{"id":140242,"date":"2014-10-16T14:46:03","date_gmt":"2014-10-16T13:46:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pressenza.com\/?p=140242"},"modified":"2014-10-16T14:47:11","modified_gmt":"2014-10-16T13:47:11","slug":"crisi-sue-sfide-in-europa-in-sudamerica-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2014\/10\/crisi-sue-sfide-in-europa-in-sudamerica-prima-parte\/","title":{"rendered":"La crisi e le sue sfide in Europa e in Sudamerica  \u2013 prima parte"},"content":{"rendered":"<p><i style=\"font-size: 14px; line-height: 1.5em;\">Vista dall\u2019Europa, la crisi pare globale e il futuro oscuro, ma a livello mondiale le cose sono davvero cos\u00ec? Ci sono paesi, se non interi continenti, che vivono in una situazione differente, animati da un certo ottimismo e possono offrire esperienze alternative, punti di vista e motivi di speranza? Il Sudamerica potrebbe essere un esempio in questo senso. Ne parliamo con Guillermo Sullings, economista del Partito Umanista argentino<\/i><b style=\"font-size: 14px; line-height: 1.5em;\"> <\/b><i style=\"font-size: 14px; line-height: 1.5em;\">e con <\/i><i style=\"font-size: 14px; line-height: 1.5em;\">Tom\u00e1s Hirsch<\/i><i style=\"font-size: 14px; line-height: 1.5em;\">, portavoce umanista e vicepresidente del Partito Umanista<\/i><b style=\"font-size: 14px; line-height: 1.5em;\"><i> <\/i><\/b><i style=\"font-size: 14px; line-height: 1.5em;\">cileno (nella foto, nel Parco di Studio e Riflessione di Punta de Vacas, in Argentina)<\/i><span style=\"font-size: 14px; line-height: 1.5em;\">, <\/span><i style=\"font-size: 14px; line-height: 1.5em;\">le cui risposte verranno pubblicate nella seconda parte di questa intervista.<\/i><span style=\"font-size: 14px; line-height: 1.5em;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><b>\u00a0A tuo parere la percezione generalizzata di una crisi globale che si ha in Europa \u00e8 corretta, o in Sudamerica la situazione si vive in un altro modo e i processi sono incoraggianti?<\/b><\/p>\n<p>Guillermo Sullings: Se parliamo di economia, certamente la crisi finanziaria internazionale esplosa nel 2008 ha avuto un impatto globale, come conseguenza del peso relativo che hanno nel mondo le economie degli Stati Uniti e dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>Nel caso del Sudamerica per\u00f2 questo impatto \u00e8 stato relativamente minore, grazie alle politiche economiche portate avanti da alcuni dei suoi governi. La nostra regione aveva gi\u00e0 subito negli anni Novanta le conseguenze del neoliberismo, con alti indici di disoccupazione, indebitamento e distruzione delle industrie nazionali; dall\u2019inizio del decennio passato le popolazioni hanno cos\u00ec cominciato ad appoggiare con il loro voto governi pi\u00f9 progressisti. Potremmo dire che il denominatore comune di questi governi \u00e8 stata la sincera preoccupazione di migliorare la qualit\u00e0 della vita delle popolazioni e una maggiore indipendenza dai centri del potere internazionale. Ogni\u00a0 paese ha avuto esperienze molto diverse, a seconda delle sue idiosincrasie, delle sue risorse e dei suoi condizionamenti. Le politiche economiche sono state abbastanza eclettiche ed eterodosse, prendendo elementi del socialismo, del cooperativismo, della teoria keynesiana e di quella dello sviluppo. Tutto questo ha convissuto con enclavi neoliberiste che non si \u00e8 riusciti a trasformare.<\/p>\n<p>Per\u00f2 al di l\u00e0 dei limiti e degli errori, il solo fatto che i governi abbiamo smesso di essere dei burattini del potere economico ha significato un sostanziale miglioramento della situazione dei popoli. \u00a0L\u2019elemento pi\u00f9 incoraggiante di questo processo \u00e8 stato il desiderio di cambiamento delle popolazioni e la ribellione al pensiero unico del sistema neoliberista, installato nell\u2019opinione pubblica attraverso i mezzi d\u2019informazione.<\/p>\n<p>Ora la sfida \u00e8 fare un salto in avanti per evitare di retrocedere, giacch\u00e9 ci sono ancora settori della popolazione che credono al neoliberismo, i poteri che cercano di condizionare i governi sono ancora forti e gli errori e i limiti degli attuali governanti potrebbero essere utilizzati per influenzare l\u2019elettorato.<\/p>\n<p>Paragonando il processo sudamericano con quello europeo e tenendo conto delle differenze, visto che nonostante la crisi l\u2019economia europea \u00e8 comunque pi\u00f9 sviluppata, mi sembra che l\u2019eurozona sia fin troppo legata all\u2019ortodossia, cos\u00ec che recuperare i posti di lavoro perduti le sar\u00e0 pi\u00f9 difficile. Spero che anche l\u00e0 i popoli si ribellino al neoliberismo presentato come l\u2019unica verit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Puoi citare elementi politici, sociali ed economici in diversi paesi sudamericani, magari \u201coscurati\u201d dai mezzi d\u2019informazione tradizionali, che mostrano una direzione differente dalla privatizzazione selvaggia e dalla cancellazione dei diritti a cui l\u2019Europa sembra avviata?\u00a0<\/b><\/p>\n<p>G. S.: In Sudamerica c\u2019\u00e8 sempre stata una grande povert\u00e0 e una profonda disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza; in questi anni si sono registrati notevoli progressi per ridurre entrambi gli indicatori, sia con la creazione di posti di lavoro che con l\u2019avvio di politiche sociali. Nell\u2019ultimo decennio il Brasile ha ridotto la povert\u00e0 di un 35 % mediante i suoi programmi sociali, uniti all\u2019urbanizzazione e all\u2019universalizzazione dell\u2019istruzione. In Argentina a partire dalla crisi del 2001 si sono creati quasi 6 milioni di posti di lavoro e i settori pi\u00f9 poveri ricevono sussidi per ogni figlio.\u00a0 In Venezuela, Ecuador e Bolivia buona parte delle entrate derivanti dal petrolio e dal gas vengono usate per venire incontro ai bisogni della popolazione.<\/p>\n<p>In vari paesi molte risorse strategiche privatizzate in precedenza sono state recuperate dallo Stato, cos\u00ec come vari servizi. Lo Stato ha cos\u00ec ripreso il suo vero ruolo, vegliando sugli interessi della popolazione, anche se certamente deve migliorare ancora molto, aumentando la sua efficienza, riducendo la corruzione e approfondendo le trasformazioni strutturali ancora da completare. Ritengo un errore identificare i cambiamenti in Sudamerica con determinati leaders politici, per alcuni aspetti discutibili; credo piuttosto che sia da valorizzare l\u2019intenzione di cambiamento mostrata dalle societ\u00e0.<\/p>\n<p>Non mi riferisco solo agli aspetti politici ed economici, visto che ci sono stati progressi anche riguardo ai diritti civili delle minoranze, alla sanit\u00e0 e all\u2019istruzione pubbliche.<\/p>\n<p><b>L\u2019insistenza dei mezzi di informazione sulla brutale violenza in Medio Oriente e in altre parti del mondo crea nella gente comune un senso di orrore e impotenza e favorisce l\u2019appoggio ai bombardamenti e agli interventi militari, presentati come l\u2019unica soluzione. La maggiore distanza geografica del Sudamerica rispetto agli scenari di molti conflitti permette un atteggiamento diverso?<\/b><\/p>\n<p>G.S.: Credo che in buona parte della popolazione della regione ci sia una visione pi\u00f9 critica delle politiche degli Stati Uniti e della Nato in Medio Oriente, non tanto per la distanza, quanto per la sfiducia nella visione di questi conflitti presentata dai grandi mezzi internazionali. Inoltre non si crede alla versione hollywoodiana che presenta gli Stati Uniti come i grandi giustizieri internazionali.<\/p>\n<p>Ovviamente la criminale crudelt\u00e0 dell\u2019ISIS suscita reazioni di rifiuto generalizzato e la sensazione che sia necessario fare qualcosa perch\u00e9 tutto questo finisca, per\u00f2 allo stesso tempo si guarda con sfiducia agli interventi militari stranieri, sapendo che sono stati proprio loro a creare le condizioni per il sorgere dei gruppi che ora combattono. \u00a0Succede la stessa cosa rispetto al conflitto tra palestinesi e israeliani; da una parte si condannano gli attacchi di Israele alla Striscia di Gaza, che causano la morte di migliaia di persone, tra cui moltissimi bambini, ma dall\u2019altra si riconosce la responsabilit\u00e0 dell\u2019intransigenza di Hamas.<\/p>\n<p>Direi quindi che in Sudamerica ci sono varie posizioni riguardo a questi temi, forse grazie al fatto che si ascoltano diverse campane e non un\u2019unica versione fornita dai mezzi di informazione dominanti.\u00a0 Alcuni ci credono ancora e continuano a considerare le forze della Nato i salvatori dell\u2019umanit\u00e0 dalla minaccia dei cattivi, che ora sono i mussulmani, come in altri tempi sono stati i comunisti. \u00a0Ci sono anche quelli che si pongono all\u2019estremo opposto, considerando buono tutto ci\u00f2 che si oppone agli Stati Uniti e a volte finiscono per appoggiare o giustificare l\u2019esistenza di dittature sanguinarie o gruppi terroristici criminali. E infine c\u2019\u00e8 chi comprende che si tratta di problemi complessi e non si pu\u00f2 avere un unico sguardo. In generale per\u00f2 c\u2019\u00e8 una maggiore diversit\u00e0 di opinioni riguardo a questi temi.<\/p>\n<p><b>Vedi qualche progresso in Sudamerica per contrastare a livello legislativo il problema della concentrazione dei mass-media e la manipolazione da essi esercitata, favorendo un\u2019informazione pi\u00f9 libera e pluralista?<\/b><\/p>\n<p>G.S.: In Sudamerica la reazione dei mezzi di informazione contro le politiche di vari governi progressisti \u00e8 assai nota. Personalmente ho potuto osservare, sia in Argentina, dove vivo, che in Venezuela, Bolivia e Ecuador quando li ho visitati, gli assalti furiosi, a volte grotteschi e altre pi\u00f9 sottili, dei mezzi di informazione che si auto-definivano \u201cindipendenti\u201d. La manipolazione mediatica \u00e8 stata cos\u00ec evidente e i legami dei mezzi di informazione con i poteri economici cos\u00ec ovvi, che buona parte della popolazione si \u00e8 resa conto delle loro manovre.<\/p>\n<p>Purtroppo un\u2019altra parte della gente ha creduto, o ha voluto credere alla versione mediatica; la polarizzazione delle opinioni ha portato in alcuni casi a profonde divisioni nella societ\u00e0, che a volte sono arrivate perfino all\u2019interno delle famiglie. \u00a0Contrariamente a quello che sostiene la versione mediatica, per\u00f2, questa divisione sociale non \u00e8 stata fomentata dai governi, ma dai mezzi d\u2018informazione dominanti. Da una parte tutto questo \u00e8 deplorevole, giacch\u00e9 \u00e8 difficile avanzare in societ\u00e0 tanto divise, ma dall\u2019altra \u00e8 positivo che sia caduta la maschera dei mezzi d\u2019informazione in teoria indipendenti e obiettivi, svelando con chiarezza i loro veri interessi legati al potere economico.<\/p>\n<p>Di fronte a questa situazione i governi hanno preso misure diverse, con risultati diversi; in alcuni casi si \u00e8 puntato a punire le menzogne e la manipolazione mediatica e sebbene questo fosse giustificato, a volte si \u00e8 generato l\u2019effetto contrario. I mezzi d\u2019informazione si sono infatti presentati come vittime e hanno fatto appello ai mass-media internazionali per mostrare un\u2019immagine repressiva e intollerante dei governanti. Nel caso particolare dell\u2019Argentina, la legge sui mezzi d\u2019informazione \u00e8 passata gi\u00e0 da cinque anni; si tratta di una legge anti-monopolista a cui il monopolio del Gruppo Clar\u00edn ha opposto una feroce resistenza, tanto che continua a presentare appelli per rinviarne l\u2019applicazione concreta.<\/p>\n<p>E\u2019 un tema complesso: di fronte al potere dei mezzi privati, i governi reagiscono a volte con misure dirette (che vengono presentate come repressive) e a volte potenziando i mezzi pubblici, che ovviamente sono altrettanto di parte, ma in senso opposto. Almeno per\u00f2 si cominciano ad ascoltare varie campane e questo favorisce la diversit\u00e0 di opinione.<\/p>\n<p>Direi che nella nostra regione si \u00e8 riusciti a rompere con la versione unica data dai mezzi d\u2019informazione privati e che non si crede pi\u00f9 alla loro indipendenza. Manca ancora molto per\u00f2 perch\u00e9 si possano ascoltare tutte le voci: la diffusione di un\u2019opinione dipende infatti dai soldi e oggi solo gli Stati o i gruppi economici dispongono di fondi sufficienti a gestire i grandi mezzi di comunicazione<\/p>\n<p><b>Vedi dei progressi nella situazione dei popoli originari, nell\u2019uguaglianza dei diritti, nella parit\u00e0 di genere, nel superamento della povert\u00e0 estrema e dell\u2019analfabetismo che hanno caratterizzato per decenni le regioni del Sud del mondo?<\/b><\/p>\n<p>G.S.: Senza dubbio ci sono stati grandi progressi in paesi come la Bolivia e l\u2019Ecuador, in cui i popoli originari costituiscono la maggioranza degli abitanti. E certamente quando parliamo di miglioramenti generalizzati nelle condizioni di vita della popolazione e di riduzione della povert\u00e0, questo include i popoli originari, che hanno sempre fatto parte della frangia pi\u00f9 sfavorita.<\/p>\n<p>Tuttavia non tutti i governi della regione, compresi quelli progressisti, hanno affrontato questo tema nello stesso modo. In alcuni casi, sebbene la crescita economica abbia coinciso con una migliore distribuzione della ricchezza, dobbiamo anche dire che spesso tale crescita si \u00e8 basata sull\u2019estrazione di materie prime; questo non solo danneggia l\u2019ecosistema, ma a volte ha anche generato conflitti con i popoli originari, i cui diritti sulla terra sono stati calpestati. A volte ha prevalso l\u2019interesse dei popoli originari e altre quello delle imprese che sfruttavano le risorse, o semplicemente la necessit\u00e0 di fare cassa dei governi. \u00a0Il tema \u00e8 complesso perch\u00e9 le societ\u00e0 sono complesse; non si deve nemmeno pensare che ogni richiesta di un popolo originario sia automaticamente giusta. Come abbiamo gi\u00e0 detto, i governi progressisti sudamericani hanno varie questioni in sospeso da risolvere, tra cui il modello di crescita basato sul consumismo. A grandi linee comunque possiamo dire che in Sudamerica ci sono stati molti progressi rispetto ai diritti dei popoli originari.<\/p>\n<p>Riguardo ai diritti delle minoranze in generale, credo che ci siano stati parecchi progressi; in particolare in Argentina, dove vivo, sono state varate molte buone leggi sull\u2019uguaglianza di genere, la diversit\u00e0 sessuale e contro la discriminazione. La recente approvazione del matrimonio egualitario, che conferisce gli stessi diritti ai matrimoni tra persone dello stesso sesso, pone la nostra societ\u00e0 all\u2019avanguardia in questo senso.<\/p>\n<p>Si \u00e8 avanzato molto anche rispetto alla povert\u00e0 estrema e all\u2019analfabetismo, con programmi e campagne specifici destinati a ridurre in modo drastico questi indicatori. Tuttavia, come ultima riflessione personale, credo che riguardo alla povert\u00e0 vada benissimo che i governi progressisti diano sussidi ai meno abbienti, ma che il prossimo passo dovrebbe essere lavorare perch\u00e9 lo sviluppo stesso dell\u2019economia si occupi di coinvolgere anche gli esclusi. A tal fine \u00e8 necessario riformulare in profondit\u00e0 il sistema economico capitalista e non limitarsi a compensare i suoi effetti negativi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vista dall\u2019Europa, la crisi pare globale e il futuro oscuro, ma a livello mondiale le cose sono davvero cos\u00ec? 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