{"id":150593,"date":"2014-11-26T19:24:22","date_gmt":"2014-11-26T19:24:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=150593"},"modified":"2014-11-26T19:26:21","modified_gmt":"2014-11-26T19:26:21","slug":"hong-kong-dopo-sessanta-giorni-di-occupazione-arriva-il-d-day","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/11\/hong-kong-dopo-sessanta-giorni-di-occupazione-arriva-il-d-day\/","title":{"rendered":"Hong Kong: dopo sessanta giorni di occupazione arriva il D Day"},"content":{"rendered":"<p><strong>A <\/strong><strong>Hong Kong <\/strong><strong>la <\/strong><strong>protest<\/strong><strong>a del Movimento degli Ombrelli \u2013 per alcuni la Rivoluzione degli Ombrelli \u2013 \u00e8 arrivata a una fase che molti ritenevano ormai inevitabile<\/strong><strong>. <\/strong><strong>Dopo quasi due mesi di occupazione delle affollate vie principiali, il sistema ha deciso che ne aveva abbastanza e le operazioni di sgombero sono cominciate.<\/strong><\/p>\n<p>Tutto \u00e8 stato fatto in modo legale. Sono apparsi avvisi sul posto e sui giornali e ufficiali giudiziari nominati dal tribunale hanno invitato i manifestanti ad andarsene. Quando \u00e8 arrivato il momento un\u2019ottantina di operai con berretti rossi e magliette con la scritta \u201cI love Hong Kong\u201d hanno cominciato ad abbattere le barricate di metallo e legno erette attraverso Nathan Road.<\/p>\n<p>All\u2019ora di pranzo del 26 novembre la polizia ha annunciato che 116 persone erano state arrestate nello sgombero del quartiere di Mong Kok e venti agenti di polizia erano rimasti feriti. Tra gli arrestati, i giovani portavoce della Federazione degli Studenti Lester Shum e del gruppo Scholarism\u2019s Joshua Wong, il consigliere e militante nonviolento soprannominato Capelli Lunghi \u2013 anche se a causa di un breve soggiorno in prigione ora li ha corti &#8211; \u00a0Szeto Tze-long dell\u2019Unione degli Studenti dell\u2019Universit\u00e0 Cinese di Hong Kong e Raphael Wong Ho-ming della Lega Socialdemocratica.<\/p>\n<p>Lee Cheuk-yan, membro del Consiglio Legislativo e sindacalista, ha condannato con forza l\u2019operato della polizia, accusandola di aver usato una forza eccessiva contro i manifestanti e di essere fuori controllo. \u00a0\u00a0\u201cNon bisognerebbe usare la forza per risolvere un problema politico. Facciamo appello alla polizia perch\u00e9 si calmi\u201d ha dichiarato rivolto ai giornalisti.<\/p>\n<p>Mong Kok ha visto molti scontri tra gli studenti e gli oppositori della protesta. Dopo che ieri pomeriggio le vie intorno a Argyle Street e Portland Street erano state riaperte, i manifestanti si sono radunati intorno a Portland Street. Hanno affrontato la polizia e cercato di bloccare le strade con degli ostacoli, ma sono stati dispersi.<\/p>\n<p>Sono iniziate anche le operazioni di sgombero degli incroci di Portland Street, Argyle Street, Shantung Road e Sai Yeung Choi Street, strade che non erano comprese nell\u2019ordinanza dell\u2019Alta Corte. Un portavoce della polizia ha dichiarato che queste rimozioni sono state realizzate in base a un\u2019ordinanza sull\u2019ordine pubblico. I\u00a0manifestanti hanno cercato di arroccarsi in Shantung Street, Reclamation Street, Ferry Street e Shanghai Street e cominciato a erigere nuove barricate.<\/p>\n<p>Gli arrestati sono accusati di assemblea non autorizzata, assalto alla polizia, possesso di armi d\u2019offesa e resistenza a pubblico ufficiale. Dal punto di vista legale le ingiunzioni della corte sono state usate per legittimare le azioni della polizia, obbligata a collaborare con gli ufficiali giudiziari e i gruppi contrari all\u2019occupazione che li appoggiavano.<\/p>\n<p>La polizia ha lanciato un appello alla gente perch\u00e9 stesse lontana da Mong Kok per evitare di restare inutilmente ferita, ma migliaia di persone lo hanno ignorato e sono scese per strada. La polizia sostiene anche che il suo dovere la obbliga a entrare in azione per salvaguardare la sicurezza e l\u2019ordine pubblico.<\/p>\n<p>Le operazioni di rimozione delle barricate sono avvenute di giorno e hanno incontrato poca opposizione, ma la sera la situazione \u00e8 cambiata e la polizia ha usato gas lacrimogeni e spray al peperoncino contro i dimostranti. La protesta si \u00e8 diffusa in varie localit\u00e0 intorno a Mong Kok, alcuni manifestanti sono stati visti mentre perdevano sangue per le ferite e la mattina del 26 novembre la zona era ancora immersa nel caos.<\/p>\n<p>A Hong Kong il movimento per la democrazia era diviso anche prima di questi eventi, con due fazioni in genere descritte come pro o contro Pechino. Un\u2019occupazione anti Pechino sarebbe temuta e vista in modo negativo, ma in gruppi contrari sono pi\u00f9 interessati all\u2019autonomia che a rivendicazioni pi\u00f9 radicali. Contestano l\u2019attuale capo dell\u2019esecutivo Leung Chun-ying, che ha tenuto un basso profilo e ha lasciato che fosse Carrie Lam, segretaria generale del governo, a prendersi le critiche.<\/p>\n<p>Dopo una serie di alti e bassi il movimento \u00e8 arrivato a un punto morto. Il governo \u00e8 stato astuto a prendere tempo, logorando non tanti gli studenti e i membri di Occupy, quanto la popolazione che ha dovuto affrontare disagi quotidiani. In fondo la maggior parte degli abitanti di Hong Kong vuole solo tornare alla normalit\u00e0 e a far soldi.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>E ora che succeder\u00e0? Questo \u00e8 il punto<\/strong><\/p>\n<p>Pechino rinuncer\u00e0 allo stretto controllo sui candidati alle elezioni del 2016 e del 2017? La partecipazione era limitata in base a una recente relazione governativa sulla riforma elettorale; per fortuna si tratta di un testo scritto su carta e non inciso nella pietra, o almeno possiamo sperarlo.<\/p>\n<p>Alcuni casi interessanti hanno portato alla luce comportamenti discutibili. Per esempio il 15 novembre tre rappresentanti del movimento studentesco di Hong Kong sono stati fermati all\u2019aeroporto prima di imbarcarsi su un volo diretto a Pechino, dove intendevano presentare una petizione al governo centrale, con la scusa che i loro permessi di viaggio non erano pi\u00f9 validi. In seguito a un altro gruppo di studenti \u00e8 stato impedito di entrare nella confinante citt\u00e0 di Shenzhen.<\/p>\n<p>E\u2019 importante che la gente di Hong Kong continui a protestare per ogni violazione dei diritti che la legge le garantisce. Gli studenti a cui \u00e8 stato negato l\u2019ingresso in Cina possono fare pressione perch\u00e9 il governo chiarisca in base a quale legge la loro visita a Pechino \u00e8 stata considerata una minaccia alla sicurezza nazionale.<\/p>\n<p>Nel frattempo, secondo un sondaggio il senso di identit\u00e0 cinese a Hong Kong non \u00e8 mai stato cos\u00ec basso. Un esterno potrebbe chiedersi com\u2019\u00e8 possibile che un cinese non si senta tale. Forse questa domanda andrebbe rivolta ai membri delle classi medio-alte della Cina continentale, soprattutto ai funzionari ricchi e di alto livello che mandano mogli e figli all\u2019estero.<\/p>\n<p>Qualunque cosa succeda, i giovani di Hong Kong non saranno pi\u00f9 gli stessi e la popolazione \u00e8 molto pi\u00f9 cosciente di prima dei suoi diritti. Ci\u00f2 che \u00e8 successo costituisce un riferimento positivo per il futuro, quando il significato reale della partecipazione potr\u00e0 cominciare ad assumere proporzioni sempre pi\u00f9 accelerate e dinamizzare la politica locale e la vita quotidiana.<\/p>\n<p>Traduzione dall&#8217;inglese di Anna Polo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Hong Kong la protesta del Movimento degli Ombrelli \u2013 per alcuni la Rivoluzione degli Ombrelli \u2013 \u00e8 arrivata a una fase che molti ritenevano ormai inevitabile. 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