{"id":150152,"date":"2014-11-23T15:31:12","date_gmt":"2014-11-23T15:31:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=150152"},"modified":"2014-11-23T15:31:12","modified_gmt":"2014-11-23T15:31:12","slug":"colombia-primi-segni-di-una-pace-violenta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/11\/colombia-primi-segni-di-una-pace-violenta\/","title":{"rendered":"Colombia: i primi segni di una pace violenta"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Nel mio ultimo articolo ho descritto il <strong>processo di pace colombiano<\/strong> tra il governo e le FARC (Forze armate rivoluzionarie della Colombia), ho parlato dei possibili fattori di disturbo dell\u2019accordo di pace, specialmente del ruolo\u00a0 dell\u2019ex-presidente colombiano <strong>Alvaro Uribe Velez<\/strong>, legato ai paramilitari. Ho trattato anche delle molte cose che il processo di pace non risolver\u00e0, compresa una parte delle <strong>violenze raccapriccianti<\/strong> che avvengono a Buenaventura, commesse dai paramilitari \u201csmobilitati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da allora, abbiamo visto alcuni dei primi <strong>assassinii di indigeni<\/strong> del processo di pace, questa volta a opera delle FARC. Ci\u00f2 che \u00e8 accaduto \u00e8 stato riassunto in una <a href=\"http:\/\/pueblosencamino.org\/index.php\/asi-no\/proyectos-de-economia-extractiva\/1090-farc-asesinan-guardias-indigenas-um\" target=\"_blank\">lettera pubblicata da Pueblos en Camino<\/a>. Mentre i negoziati di pace entrano nella fase finale, le FARC hanno incontrato le loro vittime all\u2019Avana, Cuba, e <strong>hanno riconosciuto il male<\/strong> che hanno fatto loro. Il 30 ottobre hanno fatto ci\u00f2 che il <strong>WOLA<\/strong> (Washington Office of Latin America) ha chiamato la loro \u201c<a href=\"http:\/\/colombiapeace.org\/2014\/11\/09\/the-farc-its-victims-and-the-peace-process\" target=\"_blank\"><strong>pi\u00f9 chiara ammissione che le FARC devono qualcosa alle proprie vittime<\/strong><\/a>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In concreto, nei territori indigeni del popolo <strong>Nasa<\/strong> della zona nord del <strong>Dipartimento del Cauca<\/strong> (per avere un quadro storico\u00a0 dei Nasa vedere il mio <a href=\"http:\/\/http\/\/www.en-camino.org\/caucaphotoessay\" target=\"_blank\">saggio con foto<\/a>), le FARC hanno intrapreso una <strong>campagna di propaganda armata<\/strong> riguardo al processo di pace, celebrando i combattenti che sono stati assassinati dal governo. Uno di questi, ucciso nel 2011, era Alfonso Cano. Un cartellone messo su dalle FARC con la foto di Cano, dice: \u201c<strong>Non allenteremo neanche \u00a0per un istante la lotta<\/strong> per una soluzione politica del conflitto, per i nostri principi, per le certezze che ci motivano perch\u00e9 siamo rivoluzionari, perch\u00e9 <strong>amiamo la pace<\/strong>. Sesto Fronte, Blocco Occidentale, Comandante Alfonso Cano\u201d. Mentre le FARC considerano che il nord del Dipartimento del Cauca sia un loro territorio, e <strong>reclutano i Nasa nei loro ranghi<\/strong>, i Nasa hanno lottato a caro prezzo per l\u2019<strong>autonomia del loro territorio<\/strong>. Nel corso dei decenni, i Nasa hanno liberato gran parte del loro territorio dagli speculatori e dai grossi proprietari terrieri che glielo avevano rubato, hanno creato i loro governi municipali, e hanno amministrato il loro tradizionale sistema di giustizia nelle assemblee comunali. Per resistere agli attacchi armati, di solito da parte dello stato e dei paramilitari, ma troppo spesso anche dalle FARC, i Nasa hanno una <strong>tradizionale \u2018guardia indigena\u2019<\/strong>, cio\u00e8 un\u2019organizzazione di persone che non porta altro che bastoni tradizionali come simbolo della loro autorit\u00e0, che ha svolto un importante ruolo nel <strong>mantenere il popolo indigeno nei loro territori<\/strong>, opponendosi a tutte le forze che hanno cercato di cacciarli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due di queste guardie indigene, Manuel Antonio Tumina (di 42 anni) e Daneli Coicue (di 63anni), hanno cominciato a togliere una parte della propaganda delle FARC, in conformit\u00e0 con l\u2019autonomia della comunit\u00e0: la decisione di levare o di attaccare i materiali della propaganda in territorio indigeno, \u00e8 una decisione politica e spetta ai Nasa. Hanno tirato gi\u00f9 il cartellone con Cano. Come rappresaglia, <strong>le FARC li hanno uccisi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due giorni dopo \u00e8 apparso un comunicato firmato dalle FARC (queste smentiscono che sia loro) pieno di ulteriori <strong>minacce<\/strong> contro un gran numero di indigeni, in cui si sosteneva che, secondo la loro \u201cintelligence\u201d, il movimento indigeno nel Dipartimento del Cauca <strong>viene tradito da alcuni dei suoi capi<\/strong> che hanno abbandonato i sentimenti\u00a0 delle loro comunit\u00e0 umili per lavorare con il governo\u201d. Le FARC dichiarano questa lunga lista di 26 capi indigeni \u201c<strong>obiettivi dei militari<\/strong>\u201d nella brutta comunicazione a cui l\u2019organizzazione indigena <a href=\"http:\/\/www.nasaacin.org\/informativo-nasaacin\/3-newsflash\/7215-cauca-carta-abierta-al-secretariado-de-la-farc-ep-timoleon-jim\" target=\"_blank\">ha risposto qui<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno dopo il rapporto, l\u20198 novembre, anche un altro membro della guardia indigena, il ventiseienne Jose Libardo Pacho, \u00e8 stato ucciso; non si sa ancora <strong>se le FARC abbiano assassinato anche lui<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <a href=\"http:\/\/www.pazfarc-ep.org\/index.php\/noticias-comunicados-documentos-farc-ep\/delegacion-de-paz-farc-ep\/2261\" target=\"_blank\">risposta ufficiale delle FARC<\/a> non \u00e8 stata molto migliore delle minacce che hanno sconfessato; hanno sostenuto che le guardie indigene (armate soltanto di bastoni) sono state uccise quando essi hanno tentato di <strong>disarmare un gruppo di \u201cmilitanti indigeni\u201d<\/strong>. La dichiarazione ufficiale delle FARC cerca quindi di farla apparire\u00a0 come una <strong>disputa\u00a0 tra due gruppi<\/strong> di popolazioni indigene che gli \u00e8 sfuggita di mano. Il problema \u00e8 che la \u201cdisputa\u201d avveniva tra guardie indigene disarmate e persone armate che, presumibilmente, <strong>agivano in base a degli ordini<\/strong>. Questo rende responsabile delle morti il commando delle FARC. In un periodo in cui si discute la giustizia per le vittime al tavolo dei negoziati, in un momento in cui le FARC sostengono di voler<strong> incontrare le vittime e di prendersi le proprie responsabilit\u00e0<\/strong>, il comando sta creando nuove vittime e si sta impegnando per evitare la responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le FARC vogliono <strong>rivendicare come propri questi territori<\/strong> perch\u00e9 vi hanno operato. Per\u00f2 la difesa della terra in queste zone \u00e8 stata fatta dalla resistenza autonome del popolo indigeno; le minacce delle FARC e ora le uccisioni, possono essere interpretate come un <strong>tentativo di trarre vantaggio dalla lotta dei nativi<\/strong>, per cercare di ottenere, in un accordo di pace con il governo, qualche cosa per la quale i nativi hanno lottato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Nasa hanno organizzato una ricerca e hanno <strong>arrestato gli assassini<\/strong>, processandoli in un\u2019assemblea e condannandoli in base al loro sistema tradizionale (vedere la <a href=\"http:\/\/www.aljazeera.com\/humanrights\/2014\/11\/indigenous-colombia-court-jails-farc-rebels-2014111013454043\" target=\"_blank\">notizia di Al Jazeera<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche coloro che sono stati processati e puniti per i loro crimini erano, come avevano sostenuto le FARC, indigeni. Ma che dire dell\u2019organizzazione che ha dato loro gli ordini? E delle minacce continue delle FARC ai membri delle comunit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due anni fa, quando <strong>i colloqui di pace iniziavano a prendere il via<\/strong>, il <a href=\"http:\/\/wsp.presidencia.gov.co\/Prensa\/2012\/Noviembre\/Paginas\/20121115_14.aspx\" target=\"_blank\">presidente <strong>Santos<\/strong> ha detto<\/a>: \u201cNon negoziamo lo stato. Non negoziamo il modello di sviluppo. Non negoziamo le politiche pubbliche\u201d (colombiapeace.org). Santos stava rassicurando la sua base che questa non era una \u201cpace a tutti i costi\u201d, e che<strong> c\u2019erano delle condizioni<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tutti i decenni della guerra, le FARC e il governo hanno detto agli indigeni che la loro autonomia e il loro territorio avrebbero dovuto essere <strong>sacrificato per le necessit\u00e0 della guerra<\/strong>. Adesso sembra invece che vengano <strong>sacrificati per le necessit\u00e0 di un \u201cprocesso di pace\u201d<\/strong> in cui due eserciti minacciano i loro territori e le loro vite come se fossero una questione insignificante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un processo di pace dovrebbe essere un\u2019opportunit\u00e0 perch\u00e9 questi protagonisti <strong>si comportino in modo diverso<\/strong>. Le dichiarazione dell\u2019Avana sembrano belle, ma sono di scarso conforto dato che sono accompagnate da <strong>minacce, bugie e uccisioni<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di <strong>Justin Podur<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Traduzione di Maria Chiara Starace per Z-Net Italy<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel mio ultimo articolo ho descritto il processo di pace colombiano tra il governo e le FARC (Forze armate rivoluzionarie della Colombia), ho parlato dei possibili fattori di disturbo dell\u2019accordo di pace, specialmente del ruolo\u00a0 dell\u2019ex-presidente colombiano Alvaro Uribe Velez,&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":938,"featured_media":150158,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[38,61,48],"tags":[1563,460,294,2725,4878],"class_list":["post-150152","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-internazionale","category-popoli-aborigeni","category-sud-america","tag-colombia-it","tag-nonviolenza","tag-pace","tag-popoli-originari","tag-processo-di-pace"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Colombia: i primi segni di una pace violenta<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La Colombia, da decenni in guerra civile, avrebbe ripreso il processo di pace, di scarso conforto per\u00f2 perch\u00e9 accompagnato da minacce, bugie e uccisioni.\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, 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