{"id":1455502,"date":"2021-10-20T21:49:39","date_gmt":"2021-10-20T20:49:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1455502"},"modified":"2021-10-21T09:34:49","modified_gmt":"2021-10-21T08:34:49","slug":"dieci-anni-fa-lassassinio-di-gheddafi-una-pagina-nera-della-storia-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/10\/dieci-anni-fa-lassassinio-di-gheddafi-una-pagina-nera-della-storia-ditalia\/","title":{"rendered":"Dieci anni fa l&#8217;assassinio di Gheddafi. Una pagina nera della storia d&#8217;Italia"},"content":{"rendered":"<p>Libia, 20 ottobre 2011: le brigate jihadiste appoggiate dalla Nato catturano e assassinano il leader libico Muammar Gheddafi che insieme ai suoi stava cercando di allontanarsi dalla citt\u00e0 di Sirte, l\u2019ultima roccaforte, ridotta in macerie da un\u2019azione congiunta Nato-\u201dribelli\u201d (cos\u00ec venivano definiti i miliziani che pure si erano gi\u00e0 rivelati tagliagole fondamentalisti e razzisti \u2013 da non dimenticare la deportazione di un\u2019intera citt\u00e0, Tawergha, popolata da libici di origine subsahariana). \u201cWe came, we saw, he died &#8211; Siamo venuti, abbiamo visto, \u00e8 morto\u201d: l\u2019allora segretario di Stato Usa Hillary Clinton parafrasava cos\u00ec, ridendo, la nota frase latina attribuita a un altro colonizzatore, Giulio Cesare.<\/p>\n<p>Nel 2011, i cento anni dall\u2019invasione coloniale italiana della Libia furono dunque commemorati con un\u2019ennesima guerra di aggressione era iniziata il 19 marzo 2011 nella menzogna, andando avanti per lunghi mesi. Il vergognoso linciaggio di Gheddafi suggell\u00f2 l\u2019ennesima \u201cmissione umanitaria\u201d della NATO, capace di fare pi\u00f9 di diecimila morti e di gettare quello che era un relativamente prospero paese in un abisso di miseria, violenza, sopraffazione. Gli effetti a catena in termini di diffusione del terrorismo sedicente islamico si sono visti poi non solo in Libia (ricordiamo le colonne di fuoristrada con la bandiera nera Daesh alla conquista di Sirte) e in Siria (dove tuttora la guerra iniziata nel 2011 non \u00e8 finita) ma anche in tutta l\u2019Africa subsahariana. Il continente, un tempo esente da questo flagello e portatore di un islam solidale, \u00e8 ora colpito in pieno non solo nella sua parte occidentale (Mali, Burkina Faso, Niger, Nigeria\u2026) ma gi\u00f9, fino in Mozambico e Tanzania, con stragi efferate, popolazioni sfollate, fame e miseria aggiuntive.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/public\/mce\/DAESH%20A%20SIRTE.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"210\" \/><\/p>\n<p>Oggi l\u2019opinione pubblica occidentale \u00e8 in altre faccende affaccendata. Ma anche nel 2011, perfino la sinistra (e non parliamo del Pd) e la societ\u00e0 civile guardavano altrove. Le proteste in strada, salvo il corteo nazionale a Napoli il 15 aprile 2011, in quei mesi interminabili di bombardamenti e scontri contavano poche persone. Mentre i media, i politici, le stesse organizzazioni internazionali e perfino organizzazioni non governative si esercitavano al massimo nell\u2019arte della menzogna e della demonizzazione del governo libico, cos\u00ec da giustificare quella guerra di aggressione, in Italia perfino le marce per la pace, i cortei per i diritti sociali, le proteste di Occupy Wall Street nell\u2019autunno 2011 non menzionavano la Libia. Ricordata solo nei cartelli di sparuti gruppi costituiti da poche unit\u00e0 di pacifisti, come Rete No War.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/public\/mce\/Marcia%20pace%202011cartello%20solitario%20-%20FOTO%20CARTELLO%20SOLITARIO%20CONTRO%20MENZOGNE%20LIBIA.jpg\" alt=\"\" width=\"426\" height=\"319\" \/><\/p>\n<p>Per non dimenticare, riportiamo due articoli. Il primo, apparso nel 2012 su Sinistra in rete, riepiloga le menzogne del febbraio-marzo 2011 che fecero digerire la guerra. Il secondo nel 2014 sul sito Sibialiria, ripreso poi dall\u2019AD, \u00e8 una cronaca dei surreali briefing che la Nato, da Bruxelles e da Napoli, organizzava con i giornalisti, quasi tutti muti e servizievoli. Briefing durante i quali la Nato ammetteva implicitamente la propria connivenza con i crimini dei \u201crivoluzionari\u201d.<\/p>\n<p>19 marzo 2011, via alla guerra. E alle \u00abbufale\u00bb<\/p>\n<p><strong>Cronologia minima delle menzogne \u00abutili\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>https:\/\/www.sinistrainrete.info\/estero\/1966-manlio-dinucci-marinella-correggia-li<\/p>\n<p>Per non dimenticare l&#8217;anniversario della \u00abguerra umanitaria\u00bb Onu-Nato sulla Libia, il 19 marzo 2011. Un micidiale corto circuito fra media, Onu, ong, governi coinvolti, tutti ad amplificare la propaganda dei \u00abribelli\u00bb. Sull&#8217;onda delle notizie sulla repressione delle proteste del 17 febbraio a Bengasi (sanguinose e brutali ma assurte presto a livello di \u00abgenocidio\u00bb), nel febbraio-marzo 2011 furono varate due risoluzioni Onu: sanzioni, no-fly zone, Libia espulsa dal Consiglio dei diritti umani Onu, Gheddafi deferito al Tribunale penale internazionale. E una guerra durata 8 mesi. Ecco una cronologia minima delle menzogne pi\u00f9 utili. Il 21 febbraio la tv qatariota al Jazeera denuncia: \u00abAerei da guerra ed elicotteri bombardano manifestanti in alcuni quartieri di Tripoli\u00bb. Il mondo insorge. Ban Ki Moon si dice \u00aboltraggiato\u00bb.<\/p>\n<p>I satelliti militari russi &#8211; e di certo anche quelli occidentali &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/rt.com\/news\/airstrikes-libya-russian-military\/\">non hanno rilevato nulla<\/a>, riprese video e visite di testimoni nei quartieri interessati\u00a0<a href=\"http:\/\/www.globalresearch.ca\/index.php?context=va&amp;;aid=24492\">non mostrano distruzioni<\/a>. Ma che importa? Il 23 febbraio tocca a al Arabiya, altra tv petro-monarchica (<a href=\"http:\/\/www.ansamed.info\/en\/libia\/news\/ME.XEF93179.html\">http:\/\/www.ansamed.info\/en\/libia\/news\/ME.XEF93179.html<\/a>;http:\/\/www.rainews24. rai.it\/it\/news.php?newsid=150371): \u00abLa repressione in Libia ha gi\u00e0 fatto 10 mila morti e 55mila feriti\u00bb. Le prove? Nessuna. La fonte? Un \u00abmembro libico della Corte penale internazionale, Sayed al Shanuka\u00bb, da Parigi . Ma il 24 febbraio\u00a0<a href=\"https:\/\/www.icc-cpi.int\/NR\/exeres\/8974AA77-8CFD-4148-8FFC-FF3742BB6ECB.htm\">arriva la smentita<\/a>: \u00abLa Corte desidera chiarire che questa persona non \u00e8 membro dello staff n\u00e9 pu\u00f2 parlare a nome della Corte\u00bb. Negli stessi giorni, un \u00abfilmato del 22 febbraio\u00bb di One World mostra le \u00abfosse comuni\u00bb: morti fatti dai governativi inumati su una spiaggia dopo i massacri ordinati da Gheddafi. Il Telegraph rilancia la notizia. Tutti la riprendono.\u00a0<a href=\"http:\/\/video.repubblica.it\/dossier\/libia-rivolta-gheddafi\/fosse-comuni-a-tripoli-per-i-manifestanti-morti\/62716\/61416\">In Italia soprattutto<\/a>.<\/p>\n<p>Per\u00f2, gi\u00e0 il 24 si dimostra\u00a0 che\u00a0<a href=\"http:\/\/www.mentecritica.net\/fosse-comuni-in-libia-un-falso-costruito-ad-arte-google-maps-lo-dimostra\/mente-critica\/no-one\/latest\/kurt\/19782\/\">il video era stato girato nell&#8217;agosto 2010 nel cimitero Ashat<\/a>\u00a0ed era una normale operazione di rinnovamento del suolo e spostamento dei resti, abituale ogni 10-20 anni. Non importa. Sollevazione generale di pacifisti e umanitari. Il 24 febbraio 70 \u00abong\u00bb indirizzano no a Ban ki Moon, a Obama e alla ministra Ue degli esteri Ashton\u00a0<a href=\"http:\/\/www.unwatch.org\/site\/apps\/nlnet\/content2.aspx?c=bdKKISNqEmG&amp;b=1330815&amp;ct=9135143\">una petizione<\/a>. Promossa da Suleiman Bouchuiguir della Lega libica per i diritti umani, dall&#8217;organizzazione Usa UN Watch e dal National Endowment for Democracy (Ned) che non \u00e8 una ong bens\u00ec il potente organismo statunitense che con la scusa di democrazia e diritti umani destabilizza i regimi scomodi (un ruolo lo ebbe anche nel golpe anti-Ch\u00e1vez del 2002 in Venezuela). La petizione sostiene che il governo libico stia commettendo \u00abcrimini contro la vita\u00bb e \u00abcrimini contro l&#8217;umanit\u00e0\u00bb; chiede un&#8217;azione internazionale contro la Libia, \u00abusando tutte le misure possibili\u00bb. La lettera \u00e8 commovente. In luglio Bouchuiguir, intervistato a Ginevra, (http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=g_IU0d3WVu0), ammette di non avere prove, la sua fonte era il Cnt, di cui fa parte. In marzo si susseguono denunce di stupri di massa su ordine del regime da parte dei \u00abmercenari di Gheddafi muniti di Viagra\u00bb.<\/p>\n<p>Denunce smentite dallo stesso inviato dell&#8217;Onu Cherif Bassiouni in giugno. Smentite confermata ex-post sia da Amnesty sia dal recente rapporto della Commissione di investigazione Onu (febbraio 2012). Il 26 febbraio Il Consiglio di sicurezza vara la risoluzione 1970. Il 3 marzo, tal Ali Zeidan, portavoce della Lega libica per i diritti umani, lancia da Parigi un nuovo allarme: in due settimane 6000 le vittime di Gheddafi e un \u00abgenocidio annunciato\u00bb se i suoi \u00abmercenari\u00bb arrivassero a Bengasi. Il 17 marzo la risoluzione 1973 del Cds: no-fly zone e \u00abogni azione\u00bb per \u00abla protezione dei civili\u00bb. Il 19 marzo i caccia francesi iniziano i bombardamenti. \u00abUmanitari\u00bb, ovvio.<\/p>\n<p><strong>Sirte, ottobre 2011. La Nato vista dalle conferenze stampa<\/strong><\/p>\n<p>di Marinella Correggia &#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/www.sibialiria.org\/wordpress\/?p=2774\">Sibialiria<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-6_anni_dallassassinio_di_gheddafi_cos_titolavano_i_civili_giornali_occidentali_noi_non_dimentichiamo\/82_21884\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-6_anni_dallassassinio_di_gheddafi_cos_titolavano_i_civili_giornali_occidentali_noi_non_dimentichiamo\/82_21884\/<\/a><\/p>\n<p>Durante i bombardamenti sulla Libia nel 2011, la Nato teneva conferenze stampa settimanali sia a Bruxelles che alla sede di Bagnoli (Napoli). Partecipavano giornalisti-tappetino che chiamavano per nome di battesimo, affettuosi e deferenti, la portavoce Nato da Bruxelles (\u201cOan\u00e0\u201d Longescu) e il portavoce Nato da Napoli (\u201cRoland\u201d Lavoie, colonnello canadese). Sarebbe bastato uno stuolo di giornalisti decenti per metterli in crisi. Perch\u00e9 portavoce e generali si arrampicavano sugli specchi, per non dare a vedere crimini e illegalit\u00e0. Ecco un resoconto diretto.<\/p>\n<p>Per proteggere i civili in Libia, come ordinava il mandato della risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza, la Nato avrebbe dovuto rivolgere droni e bombe contro se stessa e contro i suoi alleati locali del Cnt (Consiglio nazionale di transizione, i \u201cribelli\u201d): visto che questi usavano armi indiscriminate sulle citt\u00e0 assediate, in particolare Sirte e Bani Walid. E addirittura, per rimanere nei confini del proprio mandato, la Nato avrebbe dovuto bombardarsi e bombardare il Cnt per evitare attacchi alle forze governative libiche quando queste non minacciavano i civili.<\/p>\n<p>Di fatto gli armati del Cnt sono stati gli unici libici che la Nato ha protetto, permettendo dunque che essi minacciassero e uccidessero civili libici (e non libici). Surreale. La Nato ha protetto armati (che minacciavano anche civili) in nome della norma Responsibility to Protect che doveva proteggere i civili e sulla base della quale si giustificavano i bombardamenti \u201calleati\u201d. E la Nato ha protetto armati usando a gran forza aerei da guerra simbolicamente sventolanti il mandato della risoluzione 1973 che stabiliva il divieto di volo aereo, appunto a protezione dei civili.<\/p>\n<p>Le implicite ammissioni, in un processo, valgono come prova? Se s\u00ec, ecco qui di seguito quelle della Nato, raccolte durante le surreali conferenze stampa al comando di Bagnoli (in mancanza di manifestazioni fuori dallo stesso, alle quali partecipare), od ottenute per email da \u201cNato source\u201d (cos\u00ec chiedono di essere citati i vari capitani e graduati, italiani e Usa, maschi e femmine, da Napoli o da Bruxelles, quando rispondono per email alle domande dei media).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/public\/mce\/PROTESTA%202015%20NATO%20MUST%20DISSOLVE%20ALLA%20CONF%20STAMPA%20%20DENTRO%20LA%20BASE%20DI%20TRAPANI.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p>Dalla sede del comando Nato di Napoli, il colonnello Roland Lavoie ha parlato per mesi alle fedeli truppe mediatiche con un francese dal buffo accento canadese ingannevolmente innocuo. Dalla sede centrale di Bruxelles, la portavoce romena Oana Longescu \u2013 pi\u00f9 realista del re, incarnando l\u2019estensione dell\u2019Alleanza ai fedeli paesi dell\u2019Est Europa\u00a0 \u2013 si \u00e8 giostrata seccamente fra l\u2019inglese e il francese. Entrambi ripetevano in tutte le salse: impediamo alle \u201cforze di Gheddafi\u201d (mai usato il termine \u201cesercito libico\u201d) di colpire i civili. I giornalisti che frequentano le loro conferenze stampa settimanali da Bruxelles li chiamano per nome affettuosamente (i francofoni pronunciano \u201cOan\u00e0\u201d), consoni al clima di cortesia e disponibilit\u00e0 che li fa sentire ammessi in societ\u00e0 e che ricambiano non facendo mai domande scomode; per non diventare dei paria. Con silenzio glaciale e nessuna solidariet\u00e0 i \u201ccolleghi\u201d dei media mainstream accolsero infatti la paria in settembre e ottobre.<\/p>\n<p>Si arrampicano sugli specchi per mesi, Oan\u00e0 e Roland. Devono negare l\u2019evidenza e cio\u00e8 che la Nato lotta per il cambio di regime, insieme a una delle parti.<\/p>\n<p>Sostengono a pi\u00f9 riprese che non c\u2019\u00e8 alcun coordinamento con le forze dell\u2019opposizione o forze ribelli; che la situazione viene seguita da \u201cfonti di informazione alleate nell\u2019area\u201d. Dunque, ammettono la presenza a terra di occidentali? \u201cNon ci sono forze Nato a terra\u201d rispondono laconici. Per email i responsabili Nato spiegano: \u201cSia gli incaricati di individuare e approvare gli obiettivi sia il pilota rinunciavano se c\u2019era il sospetto di ferire o uccidere civili. In alcuni casi l\u2019osservazione video via aerea prendeva 50 ore prima dell\u2019autorizzazione\u201d. Inoltre, \u201cabbiamo avvertito i civili con comunicati stampa, volantini e programmi radio di stare lontani da installazioni militari\u201d.<\/p>\n<p>Tuttavia sono state spesse colpite installazioni civili. Ma praticamente la Nato ha ammesso un solo caso di errore: i sette morti della famiglia Garari il 19 giugno a Tripoli, Suq Al Juma.<\/p>\n<p>Intorno al 10 agosto di fronte alle foto di decine di civili uccisi da un aereo Nato nella notte dell\u20198 agosto a Zliten, il generale canadese Charles Bouchard (quando c\u2019\u00e8 lui alle conferenze stampa a Bagnoli la temperatura dell\u2019aria condizionata va tenuta a 16 gradi) dice: \u201cNon posso credere che quei civili fossero l\u00ec nelle prime ore del mattino, considerando anche le informazioni della nostra intelligence. Posso assicurarvi che non c\u2019erano 85 civili; non posso assicurarvi che non ce ne fossero\u201d.La Nato per email ribadiva che gli edifici erano un accampamento delle truppe, posto in una fattoria, e che l\u2019osservazione e altri strumenti di intelligence avevano rilevato che non c\u2019erano civili\u201d.<\/p>\n<p>Richiesta per email alla Nato: \u201cPerch\u00e9 la Nato ha colpito un accampamento di soldati di Gheddafi? Un accampamento notturno non minaccia i civili in quel momento\u201d. Risposta: \u201cS\u00ec che erano una minaccia reale. Durante tutto il conflitto, si riposavano per lanciare futuri attacchi ed ecco perch\u00e9 le aree di sosta militare erano obiettivi legittimi. Avrebbero potuto provocare future vittime. Le forze militari e le loro strutture erano attaccate solo se erano direttamente coinvolte o permettevano l\u2019attacco ai civili; le truppe non coinvolte nell\u2019attacco ai civili non erano prese di mira\u201d. L\u2019ultima frase contraddice le precedenti. Zliten era un\u2019area pro-regime oltretutto.<\/p>\n<p>Il 15 agosto spiegano che stanno bruciando a Brega due depositi petroliferi, \u201culteriore prova che Gheddafi vuole distruggere o danneggiare infrastrutture chiave delle quali la popolazione avr\u00e0 bisogno alla fine del conflitto\u201d. Il 16 agosto alla Nato affermano che le forze di Gheddafi hanno \u201clanciato verso l\u2019area di Brega un missile balistico a corto raggio che avrebbe potuto uccidere molti civili\u201d e che \u201cmostra che il regime di Gheddafi \u00e8 disperato e continua a minacciare civili innocenti in Libia. Noi proteggiamo i civili per mandato del Consiglio di Sicurezza e continueremo a premere militarmente sulle forze pro-Gheddafi finch\u00e9 necessario\u201d. Ovviamente \u201cl\u2019azione persistente e cumulativa della Nato crea un effetto ovvio: le forze di Gheddafi che attaccano stanno gradualmente perdendo la loro capacit\u00e0 di comandare, condurre e sostenere attacchi alla popolazione civile\u201d. I gruppi armati \u2013 gli unici protetti dalla Nato in Libia \u2013 dunque sono sempre parificati alla popolazione civile.<\/p>\n<p>Del resto in Tunisia un dirigente degli alleati locali della Nato, di fronte alla timida accusa da parte dei media \u201cma voi armati usate i viveri che l\u2019Onu destina ai civili\u2026\u201d rispose secco: \u201cNoi siamo dei civili\u201d.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto se dici a Lavoie che gli alleati Nato sul terreno uccidono civili e fanno (dopo la fine del regime) al caccia al nero e la Nato non protegge quei civili, Lavoie allarga le braccia: \u201cNon siamo una forza di polizia\u201d. Ammissione che un bombardamento non pu\u00f2 proteggere i civili . E per email, alla domanda: \u201cCome mai non proteggete gli abitanti di Tawergha deportati e i molti neri perseguitati ai vostri alleati? E anche in generale i civili presi nelle aree assediate?\u201d, ecco la risposta: \u201cAbbiamo fatto appello a entrambe le parti per la protezione dei diritti umani. La leadership del Cnt ha chiesto spesso alle sue forze di contenersi. E si \u00e8 impegnata come nuova autorit\u00e0 al rispetto dei diritti umani; per metterlo in pratica occorrer\u00e0 tempo e sforzo, e aiuto da parte internazionale. Mentre le forze pro-Gheddafi attaccavano i civili e le aree civili le forze del Cnt in molti casi prima dell\u2019attacco aspettavano che i civili se ne andassero. Non abbiamo notizia che attaccassero civili deliberatamente e sistematicamente\u201d. E dov\u2019erano le prove degli attacchi sistematici da parte delle forze di Gheddafi?<\/p>\n<p>La partigianeria \u00e8 diventata evidentissima nel mortale assedio Nato e Cnt a Sirte. Se si faceva osservare a Lavoie che l\u2019assedio a civili \u00e8 un crimine di guerra, il colonnello rispondeva surrealmente: \u201cIl Cnt ha mostrato l\u2019intenzione di far uscire la popolazione civile\u201d.<\/p>\n<p>Mentre Sirte veniva distrutta dai bombardamenti e dai Grad e artiglieria pesante usati dagli armati del Cnt, il colonnello della Nato Lavoie dichiarava surrealmente: \u201cLa maggior parte della popolazione di Sirte e Bani Walid non corre pi\u00f9 pericoli perch\u00e9 le rimanenti forze di Gheddafi stanno sulla difensiva, nel tentativo apparente di sfuggire alla cattura. Non controllano alcuna zona densamente popolata e non rappresentano pi\u00f9 una vera e propria minaccia al di fuori di queste sacche di resistenza\u201d. Minaccia per chi? Per i protetti dalla Nato: gli armati del Cnt. Ma la risoluzione Onu non doveva proteggere armati! Quando si scriveva alla Nato: \u201cRisulta\u00a0 organizzazioni umanitarie libiche come Djebel al Akhdar, che oltre cinquanta civili siano rimasti sotto il bombardamento di un palazzo crollato all\u2019angolo fra Dubai Avenue e Sept. 1st Avenue, e non poteva che essere un aereo visto il largo cratere prodotto\u201d , la risposta era \u201cnon abbiamo indicazioni che sia vero\u201d.<\/p>\n<p>E il bombardamento dell\u2019ospedale Avicenna? \u201cMai bombardato ospedali, nemmeno vicino a siti militari\u201d. Altra domanda: la Nato sta indagando sui bombardamenti di strutture civili a Sirte? \u201cI nostri obiettivi erano tutti militari dunque legittimi\u00a0ex\u00a0risoluzione 1973. Abbiamo agito con cautela, discernimento e precisione. Non siamo a conoscenza di alcuna prova che richiederebbe l\u2019apertura di un\u2019inchiesta formale\u201d. E anche: \u201cL\u2019obiettivo della Nato \u00e8 sempre stato evitare di colpire i civili. Abbiamo una intelligence solida e processi di selezione degli obiettivi molto stringenti. Consideravano il giorno della settimana, l\u2019ora del giorno e della notte, la direzione dell\u2019attacco. Le munizioni erano tutte di precisione e centinaia di obiettivi sono stata tralasciati per evitare rischi per i civili e le infrastrutture. Anche se in una complessa operazione militare i rischi non possono essere eliminati\u201d.<\/p>\n<p>Sirte distrutta, la Nato la spiega cos\u00ec: \u201cEra l\u2019ultimo bastione di Gheddafi. E\u2019 stata contesta per settimane fra gheddafiani e Cnt\u201d. E qui il surreale: \u201cLa Nato incoraggiava una soluzione pacifica. Ma dovevano essere le forze dell\u2019ex regime a deporre le armi e a smettere di attaccare i civili\u201d. Insomma, dovevano arrendersi e agevolare il cambio di regime anzich\u00e9 ostacolarlo.<\/p>\n<p>I ribelli pro Nato del Cnt lanciano missili Grad dentro le citt\u00e0 da essi assediate, e lo\u00a0<a href=\"http:\/\/www.news.outlookindia.com\/item.aspx?735120;%20www.in.reuters.com\/article\/2011\/09\/22\/libya-idINL5E7KM4U720110922\">ammettevano<\/a>\u00a0. \u00a0Sono considerati un\u2019arma indiscriminata, dunque una minaccia per i civili, dalla stessa Alleanza; proprio all\u2019uso dei Grad da parte dell\u2019ex esercito libico, e all\u2019assedio a Misurata, la Nato si era aggrappata in tutti i mesi passati per giustificare i bombardamenti \u201cprotettivi\u201d e relative stragi. Sull\u2019uso dei Grad da parte del Cnt la Nato interpellata via email (non) risponde cos\u00ec, dimostrando tutta la neutralit\u00e0 sbandierata da Oan\u00e0: \u201cFin dall\u2019inizio il Cnt ha posto ogni cura nell\u2019evitare\u00a0 vittime civili e crediamo che continuer\u00e0 a farlo\u201d. Forse l\u2019intelligence Nato era selettiva e non vedeva i Grad del Cnt, n\u00e9 la caccia ai neri libici e stranieri e ai lealisti.<\/p>\n<p>Surreali le dichiarazioni. Mentre le forze di Gheddafi sono in fuga e si concentrano nel triangolo dove hanno un pi\u00f9 forte sostegno popolare, il portavoce il 13 settembre dice che \u201coccupando e reprimendo citt\u00e0 come Bani Walid e Sirte le forze di Gheddafi hanno preso in ostaggio la popolazione, esponendola a ovvi rischi, reprimendo la sollevazione e impedendo ai cittadini di andarsene\u201d. Evidente i due pesi due misure rispetto a Misurata, o a Homs e Aleppo e molti altri luoghi in Siria, dove mai i ribelli sono accusati di prendere in ostaggio. \u201cLa Nato \u00e8 riuscita a intercettare e annientare parecchie fonti di minaccia per la popolazione civile, fra cui carrarmati, lanciamissili ecc.; i veicoli della Nato hanno condotto svariate missioni di attacco ben dentro il deserto del Sahara per distruggere le infrastrutture di comando e controllo, un autoreparto e parecchi veicoli blindati impedendo quindi il rafforzamento delle posizioni del regime nel nord del paese\u201d.<\/p>\n<p>Poi ricapitola citando la 1973: \u201cNegli ultimi sei mesi le forze della Nato hanno mantenuto costante il ritmo delle operazioni, intervenendo laddove le forze di Gheddafi rappresentassero una minaccia per i civili, che si trattasse di Bengasi, di Misurata, di Sebha, nel sud o di molte altre citt\u00e0 e villaggi di tutto il paese.<\/p>\n<p>A riprova della sua imparzialit\u00e0, la Nato conclude una conferenza stampa il 13 settembre dicendo \u201cLa ripresa della Libia \u00e8 ben chiara e non lascia spazio a dubbi\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019assedio a Sirte ha reso la situazione umanitaria disperata. Dall\u2019ospedale \u2013 anch\u2019esso centrato da razzi \u2013 il dottor Abdullah Hmaid dichiarava alla Reuters che i pazienti morivano per mancanza di materiale ospedaliero e chiedeva a Croce rossa internazionale e Oms di aiutare a rompere il blocco. Ma nessuna organizzazione internazionale ha denunciato l\u2019assedio. Eppure alla conferenza stampa del 27 settembre il colonnello Lavoie da Napoli ribadiva che l\u2019emergenza di Sirte era solo \u201ccolpa dei miliziani e dei mercenari di Gheddafi\u201d che non capivano che avrebbero dovuto \u201carrendersi\u201d e \u201csi piazzano vicino alle case e agli ospedali usando i civili come scudi umani\u201d. Un\u2019accusa che l\u2019Alleanza i suoi paesi membri non hanno mai rivolta ai ribelli asserragliati a Misurata o, in seguito, a BabaAmr in Siria. Per definizione gli scudi umani li usano solo i cattivi.<\/p>\n<p>Anche per email la Nato ribadisce implicitamente di aver lasciato fare agli alleati assedianti, e getta la colpa sugli assediati. In un\u2019altra email: \u201cI pro-Gheddafi si nascondevano nel centro della citt\u00e0 per cercare di usare i civili come scudi umani contro il Cnt. La situazione umanitaria a Sirte era precipitata per gli sforzi delle truppe di Gheddafi di controllare punti di accesso. Checkpoint pro-Gheddafi e cecchini impedivano alle famiglie di spostarsi in aree pi\u00f9 tranquille. Le forze di Gheddafi inoltre percorrevano le strade alla ricerca di sostenitori anti-Gheddafi, prendevano ostaggi e\u00a0 compivano esecuzioni\u201d. Come fate a saperlo se non avevate militari a terra? \u201cNon avevamo osservatori sul terreno ma usavamo i nostri asset di intelligence e sorveglianza per avere un quadro reale Monitoravamo con cura le linee di fronte per identificare chi attaccasse o minacciasse la popolazione.\u201d. Era ovviamente impossibile monitorare da 10.000 metri. Dunque?<\/p>\n<p>Il 21 settembre il comandante per le operazioni Nato in Libia Charles Bouchard spiega che &#8220;la nostra missione prosegue, perch\u00e9 le forze di Gheddafi minacciano ancora la popolazione\u201d; \u201cinvitava i lealisti ad &#8220;arrendersi per garantire una fine pacifica del conflitto, anche perch\u00e9 sono circondati e non hanno vie di fuga, in quanto il territorio intorno a loro \u00e8 nelle mani dei ribelli&#8221;. Quanto ai lealisti in fuga, la Nato non li attaccher\u00e0 perch\u00e9 &#8220;si stanno allontanando dalla popolazione e non costituiscono cos\u00ec una minaccia per i civili&#8221;. 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