{"id":145208,"date":"2014-11-02T13:02:56","date_gmt":"2014-11-02T13:02:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=145208"},"modified":"2014-11-02T13:02:56","modified_gmt":"2014-11-02T13:02:56","slug":"da-che-parte-sta-la-turchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/11\/da-che-parte-sta-la-turchia\/","title":{"rendered":"Da che parte sta la Turchia?"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/erdogan.jpg\" width=\"603\" height=\"413\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Foto tmnews.it<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Patrick Cockburn<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante l\u2019estate l\u2019Isis \u2013 Stato Islamico di Iraq e Siria \u2013 ha sconfitto l\u2019esercito iracheno, l\u2019esercito siriano, i ribelli siriani, e i peshmerga curdi dell\u2019Iraq; ha stabilito uno stato che si estende da Baghdad ad Aleppo e dal confine settentrionale della Siria ai deserti iracheni nel sud. Gruppi etnici e religiosi di cui il mondo aveva a malapena sentito parlare \u2013compresi gli Yazidi di Sinjar e i Cristiani caldei di Mosul \u2013 sono diventate vittime della crudelt\u00e0 irachena e dell\u2019intolleranza settaria. In settembre l\u2019Isis ha rivolto la sua attenzione ai due milioni e mezzo di curdi siriani che avevano ottenuto l\u2019autonomia effettiva nei tre distretti proprio a sud del confine con la Turchia. Uno di questi distretti, incentrato sulla citt\u00e0 di Kobane, \u00e8 diventata obiettivo di un assalto risoluto. Il 6 ottobre i combattenti dell\u2019Isis hanno lottato per arrivare al centro della citt\u00e0. Recep Tayyip Erdo\u011fan ha presagito che la \u00a0caduta della citt\u00e0 era imminente; John Kerry ha parlato della \u2018tragedia\u2019 di Kobani, ma ha sostenuto, in modo non plausibile, che la sua conquista non sarebbe stata di grande importanza. Una famosa combattente curda, Arin Mirkan, si \u00e8 fatta esplodere mentre avanzavano i combattenti dell\u2019Isis: \u00e8 sembrato un segno di disperazione e di sconfitta imminente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attaccando Kobani, la leadership dell\u2019Isis voleva dimostrare che poteva ancora sconfiggere i suoi nemici malgrado gli attacchi aerei statunitensi contro di loro, che sono iniziati in Iraq l\u20198 agosto e si sono estesi alla Siria il 23 settembre. Mentre si riversavano dentro Kobani, i combattenti dell\u2019Isis scandivano lo slogan: \u2018Lo Stato Islamico rimane, lo Stato Islamico si espande\u2019. In passato l\u2019Isis aveva scelto \u2013 una decisione tattica \u2013 di abbandonare le battaglie che non pensava avrebbe vinto. Ma la battaglia di 5 settimane per Kobani era andata avanti troppo a lungo ed era stata pubblicizzata troppo bene perch\u00e9 i suoi militanti si ritirassero senza perdere il prestigio. L\u2019appello dello Stato Islamico ai sunniti in Siria, in Iraq e in tutto il mondo deriva dal senso che le sue vittorie sono un dono di Dio e sono inevitabili, quindi ogni fallimento danneggia\u00a0 affermazione riguardo\u00a0 all\u2019appoggio divino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019inevitabile vittoria dell\u2019Isis a Kobani non c\u2019\u00e8 stata. Il 19 ottobre, invertendo la precedente linea di azione, l\u2019aviazione statunitense ha lasciato cadere armi, munizioni e medicine per i difensori della citt\u00e0. Sotto la pressione americana, lo stesso giorno la Turchia ha annunciato che avrebbe permesso ai peshmerga curdi iracheni un passaggio sicuro dall\u2019Iraq settentrionale a Kobani; i combattenti curdi si sono ora ripresi parte della citt\u00e0. Washington ha capito che, data la retorica di Obama sul suo piano di\u00a0 \u2018umiliare \u00a0e distruggere\u2019 l\u2019Isis, ed essendoci le elezioni del Congresso entro un mese soltanto, non era in grado di permettere ai militanti ancora un\u2019altra vittoria. E questa particolare vittoria con tutta probabilit\u00e0 sarebbe stata seguita da un massacro dei curdi sopravvissuti sotto gli occhi delle telecamere radunate sul lato turco del confine. Quando \u00e8 iniziato l\u2019assedio, il supporto aereo statunitense ai difensori di Kobani \u00e8 stato saltuario; per paura di offendere la Turchia, l\u2019aviazione militare statunitense ha evitato di cooperare con i combattenti curdi sul campo. A met\u00e0 ottobre la politica era cambiata e i curdi hanno cominciato a fornire agli americani informazioni dettagliate sull\u2019individuazione degli obiettivi, mettendoli in grado di distruggere i carri armati e l\u2019artiglieria dell\u2019Isis. In precedenza, i comandanti dell\u2019Isis erano stati abili a nascondere il loro equipaggiamento e a disperdere i loro uomini. Finora, nella campagna aerea, soltanto 632 missioni su 6.600 hanno portato ad attacchi reali. Mentre, per\u00f2 cercavano di prendere d\u2019assalto Kobani, i capi dell\u2019Isis hanno dovuto concentrare le loro forze su posizioni identificabili e sono diventati vulnerabili. Nello spazio di 48 ore, ci sono stati quasi 40 attacchi aerei statunitensi, alcuni soltanto a circa 45 m. dalla prima linea kurda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 stato l\u2019appoggio aereo da solo che ha fatto la differenza. A Kobani, per la prima volta, l\u2019Isis stava combattendo un nemico \u2013 le Unit\u00e0 di difesa del popolo\u00a0 (YPG) e la sua ala politica, il Partito di Unione Democratica (PYD) che\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 rappresentava se stesso. Il PYD \u00e8 il ramo siriano del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK) che fin dal 1984 ha continuato a lottare per l\u2019autogoverno per 15 milioni di curdi turchi. Come l\u2019Isis, il PKK unisce\u00a0 impegno ideologico fanatico con competenza\u00a0\u00a0\u00a0 militare edesperienza acquisita in lunghi anni di guerriglia. Marxista \u2013leninista nella sua ideologia originaria, il PKK \u00e8 gestito dall\u2019alto e cerca di monopolizzare il potere all\u2019interno della comunit\u00e0 curda, \u00a0in Turchia\u00a0 o\u00a0 in Siria. Il capo del partito che \u00e8 in prigione, Abdullah Ocalan, oggetto di un potente culto della personalit\u00e0, comunica istruzioni dalla sua prigione turca su un\u2019isola nel Mar di Marmara. La dirigenza militare del PKK opera da una roccaforte sulle montagne di Qandil nell\u2019Iraq settentrionale, una delle grandi fortezze naturali del mondo. La maggior parte dei suoi combattenti che si stima siano 7.000, si sono ritirati dalla Turchia in base ai termini di un cessate il fuoco del 2013, e oggi si spostano da un campo all\u2019altro nelle profonde gole e valli della zona di Qandil. Sono molto disciplinati e seriamente impegnati nella causa del nazionalismo curdo: questo li ha messi in grado di intraprendere una guerra per tre decenni contro l\u2019enorme armata turca, sempre imperterriti malgrado le perdite devastanti che hanno sofferto. Il PKK, come l\u2019Isis, enfatizza il martirio: i combattenti caduti vengono seppelliti in cimiteri di cui ci si prende attenta cura, pieni di cespugli di rose in alto sulle montagne, con lapidi elaborate sulle tombe. Immagini di Ocalan sono dappertutto: 6 o 7 anni fa, ho visitato un villaggio a Qandil, occupato dal PKK; in alto, al di sopra\u00a0 di questo c\u2019era un enorme immagine di Ocalan dipinto su una pietra colorata e appoggiata sul fianco di una montagna vicina. E\u2019 una delle poche basi della guerriglia che possono essere viste dallo spazio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Siria e l\u2019Iraq sono pieni di eserciti e milizie che non combattono nessuno che possa reagire, ma il PKK e i suoi affiliati siriani, il PYD e l\u2019YPG, sono diversi. Spesso criticati dagli altri curdi, in quanto stalinisti e antidemocratici, hanno almeno la capacit\u00e0 di combattere per le loro proprie comunit\u00e0. La serie di vittorie dello Stato islamico contro forze superiori all\u2019inizio di quest\u2019anno, e avvenuta perch\u00e9 l\u2019Isis combatteva i soldati, come quelli dell\u2019esercito iracheno, che hanno il morale basso e scarsamente forniti di armi, munizioni e cibo, per colpa di comandanti incompetenti e corrotti, molti dei quali \u00e8 probabile che fuggano. Quando poche migliaia di combattenti dell\u2019Isis hanno invaso Mosul in giugno, in teoria affrontavano 60.000 soldati e poliziotti iracheni. La cifra reale, per\u00f2, era probabilmente un terzo di quella: il resto erano soltanto nomi sulla carta, con gli ufficiali si intascavano i salari, oppure esistevano ma consegnavano met\u00e0 della loro paga\u00a0 ai loro comandanti con la contropartita di non andare mai vicino a una caserma. Non molte cose sono migliorate nei quattro mesi dopo la caduta di Mosul il 9 giugno. Secondo un politico iracheno, una recente ispezione ufficiale di una divisione blindata irachena \u2018che doveva avere 120 carri armati e 10.000 soldati, ha rivelato che aveva 68 carri armati e soltanto 2000 soldati\u2019. Neanche i peshmerga curdi iracheni \u2013 letteralmente \u2018coloro che affrontano la morte\u2019 \u2013 sono immensamente efficaci. Spesso sono considerati come soldati migliori dei soldati nell\u2019esercito iracheno, ma la loro reputazione l\u2019hanno ottenuta trenta anni fa quando combattevano Saddam;\u00a0 da allora non hanno combattuto molto, tranne che nelle guerre civili curde. Anche prima di essere\u00a0 \u00a0sconfitti dall\u2019Isis a Sinjar in agosto, un osservatore attento dei peshmerga si \u00e8 riferito a loro derisoriamente come \u2018pesca melba\u2019; ha detto che erano \u2018buoni soltanto a fare imboscate in montagna.\u2019<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il successo dello Stato Islamico \u00e8 stato aiutato non soltanto dall\u2019incompetenza dei suoi nemici, ma anche dalle divisioni evidenti tra di loro. John Kerry si vanta di aver messo insieme una coalizione di 60 paesi tutti\u00a0 impegnate a opporsi all\u2019Isis, ma dall\u2019inizio \u00e8 stato chiaro che molti membri importanti non erano molto preoccupati della minaccia dell\u2019Isis. Quando a settembre\u00a0 sono iniziati\u00a0 i bombardamenti della Siria, Obama ha annunciato con orgoglio che l\u2019Arabia Saudita, la Giordania, gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar, il Bahrein, e la Turchia si univano tutti agli Stati Uniti come partner militari contro l\u2019Isis. Ma, come sapevano gli americani,\u00a0 questi erano tutti stati sunniti che avevano svolto un ruolo fondamentale\u00a0 nell\u2019incoraggiare l\u2019Isis in Siria e in Iraq. Questo era un problema politico per gli Stati Uniti, come ha rivelato Joe Biden con imbarazzo dell\u2019amministrazione in un discorso ah Harvard del 2 ottobre. Ha detto che la Turchia, l\u2019Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, avevano promosso \u2018una guerra per procura sunnita-sciita\u2019 in Siria e che \u2018riversavano centinaia di milioni di dollari e diecine di migliaia di armi a chiunque avrebbe combattuto contro Assad \u2013 tranne che le persone che venivano cos\u00ec rifornite erano al-Nusra e al-Qaida e gli elementi estremisti jihadisti provenienti da altre parti del mondo\u2019. Ha ammesso che i ribelli siriani moderati, presumibilmente fondamentali per la politica statunitense in Siria, erano una forza militare trascurabile. Biden ha in seguito chiesto scusa per le sue parole, ma quello che ha detto era palesemente vero e riflette quello che l\u2019amministrazione a Washington crede realmente. Sebbene abbiano espresso\u00a0 indignazione\u00a0 per la franchezza di Biden, gli alleati sunniti dell\u2019America hanno rapidamente confermato i limiti della loro collaborazione. Il principe al-Waleed bin Talal al-Saud, un ricco uomo di affari e membro della famiglia reale saudita, ha detto: \u2018L\u2019Arabia Saudita non sar\u00e0 coinvolta direttamente nel combattere l\u2019Isis in Iraq o in Siria, perch\u00e9 questo in realt\u00e0 non colpisce esplicitamente il nostro paese.\u2019 In Turchia, Erdo\u011fan ha detto che per quanto lo riguardava, il PKK era cattivo tanto quanto l\u2019Isis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esclusi da questa bizzarra coalizione vi erano quasi tutti coloro che combattevano davvero l\u2019Isis, compreso l\u2019Iran, l\u2019esercito siriano, i curdi siriani, e le milizie sciite in Iraq. Questo casino \u00e8 andato in gran parte a vantaggio dello Stato Islamico, come \u00e8 stato dimostrato da un incidente avvenuto nell\u2019Iraq settentrionale all\u2019inizio di agosto, quando Obama ha mandato forze speciali degli Stati Uniti al Monte Sinjar per monitorare il pericolo per migliaia di Yazidi intrappolati l\u00ec. Etnicamente curdi, ma con una loro propria religione non islamica, gli Yazidi erano fuggiti dalle loro citt\u00e0 piccole e grandi per sfuggire al massacro e alla schiavit\u00f9 da parte dell\u2019Isis. I soldati degli Stati Uniti sono arrivati con gli elicotteri e sono sorvegliati in maniera efficiente e sono stati portati a fare un giro da miliziani curdi in uniforme. Ma subito dopo gli Yazidi, che avevano sperato di essere soccorsi o almeno aiutati dagli americani \u2013 sono rimasti inorriditi nel vedere i soldati statunitensi risalire frettolosamente sui loro elicotteri e andarsene via. Il motivo della loro rapida partenza, \u00e8 stato in seguito rivelato a Washington, \u00e8 stato che l\u2019ufficiale responsabile del distaccamento statunitense aveva parlato con le sue guardie curde\u00a0 e aveva scoperto che quelli non erano i peshmerga amici degli Stati Uniti, appartenenti al Governo Regionale del Kurdistan, ma combattenti del PKK \u2013 ancora elencati come \u2018terroristi\u2019 dagli Stati Uniti, malgrado il ruolo centrale che avevano svolto nell\u2019aiutare gli Yazidi e a respingere l\u2019Isis. E\u2019 stato soltanto quando Kobani \u00e8 stata sul punto di \u00a0cadere, che Washington ha accettato di non avere altra scelta se non quella di collaborare con il PYD: era, dopo tutto, l\u2019unica forza efficiente che combatteva ancora l\u2019Isis in modo concreto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E poi c\u2019era il problema turco. Gli aerei statunitensi che attaccavano le forze dell\u2019Isis a Kobani hanno dovuto volare per 1.200 miglia dalle loro basi nel Golfo perch\u00e9 la Turchia non permetteva l\u2019uso della base aerea di Incirlik, situata ad appena cento miglia da Kobani. Non impedendo che i rinforzi, le armi e le munizioni arrivassero all\u2019Isis a Kobani, Ankara dimostrava che avrebbe preferito che l\u2019Isis occupasse la citt\u00e0: qualunque cosa era migliore che il PYD. La posizione della Turchia era stata chiara fin dal luglio 2012, quando l\u2019esercito siriano, sotto la pressione dei ribelli in altri luoghi, si \u00e8 ritirato dalle principali zone curde. I curdi siriani, a lungo perseguitati da Damasco ed emarginati politicamente, improvvisamente hanno ottenuto di fatto l\u2019autonomia per l\u2019autorit\u00e0 crescente del PKK. Siccome vivono per lo pi\u00f9 lungo il confine con la Turchia \u2013 un\u2019area strategicamente importante per l\u2019Isis \u2013 i curdi sono diventati inaspettatamente protagonisti nella lotta per il potere in una Siria in via di disintegrazione. Questo per i turchi \u00e8 stato un\u2019evoluzione sgradita dei fatti. Le organizzazioni politiche e militari dominanti dei curdi siriani erano rami del PKK e obbedivano a istruzioni da parte di Ocalan e della dirigenza militare di Qandil. Gli insorti del PKK che avevano combattuto tanto a lungo \u00a0per una qualche forma di autogoverno in Turchia, ora governavano un quasi-stato in Siria centrato nelle citt\u00e0 di Qamishili, Kobani e Afrin. Gran parte della regione siriana di confine era probabile che rimanesse nelle mani dei curdi, dato che il governo siriano e i suoi oppositori erano entrambi troppo deboli per fare qualche cosa al riguardo. Ankara non \u00e8 forse la giocatrice di scacchi esperta per collaborare con l\u2019Isis per infrangere il potere curdo, come credono i teorici della cospirazione, ma ha visto il vantaggio per se stessa di permettere all\u2019Isis di indebolire i curdi siriani. Non \u00e8 stata mai una politica molto lungimirante: se l\u2019Isis riuscir\u00e0 a \u00a0impadronirsi di Kobani e quindi a umiliare gli Stati Uniti, il presunto alleato degli americani, la Turchia, sembrerebbe in parte responsabile dopo aver isolato la citt\u00e0. In questo caso, il cambiamento di corso della Turchia \u00e8 stato veloce in modo imbarazzante. Poche ore dopo che Erdo\u011fan aveva detto che la Turchia non avrebbe aiutato i terroristi del PYD, veniva dato il permesso ai curdi dell\u2019Iraq di rafforzare i combattenti del PYD a Kobani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il voltafaccia della Turchia \u00e8 stato il pi\u00f9 recente di una serie di calcoli sbagliati che aveva fatto circa gli sviluppi in Siria fin dalla prima insurrezione contro Assad nel 2011. Il governo di Erdo\u011fan avrebbe potuto mantenere l\u2019equilibrio di potere tra Assad e i suoi oppositori, ma invece si \u00e8 convinto che Assad \u2013 come Gheddafi in Libia, sarebbe stato inevitabilmente spodestato. Quando questo non \u00e8 accaduto, \u00a0Ankara ha dato il suo appoggio ai gruppi jihadisti finanziati dalle monarchie del Golfo: questi comprendevano al-Nusra, l\u2019affiliato siriano di al-Qaida e l\u2019Isis. La Turchia ha svolto pi\u00f9 o meno \u00a0lo stesso ruolo nell\u2019appoggiare gli jihadisti in Siria che aveva avuto il Pakistan nell\u2019appoggiare i talebani in Afghanistan. Gli jihadisti stranieri stimati in 12.000 che combattono in Siria, riguardo ai quali c\u2019\u00e8 cos\u00ec tanta apprensione in Europa e negli Stati Uniti, sono entrati quasi tutti attraverso quella diventata nota come \u2018l\u2019autostrada degli jihadisti\u2019, usando i punti di attraversamento del confine turco mentre le guardie facevano finta di non vedere. Nella seconda met\u00e0 del 2013, quando gli Stati Uniti facevano pressioni sulla Turchia, l\u2019accesso a queste strade \u00e8 diventato pi\u00f9 difficile, ma i militanti dell\u2019Isis \u00a0attraversano ancora la frontiera senza troppa difficolt\u00e0. L\u2019esatta natura dei rapporti tra i servizi segreti turchi con l\u2019Isis e al-Nusra, rimane vago, ma ci sono forti prove di un certo grado di collaborazione. Quando i ribelli siriani\u00a0 guidati da al-Nusra, all\u2019inizio di quest\u2019anno si sono impadroniti della citt\u00e0 armena di Kassab, situata nel territorio nelle mani\u00a0 del governo siriano, \u00e8 sembrato che i turchi avessero permesso loro di operare dall\u2019interno del territorio turco. E\u2019 stato misterioso anche il caso dei 49 membri del Consolato turco a Mosul che sono rimasti nella citt\u00e0 mentre veniva presa dall\u2019Isis.; sono stati tenuti in ostaggio a Raqqa, la capitale siriana dello Stato Islamico, poi rilasciati inaspettatamente dopo 4 mesi in cambio dei prigionieri dell\u2019Isis tenuti in Tuchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se Erdo\u011fan avesse scelto di aiutare i curdi intrappolati a Kobani invece che isolarli, avrebbe potuto rafforzare il processo di pace tra il suo governo e i kurdi turchi. Invece le sue azioni hanno provocato proteste e tumulti da parte dei curdi in tutta la Turchia; in citt\u00e0 e villaggi dove non c\u2019erano state dimostrazioni curde nella storia recente sono stati bruciati dei copertoni e sono state uccise 44 persone. Per la prima volta in due anni, velivoli militari turchi hanno colpito posizioni del PKK nel sud-est del paese. Sembra che Erdo\u011fan abbia sprecato uno dei \u00a0principali successi dei suoi anni al potere: gli inizi di una fine negoziata dell\u2019insurrezione armata curda. L\u2019ostilit\u00e0 etnica e le violenze tra turchi e curdi sono ora aumentate. La polizia ha represso le dimostrazioni contro l\u2019Isis ma ha lasciato stare le dimostrazioni a favore dell\u2019Isis. Circa 72 profughi che erano fuggiti in Turchia da Kobani, sono stati rimandati nella loro citt\u00e0. Quando 5 membri del PYD sono stati arrestati dall\u2019esercito turco, sono stati definiti dai militari come \u00a0\u2018terroristi separatisti\u2019. Ci sono state esplosioni di isterismo da parte dei sostenitori di Erdo\u011fan: il sindaco di Ankara, Melih G\u00f6k\u00e7ek ha scritto in un tweet che \u2018ci sono persone nell\u2019est che si fanno passare per curdi ma che in realt\u00e0 sono in origine armeni atei.\u2019 I media turchi, sempre pi\u00f9 condiscendenti al governo o impauriti da esso, hanno minimizzato la gravit\u00e0 delle dimostrazioni. La CNN turca, famosa per aver trasmesso l\u2019anno scorso un documentario sui pinguini al culmine delle dimostrazioni di Gezi Park, ha scelto di far vedere un documentario sulle api da miele durante le proteste dei curdi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che grande botta sarebbe per l\u2019Isis se non riuscisse a catturare Kobani? La sua reputazione di aver sempre sconfitto i suoi nemici ne sarebbe danneggiata, ma ha dimostrato che pu\u00f2 resistere\u00a0 agli attacchi aerei degli Stati Uniti anche quando le sue forze sono concentrate in un solo posto. Il califfato dichiarato da Abu Bakr al-Baghdadi il\u00a0 29 giugno si sta ancora espandendo: le sue pi\u00f9 grandi vittorie, nella provincia di Anbar,\u00a0 gli hanno dato un altro quarto di Iraq. In settembre, una serie di attacchi ben pianificati, hanno visto l\u2019Isis catturare il territorio attorno a Fallujah, 40 miglia a ovest di Baghdad. Un campo dell\u2019esercito iracheno a Saqlaawwiyah, \u00e8 stato assediato per una settimana e invaso: 300 soldati dell\u2019esercito iracheno sono stati uccisi. Come in passato, l\u2019esercito si \u00e8 dimostrato incapace di organizzare un\u2019efficace controffensiva malgrado l\u2019appoggio degli attacchi aerei statunitensi. Il 2 ottobre, l\u2019Isis ha lanciato una serie di attacchi che hanno occupato Hit, una citt\u00e0 a nord di Ramadi, lasciando nelle mani del governo soltanto un\u2019unica base dell\u2019esercito nella zona. Oggi le forze dell\u2019Isis sono vicinissime alle enclave sunnite a Baghdad ovest: finora queste sono rimaste tranquille, sebbene ogni altra area sunnita\u00a0 nel paese sia stata in subbuglio. Secondo i prigionieri dell\u2019Isis, le cellule dell\u2019Isis in citt\u00e0 sono in attesa di sollevarsi in coordinamento con un attacco da fuori la capitale. Forse l\u2019Isis non \u00e8 capace di impadronirsi di tutta Baghdad, una citt\u00e0 di 7 milioni di persone (la maggioranza sciita), ma potrebbe prendere le aree sunnite e causare panico in tutta la capitale. Nei ricchi distretti misti come al-Mansolur\u00a0 a Baghdad ovest, met\u00e0 degli abitanti sono partiti per la Giordania o per il Golfo perch\u00e9 si aspettano un assalto dell\u2019Isis. \u201cPenso che l\u2019Isis attaccher\u00e0 Baghdad anche solo per impadronirsi delle enclave sunnite,\u2019 ha detto un residente. Se manterranno anche parte della capitale, aggiungeranno credibilit\u00e0\u00a0 alla loro affermazione di aver stabilito uno stato.\u2019 Nel frattempo il governo e i media locali tenacemente minimizzano la gravit\u00e0 della minaccia di un\u2019invasione dell\u2019Isis per impedire una fuga di massa nelle zone sciite pi\u00f9 sicure nel sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sostituzione del governo corrotto e non funzionante di Nouri al-Maliki con quello di Haider al-Abadi, non ha fatto grande differenza, come piacerebbe ai suoi sostenitori stranieri. Poich\u00e9 l\u2019esercito non si sta comportando meglio di prima, le principali forze combattenti che deve affrontare l\u2019Isis, sono le milizie sciite. Altamente settarie e spesso criminalizzate, stanno combattendo duramente contro Baghdad per respingere l\u2019Isis e ripulire le zone miste dalla popolazione sunnita. I Sunniti sono spesso presi ai posti di controllo, trattenuti per riscatti di\u00a0 diecine di migliaia di dollari,\u00a0 e di solito uccisi quando viene pagato il denaro. Amnesty International dice che le milizie, compresa la Brigata Badr e il gruppo paramilitare Asaib Ahl al Haq, operano con totale immunit\u00e0; ha accusato il governo dominato dagli sciiti di \u2018aprovare i crimini di guerra\u2019. Dato che il governo iracheno e gli Stati Uniti stanno sborsando grosse somme di denaro agli uomini di affari, ai leader tribali e a chiunque altro che dice che combatter\u00e0 l\u2019Isis, i signori della guerra sono di nuovo in aumento: da giugno sono stati creati tra i venti e i trenta nuovi miliziani. Questo significa che i sunniti iracheni non hanno altra scelta che restare fedeli all\u2019Isis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019unica alternativa \u00e8 il ritorno dei feroci miliziani sciiti che sospettano tutti i sunniti di appoggiare lo stato islamico. Essendosi appena ripreso dall\u2019ultima guerra, l\u2019Iraq sta venendo rovinato da una nuova. Qualsiasi cosa avvenga a Kobani, l\u2019Isis non imploder\u00e0. L\u2019intervento straniero accrescer\u00e0 soltanto il livello di violenza e la guerra tra sunniti e sciiti acquister\u00e0 forza, senza che se ne veda la fine.<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/zcomm.org\/znetarticle\/whose-side-is-turkey-on\">http:\/\/zcomm.org\/znetarticle\/whose-side-is-turkey-on<\/a><\/p>\n<p>Originale: London Review of Books<\/p>\n<p>Traduzione di Maria Chiara Starace<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Patrick Cockburn Durante l\u2019estate l\u2019Isis \u2013 Stato Islamico di Iraq e Siria \u2013 ha sconfitto l\u2019esercito iracheno, l\u2019esercito siriano, i ribelli siriani, e i peshmerga curdi dell\u2019Iraq; ha stabilito uno stato che si estende da Baghdad ad Aleppo 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