{"id":144590,"date":"2014-10-30T22:56:16","date_gmt":"2014-10-30T22:56:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=144590"},"modified":"2014-10-30T22:56:16","modified_gmt":"2014-10-30T22:56:16","slug":"successo-tunisia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/10\/successo-tunisia\/","title":{"rendered":"Il successo della Tunisia"},"content":{"rendered":"<p>Di Juan Cole<\/p>\n<p>29 ottobre 2014<\/p>\n<p>I timori che la storica elezione di domenica in Tunisia potesse essere rovinata da violenze commesse dalla minuscola frangia folle del paese, non sono stati confermati. Il governo ad interim del primo ministro Mehdi Jomas ha schierato 80.000 poliziotti e soldati per proteggere i seggi elettorali.<\/p>\n<p>Contrariamente alle notizie che provocano tensione che sentiamo dai mass media, la Tunisia non ha visto molta violenza politica fin dalla Rivoluzione del 2011. Degli 11 milioni di persone della Tunisia (\u00e8 un poco pi\u00f9 popolosa del Michingan), soltanto circa 5.000 si stima che appartengano alla destra fondamentalista di tendenza salafita, e coloro che commettono violenze stanno quasi sparendo. La minuscola organizzazione terrorista Ansar al-Shariah ha lanciato una manciata di attacchi nelle zone rurali del paese, in regioni remote e accidentate. Nel 2013 sono stati commessi dallo stesso gruppo i due raccapriccianti assassinii di politici di estrema sinistra del Piccolo Fronte Popolare. La conseguenza politica di quelle uccisioni \u00e8 stata enorme, come ho descritto nel mio recente libro: The New Arabs: How the Millennial Generation is Changing the Middle East [I nuovi arabi: come la generazione Y sta cambiando il Medio Oriente]. Ma per quanto riguarda persone uccise o gravemente ferite nel corso di violenze politiche, in tutti i 12 mesi passati, il numero \u00e8 stato molto basso.<\/p>\n<p>Nell\u2019ottobre 2011, il partito tunisino della Destra di ispirazione religiosa, al-Nahda (Rinascita) aveva avuto il 37% dei voti, che si sono tradotti nel 42% dei seggi in parlamento. Ha dovuto unirsi in coalizione con un partito di sinistra e con uno laico liberale per formare un governo, mettendo Hamadi Jebali come primo leader liberamente eletto nella storia del paese. Jebali, che \u00e8 ingegnere esperto di energia fotovoltaica e specialista di energia solare, \u00e8 arrivato a molti accordi con i suoi colleghi laici, malgrado il suo tradizionalismo religioso. Quando Shukri Belaid, il capo del Fronte Popolare \u00e8 stato assassinato nel febbraio 2013, milioni di giovani tunisini sono scesi nelle strade a protestare, incolpando la Rinascita di essere tollerante nei confronti dell\u2019estremismo religioso. (Il nocciolo della Rinascita \u00e8 costituito da musulmani religiosi tradizionali, ma ha una destra che essa non avrebbe voluto alienarsi se fosse stata considerata come gruppo che perseguita i credenti devoti).<\/p>\n<p>Jebali pensava che avrebbe dovuto formare un governo di unit\u00e0 nazionale e dare gli incarichi di gabinetto a candidati della sinistra e liberali. Quando il suo Partito della Rinascita \u00e8 diminuito e insisteva di restare al governo, Jebali ha fatto la cosa giusta e si \u00e8 dimesso.<\/p>\n<p>Il suo successore, Ali Larayedh, ha iniziato a inasprire di pi\u00f9 i controlli sull\u2019 Ansar al-Shariah, ma non \u00e8 bastato. Nell\u2019estate del 2013 il gruppo ha ucciso di nuovo, questa volta Mohamed Brahmi del Fronte Popolare. La Tunisia \u00e8 esplosa in mesi di enormi dimostrazioni fatte da organizzazioni giovanili, gruppi di donne e dal sindacato nazionale dei lavoratori. Chiedevano che la Rinascita\/al-Nahda si dimettesse a favore di un governo neutrale di transizione e che si tenessero nuove elezioni. Chiedevano che la costituzione venisse completata e messa ai voti. Chiedevano che non racchiudesse la legge islamica e che donne e uomini avessero uguali diritti. Chiedevano libert\u00e0 di fede e di coscienza. Chiedevano che il governo si impegnasse di pi\u00f9 nella creazione di impieghi per i lavoratori. Hanno continuato a dimostrare per tutta l\u2019estate e l\u2019autunno del 2013. Hanno ottenuto praticamente tutto quello che avevano chiesto. Coloro che pensavano che i movimenti giovanili tunisini fossero finiti nel 2012, hanno avuto una grossa sorpresa.<\/p>\n<p>Nel gennaio 2014 la Tunisia ha avuto una costituzione con il voto dell\u2019assemblea costituente nel parlamento eletto. Un primo ministro tecnocrate, democratico ha avuto l\u2019investitura. Il paese \u00e8 andato verso nuove elezioni. Non ci sono state pi\u00f9 uccisioni, sebbene ci siano state alcuni attacchi fondamentalisti in zone rurali a posti di controllo militari.<\/p>\n<p>I primi resoconti indicano che il nazionalista laico &#8220;Appello della Tunisia&#8221;, forse \u00e8 arrivato prima del partito religioso di destra, Rinascita (al-Nahdah). Questo pu\u00f2 o non pu\u00f2 reggere dato che le risposte arriveranno luned\u00ec, ma sembra probabile che i laici avranno risultati come minimo dignitosi. &#8220;Appello della Tunisia&#8221; \u00e8 incerto perch\u00e9 alcuni dei suoi sostenitori provengono dal vecchio regime che \u00e8 stato rovesciato nel 2011; il fatto che alcuni di loro che non sono accusati di reati di corruzione o di violenza vengano riabilitati, \u00e8 tipico dei compromessi che fa la societ\u00e0 politica tunisina. Dopo tutto, molti Afrikaner (i sudafricani bianchi di origine europea) che facevano parte dell\u2019establishment dell\u2019Apartheid hanno continuato a svolgere ruoli importanti in Sudafrica purch\u00e9 non avessero commesso dei reati; il Sudafrica \u00e8 l\u2019anti-Iraq e per il momento la Tunisia \u00e8 cos\u00ec. I piccoli partiti di sinistra forse prenderanno numeri significativi di seggi, e saranno necessari come soci della coalizione (alla maniera della sinistra tedesca prima della Merkel).<\/p>\n<p>La Tunisia ha prosperato politicamente laddove gli altri stati arabi rivoluzionari hanno virato verso il neo-autoritarismo (Egitto, Bahrein) la decentralizzazione e la lotta tra fazioni (Libya, Yemen) o la guerra civile (Siria). E\u2019 stata aiutata dalle sue istituzioni di vecchia data, dai suoi alti tassi di istruzione, dai suoi potenti sindacati dei lavoratori, e dalla volont\u00e0 di tutti i partiti importanti, compreso il Partito della Rinascita, di arrivare a patti invece che rischiare la guerra civile. (Confrontate questo con la Fratellanza Musulmana avida e imperiosa o con i corpi militari di ufficiali narcisisti in Egitto).<\/p>\n<p>Quando ho intervistato il capo spirituale della Rinascita\/al-Nahda, Rashed Ganoushi, gli ho chiesto se aveva accettato il principio della sovranit\u00e0 popolare (cio\u00e8 il popolo opta che il governo e il suo partito dovrebbero accettare una sconfitta se arrivasse in futuro). Mi ha detto: &#8220;S\u00ec. Perch\u00e9 dovremmo temere la volont\u00e0 del popolo tunisino \u2013 specialmente dal momento che la vasta maggioranza \u00e8 musulmana?&#8221; Questa convinzione che anche i tunisini di mentalit\u00e0 pi\u00f9 laica condividessero ampi valori con i loro connazionali pi\u00f9 religiosi, \u00e8 l\u2019opposto degli impegni intolleranti del tipo pi\u00f9-santo-di-te dei fondamentalisti nell\u2019oriente arabo. Se accade davvero che la Rinascita deve sedersi nei banchi dell\u2019opposizione come opposizione leale per pochi anni, sono assolutamente disposti a farlo. L\u2019instabilit\u00e0 in Libia potrebbe tracimare in Tunisia. Sebbene l\u2019Ansar al-Shariah sia piccola, \u00e8 spietata e ha dimostrato che pu\u00f2 disturbare il paese anche con piccole operazioni (non \u00e8 stato difficile uccidere dei politici di estrema sinistra non sorvegliati da guardie).<\/p>\n<p>Se gli Stati Uniti e l\u2019Europa augurassero seriamente ogni bene alla Tunisia e la lodassero per la notizia di relativo successo, userebbero tutte le risorse disponibili per sostenere la sua transizione democratica. Gli Stati Uniti stanno dando all\u2019Egitto oltre 1 miliardo all\u2019anno per essere un fallimento politico. Non dovrebbe darne anche di pi\u00f9 alla Tunisia? Gli Stati Uniti spenderanno miliardi per sostenere il governo iracheno non funzionante; la Tunisia non merita di pi\u00f9? I giovani e i lavoratori che hanno avuto un ruolo centrale in questo dramma meritano di essere ricompensati con un futuro pi\u00f9 luminoso, dal punto di vista materiale e culturale.<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/zcomm.org\/znetarticle\/the-tunisian-achievement\" target=\"_blank\">http:\/\/zcomm.org\/znetarticle\/the-tunisian-achievement<\/a><\/p>\n<p>Traduzione di Maria Chiara Starace<\/p>\n<p>Traduzione \u00a9 2014 ZNET Italy \u2013 Licenza Creative Commons CC BY NC-SA 3.0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Juan Cole 29 ottobre 2014 I timori che la storica elezione di domenica in Tunisia potesse essere rovinata da violenze commesse dalla minuscola frangia folle del paese, non sono stati confermati. 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