{"id":151123,"date":"2014-12-01T16:28:23","date_gmt":"2014-12-01T16:28:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=151123"},"modified":"2014-12-01T16:30:24","modified_gmt":"2014-12-01T16:30:24","slug":"pensando-ferguson","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/12\/pensando-ferguson\/","title":{"rendered":"Pensando a Ferguson"},"content":{"rendered":"<p>Non si pu\u00f2 occuparsi del conflitto di Ferguson senza parlare del paese in cui questa citt\u00e0 si trova e delle caratteristiche di questa societ\u00e0.<\/p>\n<p>Il divario tra bianchi e neri \u00e8 andato diminuendo da quando la schiavit\u00f9 \u00e8 stata abolita e pi\u00f9 tardi con la fine della segregazione, tuttavia l\u2019associazione United for a Fair Economy calcola che al ritmo tenuto tra il 1982\u00a0 e il 2004, la parit\u00e0 si raggiunger\u00e0 solo tra 594 anni.<\/p>\n<p>Nel paese delle disuguaglianze, secondo l\u2019Institute for Policy Studies un dirigente medio di una qualunque delle imprese che appaiono nella rivista Fortune 500 guadagna 364 volte di pi\u00f9 di un lavoratore medio. \u00a0Negli Stati Uniti 45.000 persone possiedono un patrimonio a partire da 50 milioni di dollari in su. Sono il 49% degli ultramilionari del pianeta, mentre il 30,7% della popolazione adulta vive sotto la soglia di povert\u00e0, una percentuale che aumenta tra i minorenni.<\/p>\n<p>Secondo Sam Pizzigati, del prestigioso bollettino informativo Too Much, nel 2004 l\u20191% pi\u00f9 ricco della popolazione statunitense possedeva oltre 2,5 miliardi di dollari netti pi\u00f9 del 90% pi\u00f9 basso della stessa \u00a0popolazione. Nel paese pi\u00f9 ricco del mondo ci sono 49 milioni di poveri e altri 97 milioni stanno per diventarlo. Un totale di 146 milioni, quasi la met\u00e0 degli abitanti degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Per ogni homeless che dorme per strade, ci sono 22 case vuote. I senzatetto sono 842.000, le case vuote 18 milioni. Questo \u00e8 il livello di disuguaglianza in cui vivono gli abitanti di Ferguson e del resto del paese.<\/p>\n<p>Nella citt\u00e0 di Ferguson gli afrodiscendenti rappresentano oltre il 60 % dei 20.000 abitanti, ma tra i 56 poliziotti locali ci sono solo tre neri e nell\u2019amministrazione comunale uno.<\/p>\n<p><strong>Wilson non incriminato<\/strong><\/p>\n<p>Darren Wilson, il poliziotto che il 9 agosto ha ucciso Michael Brown, nonostante fosse disarmato, \u00e8 stato giudicato innocente dal gran Giur\u00ec della citt\u00e0, una sentenza che ha provocato grandi proteste non solo a Ferguson, ma anche in oltre 170 citt\u00e0, da New York fino a Los Angeles e San Francisco. Migliaia di persone sono scese in strada contro questa decisione considerata razzista e contro l\u2019atteggiamento del procuratore, che ha basato l\u2019accusa solo sulle dichiarazioni dell\u2019accusato.<\/p>\n<p>Darren Wilson ha poi deciso di lasciare la polizia, per timore che altre persone venissero danneggiate per colpa sua. Il giovane di 28 anni ha dichiarato che in una situazione simile agirebbe di nuovo nello stesso modo.<\/p>\n<p>Tuttavia n\u00e9 l\u2019omicidio di Brown a Ferguson, n\u00e9 le proteste per l\u2019ingiusta assoluzione della polizia, n\u00e9 i continui assassinii all\u2019interno della comunit\u00e0 nera sono fatti nuovi.<\/p>\n<p>Nel luglio 1967, per esempio, le sommosse razziali per l\u2019atteggiamento della polizia contro i neri hanno causato la morte di 43 persone a Detroit e 26 a Newark, per non parlare della Bloody Sunday di Selma, in Alabama, nel 1965. Il 4 aprile 1968 l\u2019assassinio di Martin Luther King ha provocato un\u2019ondata di violenti tumulti in 125 citt\u00e0 americane, con 46 morti, 2.800 feriti e oltre 26.000 arresti.<\/p>\n<p>Nel maggio 1980 almeno quindici persone sono morte a Miami per gli incidenti seguiti all\u2019assoluzione di quattro poliziotti bianchi accusati di aver ucciso un afroamericano che aveva commesso un\u2019infrazione al codice della strada. Nel 1992 a Los Angeles il pestaggio di Rodney King da parte di vari poliziotti ha scatenato un\u2019ondata di violenza che ha lasciato 55 morti e oltre 2.000 feriti.<\/p>\n<p>Anche nel 2013 l\u2019assoluzione del vigilante volontario George Zimmerman, che aveva ucciso un adolescente disarmato in Florida, ha suscitato enormi proteste. Questa dolorosa lista dimostra semplicemente l\u2019impunit\u00e0 della polizia quando uccide gli afroamericani. In realt\u00e0 tutto il sistema repressivo e carcerario americano si accanisce contro la comunit\u00e0 nera. Negli Stati Uniti la minoranza pi\u00f9 numerosa sono gli ispanici, che hanno tre volte pi\u00f9 probabilit\u00e0 dei bianchi di finire in prigione, ma nel caso dei neri si arriva a 6,5 volte. Detto in altre parole, a stare dietro alle sbarre sono un nero su 15, un ispanico su 35 e un bianco su 105.<\/p>\n<p>I detenuti negli Stati Uniti continuano ad aumentare a un tasso annuale del 3%. Nel 2006 si calcolava che tra prigioni federali, statali e locali ci fossero oltre 2.300.000 reclusi. Questa aberrazione diventa ancora pi\u00f9 evidente tenendo conto del fatto che il 25% dei detenuti nel mondo si trova negli Stati Uniti, paese che rappresenta solo il 5% della popolazione mondiale.<\/p>\n<p><strong>Prigionieri \u00a0illegali<\/strong><\/p>\n<p>In altri paesi la pena di morte \u00e8 stata abolita e lo stesso vale anche per alcuni stati americani, ma ci sono oltre 2.500 minorenni condannati all\u2019ergastolo, in molti casi per reati commessi prima di compiere undici anni.<\/p>\n<p>Dal 1977 oltre 1.400 persone hanno perso la vita per mano dello Stato. Almeno cento avevano gravi problemi mentali, sia prima dei delitti per cui erano state condannate, che al momento dell\u2019esecuzione. Ci sono inoltre almeno 25.000 reclusi in isolamento, alcuni da vent\u2019anni. Altri non ricevono visite dei familiari da dieci. Le celle sono grandi meno di otto metri quadrati e i prigionieri vi rimangono per oltre 22 ore al giorno.<\/p>\n<p>Si possono trarre molte conclusioni e formulare diverse ipotesi in base a questi dati, ma io volevo soltanto sottolineare il tema dell\u2019impunit\u00e0. Gli Stati Uniti mantengono inoltre 155 prigionieri a Guant\u00e1namo; non sono stati processati, non ci sono accuse precise contro di loro e la loro detenzione viola tutte le leggi internazionali esistenti. Lo Stato agisce in modo prepotente contro la sua stessa gente.<\/p>\n<p><strong>Il secondo emendamento<\/strong><\/p>\n<p>Non a caso il secondo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti continua a essere oggetto di dibattito e di militanza politica. Tale emendamento concede a qualsiasi cittadini il diritto di portare armi da fuoco, comprese quelle di grosso calibro e da guerra. Si pu\u00f2 intendere una politica del genere solo in un paese dove regna una totale sfiducia nel sistema giudiziario e nella democrazia. Ogni persona diventa l\u2019unico \u00a0garante della propria sicurezza e di quella della sua famiglia. Questo viene dimostrato anche dal ruolo dello stato nella minima copertura sociale per quanto riguarda l\u2019educazione e il sostentamento degli abitanti.<\/p>\n<p>Il venerd\u00ec successivo al Giorno del Ringraziamento \u00e8 chiamato \u201cBlack Friday\u201d (venerd\u00ec nero) ed \u00e8 famoso per le enormi vendite realizzate dai negozi. Quest\u2019anno sono stati battuti tutti i record nelle vendite di armi da fuoco. L\u2019FBI, che controlla le richieste di autorizzazione per l\u2019acquisto di tali armi, ne riceve una media giornaliera di una al secondo. Questo venerd\u00ec la cifra si \u00e8 triplicata.<\/p>\n<p>Secondo un articolo di T\u00e9lam che riprende dati dell\u2019FBI stesso, l\u2019anno scorso sono state completate 21 milioni di richieste di verifica dei precedenti, ma l\u2019acquisto di un\u2019arma \u00e8 stato rifiutato solo nell\u20191,1 % dei casi.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti hanno la stessa compulsione a livello generale: le loro spese militari equivalgono alla somma di quelle del resto del mondo e le vendite di armi di 38 imprese americane raggiungono il 60 % del commercio mondiale totale.<\/p>\n<p>Il grande problema con le armi \u00e8 che se le hai, le usi, sia nel modo previsto che per un incidente. La Campagna Brady contro la violenza delle armi da fuoco calcola che ogni anno muoiano per questo 30.000 persone, contando suicidi, massacri, omicidi e morti accidentali. I feriti arrivano a 100.000 e l\u201989% della popolazione degli Stati Uniti \u00e8 armata. Un altro dato raccapricciante: si possono comprare 50 pallottole alla\u00a0 modica cifra di 16 dollari. Con poco pi\u00f9 di 30 centesimi di dollaro si pu\u00f2 porre fine alla vita di un essere umano.<\/p>\n<p><strong>Modelli?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esempio dell\u2019uso e dell\u2019abuso di queste armi si amplia al cinema e in tv in modo morboso ed eccessivo, ma viene dato anche dalla Casa Bianca e dal Pentagono. Gli Stati Uniti detengono il triste e vergognoso primato di essere l\u2019unica nazione che ne ha attaccata un\u2019altra con armi atomiche.<\/p>\n<p>Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale gli Stati Uniti hanno bombardato 26 paesi, alcuni dei quali, come il Guatemala e la Libia, in quattro occasioni diverse e altri, come nel caso dell\u2019Afghanistan e dell\u2019Iraq, in pi\u00f9 di una. Tra il 1964 e il 1973 il Laos, piccolo paese praticamente cancellato dalla faccia della Terra, ha ricevuto una pioggia di 2 milioni di tonnellate di esplosivi, ossia 260 milioni di bombe.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 non si faranno progressi per includere tutti gli statunitensi che stanno vivendo in povert\u00e0 e in situazioni drammatiche, non si potranno risolvere conflitti razziali che affondano le loro radici nelle disuguaglianze sociali ed economiche. Finch\u00e9 le politiche dello Stato non abbandoneranno il saccheggio e i paradigmi di crescita perpetua a qualsiasi costo, sar\u00e0 molto difficile che una popolazione bombardata dall\u2019ideologia imperante attraverso i mezzi di comunicazione e i sistemi educativi e di relazioni interpersonali possa uscire da questa spirale di violenza.<\/p>\n<p>Una forte rappresentanza delle nuove generazioni ne ha preso atto, riscattando i vecchi metodi di lotta nonviolenta, che hanno sempre ottenuto maggiori risultati nella risoluzione dei conflitti interni rispetto agli attentati e alla violenza antisistema. Speriamo che lo spirito di Occupy torni a emergere e a ristrutturare le forze trasformatrici della fantastica societ\u00e0 civile americana, vittima di quello che \u00e8 forse lo stato pi\u00f9 totalitario della Terra.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>I Have A Dream<\/strong><\/p>\n<p>\u201cQuesto \u00e8 il momento di elevare la nostra nazione dalle sabbie mobili dell\u2019ingiustizia razziale alla solida roccia della fratellanza,\u201d diceva Martin Luther King il 28 agosto 1963, nel suo famoso discorso al termine della marcia su Washington. \u201cNon ci sar\u00e0 in America n\u00e9 riposo n\u00e9 tranquillit\u00e0 fino a quando ai negri non saranno concessi i loro diritti di cittadini. I turbini della rivolta continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione fino a quando non sar\u00e0 sorto il giorno luminoso della giustizia.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libert\u00e0 bevendo alla coppa dell\u2019odio e del risentimento. Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignit\u00e0 e della disciplina. Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica. Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza dell\u2019anima.\u201d<\/p>\n<p>\u201dQuesta meravigliosa nuova militanza che ha interessato la comunit\u00e0 negra non dovr\u00e0 condurci a una mancanza di fiducia in tutta la comunit\u00e0 bianca, perch\u00e9 molti dei nostri fratelli bianchi, come prova la loro presenza qui oggi, sono giunti a capire che il loro destino \u00e8 legato col nostro destino e sono giunti a capire che la loro libert\u00e0 \u00e8 inestricabilmente legata alla nostra libert\u00e0.\u201d Cos\u00ec parlava uno dei pi\u00f9 grandi attivisti per la pace, la nonviolenza e la non-discriminazione.<\/p>\n<p>Traduzione dallo spagnolo di Anna Polo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non si pu\u00f2 occuparsi del conflitto di Ferguson senza parlare del paese in cui questa citt\u00e0 si trova e delle caratteristiche di questa societ\u00e0. 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