{"id":1434161,"date":"2021-09-22T13:32:54","date_gmt":"2021-09-22T12:32:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1434161"},"modified":"2021-09-22T13:53:46","modified_gmt":"2021-09-22T12:53:46","slug":"il-leone-britannico-ha-perso-il-pelo-ma-non-il-vizio-subimperiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/09\/il-leone-britannico-ha-perso-il-pelo-ma-non-il-vizio-subimperiale\/","title":{"rendered":"Il leone britannico ha perso il pelo, ma non il vizio (sub)imperiale!"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" align=\"justify\">C&#8217;era una volta <span style=\"color: #000000;\">l&#8217;orgoglioso impero della Gran Bretagna, che a fine 800 era espanso nei 4 continenti non europei, poi nel 1931 travest\u00ec il dominio diretto con un legame pi\u00f9 sottile ma molto forte con il Commonwealth delle nazioni, <\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">un&#8217;organizzazione intergovernativa di 54 Stati indipendenti, tutti accomunati (eccetto il Mozambico e il Ruanda) dalla passata appartenenza all&#8217;impero britannico. Ma la boria imperiale, rafforzata dall&#8217;orgoglio di avere resistito all&#8217;attacco nazista nella seconda guerra mondiale, venne definitivamente umiliata, insieme a quella della Francia, nella supponente ma fallimentare occupazione militare del Canale di Suez nel 1956.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\">Dal 2021 <\/span><span style=\"color: #000000;\">\u2013 per quanto \u00e8 a mia diretta conoscenza \u2013 le ambizioni imperiali di quella che Mussolini denominava &#8220;la perfida Albione&#8221; sembrano risvegliarsi prepotentemente: sempre, ormai, in funzione subalterna agli Stati Uniti.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\">In un precedente articolo<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a> avevo discusso brevemente negli Aggiornamenti l&#8217;inattesa decisione della Gran Bretagna di un aumento significativo del limite superiore del proprio arsenale nucleare, decisione che a dire il vero si aggiunge all&#8217;<\/span><span style=\"color: #000000;\">ambizio<\/span><span style=\"color: #000000;\">so, e costosissimo (e tutt&#8217;altro che pacifico!), programma di costruzione di nuovi sommergibili e missili balistici nucleari: tanto pi\u00f9 che, come insistono Kristensen e Korda, &lt;&lt;Il deterrente nucleare del Regno Unito dipende pesantemente dall&#8217;infrastruttura nucleare americana, al punto che la sua indipendenza \u00e8 stata a lungo in discussione. Il Regno Unito non possiede missili propri, ma ha titolo a 58 Trident SLBM da un pool di m<\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">issili condivisi con la Marina degli Stati Uniti.&gt;&gt;<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questa decisione ora si intreccia e, direi, assume un significato nuovo, con <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">il patto AUKUS tra Usa-Gran Bretagna-Australia, nel contesto del quale vi \u00e8 la collaborazione<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\"> per<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"> acquisire una flotta di sottomarini a propulsione nucleare (anche se non armati con armi nucleari). Una conseguenza diretta di ci\u00f2 \u00e8 l&#8217;annullamento da parte dell&#8217;Australia di un contratto, del valore di decine di miliardi di dollari, firmato nel 2016 con la Francia per sottomarini diesel-elettrici. \u00c8 naturale che il patto AUKUS, oltre ad aver sollevato le ire della Cina, abbia provocato un reazione ancora pi\u00f9 forte della Francia, ma<\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">come opportunamente ci ricorda Alberto Negri<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"> conferma anche la fregatura dell&#8217;Italia la quale gi\u00e0 a giugno si era vista sottrarre<\/span><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">la maxi-fornitura di fregate (mai nome \u00e8 stato pi\u00f9 appropriato) Fremm alla marina australiana della statale Fincantieri, un progetto di cui sono partner anche i francesi di Naval Group<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">: &lt;&lt;&#8220;La coltellata alla schiena&#8221; di cui parla il ministro degli esteri francese Le Drian a proposito del patto AUKUS \u00e8 l\u2019inizio di una grande partita geopolitica che da una parte ha come obiettivo quello di esercitare pressioni sulla Cina ma dall\u2019altro ha pure quello di ridefinire le aree di espansione militare ed economica in un mondo che investe l\u2019Eurasia e il Pacifico. <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Gli Stati Uniti vogliono lasciare le briciole anche agli alleati e insieme qualche trappola che tenga impegnati amici e nemici, dall\u2019Afghanistan all\u2019Iraq&gt;&gt;. E intanto noi continuiamo a rimanere subalterni alla Nato, subendo gli incrementi della spesa militare, investendo altre risorse umane e materiali nelle missioni militari all&#8217;estero, e ricevendo in cambio schiaffoni!<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Econmist<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"> del 19 settembre titola &#8220;I riverberi strategici dell&#8217;accordo AUKUS saranno grandi e duraturi. Sta avvenendo un profondo cambiamento geopolitico&#8221;.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Non mi sembra un caso che nel quadro di questo nuovo slancio la Gran Bretagna stia proiettando la propria potenza militare e le proprie ambizioni verso il Pacifico e i mari della Cina. Dalla fine di luglio, infatti, Londra \u00e8 impegnata con il suo <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Queen Elizabeth Carrier Strike Group<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (CSG21) <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">unitamente ad<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"> ad altre sei forze navali <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u2013<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"> di Stati Uniti, Giappone, Australia e India <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u2013<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"> per esercitazioni militari congiunte nei mari della Cina meridionale e orientale.<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote4sym\" name=\"sdfootnote4anc\"><sup>4<\/sup><\/a> Queste esercitazioni coinvolgeranno anche potenze regionali <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u2013<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"> Corea del Sud, Singapore e altri <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u2013<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"> e hanno gi\u00e0 incluso complicate manovre di &#8220;interoperabilit\u00e0&#8221; con il gruppo di portaerei statunitensi <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><i>Carl Vincent<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"> e vari jet da combattimento F-35.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">Le<\/span><\/span><\/span> tensioni <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">di questa regione, \u00e8 bene ricordarlo, risalgono <\/span><\/span><\/span>a questioni irrisolte della seconda guerra mondiale e alle persistenti divisioni della guerra fredda. Si pensi ad esempio al Giappone che, nonostante l&#8217;inclusione nella sua costituzione nel 1947 della clausola &#8220;niente guerra&#8221; (articolo 9), non ha mai affrontato pienamente le brutalit\u00e0 delle sue occupazioni imperialiste della seconda guerra mondiale, per le quali permangono problemi nelle sue relazioni con i suoi vicini, la Cina e le due Coree. Allo stesso tempo gli strascichi della guerra fredda permangono dalla &#8220;sospensione&#8221; della Guerra di Corea (1950-1953) che ha sancito la divisione fra le due Coree ma non \u00e8 mai stata suggellata da un trattato di pace; <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">come anche<\/span><\/span><\/span> nella separazione di Taiwan dalla Cina. Si pensi che gli Stati Uniti mantengono 28.000 soldati in Corea del Sud, ed hanno installato sistemi di difesa missilistica ad alta quota. D&#8217;altra parte l&#8217;arrogante politica di Washington nei confronti della Corea del Nord ha indotto quest&#8217;ultima a sviluppare l&#8217;armamento nucleare<a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"#sdfootnote5sym\" name=\"sdfootnote5anc\"><sup>5<\/sup><\/a>. Intanto nel Mar Cinese Meridionale <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u2013<\/span><\/span><\/span> dove la Cina, il Vietnam, le Filippine, la Malesia, il Brunei e l&#8217;Indonesia sono tutti in disputa per le rivendicazioni sul territorio marittimo <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u2013<\/span><\/span><\/span> le esercitazioni statunitensi per la &#8220;libert\u00e0 di navigazione&#8221; hanno ovviamente esasperato le tensioni.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">La spedizione CSG21 si inserisce in questo complesso scacchiere come componente di una nuova fase di militarizzazione, dove Biden aumenta le incursioni navali, comprese le provocazioni nello stretto di Taiwan. Il disegno \u00e8 chiaramente di unire l&#8217;Australia e il Giappone, insieme all&#8217;India, in un&#8217;alleanza anti-Cina.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">La Gran Bretagna sta evidentemente sviluppando <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">un&#8217;operazione<\/span><\/span><\/span> indo-pacifica per insinuarsi nei giochi dietro gli Stati Uniti per mantenere il dominio imperialista sul Pacifico. Senza contare poi <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">che <\/span><\/span><\/span>la spedizione CSG21 <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">da al<\/span><\/span><\/span>la Gran Bretagna l&#8217;opportunit\u00e0 di promuovere le tecnologie militari della <i>BAE systems<\/i>, in particolare le capacit\u00e0 di combattimento delle portaerei e di vendere le sue tecnologie.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">La spedizione CSG21 prevede, e in parte ha gi\u00e0 sviluppato, un&#8217;esercitazione con la marina di Singapore comprendente la Malesia, l&#8217;Australia e la Nuova Zelanda; con il Giappone per costruire una partnership militare attraverso un programma di esercitazioni bilaterali marittime e aeree con le forze di &#8216;autodifesa&#8217; del Giappone; con la Corea del Sud <span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">con il proposito di incrinare<\/span><\/span><\/span> la politica di pace del presidente Moon Jae-in verso la Corea del Nord, poich\u00e9 la presenza della Gran Bretagna da effettivamente una spinta all&#8217;opposizione di destra che sta sfidando il partito di Moon nelle elezioni del prossimo anno. Corrispondentemente la Corea del Nord ha denunciato il dispiegamento del gruppo di portaerei come una provocazione che potrebbe infiammare la situazione.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Dietro (ovviamente) la politica sempre pi\u00f9 aggressiva degli Stati Uniti verso la Cina, la Gran Bretagna promuove attivamente la militarizzazione e la destabilizzazione della regione. Cos\u00ec il governo di Sua Maest\u00e0 ha annunciato che schierer\u00e0 permanentemente due navi da guerra in Giappone o nelle sue vicinanze, stabilendo una base per ulteriori interferenze.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Ritorna dunque la vocazione imperialista britannica, se pure ormai accodata a quella statunitense, ma non meno pericolosa.<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: small;\">. &lt;&lt;<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: small;\">Il 29 ottobre del 1956 l\u2019esercito israeliano, segretamente d\u2019accordo con i governi di Francia e Regno Unito, oltrepass\u00f2 il confine egiziano e inizi\u00f2 l\u2019invasione della penisola del Sinai, con l\u2019obiettivo di conquistare il canale di Suez, che pochi mesi prima era stato nazionalizzato dal presidente egiziano Nasser, che lo espropri\u00f2 ai suoi azionisti francesi e britannici. Il conflitto, durato appena otto giorni, segn\u00f2 la fine delle ambizioni globali delle antiche potenze coloniali europee e l\u2019affermazione di Israele come potenza militare del Medio Oriente, e chiar\u00ec a tutti che nel mondo erano rimaste soltanto due superpotenze: gli Stati Uniti e l\u2019Unione Sovietica.&gt;&gt;, sintesi dal <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Post<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: small;\">, <\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>La crisi di Suez, 60 anni fa<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: small;\">, 29 ottobre 2016, https:\/\/www.ilpost.it\/2016\/10\/29\/crisi-di-suez-sinai\/.<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a><span style=\"font-size: small;\">. https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/09\/allarme-riarmo-nucleare-della-cina-e-il-vero-pericolo-o-un-pretesto-in-piu\/<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a><span style=\"font-size: small;\">. Alberto Negri, &#8220;L&#8217;<\/span><span style=\"font-size: small;\">\u00ab<\/span><span style=\"font-size: small;\">anglosfera<\/span><span style=\"font-size: small;\">\u00bb<\/span><span style=\"font-size: small;\"> fa fuori anche Fincantieri&#8221;, <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Il Manifesto<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">, 19 settembre 2021.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote4\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"justify\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote4anc\" name=\"sdfootnote4sym\">4<\/a><span style=\"font-size: small;\">. Le informazioni che seguono sono basate sull&#8217;articolo di Jenny Clegg, &#8220;<\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Biden has been hotting up the new cold war with China and Britain is proving a willing ally&#8221;, <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><i>Stop the War Coalition<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, 16 settembre 2021, https:\/\/www.stopwar.org.uk\/article\/global-britains-military-mission-to-destabilise-east-asia\/?link_id=9&amp;can_id=886c7703fafc4e176499711442c665ec&amp;source=email-coming-up-this-week-11&amp;email_referrer=email_1293674&amp;email_subject=statement-on-the-aukus-alliance-and-coming-up-this-week-20th-anniversary-events.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote5\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" align=\"left\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"#sdfootnote5anc\" name=\"sdfootnote5sym\">5<\/a><span style=\"font-size: small;\">. Ho presentato un&#8217;accurata ricostruzione delle relazioni fra la Corea del Nord e gli USA 5 anni fa, &#8220;La resistibile ascesa nucleare della Corea del Nord&#8221;, <\/span><span style=\"font-size: small;\"><i>Pressenza<\/i><\/span><span style=\"font-size: small;\">, 3 maggio 2017, <\/span><span style=\"color: #000080;\"><span lang=\"zxx\"><u><span style=\"font-size: small;\"><a href=\"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/05\/la-resistibile-ascesa-nucleare-della-corea-del-nord\/\">https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2017\/05\/la-resistibile-ascesa-nucleare-della-corea-del-nord\/<\/a>.<\/span><\/u><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;era una volta l&#8217;orgoglioso impero della Gran Bretagna, che a fine 800 era espanso nei 4 continenti non europei, poi nel 1931 travest\u00ec il dominio diretto con un legame pi\u00f9 sottile ma molto forte con il Commonwealth delle nazioni, un&#8217;organizzazione&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":218,"featured_media":1434186,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11388,47,162,57],"tags":[95080,4437,4915,15933,562],"class_list":["post-1434161","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-contenuti-originali","category-europa","category-opinioni","category-affari-esteri","tag-csg21","tag-esercitazioni-militari","tag-gran-bretagna","tag-imperialismo-it","tag-industria-bellica"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.1.1 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il leone britannico ha perso il pelo, ma non il vizio (sub)imperiale!<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Dove vanno le mire neoimperialiste della Gran Bretagna? 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