{"id":1530685,"date":"2022-02-27T10:48:05","date_gmt":"2022-02-27T10:48:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1530685"},"modified":"2022-02-27T12:26:55","modified_gmt":"2022-02-27T12:26:55","slug":"smilitarizzare-le-menti-per-disarmare-il-conflitto-la-prima-cosa-da-fare-contro-la-guerra-in-ucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/02\/smilitarizzare-le-menti-per-disarmare-il-conflitto-la-prima-cosa-da-fare-contro-la-guerra-in-ucraina\/","title":{"rendered":"Smilitarizzare le menti per disarmare il conflitto. La prima cosa da fare contro la guerra in Ucraina"},"content":{"rendered":"<p class=\"has-text-align-right\" style=\"text-align: right;\"><em>Nessuna delle caste al potere voleva una grande guerra in Europa<\/em><\/p>\n<p class=\"has-text-align-right\" style=\"text-align: right;\"><em>nel senso di perseguirla attivamente.<\/em><\/p>\n<p class=\"has-text-align-right\" style=\"text-align: right;\"><em>Al contempo esse, sia pure con finalit\u00e0 e interessi diversi,<\/em><\/p>\n<p class=\"has-text-align-right\" style=\"text-align: right;\"><em>neppure volevano rinunciare alla guerra, agli armamenti<\/em><\/p>\n<p class=\"has-text-align-right\" style=\"text-align: right;\"><em>e alla politica delle minacce come mezzo della politica internazionale,<\/em><\/p>\n<p class=\"has-text-align-right\" style=\"text-align: right;\"><em>per questo vi scivolarono dentro\u201d<\/em><\/p>\n<p class=\"has-text-align-right\" style=\"text-align: right;\">[Ekkehart Krippendorf, Lo stato e la guerra. L\u2019insensatezza delle politiche di potenza]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se per comprendere le ragioni di un conflitto \u00e8 necessario allargare lo sguardo,\u00a0<a href=\"https:\/\/pasqualepugliese.wordpress.com\/2022\/01\/30\/quando-arrivano-i-nostri-note-per-un-giovane-che-volesse-capire-le-ragioni-della-crisi-ucraina-e-non-volesse-fare-la-fine-dei-nativi-americani\/\"><u>nello spazio e nel tempo\u00a0<\/u><\/a>, a maggior ragione quando il conflitto si trasforma colpevolmente in guerra aperta \u00e8 necessario sottrarsi alla logica perversa dello scontro amico\/nemico e assumere un punto di vista pi\u00f9 generale e complesso, per cercarne le possibili vie d\u2019uscita. A questo scopo, condannare l\u2019aggressione militare di\u00a0<strong>Vladimir<\/strong>\u00a0<strong>Putin<\/strong>\u00a0all\u2019Ucraina \u00e8 necessario, ma non sufficiente. E se a farlo sono quelli che hanno condotto occupazioni militari ventennali in Afghanistan ed Iraq (per tacere delle altre), provocando immani catastrofi umanitarie, non \u00e8 neanche credibile: sono parte del problema, non della soluzione. Anzich\u00e9 inviare altre armi sul terreno di guerra, come stanno facendo i governi occidentali, bisogna uscire dalla logica bellica sulla quale si fondano tutte le politiche di potenza che hanno portato, come con-cause, a questa incredibile e anacronistica situazione ed entrare nelle ragioni profonde del conflitto, riconoscendo ragioni e torti dei diversi attori in campo, per trovare un punto di mediazione sostenibile per tutti. Sottrarsi alla logica dell\u2019escalation, farsi \u201ccostruttori di ponti, saltatori di muri, esploratori di frontiera\u201d, come scriveva\u00a0<strong>Alex Langer<\/strong>, renitenti alla banalit\u00e0 del male della guerra che, ovunque, \u00e8 gi\u00e0 dentro la maggior parte delle menti consentendo agli arsenali di traboccare di armi, alle guerre di moltiplicarsi sul pianeta, ai profitti delle industrie degli armamenti di crescere senza fine. O smilitarizziamo le menti e impariamo a risolvere i conflitti senza violenza \u2013 con un lavoro paziente, costante e quotidiano \u2013 o la violenza della guerra distrugger\u00e0 l\u2019umanit\u00e0, pi\u00f9 prima che poi.<\/p>\n<p><strong>Esito previsto della \u201cseconda guerra fredda\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Poich\u00e9 \u2013 come ribadisce il vecchio saggio\u00a0<strong>Edgar Morin<\/strong>\u00a0\u2013 \u201cla condanna di\u00a0<strong>Putin<\/strong>\u00a0non deve impedirci di comprendere attraverso quali insiemi di interazioni e retroazioni siamo arrivati al grado di radicalizzazione che produce disastri\u201d, andiamo a vedere qualcuna di queste interazioni e retroazioni, dando la parola ad alcuni di coloro che hanno studiato con attenzione l\u2019assetto geopolitico dell\u2019Europa dopo l\u2019abbattimento del muro di Berlino. Gi\u00e0 nel 1997 il diplomatico\u00a0<strong>USA<\/strong>\u00a0<strong>George F. Kennan<\/strong>, profondo conoscitore dell\u2019ex Unione Sovietica, si era espresso cos\u00ec sul<em>\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/pasqualepugliese.wordpress.com\/2022\/02\/27\/smilitarizzare-le-menti-per-disarmare-il-conflitto-la-prima-cosa-da-fare-contro-la-guerra-in-ucraina\/\"><em><u>New York Time<\/u><\/em><\/a>: \u201cL\u2019allargamento della Nato \u00e8 il pi\u00f9 grave errore della politica americana dalla fine della guerra fredda. Si pu\u00f2 prevedere che una simile decisione potrebbe infiammare le tendenze nazionaliste, antioccidentali e militariste nell\u2019opinione pubblica russa, avere un effetto avverso sullo sviluppo della democrazia russa, ripristinare l\u2019atmosfera della Guerra Fredda nelle relazioni Est-Ovest e spingere la politica estera russa in direzioni a noi decisamente sgradite\u201d. E solo pochi giorni fa l\u2019ex ambasciatore italiano alla Nato ed a Mosca,\u00a0<strong>Sergio Romano<\/strong>, ha fatto le seguenti dichiarazioni in un\u2019intervista a<em>\u00a0il fatto quotidiano<\/em>\u00a0(23 febbraio 2022): \u201cA mio avviso, dopo la Guerra Fredda, l\u2019Occidente avrebbe dovuto avviare la smobilitazione della Nato. Era una struttura nata al tempo della contrapposizione con il Patto di Varsavia. Collassato quest\u2019ultimo non aveva senso tenere in piedi un assetto militare che sarebbe stato visto come struttura di pura aggressione\u201d. Del resto gi\u00e0\u00a0<strong>Johan Galtung<\/strong>\u00a0\u2013 fondatore dell\u2019<em>International Peace Research<\/em>, di\u00a0<em>Transcend<\/em>, network per la pace e lo sviluppo, e consulente per anni dell\u2019ONU \u2013 aveva avvertivo che la \u201cseconda Guerra Fredda tra USA\/NATO\/AMPO (l\u2019accordo militare tra USA e Giappone) e Russia\/India\/Cina non durer\u00e0 a lungo\u201d, che \u201cuna nazione globale con interessi globali (USA) ha le sue ragioni per portare le alleanze a linee di rottura radicali ed esplosive, per esempio tra cattolici\/protestanti e slavi\/ortodossi\u201d e che \u201cun incidente minore lungo il confine tra Polonia e Ucraina e queste faglie erutteranno lava come vulcani, con potenze nucleari dappertutto e senza alcun paese neutrale in mezzo a fare da cuscinetto, come furono Finlandia, Svezia, Austria e Jugoslavia durante la prima Guerra Fredda. Un\u2019Eurasia dominata dagli USA \u00e8 un\u2019ipotesi folle: avere il mondo intero come propria sfera d\u2019interesse pu\u00f2 essere definito come megalomania\u201d (Affrontare il conflitto. Trascendere e trasformare, 2008).<\/p>\n<p><strong>Storia contro-fattuale e storia reale<\/strong><\/p>\n<p>Del resto con un esercizio di storia contro-fattuale non \u00e8 difficile immaginare che cosa accadrebbe a parti invertite: ossia se una potenza militare nucleare, come la Cina o la stessa Russia, stringessero un\u2019alleanza strategica con il Canada o il Messico, capace di portare la minaccia nucleare ai confini degli Stati Uniti. In realt\u00e0 non \u00e8 strettamente necessario questo esercizio di fantasia, visto che nel 1962 si sfior\u00f2 davvero una guerra nucleare \u2013 a posizionamenti contrapposti \u2013 perch\u00e9, dopo il fallito tentativo della CIA di far cadere la rivoluzione cubana di\u00a0<strong>Fidel Castro<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Che Guevara<\/strong>\u00a0con il tentativo di invasione della cosiddetta \u201cBaia dei porci\u201d<strong>,<\/strong>\u00a0l\u2019Unione Sovietica aveva dispiegato alcuni missili nucleari a Cuba, a 90 miglia della coste della Florida, anche in risposta a quelle statunitensi dispiegate in Turchia, Italia e Gran Bretagna, e gli USA minacciarono la guerra se non fossero state rimosse. L\u2019arte della diplomazia che seppero mettere allora in campo i presidenti\u00a0<strong>Kennedy\u00a0<\/strong>e\u00a0<strong>Chru\u0161\u010d\u0451v,\u00a0<\/strong>con la mediazione di papa\u00a0<strong>Giovanni XXIII<\/strong>, portarono invece allo smantellamento dei missili sovietici a Cuba, all\u2019impegno USA di non invadere l\u2019isola e allo smantellamento di quei missili statunitensi in Europa. Non finirono invece le ingerenze USA in quell\u2019America Latina che considerano \u2013 da sempre e per sempre \u2013 non solo la loro \u201csfera d\u2019influenza\u201d, ma un vero e proprio \u201ccortile di casa\u201d: dal supporto della CIA al colpo di stato in Cile contro il governo socialista di\u00a0<strong>Salvador Allende<\/strong>\u00a0al sostegno economico alla \u201ccontra\u201d nella rivoluzione in Nicaragua, dalle armi agli squadroni della morte in Salvador e nel Guatemala alle molte altre ingerenze storicamente documentate (vedi, per esempio, Noam Chomsky, Anno 501, la conquista continua, 1993; Daniele Ganser, Breve storia dell\u2019impero americano, 2021).<\/p>\n<p><strong>Una guerra iniziata nel 2014<\/strong><\/p>\n<p>Inoltre, gli stessi mezzi di informazione che ci comunicano, momento per momento, l\u2019evoluzione della guerra dopo l\u2019aggressione russa all\u2019Ucraina, si era dimenticati di raccontarci in questi anni che la guerra era gi\u00e0 in corso nell\u2019Ucraina dell\u2019est, dove la maggioranza russofona della regione del Donbass \u2013 con le auto-proclamate repubbliche indipendenti di Doneck e Lugansk, oggi riconosciute unilateralmente da Mosca \u2013 voleva l\u2019autonomia fin dal 2014 dal resto del paese, dopo la rivoluzione (o il colpo di stato?) filo-occidentale, contro la volont\u00e0 del governo centrale il quale non ha mai messo in pratica i cosiddetti \u201cprotocolli di Minsk\u201d 1 e 2, che prevedono l\u2019autonomia a statuto speciale di quelle provincie, ma \u2013 al contrario \u2013 si \u00e8 servito di milizie neoaziste per reprimerne l\u2019insubordinazione. Una guerra cosiddetta \u201ca bassa intensit\u00e0\u201d, ma che aveva fatto gi\u00e0 14.000 vittime e decine di migliaia profughi accolti dalla Russia. Del resto, la stessa Europa che non ha fatto niente per agevolare una composizione pacifica del conflitto in Ucraina (ma ha venduto armi sia all\u2019Ucraina che alla Russia) \u2013 solo trent\u2019anni fa \u2013 riconoscendo immediatamente l\u2019autoproclamata indipendenza della Croazia dalla Federazione Jugoslava \u2013 aveva agevolato la rinascita dei nazionalismi europei e la decennale guerra fratricida che ne scatur\u00ec nei Balcani, aprendo la stura ai fascismi contrapposti, fino al bombardamento di USA e alleati (governo\u00a0<strong>D\u2019Alema<\/strong>\u00a0in Italia) sulla Serbia, anche perch\u00e9 questa non voleva riconoscere l\u2019analogo indipendentismo nazionalista albanese della regione del Kosovo. Quando si dice \u201cdue pesi e due misure\u201d\u2026<\/p>\n<p><strong>L\u2019Ucraina<\/strong><strong>\u00a0come pedina<\/strong><\/p>\n<p>Quindi, per riassumere, la situazione \u00e8 quella descritta efficacemente d\u00a0<strong>Ray Acheson<\/strong>\u00a0scrittrice e attivista statunitense della Women\u2019s International League for Peace and Freedom, nell\u2019intervista a\u00a0<a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/la-soluzione-alla-crisi-nelleuropa-dellest-non-puo-essere-militare\/?fbclid=IwAR2aqsruqepfTS6tpkOy09mbFXL951hMtG9mZutwmDP9-Ltj1wriILDtV8s\"><u>Altreconomia<\/u><\/a>: \u201cDietro la crisi attuale c\u2019\u00e8 una storia di violenza militarizzata ed economica. La Russia e gli Stati Uniti hanno un approccio imperialista al di fuori dei propri confini interferendo, attraverso azioni militari ed economiche, in Paesi che ritengono essere all\u2019interno delle loro \u201csfere di influenza\u201d. Entrambi usano il militarismo, l\u2019aggressione e i legami economici forzati per guidare la loro condotta nelle relazioni internazionali, ed entrambi affrontano l\u2019ineguaglianza interna, la povert\u00e0 e la resistenza attraverso azioni di polizia e punizione. I governi di entrambi i Paesi si criticano a vicenda per lo stesso tipo di comportamento: la Russia critica l\u2019imperialismo statunitense, eppure invade e occupa i suoi vicini, bombarda i civili e si impegna in attacchi informatici contro infrastrutture critiche che danneggiano le persone comuni. Gli Stati Uniti criticano la Russia come un\u2019autocrazia, ma negli ultimi decenni hanno rovesciato governi democraticamente eletti se solo minacciavano gli interessi degli Stati Uniti, costruiscono basi e si impegnano in guerre e operazioni militari in centinaia di Paesi in tutto il mondo, e investono miliardi di dollari in spese militari mentre molti dei cittadini statunitensi vivono senza assistenza sanitaria, alloggi o sicurezza alimentare. Entrambi i Paesi hanno rinforzato eserciti, alleanze militari e arsenali nucleari per sfidare l\u2019altro. L\u2019Ucraina, in questo contesto, \u00e8 una pedina utilizzata da entrambe le parti\u201d.<\/p>\n<p><strong>A questo punto, che fare?<\/strong><\/p>\n<p>Arrivati a questo punto, con l\u2019Europa tornata \u2013 suo malgrado, non avendo una politica comune autonoma dalla Nato \u2013 teatro di guerra al centro di politiche di potenza contrapposte, che cosa c\u2019\u00e8 da fare? Di sicuro non aggiungere armi su armi, come i paesi della Nato hanno scelto sciaguratamente di fare, inviandone ancora all\u2019Ucraina. Dopodich\u00e9, come singoli, nell\u2019immediato, possiamo supportare gli\u00a0<strong>obiettori di coscienza russi<\/strong>\u00a0al servizio militare che chiedono ai soldati russi di \u201cnon partecipare alle ostilit\u00e0, non divenire criminali di guerra e di rifiutare il servizio militare\u201d e, contemporaneamente, supportare i\u00a0<strong>pacifisti ucraini<\/strong>\u00a0che chiedono ancora, ripetutamente, \u201calle leadership di entrambi gli stati e alle forze militari di fare un passo indietro e sedere al tavolo delle negoziazioni\u201d, che ribadiscono che \u201cla pace in Ucraina e nel mondo pu\u00f2 essere ottenuta solo in modo nonviolento, che la guerra \u00e8 un crimine contro l\u2019umanit\u00e0\u201d e che sono \u201cdeterminati a non supportare nessun tipo di guerra sforzandosi per l\u2019eliminazione di tutte le cause di guerra\u201d, diffondendo la loro voce, anzich\u00e9 quella di chi soffia \u2013 da un lato e dall\u2019altro \u2013 sul fuoco della guerra. Come organizzazioni, chiedere, insieme a<a href=\"https:\/\/retepacedisarmo.org\/2022\/rete-pace-disarmo-si-fermi-la-guerra-in-ucraina-e-parta-un-vero-processo-di-pace\/\">Rete Italiana Pace e Disarmo<\/a>\u00a0al governo italiano ed all\u2019Unione europea di \u201cprodigarsi per una cessazione degli scontri con tutti i mezzi della diplomazia e della pressione internazionale, con principi di neutralit\u00e0 attiva ed evitando qualsiasi pensiero di avventure militari insensate; chiedere alla Russia il ritiro delle proprie forze militari da tutto il territorio ucraino e la revoca immediata del riconoscimento dell\u2019indipendenza delle Repubbliche del Donbass; attivarsi per garantire un passaggio sicuro alle agenzie internazionali e alle organizzazioni non governative al fine di garantire assistenza umanitaria alla popolazione coinvolta dal conflitto; chiedere il riconoscimento da parte dell\u2019Ucraina dell\u2019autonomia del Donbass prevista dagli accordi di Minsk ma mai attuata, il rispetto della popolazione russofona, la cessazione dei bombardamenti in Donbass, lo scioglimento delle milizie di matrice nazista; una volta arrivati al cessate il fuoco prodigarsi per una conseguente de-escalation della crisi nel pieno rispetto del diritto internazionale, affidando alle Nazioni Unite il compito di gestire e risolvere i conflitti tra Stati con gli strumenti della diplomazia, del dialogo, della cooperazione, del diritto internazionale; cessare qualsiasi tipo di ingerenza indebita nella vita interna dell\u2019Ucraina; favorire l\u2019avvio di trattative per un sistema di reciproca sicurezza che garantisca sia l\u2019UE che la Federazione Russa\u201d.<\/p>\n<p><strong>La guerra chiede il conto: prima, dov\u2019erano tutti?<\/strong><\/p>\n<p>Le cose da fare sono tante, dunque, ma non bastano ancora, perch\u00e9 non \u00e8 sufficiente attivarsi per la pace quando cadono le bombe. Quel che mi colpisce di pi\u00f9 leggendo commenti ed editoriali di intellettuali, scrittori e commentatori (al netto degli immancabili con l\u2019elmetto in testa permanente) \u00e8 l\u2019incredulit\u00e0, lo smarrimento e lo spaesamento rispetto al ritorno della guerra vera, non lontana e digitale, ma analogica e vicina, anche nel cuore dell\u2019Europa, con tutte le imprevedibili conseguenze che pu\u00f2 portare con se. E allora mi domando dov\u2019erano tutti mentre, per esempio, il Bollettino degli scienziati atomici da tre anni, consecutivamente, ci ricorda che siamo a soli 100 secondi dall\u2019apocalisse nucleare? Dov\u2019erano tutti mentre la Campagna per la proibizione delle armi nucleari (che ha vinto anche il Nobel per la pace) cercava di fare sottoscrivere il Trattato approvato all\u2019ONU da tutte le potenze nucleari? Dov\u2019erano tutti mentre gli scienziati premi Nobel di tutto il mondo, ancora poche settimane fa, hanno chiesto di ridurre almeno del 2% le spese militari globali, raddoppiate negli ultimi vent\u2019anni, dall\u2019Afghanistan in avanti? Dov\u2019erano tutti mentre si ammodernavano gli arsenali con le almeno 13.000 testate nucleari di ultimissima generazione puntate contro le teste di tutti e aumentavano incredibilmente le spese militari mondiali che hanno raggiunto \u2013 in piena pandemia \u2013 la cifra record di 2000 miliardi di dollari, sottratti, per esempio, alla sanit\u00e0 e all\u2019istruzione? Dov\u2019erano tutti mentre le campagne per il disarmo e la nonviolenza, nazionali e internazionali, denunciavano tutto questo, dimostrandone l\u2019insensatezza (come facevo, nel mio piccolo, anche in\u00a0<a href=\"https:\/\/www.goware-apps.com\/disarmare-il-virus-della-violenza-annotazioni-per-una-fuoriuscita-nonviolenta-dallepoca-delle-pandemie-pasquale-pugliese\/\">Disarmare il virus della violenza<\/a>)? Se vuoi la pace, prepara la pace, insegnava Aldo Capitini, invece abbiamo lasciato che \u2013 nel silenzio e nell\u2019indifferenza \u2013 si preparassero a tutte le latitudini politiche di potenza fondate sulla violenza delle armi. Il tema del disarmo \u00e8 stato rimosso dall\u2019agenda della cultura, della politica, dell\u2019informazione. Ed oggi, che la guerra chiede il conto, siamo increduli, smarriti, spaesati e non capiamo come questo sia di nuovo possibile.<\/p>\n<p><strong>Dunque, per essere realisti<\/strong><\/p>\n<p>Dunque, per essere realisti, o ci decidiamo a smilitarizzare le menti, disarmare gli arsenali a cominciare da quelli nucleari, a dismettere le politiche di potenze e ad archiviare la guerra e fare \u2013 finalmente e definitivamente \u2013 un salto di civilt\u00e0, imparando a risolvere i conflitti con la nonviolenza, oppure la guerra archivier\u00e0 l\u2019umanit\u00e0.\u00a0<em>Tertium non datur.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nessuna delle caste al potere voleva una grande guerra in Europa nel senso di perseguirla attivamente. 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