{"id":1540767,"date":"2022-03-12T09:20:01","date_gmt":"2022-03-12T09:20:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1540767"},"modified":"2022-03-12T10:17:20","modified_gmt":"2022-03-12T10:17:20","slug":"1540767","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/03\/1540767\/","title":{"rendered":"L\u2019\u00abaltra resistenza\u00bb delle Donne sotto le guerre per la cultura della Pace"},"content":{"rendered":"<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">questo articolo appositamente redatto per Pressenza \u00e8 una breve riduzione della documentata ed approfondita relazione illustrata lo scorso 8 Marzo dalla nostra redattrice, invitata dalla Fondazione <\/span><\/i><a href=\"http:\/\/www.salvarepalermo.it\/attivita-sociale\/conferenze\/item\/1417-le-signore-dei-beni-culturali-siciliani\"><i><span style=\"font-weight: 400;\">SalvarePalermo<\/span><\/i><\/a><i><span style=\"font-weight: 400;\"> ad aprire il ciclo di conferenze \u201c<\/span><\/i><i><span style=\"font-weight: 400;\">Le signore dei beni culturali siciliani\u201d, il cui primo incontro \u00e8 stato <\/span><\/i><i><span style=\"font-weight: 400;\">dedicato ad Angela Lattanzi Daneu<\/span><\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La guerra in questi giorni sta sconvolgendo l\u2019Europa e rischia di deflagrare in un nuovo conflitto mondiale mentre ha gi\u00e0 sacrificato alla perversa logica del dominio tantissime vite. Urgente \u00e8 anche la questione della messa in sicurezza dei beni culturali dai danni del bombardamenti: in Ucraina vi sono sette siti UNESCO e un immenso patrimonio paesaggistico, monumentale e artistico che rischia di essere seriamente compromesso, se non annientato, dal conflitto armato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La figura di <\/span><b>Angela Lattanzi<\/b><span style=\"font-weight: 400;\"> acquista nuova attualit\u00e0, quindi, per l\u2019attivit\u00e0 che svolse a favore della Biblioteca Nazionale di Palermo e di molte biblioteche della Sicilia occidentale nel quadro storico dell\u2019Italia durante e dopo la seconda guerra mondiale, quando altre donne e alcuni uomini si adoperarono per trasmettere il patrimonio culturale italiano alle future generazioni.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nata in Egitto il 5 ottobre 1901, il padre insegnava italiano e latino al liceo statale per italiani di Alessandria, Angela giovanissima veniva a contatto con la cultura internazionale di quella citt\u00e0 nei primi decenni del XX secolo e imparava l\u2019inglese, il francese, l\u2019arabo e il greco moderno. Rientrata a Roma, si laureava in lettere antiche e si diplomava all\u2019Accademia nazionale di Santa Cecilia in violoncello. Nel 1934 come bibliotecaria aggiunta della <em>Casanatense<\/em> di Roma si occupava di redigere il catalogo delle cinquecentine, e successivamente in Sicilia, presso la Biblioteca Nazionale di Palermo, si appassionava allo studio dei manoscritti miniati, un campo di ricerca che le riserver\u00e0 un posto di rilievo<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">in Europa: \u201c\u00c8 l\u2019inizio del lungo studio di Angela \u2013 scriver\u00e0 la figlia \u2013 sulla evoluzione e le &lt;migrazioni&gt; degli elementi decorativi dei libri antichi\u201d. Ma nonostante i suoi interessi specifici, la Lattanzi<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">concep\u00ec sempre le biblioteche \u201ccome servizio per tutti i cittadini\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Notevole fu anche la sua attivit\u00e0 didattica svolta presso la Scuola di paleografia dell\u2019Archivio di Stato e la Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia dell\u2019Universit\u00e0 di Palermo, dove insegn\u00f2 storia della miniatura, e al Conservatorio Bellini della stessa citt\u00e0 come docente di storia della musica. Ma per la figlia, che ci ha restituito la storia della madre in un romanzo, fu innanzitutto la \u201cregina dell\u2019Ordine Alfabetico\u201d: a dieci anni il padre le aveva consegnato un vocabolario di latino, \u201cil pi\u00f9 prezioso e il pi\u00f9 sacro di tutti i libri\u201d. Da qui l\u2019interesse per le biblioteche che la porter\u00e0 alla Nazionale di Palermo negli anni immediatamente precedenti alla seconda guerra mondiale, quando venivano attuati i piani per la protezione del patrimonio bibliografico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Gi\u00e0<\/span><b> Ester Pastorello<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0 nel 1935 prima soprintendente bibliografica donna della Sicilia occidentale, si era occupata di individuare luoghi adatti, in caso di guerra, ad ospitare il patrimonio della Nazionale di Palermo. La Pastorello, per altro, in qualit\u00e0 di direttrice della Nazionale di Torino, durante i bombardamenti del \u201842 &#8211; \u201843, ebbe modo di sperimentare l\u2019efficacia delle misure preventive che aveva adottato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In quegli\u00a0 stessi anni ci furono funzionarie che oltre a preservare le opere dalla distruzione salvarono vite umane. A Milano, <\/span><b>Fernanda Wittgens<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">la prima direttrice donna della Pinacoteca di Brera, si prodig\u00f2 per mettere in salvo dipinti e sculture ma anche la vita di alcuni ebrei. Arrestata e condannata a quattro anni di carcere, in una lettera alla madre scriveva: \u201c<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">(&#8230;) perch\u00e9 non ho tradito la vera legge che \u00e8 morale io sono provvisoriamente colpita. La legge dello stato si deve seguire fino a quando coincide con la legge morale; ma quando per seguirla bisogna diventare anticristiani, si deve sapere disubbidire a qualunque costo\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">D\u2019altra parte Mussolini utilizzava il patrimonio artistico italiano per propagandare s\u00e9 stesso, come un suo possesso personale \u2013 aveva \u201cagevolato\u201d l\u2019espatrio in territorio tedesco di alcune opere d\u2019arte per ingraziarsi gli alleati nazisti, mentre gli uomini e le donne che parteciparono alle operazioni di messa in sicurezza del patrimonio pensavamo di salvaguardare beni per l\u2019intera umanit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Pertanto la Wittgens aveva provveduto a ricoverare in un sotterraneo il catalogo della <em>Braidense<\/em> come le aveva chiesto la direttrice della Biblioteca <\/span><b>Mary Buonanno Schellembrid<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, la quale nell&#8217;agosto del 1943, durante i bombardamenti che colpirono Milano e determinarono un grosso incendio nel Palazzo di Brera, entrava nella sede del Comando Tedesco e dava l\u2019ordine \u201cdi intervenire immediatamente per salvare quel tempio di cultura\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La memoria delle donne spessissimo ci viene restituita da altre donne, nel caso di Angela Lattanzi le pagine pi\u00f9 belle le ha scritte la figlia Alessandra Lavagnino in <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Le Bibliotecarie di Alessandria. <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">La Lavagnino, peraltro, ci ha consegnato anche il racconto della straordinaria attivit\u00e0 per la salvezza del patrimonio artistico del padre Emilio e di altri funzionari e storici dell\u2019arte in <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Un inverno 1943-1944.<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel campo delle biblioteche furono le donne a dare il maggior contributo alla tutela e alla salvezza del patrimonio librario, bibliotecarie che in quel momento occupavano i posti apicali nell\u2019amministrazione delle Biblioteche italiane, che di fronte alle disposizioni del regime fascista decisero da che parte stare.<\/span><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tra queste donne <\/span><b>Nella Vichi Sansovino<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, direttrice della Biblioteca Nazionale di Roma, ricorder\u00e0 anni dopo: \u201cLa Biblioteca (\u2026) divenne piccolo centro di resistenza e assistenza silenziosa ma vivace, mentre sui tavoli si aprivano le carte del Lazio per seguire i progressi degli alleati e una piccola radio portata da casa e nascosta tra i libri, dava notizie\u201d. Inoltre \u201ci lettori ebrei furono sempre accolti nelle varie sale con nomi falsi\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">A Palermo negli stessi mesi Alberto Girardi, direttore della Nazionale, riceveva due lettere, una del Ministero che lo invitava a mettere al sicuro i libri pi\u00f9 importanti e preziosi, l\u2019altra era la chiamata alle armi. Angela Lattanzi, nella qualit\u00e0 di funzionaria di grado pi\u00f9 alto, dopo la partenza del direttore, dovette far fronte alle urgenti disposizioni ministeriali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Gi\u00e0 nel 1941 Giraldi aveva dato avvio ai primi interventi per il ricovero dei volumi di pregio della Biblioteca sulle Madonie e lamentava alla Direzione Generale quanto fosse difficoltoso raggiungere Polizzi Generosa perch\u00e9 era \u201cimpossibile lo stabilire a priori la durata del viaggio\u201d per il \u201cservizio quanto mai irregolare di autobus\u201d soggetto ad attese di \u201cquattro o cinque giorni\u201d mentre \u201cun\u2019auto corriera di 16 posti\u201d arrivava a contenere \u201cdalle 50 alle 60 persone, e questo in un percorso pieno di svolte e dislivelli\u201d. Inoltre \u201cnei mesi estivi\u201d era difficile trovare un alloggio \u201cin paese perch\u00e9 le 2 o 3 camere disponibili\u201d erano riservate ai villeggianti e pertanto si vedeva \u201ccostretto dal mese di giugno\u201d a interrompere le missioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Diversa risulta la percezione dello stesso compito da parte della Lattanzi, stando al racconto della figlia: \u201cUn viaggio lungo e indimenticabile, dapprima in treno \u2013 un mattino d\u2019inverno ch\u2019era ancora notte \u2013 poi con la corriera blu delle Madonie su per gli stretti tornanti fra frutteti e pascoli, poi nella nebbia (\u2026). A quello spettacolo \u2013 d\u2019una citt\u00e0 che si specchia nella nebbia! \u2013 Marta fu presa da improvvisa, lieta religiosit\u00e0. Si trov\u00f2 a ringraziare il Creatore e Signore del cielo e della terra, di tanto privilegio: essere stata scelta per poter salvare i suoi libri preziosi, in un luogo tanto bello\u201d. Avrebbe messo al sicuro \u201cgli Uffici della Beata Vergine, le Bibbie, gli Evangeliari manoscritti e miniati. Lei, la scomunicata\u201d. Nel 1937, infatti, aveva ottenuto l\u2019annullamento del matrimonio civile ma non di quello religioso con Emilio Lavagnino, per sposare Antonio Daneu, antiquario e collezionista siciliano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il 30 giugno del 1943 le bombe colpirono la Nazionale di Palermo, pochi giorni addietro Angela aveva lasciato la citt\u00e0 per raggiungere la famiglia sfollata a Taormina. Elena Tamajo, bibliotecaria in servizio presso la Biblioteca subentrava alla Lattanzi come volontaria reggente da giugno a ottobre. L\u2019incursione aerea su Napoli del 4 agosto 1943 causava anche qui lo sfondamento del tetto della Biblioteca Nazionale. Grazie all\u2019opera della direttrice, <\/span><b>Guerriera Guerrieri<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, i libri pi\u00f9 importanti\u00a0 erano stati messi in salvo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dopo la guerra si procedette alla ricostruzione delle biblioteche bombardate e alla ricollocazione del patrimonio librario per riattivare i servizi. A Palermo la Lattanzi rientrava nell\u2019ottobre dei \u201843 e collaborava con il tenente Perry B. Cott che in seguito scriver\u00e0 al Direttore Generale per le Accademie e biblioteche: \u201cDurante i cinque mesi in cui sono stato Direttore della Divisione per i Monumenti, le Belle Arti e Archivi del Governo Alleato a Palermo, la Biblioteca Nazionale era sotto la mia giurisdizione e avevo stretti rapporti con la Signora Daneu, della cui intelligenza, mirabile lavoro e capacit\u00e0, ho la pi\u00f9 grande ammirazione e rispetto\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tuttavia la reggenza della Biblioteca Nazionale di Palermo durante i quattro mesi successivi ai bombardamenti degener\u00f2 nella lite Lattanzi -Tamajo e \u201cprovoc\u00f2 l\u2019accelerazione di un processo comunque destinato a compiersi di l\u00ec a poco: la separazione\u201d delle biblioteche dalle soprintendenze, per cui la Lattanzi nel 1945 veniva nominata soprintendente bibliografica della Sicilia occidentale mentre Alberto Giraldi era confermato direttore della Biblioteca Nazionale di Palermo, facente funzioni Elena Tamajo. La Biblioteca verr\u00e0 riaperta nel 1948 anche se i servizi bibliotecari erano stati temporaneamente riattivati nel \u201846 a Palazzo Mazzarino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dopo la nomina di Giovanni Maria Simonato direttore della Biblioteca Nazionale di Palermo nel 1954, la Tamajo presentava ricorso e chiamava in causa \u201cla signora Daneu\u201d. La lite tra le due donne rievoca un altro contenzioso di quegli stessi anni a Firenze: la Nazionale e la Soprintendenza bibliografica per la Toscana venivano riaffidate ad <\/span><b>Anita Mondolfo<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, estromessa nel 1938 perch\u00e9 ebrea; di conseguenza <\/span><b>Anna Saitta Revignas<\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, che aveva ricoperto quei ruoli dal 1941 al 1945 con scrupolo e aveva salvato il patrimonio della Nazionale dalle razzie delle truppe tedesche, veniva retrocessa \u201ca compiti di studio nella stessa biblioteca\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">A Palermo e in Sicilia l\u2019attivit\u00e0 ispettiva della Lattanzi \u201cvasta e capillare\u201d coinvolse la <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Fardelliana<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> di Trapani, la <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Lucchesiana<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> di Agrigento, la <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Liciniana<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> di Termini Imerese e tante altre biblioteche \u201ccomunali, popolari ed ecclesiastiche\u201d dell\u2019Isola e per consentire anche agli abitanti dei centri minori di chiedere libri in prestito, la Lattanzi ottenne due bibliobus. Per tutti questi impegni era spesso lontano da casa, come racconta la figlia: \u201cviaggiava in treno e in corriera, in ogni stagione, e questo in un\u2019epoca in cui le automobili non c\u2019erano (&#8230;). Indi pernottava in albergo, oppure, nei paesi ove l\u2019albergo non c\u2019era, era ospitata dai conventi di monache o all\u2019ospedale\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nonostante gli impegni come soprintendente, Angela Lattanzi continu\u00f2 a studiava fino alla fine dei suoi giorni (muore a Palermo il 24 aprile 1985) pervenendo ad affascinanti intuizioni, sottolinea la figlia che ricorda di quando tenne una conferenza a Vienna dal titolo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Animazione e direzionalit\u00e0 delle iniziali italo-bizantine<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> dove sosteneva che le lettera decorate degli antichi codici miniati \u201cche appaiono &lt;mosse&gt; e sovente inclinate\u201d avrebbero forma animata perch\u00e9 cos\u00ec i monaci amanuensi riuscivano a catturare l\u2019attenzione dei giovani allievi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel saggio del 1950 dedicato al <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Trionfo della Morte <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">la Lattanzi ricordava i bombardamenti aerei che avevano colpito anche Palazzo Sclafani nel 1943 \u201clasciando il prezioso dipinto privo della copertura a volta che lo proteggeva\u201d e pertanto fu necessario eseguire lo stacco dalla parete. Nell\u2019analisi del <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Trionfo<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, notava, tra l\u2019altro, che il pittore non aveva incluso \u201cnel triste cumulo degli infelici gi\u00e0 resi esamini\u201d le donne che appaiono \u201ccon l\u2019ombra del terrore negli occhi\u201d mentre l\u2019anonimo artista sembra abbia provato \u201cpiet\u00e0 e simpatia per i giovani e le giovani\u201d, allietati dalla natura e dalle arti.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ai nostri giorni, la Lattanzi si sarebbe commossa nel vedere che durante la tragedia della pandemia centinaia di ragazze e ragazzi hanno trovato accoglienza e rifugio sicuro nella \u201csua\u201d biblioteca: <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Adversis perfugium, secundis ornamentum<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, recita la lapide situata al di sopra dello scalone che porta ai servizi bibliotecari.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 2018 le donne dell\u2019UDIPalermo hanno lanciato una <\/span><a href=\"https:\/\/osservatoriomediterraneodipace.blogspot.com\/2019\/06\/appello-campagna-per-la-bcrs-angela.html\"><span style=\"font-weight: 400;\">campagna<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> per l\u2019intitolazione della Biblioteca centrale della Regione siciliana a Angela Lattanzi, raccogliendo centinaia di firme anche di importanti esponenti della cultura italiana.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Oggi Carmela Perretta, che \u00e8 stata direttrice dello stesso Istituto per oltre un ventennio, nel ritenere che le Biblioteche di livello Nazionale non andrebbero denominate, propone invece l\u2019intitolazione della Sala Lettura a Angela Lattanzi Daneu per \u201c attestare come sopravvivono durature le opere benefiche di pace\u201d \u2013\u00a0 cos\u00ec com&#8217;\u00e8 riportato nella lapide posta al piano d\u2019ingresso della Biblioteca \u2013 contro la guerra, contro ogni guerra.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><\/h2>\n<p><b>articoli correlati:<\/b><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/04\/palermo-laltra-liberazione\/\"><b>Palermo, l\u2019altra liberazione<\/b><\/a><\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/10\/in-mostra-gratuita-la-fruizione-delle-collezioni-tschinke-daneu-nellex-convento-della-magione\/\">In mostra gratuita la fruizione delle Collezioni Tschinke-Daneu nell\u2019ex Convento della Magione<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>questo articolo appositamente redatto per Pressenza \u00e8 una breve riduzione della documentata ed approfondita relazione illustrata lo scorso 8 Marzo dalla nostra redattrice, invitata dalla Fondazione SalvarePalermo ad aprire il ciclo di conferenze \u201cLe signore dei beni culturali siciliani\u201d, 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