{"id":1393508,"date":"2021-07-05T17:05:23","date_gmt":"2021-07-05T16:05:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pressenza.com\/?p=1393508"},"modified":"2021-07-05T17:18:44","modified_gmt":"2021-07-05T16:18:44","slug":"la-riforma-del-fisco-secondo-il-parlamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pressenza.com\/it\/2021\/07\/la-riforma-del-fisco-secondo-il-parlamento\/","title":{"rendered":"La riforma del fisco secondo il Parlamento"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" lang=\"it-IT\">\u201cFederico Caff\u00e8 amava ripetere che \u00abfare politica economica significa tre cose: analisi della realt\u00e0, rifiuto delle sue deformazioni, impiego delle nostre conoscenze per sanarle\u00bb. Una citazione che si accompagna perfettamente al noto motto di Luigi Einaudi, secondo cui occorre \u00abconoscere per deliberare\u00bb. Le Commissioni Finanze di Camera e Senato hanno inteso innanzitutto rispettare il motto di quei due grandi intellettuali, compiendo un percorso di sei mesi di analisi della realt\u00e0, di rifiuto delle sue deformazioni, di acquisizione di conoscenze e del loro impiego rivolto alla soluzione dei problemi esistenti\u201d.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\">\u00c8 questa la motivazione che la Commissione Finanze del Parlamento ha dato alla \u201cIndagine conoscitiva sulla riforma dell\u2019imposta sul reddito delle persone fisiche e altri aspetti del sistema tributario\u201d, che ha portato il 30 giugno all\u2019approvazione di un documento conclusivo, \u201caffinch\u00e9 possa fungere da indirizzo politico al Governo per la predisposizione della legge delega sulla riforma fiscale, che l\u2019Esecutivo si \u00e8 impegnato a presentare entro il 31 luglio 2021\u201d.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\">Il documento \u00e8 articolato in due capitoli. Il primo presenta gli obiettivi dell\u2019intervento di riforma: \u201cstimolare l\u2019incremento del tasso di crescita potenziale dell\u2019economia italiana e rendere il sistema fiscale pi\u00f9 semplice e certo\u201d. Il secondo capitolo contiene proposte riguardanti le principali imposte del nostro sistema tributario: IRPEF, IRES, IVA, IRAP, ecc.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\">Subito si nota una clamorosa assenza: tra gli obiettivi dichiarati non c\u2019\u00e8 l\u2019equit\u00e0, che in realt\u00e0 dovrebbe essere il fondamento di ogni sistema fiscale. Da sottolineare anche la visione ideologica che considera la crescita economica una priorit\u00e0 assoluta, a prescindere ad esempio dalla sostenibilit\u00e0 ambientale. Se queste sono le premesse, \u00e8 ovvio che da questo documento parlamentare non c\u2019\u00e8 molto da attendersi. Eppure dal testo emergono alcune considerazioni interessanti, a volte in palese contrasto con gli obiettivi dichiarati nel documento, forse specchio delle diverse idee rappresentate in Parlamento.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\">Anzitutto il documento evidenzia la necessit\u00e0 di una riforma: \u201cIl ciclo di audizioni ha confermato in maniera chiara e inequivocabile che la struttura delle aliquote marginali effettive presenti nel nostro sistema imposte-benefici \u00e8 altamente inefficiente nonch\u00e9 dannosa per la crescita economica\u201d. Ennesima conferma che il problema non \u00e8 l\u2019iniquit\u00e0, ma il danno alla crescita. Infatti, si aggiunge: \u201cAppare quindi fondamentale semplificare e razionalizzare il quadro normativo, per garantire certezza nell\u2019applicazione delle norme e coerenza dell\u2019impianto impositivo, nonch\u00e9 per assicurare che il sistema tributario sia percepito come equo, affidabile e trasparente e, infine, per ridurre l\u2019elevato contenzioso\u201d. Non \u00e8 rilevante che il fisco sia equo: l\u2019importante \u00e8 che sia \u201cpercepito\u201d come equo.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\">Di conseguenza, anche le dichiarazioni di principio sembrano pi\u00f9 dovute che convinte: \u201cMentre si conferma la piena adesione al precetto costituzionale di progressivit\u00e0 del sistema fiscale, si sottolinea che il conseguimento dell\u2019obiettivo redistributivo (oggi largamente affidato all\u2019imposta personale sui redditi) pu\u00f2 avvenire non solo tramite l\u2019operare dei tributi ma anche sul lato delle uscite pubbliche\u201d. In altre parole, il compito di ridurre le disuguaglianze deve essere spostato dal fisco alle politiche assistenziali. La differenza di visione \u00e8 evidente e notevole.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\">Analizzando la seconda parte del documento, nella quale si trovano le misure specifiche, ci sono spunti interessanti. Ad esempio, uno dei principali problemi dell\u2019attuale sistema fiscale \u00e8 dovuto a quei redditi che sfuggono al criterio della progressivit\u00e0, attraverso l\u2019applicazione di imposte sostitutive proporzionali (di fatto si tratta di \u201cflat tax\u201d). Le Commissioni parlamentari prendono posizione: \u201cLa crescente estensione dei regimi di tassazione sostitutiva infatti determina un carico fiscale diseguale tra le varie fonti di reddito, generando una violazione del principio di equit\u00e0 orizzontale e incidendo negativamente sulla capacit\u00e0 redistributiva dell\u2019imposta, anche in considerazione della mancata applicazione a tali redditi delle addizionali comunali e regionali. Nel complesso, in Italia l\u2019applicazione ai redditi di regimi sostitutivi proporzionali riduce la base imponibile dell\u2019Irpef di circa un decimo, effetto in gran parte riconducibile alla tassazione dei redditi finanziari, dei redditi d\u2019impresa e dei redditi da lavoro autonomo, soprattutto dopo l\u2019estensione del prelievo proporzionale ai soggetti con ricavi non superiori a 65 mila euro\u201d.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\">Di conseguenza, dalla Commissione ci si aspetterebbe la richiesta che l\u2019imposta progressiva si debba applicare al cumulo di tutti i redditi percepiti da un contribuente. Invece, subito dopo si afferma che \u201ctale opzione presenta numerose conseguenze di tipo economico e politico, in quanto implicherebbe l\u2019incremento anche sostanziale della tassazione su diverse categorie reddituali\u201d. Insomma, il cumulo dei redditi sarebbe giusto, ma penalizzerebbe le categorie con redditi elevati. Quindi, non s\u2019ha da fare\u2026<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\">Il documento affronta anche il nodo dell\u2019unit\u00e0 impositiva: \u00e8 pi\u00f9 corretto che le tasse vengano pagate dal singolo individuo oppure dalla famiglia? La Commissione parlamentare pone il problema in modo corretto: \u201cLa scelta dell\u2019individuo presuppone che la sua capacit\u00e0 contributiva sia indipendente dalle scelte personali in merito alla composizione del nucleo familiare. La scelta della famiglia invece presuppone l\u2019esistenza di economie di scala e che le decisioni degli individui vengano prese in base al flusso di reddito complessivo del nucleo familiare\u201d. Ma la risposta \u00e8 deludente: \u201cla Commissione concorda che sia opportuno mantenere il reddito individuale come unit\u00e0 impositiva dell\u2019imposta personale sui redditi\u201d.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\">Tutto ci\u00f2 in palese contrasto con un\u2019affermazione contenuta nella prima parte del documento, laddove si trova l\u2019indicazione di \u201ctenere esplicitamente conto della situazione patrimoniale e reddituale del nucleo familiare, rafforzando quindi l\u2019aspetto relativo all\u2019equit\u00e0\u201d: l\u2019art. 53 della Costituzione identifica questo tema nella \u201ccapacit\u00e0 contributiva\u201d, come punto di riferimento per concorrere alle spese pubbliche. Purtroppo il documento nulla dice sulla palese schizofrenia dell\u2019attuale sistema: le imposte sui redditi (IRPEF) si applicano ai singoli, mentre il principale strumento per le agevolazioni (ISEE) \u00e8 improntato sul patrimonio della famiglia. Da una Commissione che si pone l\u2019obiettivo della riforma, ci si poteva aspettare almeno un\u2019ipotesi di cambiamento.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\">Invece, due proposte di modifica sono chiaramente indicate per l\u2019IRPEF: 1) l\u2019abbassamento dell\u2019aliquota media effettiva con particolare riferimento ai contribuenti nella fascia di reddito tra 28 e 55 mila euro; 2) la modifica della dinamica delle aliquote marginali effettive, eliminando le discontinuit\u00e0 pi\u00f9 marcate.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\">Il primo punto consiste nella proposta di riduzione delle imposte per il ceto medio. Ma \u00e8 proprio cos\u00ec?<br \/>\nIn Italia su 60 milioni di abitanti i contribuenti sono circa 41 milioni, suddivisi in 5 scaglioni di redditi. Nel primo scaglione (fino a 15 mila euro) ci sono circa 18 milioni di persone. In quello successivo (da 15 a 28 mila euro) circa 14 milioni di contribuenti. Nel terzo scaglione (appunto, da 28 a 55 mila euro) sono circa 7 milioni. Poi quasi un milione di contribuenti nel quarto scaglione (da 55 a 75 mila euro) e altrettanti nel quinto scaglione (oltre 75 mila euro).<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\">Pertanto, se consideriamo gli ultimi tre scaglioni (oltre 28 mila euro), troviamo in totale circa 9 milioni di individui, che rappresentano poco pi\u00f9 del 20% dei contribuenti. Il restante 80% (circa 32 milioni di persone) \u00e8 collocato nei primi due scaglioni, cio\u00e8 con redditi inferiori a 28 mila euro. Quindi, tutto sommato il vero ceto medio sarebbe quello del secondo scaglione, cio\u00e8 circa 14 milioni di contribuenti, che dichiarano redditi tra 15 e 28 mila euro.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\">Tenendo conto di questi dati, la proposta della Commissione parlamentare di diminuire le imposte ai contribuenti del terzo scaglione risulta favorevole ai ceti pi\u00f9 ricchi. Lo conferma il fatto che non verrebbe compensata da un aumento delle aliquote del quarto e del quinto scaglione. Ci\u00f2 significa che lo sconto che verr\u00e0 fatto ai contribuenti del terzo scaglione, ovviamente varr\u00e0 anche per quelli degli scaglioni successivi, che usufruiranno del medesimo sconto. Non solo: mentre chi fa parte del terzo scaglione potr\u00e0 avere uno sconto soltanto parziale (a meno che si posizioni al limite dello scaglione, cio\u00e8 con 55 mila euro di reddito), i contribuenti del quarto e del quinto scaglione potranno godere totalmente della riduzione di aliquota del terzo scaglione. Insomma, saranno soprattutto i pi\u00f9 ricchi a risparmiare di pi\u00f9, pagando meno tasse.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\">La seconda proposta di modifica riguarda l\u2019eliminazione della forte discontinuit\u00e0 delle aliquote marginali. La proposta \u00e8 sicuramente condivisibile, perch\u00e9 il sistema attuale \u00e8 irrazionale: ci sono alcuni livelli di reddito tra uno scaglione e l\u2019altro o anche quando si supera di poco la \u201cno tax area\u201d, nei quali l\u2019aliquota applicata subisce una brusca impennata. Il metodo pi\u00f9 logico per evitare queste incongruenze sarebbe l\u2019applicazione di una funzione continua (come avviene ad esempio in Germania), con l\u2019aliquota fiscale che aumenta con il crescere del reddito. Invece, \u201cla Commissione concorda che la modalit\u00e0 attraverso cui raggiungere questi obiettivi sia da individuare in un deciso intervento semplificatore sul combinato disposto di scaglioni, aliquote e detrazioni per tipologia di reddito\u201d. L\u2019adozione di un sistema ad aliquota continua &#8211; senza addurre motivazioni &#8211; \u00e8 considerata \u201cmeno preferita\u201d e comunque relativa \u201calle fasce di reddito medie\u201d (senza specificare l\u2019ammontare dei redditi).<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\">Nel documento c\u2019\u00e8 anche un paragrafo dedicato alle imposte sul reddito di impresa. La Commissione parte dal fatto che attualmente il prelievo fiscale sull\u2019imprenditore individuale (o socio di una societ\u00e0 di persone) dipende dall\u2019aliquota marginale e quindi dal reddito complessivo Irpef, mentre sulle societ\u00e0 di capitale insiste un prelievo proporzionale, attualmente fissato al 24%. Secondo logica e in una visione costituzionale verrebbe da chiedersi perch\u00e9 le societ\u00e0 di capitali abbiano il privilegio di una tassazione proporzionale. La Commissione, invece, si pone nella prospettiva opposta, proponendo che anche le imprese individuali possano optare per la tassazione proporzionale, opportunit\u00e0 gi\u00e0 concessa per ricavi inferiori a 65 mila euro.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\">Per quanto riguarda la tassazione dei redditi finanziari, il documento spiega che queste tipologie di reddito sono \u2013 nella maggioranza dei casi \u2013 sottoposte ad un\u2019aliquota sostitutiva proporzionale attualmente fissata al 26%. La Commissione segnala che \u201ctale aliquota andrebbe allineata alla prima aliquota progressiva sui redditi da lavoro\u201d, cio\u00e8 venga diminuita al 23%. Si tratterebbe di uno sconto di oltre il 10% sulle imposte per i redditi finanziari. In realt\u00e0 non si capisce per quale ragione i guadagni in campo finanziario debbano essere parificati al reddito dei contribuenti meno abbienti, quelli che al massimo arrivano a 15 mila euro di reddito. Dato che i redditi finanziari evidentemente appartengono alle classi pi\u00f9 agiate, anche non considerando il cumulo dei redditi, sarebbe pi\u00f9 coerente applicare almeno un\u2019aliquota mediana come quella del terzo scaglione, che \u00e8 del 38%.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\">Infine, prendendo atto che \u201cla situazione vigente incentiva implicitamente gli investimenti privi di rischio (quelli che proteggono il capitale da possibili minusvalenze ma che lo remunerano con un interesse modesto ma ragionevolmente sicuro)\u201d, la Commissione sostiene che \u201cinvece un\u2019impostazione pro-crescita dovrebbe quantomeno essere neutrale rispetto a investimenti maggiormente in grado di convogliare il risparmio privato nell\u2019economia reale\u201d. Di fatto ignorando che \u201cla Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l&#8217;esercizio del credito\u201d (art. 47 Costituzione).<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\">Condivisibile invece l\u2019indicazione sull\u2019IVA: la Commissione ritiene opportuna una \u201cpossibile riduzione dell\u2019aliquota ordinaria attualmente applicata\u201d. L\u2019IVA infatti \u00e8 considerata un\u2019imposta regressiva, poich\u00e9 colpisce i redditi in forma decrescente: l\u2019imposta sui consumi penalizza i meno abbienti, costretti per vivere a spendere tutto ci\u00f2 che guadagnano. Peccato che la Commissione non spieghi come sia possibile ridurre contemporaneamente le imposte dirette (sui redditi del terzo scaglione) e quelle indirette (sui consumi). A logica &#8211; per mantenere la parit\u00e0 di gettito &#8211; se una tassa diminuisce l\u2019altra deve aumentare. A meno che si voglia per scelta esplicita diminuire il gettito fiscale complessivo, con la conseguenza inevitabile di minori risorse per le spese sociali (scuole, ospedali, ambiente, ecc.).<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> Tutto ci\u00f2 contrasta con alcune interessanti affermazioni che si trovano alla fine del documento: \u201cIl contribuente deve pienamente internalizzare il beneficio collettivo che deriva dal pagamento dei tributi, nella forma dell\u2019erogazione di beni e servizi pubblici\u201d. E persino: \u201clo Stato altro non \u00e8 che l\u2019insieme dei contribuenti stessi\u201d. Belle parole, ma che sono largamente contraddette dalle proposte che la Commissione parlamentare ha inviato al Governo come indirizzo politico per la riforma del fisco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cFederico Caff\u00e8 amava ripetere che \u00abfare politica economica significa tre cose: analisi della realt\u00e0, rifiuto delle sue deformazioni, impiego delle nostre conoscenze per sanarle\u00bb. 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Artifoni\",\"description\":\"Rocco Artifoni \u00e8 nato a Bergamo nel 1960. \u00c8 presidente nazionale dell\u2019Associazione per la Riduzione del Debito Pubblico (www.ardep.it) e referente per la Lombardia dell\u2019Associazione Art. 53 (www.articolo53.it). Principali appartenenze e impegni locali (provincia di Bergamo): Consiglio Direttivo della Fondazione Serughetti La Porta (www.laportabergamo.it), Comitato provinciale per l\u2019abolizione delle barriere architettoniche (www.diversabile.it), Coordinamento provinciale di Libera (www.liberabg.it), Comitato bergamasco per la difesa della Costituzione (www.salviamolacostituzione.bg.it), Scuola di educazione e formazione alla politica We Care (www.scuolawecare.it), Redazione della rivista L\u2019Incontro e delle Edizioni Gruppo Aeper (www.aeper.it). Nel 2014 ha pubblicato insieme a Filippo Pizzolato \u201cL\u2019ABC della Costituzione\u201d per le Edizioni Gruppo Aeper con prefazione di don Luigi Ciotti. Nel 2018, insieme a Francesco Gesualdi e Antonio De Lellis, per CADTM Italia ha pubblicato il dossier \u201cFisco &amp; Debito. 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