{"id":151370,"date":"2014-12-07T20:40:08","date_gmt":"2014-12-07T20:40:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=151370"},"modified":"2014-12-07T20:40:08","modified_gmt":"2014-12-07T20:40:08","slug":"la-grecia-sullorlo-di-unaltra-esplosione-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/12\/la-grecia-sullorlo-di-unaltra-esplosione-sociale\/","title":{"rendered":"La Grecia sull&#8217;orlo di un&#8217;altra esplosione sociale?"},"content":{"rendered":"<p>di J\u00e9rome Roos \u2013 6 dicembre 2014<\/p>\n<p><strong>Lo sciopero della fame di un detenuto anarchico e la reazione nelle strade stanno rialimentando conflitti profondamente radicati e di lunga data nella societ\u00e0 greca, risalenti al 2008, al 1973 e al 1944. E\u2019 evidente che i giorni dell\u2019innocenza sono finiti.<\/strong><\/p>\n<p>Di recente le strade greche sono state relativamente tranquille. Dopo quattro anni di devastante depressione economica e di continua repressione statale, il fervore rivoluzionario che un tempo aveva animato mobilitazioni spettacolari nei primi anni della crisi ha ceduto a un diffuso senso di scoraggiamento. Ma ci sono segni che oggi questo pu\u00f2 cambiare. Studenti e anarchici si sono mobilitati in forze nelle settimane recenti per dimostrare la loro solidariet\u00e0 a Nikos Romanos, il detenuto anarchico che \u00e8 in sciopero della fame dal 10 novembre.<\/p>\n<p>Ma la lotta di Nikos e la reazione nelle strade sono cariche di significato simbolico e di echi storici. In realt\u00e0 il mese di dicembre ha da tempo fatto emergere il meglio della resistenza greca, e il peggio in termini di reazioni dello stato. Sei anni fa, il 6 dicembre 2008, due agenti della polizia speciale sono entrati nel quartiere di Exarchia \u2013 la ben nota roccaforte anarchica di Atene \u2013 e, dopo un breve alterco con un gruppo di adolescenti, hanno assassinato il quindicenne Alexis Grigoropoulos con un colpo fatale al cuore. Il destino ha voluto che Nikos fosse l\u00e0 quella sera. Alexis era il migliore amico. Gli \u00e8 morto tra le braccia.<\/p>\n<p>L\u2019assassinio di Alexis ha scatenato un mese di intense rivolte nelle strade greche. Scuole, universit\u00e0 ed edifici vuoti sono stati occupati in tutto il paese e assemblee popolari sono spuntate nei luoghi pi\u00f9 inattesi. Il giornale dell\u2019establishment Kathimerini ha parlato delle rivolte del dicembre 2008 come del \u201cpeggio che la Grecia ha visto dal ripristino della democrazia nel 1974\u201d. In quei giorni \u00e8 comparsa una scritta sinistramente profetica su un muro ateniese, una scritta che doveva far presagire l\u2019intenso malcontento sociale e le dimostrazioni di massa che sarebbero seguite alla crisi del debito del 2010-12. Diceva semplicemente: \u201cSiamo un\u2019immagine del futuro\u201d.<\/p>\n<p>Quel futuro distopico \u00e8 oggi. Il 6 dicembre saranno esattamente sei anni dall\u2019assassinio di Alexis e il miglior amico di Alexis, Nikos Romanos, lo trascorrer\u00e0 in ospedale, se sar\u00e0 fortunato. Nikos ha smesso di mangiare il 10 novembre per protesta contro il rifiuto delle autorit\u00e0 di riconoscergli il diritto legale a un permesso per motivi di studio. I suoi medici avvertono che \u00e8 in condizioni critiche e potrebbe soccombere in qualsiasi momento per una crisi cardiaca o un blocco renale. Il governo ha impartito al personale dell\u2019ospedale di sottoporlo ad alimentazione forzata, ma i medici si sono giustamente rifiutati. Mentre la salute di Nikos si deteriora rapidamente, le strade stanno diventando sempre pi\u00f9 infiammabili, specialmente in previsione della marcia annuale di commemorazione di Alexis, prevista per sabato.<\/p>\n<p>Marted\u00ec sera, feroci scontri sono scoppiati nel centro di Atene dopo che pi\u00f9 di mille persone hanno marciato attraverso la citt\u00e0 in solidariet\u00e0 con Nikos e con quattro compagni anarchici che recentemente si sono uniti al suo sciopero della fame. Le immagini di auto incendiate a Exarchia hanno indotto molti a chiedersi se possa essere inevitabile una replica del 2008 se lo stato non ceder\u00e0 presto alle richieste di Nikos. La polizia antisommossa ha reagito con i soliti lacrimogeni e manganelli, ma quelle che sono state realmente preoccupanti sono state notizie successive che almeno dieci detenuti erano finiti in ospedale per gravi ferite, inclusi arti e costole rotte. Due parlamentari di Syriza che sono corsi al comando della polizia hanno trovato il sesto piano dell\u2019edificio \u201ccoperto di sangue\u201d.<\/p>\n<p>In un altro eco storico, gli scontri di marted\u00ec si sono di nuovi concentrati al cancello d\u2019ingresso del Politecnico di Atene in via Stournari, il luogo esatto della rivolta studentesca del 1973 che alla fine port\u00f2 alla caduta della giunta militare. Allora la dittatura invi\u00f2 i carri armati ai cancelli dell\u2019universit\u00e0 e piazz\u00f2 cecchini sui tetti che successivamente aprirono il fuoco sui dimostranti in basso, uccidendone dozzine. Molti degli studenti e disoccupati di oggi hanno genitori che parteciparono alla rivolta del Politecnico e c\u2019\u00e8 una sensazione diffusa che la nuova generazione debba \u201csollevarsi di fronte alla sfida dei nostri tempi\u201d, cos\u00ec come i loro genitori fecero negli anni \u201970.<\/p>\n<p>Ma le origini storiche della repressione statale e dello strisciante fascismo odierno possono essere fatte risalire a un altro dicembre fatale, il Dekemvriana del 1944. Mercoled\u00ec 3 dicembre sono trascorsi esattamente settant\u2019anni da quando tale violenza scoppi\u00f2 ad Atene in seguito agli ordini del comandante britannico tenente generale Ronald Scobie e del primo ministro provvisorio Georgios Papandreou (padre dell\u2019ex primo ministro Andreas Papandreou e nonno dell\u2019ex primo ministro George Papandreou) di disarmare i partigiani dell\u2019Esercito di Liberazione Nazionale greco (ELAS) che aveva appena liberato il paese dall\u2019occupante nazista.<\/p>\n<p>Con l\u2019elemento pi\u00f9 vasto della base dell\u2019ELAS costituito da membri del Partito Comunista Greco (KKE) che contava almeno 50.000 uomini in armi nelle campagne, i britannici temevano che i comunisti potessero marciare su Atene e impossessarsi del potere statale e allineare la Grecia all\u2019Unione Sovietica, minacciando gli interessi imperiali britannici nel Mediterraneo. Cos\u00ec quando 200.000 cittadini si riversarono nelle strade per contestare la decisione di disarmare i partigiani le truppe britanniche complottarono con simpatizzanti nazisti per aprire il fuoco sulla folla pacifica, uccidendo almeno 28 civili disarmati. Nel mese successivo migliaia di membri della sinistra furono uccise e ventimila altri furono deportati in campi d\u2019internamento su isole greche e in tutto il Medio Oriente.<\/p>\n<p>Inutile dirlo, l\u2019anno 2014 non \u00e8 nel il 2008 n\u00e9 il 1973 n\u00e9 il 1944. Ma gli echi del passato risuonano nel presente per creare, ancora una volta, un\u2019immagine sinistra del futuro. Diversamente da altrove in Europa, lo stato greco non \u00e8 mai stato realmente purgato dei simpatizzanti nazisti dopo la guerra. Dopo la sconfitta dei tedeschi, Papandreou e i britannici si schierarono con elementi della dittatura di Metaxas, che aveva aiutato e favorito l\u2019esercito nazista occupante, per prevenire una presa comunista del potere. Ci\u00f2 cre\u00f2 la scena per la sanguinosa guerra civile che dur\u00f2 fino al 1949 e che, a sua volta, prepar\u00f2 il terreno per la Dittatura dei Colonnelli, una generazione dopo. Le cicatrici della guerra civile e della giunta percorrono ancor oggi la societ\u00e0 greca, costituendo la principale linea di faglia del conflitto politico, lungo la quale si esprime l\u2019intensa animosit\u00e0 tra destra e sinistra.<\/p>\n<p>Persino oggi i discendenti di Metaxas, dei simpatizzanti dei nazisti e dei colonnelli mantengono il controllo di uno stato profondamente persistente, in misura pi\u00f9 importante nella polizia, nell\u2019esercito e nella magistratura. In questo senso, come hanno appena segnalato Ed Vuillamy e Helena Smith in un\u2019eccellente inchiesta per The Observer, i giovani ribelli del 2008 sono stati i nipoti del partigiani del 1944 e i figli degli attivisti studenteschi del 1973. E cos\u00ec la lotta di lungo corso contro la repressione statale e il fascismo strisciante \u00e8 condotta nella Grecia del 2014, devastata dalla crisi. Nessuno pu\u00f2 predire se le tensioni sismiche faranno nuovamente s\u00ec che le linee di faglia eruttino in un\u2019esplosione sociale. Il Politecnico di Atene \u00e8 gi\u00e0 stato occupato, ma i prossimi giorni diranno quanto in l\u00e0 pu\u00f2 spingersi la mobilitazione.<\/p>\n<p>Per il momento tutto ci\u00f2 che sappiamo \u00e8 che il mese di dicembre ha da lungo tempo espresso il meglio della resistenza greca e il peggio della reazione dello stato. Se la prima si sollever\u00e0 contro le sfide dei tempi, la seconda certamente non pu\u00f2 restare indietro. Come ha detto un attivista greco dopo la repressione della polizia a Piazza Syntagma nel giugno del 2011: \u201cE\u2019 evidente che si giorni dell\u2019innocenza sono finiti\u201d. Non rimane altro che la lotta.<\/p>\n<p>J\u00e8rome Roos \u00e8 dottore di ricerca in Scienze Politiche e Sociali presso l\u2019Istituto Universitario Europeo e redattore fondatore di <a href=\"http:\/\/roarmag.org\/\">ROAR Magazine<\/a>. Seguitelo su <a href=\"https:\/\/twitter.com\/jeromeroos\">Twitter<\/a>.<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/zcomm.org\/zcommentary\/could-greece-be-on-the-verge-of-another-social-explosion\/\">https:\/\/zcomm.org\/zcommentary\/could-greece-be-on-the-verge-of-another-social-explosion\/<\/a><\/p>\n<p>Originale: <a href=\"http:\/\/www.telesurtv.net\/english\/section\/opinion\/index.html\">TeleSUR English<\/a><\/p>\n<p>traduzione di Giuseppe Volpe<\/p>\n<p>Traduzione \u00a9 2014 ZNET Italy \u2013 Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di J\u00e9rome Roos \u2013 6 dicembre 2014 Lo sciopero della fame di un detenuto anarchico e la reazione nelle strade stanno rialimentando conflitti profondamente radicati e di lunga data nella societ\u00e0 greca, risalenti al 2008, al 1973 e al 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