti &#8211; evitando \u201cumiliazioni\u201d che indurrebbero a perseverare nel massacro in corso \u2013 perch\u00e9 manca il mediatore. E\u2019 mancato fin da prima dell\u2019aggressione, quando pure i tamburi di guerra stavano gi\u00e0 suonando (li suonavano a toni alti sia la Nato che il presidente degli Stati Uniti Biden, mentre Putin lavorava in sordina). E questo mediatore non poteva \u2013 e non pu\u00f2 ancora &#8211; che essere l\u2019Unione Europea, che per\u00f2 non pu\u00f2 assumere quel ruolo perch\u00e9 tutta la sua politica estera \u2013 e la posta centrale di ogni politica estera che \u00e8 pace o guerra \u2013 \u00e8 inesistente, completamente sdraiata sulle decisioni, i dictat e gli interessi degli Stati Uniti, che da questa terribile vicenda hanno molto meno da perdere (e molto di pi\u00f9 da guadagnare) di tutti i governi dell\u2019Unione europea messi insieme.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, per colmare quel vuoto, il ruolo di mediazione \u00e8 stato fittiziamente trasferito a Stati come la Turchia (che ha poco da mediare, dato che da anni sta infliggendo al Rojava lo stesso trattamento di Putin all\u2019Ucraina), o a Israele (peggio ancora, perch\u00e9 l\u00ec il bombardamento dei palestinesi risale indietro di decenni) o, forse, alla Cina, che sull\u2019indipendenza e neutralit\u00e0 delle sue minoranze interne \u00e8 ancora peggio. N\u00e9 lo pu\u00f2 assumere, quel ruolo, un singolo Stato o Governo dell\u2019Unione Europea, come si ingegna di far credere Macron, che ha in vista soprattutto le prossime elezioni presidenziali francesi (di Draghi, \u201cil banchiere\u201d, non \u00e8 nemmeno il caso di parlare), perch\u00e9 la prima mossa diplomatica da compiere non \u00e8 verso Putin o Zelensky, ma verso l\u2019Unione europea. Per esigere e farle assumere, a costo di mettere in forse la sua stessa esistenza, una posizione coerente con gli interessi dei suoi popoli: che sono la pace e non il confronto armato con la Russia a distanza sempre pi\u00f9 ravvicinata. Perch\u00e9 in queste circostanze, ma in generale sempre, il ruolo di mediatore lo pu\u00f2 assumere solo chi fin dall\u2019inizio si dispone in una posizione di terziet\u00e0. Come \u00e8 ovvio. Il che non vuol dire abbandonare l\u2019Ucraina, ma aiutarla a uscire dall\u2019abisso in cui sta precipitando (e la stiamo facendo precipitare).<\/p>\n<p>Diventare terzi: non armandoci di pi\u00f9 e sacrificando all\u2019industria delle armi quel che resta del welfare, come apertamente proposto da Angelo Panebianco sul Corriere della Sera: obiettivo che prima di lui era gi\u00e0 nei programmi della Nato e che \u00e8 \u2013 purtroppo \u2013 una logica conseguenza per tutti coloro che non vedono soluzione della crisi diversa da un maggiore ricorso alle armi. Non solo quelle cosiddette \u201cletali\u201d, ma anche, o forse peggio, quelle della comunicazione, dell\u2019informazione (o disinformazione) e della criminalizzazione del dissenziente; quelle che stanno instaurando in tutto il nostro paese un clima da \u201cmaggio radioso\u201d (quello che aveva precipitato il paese nella Prima Guerra mondiale): armiamoli, facciamoli combattere e lasciamo che si scannino per conto nostro\u2026<\/p>\n<p>Inoltre, solo una parte veramente terza \u2013 e in questo momento non \u00e8 certo l\u2019ONU \u2013 potrebbe rilanciare l\u2019iniziativa di corpi di pace e di interposizione da mandare a sedare il conflitto. Per farsi ammazzare dagli uni e dagli altri? No. Abbiamo visto in TV folti gruppi di cittadini e cittadine &#8211; soprattutto di donne \u2013 mettersi di fronte, o addirittura sdraiarsi davanti ai carrarmati. A loro va tutto il nostro rispetto e la nostra ammirazione. E certo, senza aspettarsi risultati risolutivi, quanto pi\u00f9 efficace, non solo nei confronti dell\u2019aggressione, ma anche del resto del mondo che li sta a guardare, sarebbe un\u2019iniziativa di interposizione organizzata, con la copertura di una parte dichiaratamente ed effettivamente terza, introdotta come un granello di sabbia nel meccanismo che sta macinando tante vite?<\/p>\n<p>Ma il problema che ciascuno di noi, cittadine e cittadini dell\u2019Europa e del mondo ci dobbiamo porre in queste circostanze \u00e8 molto pi\u00f9 generale.<\/p>\n<p>Innanzitutto, fino a che punto l\u2019aumento del potenziale bellico per cos\u00ec dire \u201cconvenzionale\u201d non sconfina direttamente in quello nucleare? Sempre pi\u00f9 smisurato il primo e sempre pi\u00f9 dimensionato, in vista di un suo uso cosiddetto \u201ctattico\u201d, il secondo, riducendo cos\u00ec progressivamente ogni soluzione di continuit\u00e0 tra l\u2019uso di un kalashnikov e l\u2019immane arsenale nucleare di cui sono dotate le \u201cGrandi potenze\u201d e di cui cerca di dotarsi un numero crescente di potenze cosiddette minori.<\/p>\n<p>E se Putin fa paura, perch\u00e9 a detta dei media \u00e8 pazzo e potrebbe superare quel confine senza alcuna remora, quanto pazzi sono anche i generali della Nato e degli Usa, o i loro Presidenti, che continuano a ventilare la possibilit\u00e0 che quel confine venga varcato, non si sa, ed \u00e8 indifferente, da parte di chi?<\/p>\n<p>Qui emerge un tema di fondo che gli strateghi della guerra nucleare non hanno considerato, o non hanno messo in chiaro nella loro corsa a riempire di armi, di qualsiasi arma, il resto del mondo. Il rischio di varcare quel confine \u2013 che in qualche modo tutti, anche i pazzi, hanno presente \u2013 rende inefficaci anche tutti o quasi gli arsenali di tipo convenzionale. Cos\u00ec la Nato e gli Usa non possono utilizzare il loro arsenale, di cui hanno fatto sfoggio con continue esercitazioni e migliaia di uomini e mezzi di ogni tipo ai confini tra Russia e Nato negli anni scorsi, perch\u00e9 metterle in campo \u2013 e continuano a ripeterlo \u2013 aprirebbe un confronto tra potenze nucleari difficile da fermare. Cos\u00ec si devono accontentare di contrabbandare oltreconfine \u201cun po\u2019\u201d di armi tradizionali, ancorch\u00e9 micidiali, come bazooka anticarro e razzi antiaereo, o meglio ancora, a farlo fare dai loro alleati europei, che possono cos\u00ec vantarsene pubblicamente per nascondere la loro mancanza di iniziativa per una vera soluzione prima di tregua: in attesa di poter sostituire (ma \u2013 dicono gli esperti &#8211; ci vogliono almeno cinque anni!) il gas russo con cui stanno finanziando la guerra contro l\u2019Ucraina\u2026<\/p>\n<p>S\u00ec, perch\u00e9, nel frattempo, a venir cancellate dalla guerra non sono solo le citt\u00e0 e le vite degli ucraini e delle ucraine, ma anche e innanzitutto il tentativo di far pace con la Terra, a cui in realt\u00e0 quei governanti &#8211; che da trent\u2019anni tengono in piedi l\u2019inutile teatrino delle 26 COP sui cambiamenti climatici &#8211; non hanno mai creduto.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 la guerra! Allora largo al carbone, largo al gas di tutte le parti del mondo, largo a nuove ricerche e perforazioni (la guerra, hanno scritto, ha sconfitto Greta!). E largo soprattutto al nucleare (civile) facendo finta di ignorare quello che Macron aveva apertamente dichiarato meno di due anni fa: il nucleare civile non si reggerebbe senza il nucleare militare. Ma anche il nucleare militare non funzionerebbe senza il nucleare civile. E questa proposta la portano avanti (Cingolani) o la dichiarano gi\u00e0 in via di attuazione (Draghi) proprio mentre l\u2019incolumit\u00e0 delle centrali nucleari ucraine, investite dalla guerra (Cernobyl compresa) sta mettendo in forse la sopravvivenza stessa di mezza Europa, e forse anche pi\u00f9, senza nemmeno che la guerra in corso sia arrivata a oltrepassare la soglia del confronto nucleare.<\/p>\n<p>E\u2019 ora che almeno qui i duellanti rimettano le spade nel fodero. La popolazione europea si \u00e8 divisa e contrapposta con toni sempre pi\u00f9 accesi prima sull\u2019alternativa profughi e migranti s\u00ec o no (che adesso sembra quasi scomparsa, dato che l\u2019Ucraina ne sta producendo a milioni in pochi giorni); poi s\u00ec-vax e no-vax, che ha occupato gli schermi per una intera stagione. E oggi gli stessi toni, anzi peggio, ritornano nella contrapposizione tra favorevoli e contrari all\u2019invio di armi, quando il vero problema \u00e8 restituire all\u2019Unione Europea una capacit\u00e0 di iniziativa per la pace.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Russia, cio\u00e8 le forze armate della Repubblica Federale Russa, su ordine di Putin hanno aggredito l\u2019Ucraina, ne hanno invaso buona parte del territorio, hanno bombardato infrastrutture, fabbriche e abitazioni, hanno ucciso diverse migliaia di ucraini, sia militari che 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