{"id":144874,"date":"2014-11-01T15:28:19","date_gmt":"2014-11-01T15:28:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=144874"},"modified":"2014-11-01T15:48:27","modified_gmt":"2014-11-01T15:48:27","slug":"il-meglio-di-pressenza-dal-26-ottobre-al-1-novembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/11\/il-meglio-di-pressenza-dal-26-ottobre-al-1-novembre\/","title":{"rendered":"Il meglio di Pressenza dal 26 ottobre al 1 novembre"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.pressenza.com\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/burkina-faso.si_.jpg\" width=\"690\" height=\"388\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><b>I nostri articoli<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/10\/cronache-dal-burkina\/\" target=\"_blank\"><strong>Cronache dal Burkina<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Stefano Dotti <\/strong>per IoMondo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi\u00a0 sono svegliato presto oggi. Ieri c\u2019\u00e8 stata la rivoluzione. Adesso si deve tornare a sopravvivere. In citt\u00e0 c\u2019\u00e8 calma ma per il quarto giorno i negozi sono chiusi e in casa scarseggiano i viveri. Fortunatamente ci accorgiamo di non aver mangiato nulla ieri, il giorno della rivoluzione, dopo 27 anni di paziente sopportazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco tempo fa,\u00a0 prima in Costa d\u2019Avorio, poi in Mali ci sono stati massacri.\u00a0 Qui no. L\u2019esercito ha festeggiato con la popolazione, la polizia si \u00e8 rifiutata di aprire il fuoco sulla gente e si \u00e8 ritirata. Nessuno ha fatto appello alla guerra tra etnie o religioni. Lo ripeto da anni. Il Burkina \u00e8 un paese paradossalmente laico. Fatalista, animista ma laico.\u00a0\u00a0 Tutte le manifestazioni sono state convocate in nome della disobbedienza civile e si \u00e8 fatto appello alla sollevazione popolare. \u00a0Dio e Allah sono rimasti tranquilli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Video:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/PeuuTzZbPOA\" height=\"315\" width=\"420\" allowfullscreen=\"\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/10\/iraq-attentati-baghdad-e-jurf-al-sakhar\/\" target=\"_blank\">Iraq: attentati a Baghdad e Jurf al-Sakhar<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Redazione Italia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un attentatore suicida ha ucciso almeno 27 miliziani sciiti luned\u00ec al di fuori della citt\u00e0 irachena di al-Jurf Sakhar, dopo che durante il fine settimana le forze di sicurezza avevano spinto i militanti dell\u2019IS fuori della zona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019autobomba a Baghdad ha invece ucciso 15 persone. Secondo il quotidiano Daily Star, l\u2019attentatore era alla guida di un veicolo imbottito di esplosivo e probabilmente rubato alle truppe governative. L\u2019attacco \u00e8 avvenuto su una strada con negozi e ristoranti nel distretto di Karrada, sede sia musulmani sunniti, sciiti e altri gruppi etnici. Tra i feriti anche 60 miliziani sciiti, che avevano aiutato le forze governative a riconquistare la citt\u00e0 appena a sud della capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tenere Jurf al-Sakhar \u00e8 fondamentale per le forze di sicurezza irachene, che sono riuscite a scacciare lo Stato Islamico dopo mesi di combattimenti ed \u00e8 alta la necessit\u00e0 di capitalizzare la loro vittoria per tenere i militanti lontano da Baghdad.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/10\/ucraina-vince-lastensionismo-boicottaggio\/\" target=\"_blank\">Ucraina: vince l&#8217;astensionismo e il boicottaggio<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Redazione Italia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre il Presidente uscente Poroscenko dichiara \u201cEntro 10 giorni dobbiamo creare il miglior governo possibile per l\u2019Ucraina. Un governo in grado di affrontare le pesanti sfide cui siamo confrontati\u201d dichiarando cos\u00ec i filo-europei come vincitori i dati sull\u2019enorme astensione spariscono dalla vista dei grandi media.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle 16 di domenica aveva votato il 40% degli aventi diritto ma se si andava a vedere le zone contestate e indipendentiste le percentuali scendevano fino al 25% segno che l\u2019appello al boicottaggio delle elezioni ha avuto un significativo riscontro. Alla fine avrebbe votato appena il 52%. Come parlare di \u201cvittoria della democrazia\u201d come si sono affrettati a fare i principali vincitori?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/11\/cucchi-massacrato-di-botte-nessuno-e-colpevole\/\" target=\"_blank\"><strong>Cucchi massacrato di botte. Nessuno \u00e8 colpevole<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Silvia Sequi<\/strong>\u00a0 per AvantiOnline<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNon ci arrenderemo mai finch\u00e9 non avremo giustizia\u201d. Questo il commento, tra le lacrime, dei genitori di Stefano Cucchi, dopo la lettura della sentenza della Corte d\u2019Appello di Roma che ha assolto tutti gli imputati, compresi i medici. Il procuratore generale, Mario Remus aveva avanzato la richiesta di condannare tutti gli imputati, non solo dunque i medici, ma anche agenti e infermieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMio fratello \u00e8 morto di giustizia, di una giustizia che \u00e8 malata\u201d. Questo il commento di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano. \u201cMio fratello \u00e8 morto 5 anni fa in questo stesso Tribunale, in una udienza direttissima di magistrati che non hanno visto le sue condizioni, le condizioni di un ragazzo che dopo sei giorni si \u00e8 spento tra dolori atroci, come un cane\u201d ha aggiunto la donna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/10\/ragioni-gezi-kobane\/\" target=\"_blank\"><strong>Le ragioni di Gezi e Kobani<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Murat Cinar<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le ragioni della violenza fisica, economica e politica che hanno coinvolto e che, tuttora, continuano a portare in piazza ogni giorno una buona parte della Turchia sono alla base della resistenza dei popoli di Kobane. La rivolta del Parco Gezi ha coinvolto circa 3 milioni di persone in 79 citt\u00e0 della Turchia. Sono morte 10 persone, pi\u00f9 di 5 mila persone sono rimaste ferite e circa altre 5 mila persone sono state arrestate. Durante le manifestazioni solidali a Kobane 46 persone hanno perso la loro vita, 682 persone sono rimaste ferite e 1974 persone sono state arrestate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la rivolta di Gezi, l\u2019allora Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan aveva accusato i manifestanti di essere dei vandali; ora, anche come Presidente della Repubblica ha utilizzato la stessa parola per definire le persone che manifestavano per Kobane. Il bene privato danneggiato, la bandiera bruciata ed i mezzi della polizia distrutti sono state le principali preoccupazioni del Governo sia nella prima che nella seconda ondata di proteste. Sia nel primo caso che nel secondo i media di mainstream, vicini alla linea politica ed economica del Governo hanno adottato nei titoli e negli articoli le stesse parole di Erdogan e dei suoi colleghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/11\/lettera-appello-noi-le-sorelle-di-reyhaneh-jabbari\/\" target=\"_blank\"><strong>Lettera-appello: \u201cNoi le sorelle di <\/strong><\/a><strong><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/11\/lettera-appello-noi-le-sorelle-di-reyhaneh-jabbari\/\" target=\"_blank\"><strong>Reyhaneh Jabbari<\/strong><\/a>\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di AvantiOnline<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giovedi sera a Roma un gruppo di parlamentari ha fatto una fiaccolata davanti all\u2019ambasciata iraniana a Roma per protestare contro l\u2019impiccagione, avvenuta sabato 25, di una giovane donna, Reyhaneh Jabbari, \u201ccolpevole\u201d di aver ucciso il suo stupratore. L\u2019esecuzione \u00e8 avvenuta nonostante le proteste giunte ai governanti iraniani da tutto il mondo sia per la ferocia della sentenza, sia per i consistenti dubbi sulla regolarit\u00e0 del processo e la qualit\u00e0 delle indagini. Reyhaneh Jabbari si era sempre difesa sostenendo che un altro uomo aveva ucciso il suo assalitore dopo la violenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La delegazione di parlamentari, di cui faceva parte Pia Locatelli, ha espresso \u2018sofferenza e sdegno\u2019 in una lettera inviata all\u2019ambasciatore iraniano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abRisuonano nel mondo, risuonano \u201cdi fronte al tribunale di Dio\u201d le ultime parole di Reyhaneh Jabbari, la giovane donna impiccata all\u2019alba di sabato 25 ottobre nel suo Paese per ordine della Corte Suprema.<br \/>\nRisuonano nel nostro cuore, risuonano nel cuore delle donne di tutto il mondo, le sue parole cos\u00ec cariche di forza e di dignit\u00e0, come un appello perch\u00e9 mai pi\u00f9 il corpo di una donna sia violato, mai pi\u00f9 il potere se ne impadronisca, mai pi\u00f9 la legge sia usata contro la sua libert\u00e0, contro la sua vita\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Le nostre traduzioni<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/10\/gerusalemme-est-il-dimenticato-arsenale-palestinese-sempre-sul-punto-di-esplodere\/\" target=\"_blank\">Gerusalemme Est, il dimenticato arsenale palestinese sempre sul punto di esplodere<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Patricia Simon<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tradotto da Irene Tuzi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tensione tra il popolo palestinese, l\u2019esercito e coloni israeliani cresce a Gerusalemme. L\u2019aumento delle limitazioni imposte ai musulmani credenti per accedere alla moschea di Al-Aqsa, il golpe militare dei quartieri palestinesi dell\u2019Est, la rabbia per gli oltre 2.200 omicidi di questa estate a Gaza cos\u00ec come il numero crescente di vittime civili palestinesi nelle mani dell\u2019esercito israeliano, divampano nella discordia nella citt\u00e0 santa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La citt\u00e0 santa per le tre religioni monoteistiche ha vissuto per settimane uno dei pi\u00f9 alti livelli di militarizzazione dopo la Seconda Intifada. Si verificano cariche della polizia contro i manifestanti palestinesi quasi ogni giorno. Una giovane manifestante palestinese, dopo essere stata picchiata senza alcun motivo, dice visibilmente scossa alla telecamera: \u201cPossono anche vivere sulla luna se vogliono, non ho alcun problema con loro, ma non devono rubare la nostra terra e la nostra moschea. Questo \u00e8 il problema. Sono terroristi. Non ho mai visto nulla di simile a persone come queste. Non hanno cuore\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/10\/liniziativa-sullimpatto-umanitario-delle-armi-nucleari-coinvolge-lassemblea-generale-dellonu\/\" target=\"_blank\"><strong>L\u2019iniziativa sull\u2019impatto umanitario delle armi nucleari coinvolge l\u2019Assemblea Generale dell\u2019ONU<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Human Wrongs Watch<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tradotto da Anna Polo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Dichiarazione Congiunta Congiunta sull\u2019impatto umanitario delle armi nucleari promossa dalla Nuova Zelanda \u00e8 solo l\u2019ultima e la pi\u00f9 forte di una serie di dichiarazioni pronunciate agli incontri sul Trattato di Non-Proliferazione Nucleare, presso l\u2019Assemblea Generale dell\u2019ONU e durante due conferenze multilaterali in Norvegia e in Messico, che puntavano a sottolineare l\u2019impatto umanitario delle armi nucleari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la terza conferenza, prevista per l\u20198-9 dicembre a Vienna, molte persone si chiedono dove tutto questo pu\u00f2 portare. Siamo all\u2019inizio di un processo che condurr\u00e0 a negoziati con l\u2019obiettivo di un trattato che proibisca le armi nucleari?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una cosa \u00e8 certa: l\u2019Iniziativa Umanitaria e il bando delle armi nucleari fanno ormai parte del dibattito multilaterale su questo tipo di armi e il disarmo viene considerato un tema che tutti gli stati hanno la responsabilit\u00e0 di affrontare e sviluppare. Spesso si sente dire che \u201cl\u2019Iniziativa Umanitaria \u00e8 l\u2019iniziativa pi\u00f9 entusiasmante mai lanciata da anni nel campo del disarmo nucleare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/10\/il-mondo-spreca-una-quantita-di-cibo-che-potrebbe-sfamare-2-miliardi-di-persone\/\" target=\"_blank\"><strong>Il mondo spreca una quantit\u00e0 di cibo che potrebbe sfamare 2 miliardi di persone<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Human Wrongs Watch<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tradotto da Francesca Vanessa Ranieri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo spreca una quantit\u00e0 di cibo tale da poter sfamare all\u2019incirca due miliardi di persone, \u00e8 quanto, il 24 ottobre 2014, hanno annunciato le Nazioni Unite in occasione del varo, da parte delle tre agenzie alimentari con sede a Roma, di una piattaforma digitale designata per affrontare il problema emergente dello \u201cspreco alimentare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante una conferenza stampa per l\u2019inaugurazione del progetto, Maria Helena Semedo, Vice Direttore della FAO per le Risorse Naturali, ha evidenziato che risparmiare cibo \u00e8 di vitale importanza dal momento in cui al giorno d\u2019oggi pi\u00f9 di 800 milioni di persone continuano a soffrire la fame.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cRisparmiando cibo, si risparmiano le risorse utilizzate per produrlo. Ridurre gli sprechi e le perdite senza crearne di nuovi dovrebbe essere una priorit\u00e0 per tutti\u201d, afferma la Semedo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/10\/idee-sullarte-nel-simposio-internazionale-del-centro-studi-umanisti\/\" target=\"_blank\"><strong>Idee sull&#8217;arte al Simposio Internazionale del Centro Studi Umanisti<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Redazione Madrid<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tradotto da Fiammetta Maceroni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPer me la musica \u00e8 iniziata come una ricerca di qualcosa di non molto chiaro che poco a poco si \u00e8 definito, approfondito<b>.<\/b> Da un lato nasce dal gusto, dalle sensazioni e dalle esperienze speciali, difficili da spiegare, ma che chiaramente lasciano il desiderio di vivere ancora e ancora una volta senza la sensazione di noia. Cos\u00ec decisi di fare di questo lavoro la mia professione, per potermi sostenere con questa attivit\u00e0 e potermici dedicare in pieno\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abTuttavia sta emergendo sempre pi\u00f9 chiaramente l\u2019importanza dell\u2019arte come l\u2019ingresso in uno stato libero dai vincoli tipici della vita quotidiana, dove tutto tende a ruotare intorno alle preoccupazioni dello sguardo degli altri. E questo si sperimenta facilmente interpretando musica davanti agli altri, soprattutto su uno palcoscenico in cui l\u2019ego cresce dentro se stessi e tutto \u00e8 incentrato<b> <\/b>sul\u2019immagine che si desidera proiettare agli altri\u00bb<b>.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Le nostre interviste<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/10\/storie-palestinesi-la-saggia-lebdewah\/\" target=\"_blank\">Storie palestinesi: la saggia Lebdewah<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Irene Tuzi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Nahr el-Bared ho incontrato anche Lebdewah e mi sono subito innamorata di lei. \u00c8 una donna fantastica, saggia, forte, divertente ed intelligente e allo stesso tempo ironica e dolce. Il pomeriggio ama sedersi su uno stuoino in veranda, bere caff\u00e8 e chiacchierare con le figlie e i vicini. Una sera a casa sua ho avuto una splendida conversazione con lei e le sue figlie, mi ha raccontato della vita che ha vissuto, una vita durissima, e della forza con la quale ha affrontato tutto ci\u00f2 che le \u00e8 capitato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abMi chiamo Lebdewah e sono nata a Zib, un villaggio tra Nahara e Akka, nel nord della Palestina. La vita l\u00ec era bellissima, avevamo la nostra terra, le nostre pecore e lavoravamo la terra e avevamo una vita semplice e bella. Sono arrivata in Libano dopo la Nakba, nel 1948. Avevo 15 anni ed ero incinta a quel tempo. Alcuni giorni prima della Nakba avevamo sentito parlare del massacro del villaggio di Deir Yassin dove case e strade erano state bombardate e la gente massacrata \u2013 incluse donne incinte. Il nostro villaggio era ancora sicuro ma dopo un po\u2019 cominciarono a bombardare anche noi. Bombardavano sulle nostre teste e cominciammo a fuggire come pazzi in da ogni parte senza una direzione ben precisa, non sapevamo dove andare\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl Libano non ci ha mai trattato bene, non mi sono mai sentita a casa qui, ci chiamano profughi, non palestinesi, siamo come fantasmi con le nostre storie. [\u2026] \u00c8 un miracolo che siamo ancora vivi dopo tutto questo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/10\/intervista-roberta-consilvio-iv-simposio-internazionale\/\" target=\"_blank\"><strong>Intervista a Roberta Consilvio sul IV Simposio Internazionale<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Redazione Italia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Roberta Consilvio, membro del Centro Studi Umanisti di Roma, presenta ai microfoni di \u201c<a href=\"http:\/\/www.segnaleradio.net\/\">Segnale Radio<\/a>\u201d il prossimo Simposio Internazionale dal titolo, \u201cAlla scoperta dell\u2019 Essere Umano\u201d dal campo del determinismo alla libert\u00e0, che si terr\u00e0 l\u2019 1-2 novembre al Parco di Studio e Riflessione di Attigliano (Tr).<br \/>\nBuon Ascolto!!!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/10\/elezioni-in-tunisia-punto-vista-opera-nel-paese-nel-settore-microcredito\/\" target=\"_blank\"><strong>Elezioni in Tunisia: il punto di vista di chi opera nel paese nel settore del microcredito<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Dario Lo Scalzo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione della tornata elettorale in Tunisia e dei risultati ufficializzati recentemente, abbiamo intervistato Bodo Lieberam, Direttore Generale di MicroCred Tunisie, operatore del settore del microcredito a livello internazionale e presente da alcuni anni nel paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNelle vesti di Direttore Generale di una societ\u00e0 straniera sono contento dei risultati di queste elezioni. Ha votato il 60% della popolazione ed ha votato per la via democratica. Non ci sono stati attentati o incidenti in occasione del voto e la Tunisia ha dimostrato di volere intraprendere il cammino progressista e quello di una pi\u00f9 stretta relazione con l\u2019Europa e con altri partner. Credo, per\u00f2, che sia importante coinvolgere anche Ennhadha nella formazione governativa\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa maggior parte dei tunisini era molto contenta della \u201crivoluzione\u201d, ma non era pronta n\u00e9 preparata a vivere il post primavera araba. La Tunisia era come quell\u2019adolescente che lascia la casa dei genitori senza sapere veramente come si vive da soli. C\u2019\u00e8 stato molto disordine nell\u2019amministrazione pubblica e tutto andava a rilento. Dopo quasi quattro anni, il paese \u00e8 pi\u00f9 maturo e ha imparato come gestire le cose pi\u00f9 autonomamente\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/10\/emergenza-rifugiati-milano-lesperienza-volontaria\/\" target=\"_blank\"><strong>Emergenza Rifugiati a Milano \u2013 L\u2019esperienza di una volontaria<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Anna Polo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Milano rappresenta una delle tappe del lungo viaggio di migliaia di profughi, soprattutto siriani e palestinesi, verso l\u2019Europa del nord. Met\u00e0 di loro punta a chiedere asilo politico in Svezia. Alla Stazione Centrale vengono accolti dai volontari di SOS ERM (SOS Emergenza Rifugiati Milano). Carlotta Passerini, una di loro, racconta la sua esperienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abSiamo un gruppo di volontari che si occupano dell\u2019accoglienza dei profughi siriani e palestinesi al loro arrivo alla Stazione Centrale. Inizialmente, a giugno, il gruppo era firmato da privati, poi per questioni assicurative il Comune ci ha proposto di iscriverci all\u2019Albo dei Volontari per questo progetto specifico e siamo diventati veri e propri volontari del Comune di Milano\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl mio primo giorno in stazione \u00e8 stato difficile. All\u2019inizio venire in contatto con persone che in Siria vivevano bene, meglio di noi e che ora hanno perso tutto \u00e8 stato straziante. Mi ricordo che quel giorno di giugno ero andata con mia madre in stazione a lasciare borse della spesa piene di cibo e vestiti. Dopo averli distribuiti mi sono fermata a chiacchierare con un ragazzo siriano, di Damasco, che viaggiava con la moglie e la loro bellissima bimba, Sarah, di solo un anno\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/10\/buon-momento-per-potenziare-leconomia-mista-intervista-guillermo-sullings\/\" target=\"_blank\"><strong>Un buon momento per potenziare l\u2019Economia Mista: intervista a Guillermo Sullings<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di Olivier Turquet<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Il libro di Guillermo Sullings \u201cOltre il capitalismo: economia mista\u201d \u00e8 stato appena pubblicato in italiano e l\u2019autore ha in programma un giro di presentazioni in Italia nel mese di novembre.\u00a0Una buona occasione per parlare con lui dei temi del libro e non solo\u2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab Visto in retrospettiva, oggi potrei dire che durante gli ultimi anni non solo i temi trattati sono ancora molto attuali, ma che hanno anche assunto maggiore rilevanza e visibilit\u00e0 per le societ\u00e0 e sono stati analizzati da numerosi specialisti. Se prescindiamo da alcuni riferimenti e dati legati all\u2019epoca e al luogo in cui \u00e8 stato scritto il libro, che ovviamente sono andati cambiando con il passare del tempo, i temi principali sono ancora attuali e le sfide rispetto a ci\u00f2 che bisogna \u00a0trasformare nell\u2019economia sono ogni giorno pi\u00f9 urgenti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab Per dare un maggiore contesto al lettore non specialista, nel libro vengono analizzati i differenti sistemi economici esistenti e si trattano temi fondamentali come il concetto di propriet\u00e0, il lavoro,\u00a0 il consumo, gli investimenti, le finanze, le politiche fiscali, i prezzi e altri argomenti rilevanti per qualsiasi analisi economica. Se per\u00f2 vogliamo riferirci alle proposte centrali io direi che queste sono il concetto di uno Stato Coordinatore, quello di una banca statale senza interessi, la partecipazione dei lavoratori ai guadagni e alla propriet\u00e0 delle imprese, la riformulazione integrale della politica fiscale e un nuovo paradigma di crescita e consumo.\u00a0 Non \u00e8 facile sintetizzare tutti questi temi, ma cercher\u00f2 di ampliare un poco i concetti\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I nostri articoli Cronache dal Burkina Di Stefano Dotti per IoMondo Mi\u00a0 sono svegliato presto oggi. Ieri c\u2019\u00e8 stata la rivoluzione. Adesso si deve tornare a sopravvivere. 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