{"id":1509093,"date":"2022-01-24T11:10:58","date_gmt":"2022-01-24T11:10:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1509093"},"modified":"2022-01-24T14:15:13","modified_gmt":"2022-01-24T14:15:13","slug":"riflessioni-sulla-didattica-a-distanza-e-il-concetto-di-prendersi-cura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/01\/riflessioni-sulla-didattica-a-distanza-e-il-concetto-di-prendersi-cura\/","title":{"rendered":"Riflessioni sulla didattica a distanza e il concetto di prendersi cura"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">La scuola rappresenta il luogo in cui l\u2019individuo cresce, impara a relazionarsi, si sperimenta in relazione alle proprie abilit\u00e0 e competenze, apprende importanti nozioni e metodi che lo mettono in grado di esprimersi al meglio e di comunicare formando la propria unica soggettivit\u00e0.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La scuola \u00e8 il luogo del confronto, del dialogo, della crescita umana, dello scambio inter e infra generazionale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La scuola \u00e8 il luogo nel quale potere accogliere il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">diverso-altro da s\u00e8<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, per razza, cultura, religione, abilit\u00e0 fisiche e psichiche.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La scuola \u00e8 il luogo delle norme, della progettualit\u00e0, dei programmi che vengono calati e concepiti secondo l\u2019indole e l\u2019unicit\u00e0 di ogni persona.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La scuola \u00e8 il luogo dove si presentano le prime criticit\u00e0, si affrontano i primi passi verso l\u2019autonomia, si evidenziano passaggi epocali che ispirano riflessioni e trasformazioni altrettanto epocali, sociali, politiche, culturali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La scuola \u00e8 il territorio di confine fra l\u2019individuo e la societ\u00e0, punto di raccordo e di snodo, estuario a delta che espande dal fiume della rete famigliare al mare del mondo relazionale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La progettualit\u00e0, la capacit\u00e0 di entrare in relazione fra pari e con gli adulti, la possibilit\u00e0 di individuare ed esprimere le proprie capacit\u00e0 e competenze, hanno dovuto fare i conti negli ultimi due anni con la condizione di emergenza a tutela della salute dovuta all\u2019espandersi dell\u2019infezione da covid 19.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per contenere i contagi, la continuit\u00e0 delle lezioni scolastiche \u00e8 stata garantita grazie alla possibilit\u00e0 di svolgere le stesse tramite ausili informatici, rimanendo nelle proprie case, distanziati ma in rete.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Di fronte ad un fenomeno emergenziale la didattica a distanza \u00e8 stata una risposta umanamente meritoria e di grande spessore che ha visto insegnanti, alunni, genitori, attrezzarsi, ognuno secondo le proprie possibilit\u00e0 e competenze, per partecipare in ogni modo, per esserci. Non tutti gli studenti per\u00f2 sono stati coinvolti in tale piano emergenziale e molti bambini e ragazzi hanno dovuto fare i conti con un isolamento totale dalla scuola, rimanendo possibilmente imbrigliati in contesti familiari caratterizzati da gravi disfunzionalit\u00e0 e deprivazioni. Nel resoconto annuale del 2020 ISTAT fra marzo e giugno 2020 soltanto il 20% degli alunni di et\u00e0 compresa fra i 6 ei 14 anni ha potuto svolgere con continuit\u00e0 le lezioni a distanza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Recentemente abbiamo assistito all\u2019altalena fra il governo nazionale, quello regionale e i sindaci dei comuni circa l\u2019opportunit\u00e0 di ricorrere alla didattica a distanza alla ripresa delle lezioni scolastiche dopo le vacanze di Natale 2021.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Scarsa attenzione sembra essere stata data alle conseguenze dell\u2019adozione di una logica emergenziale in via prolungata e a quanto essa possa incidere sia sullo sviluppo psichico degli alunni secondo le varie et\u00e0, sia sulle condizioni di disomogeneit\u00e0 e discontinuit\u00e0 dell\u2019apprendimento cui tale logica emergenziale, la DAD, d\u00e0 origine.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dal punto di vista degli insegnanti sembrano essersi creati due orientamenti. Ci sono docenti che sentono la mancanza di tutela della salute nelle lezioni in presenza, dovendo esercitare in spazi costretti e con un numero di allievi che non consente il giusto distanziamento, che vorrebbero vedere applicato lo strumento DAD. Altri docenti sentono venire mortificato il ruolo formativo e percepiscono nell\u2019utilizzo perpetrato della DAD lo sfaldamento del tessuto sociale, della connessione fra individuo-famiglia e territorio che soltanto l\u2019istituzione scolastica pu\u00f2 garantire.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Come psicoterapeuta ho potuto constatare che molti insegnanti sentono una profonda frustrazione in relazione all\u2019impossibilit\u00e0 ad esercitare il loro ruolo in modo adeguato, in special modo coloro che si occupano del sostegno di alunni con disabilit\u00e0 che non sono facilmente raggiungibili via web.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Gli insegnanti riferiscono che la maggior parte del tempo \u00e8 spesa nell\u2019organizzazione del calendario delle presenze degli alunni in base all\u2019andamento dei contagi, dell\u2019assegnazione dei giorni di isolamento, del permesso da parte degli organi competenti all\u2019attivazione della DID, della DAD, del green pass, del rientro a scuola. E\u2019 come se fosse venuto meno il piacere di svolgere il ruolo di docente, la preoccupazione avvolge il clima relazionale che viene distorto modificato, afferma una professoressa di italiano di una scuola media di Palermo.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La mascherina, strumento di protezione della salute durante le lezioni in presenza, lo schermo, strumento di protezione durante le lezioni da remoto, divengono filtri che deviano la comunicazione verso un assetto bi-dimensionale nel quale lo spessore, la profondit\u00e0 di un contatto, di uno sguardo, di un sorriso, di un pensiero assorto non possono pi\u00f9 avere spazio e luogo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I bambini ed i ragazzi che inizialmente hanno avuto la fortuna di potere usufruire di mezzi informatici che gli hanno consentito il collegamento quotidiano alle lezioni scolastiche, anche utilizzando i telefoni cellulari dei genitori e rimanendo alcune ore a fissare un piccolo schermo, iniziano a manifestare senso di solitudine, apatia, agitazione. Esso si traduce in sintomi ansiosi, estremo affaticamento, paura sociale, insicurezza.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ultimamente ho visitato una ragazza di 13 anni che mi ha mostrato gli avambracci ricoperti da tagli che si infligge quotidianamente. Daniela, il nome \u00e8 di pura invenzione, sente il bisogno di tagliarsi per affrontare in questo modo il senso di vuoto e isolamento che percepisce. Vede il sangue, sente il dolore, che diviene un interlocutore reale e visibile di un senso esistenziale tanto quanto astratto di niente. Daniela racconta che i genitori litigano sempre. Per lei la scuola in presenza \u00e8 una salvezza. Parla con le insegnanti, racconta, si fa coccolare e incoraggiare. Studia per costruirsi un futuro perch\u00e9 sa che qualcuno crede in lei, nelle sue capacit\u00e0 e anche lei comincia a crederci. La DAD, riferisce, \u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00e8 come morire per me, per questo mi taglio, per\u00f2 poi mi sento in colpa (\u2026) tagliarmi \u00e8 terribile ma \u00e8 l\u2019unico modo per sopportare l\u2019isolamento e la solitudine. Mi sento un problema per tutti. Ora non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 spazio nelle mie braccia\u201d.<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Un esempio estremo di come la DAD pu\u00f2 lasciare che forme di maltrattamento e violenza assistita perpetrate entro le mura domestiche, permangano e si aggravino senza soluzione di continuit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Giorgio ha sei anni, problemi nell\u2019espressione linguistica ma comprende e si fa capire molto bene coi gesti. I genitori narrano che Giorgio durante il periodo della DAD si \u00e8 come chiuso in se stesso. Stava in un angolo del divano a guardare le facce delle maestre che tentavano di stimolarne la comunicazione e sembrava rimbambito. Solo adesso comincia nuovamente a socializzare con gli altri bambini e a tentare di aggiustare il linguaggio secondo suoni e fonemi condivisi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Esempi emblematici, ma purtroppo non cos\u00ec rari, di un disagio che sta iniziando a dispiegarsi nel tempo cronologico della narrazione, del passato e del presente e che necessita di essere accolto in senso trasformativo ed evolutivo, progettuale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dal punto di vista della salute e della tutela della stessa, che certamente \u00e8 un obbiettivo prioritario, l\u2019ottica della cura deve includere le risonanze emotive che un evento comporta. Tale integrazione \u00e8 fondamentale per garantire la \u201ctutela del benessere e della salute\u201d.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019ottica della cura richiede la possibilit\u00e0 di comprendere che le strategie emergenziali, quale la DAD rappresenta, devono avere una progettualit\u00e0 di presa in carico degli effetti emotivi che l\u2019urgenza e l\u2019emergenza mettono in campo. Tali effetti sono costituiti da una dimensione temporale dell\u2019immediatezza e rimangono impressi nei circuiti neuronali e mnestici come forme fotografiche di memoria. Le emozioni, quindi divengono predominanti sul pensiero, invadono il senso della percezione del soggetto sia in relazione alla realt\u00e0 interna che in relazione alla realt\u00e0 esterna.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La \u201cdimensione fotografica\u201d del vissuto emotivo risulta essere cortocircuitante. Perch\u00e9 si possa dare luogo ad un processo trasformativo dei vissuti esperienziali intensi e dolorosi \u00e8 necessario creare un contesto relazionale nel quale ci si pu\u00f2 raccontare, ascoltare, confrontare, accogliere.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Possiamo quindi sperimentare il difficile passaggio da un\u2019ottica emergenziale, che sembra difficile da abbandonare, ad un\u2019impostazione progettuale che includa l\u2019aspetto del \u201cprendersi cura\u201d degli affetti, dei legami, delle risonanze emotive degli eventi, senza dovere arrivare a strutturare un assetto psicopatologico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Attualmente la sordit\u00e0 nei confronti delle risonanze emotivo-esperienziali a livello individuale e sociale delle misure atte al contenimento della pandemia rischia di trovarci impreparati ad affrontare una pandemia pi\u00f9 rischiosa e invalidante il percorso evolutivo dei figli che sono il futuro da proteggere e sul quale si fonda il nostro domani.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">l&#8217;autrice dell&#8217;articolo \u00e8 psicologa-psicoterapeuta<\/span><\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scuola rappresenta il luogo in cui l\u2019individuo cresce, impara a relazionarsi, si sperimenta in relazione alle proprie abilit\u00e0 e competenze, apprende importanti nozioni e metodi che lo mettono in grado di esprimersi al meglio e di comunicare formando 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