{"id":1445172,"date":"2021-10-07T14:10:16","date_gmt":"2021-10-07T13:10:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1445172"},"modified":"2021-10-07T14:19:34","modified_gmt":"2021-10-07T13:19:34","slug":"crimini-di-guerra-in-tempo-di-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/10\/crimini-di-guerra-in-tempo-di-pace\/","title":{"rendered":"Crimini di guerra in tempo di pace"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" align=\"left\"><em>Pubblichiamo la relazione \u00a0di Marilina Rachel Veca, coinvolta da Wilpf Italia in occasione di un evento di avvicinamento alla Pre COP26 sul tema Militarismo e contaminazione ambientale.<\/em><\/p>\n<div><em>Marilina Rachel Veca \u00e8 membro onorario dell&#8217;associazione Vittime Militari e Familiari delle Vittime, e membra dell&#8217;Associazione Nazionale Vittime Uranio Impoverito.<\/em><\/div>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Questa \u00e8 una storia complessa e misconosciuta che deve essere raccontata, una storia tessuta da tante persone che compongono e scompongono il loro dolore in un mosaico antico e doloroso, quotidiano e infinito; \u00e8 una storia dove la terra \u00e8 protagonista, la terra antica e madre, che ora improvvisamente sembra uccidere i suoi figli.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">\u00c8 un viaggio che incontra molte e differenti forme di resistenza al potere che schiaccia e annulla: un viaggio dentro le piccole storie di gente comune, non solo dentro le storie di militari e di missioni, noi parliamo di vita quotidiana, dell\u2019agonia della terra, una terra che raffigura un paesaggio interiore, collettivo e individuale dove si svolge &#8211; inascoltata, sottovalutata, incompresa &#8211; una grande tragedia umana. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">E questa tragedia \u00e8 fatta di uomini, di terra e di volti; una tragedia che si svolge in paesi e territori che a un tratto si mettono a produrre morte, una morte atroce e silenziosa: l\u2019istituzione militare dal volto benefico \u2013 quelle missioni chiamate \u201cumanitarie\u201d che si traducono in occupazioni armate, quei poligoni che \u201coffrono\u201d lavoro a tanti giovani &#8211; nasconde la sua maschera venefica e stende la sua ombra sul territorio come una sorta di Fortezza Bastiani inamovibile, impenetrabile nel coprire ipocrisie e menzogne, nel proteggere &#8211; costi quel che costi &#8211; la propria inviolabilit\u00e0, senza curarsi di quelli che si ammalano e muoiono. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Le missioni \u201cumanitarie\u201d che dovrebbero portare pace e portano solo distruzione e nuovi, proficui per alcuni, assetti economici, i poligoni che producono morte, quei poligoni che dovevano portare ricchezza e sicurezza. In tanti sono coinvolti, in tanti tacciono: militari, veterinari, uomini d\u2019affari, politici, strutture di sicurezza privata, industrie di armamenti legati dal grande business della produzione bellica. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Quanti misteri ruotano intorno ai Poligoni? <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Nel Poligono di Quirra, il pi\u00f9 grande della Nato in Europa, c&#8217;\u00e8 l\u2019uranio 238, l\u2019assassino silenzioso artefice di questo crimine di guerra in tempo di pace: l\u2019inquinamento bellico, che colpisce sia chi combatte sul campo di battaglia, sia chi vive vicino a quelle basi dove si sperimentano le armi e si fanno esplodere ordigni che ad alte temperature sprigionano questo materiale. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">La terra non uccide, ma questa terra \u00e8 stata espropriata e militarizzata ed ora ospita il 60% delle aree destinate al demanio militare italiano. E questa morte crudele colpisce chi in guerra non c\u2019\u00e8 mai andato e mai ha pensato di andarci: i pastori che pascolano le loro greggi vicino al Poligono, che hanno visto prima nascere agnelli malformati e poi che si sono ammalati e sono morti, cos\u00ec, in pochi mesi, senza sapere perch\u00e9; il personale che lavora nella base e gli agnelli con sei zampe; i bambini nati con malformazioni (a Escalaplano, 2.500 persone, sono una decina) e i giovani malati di leucemia.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Al Poligono vengono in tanti a sperimentare, aziende di armamenti francesi, inglesi, americane che hanno bisogno di testare le loro nuove armi, pagano, sparano e vanno via.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">La base militare promette cibo, carriera, soldi, sicurezza a chi si arruola. Ma cos\u00ec non \u00e8 perch\u00e9 in quella base si sperimentano armi cosiddette non convenzionali, munizioni che impiegano uranio impoverito per aumentare la capacit\u00e0 di penetrazione, armi che portano contaminazione nel profondo della terra, nelle falde acquifere, per anni e anni e anni. Contaminazione e morte.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Il caso uranio impoverito \u00e8 uno dei pi\u00f9 atroci casi di omert\u00e0 e di obnubilamento delle coscienze individuali. Omert\u00e0, indifferenza sociale, protezione ad oltranza dell\u2019intangibilit\u00e0 delle istituzioni. Sul caso pesa l&#8217;oblio del tempo, i depistaggi, le tante inutili commissioni, le menzogne ufficiali e i numeri che non tornano, l&#8217;indifferenza di chi sa e continua a difendere l\u2019Istituzione nella oscena retorica che avvolge \u201ci nostri ragazzi che si sacrificano per la Patria\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">E\u2019 la tragedia quotidiana e dimenticata di una terra che muore coi suoi frutti e i suoi animali, di volti che scompaiono, cos\u00ec nell\u2019oblio.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">C\u2019\u00e8 qualcuno che sa, anzi molti, che hanno la responsabilit\u00e0 di quello che accade ma tacciono, omertosi e criminali, riparati dietro il loro muro di gomma. E di nomi questa morte strisciante in realt\u00e0 ne ha molti: leucemia fulminante, linfoma di Hodgkin, linfoma non Hodgkin, tumori di ogni tipo.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Questa \u00e8 la regione pi\u00f9 militarizzata del mondo: 7.200 ettari di terreno, 75.000 ettari di zone di restrizione dello spazio aereo e della navigazione. Qui la geografia disegna percorsi di morte in un territorio che abbraccia tutti i tipi di paesaggio, terra rocciosa, montagne granitiche, l\u2019estensione trasparente del mare. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Poco tempo abbiamo appreso di un atto della giustizia che, senza retorica, possiamo definire storico: \u00e8 stata pubblicata la sentenza definitiva della Corte d\u2019Appello sul caso di un sottufficiale morto di cancro dopo la missione in Kosovo. \u00c8 sancita \u201cl&#8217;inequivoca certezza\u201d del nesso di causalit\u00e0 tra esposizione alla sostanza tossica e la malattia; \u201c\u00e8 stato dimostrato che i vertici militari conoscevano i pericoli e non hanno fatto nulla per prevenirli\u201d. Silenzi, omissioni e verit\u00e0 nascoste, una vera e propria cortina di omert\u00e0, di deresponsabilizzazione, di morte e sofferenza. Uno spiraglio di luce lo rivela la prima pronuncia della corte d\u2019appello di Roma, definitiva dal 20 maggio 2019, una sentenza shock. La decisione della prima sezione civile della corte d\u2019appello di Roma conferma, come gi\u00e0 accertato dal tribunale, \u201cin termini di inequivoca certezza, il nesso di causalit\u00e0 tra l\u2019esposizione alle polveri di uranio impoverito e la patologia tumorale\u201d e la colpevolezza del Ministero della Difesa. Sanziona inoltre, come gi\u00e0 fatto dal giudice di primo grado, anche la condotta dei vertici delle Forze Armate per aver omesso di informare i soldati \u201ccirca lo specifico fattore di rischio connesso dell\u2019esposizione all\u2019uranio impoverito\u201d. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">L\u2019utilizzo dei proiettili all\u2019uranio impoverito (cosiddetti DU) \u201cera stato confermato dal memorandum del Department of the Army \u2013 Office of Surgeon General\u201d del 16 agosto 1993, \u201cdalla Conferenza di Bagnoli del luglio 1995\u2033, dalla \u201crelazione della commissione d\u2019inchiesta del Senato approvata in data 13 febbraio 2006\u2033 e \u201cdalla deposizione del dottor Armando Benedetti\u201d, esperto qualificato in radio protezione del Cisam (il Centro interforze studi per le applicazioni militari) ascoltato proprio dalla commissione parlamentare in merito all\u2019utilizzo del DU in Kosovo ed alla riscontrata presenza della sostanza nella catena alimentare. Tutti elementi dai quali \u00abpoteva evincersi che il ministero della Difesa fosse a conoscenza dell\u2019esistenza dell\u2019uranio impoverito durante la missione di pace o quanto meno sul serio rischio del suo utilizzo nell\u2019area, nonch\u00e9 degli effetti del DU per la salute umana\u201d. Insomma, secondo i giudici, sussistevano \u201ctutti i requisiti per configurare una responsabilit\u00e0 del ministero della Difesa\u2026 per avere colposamente omesso di adottare tutte le opportune cautele atte a tutelare i propri militari dalle conseguenze dell\u2019utilizzo dell\u2019uranio impoverito\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">L\u2019attuale presidente della Repubblica Sergio Mattarella, prima vice presidente del Consiglio (dal 21 ottobre 1998 al 22 dicembre 1999) e poi ministro della Difesa (dal 22 dicembre 1999 all\u201911 giugno 2001) nei governi D\u2019Alema e Amato, era intervenuto pi\u00f9 volte sulla questione delle munizioni arricchite con uranio impoverito impiegate nella guerra dell\u2019ex Jugoslavia dopo i primi casi di leucemia che avevano iniziato ad abbattersi sui reduci delle missioni nei Balcani\u201d. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Il 27 settembre 2000, Mattarella rispose in Parlamento ad un\u2019interrogazione relativa a due episodi di decessi verificatisi tra i militari italiani. \u201cNel primo caso il giovane, vittima della malattia, non era mai stato impiegato all\u2019estero \u2013 spieg\u00f2 l\u2019allora ministro della Difesa \u2013 Nel secondo caso il giovane militare era stato impiegato in Bosnia, a Sarajevo precisamente, dove non vi \u00e8 mai stato uso di uranio impoverito\u201d. Circostanza poi rivelatasi non vera. Perch\u00e9 in Bosnia, zona di Sarajevo compresa, gli aerei americani scaricarono circa 11.000 proiettili all\u2019uranio impoverito. E lo stesso Mattarella lo ammise, tre mesi dopo, il 21 dicembre 2000.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Il 10 gennaio 2001, Mattarella disse in Senato: \u201cPer quanto riguarda il Kosovo, come \u00e8 noto da allora, la Nato, nel maggio 1999, ha fatto sapere di aver utilizzato in quella regione munizionamento all\u2019uranio impoverito\u2026 L\u2019ingresso delle nostre truppe in Kosovo \u00e8 avvenuto successivamente alla notizia pubblica \u2013 ripeto \u2013 dell\u2019uso di munizioni all\u2019uranio impoverito\u2026 Di conseguenza, fin dall\u2019ingresso dei nostri militari in Kosovo si sono potute adottare misure di protezione adeguate\u201d. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Ora la sentenza della Corte d\u2019Appello di Roma passata in giudicato ci dice che il vertice militare ha \u201ccolposamente omesso\u201d di adottare misure adeguate per tutelare i soldati. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">E per finire c\u2019\u00e8 il balletto dei numeri: il Ministro della Salute Grillo nel governo Conte 1 ha dichiarato 400 morti e 7.500 malati, vittime di questa guerra subdola e non dichiarata. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">E sui Poligoni dove si sperimentano armi all\u2019uranio impoverito? Nemmeno una parola per quei morti di leucemia, di linfoma, per quei bambini malformati, per i pastori uccisi in pochi mesi da patologie fulminanti, nella loro terra espropriata, ferita, militarizzata, senza neanche sapere perch\u00e9.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">In quella che ancora era Jugoslavia, dal 24 marzo i bombardamenti della NATO si sono abbattuti violentemente per 78 giorni: li chiamavano \u201cbombardamenti umanitari\u201d ma di umano non c\u2019era nulla. Le case sono state bruciate, distrutte, e quelle che non sono state colpite dalle \u201cbombe umanitarie\u201d sono state devastate, vandalizzate, \u201ccannibalizzate\u201d, dai terroristi albanesi dell\u2019UCK. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Padre Sava, dal Monastero di Decani, ricord\u00f2 cos\u00ec nel 2003 la giornata del 24 marzo 1999, che dette inizio alla guerra contro l\u2019allora Jugoslavia: \u201cLa NATO lanci\u00f2 massicci raids contro la Serbia senza l\u2019approvazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e senza che venissero cercate tutte le possibili strade per una stabilizzazione pacifica della situazione da parte della comunit\u00e0 internazionale. Bench\u00e9 la NATO dichiarasse che gli attacchi aerei fossero diretti contro obiettivi militari Yugoslavi e contro il regime di Slobodan Milo\u0161evi\u0107, migliaia di civili di tutte le etnie soffrirono e morirono e vennero definiti &#8220;danni collaterali&#8221;. \u201c <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Dopo oltre vent\u2019anni, il Kosovo \u00e8 un posto invivibile dove prosperano solo traffici illegali, la discriminazione etnica continua ed oltre 250.000 abitanti della Provincia (soprattutto Serbi) non hanno potuto fare ritorno alle loro case nonostante la presenza della NATO, delle Nazioni Unite, e ora di Eulex, nonostante le promesse della comunit\u00e0 internazionale. Inoltre circa 1.500 serbi sono scomparsi e con ogni probabilit\u00e0 oltre 300 serbi sono stati espiantati degli organi finiti nel mercato internazionale degli organi e degli esseri umani, con la totale impunit\u00e0 e noncuranza della cosiddetta comunit\u00e0 internazionale.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Centinaia di Chiese Serbo-Ortodosse sono state ridotte in cenere sotto gli occhi delle truppe internazionali di KFOR oltre a centinaia di oggetti artistici, di quadri, di affreschi; i cimiteri serbi sono stati devastati.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Belgrado, citt\u00e0-bersaglio per gli aerei Nato che, per settantotto giorni, hanno bombardato la Serbia, \u00e8 ancora una citt\u00e0 ferita.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Brucia ancora l\u2019agonia del Kosovo e Metohija, la morte lenta della comunit\u00e0 serba, decisa a restare nella terra del popolo serbo, il Kosovo e Metohija.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">I palazzi sventrati di Belgrado anche oggi ci ricordano l&#8217;altra faccia della guerra, la zona oscura trascurata dai media, la testimonianza di un incubo, la visione allucinata del presente.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">L&#8217;aggressione alla Jugoslavia ha luogo, ufficialmente, dal 24 marzo al 10 giugno 1999 prendendo a pretesto dell&#8217;attacco NATO la cosiddetta Akcija Rachak, ove furono uccisi dalle forze regolari serbe circa 40 militanti appartenenti al terroristico e illegittimo Esercito albanese di liberazione del Kosovo, UCK. Alla guerra di aggressione contro la Jugoslavia condotta dalla NATO partecip\u00f2 con i propri mezzi, aerei, uomini, basi, l\u2019Italia insieme a Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Canada, Spagna, Portogallo, Danimarca, Norvegia, Turchia, Paesi Bassi, Belgio.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Furono impiegati oltre 1.000 aerei da bombardamento e 30 navi da guerra; 2.032 veicoli armati e carri armati; circa 100.000 soldati, 15.000 volontari, 20.000 appartenenti a polizia e polizia penitenziaria.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">I morti ufficialmenti sono stati 1.031 fra militari e poliziotti, 2.500 civili fra cui 89 bambini; circa 2.500 scomparsi perloppi\u00f9 serbi; fra 200.000 e 300.00 serbi costretti a sfollare. 2 soldati Usa morti (non in combattimento) e 3 catturati.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">I mezzi militari distrutti: 1 Apache AH-64 in combattimento e uno fuori combattimento (piloti americani Givvs e Reichert morti); 1 Fighting Falcon f-16 abbattuto; A 10 Thunderbolt 2 abbattuti e 2 danneggiati; 47 aeromobili a pilotaggio remoto (droni); 6 MIG 29 abbattuti; 1 Soko 22 Orao (JU) schiantato; 22 veicoli corazzati di cui 14 carri armati. La Nato ha affermato e poi smentito la cifra di 93 carri armati JU distrutti e 132 APC e 52 pezzi di artiglieria. Le basi aeree e aeroporti militari JU sono stati gravemente danneggiati, Batajnica, Ladevci, Slatina, Golubovci e Dakovia). L\u2019Industria di difesa e struttre militari danneggiate: Utva, Zastava, Cacak, Kraguievac. Oltre a questo la raffineria di petrolio di Pancevo, di Novi Sad, pi\u00f9 ponti, antenne, ferrovie, etc.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Secondo \u201cAzione non violenta\u201c in una lettera pubblicata da Il Manifesto del 7\/4\/99 \u201cun giorno di bombardamenti costa 225 miliardi, quanto il bilancio annuale dell\u2019Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati\u201c.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Secondo Newsweek \u201ele prime tre settimane di guerra sono costate tra i 18 e i 27 milioni di dollari al giorno, cio\u00e8 tra 378 e 567 milioni di dollari.\u201c<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Le distruzioni di beni immobili in JU ammontano a pi\u00f9 di 100 mld; per la Banca Mondiale i costi economici a breve termini della guerra in Kosovo costituirebbero il 2.5% del PIL dell\u2019area balcanica, intorno ai 100 miliardi di dollari.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">I morti per contaminazione da uranio impoverito non sono quantificabili ma sono nell\u2019ordine delle migliaia, sia fra i militari (anche italiani) che fra i civili.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">In totale secondo la Commissione internazionale per le persone scomparse e la Commissione per le persone scomparse della Serbia, e secono il Kosovo Memory Book del 2015 e aggiornamento del 2019, possiamo dire che 13.548 persone sono rimaste uccise o disperse fra gennaio 1998 e dicembre 2000; di questi 10.317 erano civili.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">La Nato per i bombardamenti sulla Jugoslavia fu accusata di genocidio, di terrorismo ambientale, di utilizzo di armi vietate in relazione con il massiccio sforzo bellico della Nato: 38 mila missioni aeree e circa 24 mila bombe, missili, proiettili sparati. Il Tribunale de L\u2019Aja per crimini di guerra nei Balcani prosciolse tutti concludendo che &#8220;non c&#8217;\u00e8 stata alcuna campagna volta a provocare direttamente o incidentalmente vittime civili&#8221;.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Eppure oltre al munizionamento ad uranio impoverito furono usate le bombe a frammentazione, micidiali bombe che esplodono liberando un raggio di schegge letali sono state spesso paragonate, per il modo indiscriminato in cui colpiscono le vittime, alle mine antiuomo. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Sappiamo da organizzazioni non governative operanti in Kosovo che nelle 113 localit\u00e0 colpite nel 1999 dalle forze NATO con munizioni all\u2019uranio impoverito i tumori maligni sono cresciuti del 200%, ovvero che il numero di malati \u00e8 salito da un livello annuo del 1,9% al 5,2%, sappiamo che \u201cin Serbia stiamo assistendo ad un significativo aumento dell\u2019incidenza delle malattie maligne soprattutto nei giovani, mentre nei paesi dell\u2019UE \u00e8 in calo, con una grande percentuale di malati nella fascia d\u2019et\u00e0 compresa tra i 5 e 9 anni, oltre a una maggiore predisposizione a contrarre nel tempo malattie tumorali maligne del sangue\u201d cosi come dichiarato da Darko Laketi\u0107, presidente della Commissione di indagine sulle conseguenze del bombardamento NATO del 1999 sui cittadini serbi.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">I NUMERI DELLA GUERRA NATO CONTRO LA JUGOSLAVIA <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">1 <\/span><span style=\"font-size: large;\">fabbrica chimica colpita a Galenica dalle bombe &#8220;intelligenti&#8221;<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">1 <\/span><span style=\"font-size: large;\">elicottero NATO abbattuto secondo l&#8217;agenzia ufficiale di stampa jugoslava &#8216;Tanjug&#8221; <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">1 <\/span><span style=\"font-size: large;\">ospedale ortopedico distrutto vicino ad una caserma dell&#8217;esercito jugoslavo, alla periferia di Belgrado<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">1 <\/span><span style=\"font-size: large;\">treno colpito durante il bombardamento di un ponte il 12 aprile a Grdelica, Serbia<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">2 <\/span><span style=\"font-size: large;\">centri per profughi colpiti da bombe NATO<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">2 <\/span><span style=\"font-size: large;\">ponti distrutti dai bombardamenti a Novi Sad<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">2 <\/span><span style=\"font-size: large;\">elicotteri Apache aggiunti al contingente attuale<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">2 <\/span><span style=\"font-size: large;\">AMX italiani decollati dalla base di Istrana, Veneto, bombardano Belgrado il 14 aprile<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">3 <\/span><span style=\"font-size: large;\">missili lanciati a meno di 500 metri dall&#8217;antico monastero ortodosso di Gracanica<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">3 <\/span><span style=\"font-size: large;\">i prigionieri di guerra americani catturati dai serbi (negati dagli americani)<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">3 <\/span><span style=\"font-size: large;\">le bombe NATO cadute su Aleksinac, Serbia, secondo l&#8217;agenzia di stampa Tanjug<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">3 <\/span><span style=\"font-size: large;\">caccia Nato abbattuti secondo Belgrado<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">4 <\/span><span style=\"font-size: large;\">AMX italiani decollati dalla base di Istrana, Veneto, il 15 aprile<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">5 <\/span><span style=\"font-size: large;\">missili Tomahawk hanno colpito la fabbrica automobilistica Crvena Zastava<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">5 <\/span><span style=\"font-size: large;\">i bombardamenti della fabbrica Sloboda (Cacak, 145 chilometri a sud di Belgrado), che secondo le autorit\u00e0 jugoslave produce elettrodomestici e secondo la Nato munizioni<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">6 <\/span><span style=\"font-size: large;\">le ore di televisione quotidiane che la NATO chiede di avere a disposizione dal Governo serbo<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">6 <\/span><span style=\"font-size: large;\">missili hanno centrato un deposito di combustibile e una fabbrica di plastica (Pristina)<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">7 <\/span><span style=\"font-size: large;\">missili da crociera caduti su Pristina<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">7 <\/span><span style=\"font-size: large;\">navi da guerra russe che hanno notificato il passaggio alla Turchia dello stretto del Bosforo e arrivare in Adriatico<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">8 <\/span><span style=\"font-size: large;\">bombardieri B52 di stanza in Inghilterra usati fin dal primo giorno<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">9 <\/span><span style=\"font-size: large;\">ponti serbi distrutti dalla NATO al 15 aprile, fonte serba <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">12 <\/span><span style=\"font-size: large;\">morti con l&#8217;abbattimento dell&#8217;elicottero NATO secondo l&#8217;agenzia ufficiale di stampa jugoslava &#8216;Tanjug&#8217; (negati dagli americani) <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">12 <\/span><span style=\"font-size: large;\">i morti civili causati da un missile NATO caduto su alcuni edifici di Aleksinac, Serbia<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">13 <\/span><span style=\"font-size: large;\">raffinerie o depositi di carburante distrutti dalla NATO al 15 aprile 99 <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">17 <\/span><span style=\"font-size: large;\">civili sono rimasti feriti per il bombardamento compiuto la notte scorsa dalla Nato sul complesso petrolchimico di Pancevo, sobborgo di Belgrado<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">18 <\/span><span style=\"font-size: large;\">postazioni missilistiche inviate in Albania<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">18 <\/span><span style=\"font-size: large;\">le esplosioni avvertite a Pristina nella notte tra il 6 e il 7 aprile<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">20 <\/span><span style=\"font-size: large;\">i km. di lunghezza della chiazza di petrolio che che sta scendendo lungo il Danubio, dovuta al bombardamento di una raffineria<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">23 <\/span><span style=\"font-size: large;\">i battaglioni serbi nel Kosovo secondo la NATO al 14 aprile 99<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">24 <\/span><span style=\"font-size: large;\">F-16 americani <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">31 <\/span><span style=\"font-size: large;\">fabbriche serbe distrutte dalla NATO al 15 aprile 99<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">50 <\/span><span style=\"font-size: large;\">Mig 29 : arsenale aeronautico serbo<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">60 <\/span><span style=\"font-size: large;\">aerei sulla &#8220;Enterprise&#8221;<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">75 <\/span><span style=\"font-size: large;\">profughi albanesi del Kosovo morti in seguito a un bombardamento NATO il 14 aprile 99 secondo i serbi<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">119 <\/span><span style=\"font-size: large;\">gli autobus utilizzati per il trasporto degli albanesi nei campi della Nato di Stenkovac e Radusa<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">124 <\/span><span style=\"font-size: large;\">operai feriti durante il bombardamento NATO della fabbrica Zastava a Belgrado<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">138 <\/span><span style=\"font-size: large;\">persone arrestate a Mosca davanti all&#8217;ambasciata americana dopo scontri con la polizia<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">168 <\/span><span style=\"font-size: large;\">albanesi sbarcati in Puglia nella notte tra il 6 e il 7 aprile<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">400 <\/span><span style=\"font-size: large;\">missioni NATO nella notte tra l&#8217;8 e il 9 aprile 99<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">500 <\/span><span style=\"font-size: large;\">morti civili secondo Belgrado al 15 aprile 99<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">1.500 <\/span><span style=\"font-size: large;\">missili NATO secondo Belgrado al 15 aprile 99<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">2.165 <\/span><span style=\"font-size: large;\">i missili a disposizione di Marina e Aviazione NATO<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">4.000 <\/span><span style=\"font-size: large;\">feriti civili secondo Belgrado al 15 aprile 99<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">5.000 <\/span><span style=\"font-size: large;\">tonnellate di esplosivi usati dalla NATO al 15 aprile 99 <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">5.000 <\/span><span style=\"font-size: large;\">unit\u00e0 d&#8217;attacco di terra richieste dal comando USA <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">5.000 <\/span><span style=\"font-size: large;\">uomini di equipaggio sulla portaerei &#8220;Enterprise&#8221;<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">7.300 <\/span><span style=\"font-size: large;\">gli uomini del contingente di Allied Harbour in Albania<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">25.310 <\/span><span style=\"font-size: large;\">albanesi trasferiti nei campi della Nato di Stenkovac e Radusa, a nord di Skopje<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">60.000 <\/span><span style=\"font-size: large;\">i soldati che la NATO ha impiegato a terra per consentire la creazione di una &#8220;zona franca&#8221; in Kosovo in cui far rientrare i profughi, secondo il Financial Times<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">400.000 <\/span><span style=\"font-size: large;\">albanesi che, anche su sollecitazione delle forze NATO, hanno lasciato il Kosovo dal 24 marzo. Dopo il 9 giugno 1999 ne sono rientrati almeno il doppio.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">2.000.000 <\/span><span style=\"font-size: large;\">gli abitanti del Kosovo nel 1998<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">2.500.000 <\/span><span style=\"font-size: large;\">volantini lanciati sul Kosovo dagli aerei NATO esortando militari e paramilitari serbi a rientrare in caserma.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Balcani, ma anche ovviamente<\/span><i> <\/i><span style=\"font-size: large;\">Iraq, Somalia, Afghanistan: sono i territori in cui migliaia di civili e militari sono stati inconsapevolmente esposti all\u2019uranio impoverito ed alle nano particelle di metalli pesanti rilasciate all\u2019impatto da questo terribile munizionamento; sono i territori dove centinaia, migliaia di storie di malattia e morte si sono ripetute negli ultimi venticinque anni, simili, dolorose e drammaticamente sconosciute all\u2019opinione pubblica.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Da fonti governative irachene, che in alcune citt\u00e0 bombardate durante le guerre del Golfo come Baghdad, Bassora e Fallujah \u00e8 stata segnalata un incidenza di malattie legate all\u2019esposizione particolarmente elevata: il tasso di tumori nella provincia di Babil a sud di Baghdad, \u00e8 aumentato da 500 casi diagnosticati nel 2004, a 9082 nel 2009. A Fallujah i tassi di difetti congeniti hanno raggiunto livelli fino a 14 volte superiori a quelli di Hiroshima e Nagasaki.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Sappiamo infine dall\u2019 Osservatorio Militare che oltre 7500 militari e civili Italiani si sono ammalati di tumore e, di questi, 400 sono deceduti per le conseguenze di queste malattie contratte a causa dell\u2019esposizione all\u2019uranio impoverito nei teatri operativi e nei poligoni nazionali.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">E se i civili vittime degli effetti dell\u2019uranio impoverito sono stati scandalosamente archiviati dalla NATO come \u201ceffetti collaterali\u201d dei bombardamenti, per quanto riguarda i militari, soprattutto quelli italiani impiegati nelle cosiddette missioni di \u201cpeace keeping\u201d, la situazione appare ancora pi\u00f9 complessa ed al limite del surreale.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Quattro le commissioni di inchiesta istituite negli anni dal Parlamento italiano tra cui l\u2019ultima, presieduta dall\u2019On. Gian Piero Scanu, nelle sue conclusioni ha rivelato dopo i lavori durati 2 anni la scoperta di \u201csconvolgenti criticit\u00e0 che in Italia e nelle missioni all\u2019estero hanno contribuito a seminare morti e malattie tra i lavoratori militari del nostro Paese. Desta allarme la situazione dei teatri operativi all\u2019estero: \u00e8 stata constatata l\u2019esposizione a inquinanti ambientali in pi\u00f9 casi nemmeno monitorati. Singolare \u00e8, inoltre, la scarsa conoscenza, ammessa dagli stessi vertici militari, circa l\u2019uso in tali contesti di armamenti pericolosi eventualmente impiegati da Paesi alleati&#8221;. Ad ogni modo, pur avendo piena valenza istituzionale, le conclusioni della IV commissione di inchiesta sono state ignorate nonostante le affermazioni ormai inconfutabili. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Ci auguriamo ora che questo atroce caso di lacerazione del tessuto sociale, che questa ferita del senso stesso di appartenenza all\u2019umanit\u00e0, possa diventare memoria e narrazione che costruisce giustizia e finalmente verit\u00e0 per questa gente ignorata, uccisa, presa in giro da quelle stesse istituzioni che li definiscono \u201ci nostri ragazzi\u201d. Gli \u201cautorevoli personaggi\u201d rappresentanti delle istituzioni, esperti, ematologi, politici, militari, sono sempre gli stessi e continuano a chiudersi a riccio nella loro autodifesa, uomini e donne fermi nelle loro facce di pietra, occupati solo a nascondere la verit\u00e0 e a fare muro, celati come ombre oscure dietro la selva dei &#8220;non so&#8221;, &#8220;non ricordo&#8221;, &#8220;non c\u2019\u00e8 rapporto causa-effetto&#8221;, &#8220;non \u00e8 il caso di parlarne&#8221;. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Noi continueremo a parlarne, a scriverne, a gridare l&#8217;orrore per tutti gli innumerevoli innocenti ai quali \u00e8 stata rubata la dignit\u00e0, il diritto alla conoscenza e alla vita, per tutti quelli che non possono pi\u00f9 gridare, noi gridiamo per loro.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: large;\">Questa democrazia che viene &#8220;seminata&#8221; con le bombe non \u00e8 quella che vogliamo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><span style=\"font-size: large;\">Marilina Rachel Veca<\/span><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo la relazione \u00a0di Marilina Rachel Veca, coinvolta da Wilpf Italia in occasione di un evento di avvicinamento alla Pre COP26 sul tema Militarismo e contaminazione ambientale. 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