{"id":1497572,"date":"2022-01-02T12:26:05","date_gmt":"2022-01-02T12:26:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1497572"},"modified":"2022-01-03T07:43:10","modified_gmt":"2022-01-03T07:43:10","slug":"ma-che-ci-fanno-in-acque-italiane-i-tre-catamarani-giganti-della-marina-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2022\/01\/ma-che-ci-fanno-in-acque-italiane-i-tre-catamarani-giganti-della-marina-usa\/","title":{"rendered":"Ma che ci fanno in acque italiane i tre catamarani giganti della marina USA?"},"content":{"rendered":"<p>Le rotte sono sempre le stesse: dal Canale di Sicilia allo Ionio, dallo Ionio all\u2019Adriatico. Andata e ritorno con lunghe soste sempre negli stessi porti: Venezia, Brindisi, Messina, Augusta, quest\u2019ultima la principale base navale USA-NATO nel Mediterraneo centrale. Di tanto in tanto anche l\u2019attracco in uno scalo in Istria, Dalmazia e in Grecia. Caricano e scaricano container e scatoloni metallici, protetti da occhi indiscreti dalle pattuglie della polizia. Parliamo dei catamarani di guerra del Military Sealift Command, il comando delle forze USA che sovrintende alle operazioni di trasporto e rifornimento delle flotte navali e delle agenzie statali statunitensi che operano in ogni scenario internazionale.<\/p>\n<p>Tre di essi, \u201cgemelli\u201d dal profilo turpe e minaccioso, sono ormai di casa nelle acque italiane. Si tratta dell\u2019USNS Carson City, dell\u2019USNS Yuma e dell\u2019USNS Trenton, rispettivamente approdati alla vigilia di Natale ad Augusta, Venezia e Messina. Possono trasportare di tutto a bordo: attrezzature e mezzi pesanti, rifornimenti per le truppe, sofisticati sistemi d\u2019arma ed esplosivi, finanche gli ultimi ritrovati infernali per le guerre disumanizzate del XXI secolo, droni e minidroni aerei, navali e subacquei.<\/p>\n<p>Dai registri navali on-line \u00e8 possibile ricostruire le rotte e le soste dei tre gemelli di morte negli ultimi 40-45 giorni. Il catamarano Carson City era a Messina dal 22 al 30 novembre; dal 2 al 9 dicembre a Koper in Slovenia; poi si \u00e8 trasferito a Venezia sino al 14 dicembre; dal 16 al 21 era in rada a Brindisi; dal 23 dicembre ad Augusta. L\u2019USNS Yuma si trovava ad Heraklion nell\u2019isola di Creta il 4-9 novembre; dal 10 al 21 novembre era a Volos, in Tessaglia (Grecia); dal 3 all\u20198 dicembre ha fatto scalo a La Valletta, Malta; poi sino al 16 dicembre era ad Augusta e dal 24 dicembre \u00e8 in porto a Venezia. Il catamarano Trenton ha trascorso la prima settimana di novembre in rada ad Augusta; il 12 novembre ha raggiunto La Valletta; da giorno 19 al 29 era a Brindisi; dal 30 novembre al 22 dicembre ha fatto una lunga sosta a Gazenica (Zadar), in Croazia; infine il 24 dicembre \u00e8 approdato a Messina, a due passi da Piazza Duomo e il Palazzo municipale.<\/p>\n<p>I tre catamarani del Military Sealift Command sono unit\u00e0 della classe Spearhead: lunghi 103 metri, sono in grado di raggiungere in mare una velocit\u00e0 di 45 nodi (83 Km\/h) con un\u2019autonomia di crociera sino a 1.200 miglia nautiche (2.200 km). Imbarcano di norma un equipaggio di 35 uomini (tra personale dell\u2019US Navy Sailors e civili). Attualmente sono in servizio dodici unit\u00e0 Spearhead, tutte realizzate nei cantieri navali \u201cAustral\u201d a Mobile, Alabama. Altri due catamarani sono stati commissionati un paio di anni fa e dovrebbero essere consegnati a partire del 2025. Il loro costo unitario \u00e8 di 180 milioni di dollari, ma annualmente ognuno di essi pesa sul bilancio del Pentagono per circa 25 milioni di dollari solo di spese di funzionamento.<\/p>\n<p>I catamarani Spearhead sono piattaforme navali con capacit\u00e0 di spedizione e trasporto veloce (EPF &#8211; Expeditionary Fast Transport); possono effettuare un\u2019ampia gamma di missioni anche se il loro ruolo primario \u00e8 quello di trasportare uomini e mezzi nei vari teatri operativi a supporto dei Dipartimenti della Marina e dell\u2019Esercito USA. A bordo ospitano un grande ponte di volo per elicotteri e una rampa di carico che sostiene sino a 100 tonnellate di peso e consente ai veicoli terrestri imbarcati di essere scaricati rapidamente.<\/p>\n<p>Uno di questi tre catamarani di fissa dimora in acque italiane, l\u2019USNS Trenton \u00e8 noto a inquirenti, ONG e giornalisti d\u2019inchiesta per una luttuosa vicenda su cui rimangono numerose zone d\u2019ombra. Il 12 giugno 2018, il Trenton intervenne per soccorrere 41 migranti a bordo di un\u2019imbarcazione in balia delle onde nel Mediterraneo centrale, a poche miglia dalle coste libiche. Quando i marines USA accolsero i migranti a bordo, si accorsero per\u00f2 che nello scafo c\u2019erano i corpi senza vita di dodici persone. Il Trenton chiese all\u2019Italia l\u2019autorizzazione a sbarcare i sopravvissuti ad Augusta ma l\u2019allora ministro dell\u2019Interno Matteo Salvini espresse un netto rifiuto e solo dopo cinque giorni fu strappato l\u2019ok per una loro consegna alla Guardia costiera italiana (unit\u00e0 Diciotti).<\/p>\n<p>\u201cDurante l\u2019operazione di salvataggio, l\u2019equipaggio della Trenton ha visto circa dodici corpi in acqua che sembravano non rispondere e ha cos\u00ec dato priorit\u00e0 al recupero di coloro che avevano bisogno di aiuto immediato\u201d, \u00e8 riportato nel comunicato ufficiale emesso dal Comando di US Navy il 14 giugno 2018. \u201cL\u2019imbarcazione soccorsa aveva lasciato la Libia un paio di giorni prima con a bordo 117 migranti, la maggior parte dei quali provenienti dall\u2019Africa sub-sahariana\u201d. Settantasei tra morti e dispersi, dunque, l\u2019ennesima folle tragedia delle politiche europee contro le migrazioni.<\/p>\n<p>Cinque mesi dopo un\u2019altra verit\u00e0 su quei maledetti giorni verr\u00e0 alla luce, grazie alle inchieste giornalistiche di Repubblica e The Guardian. Secondo quanto rivelato da alcuni dei sopravvissuti al naufragio, l\u2019unit\u00e0 da guerra USA avrebbe individuato perlomeno il giorno prima l\u2019imbarcazione in avaria ma avrebbe scelto di non intervenire. \u201cAlmeno sei persone hanno dichiarato che se la Trenton non avesse ignorato le richieste di salvataggio, si potevano salvare molte vite umane\u201d, riport\u00f2 l\u201911 novembre 2018 Stars and Stripes, il quotidiano indipendente delle forze armate degli Stati Uniti d\u2019America. \u201cGli ufficiali di US Navy affermano invece che il Trenton ha soccorso i migranti non appena i marinai si sono resi conto che erano in pericolo\u201d, aggiunse Stars and Stripes. \u201cIl Trenton non ha ignorato le persone in acqua in difficolt\u00e0, ha dichiarato il comandante Kyle Raines, portavoce della VI^ Flotta. Essi si sono conformati a tutte le leggi e ai doveri internazionali per dare assistenza in mare\u201d. I magistrati di Ragusa hanno allegato agli atti d\u2019inchiesta il video prodotto da Repubblica con le accuse dei sopravvissuti. \u201cI migranti hanno confermato che quando hanno chiesto la prima volta aiuto, i marinai del Trenton hanno risposto che non era compito loro\u201d, scrive The Guardian.<\/p>\n<p>Nei mesi scorsi il grande catamarano \u00e8 stato impiegato in alcune importanti esercitazioni aeronavali in Africa settentrionale. A met\u00e0 giugno l\u2019USNS Trenton, insieme alle unit\u00e0 della VI^ Flotta, ha partecipato ai war games annuali \u201cAfrican Lion\u201d, congiuntamente alle navi da guerra di Marocco, Tunisia e Senegal. A conclusione di \u201cAfrican Lion\u201d, il catamarano si \u00e8 trasferito in acque tunisine per condurre un addestramento con due pattugliatori e una nave appoggio della Marina militare di Tunisi (28 giugno \u2013 2 luglio), e simulare \u201cinterventi di pronto intervento a difesa delle frontiere marittime dello stato nordafricano\u201d. Analoghe esercitazioni con la Marina tunisina erano state effettuate dal Trenton nel Canale di Sicilia dal 18 al 21 gennaio 2021.<\/p>\n<p>A met\u00e0 aprile il catamarano, insieme al gemello USNS Carson City, \u00e8 stato sottoposte ad opere di manutenzione presso i cantieri navali \u201cViktor Lenac\u201d di Rijeka, Croazia. In quell\u2019occasione il comandante della VI^ Flotta, viceammiraglio Gene Black, si \u00e8 recato in visita ufficiale nella citt\u00e0 croata per salutare gli equipaggi statunitensi e incontrare i vertici della Marina militare nazionale.<\/p>\n<p>Particolarmente indicativo \u00e8 pure il curriculum vitae del Carson City, attualmente in rada nel complesso NATO di Augusta. Varato nel gennaio 2016, il catamarano fu inviato ad operare nel Mar Baltico dove in occasione dell\u2019esercitazione aeronavale USA-NATO \u201cBaltops 2018\u201d fece pure da nave comando-comunicazione dei veicoli a controllo remoto Remus 100 e 60, veri e propri droni subacquei che possono raggiungere profondit\u00e0 sino a 100 metri.<\/p>\n<p>Dal luglio all\u2019agosto 2019, l\u2019USNS Carson City fu trasferito dal Comando generale di US Navy nel Golfo di Guinea, dove prese parte ad alcune esercitazioni con le Marine militari di Senegal, Costa d\u2019Avorio, Ghana, Nigeria e Capo Verde. Il 24 febbraio 2021 il catamarano \u00e8 approdato a Port Sudan (Sudan) dopo aver operato nel Mar Rosso. \u201cSi tratta della prima visita di un\u2019imbarcazione di U.S. Navy in Sudan dalla creazione dell\u2019U.S. Africa Command, il Comando degli Stati Uniti per gli interventi nel continente africano e ci\u00f2 mette in risalto l\u2019impegno USA per costruire una partnership con le forze armate sudanesi\u201d, ha commentato il capitano Frank Okata, comandante del Military Sealift Command Europe and Africa.<\/p>\n<p>Dopo la missione nel continente nero il Carson City si \u00e8 trasferito nelle fredde acque del nord Europa. Dal 7 al 10 agosto 2021 era in porto ad Havre, Normandia; poi si \u00e8 ricongiunto con quattro unit\u00e0 della flotta di cacciamine NATO per partecipare a un\u2019esercitazione a largo delle coste francesi. Dal 13 al 24 settembre il catamarano navigava nell\u2019Oceano Atlantico, a largo delle coste portoghesi, per partecipare all\u2019esercitazione NATO \u201cREPMUS 2021\u201d con undici unit\u00e0 di superficie e sottomarini (uno di questi a capacit\u00e0 e propulsione nucleare) di Portogallo, Stati Uniti, Spagna, Regno Unito, Brasile e Australia. \u201cA REPMUS 2021 erano presenti pi\u00f9 di 900 militari e una settantina di unit\u00e0 navali di piccole dimensioni interamente automatizzate\u201d, riporta il comunicato emesso dalla NATO. \u201cNel corso delle attivit\u00e0 sono stati sperimentati nuovi sistemi (sensori, centri di comando-controllo e comunicazioni e droni navali), in collaborazione con la Facolt\u00e0 di Ingegneria dell\u2019Universit\u00e0 di Porto e il NATO Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE) di La Spezia\u201d.<\/p>\n<p>Momento clou di \u201cREPMUS 2021\u201d il test effettuato a largo delle citt\u00e0 di Troia e Sesimbra con i prototipi di robot navali (MUS) destinati a missioni anti-sottomarini, contromisure mine, \u201cprotezione porti\u201d, intelligence, sorveglianza e riconoscimento, guerra anfibia, ecc. Tra essi c\u2019era in particolare l\u2019imbarcazione-drone \u201cMadfox\u201d (Maritime Demonstrator For Operational eXperimentation) della Marina britannica, che ha effettuato \u201ccon successo\u201d il lancio di missili anti-nave. \u201cDurante le prove, un piccolo drone Puma \u00e8 stato lanciato dall\u2019unit\u00e0 di trasporto veloce USNS Carson City per raccogliere e inviare informazioni sull\u2019obiettivo da colpire a un centro di controllo con base a terra\u201d, aggiunge l\u2019ufficio stampa NATO. \u201cIl dimostratore Madhox ha lanciato il missile dopo aver ricevuto le informazioni. Inoltre l\u2019imbarcazione ha supportato le operazioni anfibie notturne che hanno visto Madfox osservare il target, individuarlo e fornire le immagini dal vivo grazie alle telecamere a bordo\u201d.<\/p>\n<p>Presenti all\u2019esercitazione anche i tecnici di AeroVironment Inc., l\u2019azienda di tecnologia navale e aeronautica con quartier generale a Monrovia (California), produttrice dei Puma 3 AE impiegati dal catamarano USA. \u201cREPMUS 21 \u00e8 stata la pi\u00f9 grande esercitazione NATO con l\u2019uso di sistemi navali senza pilota\u201d, hanno dichiarato gli ingegneri di AeroVironment. \u201cUna componente chiave delle operazioni \u00e8 stata la dimostrazione dell\u2019interoperabilit\u00e0 dei sistemi di controllo multipli USA-Gran Bretagna per facilitare il trasferimento dati dal drone Puma 3 AE agli assetti di controllo e operativi\u201d.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 enfatiche le dichiarazioni di Antony Crab, comandante della Royal Navy: \u201cIl lancio dei missili dal Madfox, il primo nella storia del Regno Unito, ha dimostrato le potenzialit\u00e0 delle imbarcazioni di superficie senza pilota nell\u2019uso di cariche letali e di altre cariche utili; in modo cruciale, tutta l\u2019operazione \u00e8 stata comandata, abilitata e facilitata utilizzando le informazioni proporzionate da sistemi a controllo remoto\u201d. L\u2019ennesimo passo verso l\u2019assolta affermazione militare di droni e robot, in una spirale che rischia di condurre alla totale disumanizzazione delle guerra e delle operazioni di polizia e controllo dell\u2019ordine pubblico.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/antoniomazzeoblog.blogspot.com\/2022\/01\/ma-che-ci-fanno-in-acque-italiane-i-tre.html\">antoniomazzeoblog<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le rotte sono sempre le stesse: dal Canale di Sicilia allo Ionio, dallo Ionio all\u2019Adriatico. Andata e ritorno con lunghe soste sempre negli stessi porti: Venezia, Brindisi, Messina, Augusta, quest\u2019ultima la principale base navale USA-NATO nel Mediterraneo centrale. 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