{"id":1499523,"date":"2022-01-06T10:59:48","date_gmt":"2022-01-06T10:59:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1499523"},"modified":"2022-01-07T16:58:46","modified_gmt":"2022-01-07T16:58:46","slug":"storie-di-perduta-umanita-intervista-a-don-giovanni-salatino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/01\/storie-di-perduta-umanita-intervista-a-don-giovanni-salatino\/","title":{"rendered":"Storie di perduta umanit\u00e0: intervista a don Giovanni Salatino"},"content":{"rendered":"<p><i>Ho conosciuto don Giovanni durante il primo lockdown, un momento in cui si sono conosciute persone in modi inaspettati. Il caso ha fatto incrociare le nostre strade. Da allora abbiamo collaborato in pi\u00f9 di un\u2019occasione e in forme molto concrete, rispetto ad urgenze che la periferia reclamava all\u2019uno o all\u2019altro. Dai nostri rispettivi \u201cmondi\u201d ci capita di confrontarci, ridere, indignarci, provocarci, disperarci. Eredi lontani di Peppone e don Camillo, piccoli, tra le torri gigantesche delle case popolari di Gratosoglio, periferia milanese\u2026 \u201cL\u00e0 dove c\u2019era l\u2019erbaaaaaaa\u2026\u201d<\/i><\/p>\n<p><b>Caro Giovanni, se voi preti foste una categoria di lavoratori potremmo dire che siete sotto-organico?<\/b><\/p>\n<p>(Ride) In effetti \u00e8 cos\u00ec, e s\u00ec che avresti sia lo stipendio che la casa, non capisco perch\u00e9 non si riempiano i seminari\u2026.<\/p>\n<p><b>Raccontaci il tuo rapporto con la povert\u00e0.<\/b><\/p>\n<p>Provengo da una famiglia dignitosamente povera, mio padre era un ferroviere, mia madre casalinga: spesso ho dovuto attendere quando c\u2019era da chiedere qualche cosa, magari un paio di scarpe. Nato in periferia, in periferia sono rimasto anche come prete, prima alla Barona e adesso a Gratosoglio (<i>entrambi quartieri popolari della periferia sud di Milano<\/i>). Il tema della povert\u00e0 non mi ha mai lasciato indifferente, lo sguardo rimane acceso su questa tematica. Non posso certo definirmi povero, ho una casa, una macchina, non ho problemi a fare la spesa, ma cerco continuamente di rimanere nell\u2019essenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>Anni fa mi colpivano famiglie sfrattate che finivano sulla strada. Bussavano in parrocchia e cercavano o una sorta di raccomandazione ad Aler o altre soluzioni. Io sono cresciuto come prete con un parroco di strada, un grande uomo che \u00e8 venuto a mancare due anni fa, don Roberto Rondanini. Lui mise in piedi l\u2019associazione \u201cSviluppo e promozione\u201d in Barona e fu co-fondatore del Villaggio Barona, bella esperienza di co-housing sociale. Quando stavo in Barona gli sfratti erano pi\u00f9 frequenti, c\u2019era anche molto pi\u00f9 abusivismo.<\/p>\n<p>Poi ci sono i <i>clochard<\/i>, che ho sempre visto come una grande scuola per i ragazzi che seguo in oratorio. Incontrarli faceva s\u00ec che Milano venisse vista \u201cdal basso\u201d, come disse uno dei ragazzi che partecip\u00f2 ad uno di questi incontri. Da l\u00ec, qualche giro notturno con la ronda della carit\u00e0 e gli adolescenti\u2026 Adesso continuiamo in autonomia con questo gruppo di giovani che si \u00e8 formato nel dicembre del 2020. Siamo in collegamento con l\u2019associazione Rete Milano, ma siamo autonomi. Negli ultimi tempi la prospettiva si \u00e8 allargata agli ultimi tra gli ultimi, cio\u00e8 i transitanti. Mentre per i <i>clochard<\/i> l\u2019amministrazione prevede un piano freddo, con tutte le sue disfunzionalit\u00e0, con una soglia che vogliono farci credere che sia bassa, ma che invece bassa non \u00e8\u2026<\/p>\n<p><b>Spiegaci meglio\u2026<\/b><\/p>\n<p>La soglia, in questo momento, \u00e8 prima di tutto il <i>green pass<\/i>, per cui se non sei vaccinato ti devono vaccinare e la cosa non si risolve nel giro di un\u2019ora, e poi il famoso <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Test_di_Mantoux\">test di Mantoux<\/a> che pure devi prenotare e poi, quando hai l\u2019esito, puoi accedere ai servizi. La questione sanitaria \u00e8 diventata preponderante e discriminante, di questo sono sempre pi\u00f9 convinto.<\/p>\n<p>Come dicevo, tra questi ultimi ci sono gli ultimi degli ultimi che sono i transitanti, quelli di cui tutte le istituzioni negano sistematicamente l&#8217;esistenza. Non \u00e8 effetto di distrazione o ignoranza, e quando lo si fa notare e ti rispondono &#8220;gi\u00e0 lo facciamo\u2026\u201d non \u00e8 vero:\u00a0 per questi transitanti n\u00e9 Comune n\u00e9 Caritas ambrosiana fanno quello che potrebbero. E non sono solo giovani e adulti, ma anche minori non accompagnati, donne con bambini che rimangono in strada, soprattutto intorno alla zona della Stazione Centrale. Arrivano soprattutto dalla rotta balcanica, a piedi o su un treno di fortuna, passano di qua in vista di una ripartenza verso Francia, Svizzera, Germania\u2026 Chiedono se c\u2019\u00e8 un posto per dormire una notte, dove fare una doccia, cambiare gli indumenti\u2026 Tu, in assenza di altro, gli procuri un sacco a pelo e loro si sistemano dove trovano. I transitanti non ne vogliono certo sapere di fermarsi, lasciare le impronte digitali e fare richiesta di restare qua, alla faccia di tutti coloro che dicono che l\u2019Italia \u00e8 invasa\u2026 Poi ci sono i richiedenti asilo che hanno un appuntamento tra un mese o due e nessuno provvede a un alloggio per loro.<\/p>\n<p>In fondo tutti noi siamo migranti e siamo nomadi, siamo figli di migrazioni, \u00e8 nel nostro DNA, e abbiamo diritto a spostarci per raggiungere magari una parte della nostra famiglia o dove pensiamo che la vita possa realizzarsi secondo i nostri sogni. Caro Andrea, su questo penso di essere pi\u00f9 marxista di te! (ride)<\/p>\n<p><b>So che la soluzione a questi problemi richiederebbe di andare alla radice, ma qui ed ora, cosa si potrebbe fare secondo te per rispondere a questi bisogni urgenti? Pensando anche alla vecchia definizione di Milano \u201ccapitale morale\u201d\u2026<\/b><\/p>\n<p>Prima di tutto, sia nel micro qui a Gratosoglio, che nel macro per quanto riguarda Milano, vedo l\u2019incomunicabilit\u00e0 tra le istituzioni: un coordinamento tra Prefettura, Comune e Regione aiuterebbe in questa accoglienza a bassissima soglia, chiamiamola cos\u00ec, perch\u00e9 giuridicamente la categoria del transitante non esiste. Esiste per\u00f2 l\u2019essere umano che sta in strada, non mi interessa di preciso da dove viene e dove va, ma in questo momento \u00e8 nella nostra citt\u00e0. Un coordinamento maggiore permetterebbe a queste persone non solo di poter uscire allo scoperto ed eventualmente chiedere asilo nel nostro paese, ma permetterebbe anche un intervento sanitario, perch\u00e9 a volte questa gente \u00e8 sofferente nel corpo. Altrove succede, penso per esempio all\u2019alta Val Susa, a Oulx, dove la Prefettura ha dato a un prete la possibilit\u00e0 di aprire un ostello per questa gente transitante. Tutti sanno che quella gente \u00e8 di passaggio e cerca fortuna in Francia, ma a me interessa solo che non stiano in mezzo alla strada. Quindi coordinamento tra le istituzioni e l\u2019enorme rete di volontari che c\u2019\u00e8 e spesso non si vede.<\/p>\n<p><b>Le istituzioni forse \u201csi chiamano fuori\u201d dal momento che se formalizzassero un incontro con queste persone scatterebbe la \u201cgabbia\u201d che le costringerebbe a restare in Italia, le impronte digitali e tutto il resto\u2026<\/b><\/p>\n<p>Si questa \u00e8 la scusa che viene usata per non fare nulla. Comprendo la contraddizione, ma fa molto comodo. Per questo dico che dovrebbe essere un\u2019accoglienza non solo a bassissima soglia, ma anche sotto-traccia. Secondo me rimane la libert\u00e0 delle persone di andare dove credono. Comunque non prendiamoci in giro. In questo momento non c\u2019\u00e8 neanche la possibilit\u00e0 di dire loro: se volete fermatevi e fate domanda di asilo qui.<\/p>\n<p><b>Cosa ne pensi di coloro che dicono che qualsiasi forma di aiuto diventa un \u201cpull factor\u201d che quindi spinge pi\u00f9 immigrati ad entrare, come se peggio li trattiamo, meno saranno incentivati a venire\u2026<\/b><\/p>\n<p>\u00c8 un\u2019illusione. Io credo che i maggiori crimini nei confronti dell\u2019umanit\u00e0, per i quali spero che prima o poi qualcuno paghi, che avvengono tra Slovenia, Croazia e Bosnia, servano a mostrare questo volto duro dell\u2019Europa, perch\u00e9 sappiamo bene che non \u00e8 iniziativa del singolo poliziotto o della polizia croata intervenire con quelle forme disumanizzanti di violenza: \u00e8 il volto dell\u2019Europa. Ma non serve assolutamente a niente, perch\u00e9 questa gente ha nel cuore talmente tanto desiderio di futuro e talmente tanta disperazione alle spalle che non li ferma proprio nessuno. Ho visto, in un campo profughi l\u2019estate scorsa in Bosnia, un formicolare di persone e nonostante gli inviti a ritornare nel loro paese, nessuno lo fa. Ma come si fa a tornare indietro?<\/p>\n<p><b>Sembra anche a te che ai nostri occhi diventino un tutt\u2019uno, una massa di poveri e disperati, mentre al loro interno ci sono probabilmente mille differenze, mille storie?<\/b><\/p>\n<p>S\u00ec, io conosco soprattutto la rotta balcanica, ma non ho mai visto un contadino di fuori Kabul prendere e partire arrivando a piedi fino a qua, sopportando atrocit\u00e0. Ho sempre visto giovani, mediamente emancipati, con un inglese fluente, appartenenti, credo, alla borghesia del loro paese, potenziale classe dirigente nel loro paese. E sanno che verranno qui a fare i lavori che nessun europeo vuole pi\u00f9 fare.<\/p>\n<p>Certo \u00e8 che quando incontro questi giovani migranti trovo ragazzi che non sono stati intaccati nella loro capacit\u00e0 di desiderare; trovo giovani che se avessero le stesse possibilit\u00e0 dei \u201cnostri\u201d farebbero in met\u00e0 tempo quel salto di qualit\u00e0 che li farebbe accedere alla classe dirigente, non hanno un desiderio placato. I \u201cnostri\u201d sono sopiti, addormentati, nella nostra societ\u00e0 dal consumismo sfrenato.<\/p>\n<p><b>Qual \u00e8 la reazione dei tuoi giovani di Gratosoglio?<\/b><\/p>\n<p>Direi su pi\u00f9 livelli: c\u2019\u00e8 chi si limita a fare un po\u2019 di assistenza perch\u00e9 fondamentalmente fa bene a lui, c\u2019\u00e8 chi si affaccia a questo mondo della strada, c\u2019\u00e8 chi si lascia graffiare dalle situazioni che scoprono in strada. Credo facciano bene questi graffi che bucano quella bolla di \u201cinutilit\u00e0\u201d in cui molti dei nostri giovani sono immersi (su questo sono molto duro); questo permette loro di impegnarsi per un mondo diverso. E poi c\u2019\u00e8 chi ci entra a capofitto con la testa e non solo col cuore, magari ponendosi la questione su come far\u00e0 a dare un contributo a cambiare questo mondo. Certo chi viene non \u00e8 indifferente.<\/p>\n<p>Qualche volta mi diverto a portare anche i \u201cmaranza\u201d di Gratosoglio e questa cosa \u00e8 molto bella. Loro stessi vivono situazioni di ghettizzazione nel nostro quartiere, sono ragazzi che difficilmente entreranno in circuiti importanti della nostra citt\u00e0. Quando entrano in contatto con questa marginalit\u00e0 della strada, forse si rendono conto che quel poco che hanno \u00e8 gi\u00e0 parecchio, e forse anche in loro scatta quel \u201callora posso anche io occuparmi di qualcun altro e non rimanere seduto\u2026 Non devo solo aspettare che qualcuno si occupi di me\u2026\u201d<\/p>\n<p><b>Hai nominato quartieri di Milano con una precedente forte immigrazione dal Sud Italia. Non avviene un \u201ccortocircuito\u201d positivo in questi \u201critorni\u201d della storia?<\/b><\/p>\n<p>Direi di no, ahim\u00e8. Senza generalizzare, ma temo che chi ha una sua storia di immigrazione dal sud Italia (e lo dico da figlio di immigrati), non avendo mai rielaborato questa storia, spesso fa trasparire una chiusura ancora maggiore nei confronti delle nuove migrazioni. Qui al Gratosoglio mi sorprende che anche gli immigrati di prima generazione, dal terzo mondo, vivono verso questi nuovi flussi migratori lo stesso sentimento di disprezzo. Forse \u00e8 nella natura umana che per realizzarmi devo affondare qualcun altro.<\/p>\n<p>Eppure, i contatti tra queste emigrazioni sono tanti! Secondo me non c\u2019\u00e8 neppure pi\u00f9 il sogno di una societ\u00e0 differente, che avrebbe permesso un\u2019alleanza tra poveri, un movimento di liberazione popolare degli oppressi che permettesse loro di prendere coscienza che un mondo diverso \u00e8 possibile. Non parlo di una rivoluzione in armi, ma di un cambiamento forte, radicale, generale, s\u00ec. E mi riferisco anche al mondo cristiano, al popolo di Dio, fatto di poveri che, in nome del Vangelo, si liberano dall\u2019oppressione e non l&#8217;attendono solo come escatologia finale: che ora e qui ci possa essere un sussulto di liberazione. Questa cosa si \u00e8 persa.<\/p>\n<p>Su questo aveva ragione Pasolini: l\u2019omologazione della societ\u00e0 dei consumi ha spento qualsiasi anelito ad una realizzazione collettiva, lascia invece acceso e inferocisce quello della realizzazione personale.<\/p>\n<p><b>Cosa hai capito di quell\u2019operazione fatta alcune sere fa nei tunnel sotto la Stazione Centrale, quando vennero spazzati via tutti i pochi averi di coloro che vi dormivano?<\/b><\/p>\n<p>Io quel giorno alle 14 stavo parlando con la vicesindaca proprio di queste cose. Non sapevo nulla, quella sera stessa fecero quella operazione che giudico, soprattutto nei modi e nella forma, pessima.<\/p>\n<p><b>Ti sembra che gli amministratori locali si trincerino dietro un \u201cNon \u00e8 compito nostro\u201d?<\/b><\/p>\n<p>No, non mi sembra che deleghino. Credo piuttosto che tra loro, dall\u2019alto delle loro posizioni, vi sia pure la convinzione che si stia facendo, si stia rispondendo. In realt\u00e0 la macchina burocratica, o altro, fa s\u00ec che andando in basso a vedere si scopre che le risposte non vengono date. Come se da quella prospettiva non ci si rendesse conto che c\u2019\u00e8 una boscaglia inestricabile che fa s\u00ec che non si risponda davvero ai bisogni dei poveri.<\/p>\n<p><b>Hai mai portato i tuoi ragazzi in via Montenapoleone o via della Spiga?<\/b><\/p>\n<p>Si, ci siamo andati. Ricordo che c\u2019era un ragazzo giovanissimo, quasi invisibile talmente era rannicchiato e avvoltolato su s\u00e9 stesso. Tremava dal freddo, dietro c\u2019era una vetrina di Dolce e Gabbana con vestiti da 12 o 15mila euro. In quelle sere torni a casa e non hai neanche pi\u00f9 voglia di parlare.<\/p>\n<p><b>Tornando ai transitanti, credi che ci sia un racket dietro?<\/b><\/p>\n<p>Credo proprio di s\u00ec, senn\u00f2 non si spiegherebbe come a volte ti ringraziano, ma ti dicono che hanno appuntamento con un amico la sera stessa e il giorno dopo ti mandano un messaggino che dice che sono arrivati in Svizzera o altrove. In Bosnia, in Serbia tutti sanno chi sono i <i>passeurs<\/i> e si sa anche che con alcuni passi e con altri no. La corruzione della polizia di frontiera \u00e8 altissima. Non voglio pensarlo di quella italiana o svizzera o francese, ma i passaggi ci sono anche da qui, eccome. Le mafie ci vedono benissimo e arrivano ovunque ci sia da far soldi. Mi fa ridere Draghi che adesso dice che \u201cdovremmo anche noi immaginare che l\u2019immigrato possa essere utile\u2026\u201d. Vergogna! La monetizzazione dell\u2019uomo. Quell\u2019affermazione di Draghi mi ha messo i brividi: la quota flussi, perch\u00e9 ne abbiamo bisogno economicamente. Cos\u00ec come la Ministra degli Interni non pu\u00f2 non sapere cosa accade ai confini. Lamorgese \u00e8 colpevole, ma non &#8211; come dice la Lega &#8211; di aprire i porti, ma dei rigetti, dei respingimenti, dei soprusi che questa gente ha subito anche quando aveva diritto di asilo. E che adesso arrivi il Presidente del Consiglio a dire che c\u2019\u00e8 bisogno di loro economicamente, \u00e8 terribile, ripeto: \u00e8 la monetizzazione dell\u2019uomo. La politica non ha saputo e non sa dare risposte umanitarie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho conosciuto don Giovanni durante il primo lockdown, un momento in cui si sono conosciute persone in modi inaspettati. Il caso ha fatto incrociare le nostre strade. 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