{"id":14159,"date":"2012-08-27T15:06:19","date_gmt":"2012-08-27T15:06:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=14159"},"modified":"2012-10-23T06:43:30","modified_gmt":"2012-10-23T06:43:30","slug":"il-nuovo-volto-aggressivo-di-us-army-africa-vicenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2012\/08\/il-nuovo-volto-aggressivo-di-us-army-africa-vicenza\/","title":{"rendered":"Il nuovo volto aggressivo di US Army Africa Vicenza"},"content":{"rendered":"<p>Passa da Vicenza la tappa clou del processo di ammodernamento strategico dell\u2019esercito degli Stati Uniti d\u2019America. Con l\u2019obiettivo di disporre di truppe sempre pi\u00f9 versatili, flessibili, rapide ed efficienti, il Comando centrale di U.S. Army ha annunciato che nel marzo 2013 verr\u00e0 attivata una brigata di tremila uomini per operare in Africa nell\u2019ambito di un programma pilota denominato <em>regional alignment concept<\/em>. Si tratter\u00e0 di un primo test del nuovo modello strutturato su basi rotatorie, che &#8211; secondo il Pentagono &#8211; consentir\u00e0 di predisporre di un adeguato numero di soldati pronti ad intervenire per \u201cbrevi missioni principalmente finalizzate all\u2019addestramento e alla formazione militare\u201d. La \u201crotazione\u201d della nuova brigata allineata regionalmente sar\u00e0 condotta da U.S. Army Africa, la componente terrestre del comando statunitense per le operazioni nel continente africano (Africom), di stanza a Vicenza. Secondo quanto specificato dal portavoce Africom di Stoccarda, dalla prossima primavera, i militari della nuova task force saranno impegnati in diversi \u201ctour\u201d in Africa \u201cper addestrare a sostenere le truppe locali\u201d. I singoli interventi dureranno \u201cda un paio di settimane a qualche mese\u201d e \u201cincluderanno missioni multiple in luoghi differenti\u201d. Il concetto strategico relativo alle <em>regionally aligned forces<\/em>verr\u00e0 poi esteso alla regione mediorientale e al Pacifico.<\/p>\n<p>La 2^ brigata da combattimento della fanteria, denominata <em>Dagger Brigade<\/em> (\u201cbrigata pugnale\u201d) sar\u00e0 la principale unit\u00e0 che verr\u00e0 utilizzata per le missioni \u201cpilota\u201d di U. S. Army Africa. \u201cGli uomini della <em>Dagger Brigade 2\/1ID<\/em>, per buona parte del tempo che saranno assegnati ad Africom rimarranno a Fort Riley, Kansas\u201d, ha dichiarato Andrew Dennis, un colonnello britannico che sta lavorando per l\u2019esercito statunitense come capo-divisone per le \u201cpolitiche di difesa e cooperazione\u201d. \u201cI team che andranno in Africa potrebbero essere molto piccoli, a livello di compagnia, ad esempio. Essi potrebbero essere coinvolti in missioni di basso livello o con un\u2019organizzazione pi\u00f9 strutturata, e partecipare pure a vere e proprie esercitazioni\u201d.<\/p>\n<p><em>La nuova visione operative e strategica dell\u2019esercito statunitense \u00e8 stata commentate da Lesley Anne Warner, analista di questioni africane per il Centro per gli Studi Strategici di Washington. <\/em>\u201cPer la prima volta da quando \u00a0\u00e8 stato costituito il comando unificato per il continente africano nell\u2019ottobre 2008, ad Africom verranno assegnate a rotazione forze da combattimento che verranno trasferite dalle basi continentali Usa a luoghi prescelti in Africa\u201d, scrive la Warner. \u201cL\u2019applicazione della <em>Regionally Aligned Brigade<\/em> indica che i militari riconoscono la necessit\u00e0 di sviluppare un pi\u00f9 efficiente sistema di gestione della forza e di sperimentare un pi\u00f9 ridotto e leggero concetto operativo. Cos\u00ec facendo, si tenter\u00e0 di mantenere una presenza globale rivolta contro le minacce transnazionali tenendo ben presente le lezioni apprese dal lavoro con le forze di sicurezza locali in Iraq e in Afghanistan nell\u2019ultimo decennio\u201d.<\/p>\n<p>Il concetto relativo alla nuova brigata regionale consentir\u00e0 inoltre al Comando Africom di espandere le piccole missioni attualmente in corso, prime fra tutte quelle dirette dallo <em>Special Forces Command &#8211; Africa<\/em> (SOCAFRICA) e dall\u2019U.S. Marine Forces &#8211; Africa (MARFORAF). \u201cUn esempio di queste operazioni include lo schieramento di cento uomini delle forze speciali per l\u2019addestramento e la consulenza della task force composta da quattro paesi, Uganda, Repubblica Centroafricana, Repubblica democratica del Congo e Sud Sudan, che opera per catturare il leader del Lord\u2019s Resistance Army, Joseph Kony\u201d, aggiunge l\u2019analista del Centro di Studi Strategici. \u201cL\u2019altro esempio \u00e8 rappresentato dal <em>Marine Corps Special Purpose &#8211; Air Ground Task Force<\/em>, la componente specializzata aerea e terrestre del Corpo dei marines, composta da poco pi\u00f9 di 200 uomini e organizzata in piccole unit\u00e0, che viene impegnata dalla base di Sigonella, in Italia, nella conduzione di interventi di cooperazione alla sicurezza e nel potenziamento delle capacit\u00e0 di risposta per crisi limitate\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019attivazione della nuova brigata Usa si accompagna al rafforzamento delle capacit\u00e0 di pronto intervento e proiezione delle unit\u00e0 di U.S. Army Africa di stanza a Vicenza. Qualche mese fa, nella cittadina veneta \u00e8 stata attivata una piccola unit\u00e0, l\u2019<em>Headquarters and Headquarters Battalion<\/em>, per fornire i servizi di supporto logistico a tutto il personale dell\u2019esercito impegnato nel continente africano. Nel corso della prima settimana di giugno, a Vicenza e nella base aerea di Aviano, \u00e8 stata sperimentato per la prima volta l\u2019impiego del <em>Contingency Command<\/em> di U.S. Army Africa (CCP), il comando mobile destinato a dirigere i futuri strumenti di coordinamento e comunicazione per assicurare \u201crisposte flessibili e variegate\u201d alle richieste di \u201cdislocamento dei reparti, di assistenza umanitaria o di evacuazione di non-combattenti\u201d. \u201cLe versioni del CCP possono essere configurate sia su un team di collegamento di una decina di persone che in un vera e propria task force di comando congiunto a supporto di oltre cento persone per un\u2019operazione di U.S. Africom\u201d, ha spiegato il sergente maggiore David Brasher, a capo del CCP. \u201cL\u2019esercitazione realizzata a Vicenza ed Aviano ha certificato la capacit\u00e0 del <em>Contingency Command<\/em> di U.S. Army Africa nel dislocare un comando avanzato con il relativo equipaggiamento grazie all\u2019impiego di un aereo cargo C-17. Il CCP adesso \u00e8 pronto ad operare ovunque sia necessario, in tutto il continente africano. Ci toccher\u00e0 poi certificare la giusta combinazione aerea per imbarcare i nostri rifornimenti in modo da pianificare e realizzare le nuove missioni con la massima efficienza\u201d.<\/p>\n<p>Il potenziamento operativo di U.S. Army Africa \u00e8 stato sottolineato dal generale David R. Hogg, a capo delle forze terrestri di stanza a Vicenza sino allo scorso mese di agosto. \u201cCon sempre pi\u00f9 soldati, U.S. Army Africa continuer\u00e0 a rafforzare i propri legami con i militari e i governi della regione, insegnando tattiche di guerra, formando nel campo della logistica e della sanit\u00e0, cos\u00ec come combattendo la fame, le malattie e il terrorismo\u201d, ha dichiarato Hogg. \u201cL\u2019esercito statunitense consente attualmente ai propri soldati d\u2019intervenire solo in 46 dei 54 stati africani a causa dei pericoli alla loro sicurezza. In occasione di una recente esercitazione, i militari Usa hanno addestrato le forze armate ugandesi a rifornire per via aerea i commandos che nelle foreste incalzano i ribelli del Lord\u2019s Resistance Army, milizia accusata di aver commesso atrocit\u00e0 in Africa centrale. Oggi, con l\u2019autorizzazione del governo dell\u2019Uganda, un centinaio tra militari e civili statunitensi, inclusi due team da combattimento, comando, comunicazioni e logistica, forniscono informazioni, consulenze e assistenza alle forze armate partner che lottano sul campo contro Joseph Kony\u201d.<\/p>\n<p>Grazie al finanziamento del Dipartimento di Stato, i militari di U.S. Army Africa stanno pure assicurando l\u2019addestramento delle truppe dei paesi africani destinate alle controverse missioni di <em>peacekeeping<\/em> in Somalia e alla \u201cprotezione dei convogli\u201d e al \u201ccontrasto di dispositivi esplosivi improvvisati\u201d in Corno d\u2019Africa. Nel prossimo futuro, sempre secondo il generale Hagg, l\u2019esercito statunitense \u201cdovr\u00e0 partecipare a corsi militari in Africa, nella scuola francese di sopravvivenza nel deserto di Gibuti e nella jungla di Ghana e Gabon\u201d.<\/p>\n<p>Da Stoccarda, i comandanti Africom precisano tuttavia di non avere intenzione, a medio termine, di stabilire \u201cbasi permanenti\u201d nel continente. Oggi, gli Stati Uniti possiedono in Africa un <em>Forward Operating Site<\/em> \u201csemipermanente\u201d a Camp Lemonnier (Gibuti), dove sono stati schierati pi\u00f9 di 2.000 uomini della <em>Combined Joint Task Force-Horn of Africa<\/em> (CJTF-HOA). L\u2019infrastruttura \u00e8 utilizzata per le operazioni militari Usa in Corno d\u2019Africa, nel Golfo di Aden e in Yemen ed \u00e8 stata concessa in leasing dal governo locale sino al 2015 con la possibilit\u00e0 di proroga sino al 2020. Un\u2019altra base operativa avanzata di AFRICOM \u00e8 presente nell\u2019isola dell\u2019Ascensione, possedimento britannico nell\u2019Atlantico meridionale. Tra le proprie facility logistiche e di supporto, il Comando di Stoccarda annovera poi le stazioni aeronavali di Rota (Spagna) e Sigonella (Sicilia), Aruba (Antille olandesi), Souda Bay (Grecia) e Ramstein (Germania).<\/p>\n<p>Le forze armate statunitensi hanno inoltre libert\u00e0 di accesso a un imprecisato numero di basi aeree e porti in Africa e hanno stabilito una serie di facility pronte ad essere occupate in caso di necessit\u00e0 e gestite normalmente dagli eserciti locali. Denominate dal Dipartimento della difesa <em>Cooperative Security Locations<\/em> (CSL), esse si trovano in Algeria, Botswana, Gabon, Ghana, Kenya, Mali, Namibia, Sao Tom\u00e9 e Principe, Sierra Leone, Tunisia, Uganda e Zambia. Africom mantiene pure uffici di rappresentanza e collegamento \u00a0nei quartier generali dell\u2019Unione Africana in Etiopia, di Ecowas in Nigeria, del <em>Kofi Annan International Peacekeeping Training Center<\/em> in Ghana e dell\u2019<em>International Peace Support Training Center<\/em> in Kenya. Secondo un\u2019articolata inchiesta pubblicata di recente dal <em>Washington Post<\/em>, i militari Usa disporrebbero in Africa pure di alcune basi aeree per il decollo di velivoli-spia con e senza pilota. Il centro d\u2019intelligence che coordina il sistema d\u2019intelligence si troverebbe in Burkina Faso: sotto la copertura di un programma segreto di sorveglianza denominato in codice <em>Creek Sand<\/em>, una decina di militari e contractor statunitensi opererebbero stabilmente all\u2019interno della zona militare dell\u2019aeroporto internazionale di Ouagadougou. Gli aerei-spia decollerebbero pure dal Mali, dalla Mauritania, dall\u2019Etiopia, da Gbuti, dal Kenya, dall\u2019Uganda e dall\u2019arcipelago delle Seychelles (Oceano Indiano). Un\u2019altra base top secret dovrebbe essere attivata prossimamente pure in Sud Sudan.<\/p>\n<p>L\u2019eccellenza bellica di U.S. Army Africa Vicenza \u00e8 confermata dal profilo del nuovo comandante nominato poco meno di un mese fa. Si tratta del generale Patrick J. Donahue, in arrivo dal <em>Training and Doctrine Command<\/em> di Langley-Eustis, Virginia. L\u2019alto ufficiale ha diretto numerose unit\u00e0 di assalto aviotrasportate e di fanteria meccanizzata; \u00e8 stato membro dell\u2019equipe che ha pianificato le operazioni di guerra in Iraq e, dopo aver lasciato Baghdad nel maggio 2003, ha assunto il comando della 1^ Brigata della 82^ divisione aviotrasportata a Kandahar, Afghanistan, in supporto dell\u2019Operazione <em>Enduring Freedom<\/em>. Dopo un\u2019ulteriore missione in Iraq nel 2004, nel biennio 2005-05 il generale Donahue ha ricoperto l\u2019incarico di Comandante della regione orientale della forza multinazionale in Afghanistan, dirigendo sanguinose operazioni di \u201ccontro-insorgenza\u201d nell\u2019area di Khost. Adesso per il militare \u00e8 giunta l\u2019ora d\u2019intervenire nel \u201ccaldo\u201d continente africano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Passa da Vicenza la tappa clou del processo di ammodernamento strategico dell\u2019esercito degli Stati Uniti d\u2019America. 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